30.3.26

Ferrandina-Paganese 1-1: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Ferrandina-Paganese 1-1: il Pagellone di Paganese Mania.

La Paganese non convince… che fatica dalla cintola in su!

GALLO 6,5: Una super parata nel primo tempo gli vale la "palma" di migliore in campo.

DI BIAGIO 5,5: Spostato a sinistra, dopo l'immediata uscita dal campo di Piga, fa fatica ad adattarsi nella nuova posizione, sbaglia tanti passaggi per poca abitudine a giocare sul versante opposto.

PIGA sv

Gatto 6: Entra dopo pochi minuti nel ruolo di terzino destro e lo interpreta senza particolari problemi.

FIGUERAS 6,5: Insieme a Gallo il migliore in campo, si fa apprezzare soprattutto nella fase di impostazione gestendo la palla con qualità e serenità.

DE NOVA 6: Il capitano è stato uno degli ultimi ad arrendersi provando in tutti i modi a scuotere i compagni, finisce la partita addirittura come attaccante.

PIERCE 6: Il play argentino gioca una partita normale e questa è una notizia.

MANCINO 5,5: Troppo leggero e lezioso in una partita in cui bisognava usare anche la sciabola oltre al fioretto.

LABRIOLA 5,5 : Si conferma in un momento no, suo l'assist per Pierdomenico, ma da quel momento sbaglia tanti passaggi e sembra non avere energie.

Langella 5,5: Mr Novelli lo inserisce per dare più geometrie alla squadra, ma questa volta l'ex Nola non risponde nella maniera giusta e sbaglia stranamente più di un passaggio.

PIERDOMENICO 6: Bravo in occasione del goal ad inserirsi con tempi perfetti, poi nient'altro.

Paredes 5: Entra per dare peso al centro dell'attacco, ma non si vede praticamente mai.

EL HADDADI 5,5: Lontano parente del "centravanti" visto contro il Martina, non incide né al centro né quando viene spostato a sinistra.

COSTANZO 5,5: Inizia bene, mostrando vivacità e incisività nelle azioni offensive della sua squadra, si perde, come tutti i suoi compagni, dopo il pareggio dei padroni casa.

Negro sv

Alfonso Tortora - paganesemania.it

Ferrandina-Paganese 1-1: la Rassegna Stampa da Paganese Graffiti.






















Novelli: "Troppa tensione, ci è mancata serenità. Obiettivo? Fare il meglio che possiamo".

Dopo il pareggio contro il Ferrandina, mister Novelli analizza la prestazione della sua squadra, sottolineando come il pari non sia stata una questione di atteggiamento, ma piuttosto di gestione e lettura dei momenti della gara. “Non si tratta di avere più o meno fame degli avversari – esordisce – ma di un aspetto più importante. Siamo partiti male nei primi 10-15 minuti, abbiamo commesso diversi errori, cosa che non ci era mai capitata in questo modo. Probabilmente è stata la tensione che non porta da nessuna parte. Col passare dei minuti, però, la squadra è cresciuta, abbiamo avuto diverse situazioni che potevamo sfruttare e siamo anche andati in vantaggio, creando spazi importanti. Tuttavia, siamo stati troppo frenetici nella gestione della palla, sia nel primo che nel secondo tempo”.

Novelli si sofferma anche sull’uscita di Piga, che ha inciso sull’assetto: “Può aver condizionato qualcosa dal punto di vista tattico, perché è un giocatore che dà profondità. Ma non è una questione individuale: il problema è leggere gli spazi e attaccarli nel modo giusto. A volte ci lasciamo guidare dall’istinto e dalla tensione, andando a occupare zone di campo che non sono quelle corrette. Queste sono gare in cui devi essere tranquillo, sereno. Solo così riesci a vedere lo spazio giusto, la giocata corretta, l’uomo da servire. In alcuni momenti non lo abbiamo fatto e abbiamo concesso anche qualche occasione agli avversari”.

Nel secondo tempo la squadra ha provato a spingere, ma senza trovare le soluzioni migliori: “Con due attaccanti potevamo sfruttare di più i cross e riempire meglio l’area. In alcune situazioni lo abbiamo fatto portando tre uomini dentro, ma non con continuità”.

Infine, Novelli torna sugli obiettivi stagionali, invitando a mantenere equilibrio: “Nessuno di noi: società, direttore, allenatore ha mai detto che vincere il campionato era il nostro obiettivo. È normale che adesso ci sia attesa ma noi dobbiamo crescere partita dopo partita e capire il nostro reale potenziale. Se non ci si arriva, significa che il nostro potenziale di squadra è diverso. Il nostro obiettivo è semplicemente fare il meglio che si può. Anche oggi abbiamo fatto buone cose, ma a tratti. Serve più serenità, soprattutto adesso che le partite diminuiscono e la pressione aumenta. Fa parte del percorso di crescita della squadra”.

Da www.paganesemania.it

Ferrandina-Paganese 1-1: un pareggio che serve a poco.

DI NINO RUGGIERO

Situazione primato: se non è finita, poco ci manca. Solo una vittoria chiara e limpida da conquistare in terra lucana avrebbe potuto lasciare buoni margini alla Paganese per continuare a sperare in un aggancio alla prima posizione della classifica. Invece, mentre il Barletta ha vinto conquistando tre punti preziosi, gli azzurrostellati se ne tornano a casa con le pive nel sacco racimolando un solo punticino quando mancano solo cinque gare alla fine del campionato. La matematica ancora ha le sue brave riserve in sospeso, ma, in fatto di logica, tutto lascerebbe pensare che il discorso per la prima posizione sia circoscritto al duo Barletta-Martina Franca. A meno che – perché le sorprese possono sempre esserci – non ci sia nel frattempo un vero e proprio sconquasso in questo finale di campionato, con un exploit proprio della Paganese e una defaillance allo stesso tempo di Barletta e Martina Franca. Che facciamo, vogliamo ancora crederci?

Resta il fatto che ancora una volta, a prescindere dalla vittoria del Barletta sull’Aversa Normanna, gli azzurro-stellati a Ferrandina abbiano steccato senza riuscire a conquistare i tre punti della speranza. Un pareggio anonimo che lascia una scia di rimpianti per quello che la squadra avrebbe potuto fare e non ha fatto in tema di promozione. Sì, è vero che il traguardo tracciato a inizio campionato è stato raggiunto, ma è anche vero (il proverbio suggerisce che l’appetito viene mangiando), che con un poco di buona volontà e di lungimiranza tecnica, si sarebbe potuto avere un calciatore dal piede caldo in zona gol; proprio quello che alla squadra è mancato e continua a mancare. Ne parleremo meglio e più a lungo nelle prossime settimane.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

29.3.26

Ferrandina-Paganese 1-1: Antonacci risponde a Pierdomenico. Fine della corsa?

Si arena a Ferrandina il cammino della Paganese verso la vetta del girone H non andando oltre il pari contro la compagine lucana. Uno a uno il risultato finale al termine di una gara che, nonostante sia stata giocata aldisotto dei canoni standard, aveva visto gli azzurrostellati passare subito in vantaggio con Pierdomenico per poi subire ad inizio ripresa il pari di Antonacci. Troppa poca Paganese poi nella restante parte di tempo che non riesce mai a calciare verso la porta avversaria se non in occasione di un tirocross di Gatto che sbatte contro il palo. A 5 giornate dal termine, i 4 punti dalla capolista Barletta sembrano quasi insormontabili.

Squadra che vince non si cambia e cosi Novelli conferma in toto l'undici che aveva ben impressionato sette giorni fa col Martina. Anche se proprio in apertura del match il tecnico è costretto a rinunciare a Piga, uno dei migliori in questa stagione, per problemi muscolari, dentro così Gatto con Di Biagio dirottato sul versante sinistro. Ed è proprio da quel lato che arriva il vantaggio: palla per Labriola che dalla trequarti pennella al centro a premiare il taglio di Pierdomenico (9') che di testa fa 1-0.
Il gol dello svantaggio non toglie aggressività e motivazioni al Ferrandina che ci prova subito con una rovesciata di Cristiano (11') e poi poco dopo la metà del tempo in una triplice occasione. Pizzo chiama Gallo alla deviazione in angolo, con l'ausilio della traversa, dalla lunga distanza (24'); stesso esito anche sulla conclusione di Desimini (26') mentre di poco a lato la conclusione da posizione defilata di Gianfreda (31'). La Paganese si rifà vedere in attacco sul finire di tempo: Labriola ci prova su punizione dalla distanza (41'), Mancino con una bella volee manda di poco a lato (44') mentre nessun problema per Mosti che blocca le conclusioni di Di Biagio (45') e El Haddadi (46').

Al rientro dagli spogliatoi la gara si mette subito in salita: dopo un pericolo di Kisseih dopo appena 30 secondi, al successivo affondo il Ferrandina pareggia (2'). Dalla destra Canavese mette al centro, Cristiano allunga in qualche modo per Antonacci che sul secondo palo in spaccata batte Gallo. Il pari sembra svegliare la Paganese che ci prova con Labriola subito dopo - troppa centrale la conclusione - ma è solo una momentanea impressione. Nonostante oltre 40 minuti da giocare, la Paganese non riesce a rendersi praticamente mai pericolosa sbattendo sul Ferrandina intenzionato esclusivamente a difendere il pari. L'unico sussulto arriva a metà tempo quando un tiro cross dalla destra di Gatto (28') sbatte sul palo.

Poco, troppo poco per aver la meglio del Ferrandina e poter continuare a rincorrere quel sogno, adesso tenuto in vita da una flebilissima fiammella.

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 9' Pierdomenico; st 2' Antonacci

FERRANDINA (3-4-2-1): Mosti; Desimini (45’ st Quaranta), Gianfreda, Sepe; Otero (1’ st Gallitelli), Asare, Pizzo (1’ st Canavese), Brancati, Antonacci; Cristiano (36’ st Calabria), Kisseih (45’ st Lauria). A disp.: Galiano; Finamore, De Simone, Maltese. All.: Minincleri

PAGANESE (4-3-3): Gallo; Di Biagio (36’ st Giordano), Figueras, De Nova, Piga (8’ pt Gatto); Mancino, Pierce, Labriola (39’ st Negro); Pierdomenico (14’ st Paredes), El Haddadi, Costanzo (31’ st Langella). A disp.: Mangiaracina; Conson, Isufi, Lombardi. All.: Novelli

ARBITRO: Toselli di Gradisca d’Isonzo

NOTE: Spettatori 1000 circa di cui 250 da Pagani. Ammoniti: Asare, Canavese. Angoli: 4-4. Recupero: pt 3'; st 4'

da www.paganesemania.it



24.3.26

La Paganese vista da...Nocera! - Una Paganese bella e concreta!

Dopo due sconfitte consecutive e due settimane in cui l’euforia pre-Barletta aveva lasciato il posto alla delusione, gli azzurri si rialzano e lo fanno in grande stile. Innanzitutto vanno a segno tre volte, cosa riuscita solo una volta in questo campionato a Francavilla in Sinni nel girone d’andata, contro l’ex capolista Martina che, comunque, ha dimostrato tutte le sue qualità. Tutto ciò aumenta il merito di un gruppo di ragazzi che, probabilmente, dopo i due inciampi — rovinosi per la classifica e per il morale — avevano grande voglia di reagire e dimostrare che la Paganese è ancora in corsa. Caparbietà e determinazione si sono viste sin dall’inizio, prendendo di petto l’avversario: una grande Paganese, più che bella. Nel senso che, al di là dello specchiarsi nel gioco come spesso accade, è andata più al sodo, con un El Haddadi in grande spolvero, capace di interpretare al meglio il ruolo di centravanti di movimento, fornendo — con sponde di prima e scambi veloci con le mezzali — quelle situazioni capaci di infilare i vari Labriola, Mancino e Pierce tra le linee difensive pugliesi. Ma soprattutto, l’elemento che emerge da questa partita è che la Paganese ha finalmente concretizzato le palle gol che si è costruita.

Dirò una banalità: vedete come sia tutto più facile quando si fa gol sfruttando le occasioni create? In questo momento, in cui là dietro ci si distrae più frequentemente rispetto al girone d’andata — vedi la rete del pareggio del Martina, con Silvestro tutto solo in area — riuscire a segnare un gol in più degli avversari ti fa vivere la gara con meno incognite e dubbi. Al di là dell’attaccante, più o meno bravo, arrivato in rosa quest’anno, sarebbe bastato realizzare anche solo il 50% delle azioni avute in tutte le gare per stare tranquillamente in vetta. Speriamo di non pagare caro l’opinata sconfitta di Manfredonia, che continua a non andare giù, peggio di una pillola amara.

Ora siamo delle belle inseguitrici alle spalle di un Barletta che avrà sicuramente festeggiato, una volta ricevuto il risultato da Pagani che in un sol colpo stacca il Martina e conferma il +2 sulla Paganese. Adesso la lepre è proprio il Barletta e, se inciampa, bisogna farsi trovare pronti. E questo significa una cosa sola: vincere!

Peppe Nocera - paganesemania.it



23.3.26

Fateci sognare ancora.

DI NINO RUGGIERO

No, non è finita. Non poteva finire così. Le ambizioni di un anno intero non potevano naufragare vista mare, nel vento freddo di Manfredonia in una giornata storta né in un’amara sconfitta, ancora difficile da digerire, con il Barletta capolista al cospetto di un “Torre” strapieno.

Non poteva finire così; ce lo ha detto a voce grossa la Paganese vincendo domenica con il Martina, insinuandosi nella iniziale lotta a due (?) per la promozione. Noi siamo ancora qua: il segnale della Paganese è chiaro, inequivocabile, non lascia adito a dubbi. Nella lotta per il salto di categoria gli azzurrostellati ci sono, ci vogliono stare. E ci restano con lo spirito di chi sa di non avere oramai più nulla da perdere e che vuole solo rincorrere fino alla fine un sogno chiamato promozione; forse lo spirito giusto per chi – dati alla mano, vuoi per una cosa, vuoi per un’altra – è venuta meno nelle sfide clou.

Sì, stropicciamoci gli occhi mentre facciamo due conti, ma è così: la rincorsa al sogno non è finita. Sul lumicino della speranza ha soffiato, rinvigorendo la fiamma, una bella vittoria con il Martina, al termine di una partita che ci ha fatto fare pace con il calcio e che ci ha consentito di tornare a casa con il sorriso stampato sulla faccia e nelle orecchie quel motivetto che fa Pagani è forte e vincerà. Un ritornello che riecheggia nella mente, esattamente come le immagini di quando questo coro diventò il refrain del ritorno degli azzurrostellati tra i professionisti. I conti: -2 dalla vetta e un calendario non impossibile. Con un obiettivo unico per le prossime (sei) gare: vincere e guardare solo avanti per recuperare al momento opportuno i due punti di scarto dal Barletta, altre inseguitrici permettendo.

Insomma, tutti quelli che domenica erano saliti sulle gradinate dicendo Oramai è andata così, oggi ci togliamo definitivamente il pensiero si sono dovuti ricredere. Quel pensiero che volevamo toglierci prima di Pasqua, adesso non ci fa più dormire, ci rende monotematici nelle chiacchiere da bar e ci tiene ancorati a una speranza dura a morire, che ci accompagnerà nelle prossime gare. Perché, scaramanzia a parte, sfidiamo chiunque a dire di non aver consultato il calendario delle prossime partite senza azzardare pronostici e possibili colpi di scena che sarebbero entusiasmanti perché ci riguardano direttamente; ma pure perché darebbero ancora più sapore a un campionato tutt’altro che scontato.

E allora? Ma veramente ce la possiamo fare? E i debiti con il Fisco? Il saldo e stralcio? L’accordo con l’Agenzia delle entrate? Sì, ci sta pure tutto questo ancora da risolvere. Ma adesso lasciateci sognare in pace. Che gusto c’è? Forse la bellezza feroce di chi sa guardare verso l’alto, costruisce giorno per giorno e non si arrende alle difficoltà; ma c’è pure il fascino dell’imprevedibilità, la pratica dimostrazione che le gerarchie non sono eterne e che il calcio non è matematica. Ci illuderemo soltanto? Può essere. Ma è pur vero che chi sogna può muovere montagne. Ma c’è un’altra cosa: questa situazione – lo capirebbe anche un cieco – rinsalda ancora di più il legame viscerale che unisce la squadra alla città. Pagani, lontano da ogni bega politica, ha bisogno di speranze e di tornare a sognare. La Paganese non sarà certo la panacea di tutti i mali, ma resta un buon punto da cui partire.

E allora? Ragazzi, fateci sognare ancora!

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it



I sogni delle persone non finiranno mai.

"I sogni delle persone... non finiranno mai!". È leggendaria questa frase che ripropone il tema di One Piece nella sezione pre-gara del sito ufficiale della Paganese, con ben in vista l'iconico cappello di paglia di Luffy. È una verità assoluta: gli spettatori presenti a Pagani, reduci dalle sfide contro Barletta e Manfredonia, sono gli stessi che non smetteranno mai di sognare. Questo è un punto fondamentale dell'avventura e del percorso che la Paganese sta compiendo. Tutto ciò racchiude l'essenza della filosofia di Mister Novelli e della sua squadra. Resta memorabile una sua frase alla fine del girone d’andata, quando affermò di "volere bene ai suoi ragazzi": è la prova tangibile di quanto sia importante arrivare al risultato attraverso la forza del gruppo, della "ciurma". Una ciurma di ragazzi che non mette al primo posto l'ossessione per il successo, ma la ricerca costante della libertà di scegliere il proprio destino e il proprio obiettivo; giovani disposti a mettere tutto in gioco per il proprio sogno. È il puro concetto di "volontà": quella determinazione incrollabile nel perseguire la propria strada nonostante le difficoltà.

Manca però un tassello importante in questa bellissima storia: noi tifosi non dovremmo essere solo spettatori passivi. Dovremmo, invece, fare nostra la filosofia del Mister e della sua ciurma, vivendo appassionatamente questo percorso senza l'ansia del risultato o della gloria a tutti i costi. Questo approccio sarà fondamentale per un finale di stagione entusiasmante.

I sogni dei singoli e quelli di tutto il popolo paganese sono la forza trainante dell'intera storia... avanti Pagani!

Vincenzo Russo - paganesemania.it



Paganese-Martina 3-2: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Paganese-Martina 3-2: la Rassegna Stampa da Paganese Graffiti.


Novelli è soddisfatto: "Vittoria meritata, orgoglioso del gruppo".

Vittoria importante e convincente per la Paganese che supera il Martina per 3-2 al termine di una gara intensa e quasi perfetta. Nel post-partita, mister Novelli ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, soffermandosi su crescita, mentalità e margini di miglioramento.

ORGOGLIOSO DEL GRUPPO | “Non abbiamo mai fatto proclami per prendere in giro qualcuno. È stato detto chiaramente: dobbiamo tirare fuori il meglio. Tutte le squadre partono da zero, poi è il lavoro che ti dà la direzione. Se arrivi in fondo bene significa che hai avuto qualità, intelligenza e continuità. Se non ci arrivi, vuol dire che ti è mancato qualcosa. Noi lavoriamo giorno dopo giorno proprio per dobbiamo ridurre il margine di errore. Ho grande stima del mio gruppo. Ai ragazzi voglio bene, sono orgoglioso di loro per come lavorano e per le qualità che hanno. Non ci manca nulla, dobbiamo solo migliorare alcuni aspetti.”

INTENSITÀ MENTALE DECISIVA | “Abbiamo vinto meritatamente. Nella prima parte abbiamo trovato spazi grazie alle nostre idee, non per errori loro. Questo deve darci forza e consapevolezza. In alcune ripartenze potevamo essere più determinati nel chiudere l’azione ma fa parte del processo di crescita. L’intensità mentale costruisce tutto il resto, se riusciamo a mantenerla nel tempo, avremo meno difficoltà. Nei momenti di stanchezza deve scattare qualcosa in più perchè quando superi quei momenti, poi gioisci come oggi".

I CAMBI E LE SCELTE TATTICHE | “Pierce era stato ammonito presto e, per le sue caratteristiche aggressive, c’era il rischio di perderlo. La partita era molto tirata. Ho inserito Langella che è un giocatore che ci dà equilibrio, sa leggere le situazioni accelerando o rallentando la manovra a seconda di quello che più serve. Mi dispiace per chi gioca meno, ma tutti stanno dando grande partecipazione. Piga? Quando ha l’attenzione giusta, determina entrambe le fasi. Oggi è stato molto attento, sia in non possesso che nel proporsi costringendo gli avversari ad abbassarsi, e lì possono andare in difficoltà”.

da www.paganesemania.it



Paganese-Martina 3-2: il Pagellone di Paganese Graffiti.

Allenatore Novelli – Ritorna alla sua idea originaria schierando al centro dell’attacco El Haddadi. La mossa ridà sostanza ed energie alla fascia sinistra dello schieramento perché Costanzo, schierato come appoggio di Piga, risulterà tra i migliori in campo. Nel secondo tempo lascia Pierce negli spogliatoi perché è in odore di squalifica, essendo già ammonito, e schiera finalmente Langella che onorerà il suo ruolo di regia.

Gallo – Appare sicuro di sé e compie un paio di interventi risolutivi quando gli avversari sono alla ricerca del gol della speranza. Niente da fare sui due gol incassati.

Di Biagio – Appare subito in giornata di grazia e riesce anche a proporsi in avanti come sa fare molto bene sulla destra dello schieramento.

De Nova – Il capitano riprende il ruolino di marcia che lo ha sempre caratterizzato e riesce a dare sicurezza all’intero reparto difensivo.

Figueras – Gioca senza affanno e con una semplicità disarmante. Unica pecca: si fa trovare impreparato in occasione del cross di Resouf raccolto al centro dell’area da Silvestro che segnerà il gol del momentaneo uno a uno.

Piga – Deve contrastare Resouf che è accreditato come l’uomo più pericoloso del Martina Franca. Lo fa con grande profitto e riesce alla fine ad annullarlo con una grandissima prestazione. Ci mette lo zampino sia sul primo gol di Mancino, sia sul gol di El Haddadi. Serio candidato al ruolo di migliore in campo.

Labriola – Il suo peso specifico si fa sentire nella zona centrale del campo ma non sempre dal suo piede partono siluri precisi per la porta avversaria. Anzi, qualche volta esagera tirando a rete da tutte le posizioni.

Pierce – Sempre presente in ogni fase della partita spende qualche energia in più per contrastare gli avversari che imperversano sulla trequarti e rischia una doppia ammonizione. Novelli lo tira fuori per prudenza.

(dal 46’ Langella) – Entra dall’inizio del secondo tempo e si mette subito in mostra per la sagacia tattica che lo ha sempre contraddistinto. Le sue sono vere e proprie pennellate d’artista quando da centrocampo cerca di dialogare soprattutto con Pierdomenico ed El Haddadi.

Mancino – Gioca in punta di piedi e non sbaglia un intervento dal centrocampo in avanti. Si fa trovare pronto al momento di mettere in rete il pallone del momentaneo uno a zero.

(dall’85 Lombardi) – Poco in campo per una valutazione.

Pierdomenico – Mette in difficoltà con la sua imprevedibilità tutta la difesa avversaria quasi sempre costretta al fallo per frenarne l’inventiva. Esce solo per infortunio.

(dal 82’ Lamonica) – Anche per lui solo uno scampolo.

El Haddadi – Come centravanti di manovra sta trovando il suo vero ruolo. Riesce a smistare palloni e a far salire la squadra a beneficio degli esterni e dei centrocampisti avanzati. Tenta l’eurogol con un tiro da centrocampo sventato con affanno dal portiere pugliese. Poi segna anche un bel gol. Si può chiedere di più?

(dal 77’ Gatto) – Troppo poco in campo.

Costanzo – Ritrova la sua naturale posizione di ala sinistra e si fa apprezzare non solo per l’importante opera di sostegno della fascia sinistra in fase difensiva ma anche per il gol messo a segno. Senz’altro tra i migliori.

(dal 67’ Paredes) – Sostituisce Costanzo e fa di tutto per mettersi in evidenza.

da www.paganesegraffiti.it

Paganese-Martina 3-2: tre punti di speranza...

DI NINO RUGGIERO

Ci sono partite che lasciano il segno. Una di queste è stata Paganese-Martina Franca disputata sul terreno del “Marcello Torre”. Gara bella, avvincente, mai noiosa, con continui capovolgimenti di fronte. Ha vinto la Paganese e mai vittoria è apparsa tanto legittima, non certo per demeriti dell’avversaria di turno, quanto per bravura della squadra azzurrostellata che con una prestazione sontuosa ha fugato tutti i dubbi e le perplessità scaturite nelle ultime due giornate di questo campionato. Dicevo all’inizio di partite che lasciano il segno, e in effetti si è vista all’opera forse la migliore Paganese di quest’anno. La formazione di Novelli ha entusiasmato il proprio pubblico con una prestazione che ha sfiorato la perfezione tattica contro un’avversaria dura a morire. La squadra è andata in gol in modo quasi naturale con tre elementi, Mancino, El Haddadi e Costanzo che hanno saputo sfruttare le occasioni che si sono presentate, cosa che non sempre era riuscita in altre occasioni. È arrivata così una vittoria scaccia crisi, all’indomani della doppia sconfitta con il Barletta in casa e con il Manfredonia in trasferta.

Il significato di questa vittoria? È tutto da valutare in ottica futura. Ma di certo riporta una certa serenità nell’ambiente apparso demoralizzato dopo gli ultimi risultati negativi. Il campionato, da quello che è scaturito oggi, nonostante la vittoria esterna del Barletta, è ancora tutto da giocare quando mancano sei partite alla fine della stagione.

da www.paganesegraffiti.it

Paganese-Martina 3-2: la Paganese rialza la testa e lo fa da grande squadra!

Rialza la testa la Paganese, dopo il doppio e pesante ko con Barletta e Manfredonia, e lo fa da grande squadra con una prestazione maiuscola superando il Martina, giunto al "Torre" da primo della classe, seppur in coabitazione col Barletta. Tre a due il risultato finale con gli azzurrostellati che indirizzano la gara portandosi sul 3-1 gia al termine di un primo tempo quasi perfetto per atteggiamento, personalità e ritmo. A metà ripresa i pugliesi provano a riaprire la contesa con De Angelis ma gli azzurrostellati non rischiano nulla fino alla fine

Parte fortissimo la Paganese a testimonianza della gran voglia di mettersi alla spalle la negatività delle ultime settimane tanto da sfiorare subito il vantaggio con El Haddadi che da centrocampo prova l'eurogol con Simeoli che, non senza difficoltà, devia in angolo. Stesso esito pochi minuti dopo quando la difesa pugliese si rifugia in angolo dopo l'accelerazione sulla destra e il cross al centro di Mancino che Labriola non impatta di un soffio. Il gol è nell'aria ed arriva al quarto di gara: Piga dalla sinistra pesca Mancino sul secondo palo che in spaccata non lascia scampo a Simeoli.
Dopo il vantaggio la Paganese continua a spingere sull'acceleratore ma il Martina colpisce in ripartenza (24'): Resouf va via sull'out destro, palla al centro per Silvestro che ha il tempo di controllare e battere con una volee Gallo. Il gol subito non scalfisce le certezze della Paganese che poco dopo ripassa in vantaggio: Labriola verticalizza per El Haddadi, l'attaccante è anche fortunato nel vincere un rimpallo col diretto avversario cosi come glaciale davanti a Simeoli per il 2-1. Il tris arriva sul finire di tempo, El Haddadi è generoso nel recuperare palla in attacco, Labriola serve Costanzo che dalla sinistra si accentra e lascia partire un tiro a giro imparabile.

Ad inizio ripresa Novelli inserisce Langella, in luogo di Pierce, presumibilmente per gestire con maggiore calma le varie fasi di gioco. Gli azzurrostellati, infatti, rischiano soltanto su un calcio di punizione indiretto di Silvestro, concesso in piena area su un retropassaggio, alquanto dubbio, di Di Biagio, murato dalla barriera ed a metà tempo quando Mastrovito, sugli sviluppi di un angolo, stacca da solo e di testa accorcia le distanze.
Non accade più nulla fino al triplice fischio finale con la Paganese che rialza così la testa e restando, a -2, in scia della capolista Barletta

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 14′ Mancino, 24′ Silvestro, 36′ El Haddadi, 45′ Costanzo; st 28' Mastrovito.

PAGANESE: Gallo, Piga, Figueras, De Nova, Costanzo (68′ Paredes), Pierce(46’Langella), Mancino (87’Lombardi), Di Biagio, Pierdomenico (83′ La Monica )Labriola, El Haddadi (78’Gatto). A disp. : Romano, Isufi, Giordano, Conson. All. Raffaelle Novelli

MARTINA: Simeoli, Lupo (90′ Sorace), Llanos, De Angelis, Mancini (58′ Dieng), Piriz (86’Ievolella), Zenelaj, Virgilio (53′ Mastrovito), Resouf, D’Arcangelo (50′ Santarpia), Silvestro. A disp.: Rossi, Cappilli, Saidy, Palermo A. All. Giuseppe Laterza

ARBITRO: Michele Buzzone della sezione di Enna

NOTE: Spettatori 2000 circa. Ammoniti: Pierce, Piriz, Paredes. Recupero: pt 2'; st 7'

da www.paganesemania.it



17.3.26

Rospi difficili da ingoiare.

DI NINO RUGGIERO

Le soste durante il campionato possono fare bene ma possono anche fare male. Per la Paganese ha fatto decisamente male, sia per quello che riguarda il risultato finale, sia per la prestazione inferiore alle aspettative.

Eppure la partita di Manfredonia era cominciata nel migliore dei modi e la Paganese, dopo aver colpito un palo con El Haddadi, aveva anche segnato con Pierdomenico uno di quei gol che ti fanno fare pace con il calcio. In quella prima mezz’ora di gioco si era potuto ammirare la capacità della squadra azzurrostellata di saper tenere le redini di gioco, con geometrie da libro stampato, di tenere fede al cliché di squadra attenta e giudiziosa cui non fa mai male l’equilibrio tattico scaturito da una visione di gioco corale e avvolgente. Certo, ancora una volta non erano mancate le occasioni per mettere in frigorifero il risultato; ma queste sono cose che si trascinano da tempo, da quando si era capito che alla squadra qualcosa mancava sotto l’aspetto realizzativo. Quello che nessuno si aspettava, a dire il vero, non è tanto il fatto di non essere riusciti a raddoppiare o triplicare il risultato, quanto invece la difficoltà di riuscire a gestire il vantaggio. Perché, diciamocelo in un orecchio, ci può stare che l’avversario di turno abbia una reazione davanti a uno strapotere territoriale della controparte, in quanto in campo ci sono pur sempre anche gli avversari, ma non è accettabile che una retroguardia (quella della Paganese), che fino a qualche giorno fa si presentava con il biglietto da visita di migliore difesa del campionato, possa sciogliersi tutta in una volta davanti ad azioni di contropiede nemmeno poi trascendentali e irresistibili. Considerazione ovvia: se a questa squadra vengono meno nei momenti più critici anche le cosiddette certezze, allora è proprio la fine! Solo così si può spiegare una debacle clamorosa del reparto difensivo, la cui posizione in fatto di piazzamento – purtroppo – aveva già barcollato paurosamente contro il Barletta in occasione del primo gol subìto dopo un banale e semplice lancio da centrocampo a scavalcare.

Intendiamoci, per un bilancio di natura squisitamente tecnica ci sarà tempo; pertanto, in questo momento, quando la squadra è comunque solo a due punti dalla vetta, bisognerà credere fino alla fine nell’impossibile e non cullarsi solo sulla consolazione di aver comunque disputato fino a questo momento un buon campionato.

Spero di aver detto tutto quello che c’era da dire, anche se il rospo per una sconfitta amara è difficile da ingoiare. Il campionato non è affatto già deciso. Il cuore azzurrostellato è comunque duro a morire, come nelle tradizioni più belle di una lunga storia che sta per arrivare a cento anni.

Al “Marcello Torre” abbiamo già visto all’opera il Barletta, domenica vediamo pure il Martina Franca.

Poi, sarà quello che sarà…

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

La Paganese vista da...Nocera! - Siamo ancora in vita, ma se crolla anche la difesa...

La sosta non è servita a Labriola e compagni per scrollarsi di dosso le scorie della sconfitta col Barletta, e la Paganese cade, inaspettatamente, anche a Manfredonia contro una formazione tutt’altro che irresistibile. Eppure l’avvio era sembrato promettente: la squadra di Novelli aveva preso in mano le redini della partita e sembrava poterla gestire. La manovra era fluida, con gli esterni in evidenza, e tornavano dal primo minuto Pierdomenico ed El Haddadi nei loro ruoli naturali, entrambi in grande forma. Spazio al centro dell’attacco per il redivivo La Monica, dopo oltre un mese di assenza, con Negro in tribuna. Tuttavia, ancora una volta, la prestazione dell’ex Barletta è passata inosservata, risultando inoffensivo, mentre Paredes ha cercato di limitare i danni del collega di reparto. Il palo di El Haddadi aveva dato il segnale che la Paganese potesse pungere, e poco dopo è arrivato l’eurogol di Pierdomenico. Poi, pian piano, dopo aver sprecato alcune ripartenze potenzialmente decisive, la squadra si è un po’ seduta, favorendo il pari, il primo regalo al Manfredonia.

Mentre al Putilli di Barletta il Martina ammutoliva i 10.000 tifosi biancorossi con un incredibile 3-3, la Paganese si fa male da sola e consente al Manfredonia di resuscitare, capitalizzando altri due “regali pre-pasquali” e festeggiando in anticipo. Nonostante la consueta manovra avvolgente, questa volta è stato tutto fumo e niente arrosto: gli azzurri arrivavano più volte alla conclusione, ma o sceglievano la soluzione sbagliata, o tentavano tiri dalla distanza improbabili, finendo tra le braccia di Brahja o sulle palme in spiaggia. La solida difesa della prima parte di campionato crollava di fronte agli increduli sipontini, che con gioco semplice si portavano prima sul 2-1 e poi raddoppiavano.

Ancora una volta, nonostante si voglia continuare a giustificare l’assenza di un vero centravanti, lodando un reparto anemico composto da Negro, Paredes e La Monica, la squadra, con un solo gol all’attivo in quasi tutto il campionato, non è riuscita a sopperire a questa lacuna con altre soluzioni, generando quello che possiamo definire il peccato originale di questa meravigliosa squadra. Ora è inutile parlarne, ma i numeri non mentono, nonostante le sterili difese d’ufficio.

Nonostante ciò, il derby tra Barletta e Martina ci mantiene ancora aggrappati al sogno. Il pareggio era, alla vigilia, il risultato auspicato, ma ci aspettavamo anche la vittoria della Paganese. Il “meno due” ci mantiene ancora in vita, ma serve invertire la rotta e ritrovare la vittoria che manca da tre turni, in cui è stato raccolto un solo punto. Domenica, o resuscitiamo, o staccano la spina.

Peppe Nocera - paganesemania.it

Che palo!

Mi ero quasi dimenticato di come ci si possa sentire in un lunedì qualsiasi dopo aver incassato un misto di rabbia, rammarico, delusione, amarezza e la consapevolezza di dover accettare il verdetto. Eppure era iniziato con le giuste aspettative: un gol bellissimo e poi il buio; proprio da chi non te lo aspetti, da quelle che credevi fossero certezze.

È impossibile descrivere ciò che si prova. È come ottenere finalmente quel famoso appuntamento dal vivo con la ragazza che ti piace: dopo aver speso le parole giuste, ti sei piaciuto, l’autostima è salita e le sei piaciuto anche tu. Poi la riaccompagni e, il tempo di salutarla, ti arriva il messaggio: "Meglio rivederci come amici".
Cala il silenzio intorno a te, vedi tutto grigio. La tua giornata di sole diventa nuvolosa in un attimo, l'autostima crolla e inizi a farti mille domande: ti chiedi come sia possibile, cosa tu abbia sbagliato. Prima di addormentarti riguardi la classifica — il "messaggio", per intenderci — e ti fai coraggio: "Sarà per la prossima". Pensi di scriverle di nuovo, ma ti fermi e ti assale la malinconia della realtà. Ti guardi intorno: vivi ancora con i tuoi (sei indipendente, quello sì), ma hai la tua Pandina a metano e usi ancora quel bagnoschiuma al pino. Allora ti chiedi se forse tutto ciò poteva bastare per te, ma non per essere in due. Quel magico selfie in macchina non ricambiato poteva già essere un segnale; il risultato finale suona come una condanna.

Adesso cosa bisognerà fare? Guardare un film in solitaria? Ruminare su ciò che sarebbe potuto essere o cambiare definitivamente registro? Forse dovremmo abbandonare quella casa, trovarci in un monolocale, essere più sicuri e autoritari. Evitare la solita pizzeria sul corso per darci più autorevolezza e sicurezza. Magari, allora, non ci sarà più un messaggio di amicizia, ma un "rivediamoci presto". Perché ne abbiamo bisogno tutti: abbiamo bisogno di rinascere dopo le delusioni subite.
Avanti Pagani!

Vincenzo Russo - paganesemania.it