17.3.26

Rospi difficili da ingoiare.

DI NINO RUGGIERO

Le soste durante il campionato possono fare bene ma possono anche fare male. Per la Paganese ha fatto decisamente male, sia per quello che riguarda il risultato finale, sia per la prestazione inferiore alle aspettative.

Eppure la partita di Manfredonia era cominciata nel migliore dei modi e la Paganese, dopo aver colpito un palo con El Haddadi, aveva anche segnato con Pierdomenico uno di quei gol che ti fanno fare pace con il calcio. In quella prima mezz’ora di gioco si era potuto ammirare la capacità della squadra azzurrostellata di saper tenere le redini di gioco, con geometrie da libro stampato, di tenere fede al cliché di squadra attenta e giudiziosa cui non fa mai male l’equilibrio tattico scaturito da una visione di gioco corale e avvolgente. Certo, ancora una volta non erano mancate le occasioni per mettere in frigorifero il risultato; ma queste sono cose che si trascinano da tempo, da quando si era capito che alla squadra qualcosa mancava sotto l’aspetto realizzativo. Quello che nessuno si aspettava, a dire il vero, non è tanto il fatto di non essere riusciti a raddoppiare o triplicare il risultato, quanto invece la difficoltà di riuscire a gestire il vantaggio. Perché, diciamocelo in un orecchio, ci può stare che l’avversario di turno abbia una reazione davanti a uno strapotere territoriale della controparte, in quanto in campo ci sono pur sempre anche gli avversari, ma non è accettabile che una retroguardia (quella della Paganese), che fino a qualche giorno fa si presentava con il biglietto da visita di migliore difesa del campionato, possa sciogliersi tutta in una volta davanti ad azioni di contropiede nemmeno poi trascendentali e irresistibili. Considerazione ovvia: se a questa squadra vengono meno nei momenti più critici anche le cosiddette certezze, allora è proprio la fine! Solo così si può spiegare una debacle clamorosa del reparto difensivo, la cui posizione in fatto di piazzamento – purtroppo – aveva già barcollato paurosamente contro il Barletta in occasione del primo gol subìto dopo un banale e semplice lancio da centrocampo a scavalcare.

Intendiamoci, per un bilancio di natura squisitamente tecnica ci sarà tempo; pertanto, in questo momento, quando la squadra è comunque solo a due punti dalla vetta, bisognerà credere fino alla fine nell’impossibile e non cullarsi solo sulla consolazione di aver comunque disputato fino a questo momento un buon campionato.

Spero di aver detto tutto quello che c’era da dire, anche se il rospo per una sconfitta amara è difficile da ingoiare. Il campionato non è affatto già deciso. Il cuore azzurrostellato è comunque duro a morire, come nelle tradizioni più belle di una lunga storia che sta per arrivare a cento anni.

Al “Marcello Torre” abbiamo già visto all’opera il Barletta, domenica vediamo pure il Martina Franca.

Poi, sarà quello che sarà…

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

La Paganese vista da...Nocera! - Siamo ancora in vita, ma se crolla anche la difesa...

La sosta non è servita a Labriola e compagni per scrollarsi di dosso le scorie della sconfitta col Barletta, e la Paganese cade, inaspettatamente, anche a Manfredonia contro una formazione tutt’altro che irresistibile. Eppure l’avvio era sembrato promettente: la squadra di Novelli aveva preso in mano le redini della partita e sembrava poterla gestire. La manovra era fluida, con gli esterni in evidenza, e tornavano dal primo minuto Pierdomenico ed El Haddadi nei loro ruoli naturali, entrambi in grande forma. Spazio al centro dell’attacco per il redivivo La Monica, dopo oltre un mese di assenza, con Negro in tribuna. Tuttavia, ancora una volta, la prestazione dell’ex Barletta è passata inosservata, risultando inoffensivo, mentre Paredes ha cercato di limitare i danni del collega di reparto. Il palo di El Haddadi aveva dato il segnale che la Paganese potesse pungere, e poco dopo è arrivato l’eurogol di Pierdomenico. Poi, pian piano, dopo aver sprecato alcune ripartenze potenzialmente decisive, la squadra si è un po’ seduta, favorendo il pari, il primo regalo al Manfredonia.

Mentre al Putilli di Barletta il Martina ammutoliva i 10.000 tifosi biancorossi con un incredibile 3-3, la Paganese si fa male da sola e consente al Manfredonia di resuscitare, capitalizzando altri due “regali pre-pasquali” e festeggiando in anticipo. Nonostante la consueta manovra avvolgente, questa volta è stato tutto fumo e niente arrosto: gli azzurri arrivavano più volte alla conclusione, ma o sceglievano la soluzione sbagliata, o tentavano tiri dalla distanza improbabili, finendo tra le braccia di Brahja o sulle palme in spiaggia. La solida difesa della prima parte di campionato crollava di fronte agli increduli sipontini, che con gioco semplice si portavano prima sul 2-1 e poi raddoppiavano.

Ancora una volta, nonostante si voglia continuare a giustificare l’assenza di un vero centravanti, lodando un reparto anemico composto da Negro, Paredes e La Monica, la squadra, con un solo gol all’attivo in quasi tutto il campionato, non è riuscita a sopperire a questa lacuna con altre soluzioni, generando quello che possiamo definire il peccato originale di questa meravigliosa squadra. Ora è inutile parlarne, ma i numeri non mentono, nonostante le sterili difese d’ufficio.

Nonostante ciò, il derby tra Barletta e Martina ci mantiene ancora aggrappati al sogno. Il pareggio era, alla vigilia, il risultato auspicato, ma ci aspettavamo anche la vittoria della Paganese. Il “meno due” ci mantiene ancora in vita, ma serve invertire la rotta e ritrovare la vittoria che manca da tre turni, in cui è stato raccolto un solo punto. Domenica, o resuscitiamo, o staccano la spina.

Peppe Nocera - paganesemania.it

Che palo!

Mi ero quasi dimenticato di come ci si possa sentire in un lunedì qualsiasi dopo aver incassato un misto di rabbia, rammarico, delusione, amarezza e la consapevolezza di dover accettare il verdetto. Eppure era iniziato con le giuste aspettative: un gol bellissimo e poi il buio; proprio da chi non te lo aspetti, da quelle che credevi fossero certezze.

È impossibile descrivere ciò che si prova. È come ottenere finalmente quel famoso appuntamento dal vivo con la ragazza che ti piace: dopo aver speso le parole giuste, ti sei piaciuto, l’autostima è salita e le sei piaciuto anche tu. Poi la riaccompagni e, il tempo di salutarla, ti arriva il messaggio: "Meglio rivederci come amici".
Cala il silenzio intorno a te, vedi tutto grigio. La tua giornata di sole diventa nuvolosa in un attimo, l'autostima crolla e inizi a farti mille domande: ti chiedi come sia possibile, cosa tu abbia sbagliato. Prima di addormentarti riguardi la classifica — il "messaggio", per intenderci — e ti fai coraggio: "Sarà per la prossima". Pensi di scriverle di nuovo, ma ti fermi e ti assale la malinconia della realtà. Ti guardi intorno: vivi ancora con i tuoi (sei indipendente, quello sì), ma hai la tua Pandina a metano e usi ancora quel bagnoschiuma al pino. Allora ti chiedi se forse tutto ciò poteva bastare per te, ma non per essere in due. Quel magico selfie in macchina non ricambiato poteva già essere un segnale; il risultato finale suona come una condanna.

Adesso cosa bisognerà fare? Guardare un film in solitaria? Ruminare su ciò che sarebbe potuto essere o cambiare definitivamente registro? Forse dovremmo abbandonare quella casa, trovarci in un monolocale, essere più sicuri e autoritari. Evitare la solita pizzeria sul corso per darci più autorevolezza e sicurezza. Magari, allora, non ci sarà più un messaggio di amicizia, ma un "rivediamoci presto". Perché ne abbiamo bisogno tutti: abbiamo bisogno di rinascere dopo le delusioni subite.
Avanti Pagani!

Vincenzo Russo - paganesemania.it



16.3.26

Manfredonia-Paganese 3-1: gli altri risultati di giornata e la classifica aggiornata.



Manfredonia-Paganese 3-1: la Rassegna Stampa da PaganeseGraffiti.





















Manfredonia-Paganese 3-1: il Pagellone di PaganeseGraffiti.

Oggi, dopo la disfatta di Manfredonia, oltre a pensare ai misteri del calcio che non finiscono mai, non è per niente facile fare le pulci alla squadra in tema di valutazione dei singoli.

Cominciamo dall’allenatore, Novelli – È costretto a fare a meno di Isufi squalificato e di Graziani infortunato. La mossa iniziale di La Monica forse nessuno se l’aspettava perché l’esperimento di El Haddadi come centravanti tattico aveva dato buoni frutti. Alla squadra è mancata molto la presenza di Costanzo sulla fascia sinistra. Poi nel corso della gara ha fatto le sostituzioni che riteneva più giuste. Non tutto però è filato secondo le sue aspettative.

Gallo – Non ha praticamente colpa su gol incassati. Sul primo, aveva già fatto un mezzo miracolo e nulla ha potuto sulla ribattuta ravvicinata.

Di Biagio – Non è stato il solito baluardo difensivo sulla destra dello schieramento. Anche in avanti non ha avuto molta fortuna.

(21′ st Gatto) – Viene schierato nella ripresa al posto di Di Biagio ma non entusiasma.

Figueras – È forse il meno colpevole in una difesa distratta e disinvolta che si fa trovare impreparata sui contropiede avversari.

De Nova – Non è il solito pilastro difensivo e commette più di una ingenuità che un calciatore del suo calibro non può permettersi.

Piga – Anche per lui, che solitamente è tra i migliori in campo, la gara non si mette bene e solo poche volte riesce a portarsi in avanti.

Labriola – È sempre un generoso, ma la sua giornata non è tra le migliori e si intestardisce spesso nel tentare tiri a rete impossibili.

(31′ st Langella) – Le sue qualità non si discutono anche se ancora una volta è utilizzato con il contagocce.

Pierce – Nel grigiore generale non perde mai la testa. Cerca di ricucire il gioco di centrocampo ma per molti compagni non è giornata.

Mancino – Ritrova il posto sulla trequarti ma incide poco nell’economia del gioco anche se sfiora un paio di volte il gol.

(37′ st Lombardi) – Un ritorno un formazione di pochi minuti che serve solo alla statistica.

Pierdomenico – È autore di un gol bellissimo degno di cineteca. È tra i più attivi in fase offensiva.

La Monica – Schierato a sorpresa si muove con grande generosità ma i frutti in fase realizzativa non si vedono.

(21′ st Paredes) – Entra al posto di La Monica ma non incide molto in avanti.

El Haddadi – Il ritorno sulla fascia non lo ha favorito molto anche se proprio all’inizio della partita colpisce il palo su servizio di Pierce.

(21′ st Costanzo) – Probabilmente tardivo il suo inserimento sulla fascia sinistra dell’attacco.

da www.paganesegraffiti.it

Novelli mastica amaro: "Errori individuali che pesano! Il risultato non rispecchia il campo...

Mastica amaro Raffaele Novelli dopo la sconfitta per 3-1 contro il Manfredonia. Nel consueto post partita il tecnico sottolinea come la sua squadra abbia interpretato bene la partita soprattutto nella prima parte, pagando però alcuni errori individuali e la mancata concretezza sotto porta. “Nei primi 35 minuti la squadra ha giocato molto bene – ha spiegato il tecnico – Siamo stati squadra nelle idee, nelle due fasi di gioco e nell’attaccare gli spazi. Siamo passati in vantaggio sull’1-0 e abbiamo avuto anche due situazioni importanti per fare il 2-0, ma negli ultimi metri abbiamo sbagliato qualche scelta. Nella prima parte non abbiamo rischiato assolutamente nulla e anche nella ripresa la squadra è rimasta dentro la partita. Poi però abbiamo commesso degli errori individuali che ci sono costati caro e che alla fine hanno determinato il risultato. Nonostante tutto, negli ultimi quindici-venti minuti abbiamo avuto tre palle gol e anche una traversa. La squadra ha avuto idee e ha interpretato bene la gara, ma nel calcio se non chiudi le partite quando ne hai l’occasione poi rischi di pagare gli episodi”.

Novelli ha poi fatto riferimento anche a qualche decisione arbitrale discussa, invitando però i suoi a mantenere sempre lucidità e serenità ribadendo la necessità di crescere e ridurre gli errori in questa ultima parte di stagione. “Ci sono state due o tre decisioni molto discutibili, ma non dobbiamo innervosirci. Anzi, queste situazioni devono darci più forza. Non possiamo perdere tranquillità durante la partita perché questo toglie energie mentali. Il risultato non rispecchia completamente quello che si è visto in campo, ma il calcio è questo. Dobbiamo crescere, migliorare alcuni aspetti nelle due fasi di gioco e soprattutto ridurre gli errori. Nel girone di ritorno le occasioni per recuperare non sono tante e dobbiamo essere più forti di tutto”.

da www.paganesemania.it

Manfredonia-Paganese 3-1: un black-out a metà ripresa, Hernaiz rimonta gli azzurrostellati...

Non riesce a rialzarsi la Paganese che, dopo il KO interno col Barletta, soccombe anche al “Miramare” con il Manfredonia per tre a uno. Gli azzurrostellati incassano così la seconda sconfitta consecutiva al termine di una gara in cui si è vista anche la solita Paganese soprattutto nella prima mezzora di gara ed a inizio ripresa prima di un improvviso black out dove, più delle qualità dell’avversario, sono stati determinanti gli errori individuali.

Eppure le premesse erano tutt’altre con un buon approccio alla gara tanto da consentire agli uomini di Novelli di portarsi in vantaggio a metà tempo (26’) con un eurogol di Pierdomenico, dopo aver colpito anche un palo con El Haddadi in avvio di gara. Il primo campanello d’allarme giunge in occasione del pari di Spinelli (36’), scaturito sugli sviluppi di un generoso calcio di punizione concesso sull’out destro, che toglie qualche certezza agli azzurrostellati che non riescono più a ripartire fino all’intervallo.

La ripresa inizia però proprio come il primo tempo con la Paganese nuovamente padrona del campo e a spingere sull’acceleratore come testimoniano le conclusioni in successione di El Haddadi (2’) e Labriola (7’ e 12’) oltre che di un quasi autogol di Biagioni (14’) sul velenoso cross dalla destra di Pierdomenico.

Ma proprio quando meno te l’aspetti, la Paganese decide di farsi male da sola: sugli sviluppi di un calcio piazzato nella propria trequarti gli azzurrostellati perdono malamente palla, verticalizzazione improvvisa (25’) di Urain per Hernaiz che davanti a Gallo non sbaglia. Gli uomini di Novelli accusano il colpo oltremodo tanto da sbandare subito dopo (30’) quando il neoentrato Jallow dopo 40mt palla al piede manda la sfera di poco a lato. Un minuto dopo ecco il patatrac: De Nova sbaglia in fase di impostazione, ne approfitta nuovamente Urain che serve subito Hernaiz che sigla la sua personale doppietta.

La Paganese fa fatica a metabolizzare il pesantissimo uno-due prima di concludere la gara totalmente in attacco sbattendo prima sulla traversa (42’) e poi sull’estremo difensore Brahja che mura le conclusioni di Costanzo (45’), Paredes (48’) e Pierdomenico (49’).

La vetta resta li ad un passo: ad appena due lunghezze dal duo Barletta-Martina ma per continuare a crederci non sono permessi più cali di concentrazione! A partire da domenica prossima quando al “Torre” arriverà proprio il Martina.

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 26’ Pierdomenico, 36’ Spinelli; st 25’ Hernaiz, 31’Hernaiz

MANFREDONIA (3-4-2-1): Brahja; Biagioni, Nobile, Spinelli; Rondinella, Ceparano, Cicerelli (28’ st Catullo), Balba (28’ Di Maso); Babaj (19’ st Jallow), Hernaiz (32’ st Esposito); Urain. A disp.: De Simone, De Luca, Giacobbe, Giglio, Scoccola. All.: Pezzella

PAGANESE (4-3-3): Gallo; Piga, De Nova, Figueras, Di Biagio (21’ st Gatto); Labriola (32’ st Langella), Pierce, Mancino (36’ st Lombardi); Pierdomenico, La Monica (21’ st Paredes), El Haddadi (21’ st Costanzo). A disp.: Romano, Conson, Giordano, Sessa. All.: Novelli

ARBITRO: Cosimo Papi di Prato
NOTE: Spettatori 1500 circa. Ammoniti: Babaj, Balba, El Haddadi. Recupero: pt 2’: st 6’

da: www.paganesemania.it



Manfredonia-Paganese 3-1: una resa incondizionata.

DI NINO RUGGIERO

È vero che la matematica – guardando attentamente la classifica – non esclude ancora niente, ma è impressione generale che solo un miracolo potrebbe rimettere in gioco la Paganese per il primato, quando mancano sette turni alla fine del campionato.

Delusioni a non finire dalla trasferta con il Manfredonia, non solo per chi ancora una volta non ha voluto mancare di essere presente in una gara decisiva, ma anche per i tanti – soprattutto appartenenti ai gruppi organizzati – che la partita per motivi di opportunità l’hanno vissuta da casa guardandola sui canali a pagamento di Videonola. Eppure la gara aveva avuto un inizio più che rassicurante e la Paganese aveva sin dai primi minuti sfiorato la rete colpendo un palo con El Haddadi. L’eurogol messo a segno da Pierdomenico, una vera perla balistica con pallone all’incrocio dei pali, aveva confermato l’impressione di una squadra in salute che aveva smaltito la sbornia di sette giorni addietro contro il Barletta. Una volta in vantaggio, poi la squadra azzurrostellata aveva mancato per ben due volte di seguito il raddoppio. Niente, proprio niente, lasciava presagire che quella squadra avrebbe avuto nel secondo tempo un vero e proprio tracollo d’identità e si sarebbe consegnata al Manfredonia a braccia praticamente alzate, a mo’ di resa incondizionata.

Che cosa è successo, allora? Perché una metamorfosi tanto clamorosa? Dove è finita quella squadra del primo tempo che sembrava essere padrona del campo e della partita? L’interrogativo probabilmente ci perseguiterà per lungo tempo e forse non sapremo mai perché una squadra – che comunque ha note carenze in fase realizzativa – può avere una doppia personalità, tipo dottor Jekyll e mister Hyde e perdere il controllo completo di una partita.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

12.3.26

Rialziamoci subito! Andiamo a riprenderci la vetta!

Il calcio, a volte, sa essere crudele. Una domenica amara, quella del "Marcello Torre", dove il risultato non ha reso giustizia all’impegno della Paganese troppo timorosa all’inizio e penalizzata da una decisione arbitrale giusta a metà. Il Barletta e il Martina hanno messo la freccia, sorpassandoci di un solo, misero punto. Ma non è questo il momento di chinare il capo o lasciarsi andare allo sconforto. Siamo la Paganese, e la nostra storia insegna che sappiamo risorgere proprio quando il vento sembra soffiare contro.

Pagani non è una città: è un campo lungo, pieno di rumore, dove il calcio non nasce per divertire ma per identificare. L’appartenenza, l’orgoglio, l’amore per la nostra città. Come dichiarato dal DS Antonio Bocchetti “Non si molla nulla” ora più che mai. Il KO di domenica scorsa deve bruciare dentro ogni singolo calciatore, deve trasformarsi in quella rabbia agonistica necessaria per azzannare il campionato. La classifica è corta, cortissima: siamo lì, a un passo dal riprenderci quello che ci appartiene. Un punto di distacco non è un baratro, è un trampolino di lancio. Non serve deprimersi, serve fame.

Domenica prossima a Manfredonia non sarà solo una partita di calcio, sarà una prova di carattere. La squadra deve scendere in campo con gli occhi di chi vuole mangiarsi l'erba, consapevole di avere alle spalle un’intera città che trema e spera per questi colori. Dobbiamo ruggire, tornare a essere quel muro invalicabile che ci ha reso protagonisti di questa stagione. Ora più che mai, l’ambiente ha bisogno di ottimismo contagioso. Basta mugugni, basta processi: facciamo sentire ai ragazzi che siamo al loro fianco. La strada per la gloria è ancora lunga, tortuosa certamente, piena di buche, ma ancora praticabile.

Rialziamoci subito. Per la maglia, per la storia, per il nostro orgoglio. Andiamo a riprenderci la vetta!

Carlo Avallone - paganesemania.it



10.3.26

A sostegno oltre ogni avversità.

La settimana di pausa è passata, ma porta con sé malessere e incertezza per il futuro della Paganese. La sconfitta interna contro il Barletta ha influito pesantemente sulla positività acquisita con il lavoro e il sacrificio, lasciando spazio a una negatività che non può che far male a questi ragazzi. Nei commenti post-partita emerge tutta la rabbia verso l'allenatore e la società, i primi capi d'accusa. È frustrante notare come non esista riconoscenza nel mondo del calcio.

Per non farmi travolgere da questa energia negativa, mi sono rivolto a un tifoso speciale: un "ragazzotto" con oltre 70 anni di militanza che, oltre alla gratitudine, possiede memoria storica. Curioso di sapere cosa ne pensasse, sono rimasto sorpreso dalla sua risposta, proprio perché lui ne ha viste tante. La sua espressione non destava preoccupazione e, con piena fiducia, ha ribadito un concetto importante: "La domenica mi diverto!".

Encomiabile. Se scavassimo nella sua mente, troveremmo sicuramente calciatori di calibro, partite esaltanti e squadre leggendarie. Dopo le rassicurazioni di un tifoso che non conosce soste, che non si ferma davanti ad alcun evento catastrofico e che ritrovi sempre al solito posto col suo saluto "Forza Azzurri", è facile cancellare le mie perplessità. Dobbiamo concentrarci sulla positività che va riconosciuta a questo presente, senza farci condizionare dalle paure per il futuro o dalle ombre del passato. Ci vorrebbero 10, 100, 1000 Mimì 'o Luongo per questa Paganese: oggi più che mai, a sostegno oltre ogni avversità.

Vincenzo Russo - paganesemania.it



9.3.26

E' volato in cielo il portierone azzurro: addio a Pasquale Fiore.

Dopo la scomparsa a soli 68 anni, lo scorso 16 gennaio, di Giancarlo Tacchi funambolica ala, un altro protagonista della Paganese 1976-77, che sfiorò la serie B, ci ha lasciato: Pasquale Fiore. Il portierone azzurro, dopo una lunga malattia, a 72 anni si è spento nel Veneto dove risiedeva. Nato a Napoli il 9 dicembre del 1953, vinse il Torneo di Viareggio con la formazione partenopea nel 1975. Di quella squadra tanti calciatori approdarono nelle stagioni successive alla Paganese: dal tecnico Rosario Rivellino, al portiere Sorrentino ed ancora i vari Parasmo, Masiello e Coco, senza dimenticare lo storico massaggiatore Bruno Carmando che iniziò la carriera proprio alla Paganese dieci anni prima.

Il gatto volante, come veniva soprannominato, dal Napoli giunge alla Paganese a 24 anni, voluto dal tecnico Gennaro Rambone, risultando il principale artefice di quella difesa di ferro, la meno battuta della serie C, che permise agli azzurrostellati di contendere la B al Bari. 37 presenze e solo 18 reti al passivo. Dopo la straordinaria stagione a Pagani venne acquistato dall'Avellino e ceduto al Como voluto ancora da Rambone, allenatore dei lombardi. Fatte le cosiddette “ossa” divenne il primo portiere partenopeo ad indossare la maglia del Napoli e fu vice di Carmignani e soprattutto Castellini dal 1978 al 1984, prima di trasferirsi all'Udinese. Addio Fiore, baffuto portierone azzurrostellato, che ci ha i fatto sognare quando sentivamo snocciolare la formazione di quella memorabile Paganese, stagione 1976-77, che iniziava con il tuo cognome: Fiore, Bonora, Leccese, Zanin, Zana, Stanzione, Tacchi, Patalano, Di Giaimo, Iannucci, Grassi.

da www.paganesemania.it



3.3.26

Non è vero ma ci credo.

DI NINO RUGGIERO

È proprio vero quando si dice “la lingua batte dove il dente duole”. La sconfitta con il Barletta non è stata per niente digerita, non tanto per quello che riguarda il risultato apparso alla fine ineccepibile, quanto per le cause che l’hanno determinata.

Guardate, valore del Barletta a parte (squadra di ottima caratura tecnica), ci sono due episodi che sono ancora sotto la lente di ingrandimento per come si sono presentati e che hanno determinato una svolta forse decisiva sul risultato. Due episodi, uno appresso all’altro, consequenziali, hanno indirizzato la partita su un binario dal quale in certe occasioni non si scappa. Quello che ancora appare incomprensibile è il piazzamento disinvolto della difesa azzurrostellata su un rilancio senza grosse pretese da centrocampo per il centravanti Da Silva e che ha portato all’episodio del calcio di rigore. Ancora non si è capito, e forse non si saprà mai, perché la difesa si è fatta trovare impreparata su un rilancio innocuo dalla metà campo; forse perché sbilanciata troppo in avanti o perché fidava su un presunto fuorigioco del centravanti avversario? Nella circostanza, l’arbitro ha interpretato il regolamento più rigido in questi casi; espulsione di Isufi e calcio di rigore, nonostante le vibranti proteste di chi gli faceva notare, ovviamente di parte Paganese, che il fallo era stato commesso ben fuori dalla linea che delimita l’area di rigore.

Fermiamoci qui, riconoscendo al Barletta i suoi meriti per aver bene interpretato la gara in tutte le sfaccettature in virtù di una rosa composta da elementi di grande caratura tecnica, un vero lusso per la serie.

Sul rendimento dei componenti la squadra azzurrostellata ho già detto tutto quello che c’era da dire con il consueto pagellone di fine gara. Aggiungerei solo, e non deve suonare affatto come scusante, che l’allenatore Novelli non ha potuto contare sulla solita efficienza fisica di Labriola, Graziani e Mancino, debilitati per cause varie, e che di solito costituiscono asse portante della squadra che fa capo all’immenso Pierce, mai lodato come merita, fiore all’occhiello della squadra in cabina di regia. Ma queste sono cose che possono capitare lungo un campionato e bisognerebbe avere il sostituto giusto per ogni ruolo in caso di bisogno o necessità. Resta il fatto che la Paganese, pur ridotta in dieci per l’inopinata espulsione di un suo calciatore, ha giocato al limite delle sue attuali possibilità e avrebbe meritato, in virtù di un ottimo secondo tempo, almeno di ridurre le distanze.

Cosa dire ancora? Il campionato riserva ancora otto gare fino al termine e non è detto che la squadra non riesca a recuperare la prima posizione inserendosi nella lotta tra Barletta e Martina Franca. Ma dovrà farlo con una vera e propria impresa puntando tutto sul gioco che fino a questo momento l’ha contraddistinta con la leggerezza e la spensieratezza dei suoi giorni migliori. La logica dice cose diverse, dopo il gran recupero di Barletta e Martina Franca, ma il cuore che batte con i colori azzurri non si rassegna. Parafrasando il grande teatro napoletano, è forse allora il caso di dire “Non è vero, ma ci credo”

Amen!

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

La Paganese vista da...Nocera! - Non basta il meraviglioso Marcello Torre!

Non è bastato il meraviglioso Marcello Torre a Labriola e compagni. Il Barletta è stato più forte e maturo della Paganese, a cui hanno tremato le gambe, ed i vecchi volponi pugliesi lo hanno capito dal primo minuto. Per tutta la settimana nell'ambiente biancorosso, dai tifosi al gruppo squadra e tecnico si aveva in testa, con convinzione, solo la vittoria e lo hanno messo in pratica in campo. Nel primo tempo la Paganese ha sbagliato tutto quello che non ha sbagliato sino ad ora: approccio e gesti tecnici, errori banali, non riuscendo a fare due passaggi di seguito. Cosa mai vista prima, con una tensione che si tagliava a fette. La Paganese era come uno studente che arrivava all'esame dove non si ricordava più nulla, bloccandosi dinanzi al professore. Poi gli eventi, rigore fuori area oltre all'ingenuità di posizione di Isufi con Da Silva, hanno fatto il resto indirizzando la partita.

La svolta poteva esserci quando l'indemoniato Da Silva, e meno male che non c'era Malcore a proposito se servono o meno gli attaccanti, ci ha graziato con il palo con Costanzo invece che sullo 0-2, dopo la prodezza di Laringe che da solo inventa il raddoppio, da ottima posizione fallisce la rete. Andare all'intervallo sull'1-2 sarebbe stata la scintilla che avrebbe potuto riaccendere il motore di una Paganese sino a quel momento in panne. La differenza è proprio li: tra chi vede la porta, Laringe, e chi no.

A quel punto, dal ritorno della pausa, mi aspettavo di vedere subito in campo Negro o Paredes, non dopo 24 minuti, con Pierdomenico già nella mischia non dopo 12 minuti. Un peccato perchè poi nella ripresa s'è rivista la solita Paganese che conosciamo. Libera di mente, sbarazzina, con cambi gioco, sovrapposizione, con passaggi millimetri e smarcanti sciorinando un calcio più fluido, fallendo tre-quattro occasioni. Perchè questa Paganese non s'è vista nel primo tempo? E' la domanda che mi porto dietro io ed gli oltre 4000 tifosi azzurrostellati.

Il Barletta ha cercato e voluto questa vittoria ed il primato e s'è le presa con l'autorità della grande squadra. La sosta dovrà ricaricare sicuramente le batterie di una squadra con il morale sotto ai tacchi e l'altra domanda allora sarà questa. Saprà come dopo le altre battute d'arresto, già tre sconfitte su cinque gare interne nel girone di ritorno, rialzarsi e riprendere la corsa? Ora lo dovrà fare da inseguitrice essendo alle spalle della coppia Barletta -Martina che si affronteranno alla ripresa.

Peppe Nocera - paganesemania.it



2.3.26

Ripartiamo dagli applausi finali... non è il momento di arrendersi!

Vincenzo Russo inaugura la rubrica "Chiacchiere da bar" sul sito paganesemania.it

Una settimana di trepidante attesa, forse due; perché anche contro la Sarnese, volente o nolente, tutti pensavamo già a questo match. Nessuno, però, immaginava di vivere uno dei peggiori incubi: un episodio che condanna e chiude i giochi prematuramente. La partita nasce e muore lì, in quell’espulsione, seguita dalla bravura di chi ha saputo colpire a freddo per il k.o. Da quel momento il match prende un’altra piega e le letture tattiche perdono di significato.
È un epilogo durissimo da digerire. Conosciamo il valore della Paganese — la sua forza, dinamicità e velocità — ma giocare quasi tutta la gara in inferiorità numerica contro una squadra esperta rende tutto proibitivo. Gli avversari sanno come gestire i tempi: quando affondare, quando rallentare, quando accorciare.

Vorrei però ripartire dal finale. L’unico antidoto per questa Paganese stordita è il fermo immagine di chi è rimasto sugli spalti ad applaudire e incoraggiare. Un segno di maturità e riconoscimento; quel riconoscimento che purtroppo non ho visto in sala stampa, dove è partito il solito 'processo alle intenzioni'. Si dimentica quanto di buono è stato costruito per la crescita di una città che ha visto squadra, tifosi e società uniti in un cammino tortuoso come quello della Serie D, uno dei campionati più difficili d'Italia.
Adesso la parola d’ordine è: non mollare. Non è il momento di arrendersi, ma di valorizzare il lavoro svolto finora: i giorni passati a provare schemi e le domeniche di gioia che hanno portato questa squadra a giocarsi il campionato a sole otto giornate dal termine. Le emozioni non possono finire qui. Restiamo uniti per provarci ancora, perché non è mai abbastanza!

Vincenzo Russo - paganesemania.it



Paganese-Barletta 0-2: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Paganese-Barletta 0-2: la Rassegna Stampa da PaganeseGraffiti.






























































Bocchetti: "Espulsione e rigore determinanti! Non molleremo fino alla fine!".

Una sconfitta che non ridimensiona il cammino della Paganese. Al termine dello stop interno contro il Barletta, il direttore sportivo Bocchetti analizza con lucidità la gara e rilancia le ambizioni degli azzurrostellati in un girone H che si conferma tra i più avvincenti della categoria.

“È stata prima di tutto una bella festa, un grande spettacolo – ha esordito Bocchetti –. Si sono affrontate due squadre a viso aperto. Nonostante l’inferiorità numerica, soprattutto nel secondo tempo abbiamo spinto tanto. C’è stata una splendida cornice di pubblico da entrambe le parti. Oggi siamo penalizzati dal risultato, ma questo non incide minimamente sulla valutazione complessiva del nostro campionato, che resta di altissimo livello. E noi non molleremo mai”.

L’episodio del rigore e l’espulsione

Inevitabile un passaggio sull’episodio che ha indirizzato la gara: il calcio di rigore assegnato al Barletta e l’espulsione che ha lasciato la Paganese in dieci uomini. “Abbiamo rivisto più volte il contatto tra Isufi e Da Silva – ha spiegato il ds –. Il fallo inizia fuori dall’area e poi prosegue dentro. È una situazione che andava valutata anche con l’aiuto del guardalinee. Quello che non condivido è il cartellino rosso: se il contatto nasce fuori area e poi si conclude dentro, puoi concedere il rigore, ma l’ammonizione sarebbe stata più giusta. Il rosso ha compromesso lo spettacolo di una partita bellissima e ha reso tutto più semplice per il Barletta”.

Un girone H da protagonisti

Archiviato il ko, ora la Paganese guarda avanti: dopo la sosta, otto partite da vivere tutte d’un fiato in un raggruppamento di altissimo livello. “Sapevamo di affrontare un girone importantissimo, con squadre e società attrezzate. Noi siamo un’ottima società e un’ottima squadra e lo stiamo dimostrando. Questo stop non ci penalizza: ci sono ancora tanti punti in palio e lotteremo fino alla fine”. La pausa potrebbe anche favorire il recupero di elementi importanti come Graziani e Mancino: “Può essere un aiuto – ha ammesso Bocchetti – anche se, dopo una batosta del genere, sarebbe stato meglio tornare subito in campo. Però siamo una squadra giovane, abbiamo già superato momenti difficili e infortuni pesanti. Il nostro credo non deve cambiare: la squadra è viva e lo ha dimostrato nel secondo tempo contro un’avversaria forte”

Uno spettacolo da categoria superiore

Infine, il dirigente azzurrostellato ha voluto sottolineare l’aspetto ambientale della sfida: “La cornice di pubblico è stata stupenda. Due tifoserie leali, che a fine partita si sono anche applaudite. È stato uno spettacolo importante, da categoria superiore. Peccato per la direzione arbitrale, perché su quell’episodio un’ammonizione sarebbe stata la decisione più giusta”.

La Paganese esce sconfitta dal campo ma che non ridimensiona le proprie convinzioni. Il campionato è ancora lungo e, come ribadito dal direttore Bocchetti, la corsa è tutt’altro che finita.

da www.paganesemania.it

Novelli: "Ko non determinante! La squadra è viva e il campionato è ancora lungo!".

E’ una sconfitta che brucia in casa Paganese, che lascia l'amaro in bocca per quell'episodio a metà primo tempo che ha condizionato la restante parte di gara, che fa perdere la vetta della classifica, ora occupata proprio dal Barletta, seppur in coabitazione col Martina. Un ko che il tecnico azzurrostellato analizza con la solita lucidità, senza cercare alibi ma puntando il focus sugli aspetti positivi emersi soprattutto nella ripresa.

“C’è anche l’avversario”

“A volte ci si dimentica ma in campo scende anche l’avversario. Non è che tu non puoi o entri in un modo diverso rispetto al solito, capita anche che l’avversario non te lo permette come oggi. Abbiamo incontrato un Barletta che ha qualità in entrambe le fasi, noi abbiamo avuto idee, abbiamo giocato ma in alcune situazioni individuali siamo arrivati un attimo in ritardo. Non è un alibi, ma fino a venerdì abbiamo avuto un solo centrocampista disponibile: Pierce. Graziani era infortunato, Mancino fuori già da Sarno, Langella fermo, Labriola pure. In un reparto di sei uomini, ne avevamo fuori cinque. Non c’è stata continuità negli allenamenti. Abbiamo recuperato Labriola e Graziani solo venerdì, ma con appena due sedute nelle gambe. Quando perdi così tanto in un reparto, qualcosa paghi".

“Non cambio i miei con nessuno”

Alla domanda sulla differenza fatta dagli attaccanti del Barletta, Novelli risponde con decisione: “Io non cambio né El Haddadi, né Paredes, né La Monica, né Negro con quelli del Barletta. Non li cambio! Non sto dicendo che i loro siano più scarsi o più forti, ma non desidero gli altri: desidero i miei. Da Silva? Non è un giocatore che conoscete oggi, sapete che tipo di calciatore è e su che cifre viaggia. Se fossimo stati inferiori in attacco, non saremmo in quella posizione di classifica”.

Segnali positivi nonostante la sconfitta

Nonostante il ko, Novelli vede aspetti incoraggianti: “Mi sarei preoccupato se avessi visto una squadra piatta, senza cuore e senza idee. Invece abbiamo creato difficoltà fino alla fine, abbiamo giocato tra le linee, sulle corsie esterne, e avuto tre palle gol nette. Nella seconda parte c’è stata qualità nostra. Il campionato è ancora lungo”.

Il messaggio ai tifosi

Infine, un pensiero ai sostenitori azzurrostellati: “I tifosi ci hanno sempre incitato e dato forza nei momenti di difficoltà. Questa partita è importante, ma non determina il campionato. Le partite sono tutte importanti e più si riducono, più serve forza e coraggio di osare, limitando quegli aspetti individuali che possono costare caro”.

da www.paganesemania.it



Paganese-Barletta 0-2: il Pagellone di PaganeseGraffiti.

Allenatore Novelli – Presenta quella che ritiene sia la migliore formazione del momento e arrischia l’inserimento di Graziani e Labriola, che domenica con la Sarnese avevano subito infortuni di vario genere. Perde quasi subito Graziani per un risentimento e poi dopo averlo sostituito con Mancino, è costretto a una scelta tattica per sostituire l’espulso Isufi. Forse un tantino tardiva la mossa di schierare Pierdomenico con il risultato fermo sullo zero a due.

Gallo – Non sbaglia niente. Intercetta pure il calcio di rigore calciato da Lattanzio, intuendo la traiettoria, ma il pallone si insacca alla sua sinistra. Niente da fare sul secondo gol incassato.

Di Biagio – Ha il suo da fare nella marcatura di Laringe che è diventato una vera bestia nera della Paganese visto che pure all’andata aveva segnato.

Isufi – Commette il grande errore di concedere spazio a De Silva nell’azione che porta al calcio di rigore per il Barletta. Errore di gioventù per un ragazzo che fino a questo momento ha dato lustro alla difesa.

De Nova – Consueto rendimento per il capitano che deve cambiare atteggiamento dopo l’espulsione di Isufi nel tentativo di rimettere in gioco il risultato.

Piga – Ha il suo da fare in fase difensiva, ma non si smentisce mai e riesce a sviluppare manovre interessantissime sulla fascia sinistra insieme a Costanzo. Ancora una volta tra i migliori.

Labriola – Riesce a stringere i denti e a dare il solito contributo dal centrocampo in su. Ma si vede che non ha ancora assorbito il duro trattamento cui è stato sottoposto domenica scorsa. È encomiabile per impegno e dedizione.

Pierce – Non si smentisce mai e risulta l’elemento fondamentale nell’organizzazione del gioco. Lo trovi dovunque in tutte le zone del campo per dispensare pillole di grande sagacia tattica e di esperienza.

(dal 32′ st Langella) – Ancora pochi minuti per lui.

Graziani – Deve uscire dopo pochi minuti a causa di un paio di scontri molti duri che ne minano la solita effervescenza nella zona centrale del campo. Anche lui, come per Labriola, non è riuscito a recuperare in pieno dopo la battaglia agonistica di Sarno.

(dal 21’ pt Mancino) – Entra ed esce nello spazio di pochi minuti dopo aver sostituito Graziani a causa dell’espulsione di Isufi che obbliga Novelli a fare una scenata tattica.

(dal 26’ pt Figueras) – Viene chiamato a sostituire l’espulso Isufi al centro della difesa in coppia con De Nova. Prestazione senza particolari picchi.

Gatto – Schierato sulla destra dovrebbe dare maggiore compattezza all’attacco, ma non riesce mai a emergere, pur senza demeritare.

(dal 12′ st Pierdomenico) – Porta vivacità in avanti sulla destra dello schieramento e impegna il portiere avversario in un paio di occasioni distinguendosi per velocità e intraprendenza.

El Haddadi – Non è un caso che resti in campo nonostante non riesca a farsi valere in zona gol. È tra quelli che non si arrendono mai e sanno interpretare le varie fasi di gioco della partita.

Costanzo – Si impegna alla morte per riuscire a scardinare la ferrata difesa avversaria e più di una volta riesce a incunearsi per tentare il tiro a rete.

(dal 23′ st Paredes) – Pochi minuti anche per lui. Bisognerà vederlo all’opera nelle prossime partite, magari quando ha disposizione gli spazi giusti per le sue caratteristiche.

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