16.4.26

Archiviato il calcio giocato, ora tocca vincere l'altro "campionato"! Attese novità?

Sono stati giorni intensi per Pagani e per la Paganese, con sentimenti che si sono inevitabilmente intrecciati. Da un lato la solennità della festa, sentita da tutti i paganesi e non solo; dall’altro la fine dei sogni di gloria, dopo il crollo dell’ultimo mese. La gara con l’Afragolese è stata la prima delle ultime quattro di campionato, che hanno un sapore amaro per i tifosi ma che per i calciatori ricordano quello degli studenti che, a fine anno scolastico o quasi, dopo aver sostenuto le varie interrogazioni, attendono soltanto l’ultima campanella.

Archiviato il campionato, purtroppo con non poche responsabilità della società in termini di mercato di gennaio, l’attenzione si focalizzerà sull’altro tema di pubblico interesse: il debito con l’erario. Un tema che, la settimana scorsa, dopo gli spifferi circolati in città tra i ben informati su un proficuo incontro coi consulenti dell’Agenzia delle Entrate, ha trovato conferma anche in un “annuncio istituzionale” con una comunicazione ufficiale prevista nelle prossime settimane.

Ho notato, però, con stupore come, da parte dei responsabili della comunicazione della società, il fatto che la tifoseria chieda legittima chiarezza sul futuro venga interpretato come un atteggiamento di chi attende che tutto vada a rotoli o, peggio ancora, venga etichettato come sciacallaggio. Un atteggiamento non depone bene per il prosieguo e per il futuro della stessa, che dovrebbe invece adottare una comunicazione più netta e chiara, senza alimentare congetture di alcun tipo.

D’altronde, il chiacchiericcio è alimentato dalle troppe “voci di dentro” che generano ipotesi, dubbi, speranze e incertezze da un giorno all’altro. L’attenzione sul tema è un fatto naturale: è una questione complessa che si trascina da due anni tra accordi presentati, annunciati, poi smentiti e infine ricalcolati passando più volte dal “E' tutto pronto” al “Ci devono far sapere” creando inutili aspettative. Ad alimentare le notizie sono proprio le “voci di dentro” che fanno il giro della città, dando adito a scenari ritenuti veritieri — come quello dei presunti disimpegni di dirigenti — per poi essere puntualmente ritrattati, salvo ripresentarsi ciclicamente ad alimentare il chiacchiericcio.

La Paganese, ricordiamolo, è un bene di interesse comune e sociale e, in quanto tale, è soggetta a critica sportiva: chi la esercita non può per questo essere definito un detrattore!

Peppe Nocera - paganesemania.it

14.4.26

La Paganese vista da...Nocera! - Al Torre il clima è di fine stagione, in campo il solito copione.

Clima estivo al Torre per un Paganese–Afragolese che tornava in cartellone dopo 40 anni e che non sarà ricordata come una gara indimenticabile, ma per essere andata in scena di sabato, cosa che, a mia memoria, non era mai accaduta, non in concomitanza con la tradizionale domenica di festa per i paganesi. Partita di fine stagione, con gli ospiti che, nelle intenzioni — messe in pratica soprattutto nel secondo tempo — avevano stimoli maggiori per la conquista di un posto nei play-off.

Mister Novelli, nel “sorteggio settimanale” della punta centrale, questa volta affida a Paredes la maglia da titolare nel ruolo, con La Monica che scala in panchina e Negro in tribuna. Isufi, invece, scomparso dai titolari dopo la gara con il Barletta, trova in Figueras una valida alternativa. Per il resto, tutto secondo copione: rientrano Piga e Labriola; nell’alternanza degli esterni Costanzo è in tribuna per infortunio, con Pierdomenico titolare e Lombardi in panchina rispetto alla gara con la Real Normanna. Anche la tifoseria, come la squadra, ha mollato, lasciando vari vuoti sulle scalee del Marcello Torre, dopo che il sogno promozione è svanito nell’ultimo mese: una squadra che ha infilato il terzo pareggio nelle ultime sei gare, oltre a due sconfitte e una vittoria.

Il copione, del resto, non ha subito variazioni sul tema di un campionato che si è arenato sul più bello. Una squadra che sbatte ancora una volta contro la sua anemia offensiva, con almeno quattro palle gol fallite e un palo che, se da un lato sembrano figli di una squadra viva, dall’altro suonano come la solita nota di una melodia stonata. Questo campionato ha ormai poco da dire alle corde dei tifosi, dal punto di vista tecnico, e deve trascinarsi stancamente alla conclusione, cercando, se possibile, di evitare anche l’inutile strazio dei play-off.

Peppe Nocera - paganesemania.it



13.4.26

Paganese-Afragolese 1-1: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Novelli: "Un ottimo primo tempo, ma se poi non la chiudi...".

Dopo il pareggio con l'Afragolese, mister Novelli analizza la prestazione della sua squadra con equilibrio, tra rammarico e segnali positivi. “La squadra ha fatto un ottimo primo tempo. Siamo andati in vantaggio e abbiamo avuto altre due occasioni nette per raddoppiare. Questo è stato il problema principale: non aver chiuso la partita. Nella prima parte abbiamo fatto veramente bene, ma nella ripresa non siamo stati continui. Abbiamo concesso spazi e, pur creando ancora tre palle gol e colpendo anche un palo, non siamo riusciti a portare a casa il risultato pieno. Quando non concretizzi, poi rischi di giocartela fino alla fine. Abbiamo subito un gol in fuorigioco, ma al di là di questo abbiamo avuto qualche difficoltà sui cross, dove ci siamo fatti trovare impreparati. Rispetto comunque alle partite di Ferrandina e Aversa ho visto una squadra diversa, in crescita. Abbiamo proposto gioco, ma dobbiamo ritrovare continuità e intensità nelle due fasi”.

Sul piano mentale, Novelli ha escluso pressioni esterne: “Non c’è stata pressione da parte di società, direttore, tecnico o tifosi. Anzi, i tifosi ci hanno sempre sostenuto. Il punto è che, quando si avvicina il traguardo, serve serenità. Non è semplice gestire certe situazioni di classifica, soprattutto per chi non ci è abituato. Abbiamo sempre giocato con grande intensità, creando tante occasioni. Questo comporta un grande consumo di energie, sia fisiche che mentali, e alla lunga qualcosa si paga. Nel corso di un campionato è normale avere qualche passaggio a vuoto. Oggi c’è rammarico per il pareggio, ma ho visto una buona prestazione contro un avversario valido”.

da www.paganesemania.it



Paganese-Afragolese 1-1: il Pagellone di PaganeseGraffiti.

Allenatore Novelli – Schiera per la prima volta dal primo minuto Paredes al centro dell’attacco nel disperato tentativo di dare un peso specifico al reparto avanzato. I risultati non sono esaltanti, ma non sono nemmeno completamente deludenti perché il calciatore, con una girata di istinto, colpisce un palo meritevole di migliori fortune. Per il resto, l’allenatore restituisce Labriola ai suoi compiti di guastatore e risistema Piga sulla linea dei difensori laterali. Poi, ordinaria amministrazione delle sostituzioni.

Gallo – Poco lavoro. Sicuro tra i pali, in ogni occasione. Poco da fare sul gol incassato da due passi su ribattuta dopo un primo intervento alla disperata.

Gatto – Tiene bene la fascia destra della difesa e riesce anche a interagire con Pierdomenico. Nel secondo tempo fallisce una buona occasione per il 2 a 1

(dal 85’ Sessa) – Pochi minuti per una valutazione.

Figueras – È forse la sorpresa positiva di questa fase di campionato. Gioca un’infinità di palloni e riesce anche a proporsi in fase di rilancio.

De Nova – Ha padronanza del ruolo come centrale difensivo e si intende bene con Figueras. Si fa sorprendere nell’azione che porta al gol dell’Afragolese.

Piga – Rientra dopo due settimane di assenza e rivitalizza la fascia sinistra dello schieramento quando si sgancia in avanti a proporre suggerimenti.

Labriola – Si conferma goleador principe e mette subito il suo sigillo alla gara. Lavora un’infinità di palloni anche se non è costante e preciso dalla trequarti in avanti.

(dall’81’ Langella) – Ancora una volta non trova posto in formazione fin dall’inizio.

Pierce – È il solito metronomo che ogni squadra vorrebbe avere. Gioca come sempre anche a ridosso della difesa e la sua presenza si fa sentire quando l’Afragolese attacca alla ricerca del gol del pareggio.

Mancino – Un primo tempo così e così. Non è proprio all’apice della condizione fisica per continuità di gioco. Cresce nella ripresa, in virtù di una classe indiscussa e va a un passo dalla segnatura.

(dal 90’ Lombardi) – Pochi minuti in campo.

Pierdomenico – Ha numeri di alta scuola e li esibisce ancora una volta. Non è però fortunato nei suoi tentativi di tiro a rete.

(dal 71’ Di Biagio) – Poco in campo, ma dimostra di essere sempre sul pezzo in difesa e in avanti.

Paredes – Ce la mette tutta per non sfigurare e bisogna dire che non demerita per l’impegno mostrato. Non è nemmeno fortunato quando in girata colpisce il palo nella ripresa nel periodo di maggiore pressione della sua squadra.

El Haddadi – Ritorna sulla fascia sinistra in attacco e fa sfoggio di buoni numeri che però sono quasi sempre neutralizzati dai difensori napoletani

da www.paganesegraffiti.it

Paganese-Afragolese 1-1: Gioielli risponde a Labriola.

La Paganese non riesce ad andare oltre il pareggio per 1-1 contro l’Afragolese nell’anticipo disputato al “Marcello Torre” in occasione della festa della Madonna delle Galline. A sbloccare il match è Labriola poco dopo il ventesimo minuto, ma nella ripresa è Gioielli a ristabilire l’equilibrio, impedendo agli azzurrostellati di ritrovare il successo che manca ormai da tre turni. Una gara dai due volti per la formazione di casa: brillante e dominante nella prima parte, più in difficoltà nella seconda, quando la pressione dei rossoblù si fa sempre più insistente. Eppure, proprio nel finale, la Paganese sfiora il colpo da tre punti, fermata però dal palo che nega il gol a Paredes.

Tra le novità dell’undici iniziale scelto da Novelli c’è proprio l’attaccante spagnolo. In difesa torna Piga, mentre Costanzo è costretto al forfait per infortunio sull’out sinistro offensivo. El Haddadi viene così dirottato sull’esterno, con Pierdomenico dalla parte opposta. Il classe 2007 apre le porte all’inserimento di Gatto nel reparto arretrato, preferito a Di Biagio. A centrocampo confermato il terzetto formato da Pierce, Mancino e Labriola.

Ed è proprio Labriola a prendersi la scena nel primo tempo: dopo due tentativi iniziali (3’ e 12’), al terzo affondo trova il gol del vantaggio. Recupera palla su Torassa nella zona centrale del campo e si lancia verso la porta, battendo Puca con un preciso diagonale dal limite dell’area. Intorno alla mezz’ora è ancora protagonista, questa volta in veste di rifinitore per El Haddadi, che però trova la pronta risposta del portiere avversario. Poco prima dell’intervallo (41’), lo stesso Labriola ci riprova da lontano, sfiorando il bersaglio.

La ripresa si apre con la Paganese subito pericolosa: su un corner battuto rapidamente, Gatto serve un pallone invitante per Mancino, che di testa manda di poco fuori. Con il passare dei minuti, però, cresce l’Afragolese, che alza ritmo e intensità. Ferrara prova a scuotere i suoi con due conclusioni ravvicinate (13’ e 14’), entrambe alte di poco. Al 21’ è invece De Sena, ex della sfida, a sfiorare il pari di testa su cross di Collaro. Il gol è nell’aria e arriva poco dopo: Figueras interviene in anticipo su De Sena al momento del tiro, ma dal rimpallo nasce l’occasione per Gioielli, che in spaccata deposita in rete per l’1-1.

La reazione della Paganese tarda ad arrivare, ma nel finale i padroni di casa tornano a spingere: al 39’ Mancino serve Gatto, il cui diagonale viene murato da un difensore. Poco dopo, è il palo a dire di no a Paredes, negando agli azzurrostellati la vittoria e i tre punti.

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 23’ Labriola; st 28’ Gioielli

PAGANESE (4-3-3): Gallo, Piga, Figueras, De Nova, Gatto (40’ Sessa); Mancino (44’ Lombardi), Pierce, Labriola (36’ st Langella); Pierdomenico (27’ st Di Biagio), Paredes, El Haddadi. A disp: Mangiaracina, Conson, Isufi, Giordano, La Monica. All.: Novelli

AFRAGOLESE (4-3-3): Puca, Massaro (31’ st Chiariello), Nocerino, Senese, Sepe (13’ st De Sena); Gioielli, Torassa (22’ Fabiano), Sokouri; Montaperto, Longo (1’ st Ferrara), Porzio (13’ st Collaro). A disp.: Polverino, Casalongue, Nuredini, Scafaro. All.: Ciaramella

ARBITRO: Cataldo Zito di Rossano

NOTE: Spettatori 1000 circa. Recupero: pt 2’; st 4’

da www.paganesemania.it




Paganese-Afragolese 1-1: coerenti fino all’ultimo.

DI NINO RUGGIERO

Sulla Paganese di quest’anno si può dire tanto; che ha una buona intelaiatura; che gioca un buon calcio; che ha in organico giovani interessanti; che, in fatto di resa, ha anche superato le aspettative della vigilia. Insomma, sul suo conto si può dire di tutto – mettiamola pure sul piano dell’ironia – ma bisogna convenire che su una cosa non è mancata: la coerenza.

Altalenante è stato il suo rendimento durante tutto il suo campionato; altalenante e irritante è stata la gara disputata al “Marcello Torre” contro l’Afragolese. La sua prova è stata caratterizzata ancora una volta proprio da alti e bassi (a questo punto, considerati i punti persi nella lotta per il primato, più bassi che alti!) che hanno funestato il suo percorso verso improbabili sogni di gloria.

La partita con la squadra napoletana pareva essere alla sua portata, specie dopo il gol messo a segno da Labriola, ma poi – come in altre occasioni – qualcosa si inceppato nel suo motore ed è venuta fuori la squadra avversaria che non ha nemmeno dovuto sudare le proverbiali sette camicie per arrivare al pareggio.

Il campionato adesso si avvia al termine con tre gare ancora da disputare. Allora che possiamo dire? Che era tutto segnato? Che non c’erano i presupposti giusti per sognare in grande? Fate voi. È certo solo che bisognerà fin da adesso pensare al futuro. E non guardate nemmeno ai cosiddetti play-off. È roba da ricchi, non fa per noi…

Nino Ruggiero - www.paganesegraffiti.it

4.4.26

Gli altri risultati e la classifica aggiornata.



La classica partitella del giovedì. Ora uscite allo scoperto.

La classica partita senza ambizioni, senza mordente, senza cattiveria; diciamo che è paragonabile a quella del giovedì, dove si provano schemi e tattiche. In questo allenamento ci prova anche il mister a metterci quel pizzico di gestione per tenerli in forma in vista di domenica, azzardando anche un ipotetico 4-4-2 a trazione offensiva, dopo che prima Costanzo e poi El Haddadi sprecano a porta vuota un gol già fatto.

Ma sa di brutto, è senza sapore questa sconfitta. Non è nemmeno tanto pesante il risultato, quanto l'aria che si respira nell'ambiente in attesa della festa patronale: un'aria diventata soffocante, tanto da rendere insopportabile persino la telecronaca, che cercava di rendere appetibile una gara tenendo informati i telespettatori sul risultato della lanciatissima Barletta, quasi come una iettatura. Non ci facciamo mancare nulla; anzi, regaliamo anche il vantaggio agli ospiti: un'uscita errata del capitano e poi il baratro. Inspiegabile, come la Nazionale: stessa identica situazione. Da oggi, chiaramente, si è perso anche il peso della maglia che indossano. Mi dispiace doverlo dire — e non ne conosciamo certamente le ragioni — ma non si capisce come si possa passare da una squadra che suda a una squadra svogliata e priva di idee.

Facciamocene una ragione, allora, oppure dateci prove di maturità: uscite allo scoperto, rendeteci partecipi! Altrimenti perderemo anche l'unica cosa di cui ci vantiamo: il nostro pubblico, che mai come quest'anno è stato presente, onnipresente nonostante le nubi e le incertezze. Siamo disposti ad accettare tutto, anche l'idea di ripartire da zero. Non è un'idea campata in aria, perché tra l'ipotesi playoff (che non hanno valenza) e un campionato pieno di incertezze, meglio rinascere con nuove ambizioni e programmazioni, iniziando dall'impianto sportivo, da una nuova società e da un settore giovanile. Sembra quasi di parlare del momento che sta attraversando l'intero calcio italiano... avanti Pagani!

Vincenzo Russo - paganesemania.it

Novelli amareggiato: "La squadra non mi è piaciuta. E' un problema di testa".

Delusione e tanta amarezza nelle parole di mister Novelli dopo la sconfitta contro la Real Normanna. Una gara equilibrata, ma che lascia strascichi importanti soprattutto sul piano dell’atteggiamento. “È stata una partita equilibrata, ma la squadra non mi è piaciuta”, esordisce il tecnico, senza nascondere il proprio disappunto. “Al di là del risultato, a me piace vedere una squadra con intensità, fame, aggressività, tenacia e idee. Tutte caratteristiche che ci hanno contraddistinto durante il campionato, portandoci in alto. Ultimamente, però, queste qualità stanno venendo meno. Sta a noi capire il perché e ripartire in maniera diversa da come stiamo facendo”.

Il tecnico non salva nessuno, sottolineando come la prestazione negativa sia stata collettiva: “Non mi è piaciuta la squadra, sia l’undici iniziale sia chi è subentrato. È un aspetto collettivo su cui bisogna intervenire subito. L'atteggiamento prima faceva la differenza, ci permetteva di vincere tante partite nei minuti finali. Oggi questo non succede più. Serve testa”.

Dal punto di vista tattico, Novelli spiega le scelte fatte nel finale: “Abbiamo chiuso con tre attaccanti centrali e due larghi per creare situazioni di cinque contro cinque, ma non è servito a nulla. Gli attaccanti si sono nascosti, rendendo la vita facile ai difensori. Così non si può giocare a calcio”.

Il nodo principale resta quindi quello mentale: “È una questione di testa. Consciamente o inconsciamente, è lì che si fa la differenza. Perché dal punto di vista tattico, atletico e di condizione la squadra c’è. L’ottimo campionato fatto finora non deve diventare una giustificazione per prestazioni come questa. Deve essere una forza, non un alibi. Se non siamo forti mentalmente, non possiamo affrontare certe situazioni. Tutto parte da lì, dalla testa”.

da www.paganesemania.it

La Paganese non c'è... con la Real Normanna decide un gol del Ninja Esposito.

Ci si attendeva una reazione almeno sul piano dell’atteggiamento dopo il passo falso col Ferrandina, ma ad Aversa non accade nulla di tutto questo. La Paganese al “Bisceglie” conferma di aver staccato la spina, dopo la vittoria col Martina ed un campionato disputato oltre ogni più rosea aspettativa, subendo una sconfitta che mette la parola fine sui suoi sogni di gloria. A decidere l’incontro è un gol di Francesco Esposito a dieci dal triplice fischio al termine di un match disputato nuovamente al di sotto degli standard di ritmo, intensità e idee a cui la Paganese finora aveva abituato. Eppure a metà ripresa gli uomini di Novelli hanno avuto l'occasione per sbloccarla, sprecata incredibilmente con El Haddadi un gol praticamente già fatto.

Mister Novelli opta per alcune novità nell’undici iniziale: in mediana c’è Langella nel ruolo di play con Pierce e Mancino ai suoi lati per far rifiatare lo stakanovista Labriola. In difesa Giordano sostituisce l’infortunato Piga così come Gatto prende il posto di Di Biagio sul versante opposto. In attacco a destra così si rivede dal 1’ Lombardi.

È la Real Normanna a spingere subito sull'acceleratore rendendosi subito pericolosa: Langella perde palla a centrocampo, palla a Petricciuolo che si accentra e calcia, Gallo respinge corto con De Nova provvidenziale nell'anticipare Antinucci. Al quarto d'ora la Real ci riprova con Capasso che, dopo aver ‘ubriacato’ Giordano, impegna Gallo dal limite. Col passare dei minuti la Paganese prende le misure agli avversari seppur non riesca a manovrare come al solito: ci provano De Nova (15') e Pierce (25') ma per Spurio è tutto facile. L'occasione arriva sul finire del tempo: Costanzo intercetta un velenoso retropassaggio e salta Spurio ma al momento di calciare scivola, l'estremo difensore riesce a recuperare la posizione, probabilmente anche con un fallo che comporta la sostituzione subito dopo proprio dell'esterno azzurrostellato, per poi murare col corpo la conclusione di El Haddadi.

Dagli spogliatoi sembra venire una Paganese con un atteggiamento leggermente diverso volto a conquistare l'intera posta in palio. Il maggiore predominio territoriale sfoca nella ghiottissima occasione al quarto d'ora: Gatto sfonda sulla destra, cross sul secondo palo per El Haddadi che da pochi passi, e a porta vuota, di testa incredibilmente manda a lato. Col passare dei minuti, la Real riprende coraggio, idee e pericolosità soprattutto dopo l'ingresso di Francesco Esposito. Il ninja si rende subito pericoloso (35') chiamando Gallo alla deviazione di piede per poi colpire subito dopo. De Nova sbaglia in impostazione, Ndiaye dalla destra premia proprio il suo taglio sul versante opposto, conclusione di prima intenzione imparabile per Gallo per l'uno a zero.

Non accade nulla più, la Paganese ammirata fino a qualche domenica fa non c'è piu!

IL TABELLINO

MARCATORE: st 36’ F. Esposito

REAL NORMANNA: Spurio, Esposito G, Ejjaki, Messina (20’ st Principe), Iavarone, Russo (40’ st Hutsol), Cassandro, Antinucci (20’ st Capone), Capasso (26’ st Ndiaye), Tortora, Petricciuolo (26’ st F. Esposito). A disp.: Borrelli, Onda, Allegretti, Grimaldi. All.: Sannazzaro

PAGANESE (4-3-3): Gallo, Gatto, Figueras, De Nova, Giordano (46’ st Paredes); Mancino, Langella (32’ st Negro), Pierce; Costanzo (45’ pt La Monica), El Haddadi, Lombardi (32’ st Labriola), Gatto, El Haddadi (38’ st Pierdomenico). A disp.: Mangiaracina, Conson, Isufi, Di Biagio, Pierdomenico. All.: Novelli

ARBITRO: Francesco Saffioti di Como
NOTE: Spettatori 500 circa. Settore ospite chiuso. Ammoniti: Capasso, Iavarone, F. Esposito, Labriola (P). Recupero: pt 2’; st 5’

da www.paganesemania.it



2.4.26

Fine delle trasmissioni per questo campionato.

DI NINO RUGGIERO 

Stavolta, come si dice coloritamente dalle nostre parti, ci siamo proprio tolto definitivamente il pensiero. La Paganese ad Aversa fallisce maldestramente l’appuntamento con i tre punti e contemporaneamente arriva anche la notizia del successo del Barletta in trasferta a Nola.
Fine delle trasmissioni, dunque, e fine delle illusioni che non volevano saperne di stare al loro posto e che continuavano a fare capolino ad ogni piè sospinto, soprattutto dopo qualche passo falso delle altre.

Abbiamo scherzato, ci siamo illusi, ci siamo pure divertiti per buona parte del campionato quando sembrava che la squadra avesse trovato una formula magica tipo “abracadabra, a me gli occhi!” per dare la scalata a un sogno proibito. Il risveglio però è stato duro e da qualche settimana, almeno fino alla sconfitta interna con il Barletta, stropicciando gli occhi, abbiamo dovuto fare i conti con la realtà. Ora, è inutile dire sempre le stesse cose, ricordando a noi stessi che in fondo la squadra ha disputato un buon campionato. Lo sappiamo tutti. Sappiamo tutti come siamo partiti alla vigilia del campionato e quali erano le difficoltà in cui la società si dibatteva. Sappiamo tutti che l’aver allestito una compagine di tutto rispetto suona a onore e merito di due uomini bravi nel pescare ragazzi di buon livello tecnico e di averne valorizzato le potenzialità. Forse però siamo stati presuntuosi e credevamo di aver trovato il segreto della pietra filosofale, quella che simboleggiava la conoscenza assoluta della verità, in grado di tramutare i metalli vili in oro zecchino, quella che, in definitiva poteva pure fare miracoli. E ci siamo sbagliati. Ne parleremo meglio nelle prossime settimane. 

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it 

31.3.26

Le melodie incompiute.

DI NINO RUGGIERO

È proprio tutto già deciso per il primato? Non proprio tutto, ma poco ci manca. La Paganese domenica ha bruciato probabilmente tutte le residue speranze e le ultime illusioni con un pareggio che non serve a niente. È la seconda volta in questo campionato (la prima a Manfredonia) che la squadra azzurrostellata fallisce un appuntamento decisivo e importante per i futuri destini del suo cammino. Il segnale che arriva da Ferrandina è inequivocabile: la squadra, che pure è apprezzabile per il buon campionato che sta disputando, non è pronta per il gran salto e, quando deve dare un segnale forte di presenza e di personalità, non riesce a emergere da una aurea mediocrità. Certo, non è il caso di intonare un de profundis perché le premesse della vigilia sono state pienamente rispettate e anzi hanno superato le più rosee aspettative, ma in un campionato così selettivo, con squadre che si sono svenate per arrivare lassù in alto, non è facile contemplare e coniugare verbi come risparmiare, giocare e vincere. La Paganese, in verità, sul piano del gioco e dell’organizzazione ha sempre convinto la sua numerosa platea di tifosi e simpatizzanti. Non altrettanto però lo ha fatto sul piano squisitamente pratico dei risultati; perché ogni qual volta si prospettava l’occasione per emergere e per affermare il suo buon diritto ad aspirare a qualcosa in più, la squadra ha avuto inattese battute di arresto.

Ci sarà però tempo per guardare quello che è andato bene e quello che è andato meno bene in fatto di rendimento dei singoli componenti della squadra perché è indubbio che ci sia stato qualche atleta che non ha tenuto fede alle aspettative generali e qualcuno che, nelle gare in cui doveva dare prova di personalità e di maturità, è venuto meno. Il discorso, poi, che riguarda il mancato inserimento in squadra di un uomo che avesse confidenze con le reti avversarie è molto profondo. Questa squadra, vanto dell’opera di Bocchetti e di Novelli, è stata costruita con criteri tattici ben definiti ed è risultata sempre molto armonica.

A riguardo, ricordo ancora oggi, a distanza di tanti anni, una raccomandazione di Nereo Rocco, mostro sacro del calcio italiano degli anni Cinquanta/Sessanta, cui era stato chiesto un parere su una squadra vincente da costruire: «Datemi quattro giocatori. Un portiere paratutto, uno stopper con le palle, un autorevole centrocampista pensante e un attaccante che vede la porta. Poi, il resto della squadra potete farla voi». Nel caso nostro, ci sarebbe da dire che mentre ogni settore ha avuto il suo uomo squadra (tanto per essere più chiari De Nova in difesa, Pierce a centrocampo) è mancato proprio all’attacco l’uomo squadra e i vari Odianose, Arganaraz, Negro, Paredes e Lamonica non sono riusciti a segnare quei gol di cui la squadra aveva bisogno per fare il salto di qualità. Una vera e propria opera incompiuta; forse per questo la mente ci porta a un’opera sinfonica (decima sinfonia in Mi bemolle maggiore di Ludwig Van Beethoven), che il compositore tedesco iniziò a progettare, ma che non riuscì mai a completare. A questa Paganese in questo campionato è mancato proprio l’ultimo tassello: quello dell’attaccante che vede la porta.

Per il momento, in attesa dell’impegno esterno di giovedì con l’Aversa Normanna (ultimissima spiaggia?), mi fermo qui.

Nino Ruggiero - www.paganesegraffiti.it

La Paganese vista da...Nocera! - Dal Martina al Ferrandina: perché questa metamorfosi?

Dov’è finita la spumeggiante Paganese vista con il Martina? Cos’è successo alla squadra che, solo sette giorni prima, aveva strapazzato per intensità, ritmo, determinazione e concretezza sotto rete la capolista?

Queste sono le domande più frequenti che mi sono posto e che si sono posti tutti coloro che hanno assistito, increduli, all’arrendevole pareggio contro la “corazzata” rossoblù che, nelle ultime sette gare, ne ha perse cinque e pareggiate due.

La sfida nel Materano è la fotografia di una squadra che ha vissuto il girone di ritorno sull’altalena, manifestando, giornata dopo giornata, un regresso rispetto a quelle che erano le sue prerogative. Al solo tallone d’Achille — un reparto offensivo poco incisivo, con 30 gol in 29 gare contro i 44 del Barletta, i 42 del Martina e i 40 del Fasano — sono venute meno, col passare delle settimane, anche le certezze difensive su cui si era retta nel girone d’andata.

Nella prima parte della stagione erano stati solo 9 i gol subiti in 17 gare, contro i 13 incassati in queste prime 12 del ritorno, con una retroguardia che subisce gol da cinque partite consecutive (8 reti al passivo). In questa striscia sono arrivate 2 sconfitte, 2 pareggi e 1 vittoria.

I numeri fotografano una squadra che ha cambiato pelle nel girone di ritorno: in casa ha perso tre volte e ha rallentato anche in trasferta. Negli ultimi viaggi lontano dal “Torre” sono arrivati due pareggi e una sconfitta, contro squadre che veleggiavano nei play-out.

A Ferrandina è stato toccato il punto più basso di queste trasferte, con una prestazione inguardabile soprattutto nel secondo tempo. Dopo il vantaggio di Pierdomenico, la squadra si è spenta progressivamente già nella prima frazione, per poi appiattirsi definitivamente nella ripresa.

Al di là del pareggio di Antonacci, nei restanti 50 minuti gli azzurri non hanno mai impensierito Mosti: nessun tiro degno di nota, nessuna vera occasione. Zero trame di gioco e zero idee, con inutili lanci fuori misura e calci piazzati da dimenticare. Anche le sostituzioni hanno lasciato qualche dubbio, rivelandosi di fatto infruttuose.

Intanto il Barletta allunga a +4 e il Martina ci scavalca. Il lenzuolo sembra ormai steso sui sogni della Paganese alla vigilia della Settimana Santa, e la trasferta di Aversa ha il sapore di un sepolcro già chiuso, che nessun Lazzaro sembra poter riaprire.

Si resta in attesa di un miracolo, anche se il film, da due anni a questa parte, sembra avere sempre lo stesso finale: l’attesa di novità dall’Agenzia delle Entrate, diventata ormai una barzelletta di cattivo gusto.

Peppe Nocera - paganesemania.it

L'amore in una capanna.

Non mi sono mai illuso. Amo le statistiche e, già solo guardandole, potevo rendermi conto di un fattore importante: il numero di sconfitte era già troppo elevato per una squadra che doveva vincere un campionato di Serie D. Per non parlare poi del numero di gol fatti: se nel girone d'andata la carenza era compensata da una difesa impenetrabile, nel ritorno questo equilibrio è venuto meno e il bottino di punti si è notevolmente ridotto. A dire il vero, essendo nostalgico del calcio giocato e delle emozioni vere — quelle che vanno oltre il giro economico — questa storia alimentava in me un sentimento ribelle. Era come immaginare "l'amore in una capanna": speravo di poter chiudere per una volta i libri delle statistiche e agire per pura volontà, con cuore e abnegazione. Ma non è così, specie in questa competizione e nel girone di ritorno, dove le difficoltà fluttuano in base a come spendi e a come ti comporti.

La Paganese ci ha regalato la possibilità di sognare una rivoluzione nel calcio, eppure resta in me un dubbio forte e lampante: la sensazione di una volontà frenata da una società che non se l'è sentita di fare il grande passo, forse per il peso dei debiti o per la mediocrità della squadra stessa. Sono convinto sia più il primo caso. Non sto insinuando che la società non abbia avuto la volontà di rinforzare la rosa, ma è mancata la volontà ambientale. Troppo spesso la dirigenza ha preferito "mettere le mani avanti", quasi a voler giustificare in anticipo un eventuale fallimento sportivo con la scusa che si fosse già andati oltre le aspettative.

Questo atteggiamento, purtroppo, finisce per trasmettersi alla squadra: se chi comanda si dichiara già soddisfatto, nel gruppo viene meno quella tensione agonistica necessaria per vincere. Si è creato un alibi che ha influito negativamente sulle prestazioni, togliendo serenità e ambizione proprio quando servivano di più.
Questo mi è dispiaciuto molto.

Secondo me questa squadra, anche senza un vero trascinatore capace di risolvere partite sporche come quella di ieri, poteva e doveva fare di più. È mancato qualcosa: proprio quella serenità a cui accenna il mister, necessaria per poter contare davvero. Da questa partita in poi ci si dovrà, per forza di cose, affacciare alla realtà dei fatti, smettendo di sognare e aprendo gli occhi sul futuro e su ciò che sarà.

Adesso è il momento di fare chiarezza: i tifosi, specie quelli che percorrono chilometri per i colori e per la città, hanno bisogno di verità. È questo il momento migliore per accompagnare la fine del campionato nel modo giusto e per preparare un nuovo inizio, magari sognando meno, ma costruendo di più.
Avanti Pagani.

Vincenzo Russo - paganesemania.it



30.3.26

Ferrandina-Paganese 1-1: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Ferrandina-Paganese 1-1: il Pagellone di Paganese Mania.

La Paganese non convince… che fatica dalla cintola in su!

GALLO 6,5: Una super parata nel primo tempo gli vale la "palma" di migliore in campo.

DI BIAGIO 5,5: Spostato a sinistra, dopo l'immediata uscita dal campo di Piga, fa fatica ad adattarsi nella nuova posizione, sbaglia tanti passaggi per poca abitudine a giocare sul versante opposto.

PIGA sv

Gatto 6: Entra dopo pochi minuti nel ruolo di terzino destro e lo interpreta senza particolari problemi.

FIGUERAS 6,5: Insieme a Gallo il migliore in campo, si fa apprezzare soprattutto nella fase di impostazione gestendo la palla con qualità e serenità.

DE NOVA 6: Il capitano è stato uno degli ultimi ad arrendersi provando in tutti i modi a scuotere i compagni, finisce la partita addirittura come attaccante.

PIERCE 6: Il play argentino gioca una partita normale e questa è una notizia.

MANCINO 5,5: Troppo leggero e lezioso in una partita in cui bisognava usare anche la sciabola oltre al fioretto.

LABRIOLA 5,5 : Si conferma in un momento no, suo l'assist per Pierdomenico, ma da quel momento sbaglia tanti passaggi e sembra non avere energie.

Langella 5,5: Mr Novelli lo inserisce per dare più geometrie alla squadra, ma questa volta l'ex Nola non risponde nella maniera giusta e sbaglia stranamente più di un passaggio.

PIERDOMENICO 6: Bravo in occasione del goal ad inserirsi con tempi perfetti, poi nient'altro.

Paredes 5: Entra per dare peso al centro dell'attacco, ma non si vede praticamente mai.

EL HADDADI 5,5: Lontano parente del "centravanti" visto contro il Martina, non incide né al centro né quando viene spostato a sinistra.

COSTANZO 5,5: Inizia bene, mostrando vivacità e incisività nelle azioni offensive della sua squadra, si perde, come tutti i suoi compagni, dopo il pareggio dei padroni casa.

Negro sv

Alfonso Tortora - paganesemania.it

Ferrandina-Paganese 1-1: la Rassegna Stampa da Paganese Graffiti.






















Novelli: "Troppa tensione, ci è mancata serenità. Obiettivo? Fare il meglio che possiamo".

Dopo il pareggio contro il Ferrandina, mister Novelli analizza la prestazione della sua squadra, sottolineando come il pari non sia stata una questione di atteggiamento, ma piuttosto di gestione e lettura dei momenti della gara. “Non si tratta di avere più o meno fame degli avversari – esordisce – ma di un aspetto più importante. Siamo partiti male nei primi 10-15 minuti, abbiamo commesso diversi errori, cosa che non ci era mai capitata in questo modo. Probabilmente è stata la tensione che non porta da nessuna parte. Col passare dei minuti, però, la squadra è cresciuta, abbiamo avuto diverse situazioni che potevamo sfruttare e siamo anche andati in vantaggio, creando spazi importanti. Tuttavia, siamo stati troppo frenetici nella gestione della palla, sia nel primo che nel secondo tempo”.

Novelli si sofferma anche sull’uscita di Piga, che ha inciso sull’assetto: “Può aver condizionato qualcosa dal punto di vista tattico, perché è un giocatore che dà profondità. Ma non è una questione individuale: il problema è leggere gli spazi e attaccarli nel modo giusto. A volte ci lasciamo guidare dall’istinto e dalla tensione, andando a occupare zone di campo che non sono quelle corrette. Queste sono gare in cui devi essere tranquillo, sereno. Solo così riesci a vedere lo spazio giusto, la giocata corretta, l’uomo da servire. In alcuni momenti non lo abbiamo fatto e abbiamo concesso anche qualche occasione agli avversari”.

Nel secondo tempo la squadra ha provato a spingere, ma senza trovare le soluzioni migliori: “Con due attaccanti potevamo sfruttare di più i cross e riempire meglio l’area. In alcune situazioni lo abbiamo fatto portando tre uomini dentro, ma non con continuità”.

Infine, Novelli torna sugli obiettivi stagionali, invitando a mantenere equilibrio: “Nessuno di noi: società, direttore, allenatore ha mai detto che vincere il campionato era il nostro obiettivo. È normale che adesso ci sia attesa ma noi dobbiamo crescere partita dopo partita e capire il nostro reale potenziale. Se non ci si arriva, significa che il nostro potenziale di squadra è diverso. Il nostro obiettivo è semplicemente fare il meglio che si può. Anche oggi abbiamo fatto buone cose, ma a tratti. Serve più serenità, soprattutto adesso che le partite diminuiscono e la pressione aumenta. Fa parte del percorso di crescita della squadra”.

Da www.paganesemania.it

Ferrandina-Paganese 1-1: un pareggio che serve a poco.

DI NINO RUGGIERO

Situazione primato: se non è finita, poco ci manca. Solo una vittoria chiara e limpida da conquistare in terra lucana avrebbe potuto lasciare buoni margini alla Paganese per continuare a sperare in un aggancio alla prima posizione della classifica. Invece, mentre il Barletta ha vinto conquistando tre punti preziosi, gli azzurrostellati se ne tornano a casa con le pive nel sacco racimolando un solo punticino quando mancano solo cinque gare alla fine del campionato. La matematica ancora ha le sue brave riserve in sospeso, ma, in fatto di logica, tutto lascerebbe pensare che il discorso per la prima posizione sia circoscritto al duo Barletta-Martina Franca. A meno che – perché le sorprese possono sempre esserci – non ci sia nel frattempo un vero e proprio sconquasso in questo finale di campionato, con un exploit proprio della Paganese e una defaillance allo stesso tempo di Barletta e Martina Franca. Che facciamo, vogliamo ancora crederci?

Resta il fatto che ancora una volta, a prescindere dalla vittoria del Barletta sull’Aversa Normanna, gli azzurro-stellati a Ferrandina abbiano steccato senza riuscire a conquistare i tre punti della speranza. Un pareggio anonimo che lascia una scia di rimpianti per quello che la squadra avrebbe potuto fare e non ha fatto in tema di promozione. Sì, è vero che il traguardo tracciato a inizio campionato è stato raggiunto, ma è anche vero (il proverbio suggerisce che l’appetito viene mangiando), che con un poco di buona volontà e di lungimiranza tecnica, si sarebbe potuto avere un calciatore dal piede caldo in zona gol; proprio quello che alla squadra è mancato e continua a mancare. Ne parleremo meglio e più a lungo nelle prossime settimane.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it