Sono stati giorni intensi per Pagani e per la Paganese, con sentimenti che si sono inevitabilmente intrecciati. Da un lato la solennità della festa, sentita da tutti i paganesi e non solo; dall’altro la fine dei sogni di gloria, dopo il crollo dell’ultimo mese. La gara con l’Afragolese è stata la prima delle ultime quattro di campionato, che hanno un sapore amaro per i tifosi ma che per i calciatori ricordano quello degli studenti che, a fine anno scolastico o quasi, dopo aver sostenuto le varie interrogazioni, attendono soltanto l’ultima campanella.
Archiviato il campionato, purtroppo con non poche responsabilità della società in termini di mercato di gennaio, l’attenzione si focalizzerà sull’altro tema di pubblico interesse: il debito con l’erario. Un tema che, la settimana scorsa, dopo gli spifferi circolati in città tra i ben informati su un proficuo incontro coi consulenti dell’Agenzia delle Entrate, ha trovato conferma anche in un “annuncio istituzionale” con una comunicazione ufficiale prevista nelle prossime settimane.
Ho notato, però, con stupore come, da parte dei responsabili della comunicazione della società, il fatto che la tifoseria chieda legittima chiarezza sul futuro venga interpretato come un atteggiamento di chi attende che tutto vada a rotoli o, peggio ancora, venga etichettato come sciacallaggio. Un atteggiamento non depone bene per il prosieguo e per il futuro della stessa, che dovrebbe invece adottare una comunicazione più netta e chiara, senza alimentare congetture di alcun tipo.
D’altronde, il chiacchiericcio è alimentato dalle troppe “voci di dentro” che generano ipotesi, dubbi, speranze e incertezze da un giorno all’altro. L’attenzione sul tema è un fatto naturale: è una questione complessa che si trascina da due anni tra accordi presentati, annunciati, poi smentiti e infine ricalcolati passando più volte dal “E' tutto pronto” al “Ci devono far sapere” creando inutili aspettative. Ad alimentare le notizie sono proprio le “voci di dentro” che fanno il giro della città, dando adito a scenari ritenuti veritieri — come quello dei presunti disimpegni di dirigenti — per poi essere puntualmente ritrattati, salvo ripresentarsi ciclicamente ad alimentare il chiacchiericcio.
La Paganese, ricordiamolo, è un bene di interesse comune e sociale e, in quanto tale, è soggetta a critica sportiva: chi la esercita non può per questo essere definito un detrattore!
Peppe Nocera - paganesemania.it









