PAGANI. Comincia male la sesta stagione consecutiva del Celano
in Lega pro. La formazione abruzzese cade al Torre sotto i colpi
di una Paganese più esperta e tecnicamente più dotata. La sfida si
decide nella ripresa quando i padroni di casa spingono ed
approfittano di un’errore di Liverani per sbloccare il risultato. Poi
solo fiammate biancazzurre prima del sigillo finale di Fava che
chiude i giochi. Una gara ricca di spunti di gioco e verticalizzazioni.
Il
tecnico marsicano Facciolo non rinuncia al suo offensivo 4-3-3.
Sciamanna vince il ballottaggio con Luzi. Il neo acquisto Furno si
accomoda inizialmente in panchina. Tra le fila azzurrostellate Tricarico
non è al meglio. Grassadonia affida le chiavi del centrocampo
all’argentino Acoglanis e al veterano Russo. In prima linea spazio alla
coppia formata da Fava e Orlando. Il Celano soffre la partenza
veemente dei padroni di casa. Gli abruzzesi faticano a uscire dal guscio
e si affida esclusivamente a lanci lunghi per innescare il
terminale offensivo Croce. Il timone è della Paganese che prova a
dare sfogo alla manovra con un utilizzo costante delle corsie esterne.
Neglia è un trottolino inarrestabile e crea non pochi grattacapi al
suo diretto marcatore Bruno. In mediana il solo Gentile stringe i denti
per catturare palloni giocabili e dare respiro alla propria
squadra. Il predominio territoriale della Paganese non si tramuta però
in occasioni da rete. La squadra di casa appare troppo legata agli
schemi tattici impartiti da Grassadonia. Dopo due conclusioni di
Barbetti e Sciamanna, gli azzurrostellati cominciano però a
spingere con convinzione. I marsicani soffrono sul settore destro
di difesa dove Neglia mantiene sempre in apprensione Bruno. Il giovane
esterno della Paganese assicura rifornimenti continui per il
reparto avanzato e dai suoi piedi nascono le azioni più pericolose dei
liguorini. Bene per il Celano che le bocche da fuoco azzurre
difettino nella mira come capitato a Galizia al 18’. A salvare l’estremo
difensore ospite Liverani è la poca concretezza in area piccola
dell’ex esterno della Nocerina che fallisce la più ghiotta chance
dei primi venti minuti di gara. La formazione di Facciolo agisce
esclusivamente di rimessa ma non disdegna improvvise folate
offensive che non trovano sbocco negli ultimi sedici metri. Il pacchetto
arretrato della Paganese non è sempre pulito nei disimpegni ma
estremamente efficace. Fino all’intervallo poi i ritmi si abbassano,
complice anche il caldo torrido. La ripresa si apre sulla falsariga
della prima frazione. È sempre la Paganese a dettare sul legge sul
rettangolo verde. A complicare i piani del Celano è il portiere
Liverani. Prima devia sulla traversa un colpo di testa di Galizia e
poi sbaglia il rinvio, consegnando agli uomini di Grassadonia la rete
del vantaggio. Gli abruzzesi accusano il colpo e perdono la
bussola. La Paganese prova a pigiare sull’acceleratore e gioca sul
velluto. Tanti errori in fase d’impostazione per i Marsicani. Non
cambia la musica in attacco dove Croce spreca malamente la palla del
possibile pareggio. È solo una fiammata. Il pallino del gioco è
saldamente nelle mani della formazione di casa. Lo stacco imperioso di
Fava non lascia scampo a Liverani e spegne le residue speranze del
Celano. Il riscatto passa dalla sfida di domenica prossima al Piccone
contro la Vigor Lamezia.
Francesco Pepe per Il Centro