13.5.26

La finale dell'orgoglio.

DI NINO RUGGIERO

Volenti o nolenti, la finale dei playoff di categoria è lì che aspetta la Paganese domenica prossima sul campo del Martina Franca. Con una prestazione maiuscola dell’intera squadra, domenica i ragazzi di Novelli hanno onorato il loro campionato, mettendo alle spalle qualche partita non proprio esaltante degli ultimi tempi. Si è così rivista, in tutta scioltezza, una formazione brillante, tetragona, sicura di sé, addirittura spavalda; proprio quell’archetipo di squadra che aveva entusiasmato per buona parte del campionato, soprattutto quando aveva giocato senza pressioni e senza l’assillo stringente della vittoria a tutti i costi, recitando con cognizione di causa il ruolo di outsider.

A Fasano l’esito della gara non è stato quasi mai in forse e il primo quarto d’ora di gioco ha sintetizzato efficacemente la qualità complessiva dell’inquadratura, mettendo in luce proprio quegli elementi che nel corso del campionato hanno brillato di luce propria e che sono sembrati rigenerati dopo aver osservato un turno di riposo.

A questo punto, a campionato concluso, con la prospettiva di arrivare comunque a un risultato di assoluto prestigio, ben venga anche l’ultima fatica di un anno che va valutato positivamente per quello che la squadra ha saputo dare in termini di resa. Doveva essere un campionato da disputare all’insegna della programmazione, con buone prospettive sul futuro; lo è stato, anche se per buon periodo tempo, almeno fino a Natale, la condotta di gara della squadra aveva anche autorizzato a sognare in grande. Basterebbe pensare ai cinque punti di vantaggio accumulati, da capolista, sulle immediate inseguitrici proprio nel periodo del mercato invernale di calciomercato.

Poi, è andata come è andata; qualcosa si è inceppato sia a livello tecnico perché non sempre il campo ha dato le risposte sperate, sia ancora perché i programmi stilati alla vigilia, dal punto di vista organizzativo e societario, hanno accusato qualche colpo. Ci si augurava, da parte di tanti, che la squadra – pure senza qualche rinforzo da molti auspicato – potesse reggere per tutto il campionato con lo stesso rendimento dei momenti migliori fondando un po’ troppo sul fatto di avere tra le mani una inquadratura già collaudata, e quindi destinata a migliorare nel tempo. Ma qualcosa è andato storto, vuoi perché alla squadra è venuta a mancare una bocca di fuoco per l’attacco, sia perché le squadre concorrenti, il Barletta in particolare, non hanno badato a spese quando si è trattato di ingaggiare elementi di grande spessore tecnico dal costo elevato.

Pazienza, bisogna anche capire che nel calcio, per arrivare a traguardi di un certo spessore, bisogna investire su elementi di qualità; purtroppo per queste cose bisogna fare i conti con la realtà. I sogni lasciamoli al loro posto; hanno di sicuro diritto di cittadinanza ma devono essere considerati sogni.

Piuttosto, nel mentre dobbiamo convenire che comunque l’annata può essere considerata più che buona, dobbiamo anche augurarci che possa essere definita una volta per sempre la posizione debitoria della società nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. In materia ci vuole chiarezza, quella che è richiesta da tutti coloro che hanno la Paganese nel cuore. Da qui non si scappa. Punto e basta.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

La Paganese vista da...Nocera! - Inaspettatamente una Paganese sfavillante.

Per la seconda volta nelle ultime quattro stagioni, la Paganese accede alla finale play-off del proprio girone. Dopo quella amarissima successiva al match con il Tivoli — che la vide superare in semifinale, giocata in casa, la Lupa Frascati e poi perdere la finale contro la Casertana, sempre al “Torre” — arriva un nuovo accesso all’atto conclusivo dopo aver superato il Fasano.

Sfavillante la prestazione dei ragazzi di Novelli che, punti nell’orgoglio dopo le sei reti subite nella gara precedente, hanno sfoderato le loro armi migliori per rimettere in riga un Fasano spocchioso e presuntuoso, che sette giorni prima aveva giocherellato come il gatto con il topo.

Lo avevamo scritto: la sconfitta in campionato era fine a sé stessa, ma non era piaciuto l’atteggiamento di Langella e compagni che, nel momento decisivo, hanno saputo mettersi alle spalle timori e indecisioni. Non saprei quanti avrebbero scommesso un euro su una prestazione del genere della Paganese che, oltre a sciorinare un gran calcio — soprattutto nel primo tempo — e a sprecare, come sempre, una serie di palle gol, ha mostrato una nuova riserva energetica che l’ha condotta fino ai tempi supplementari con una tenuta inaspettata.

Inaspettata, visto il trend della stagione, anche la partita giocata da Mancino che, al di là del rigore trasformato egregiamente, ha messo in vetrina tutto il suo repertorio, visto quest’anno soltanto a sprazzi. Il momentaneo pareggio del Fasano è stato solo un episodio in una partita comandata in lungo e in largo dagli azzurri che, quando hanno deciso di affondare nei supplementari, lo hanno fatto con un colpo da biliardo.

L’esecutore è stato Lombardi che, dopo il fendente con cui aveva già colpito il Nola, si è ripetuto a Fasano: il suo sinistro a giro si è incastonato nell’angolo alto, spesso tomba dei portieri.

Questa finale contro il Martina — che non saprei quanto sia stato felice di ritrovarsi di fronte una Paganese capace di batterlo due volte in campionato — forse non avrà un grande peso in termini pratici, ma potrebbe regalare, in caso di vittoria, un encomio sportivo che questa Paganese meriterebbe.

Sicuramente è la finale tra le formazioni che, tra le prime cinque del lotto, hanno espresso il miglior calcio del torneo. Poi, per vincere i campionati, serve altro. Vedi il Barletta!

Peppe Nocera - paganesemania.it

11.5.26

Novelli: "Oggi una gran forza mentale. Coraggiosi e determinati nell'andare fino in fondo".

Una vittoria sudata, conquistata ai supplementari, ma meritata per cuore, carattere e determinazione. Dopo il successo di Fasano che è valso l’accesso alla finale playoff, mister Novelli ha analizzato la prestazione della squadra, soffermandosi soprattutto sulla forza mentale mostrata dai suoi ragazzi.

“Ho detto la verità anche quando vincevamo: possiamo sempre fare meglio, anche oggi - ha spiegato il tecnico nel post gara - Siamo arrivati ai supplementari, ma la squadra ha dimostrato una forza mentale incredibile, autodeterminazione e il coraggio di voler andare avanti fino in fondo. Abbiamo avuto tante opportunità, diverse ripartenze anche in superiorità numerica, situazioni di cinque contro due che potevamo sfruttare meglio. Però i ragazzi sono stati bravissimi a crederci fino alla fine”.

Il tecnico ha poi evidenziato le difficoltà affrontate nelle ultime settimane esaltando ancora una volta l’aspetto mentale del gruppo: “Dico sempre che bisogna essere più forti di tutto. È vero, siamo partiti due domeniche consecutive al mattino, ma quando hai forza mentale e hai chiaro ciò che vuoi raggiungere, riesci a superare ogni ostacolo. Il lavoro tecnico-tattico ormai è stato fatto. Adesso conta chi è mentalmente libero e chi ha ancora corsa nelle gambe, perché è la testa che determina tutto”.

Parole importanti anche per il gruppo, elogiato nella sua totalità: “Oggi tutti hanno dato qualcosa: chi è entrato, chi non è subentrato e anche chi è andato in tribuna. C’è stata una partecipazione massimale, fortissima. Faccio i complimenti ai ragazzi perché anche nei momenti di difficoltà hanno dimostrato grande serietà, dignità e soprattutto hanno onorato ogni gara”.

Infine, un pensiero ai tifosi e all’ultimo passo da compiere verso l’obiettivo finale: “Sappiamo quanto i nostri tifosi ci trascinino, soprattutto fuori casa. Nelle ultime due partite non erano presenti, quindi vogliamo regalare una gioia a loro e a noi stessi. Adesso c’è l’ultimo sforzo domenica prossima: non bisogna risparmiarsi più niente. Poi ci saranno due mesi di vacanza per recuperare mentalmente e fisicamente, ma ora bisogna buttare l’anima. Per me raggiungere l’obiettivo finale è fondamentale”.

da www.paganesemania.it

Fasano-Paganese 1-2: una vittoria col botto!

Sappiamo tutti che la lotteria dei playoff può sorridere a una squadra che abbia tutti i requisiti per aspirare a una promozione in zona Cesarini in serie C, e sappiamo tutti pure che la Paganese non è per niente nelle condizioni ideali per aspirare a tanto. Ma cosa volete, una vittoria in trasferta, per giunta contro una squadra che aveva preso a pallonate Novelli e compagni appena sette giorni addietro, fa sempre piacere e deve inorgoglire tutti quelli che hanno reso possibile questa bella prestazione, onorando sul filo di lana il loro ottimo campionato.

Primo tempo da copertina per la Paganese. Azzurrostellati d’altri tempi, come quelli delle migliori giornate, proprio un sogno di squadra, da fare sgranare gli occhi. Un quarto d’ora iniziale con una sola formazione in campo: Fasano annichilito. Dov’è la squadra di sette giorni addietro? Domanda più che lecita; anche se il quesito potrebbe essere articolato diversamente: siamo sicuri che si tratti della stessa squadra presa a pallonate proprio dal Fasano solo una settimana fa? Una prestazione iniziale da fare strabuzzare gli occhi per la padronanza e la sicurezza con cui i ragazzi di Novelli hanno affrontato la gara fin dai primi minuti di gioco. Un quarto d’ora da proscenio, da applausi a scena aperta con sovrapposizioni, con anticipi ferrei, con capovolgimenti, con conquista sistematica delle seconde palle che costituiscono il termometro della condizione fisica di una squadra. Logico, quindi, che arrivasse, anche se sul finale del tempo, il gol concesso per fallo di rigore su Piga in area. Reazione sterile quella del Fasano e pareggio dei padroni di casa, sempre su rigore concesso munificamente dall’arbitro di turno. Poteva la Paganese di oggi subire un’eliminazione immeritata dopo aver dato prova di forza? La risposta è: no. Ci ha pensato, così, il redivivo Lombardi a rimettere le cose a posto con un magnifico sinistro ad incrociare che si è insaccato alla destra del portiere pugliese.

In questo modo, la Paganese vendica la brutta sconfitta di sette giorni prima e si rimette in gioco nella strana lotteria dei playoff. Forse è vero: non servono, ma le vittorie sono pur sempre vittorie.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

Playoff: con cuore e orgoglio la Paganese espugna Fasano (1-2). Lombardi regala la finale.

Sette giorni fa il ‘set’ al “Vito Curlo” era terminato a favore del Fasano con un netto e perentorio 6-0. Quest’oggi il ’match’, restando in tema tennistico, va alla Paganese che con cuore, orgoglio e organizzazione espugna per 2-1 l’impianto pugliese e si regala la finale Playoff. E’ Lombardi nel secondo tempo supplementare con un preciso mancino a regalare il pass ai suoi dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi sull’1-1 in virtù delle reti, una per tempo, di Mancino e Corvino sempre dagli undici metri.

La partita si accende subito con alcune occasioni da entrambe le parti, ma il risultato si sblocca al 39’, quando la Paganese conquista un calcio di rigore per fallo di De Angelis su Labriola: dal dischetto Mancino firma lo 0-1. Prima dell’intervallo Costanzo sfiora anche il raddoppio, ma Piras salva il Fasano con un grande intervento.

Nella ripresa il Fasano cresce col passare dei minuti e trova il pareggio al 24’ grazie a un rigore assegnato per un tocco di mano di Figueras: Corvino realizza l’1-1. Nel finale dei tempi regolamentari i pugliesi spingono alla ricerca del vantaggio, senza però riuscire a concretizzare.

Ai supplementari è la Paganese a trovare il colpo decisivo: al 7’ del secondo tempo supplementare Lombardi, al termine di un’azione corale e servito da Pierce dalla destra, con un preciso mancino segna l’1-2. Nel finale la Paganese ha anche l’occasione per chiudere definitivamente il match ma Paredes e La Monica sprecano in malo modo.

Gli azzurrostellati rialzano così la testa dopo la scoppola di sette giorni fa regalandosi la finale Playoff attendendo ora la vincente tra Martina e Nardò

IL TABELLINO

MARCATORI: 39’ pt Mancino su rig (P), 25′ st Corvino su rig (F), 7′ sts Lombardi (P)

FASANO (3-5-2-): Piras; Tangorre (23′ st Consonni), De Mori (11′ sts Capobianco), Garcia; Pinto (36′ D’Antona), Falzerano, De Angelis (1’ st Chiocca, 46′ st Impedovo), Penza, Langella (20′ st Lambiase); Corvino, Barranco. A disp.: Lombardo. All.: Padalino

PAGANESE (4-3-3): Gallo; Di Biagio, Figueras, De Nova, Piga; Mancino (7′ pts Paredes), Pierce, Labriola (40′ st Langella); Pierdomenico (1’ st Gatto), El Haddadi (45′ st Lombardi), Costanzo (15′ st La Monica). A disp.: Mangiaracina, Isufi, Giordano, Sessa. All: Novelli

ARBITRO: Radovanovic di Maniago

NOTE: Spettatori 700 circa. Ammoniti: De Angelis (F), Labriola (P), Penza (F), Consonni (F). Recupero: pt 2’; st 4′

Da www.paganesemania.it



5.5.26

Ancora Fasano: rivincita o riperdita?

DI NINO RUGGIERO

È finito nel peggiore dei modi per la Paganese un campionato che poteva essere portato come fiore all’occhiello, considerato che la squadra, partita per ben figurare, a un certo punto, si era trovata a recitare un ruolo di primissimo piano.

Quella subita in terra pugliese è una disfatta senza precedenti, accompagnata da sei gol che ha lasciato sgomenti; una sconfitta che stupisce non solo per come è maturata, ma che di fatto ha oscurato in un solo colpo tutto quello che di buono si era visto nel corso del campionato.

Per capire quanto sia pesante la sconfitta di Fasano, basterà ricordare che sei reti sono state subite in totale in otto partite a inizio campionato: dal 7 settembre al 19 ottobre, giorno in cui gli azzurrostellati affrontarono la Sarnese al “Torre”, facendo sfoggio di una delle difese più ermetiche del torneo.

Ma come si è arrivati a una vera e propria imbarazzante disfatta dopo aver disputato una stagione più che onorevole con pochi mezzi a disposizione?

Partiamo dall’inizio. Una squadra utilitaristica, proprio costruita bene, ideata da Antonio Bocchetti, bravo a pescare under di valore, e guidata da Raffaele Novelli, altrettanto bravo a dare un volto dignitoso alla squadra. Tutto è filato liscio fino alla conclusione del girone di andata, superando di fatto anche tutte le più rosee aspettative, con la conquista della prima posizione, arrivando addirittura ad avere cinque punti di vantaggio sulla più immediata inseguitrice. Poi, qualcosa non ha più funzionato come nelle migliori giornate; qualche presunto rinforzo non ha reso secondo le aspettative, e quando le avversarie si sono irrobustite nella campagna invernale, si è dovuto fare i conti con chi ha avuto il portafoglio leggero e non ha badato a spese. Tutto normale, secondo la legge del calcio e della vita. Chi non risica non rosica, si diceva una volta ed è quasi nella logica che alla fine vince il più forte. Quello che però non va bene, promozione meritata del Barletta a parte, è il disarmo con il quale si è andati ad affrontare le ultime gare di un campionato che pure aveva riservato belle emozioni a un pubblico ritornato ad essere quello di tanti anni fa. Fa proprio specie prendere sei gol dal Fasano senza battere ciglio, con una rassegnazione che accusa e che ha lasciato il segno. E con questo, visto che il campionato è andato come è andato, possiamo anche dire: fine delle trasmissioni.

Adesso però ci sono questi benedetti playoff che non servono a niente; lo sanno tutti, soprattutto alla Paganese che avrebbe bisogno soprattutto di chiarire una volta per sempre la situazione del sospeso presso l’Agenzia delle Entrate. Si ritorna a giocare una specie di rivincita proprio a Fasano e qui ci attendiamo di vedere all’opera la vera Paganese, la squadra che aveva fatto sperare al miracolo. Poi con il risultato finale andrà come andrà, ma il pensiero fisso è già rivolto al prossimo campionato, alla squadra che verrà.

Se, e come verrà. Di più – in considerazione del silenzio in materia da parte degli attuali soci – non si può dire.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

La Paganese vista da...Nocera! - 6-0: Sinner vs Zverev? No, Fasano-Paganese...

Nella domenica in cui Sinner rifila un devastante 6-1 / 6-2 a Zverev nella finale del torneo di Madrid, il Fasano di Padalino serve un umiliante 6-0 alla Paganese di Novelli.

Si chiude nel peggiore dei modi il finale di stagione della Paganese, che passa dagli applausi di sette giorni prima, in casa contro il derelitto Nola, ai commenti poco lusinghieri del popolo social dei tifosi, che non hanno risparmiato Langella e compagni per la disastrosa prova. A fini pratici, onestamente, era una gara che serviva a ben poco, se non a cercare di strappare il terzo posto e giocarsi in casa gli inutili play-off.

C'è, però, modo e modo di perdere: bisognava salvare almeno la faccia e invece gli azzurri sono andati in gita nella città dello zoo, non opponendo la minima resistenza contro Corvino, autore di una tripletta, e compagni.

Queste ultime due gare sono lo specchio degli ultimi due mesi di campionato di una squadra che ha vissuto di due sussulti con Martina e Nola, per poi crollare nelle restanti partite con un atteggiamento remissivo e fragile mentalmente. Questa è stata la chiave di volta e la differenza tra Barletta e Paganese.

Novelli ha effettuato un ampio turnover, con una difesa inedita: il ritorno di Isufi al centro, dopo un’assenza di due mesi, al fianco di Figueras davanti a Mangiaracina. De Nova, Labriola e Pierce sono stati risparmiati, essendo diffidati, in vista della semifinale dei playoff, con Langella dal primo minuto insieme a Gatto e Paredes.

Eppure ci si attendeva molto di più da chi riconquistava un posto o da chi aveva giocato meno. Invece c’è stato un tracollo totale, con un Fasano che ha preso a pallonate la Paganese e, tra pali e occasioni fallite, lo scarto poteva essere ancora più imbarazzante per una squadra che è la brutta copia di quella ammirata fino a poche domeniche fa.

Ripeto: è una sconfitta che ci poteva stare ed era difficile immaginare una Paganese diversa, vista quella non più brillante in trasferta ultimamente, ma almeno evitare simili tracolli era auspicabile. Abbiamo potuto però notare due conclusioni di La Monica, una addirittura in rovesciata, merce rara quest’anno, che almeno ne ha dimostrato la presenza.

Domenica, intanto, inizia l’inutile coda dei playoff e, per qualche minuto, c’è stata anche la possibilità per gli azzurri di recarsi a Martina Franca, visto lo scarto di reti con il Fasano salito al secondo posto, evitando così la trasferta “dello zoo”. Invece il gol del Martina consente ai pugliesi di mantenere la piazza d’onore e sfidare il Nardò.

Ci si aspetta un sussulto d’orgoglio dagli azzurri, una reazione. Sarà sicuramente una partita diversa, ce lo auguriamo, almeno nelle proporzioni. Bisogna dare una degna conclusione — se conclusione ci sarà — alla stagione della Paganese, già da domenica, in linea con lo spirito con cui questa squadra ha lottato fino a un certo punto, prima di spegnersi improvvisamente.

Peppe Nocera - paganesemania.it

4.5.26

Fasano-Paganese 6-0: gli altri risultati e la classifica finale.



Fasano-Paganese 6-0: il Pagellone di Paganese Graffiti.

Gli impegni presi vanno sempre rispettati, ma oggi è proprio arduo passare in rassegna il comportamento dei protagonisti in maglia azzurrostellata, allenatore compreso.

Allenatore Novelli – Cambia tre pedine fondamentali rispetto all’undici di domenica scorsa probabilmente per dare spazio a Sparacina, poco utilizzato, e per tenere in caldo i diffidati. Le risposte avute non sono però state soddisfacenti a cominciare dal portiere apparso molto indeciso in più di una occasione. Purtroppo ancora una volta non è stato possibile vedere schierati tutti in una volta a centrocampo Pierce, Langella e Labriola, elementi che si completano a vicenda dal punto di vista tattico.

Mangiaracina – Non è stato per niente un debutto felice dal primo minuto per l’ex portiere del Treviso che è apparso timoroso e poco sicuro tra i pali. Almeno due dei sei gol incassati potevano essere evitati.

Gatto – Ha stentato in posizione di terzino vecchio stampo sulla destra del suo schieramento e ha dato spesso via libera al suo avversario autore di servizio velenosi che hanno portato scompiglio nell’apparato difensivo.

Figueras – È tra i meno colpevoli di un’autentica disfatta perché ha cercato in tutti i modi di limitare i disastri giocando una gara di buon livello complessivo.

Isufi – Al suo rientro difensivo si trova ad avere a che fare con il capocannoniere del Fasano che mette a segno tre de sei gol odierni.

Piga – Non riesce a esprimersi secondo il suo standard naturale che lo vorrebbe incursore di fascia sinistra nella fase di impostazione del gioco. Viene risucchiato nelle retrovie e deve fare ricorso al suo mestiere per arginare come può gli avversari che sbucano da tutte le parti

Graziani – Comincia bene e riesce anche a dialogare con Mancino nella zona centrale del campo. Poi accusa evidentemente la lontananza dal terreno di gioco ed ingaggia anche una personale competizione con Bianchini che lo porta a una ammonizione.

(dal 46’ Di Biagio) – Entra subito alla ripresa del gioco nei secondi quarantacinque minuti e a riprendersi il suo ruolo naturale di terzino di fascia liberando posto a Gatto spostato a centrocampo.

Langella – Viene schierato, probabilmente per dare un turno di riposo a Pierce (già ci ammonito e diffidato), nella zona centrale del campo. I suoi numeri non sono mai in discussione. Solo che avremmo voluto vederlo in questo campionato schierato in coppia con Pierce…

Mancino – Comincia la gara con spavalderia per onorare la fascia di capitano e va subito a un passo dalla segnatura con una grande azione personale degna delle sue migliori giornate. Poi cala di rendimento proprio quando gli avversari premono il piede sull’acceleratore e diventano devastanti.

Pierdomenico – Sulla fascia destra sembra in gran spolvero, come nelle migliori giornate. Ma l’impressione positiva dura poco e con il passare dei minuti la sua azione perde di incisività.

(dal 56’ Lombardi) – Entra con il buzzo buono e si procura pure qualche buona occasione da rete ma non riesce ad inquadrare lo specchio della porta avversaria.

Paredes – Non ripete la buona prova di sette giorni prima e non riesce mai a svincolarsi per il tiro a rete.

(60’ Lamonica) – Pochi minuti per lui e poche occasioni per riabilitarsi dopo un’annata poco felice.

El Haddadi – Non riesce a esprimersi come vorrebbe in funzione di esterno di sinistra. Alcuni suoi tiri risultano velleitari e mancano di convinzione e di potenza.

Fasano-Paganese 6-0: che imbarazzo...

L’esito della gara di Fasano è a dir poco imbarazzante. Sappiamo tutti che i playoff non garantiscono niente; anzi servono a poco, soprattutto per una società come la Paganese che ha da sistemare un sospeso con l’Agenzia delle entrate e che non potrebbe permettersi ulteriori esborsi di carattere economico anche in caso di passaggio del turno. Ciò che appare imbarazzante, per non dire altro, è l’atteggiamento della squadra azzurrostellata che ha subìto senza colpo ferire il predominio degli avversari impegnati a incrementare il vantaggio ottenuto al quarto d’ora del primo tempo. Cosa che è avvenuta e che ha portato il Fasano a vincere addirittura con sei reti di scarto, quasi come in un incontro di tennis. D’accordo sul fatto che per la Paganese i playoff sono solo una perdita di tempo, ma non è nemmeno bello che – dopo un campionato disputato con buon successo – la squadra debba poi essere presa a pallonate come è successo oggi a Fasano. Tanto per ricordarlo, le due squadre (Fasano e Paganese) si incontreranno proprio nei playoff domenica prossima ancora una volta in Puglia. E allora, come la mettiamo? Non ditemi che eravamo oggi su scherzi a parte!

da www.paganesegraffiti.it

foto da Paganese Calcio



Novelli: "Oggi male, non c'è nulla da salvare! Domenica sarà diverso."

Una sconfitta durissima, un 6-0 che lascia poco spazio alle interpretazioni. Nel post-gara contro il Fasano, mister Raffaele Novelli non nasconde l’amarezza per una prestazione completamente al di sotto degli standard mostrati durante la stagione. “È stata una partita in cui non puoi salvare nulla – ha dichiarato il tecnico –. Male sotto l’aspetto mentale, tecnico, tattico e fisico: tutti gli aspetti. È stata l’unica partita in cui siamo stati piatti”.

Un passo falso netto, che però non cancella quanto di buono fatto finora. Novelli invita a mantenere lucidità: “Abbiamo ancora un’ultima partita e dobbiamo capire che quello che abbiamo costruito non possiamo bruciarlo in queste situazioni. Il nostro obiettivo non era questo, ma tutte le squadre lavorano per dare il massimo. Noi siamo andati oltre, sotto tanti aspetti: qualità del gioco, mentalità, intensità. Aiutati anche dai tifosi ci hanno trascinato molto, anche nei momenti di difficoltà. Sono stati sempre presenti, sia in casa che fuori”.

Resta però il rammarico per una prestazione definita senza mezzi termini “brutta”, che impone una reazione immediata: “Dobbiamo fare qualcosa di diverso nell’ultima gara per cancellare questa prova. Le motivazioni devono venire da noi. Parlare è facile, ma è sul campo che bisogna dimostrare di essere forti. Anche sconfitte come questa devono diventare fattori di crescita: quando senti dolore, devi trasformarlo in qualcosa di utile per la partita successiva”.

da www.paganesemania.it

Fasano-Paganese 6-0: azzurrostellati in vacanza, i padroni di casa passeggiano...

Si conclude con una sonora sconfitta la regular season della Paganese al “Vito Curlo” di Fasano. I biancoazzurri di Pasquale Padalino rifilano un pesante 6-0 agli uomini di Novelli in un match rimasto in equilibrio soltanto per il primo quarto d’ora di gioco.

È Pensa a sbloccare la gara con un preciso diagonale in area, dopo che Isufi era riuscito a murare la conclusione a botta sicura di Barranco, servito da un’incursione sulla destra di Pinto. Dopodiché sale in cattedra Corvino che, con due pregevoli conclusioni al volo, prima raddoppia (25’) e poi fissa il risultato sul 3-0 (36’).

Ad inizio ripresa il Fasano dilaga: Falzerano pesca Pinto (50’) alle spalle di Piga, che batte Mangiaracina sotto porta, prima che Corvino, pochi minuti dopo (53’), con una conclusione dai 25 metri trovi — complice anche una deviazione di Figueras — la sua personale tripletta.

La Paganese prova a reagire con una conclusione di Lombardi e una di La Monica, ma è il Fasano a sfiorare la sesta rete con De Angelis e poi ancora con il solito Corvino. Il sesto gol arriva a due minuti dal termine, con un gran tiro dalla distanza di Banegas.

Una netta vittoria che, però, non consente al Fasano di scavalcare il Martina in seconda posizione, avanti di una sola rete per differenza reti. Tra sette giorni sarà così nuovamente Fasano-Paganese per la semifinale playoff.

da www.paganesemania.it



28.4.26

La Paganese vista da...Nocera! - Una degna passerella.

Doveva essere una degna passerella, come richiesto da più parti, per l’ultima al Torre e, alla fine, così è stata, anche al cospetto di un ospite d’onore come il giornalista Sky Gianluca Di Marzio. Un evento storico, non tanto per la sua visita a Pagani, quanto per la “manita” rifilata al derelitto Nola, squadra ricca di ex e soprattutto guidata da Giampà, che da queste parti riporta alla mente incubi mai del tutto svaniti.

Tutto fin troppo semplice per Labriola e compagni, che infliggono l’ottava sconfitta nelle ultime nove gare ai bianconeri, mantenendoli impantanati in zona play-out. Di contro, la Paganese conquista un posto nei play-off: resta però da definire la posizione in vista della sfida di domenica prossima a Fasano, che sancirà la collocazione finale in griglia: terzo o quarto posto, per un’appendice che appare, almeno per gli azzurri, poco significativa e poco consolatoria.

Domenica è stata anche la giornata dei saluti ai propri tifosi, e la Paganese ha scelto di farlo con decisione e concretezza, chiudendo la regular season con cinque reti: un evento quasi miracoloso da queste parti. Tanti gol, a conti fatti, poco utili, ma che hanno regalato al poco pubblico presente una domenica comunque piacevole, anche se accompagnata dal rammarico per ciò che poteva essere e non è stato.

Una gara in cui si è assistito alla prima rete di Paredes — e già questo è un evento — realizzata con grande qualità, che lo ha reso uno dei migliori in campo oltre alla terza rete stagionale di Mancino, tra i giocatori più incostanti dell’annata, al gol di Lombardi pochi minuti dopo il suo ingresso e alla marcatura di El Haddadi, capocannoniere degli azzurri nel girone di ritorno.

Si attendeva anche uno squillo di La Monica, ma ancora nessuna traccia dell’ex Barletta, fermo a secco. C’è fiducia, però, per la trasferta di Fasano, dove potrebbe arrivare il suo primo gol e raggiungere almeno gli altri “bomber” stagionali della Paganese: Negro, Argañara e Paredes, tutti a quota uno.

Peccato poi per chi non era presente allo stadio e non ha potuto seguire la gara in streaming, a causa della mancata diretta da parte della società, senza una motivazione chiara.

Domenica, nella “città dello zoo”, una Paganese libera mentalmente è pronta a giocarsi il tutto per tutto per conquistare il terzo posto: servirà una vittoria per garantirsi la semifinale play-off in casa.

Intanto, con la cinquina rifilata al Nola, un primo obiettivo stagionale è stato centrato: migliorare il sesto posto della passata stagione, come annunciato dalla società alla vigilia del campionato, anche se in corsa, quando la squadra era in vetta, si era parlato apertamente di vittoria finale. Purtroppo, per raggiungere quell’obiettivo, è stato fatto troppo poco, sprecando una grande occasione.

Per ora restano gli applausi per questi ragazzi e per il tecnico, che ora andranno all’assalto del terzo posto per tornare al Marcello Torre.

Peppe Nocera - paganesemania.it

27.4.26

Paganese-Nola 5-0: tutto facile per l'ultima al Torre

Tutto facile per la Paganese che, nell'ultima gara casalinga della regular season, rifila un sonora cinquina al Nola dell'ex Giampà. Al Marcello Torre praticamente non c'è storia con gli uomini di Novelli, oggi sostituito in panchina dal vice Ciardiello, che sfondano poco prima della mezzora col tap-in sotto misura di El Haddadi, abile a sfruttare una parata tutt'altra che irresistibile di Montalti sulla conclusione di De Nova. È un gioco da ragazzi per lo stesso capitano azzurrostellato dieci minuti dopo quando di testa, a porta vuota, servito dalla sponda di Pierdomenico porta i suoi sul doppio vantaggio all'intervallo.

Ad inizio ripresa Paredes trova il tris, e la sua prima rete stagionale, al termine di un'azione personale partita da centrocampo e culminata con un preciso diagonale. Alla festa del gol partecipa anche Mancino che, imbeccato in modo perfetto da Piga, batte Moltalti sul suo palo e per Lombardi che al novantesimo col mancino da fuori area fissa il risultato sul definitivo 5-0

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 28’ El Haddadi, 38’ De Nova; st 2' Paredes, 33' Mancino, 45' Lombardi

PAGANESE: Gallo, Piga, Figueras, De Nova, Pierce (10’ st Langella), Mancino, Pierdomenico (35' st Giordano), Labriola (10' st Graziani), Paredes (31' st La Monica), Gatto, El Haddadi (14' st Lombardi). All.: Ciardiello.

NOLA: Montalti, Gallo, D’Amore (1' st Ambrosio), Cipolla (15’ st Romano), Dell’Orfanello (13' st Galano), Berardocco (3' st Papa), Marcelli, Setola, Nunziante, Guarracino, Rossi (19’ st D’Angelo).
All.: Giampà

ARBITRO: Arnese di Teramo.
NOTE: Spettatori 1000 circa. Ammoniti Gallo. Espulso Rossi (N) dalla panchina

da www.paganesemania.it



Paganese-Nola 5-0: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Paganese-Nola 5-0: il Pagellone di Paganese Graffiti.

Gallo – Buona la sua gara soprattutto ad inizio della contesa quando è stato chiamato in causa dai tiri degli attaccanti del Nola. Sicuro nei suoi interventi, ben coadiuvato da tutto il reparto arretrato.

Piga – Si è rivisto il giocatore trascinatore sulla corsia di sinistra. Bravo nel proporsi in avanti e ad arretrare quando necessario. Una gara autorevole con alcuni spunti preziosi che hanno dato il là a molte manovre pericolose della propria squadra

Figueras – Partita attenta in fase difensiva. Molto bravo nell’uscire palla al piede in molte circostanze. Un autentico regista arretrato in grado di far partire la manovra d’attacco in modo rapido e concreto

De Nova – Ha il merito di realizzare il gol del 2-0 che fa sì che la gara si incanali nei giusti binari per i suoi. Attento come tutto il pacchetto arretrato in fase di copertura

Pierce – Gara disciplinata del play azzurro come al solito abile nel dare ordine alla manovra con i suoi movimenti al centro del campo

Mancino – Gara generosa la sua, sempre pronto ad infilarsi negli spazi concessi dalla retroguardia ospite. Sua la rete del 4-0 che di fatto ha chiuso virtualmente la contesa

Pierdomenico – Il solito stantuffo azzurrostellato che grazie alla sua rapidità di esecuzione crea non pochi grattacapi al Nola con le sue incursioni sulla fascia. Bravo ad entrare anche al centro del campo in più di una circostanza

Labriola – Buona gara anche la sua, anche se non dispone più di quella verve che gli consentiva fino a qualche giornata fa di dar vita a degli strappi vincenti che hanno consentito alla Paganese di vincere parecchie partite in questa stagione

Paredes – Si dà un gran da fare in attacco e alla fine viene premiato con la sua prima rete in maglia azzurrostellata. Un calciatore che potrebbe anche tornare utile il prossimo anno dopo aver vissuto un normale periodo di adattamento al nostro campionato.

Gatto – Impiegato da esterno basso come da alcune partite a questa parte, è parso in buona condizione, sempre più a suo agio anche in questa posizione del campo

El Haddadi – Sua la prima rete che sblocca la gara. Presente in più di una occasione nelle azioni pericolose della propria squadra

Graziani – Entra in campo dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori per quasi due mesi. La sua presenza a centrocampo dimostra quanto sia mancato questo giocatore nella fase cruciale del campionato.

Lombardi – Subentra nella ripresa e si toglie anche la soddisfazione di realizzare il pokerissimo che sigilla una domenica quasi perfetta per gli azzurrostellati

Giordano – Gioca l’ultimo scampolo di gara quando ormai il canovaccio della partita era già stato scritto da un pezzo.

Langella – Anch’egli subentra nella ripresa. Avrebbe meritato di giocare di più nell’arco della stagione dando un po’ di respiro a qualche compagno di reparto in debito di ossigeno

La Monica – Gioca nei minuti finali della gara e sfiora anch’egli la segnatura

da: www.paganesegraffiti.it

Paganese-Nola 5-0: un finale meno amaro nell'ultima al Torre.

La Paganese si congeda dal proprio pubblico nel migliore dei modi rifilando un netto 5-0 al Nola che rende meno amaro un finale di stagione che avrebbe potuto regalare maggiori soddisfazioni ai tifosi azzurrostellati. La squadra, diretta dalla panchina per la circostanza da Ciardiello, complice una indisposizione che ha colpito il tecnico Novelli, ha interpretato nel migliore dei modi la gara odierna sfoderano quelle verticalizzazioni e quei tagli a cui l’undici azzurrostellato ci aveva abituato per larghi tratti della stagione.

da www.paganbesegraffiti.it

foto da Paganese Calcio



22.4.26

La Paganese vista da...Nocera! - Il solito ritornello: bel gioco ma non si concretizza...

"Per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare". È il refrain di una famosa canzone degli anni ’60 che calza a pennello con le prestazioni della Paganese di fine stagione. Ogni anno si ripresenta la stessa musica al cospetto della tifoseria, che ormai si ritrova a commentare l’ennesima prova monocorde.

Nonostante le buone intenzioni, la squadra esegue anche a Gravina il solito ritornello: buone trame di gioco, soprattutto nella prima parte della gara, ma senza riuscire a concretizzare. È diventato quasi monotono anche commentare le prestazioni di questa squadra, il cui giudizio si riassume sempre nello stesso concetto: “gioca bene ma non concretizza”.

Alla lunga, il campionato ha dimostrato chiaramente il divario tra chi ha voluto vincere e chi non è riuscito a farlo. Il riferimento, neanche troppo velato, è al Barletta, che ieri ha meritatamente tagliato il traguardo della promozione in Serie C. La formazione pugliese, a un certo punto, si è trovata di fronte a un bivio: quando era a più di dieci punti dalla Paganese, è intervenuta con decisione sul mercato di riparazione, inserendo bocche da fuoco capaci di risolvere le partite.

Ormai è evidente che la squadra abbia mollato dopo la sfida con il Barletta e dopo la vittoria illusoria contro il Martina: la mente non supporta più le gambe. È anche naturale, dopo un campionato tirato al massimo oltre le proprie aspettative.

Resta però il rammarico per ciò che si poteva fare e non è stato fatto, o è stato fatto male: leggasi alla voce attaccanti.

Peppe Nocera - paganesemania.it



21.4.26

La pietra filosofale.

DI NINO RUGGIERO

Quando mancano due sole partite alla conclusione del campionato, fa specie che si possa parlare di squadra che non ha trovato ancora omogeneità di comportamento. Sono solo pannicelli caldi usati per indorare una pillola che non se ne scende: sono appigli senza senso. La scusante può essere invocata se riferita a una squadra alle prime esibizioni, quando gli elementi di cui è composta ancora non si conoscono e ci vuole tempo per amalgamare un gioco. Quando mancano due sole gare al termine, credo che non abbia senso. Meglio allora fare un discorso più ampio.

La Paganese aveva iniziato il suo percorso in sordina, si era presentata come squadra dalle buone potenzialità tecniche; aveva dimostrato di aver colto nel segno con acquisti giovani di ottima fattura; aveva soprattutto conquistato il suo pubblico con prestazioni brillanti e accattivanti. Erano poi arrivati i primi risultati, forse non proprio esaltanti ma di certo buoni per la classifica; prova ne sia che a un certo punto del torneo, la squadra si è trovata prima in classifica addirittura con cinque punti sulla seconda.

Fermi tutti, un momento.

Nel calcio, come nella vita, nessuno può essere mai certo di niente, si sa; ma a cavallo delle festività natalizie, quando si è trattato di prendere una decisione nelle segrete stanze del potere, è certo che la questione «possibile primato» è stata trattata. La versione dell’allenatore che non voleva rinforzi, preferendo continuare con gli elementi a disposizione regge fino a un certo punto. Diciamo che probabilmente, salvo smentita, di comune accordo con la società, si era pensato di poter continuare in scioltezza, quasi goliardicamente, per arrivare comunque a un buon risultato con la giustificazione di una programmazione che prevedeva un anno di transizione prima della scalata, negli anni successivi, alla promozione.

Quello che non è andato per il verso giusto, e la classifica oggi impietosamente lo evidenzia, è stato il cammino della squadra nella seconda parte del campionato. Quell’amalgama a lungo cercata, da affinare solo con il lavoro settimanale, non ha lasciato scampo e c’è stata una sentenza inappellabile: la squadra – con tutta la migliore buona volontà messa sul tappeto – non era pronta per il grande salto perché carente in almeno due unità di un certa statura tecnica.

Ora, a delusione smaltita, dopo una sbornia di primato che aveva accomunato la grande massa della tifoseria, bisogna solo riconoscere che la squadra, così com’è, ha già fatto tutto quello che era lecito fare con i mezzi di cui disponeva e che, anzi, ha fatto mirabilie per una buona fetta di campionato. La ricetta nel calcio è semplice: a disposizione degli allenatori non c’è nessuna pietra filosofale in grado di mutare in oro zecchino un vile metallo. Per buona pace soprattutto di Novelli e di Bocchetti che il loro lavoro lo hanno fatto, e anche bene. Facciamocene una ragione, ma è così.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it