27.2.24

Le imprese non sono mai proibitive.

DI NINO RUGGIERO

A questo punto del campionato, dopo due chiare vittorie e dopo che il traguardo di minima è a un passo dal raggiungimento, a ben ragione, si può sperare di fare qualcosa in più di quello che alla vigilia del campionato era lecito attendersi. Intendiamoci, nessuno pretende risultati roboanti o scalate improponibili, ma da quello che la squadra sta dando in termini di prestazioni e di risultati, nessuna impresa, a questo punto, è da ritenersi proibitiva.

Eppure in questo tipo di campionato, dove alcune società che vanno per la maggiore si sono inutilmente svenate nel tentativo di raggiungere l’obiettivo della promozione in serie C, fa quasi specie vedere una squadra giovane come la Paganese che non si fa passare la mosca sul naso e bussa con cognizione di causa, insistentemente, per conquistare un effimero posto tra le quattro squadre candidate alla disputa dei play-off.

Quanto sia produttivo partecipare a una competizione del genere non si sa. Si sa solo che questa specie di lotteria post season non assicura un bel niente. Ma provarci non costa niente… e allora?

Intanto viene voglia di dire che i giovani nel calcio sono una risorsa; lo sono per le società che non possono permettersi di ingaggiare vecchi “tromboni”, ma anche per quelle che programmano investimenti a medio e lungo tempo. Ora, è chiaro che non sempre puntando sui giovani si riesce ad essere vincenti; è vero però, ed è innegabile, che utilizzando i giovani una squadra può essere plasmata secondo i desiderata di un allenatore che abbia in materia le idee chiare.

Rilassatevi, non è un trattato su giovani calciatori, ma solo una rappresentazione di quella che è oggi la Paganese, vera sorpresa del campionato.

Sarà quello che sarà, quest’anno stiamo vedendo all’opera una squadra intrigante che sta interpretando l’animo verace del tifoso deluso dagli ultimi avvenimenti che si sono succeduti all’indomani dell’era Trapani. Quello che sarà possibile ottenere in termini di classifica verrà poi fuori naturalmente nelle prossime giornate, durante le quali riusciremo probabilmente ad inquadrare le possibilità che ha la squadra di riuscire ad inserirsi nel novero delle migliori formazioni di serie D.

Per intanto, la squadra, con la vittoria sui lucani del Rotonda, mette in saccoccia altri tre punti importantissimi; lo fa inoltre con una prestazione che – soprattutto nel primo tempo – ha fatto stropicciare gli occhi anche agli increduli. Da qui da qui le valutazioni che sono scaturite sulle prestazioni dei singoli nel consueto pagellone di fine gara che potrete leggere qui.

Domenica la squadra azzurro-stellata ha forse battuto il record dei tiri indirizzati a rete. Forse non è proprio un record di quelli che si scordano facilmente, ma è innegabile che la squadra ha tirato a rete con una sequenza inimmaginabile. Tre gol realizzati in meno di mezzora, e almeno un paio di interventi alla disperata propria sulla linea di porta, hanno caratterizzato l’inusuale vena realizzativa della squadra degli uomini di Agovino.

Ci hanno provato in tanti, primo tra tutti un redivivo Orefice che ha segnato il solito gol da rapina e si è fatto poi parare un tiro quando la squadra era sul punto di straripare; altre occasioni da rete si sono avute nella ripresa con Porzio e Coratella quando la squadra si è dovuta difendere dalla furia degli avversari che non ci stavano a perdere. Due contropiede micidiali che meritavano maggiori fortune e che – una volta realizzati – probabilmente avrebbero placato il momento agonistico che nella seconda parte della gara ha visto il Rotonda primeggiare, almeno territorialmente.

Adesso, dopo aver in un certo qual senso sistemato le cose dal punto di vista della classifica, sarà forse il caso di guardare anche al futuro societario. Nell’ambiente si guarda con fiducia alla definizione del contenzioso con l’erario per poter poi stilare un programma futuro in vista del prossimo campionato.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it

26.2.24

La Paganese vista da...Nocera! - A Rotonda una vittoria pesantissima.

Vittoria pesantissima della Paganese in quel di Rotonda, che mette più di un piede  e mezzo sulla casella della salvezza degli azzurri, a dieci giornate dal termine. Secondo blitz del girone di ritorno, dopo quello del 7 gennaio a Barletta, poi i viaggi di Faiello e compagni nelle ultime due erano stati amari, con le sconfitte di Matera e Manfredonia. A Rotonda s'è chiuso il cerchio anche di Orefice che, dopo la rete scaccia crisi personale di domenica scorsa, si ripete e vendica anche il rigore fallito nella gara d'andata, diventando il capocannoniere azzurro con sei reti. Con questo successo sono tredici i punti in questo girone di ritorno, gli stessi delle prime sei del girone d'andata.

Come sempre, anche questa volta, non è stata una vittoria semplice per la Paganese che, nonostante la partenza a razzo che ha visto la realizzazione di tre reti nei primi 24 minuti, ha dovuto penare sino al 95esimo per esultare insieme ai tifosi che l'hanno seguita in massa in Basilicata. Va  a segno il trio d'attacco Iannnone-Orefice-Mancino, per la prima volta, che certifica un gran calcio ed una finalizzazione finalmente decisiva sotto rete, anche se il gol del Rotonda nel recupero del primo tempo, fa capire a Del Gesso e compagni che nel calcio mai abbassare la guardia.

In effetti nella ripresa si attendeva il ritorno dei biancoverdi, ieri in granata, e così è stato con i padroni di casa che dopo dieci minuti hanno accorciato ulteriormente il distacco, credendo in una incredibile rimonta. La Paganese anche con qualche affanno e non sviluppando il gran gioco del primo tempo, ha frenato l'offensiva del Rotonda. Porzio e Coratella, in verità, la potevano chiudere ed evitare palpitazioni ai 250 tifosi azzurri al seguito che hanno corso un brivido nel recupero con l'indecisione di Esposito.

Una vittoria pesantissima, dicevamo, che oltre a certificare ormai il taglio della salvezza, lancia gli azzurrostellati alla ricorsa di un posto nei play-off e sarebbe il giusto premio per il lavoro svolto dalla società, dal tecnico e dai calciatori.

Peppe Nocera - paganesemania.it

Rotonda-Paganese 2-3: la Rassegna Stampa da Paganese Graffiti.




Rotonda-Paganese 2-3: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Iannone primo tempo da superstar (il Pagellone di Paganese Graffiti).

Una Paganese tanto straripante nel gioco e nel risultato non se l’aspettava nessuno. Nel primo tempo, quasi non c’è stata partita se si escludono i primi minuti di gioco. I ragazzi di Agovino sono sembrati autentici mostri, quasi marziani nei confronti di avversari che non riuscivano a prendere le contromisure dal centrocampo in su. Sono arrivati così, naturalmente, i gol di Iannone, di Orefice e di Mancino; ma tanto naturalmente che a un certo punto si è pensato che la squadra dovesse fare i conti con il classico pallottoliere.

Tre gol in trasferta tutti in una sola volta possono fare girare la testa a chi non è abituato a questo tipo di sbornie. E infatti, si è tornati con i piedi per terra quando i ragazzi del Rotonda hanno preso a macinare gioco e soprattutto hanno tentato di mettere la partita sul piano dell’agonismo puro.

La vittoria, per fortuna, nonostante il tentativo dei lucani di rimontare il risultato, ha arriso alla squadra che meglio ha interpretato nel suo insieme la partita e la Paganese ha di che gioire per tre punti importanti per i futuri destini della squadra.
Il pagellone

Esposito Simone 6 – Se la cava con le sue uscite spericolate anche al limite dell’area, soprattutto nella prima parte della gara. Qualche incertezza sul finale della gara poteva costare cara. Può poco o niente sui due gol incassati.

De Gennaro 6 – Si accende a intervallo con buone giocate e fa valere spesso la sua fisicità nei momenti critici. Viene sostituito all’inizio del secondo tempo da Montoro, probabilmente per motivi di ordine tattico.

(dal 46’) Montoro 6 – Potrebbe sfruttare meglio un paio di occasioni che lo vedono protagonista sulla fascia destra dello schieramento. Ma non demerita anche se nel secondo tempo è il rendimento complessivo della squadra che cala di intensità.

Galeotafiore 7 – Si erge statuario in tutte le occasioni in cui viene chiamato in causa da pilastro del reparto difensivo. Conferisce stabilità al reparto arretrato anche nei momenti di maggiore criticità.

Donnarumma 6,5 – Nonostante le scarse apparizioni in prima squadra, non è mai sembrato un corpo estraneo nell’apparato difensivo della squadra fin dai primi minuti di gioco. Gioca con disinvoltura soprattutto nel primo tempo annullando il suo avversario diretto.

De Feo 7 – Oramai è diventato una pedina insostituibile nello scacchiere della squadra e riesce a svolgere con grande sicurezza i compiti che gli vengono affidati. Passa da difensore laterale a centrale di difesa senza alcuna remora. Onora la sua maglia di capitano coraggioso con una prestazione super.

Mancino 7,5 – Ancora una grande prestazione per uno dei pupilli di Agovino. Gioca con il passo di un veterano e mette lo zampino in ogni azione che la squadra va a proporre in avanti. Splendido il tiro di destro che porta la squadra sul momentaneo zero a tre.

Langella 7 – È il fine orchestratore delle manovre che la squadra propone dalla cintola in su. Riferimento costante a centrocampo, mette lo zampino in ogni dove perché riesce a
interpretare con naturalezza sia la fase di ripiego, sia quella di rilancio del gioco.

Del Gesso 7 – Riconferma di poter essere il calciatore che è mancato alla squadra nella prima parte del campionato. Adesso, da qualche settimana, gioca e lotta da par suo come nelle migliori tradizioni dei mediani vecchio stampo. Non disdegna nemmeno di sacrificarsi quando le condizioni tattiche lo chiamano a difesa del risultato.

Orefice 7 – Il suo zampino c’è ogni qualvolta la squadra si presenta minacciosa in avanti. Sembra tornato il cecchino di inizio campionato. Esce solo per motivi squisitamente tattici

(dal 64’) Faiello sv – Doveva riposare dopo aver subito un colpo alla caviglia domenica scorsa, ma si è fatto trovare pronto e sul finale della gara ha portato il suo contributo di esperienza e di classe.

Porzio 6,5 – Sta giocando con il piglio di un veterano e lo fa con grande naturalezza sgusciando da tutte le parti senza dare riferimenti ai suoi avversari. Non è fortunato in zona gol quando nella ripresa, in contropiede, manca il gol del possibile 1 a 4.

(dal 90’) Perulli sv

Iannone 7,5 – Gioca la migliore partita da quando è a Pagani in funzione di ala vecchio stampo. Le sue incursioni sulla fascia sinistra suonano come autentiche minacce per la difesa del Rotonda che sbanda paurosamente. Il premio per lui arriva con la prima segnatura della giornata. I difensori lucani lo ricorderanno come il vero castigamatti della gara. Esce esausto, dopo aver dato il meglio del suo repertorio, nel secondo tempo.

(dal 72’) Coratella sv. Entra quando la squadra ha quasi esaurito del tutto la sua spinta offensiva. Si fa notare per buona qualità di palleggio ma fallisce in contropiede l’occasione per il possibile 2 a 4 facendosi parare il tiro a botta sicura.

Allenatore Agovino 7,5 – Voto alto anche per l’allenatore degli azzurrostellati che ha dimostrato – nonostante le numerose e importanti assenze – di avere le idee chiare su come impostare tatticamente la partita. Le risposte sono venute dal campo e bisogna riconoscere che una compagine tanto trascinante non si vedeva da tempo. Ottimo il primo tempo disputato dalla squadra; forse meritevole di un punteggio ancora più clamoroso.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it

Rotonda-Paganese 2-3: seconda vittoria consecutiva e playoff nel mirino.

Seconda vittoria consecutiva per la Paganese che, dopo il Bitonto, supera al "Gianni Di Sanzo" il Rotonda e torna così a vincere dopo un mese e mezzo in trasferta. Tre a due il risultato finale con la compagine di Agovino in vantaggio di tre reti dopo appena 24 minuti di gara prima del 'ritorno' dei padroni di casa proprio a cavallo delle due frazioni.

Agovino, alle prese con le assenze in difesa di Esposito e Ianniello oltre di Setola e con un Faiello a mezzo servizio, ridisegna i suoi negli uomini mantenemdo immutata la mentalità. Vara così un'inedita Paganese a super trazione offensiva con Iannone e Mancino larghi sugli esterni con Porzio e Orefice ad alternarsi come terminale offensivo. In mediana Del Gesso e De Gennaro supportano Langella in cabina di regia. In difesa Galeotafiore al centro con Donnarumma e De Feo ai lati.

La partenza è di quelle super tanto che dopo 7 minuti gli azzurrostellati sono già in vantaggio con Iannone. Pochi giri di lancette ed è il tap-in sottoporta di Orefice, abile ad approfittare di una respinta corta di Dramè, a portare il risultato sul doppio vantaggio. È una Paganese che fa male ogni volta che decide di affondare il colpo ed è così che a metà frazione Mancino con una precisa conclusione fissa il punteggio sul 3-0.

Gli azzurrostellati sono in controllo totale del match sfiorando anche il poker alla mezz'ora con Orefice prima di calare di attenzione proprio nei minuti di recupero offrendo a Martinez, sugli sviluppi di una rimessa laterale, l'occasione di riaprire il match.

Il gol ridà così coraggio ai padroni di casa che dopo pochi minuti nella ripresa accorciano ulteriormente le distanze con Alari sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Con soltanto un gol di vantaggio di difendere, la Paganese aumenta nuovamente i giri del motore soprattutto in termini di attenzione e concentrazione rischiando, dopo aver sprecato il gol che avrebbe rimesso in ghiaccio la gara in due ripartenze con Porzio prima e Coratella poi, soltanto nell'ultimo assalto del Rotonda per un'incertezza di Esposito

Un ulteriore passo in avanti in classifica così della terribile troupe di Agovino che ora, a salvezza praticamente conquistata, può guardare ai Playoff, distanti un solo punto, con grande ottimismo.

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 7' Iannone, 13' Orefice, 24' Mancino, 46' Fernandez; st 10' Alari

da paganesemania.it

20.2.24

La Paganese vista da...Nocera! - Tre punti nel segno di Orefice.

Ritorna alla vittoria la Paganese grazie alla rete di Orefice che sfata il tabù dopo lunghi mesi di astinenza. Il numero dieci azzurrostellato, subentrato nella ripresa, chiude una ripartenza e pone fine alle sue sofferenze e a quelle della squadra, imbrigliata nella ragnatela organizzata dal Bitonto di Santoruvo. Che ha avuto il torto di farsi trovare impreparato perdendo una velenosa palla a centrocampo. Un paradosso per una squadra che, giunta a Pagani con l'intento di rischiare poco ma con l'anemia del gol, subire la rete in contropiede. 

Torna, dunque, a brillare Orefice che non segnava dal 1° ottobre scorso, quando realizzò la rete che valse il pareggio a Gallipoli, interropendo un digiuno di cinque mesi. Un digiuno passato attraverso due rigori falliti e tre giornate di squalifica che hanno condizionato gran parte della stagione del fantasista ex Matera, dopo un avvio sfavillante con quattro reti nelle prime quattro giornate.

Una rete pesantissima la sua che regala tre punti di platino agli azzurri, privi dell'infortunato Giuseppe Esposito, proiettandoli alle spalle delle grandi del girone. Ora sono dieci i punti di vantaggio sulla zona play-out e meno tre dai play-off. Una condizione quest'ultima scaturita dalla frenata del Matera sconfitto a Barletta.

La partita, infine, ha visto la solita Paganese che ha avuto il pallino del gioco ma che, soprattutto nel primo tempo, non ha sfondato la retroguardia di un accorto ed ordinato Bitonto con l'estremo Diame praticamente inoperoso. Nella ripresa gli azzurri, poi una volta passati in vantaggio, hanno evidenziato la solita pecca di non chiudere la gara almeno in un paio di occasioni. Prima Coratella non ha servito un libero Orefice e poi Perulli a sua volta ha tentato una debole conclusione anzichè servire Coratella dinanzi al portiere, oltre ad un'altra occasione nel finale. Peccato per l'ingenuità di Ianniello che gli è costata il rosso, nel recupero, dando vita ad un calcio di punizione che ha fatto correre un brivido lungo la schiena dei tifosi.

Peppe Nocera - paganesemania.it

foto: Paganese Calcio

Dove possiamo arrivare?

DI NINO RUGGIERO

In un campionato che presenta poche certezze, sono arrivati tre punti importantissimi salutati con soddisfazione – come è giusto che sia – in occasione dell’incontro casalingo contro il Bitonto.

La Paganese ha giocato una partita propositiva, come una delle gare più intense della stagione, nonostante l’assenza dello squalificato Esposito in difesa; la squadra si è sistemata alla meno peggio con De Feo che oramai ha il patentino da “jolly”, atleta buono per tutte le stagioni e per tutti i ruoli.

Ecco, è bastato riaffacciarsi sul proscenio con una chiara vittoria (che va al di là del risultato risicato) per evocare qualche sogno proibito ma mai nascosto, soprattutto da parte dell’ala oltranzista del tifo organizzato. Oramai, con un buon gruzzoletto di punti raggranellati sulle squadre pericolanti, dopo essere arrivati a soli due punti dalla zona play-off, il tifoso si chiede “Dove possiamo arrivare con questa squadra?”

L’allenatore Agovino, giustamente, da navigato esperto della categoria, fa il pompiere. “Da oggi in poi troveremo tutte squadre che ci faranno dannare – dice – perché sono in tante le squadre che sono alla ricerca di punti per salvarsi.”

E allora, fine delle trasmissioni e dei sogni. Ma possiamo, onestamente, dare torto a un allenatore che a Pagani sta facendo miracoli con una banda di giovani di belle speranze? Quello che sarà, sarà. Ma questa squadra cresce e migliora soprattutto per il modo in cui affronta gli impegni.

Della partita con il Bitonto, avete già avuto dettagliati giudizi sui singoli con il pagellone stilato da Paolo Saturno. Aggiungerò solo, per completezza di informazioni, che la squadra è sembrata in salute e ha presentato il suo biglietto da visita in tante occasioni degne di maggiori fortune in zona gol.

Ci sono stati segnali rassicuranti in determinate zone del campo. Tanto per essere più specifici, sta migliorando l’intesa nella zona centrale tra Langella e Del Gesso; quest’ultimo ha trovato una sua precisa sistemazione tattica e gioca ormai da veterano non disdegnando i compiti che spettano a un mediano vecchio stampo. Tanto che la squadra, nel suo insieme, pare più armonica e funzionale. Funziona bene la fascia destra dove Setola ha trovato una giusta collocazione, non solo difensiva. Vi invito a rivedere alcuni scambi in fase propositiva tra lo stesso Setola e Mancino: i due sembrano intendersi ad occhi chiusi. Manovre che in qualche occasione hanno fatto sgranare gli occhi per la loro semplicità e che spesso hanno messo in difficoltà una difesa avversaria apparsa ben messa fisicamente. E poi quel Mancino, un diavoletto mai fermo un momento, una vera pedina in più, forse il migliore in campo in senso assoluto che ha deliziato la platea per quel suo moto perpetuo e per il suo modo di interpretare la gara.

Le note positive non arrivano solo da Mancino. Ci sono elementi che crescono e migliorano di rendimento. C’è Galeotafiore che non manca a nessun appuntamento denotando una notevole forza fisica: conferme arrivano dalla difesa come il giovane Esposito si sta facendo valere tra i pali mentre Ianniello appare sempre di più come un veterano tra i tre difensori centrali che la squadra sta schierando. Per lui solo una tiratina d’orecchi per aver lasciato in dieci la squadra in un momento assai delicato. Ma è giovane e avrà ancora modo di farsi apprezzare.

Avete ancora qualche dubbio sulle condizioni fisiche di Langella? Toglietevelo subito dalla testa: è ritornato ad essere il direttore di orchestra che ben conosciamo.

Che devo dire ancora? Forse una nota di merito deve andare anche a Coratella, semi-debuttante, lontano dal campo per infortunio; si è mosso bene e ha dato fisicità alla squadra nel momento in cui era necessario cambiare registro. Un’altra buona freccia per l’attacco che potrà essere utile alla squadra nel finale di campionato.

Dopo la vittoria con il Bitonto, credo che si possa essere più che soddisfatti del rendimento che la squadra sta offrendo a tutti i livelli. I giovani sono una risorsa imprescindibile e il loro mentore, Massimo Agovino, ha dimostrato di saperci fare. Certo, i giovani hanno i loro limiti; devono crescere, imparare il mestiere, non sempre hanno un rendimento costante; ma che volete? Sono giovani, no? Se avessero un rendimento costante, probabilmente staremmo parlando di altri traguardi. Dove sarà possibile arrivare? Non lo sapremo probabilmente mai; sono i peccati di gioventù…

Nino Ruggiero - www.paganesegraffiti.it

19.2.24

Paganese-Bitonto 1-0: gli altri risultati e la classifica aggiornata.



Paganese-Bitonto 1-0: la Rassegna Stampa da Paganese Graffiti.





Paganese-Bitonto 1-0: Mancino, che partita!

Da paganesegraffiti.it

La Paganese riesce ad avere la meglio nei confronti del Bitonto al termine di una partita non esaltante che gli azzurrostellati sono però riusciti a portare in porto grazie ad una ripartenza fulminea che ha visto protagonista l’intero reparto d’attacco.

Esposito S. 6 – Partita di ordinaria amministrazione. Il Bitonto raramente si presenta pericolosamente dalle sue parti ma si fa trovare pronto sull’unica incursione realmente pericolosa degli ospiti.

Ianniello 5.5 – Gara di sacrificio da parte dell’under azzurro che macchia una prestazione volitiva con un fallo che gli procura la doppia ammonizione e un pericolo di troppo nella propria area di rigore a tempo ormai scaduto.

Galeotafiore 6 – Solita prestazione autorevole del centrale azzurrostellato che non concede troppi spazi agli attaccanti avversari.

De Feo 6 – Si sacrifica in una posizione del campo che non è la più congeniale per lui ma cerca di interpretare il compito impartitogli da Agovino con disciplina.

Setola 6 – Si vede più in fase difensiva che offensiva. Bravo nel dare manforte alla propria retroguardia.

Del Gesso 6 – Non sempre nel vivo del gioco ma ha il senso della posizione in campo e dimostra di aver maturato una esperienza tale da fargli approcciare la gara con il piglio di un veterano.

Langella 6,5 – Pur non nelle migliori condizioni atletiche causa l’infortunio che ha subìto al braccio dimostra di essere il faro illuminante della squadra anche in questa circostanza.

Faiello 6,5 – Nel primo tempo le azioni offensive più pericolose partono sempre dalle sue progressioni sulla fascia sinistra del campo. Giocatore fondamentale per la Paganese grazie ai suoi strappi che creano a più riprese la superiorità numerica.

Iannone 6,5 – Nel primo tempo combina bene con Faiello in fase offensiva anche se non riesce a trovare lo spiraglio giusto per concludere a rete. Nella ripresa è bravo nel servire l’assist vincente ad Orefice che regala la vittoria agli azzurrostellati.

Mancino 7 – Prestazione maiuscola per l’ala della Paganese che risulta presente in tutte le azioni offensive più pericolose. L’azione del gol parte da una sua iniziativa.

Porzio 5,5 – Più in ombra rispetto ad altre sue prestazioni viste in questa stagione calcistica.

Celentano sv

Orefice 7 – Entra in campo nella ripresa e si fa trovare pronto alla prima occasione ben imbastita dai propri compagni di reparto.

Coratella 6 – Bravo nel mantenere palla e far salire la squadra dopo che la Paganese aveva trovato il gol del vantaggio. Una freccia in più per Agovino per le prossime gare

Perulli 6 – Entra in campo nella ripresa e gioca diligentemente il finale di gara.

Donnarumma sv

Agovino 6,5 – Anche se non nella sua migliore versione, La Paganese dimostra comunque di avere sempre uno spartito tecnico tattico preciso e cerca di imporsi attraverso il proprio gioco. Meriti da ascrivere al tecnico che è riuscito a plasmare un gruppo di giovani facendoli diventare una bella realtà di questo torneo.

6.2.24

Siamo così: prendere o lasciare.

DI NINO RUGGIERO

Qualcuno mi chiede un parere sulla condotta di gara che sta caratterizzando l’attuale cammino della Paganese. Sono amici lontani, per lo più persone che, per motivi vari, non riescono ad essere presenti come vorrebbero nelle vicende del calcio nostrano. Non c’è bisogno di scrivere un nuovo trattato sul calcio; i relativi annali in materia trasudano esperienze da tutti i pori.

Di verità, il calcio ne conosce tante. Si parte dalle squadre propositive che ruminano buon calcio, per arrivare alle squadre sparagnine, quelle che giocano un calcio redditizio, senza esporsi troppo, ma che al momento propizio ti puniscono. Ognuna in verità diversa dall’altra, ognuna con sfaccettature diverse, ognuna con storie che possono anche sembrare uguali ma che uguali non sono mai.
Verità diverse, che non si riescono a decifrare compiutamente perché il calcio è bello proprio per quei misteri che lo contraddistinguono. Prendete, appunto, la Paganese di quest’anno. Una squadra costruita con criteri forzatamente parsimoniosi, con un traguardo prefissato di salvezza, affidata alle cure di Massimo Agovino. Una squadra che sembra essere sempre sul punto di decollare, ma che non riesce a prendere il volo come la fervida fantasia dei suoi sostenitori vorrebbe.

Ultima esibizione in trasferta a Manfredonia e ulteriore delusione per un risultato poco soddisfacente. Alti e bassi nel rendimento della squadra la fanno da padroni. Probabilmente avrete avuto modo di leggere il solito pagellone che ha sintetizzato il comportamento dei singoli e non mi dilungo sull’andamento della partita.

A volte sembra che tutto giochi per il verso giusto; i calciatori – una volta interessati – rispondono come meglio non potrebbero alle sollecitazioni del proprio allenatore; il gioco non si fa attendere e unanimemente vengono riconosciute al suo condottiero qualità taumaturgiche in fatto di tattica e proprietà di schemi.

Purtroppo c’è un “ma” per la Paganese nel suo percorso di squadra rivelazione che viene azionato come un freno a mano proprio nel momento in cui la squadra dovrebbe dare il massimo della sua esplosività offensiva. Un “ma” rappresentato dalla scarsa penetrazione offensiva per una compagine che non riesce a trasformare una presunta superiorità di gioco in oro colato; quella che qualche settimana fa ho etichettato come pietra magica o più semplicemente “pietra filosofale”.

In parole povere, la squadra – come quasi tutte le compagini che fanno ricorso a giovani di talento – non riesce a trasformare l’ardore, l’entusiasmo, la voglia di emergere, in energia positiva e alla fine quella che può sembrare una supremazia di ordine tecnico-tattico rimane fine a se stessa.

Ci sono rimedi? Si può ovviare con il lavoro e con applicazioni precise a colmare queste manchevolezze? Non credo. Credo invece che determinate caratteristiche realizzative in zona gol (che gli esperti chiamano fiuto) o si hanno, o non si hanno. Per questo mi sono convinto di accettare una squadra che – nel bene o nel male – quest’anno ha saputo darsi un contegno. La Paganese è una bella realtà e non va rifiutata nel suo insieme. È una squadra soggetta ad alti e bassi come tutte quelle che puntano a valorizzare giovani. Per questo tipo di programma vanno incoraggiati non solo gli atleti che la compongono ma anche tutti coloro che hanno contribuito a formare un progetto che si spera possa durare nel tempo e con migliori fortune.

Faccio un’ultima considerazione; tutti vorremmo avere tra le mani una squadra vincente per ritornare presto nel calcio che conta. È importante però anche che si possa pensare al futuro dopo aver dimostrato che è possibile guardare lontano.

Per il momento, purtroppo, è così.

Siamo così, facciamocene una ragione!

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it

5.2.24

La Paganese vista da...Nocera! - KO nel silenzio del Miramare.

Nel silenzio del "Miramare" la Paganese cade per la seconda volta consecutiva in trasferta, dopo Matera, nel girone di ritorno. Mister Agovino doveva fare a meno dello squalificato under Ianniello rimpiazzato con l'over Donnarumma, confermando la coppia under in mediana Del Gesso-De Gennaro con Porzio in attacco.

Partenza incoraggiante degli azzurri che sullo 0-0 sfiorano il vantaggio sull'asse Faiello-Esposito e reclamano per un dubbio contatto su Mancino in area. E' una Paganese che però stenta, con il passare dei minuti, a trovare quelle trame disegnate nella memoria. Il meccanismo nel cuore del centrocampo non sembra in giornata e poco oleato a dar vita a situazioni di gioco limpide e capaci di mettere il tridente offensivo dinanzi a Paduano.
Troppi errori tecnici, troppi passaggi anche elementari e ravvicinati che stentano a raggiungere il compagno di squadra. Troppe azioni smorzate sul nascere che offrono, invece, la possibilità al Manfredonia di riprendere il possesso palla e il coraggio di imbastire la propria manovra. L'inerzia della gara poi cambia nel finale con la rete di Balba.

Nel secondo tempo Faiello e compagni non registrano le geometrie e sono praticamente innocui con il Manfredonia che  senza strafare  trova il raddoppio su un rinvio poco energico della retroguardia divenut assist per Giacobbe che infila Esposito recuperato in extremis.

Da sottolineare ancora una volta, e gli episodi cominciano ad aumentare, torti arbitrali che stanno penalizzando la Paganese. Solo nelle ultime tre gare almeno un rigore negato a Matera, un gol annullato ad Orefice con il Gallipoli - la palla non era uscita dal fondo - e ieri rigore su Mancino. Non serve a nulla ma se la società potesse far sentire la propria voce nelle stanze giuste non sarebbe male.

Peppe Nocera - paganesemania.it

foto: Lucia Melcarne - Pagija FB Mamfredonia Calcio

Manfredonia-Paganese 2-0: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Manfredonia-Paganese 2-0: ko in Puglia, Faiello ancora sugli scudi.

DI NINO RUGGIERO

Niente da dire sul risultato finale. Si potrà obiettare che la Paganese, pur subendo territorialmente gli avversari, ha avuto dalla sua le occasioni migliori della partita con due palle gol limpide nel primo tempo con Mancino, atterrato in piena area, e con Faiello autore di una splendida intuizione sulla sinistra.

Ma le partite si giocano nella loro interezza e bisogna riconoscere che gli avversari di turno sono stati molto più in palla – ancorché più affamati di punti – della Paganese che per lunghi tratti della partita ha lasciato parecchio a desiderare.

La pausa del campionato, che si ferma per il Torneo di Viareggio, deve servire soprattutto per recuperare le risorse migliori della squadra. Poi sarà quello che sarà…

Ecco il consueto pagellone:

Esposito Simone 6 – Niente da fare sulla prima rete e per certi versi anche sul secondo gol incassato. Per il resto ancora una volta è apparso reattivo e presente, denotando buona sicurezza nel delicato ruolo.

Galeotafiore 6,5 – È il solito atleta generoso che apprezziamo dall’inizio dell’anno. Fedele al suo ruolo, inizia a macinare metri in avanti a sostegno dei centrocampisti quando i sipontini sembrano avere la meglio nel primo tempo. Ancora una volta si fa apprezzare quando è costretto ad agire in funzione di difensore puro.

(dall’84’) Simonetti sv

Esposito Giuseppe 6 – L’impostazione del gioco, in assenza di Langella, sembra essere diventata una sua prerogativa e se la cava bene. Va meno bene quando spesso e volentieri viene avviluppato dagli attacchi degli avversari in zona gol.

Donnarumma 5 – Due errori di seguito commessi prima del gol incassato nel primo tempo ne minano la prestazione. Non riesce a dare linearità alle sue giocate, probabilmente anche per mancanza di intesa con i nuovi compagni di reparto. Da rivedere.

(dal 54’) Orefice 5 – Entra al posto di Donnarumma e la Paganese, con il cambio di modulo, sembra poter dare un volto nuovo alla partita. Ma è solo fuoco di paglia, Gli avversari prendono le dovute contromisure e Orefice si ritrova purtroppo ancora con le polveri bagnate.

Setola 5,5 – È uno che tiene bene la fascia destra e sa proporsi anche in avanti quando riesce a dialogare con Mancino che lo asseconda. Peccato che la sua prestazione di penetrazione in avanti si esaurisca presto. È autore nel primo tempo di un paio di spunti degni di migliori fortune, con cross invitanti che si perdono nelle maglie della difesa avversaria.

Del Gesso 5,5 – Regge abbastanza bene la posizione di mediano quando gli avversari prendono il sopravvento nella zona centrale del campo. Manca di personalità nei momenti cruciali della gara quando dovrebbe prendere per mano la squadra che non riesce a schiodarsi da un’aurea mediocrità.

(dall’87’) Montoro sv

Di Gennaro 5,5 – Comincia bene sulla linea centrale del campo e fa valere in più di un’occasione la sua attitudine al controllo degli avversari che imperversano a centrocampo.

Faiello 6,5 – Quando si accende, la Paganese respira diversamente in avanti. Tutte le azioni piu interessanti partono dai suoi piedi. È autore di un’azione spettacolare al 36’ minuto di gioco quando dalla sinistra serve al centro un pallone deviato miracolosamente in angolo dal portiere pugliese. È la più bella conclusione a rete di tutta la partita da parte della Paganese.

Mancino 5,5 – Sembra ben ispirato e i suoi duetti con Setola autorizzano a ben sperare. Poi si perde per strada e dopo dieci minuti esatti di gioco, dopo aver fatto gridare al rigore per un fallo subíto in area di rigore, non riesce più a dare il meglio di sé stesso.

Porzio 5 – Nel primo tempo, forse a causa di un lungo predominio di gioco da parte degli avversari, viene costantemente anticipato quando si propone in avanti. Non riesce a incidere come in altre occasioni.

(dall’84’) Celentano sv

Iannone 5,5 – Prestazione altalenante. Buoni spunti quando pare puntare a rete per effettuare i suoi proverbiali tiri a giro; ma anche tante pause che un calciatore del suo calibro non dovrebbe avere.

Allenatore Agovino 6 – Intuisce di dover osare di più ed inserisce Orefice al posto di Donnarumma. La squadra riesce a prendere campo e a stringere gli avversari in una morsa che tuttavia non trova sbocchi. Tatticamente la mossa è perfetta, peccato non lo siano anche i principali interpreti azzurro-stellati che cozzano inutilmente davanti ad una difesa ben organizzata, senza cavare un ragno dal buco. Per giunta, in azione di contropiede arriva anche il secondo gol.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it