La prima cosa che mi viene da dire è che le corse non finiscono mai prima di arrivare al traguardo. La Paganese ha toppato clamorosamente in casa contro il Francavilla e ha perduto in un solo colpo – considerata la vittoria del Fasano – i tre punti di vantaggio che aveva accumulato al vertice della classifica.
Bene, anzi per niente bene. Nel calcio, però, ci può stare. Le giornate storte possono capitare a tutti e dalle risultanze delle stesse possono anche scaturire elementi di discussione e di riflessioni.
Contro il Francavilla, la squadra ha giocato una partita generosa, e se c’è qualcosa che va rimproverata alla stessa nel suo complesso non è certo la mancanza di impegno in tutto l’arco dei novanta e più minuti. Ma si sa, il solo impegno nel calcio non basta. Purtroppo, non sempre si riesce a venire a capo di una partita quando vedi tutto nero; quando tutto sembra girare storto e vengono a mancare quelle certezze difensive che avevano caratterizzato l’andamento del campionato in tema di ermeticità. Tre tiri, nemmeno impossibili (specie i primi due), e tre gol subiti: proprio una specie di record negativo per una squadra che aveva fatto dell’imperforabilità difensiva un bel biglietto da visita; tre tiri, tre gol, in definitiva hanno caratterizzato la partita.
Aggiungeteci però anche la scarsa, storica propensione degli attaccanti in zona gol e avremo più chiaro il quadro della situazione.
Sull’argomento, che sarebbe troppo lungo da affrontare in questa sede, si sono cimentate da tempo due scuole di pensiero. La prima, enunciata da quelli (con Novelli in prima linea) che vorrebbero proseguire sul discorso intrapreso con giovani di valore – senza guardare necessariamente al primato – compiacendosi anche per la posizione occupata in classifica. Linea anche condivisibile considerato che la squadra, con un manipolo di giovani – senza fare follie sul mercato – sta disputando un torneo ben al di sopra delle aspettative.
La seconda, forse la più sentita, viene fuori da quelli che, sulla scorta dei buoni risultati complessivi ottenuti, avrebbero voluto che la società si fosse fatta carico di assicurare alla squadra almeno un elemento in grado di fare la differenza in zona gol.
Scuole di pensiero, ovviamente diverse. Al momento – a meno di un clamoroso ravvedimento da parte della parte più conservatrice della dirigenza – sembra prevalere la tesi propugnata proprio dall’allenatore Novelli che poco gradirebbe nuovi innesti in formazione a campionato in corso. Quella di domenica scorsa contro la squadra di Francavilla sul Sinni potrebbe essere stata solo una giornata no, da dimenticare subito. Adesso – in vista della trasferta con il Francavilla Fontana in terra pugliese, però bisognerà capire se la squadra avrà assorbito una sconfitta cocente che non era nei piani e dovrà cercare di prendere subito i punti che ha perduto ieri in casa se effettivamente avrà intenzione di non perdere una delle ultime corse che portano al primato.
Una cosa sola è certa. La Paganese sta giocando un campionato di prim’ordine e di sicuro ha superato di gran lunga le aspettative della vigilia. Ma – ci chiediamo – con la squadra al primo posto, sia pure stavolta in condominio con il Fasano, si può lasciare tutto al caso quando potrebbe essere determinante il ruolo di un attaccante che sappia trascinare la squadra ancora più avanti a suon di gol? Niente è mai certo nel gioco del calcio, è vero, ma uno scrupolo, almeno uno non vorrei mai averlo e fossi in Cardillo e Fezza, i maggiori esponenti della società, un pensierino in proposito lo farei, sempre con l’avallo di Novelli, e sempre che si riesca ad agganciare un calciatore che abbia nelle corde il fiuto del gol. Già, come si dice in giro: è una parola!















