2.3.26

Ripartiamo dagli applausi finali... non è il momento di arrendersi!

Vincenzo Russo inaugura la rubrica "Chiacchiere da bar" sul sito paganesemania.it

Una settimana di trepidante attesa, forse due; perché anche contro la Sarnese, volente o nolente, tutti pensavamo già a questo match. Nessuno, però, immaginava di vivere uno dei peggiori incubi: un episodio che condanna e chiude i giochi prematuramente. La partita nasce e muore lì, in quell’espulsione, seguita dalla bravura di chi ha saputo colpire a freddo per il k.o. Da quel momento il match prende un’altra piega e le letture tattiche perdono di significato.
È un epilogo durissimo da digerire. Conosciamo il valore della Paganese — la sua forza, dinamicità e velocità — ma giocare quasi tutta la gara in inferiorità numerica contro una squadra esperta rende tutto proibitivo. Gli avversari sanno come gestire i tempi: quando affondare, quando rallentare, quando accorciare.

Vorrei però ripartire dal finale. L’unico antidoto per questa Paganese stordita è il fermo immagine di chi è rimasto sugli spalti ad applaudire e incoraggiare. Un segno di maturità e riconoscimento; quel riconoscimento che purtroppo non ho visto in sala stampa, dove è partito il solito 'processo alle intenzioni'. Si dimentica quanto di buono è stato costruito per la crescita di una città che ha visto squadra, tifosi e società uniti in un cammino tortuoso come quello della Serie D, uno dei campionati più difficili d'Italia.
Adesso la parola d’ordine è: non mollare. Non è il momento di arrendersi, ma di valorizzare il lavoro svolto finora: i giorni passati a provare schemi e le domeniche di gioia che hanno portato questa squadra a giocarsi il campionato a sole otto giornate dal termine. Le emozioni non possono finire qui. Restiamo uniti per provarci ancora, perché non è mai abbastanza!

Vincenzo Russo - paganesemania.it



Paganese-Barletta 0-2: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Paganese-Barletta 0-2: la Rassegna Stampa da PaganeseGraffiti.






























































Bocchetti: "Espulsione e rigore determinanti! Non molleremo fino alla fine!".

Una sconfitta che non ridimensiona il cammino della Paganese. Al termine dello stop interno contro il Barletta, il direttore sportivo Bocchetti analizza con lucidità la gara e rilancia le ambizioni degli azzurrostellati in un girone H che si conferma tra i più avvincenti della categoria.

“È stata prima di tutto una bella festa, un grande spettacolo – ha esordito Bocchetti –. Si sono affrontate due squadre a viso aperto. Nonostante l’inferiorità numerica, soprattutto nel secondo tempo abbiamo spinto tanto. C’è stata una splendida cornice di pubblico da entrambe le parti. Oggi siamo penalizzati dal risultato, ma questo non incide minimamente sulla valutazione complessiva del nostro campionato, che resta di altissimo livello. E noi non molleremo mai”.

L’episodio del rigore e l’espulsione

Inevitabile un passaggio sull’episodio che ha indirizzato la gara: il calcio di rigore assegnato al Barletta e l’espulsione che ha lasciato la Paganese in dieci uomini. “Abbiamo rivisto più volte il contatto tra Isufi e Da Silva – ha spiegato il ds –. Il fallo inizia fuori dall’area e poi prosegue dentro. È una situazione che andava valutata anche con l’aiuto del guardalinee. Quello che non condivido è il cartellino rosso: se il contatto nasce fuori area e poi si conclude dentro, puoi concedere il rigore, ma l’ammonizione sarebbe stata più giusta. Il rosso ha compromesso lo spettacolo di una partita bellissima e ha reso tutto più semplice per il Barletta”.

Un girone H da protagonisti

Archiviato il ko, ora la Paganese guarda avanti: dopo la sosta, otto partite da vivere tutte d’un fiato in un raggruppamento di altissimo livello. “Sapevamo di affrontare un girone importantissimo, con squadre e società attrezzate. Noi siamo un’ottima società e un’ottima squadra e lo stiamo dimostrando. Questo stop non ci penalizza: ci sono ancora tanti punti in palio e lotteremo fino alla fine”. La pausa potrebbe anche favorire il recupero di elementi importanti come Graziani e Mancino: “Può essere un aiuto – ha ammesso Bocchetti – anche se, dopo una batosta del genere, sarebbe stato meglio tornare subito in campo. Però siamo una squadra giovane, abbiamo già superato momenti difficili e infortuni pesanti. Il nostro credo non deve cambiare: la squadra è viva e lo ha dimostrato nel secondo tempo contro un’avversaria forte”

Uno spettacolo da categoria superiore

Infine, il dirigente azzurrostellato ha voluto sottolineare l’aspetto ambientale della sfida: “La cornice di pubblico è stata stupenda. Due tifoserie leali, che a fine partita si sono anche applaudite. È stato uno spettacolo importante, da categoria superiore. Peccato per la direzione arbitrale, perché su quell’episodio un’ammonizione sarebbe stata la decisione più giusta”.

La Paganese esce sconfitta dal campo ma che non ridimensiona le proprie convinzioni. Il campionato è ancora lungo e, come ribadito dal direttore Bocchetti, la corsa è tutt’altro che finita.

da www.paganesemania.it

Novelli: "Ko non determinante! La squadra è viva e il campionato è ancora lungo!".

E’ una sconfitta che brucia in casa Paganese, che lascia l'amaro in bocca per quell'episodio a metà primo tempo che ha condizionato la restante parte di gara, che fa perdere la vetta della classifica, ora occupata proprio dal Barletta, seppur in coabitazione col Martina. Un ko che il tecnico azzurrostellato analizza con la solita lucidità, senza cercare alibi ma puntando il focus sugli aspetti positivi emersi soprattutto nella ripresa.

“C’è anche l’avversario”

“A volte ci si dimentica ma in campo scende anche l’avversario. Non è che tu non puoi o entri in un modo diverso rispetto al solito, capita anche che l’avversario non te lo permette come oggi. Abbiamo incontrato un Barletta che ha qualità in entrambe le fasi, noi abbiamo avuto idee, abbiamo giocato ma in alcune situazioni individuali siamo arrivati un attimo in ritardo. Non è un alibi, ma fino a venerdì abbiamo avuto un solo centrocampista disponibile: Pierce. Graziani era infortunato, Mancino fuori già da Sarno, Langella fermo, Labriola pure. In un reparto di sei uomini, ne avevamo fuori cinque. Non c’è stata continuità negli allenamenti. Abbiamo recuperato Labriola e Graziani solo venerdì, ma con appena due sedute nelle gambe. Quando perdi così tanto in un reparto, qualcosa paghi".

“Non cambio i miei con nessuno”

Alla domanda sulla differenza fatta dagli attaccanti del Barletta, Novelli risponde con decisione: “Io non cambio né El Haddadi, né Paredes, né La Monica, né Negro con quelli del Barletta. Non li cambio! Non sto dicendo che i loro siano più scarsi o più forti, ma non desidero gli altri: desidero i miei. Da Silva? Non è un giocatore che conoscete oggi, sapete che tipo di calciatore è e su che cifre viaggia. Se fossimo stati inferiori in attacco, non saremmo in quella posizione di classifica”.

Segnali positivi nonostante la sconfitta

Nonostante il ko, Novelli vede aspetti incoraggianti: “Mi sarei preoccupato se avessi visto una squadra piatta, senza cuore e senza idee. Invece abbiamo creato difficoltà fino alla fine, abbiamo giocato tra le linee, sulle corsie esterne, e avuto tre palle gol nette. Nella seconda parte c’è stata qualità nostra. Il campionato è ancora lungo”.

Il messaggio ai tifosi

Infine, un pensiero ai sostenitori azzurrostellati: “I tifosi ci hanno sempre incitato e dato forza nei momenti di difficoltà. Questa partita è importante, ma non determina il campionato. Le partite sono tutte importanti e più si riducono, più serve forza e coraggio di osare, limitando quegli aspetti individuali che possono costare caro”.

da www.paganesemania.it



Paganese-Barletta 0-2: il Pagellone di PaganeseGraffiti.

Allenatore Novelli – Presenta quella che ritiene sia la migliore formazione del momento e arrischia l’inserimento di Graziani e Labriola, che domenica con la Sarnese avevano subito infortuni di vario genere. Perde quasi subito Graziani per un risentimento e poi dopo averlo sostituito con Mancino, è costretto a una scelta tattica per sostituire l’espulso Isufi. Forse un tantino tardiva la mossa di schierare Pierdomenico con il risultato fermo sullo zero a due.

Gallo – Non sbaglia niente. Intercetta pure il calcio di rigore calciato da Lattanzio, intuendo la traiettoria, ma il pallone si insacca alla sua sinistra. Niente da fare sul secondo gol incassato.

Di Biagio – Ha il suo da fare nella marcatura di Laringe che è diventato una vera bestia nera della Paganese visto che pure all’andata aveva segnato.

Isufi – Commette il grande errore di concedere spazio a De Silva nell’azione che porta al calcio di rigore per il Barletta. Errore di gioventù per un ragazzo che fino a questo momento ha dato lustro alla difesa.

De Nova – Consueto rendimento per il capitano che deve cambiare atteggiamento dopo l’espulsione di Isufi nel tentativo di rimettere in gioco il risultato.

Piga – Ha il suo da fare in fase difensiva, ma non si smentisce mai e riesce a sviluppare manovre interessantissime sulla fascia sinistra insieme a Costanzo. Ancora una volta tra i migliori.

Labriola – Riesce a stringere i denti e a dare il solito contributo dal centrocampo in su. Ma si vede che non ha ancora assorbito il duro trattamento cui è stato sottoposto domenica scorsa. È encomiabile per impegno e dedizione.

Pierce – Non si smentisce mai e risulta l’elemento fondamentale nell’organizzazione del gioco. Lo trovi dovunque in tutte le zone del campo per dispensare pillole di grande sagacia tattica e di esperienza.

(dal 32′ st Langella) – Ancora pochi minuti per lui.

Graziani – Deve uscire dopo pochi minuti a causa di un paio di scontri molti duri che ne minano la solita effervescenza nella zona centrale del campo. Anche lui, come per Labriola, non è riuscito a recuperare in pieno dopo la battaglia agonistica di Sarno.

(dal 21’ pt Mancino) – Entra ed esce nello spazio di pochi minuti dopo aver sostituito Graziani a causa dell’espulsione di Isufi che obbliga Novelli a fare una scenata tattica.

(dal 26’ pt Figueras) – Viene chiamato a sostituire l’espulso Isufi al centro della difesa in coppia con De Nova. Prestazione senza particolari picchi.

Gatto – Schierato sulla destra dovrebbe dare maggiore compattezza all’attacco, ma non riesce mai a emergere, pur senza demeritare.

(dal 12′ st Pierdomenico) – Porta vivacità in avanti sulla destra dello schieramento e impegna il portiere avversario in un paio di occasioni distinguendosi per velocità e intraprendenza.

El Haddadi – Non è un caso che resti in campo nonostante non riesca a farsi valere in zona gol. È tra quelli che non si arrendono mai e sanno interpretare le varie fasi di gioco della partita.

Costanzo – Si impegna alla morte per riuscire a scardinare la ferrata difesa avversaria e più di una volta riesce a incunearsi per tentare il tiro a rete.

(dal 23′ st Paredes) – Pochi minuti anche per lui. Bisognerà vederlo all’opera nelle prossime partite, magari quando ha disposizione gli spazi giusti per le sue caratteristiche.

da www.paganesegraffiti.it

Un uno-due micidiale condanna la Paganese: nel big match passa il Barletta.

Fa la voce grossa il Barletta che espugna il “Marcello Torre” nel big match di giornata conquistando così anche la vetta della classifica a discapito proprio della Paganese. Un uno-due micidiale dei biancorossi poco dopo la metà della prima frazione cambia, e decide, le sorti del match: Lattanzio non sbaglia dagli undici metri in seguito al fallo che porta all’espulsione di Isufi; subito dopo Laringe, con una gran giocata raddoppia. La reazione della Paganese arriva ad inizio ripresa con una doppia occasione ravvicinata di Pierce che non riesce, però, ad inquadrare lo specchio della porta. Gli azzurrostellati tentano di buttare il cuore oltre l’ostacolo ma il Barletta si difende con ordine e senza particolari patemi fino al triplice fischio.

E’ un avvio di gara leggermente sottotono, rispetto al solito, della Paganese che preferisce lasciare la costruzione del gioco e tempo di ragionare al Barletta. Dopo una conclusione di Costanzo da un lato e Da Silva dall’alto, il primo brivido lo regala Laringe (20’) che dal limite manda di poco a lato. Cinque minuti dopo l’episodio chiave del match: un lancio dalla retroguardia coglie di sorpresa Isufi, Da Silva ne approfitta per poi essere atterrato appena in area. Espulsione per il difensore azzurrostellato e calcio di rigore che Lattanzio realizza. La Paganese accusa il colpo e mentre si riorganizza anche tatticamente (Figueras sostituisce Mancino che a sua volta pochi minuti prima aveva preso il posto dell’infortunato Graziani) il Barletta subito raddoppia: sponda di Da Silva per Laringe che in diagonale, con l’ausilio del palo, batte Gallo. Gli uomini di Novelli faticano a reagire tanto da rischiare il tracollo dieci minuti dopo quando è soltanto il palo a negare il gol a Da Silva. Sul finire della prima frazione è Costanzo a provarci ma Fernandes neutralizza.

Nella ripresa la Paganese parte forte cercando subito un gol per riaprire il match: l’occasione più ghiotta capita sui piedi di Pierce (54’) che, dopo aver sprecato qualche minuto prima calciando a lato, da ottima posizione non riesce a spingere in rete il cross di El Haddadi. Ci prova anche Piga poco dopo ma Fernandes è attento col numero uno biancorosso decisivo anche sul forte diagonale a dieci dal termine di Pierdomenico.

Al triplice fischio festa grande per il Barletta che infila la settima vittoria consecutiva; per la Paganese gli applausi convinti del “Torre” ed un messaggio chiaro lanciato dalla Curva a fine gara: “crederci fino alla fine”

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 27’ Lattanzio, 30’ Laringe

PAGANESE (4-3-3): Gallo, Piga, De Nova, Isufi, Di Biagio; Labriola, Pierce (34’ st Langella), Graziani (20′ Mancino, 27′ Figueras); Costanzo (24’ st′ Paredes), El Haddadi, Gatto (12’ st Pierdomenico). A disp.: Mangiaracina, Negro, Lombardi, Giordano. A disp.: Novelli.

BARLETTA (4-2-3-1): Fernandes, Coccia, Manetta, Bizzotto, Ragone; Cancelli (14′ st Piarulli), Franco; Malagnino, Da Silva, Laringe (36’ st Cerutti); Lattanzio (24’ st Alma). A disp.: Caputo, Basso, Bonnin, Dicuonzo, Guadalupi, Martano. All.: Paci.

NOTE: Spettatori 4000 circa di cui 600 da Barletta. Ammoniti: Costanzo, Labriola (P), Lattanzio, Manetta (B). Espulso al 25’pt Isufi. Angoli: 3-2. Rec.: pt 3’; st 5’

foto: Sergio Porcelli - Pagina FB SSD Barletta 1922

da www.paganesemania.it



Paganese-Barletta 0-2: una sconfitta che brucia.

DI NINO RUGGIERO

Le partite della verità di solito non sbagliano mai. Onori e meriti al Barletta per aver espugnato il campo di Pagani. Però c’è da dire – senza per questo voler minimamente sminuire i meriti della squadra pugliese – che ci sono due cose da rimarcare.

La prima d’ordine tecnico che pesa come un macigno. Con il risultato fermo sullo zero a zero, una squadra come la Paganese, che si presenta come una delle migliori difese del campionato, non può prendere gol in seguito a un innocuo rilancio degli avversari da centrocampo e non può farsi trovare impreparata nel posizionamento consentendo a un attaccante di svincolarsi con una semplicità che non viene consentita nemmeno a chi gioca in ambito dopolavoristico. E dispiace ancora di più constatare che proprio un calciatore che fino a questo momento è stato unanimemente riconosciuto come uno dei giovani più bravi al calcio sia incappato in un errore di posizione a difesa schierata.
La seconda cosa da rimarcare è di ordine arbitrale. A seguito di intervento difensivo disperato, e successiva espulsione, è sembrato eccessivo il rigore concesso perché (le immagini televisive lo hanno chiarito) il fallo è stato chiaramente commesso prima dell’entrata in area dell’attaccante pugliese. Nel calcio non ci devono mai essere scusanti quando si perde, perché poi il Barletta ha legittimato la vittoria, ma è anche logico che ci sono eventi che possono determinare l’andamento di una partita e quindi vanno citati.
Dunque, colpo grosso del Barletta e primo posto perduto dalla Paganese. È proprio finito un sogno o è solo un infortunio sul lavoro (anche se più infortuni fanno una prova, come gli indizi?). Staremo a vedere perché la Paganese è sempre risorta come l’araba Fenice nei momenti bui ed è capacissima di fare ricredere ogni previsione più pessimistica sul suo futuro.

Nino Ruggiero - www.paganesegraffiti.it

24.2.26

La Paganese vista da...Nocera! - Qualità e quantità nel derby con la Sarnese! Ora testa al Barletta.

Quello visto allo Squitieri di Sarno, domenica, è stato un bel derby: intenso in campo e spettacolare sugli spalti. Le due tifoserie hanno onorato questa sfida sostenendo i propri beniamini in una partita tirata con una posta in palio molto alta visti i reciproci obiettivi. Ne è uscito un pareggio sostanzialmente giusto con le due squadre che si sono affrontate a viso aperto, non lesinando colpi e sudore ricevendo il meritato applauso a fine gara.

Una gara che ha visto fasi differenti, con la Pagnese che è stata sorpresa dalle contromosse di Campilongo che ha piazzato un uomo su Pierce chiudendo la fonte d'ispirazione con gli azzurri che sovente si son dovuti appoggiare ai lanci lunghi, dalla retrovia, per disincagliarsi dalla ragnatela proposta dalla Sarnese.La partenza sprint così dei granata ha prodotto un approccio intenso di Foggia e compagni con il bomber che non s'è fatto sfuggire l'occasione di trafiggere Gallo nell'unica occasione limpida avuta. E' questa ancora una volta la differenza tra l'istinto killer del bomber di chi ce l'ha e chi deve fare necessità virtù, sopperita domenica con la rete del difensore Isufi.

Nonostante le difficoltà dell'incontro, la Paganese ha creato le sue occasioni con Graziani, con El Haddadi, e la traversa di Negro nel recupero oltre ad altre situazioni che avrebbero potuto avere una diversa lettura e soluzione nei sedici metri. Ma ancora una volta è stata impressionante la mole di gioco e il moto perpetuo di un centrocampo che trovava sempre quell'intensità sulle seconde palle recuperate dando il là alle ripartenze. Va sottolineata anche la partita di spessore della Sarnese che ha avuto anch'essa le sue occasioni dove Gallo prima e Mangiaracina poi si son fatti trovare pronti.

A proposito, infermeria che potrebbe avere altri ospiti in questa settimana: La Monica e Mancino fermatosi prima della gara per noie muscolari; bisogna capire la botta alla testa di Gallo, suturata con punti, e l'uscita di Labriola cosa comporta. Il tutto da valutare nella settimana che porta al big match con il Barletta che con il Martina ha recuperato due punti alla capolista mentre la terza sconfitta del Fasano ad Andria fa staccare dalla vetta gli uomini di Padalino. Ora è il momento di recuperare forze, uomini ed energie, dopo la battaglia dello Squitieri in vista della Disfida di Barletta che sarà privo del suo arciere Malcore, espulso nell'intervallo della sfida con l'Afragolese.

Peppe Nocera - paganesemania.it

foto Paganese Calcio



Avviso ai naviganti: per mare non ci sono taverne.

DI NINO RUGGIERO

Occhio al calendario e occhio alle squadre che al momento insidiano la prima posizione della Paganese.

Premesso che la squadra azzurrostellata sarà arbitra di sè stessa e dovrà pensare a fare quanto più punti possibile nelle restanti nove gare da disputare, non dobbiamo dimenticare che oltre al Barletta ci sarà da guardare anche al Martina Franca. Ovvio, quasi lapalissiano, che se la squadra in questo percorso dovesse viaggiare a punteggio pieno, non ci sarebbero più elementi di raffronto e si potrebbe anche fare a meno di guardare al rendimento delle due squadre pugliesi che appaiono tra le più serie candidate alla vittoria finale. Ma, quando parliamo di punteggio pieno, andiamo nel campo del possibile, forse anche dell’impossibile perché il calcolo delle probabilità suggerisce che è assai difficile, direi quasi fantascientifico, che una squadra riesca a vincere nove partite di fila su nove.

Torniamo quindi con i piedi per terra, tralasciando per il momento di fare voli pindarici e di scomodare complicati calcoli matematici.
Giusto allora pensare di potercela fare, nonostante il recupero effettuato nelle ultime giornate dalle due squadre pugliesi. Da oggi infatti bisognerà convincersi che c’è la possibilità di cavarsela da soli – puntando tutto sulle proprie forze – ricordando metaforicamente il detto napoletano che “per mare non ci sono taverne”. Nel senso, per essere più chiari, che bisogna essere consapevoli delle proprie forze senza aspettarsi – nella navigazione verso il primato – di ricevere favori di qualsiasi genere.

La Paganese vista a Sarno ha dimostrato di essere viva e vegeta e di essere riuscita a superare un difficilissimo esame attitudinale contro un’avversaria che ha giocato probabilmente la sua migliore gara dell’anno.

La partita non è stata bellissima ma è stata avvincente con una Paganese che, superato il momento iniziale in cui ha dato campo agli avversari, è poi riuscita a recuperare e a far valere le sue qualità; questo soprattutto dopo aver raggiunto il pareggio con Isufi. Sulle prestazioni dei singoli vi rimando al solito pagellone stilato a fine gara non senza aver rimarcato che ancora una volta la Paganese ha onorato il suo primato in classifica e il suo modo di giocare al calcio. Ci sarebbe da aggiungere solo che la partita è stata molto spigolosa e che ne hanno subito le conseguenze soprattutto Labriola e Graziani, forse gli elementi che più degli altri hanno creato grattacapi alla Sarnese e che sono usciti malconci in seguito ad interventi non sempre ortodossi. Ancora una volta Novelli ha tracciato il solito e collaudatissimo copione che prevedeva raddoppi sugli elementi avversari in possesso di palla, intensità di gioco e sviluppo del gioco in profondità e in verticale. Quello che forse è mancato alla squadra, dopo aver ristabilito le distanze con Isufi, è stata solo la convinzione di poter arrivare – insistendo, con i rischi del caso – alla vittoria piena. Ma si sa, nel calcio bisogna pur sempre fare i conti con l’avversaria di turno, cui non è parso vero di poter fermare la capolista con una prestazione maschia e decisa. La conferma viene proprio da una buona fetta di tifoseria sarnese che candidamente ha ammesso di aver giocato contro la Paganese la loro migliore gara in questo campionato. Forse, con questo abbiamo proprio detto tutto…

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

23.2.26

Sarnese-Paganese 1-1: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Sarnese-Paganese 1-1: la Rassegna Stampa da Paganese Graffiti.





















Sarnese-Paganese 1-1: il Pagellone di PaganeseGraffiti.

Allenatore Novelli – Cambia inizialmente la formazione rispetto a domenica scorsa con l’inserimento di Graziani a centrocampo e di Gatto sulla fascia esterna di destra al posto di Pierdomenico. La squadra segue come sempre il suo credo tattico anche se è costretta nei primi venti minuti a subire un certo predominio territoriale dei padroni di casa. Doverosi i cambi di Langella al posto dell’infortunato Labriola e di Mangiaracina al posto di Gallo. Tenta sul finale di dare maggiore forza penetrativa alla squadra inserendo sia Negro che il neo arrivato Paredes.

Gallo – Giornata non proprio tranquilla, ma il portiere risponde presente ogni qualvolta è chiamato in causa. Esce per infortunio (e per prudenza)

(dal 46′ st Mangiaracina) – Si fa trovare pronto e mette i guantoni quando è necessario sul finale di gara.

Di Biagio – Ha il suo da fare soprattutto in fase squisitamente difensiva perché nella sua zona la Sarnese porta gli uomini migliori. Non si scompone mai e gioca una gara molto intensa.

De Nova – Da buon ex, ci teneva a fare bella figura. Sempre presente in difesa con le buone o con le cattive per arginare la spinta offensiva degli avversari.

Isufi – Gli mancava la gioia del gol ed è stato premiato per il suo impegno costante anche quando la squadra è andata alla ricerca del gol del pareggio.

Piga – Ancora una volta ha funzionato bene la catena di sinistra dello schieramento. Come sempre ha svolto con buoni risultati la sua parte non solo difensiva riuscendo a dare un ottimo contributo alla fase di attacco della squadra.

Graziani – Ha dovuto sostituire nei compiti e nelle funzioni l’indisponibile Mancino e se l’è cavata sempre egregiamente riuscendo a legare bene con i compagni di centrocampo. Non è stato nemmeno troppo fortunato quando si è presentato in zona gol e il portiere avversario ha bloccato un suo insidioso tiro diretto a rete.

(dal 35′ st Paredes) – Pochi minuti senza poter incidere in zona gol.

Labriola – Ancora una volta è salito in cattedra con il passare dei minuti e ha continuamente cercato la via della rete come sa fare. Gli avversari gli hanno riservato un’accoglienza niente affatto gentile ed è dovuto uscire dopo un’entrata estremamente pericolosa quando stava seminando il panico nelle file avversarie.

(dal 25′ st Langella) – Si è fatto trovare pronto, come in altre occasioni, e ha recitato come sempre un ruolo di primo piano nel gioco di centrocampo.

Pierce – Ha un’intelligenza tattica non comune che gli consente anche di fare correre la palla senza trattenerla. Ancora una volta gli avversari hanno cercato di bloccarne l’estro con marcature asfissianti. Ma lui è proprio di un altro pianeta.

Costanzo – Cresce di rendimento dopo il primo quarto d’ora durante il quale gli avversari passano in vantaggio. Ottimi i suoi scambi con Piga sulla fascia sinistra dello schieramento. Deve solo ritrovare la via delle rete, ma siamo sulla strada buona.

(dal 32′ st Pierdomenico) – Entra in campo per dare una migliore spinta in avanti sulla fascia destra dello schieramento, ma ha pochi minuti per dimostrare le sue migliori qualità.

El Haddadi – Non è una giornata proprio felice per il centravanti tattico preferito da Novelli in questa fase del campionato. Riceve pochi palloni giocabili. Purtuttavia si rende autore di buoni spunti offensivi denotando buone qualità.

Gatto – Viene preferito a Pierdomenico sulla fascia destra a sostegno anche di Di Biagio. Il suo apporto è soprattutto quantitativo e gioca numerosi palloni senza perdere mai la tramontana secondo il copione tracciato da Novelli.

(dal 25′ st Negro) – Uno spezzone di gara per lui a sostegno di El Haddadi nel momento della maggiore pressione esercitata dalla squadra per arrivare alla vittoria. Non è fortunato sul finale quando colpisce la traversa.

da www.paganesegraffiti.it

Sarnese-Paganese 1-1: solo un pari nel derby, ma la capolista non molla.

DI NINO RUGGIERO

A Sarno non si è vista proprio la migliore Paganese di quest’anno, e si è capito quanto possa essere lungo e tortuoso il cammino del successo per una squadra che finora ha mantenuto tutte le previsioni della vigilia, le ha anche superate e fatto gridare al miracolo calcistico.

Intendiamoci, si sapeva bene che la partita con la Sarnese non avrebbe avuto il sapore di una passeggiata; ma si è capito che da oggi in poi le prossime partite dovranno essere considerate come delle vere e proprie finali, durante le quali si giocherà alla morte per due traguardi: quello della promozione e quello della retrocessione. Logico, in questa ottica, che la Sarnese abbia speso tutte le sue energie non solo per i suoi obiettivi di salvezza ma anche per lo sfizio di battere la capolista.

Il calcio è questo; non ci sono argomenti di comodo – ed è anche giusto che sia così – perché ogni comunità vive sotto l’ombra di un campanile che mal sopporta argomenti di buon vicinato.

La partita è stata vibrante fin dai primi minuti e i padroni di casa hanno subito chiarito che ci tenevano particolarmente a mettere sotto la capolista. Lo hanno fatto con una condotta di gara spregiudicata nei primi venti minuti, almeno fino al momento in cui hanno festeggiato il primo gol messo a segno da Foggia. Dopodiché, la Paganese ha capito di dover sciorinare il suo solito gioco e di imporre i diritti che spettano alla prima in classifica e hanno prima pareggiato le sorti dell’incontro con un tiro di Isufi e poi tentato a più riprese di arrivare al secondo gol. Non ci sono riusciti nel periodo in cui sembravano potessero imporre i diritti di una migliore impostazione tecnico-tattica; poi alla fine si è capito che in fin dei conti il pareggio sarebbe stato il risultato più equo.

Adesso, con Barletta e Martina Franca che viaggiano a pieno ritmo, bisognerà attendere la prossima partita che tra una settimana vedrà proprio il Barletta scendere in campo al “Marcello Torre”. Mai come questa volta, la Paganese sarà veramente arbitra di se stessa. Non c’è più bisogno di guardare agli altri; bisognerà solo vincere contro se stessi e dimostrare di essere degni della prima posizione in classifica senza guardare in faccia a nessuno.

Nino Ruggiero - www.paganesegraffiti.it



19.2.26

Pronti per la volata finale: 10 giornate per sognare la C.

Il coro “LA CAPOLISTA SE NE VAnon si è ancora sentito partire dalla Curva Nord. Forse per scaramanzia o perchè ci si stenta a credere che possa essere tutto vero o perchè è ancora troppo presto.

Il campionato, intanto, è entrato nell'ultima curva prima del rettilineo finale quando siamo giunti a dieci giornate alla fine. Durante cui ci sarà una sosta ed un anticipo: la sosta l'8 marzo per la presenza della Rappresentativa di serie D al Torneo di Viareggio e l'anticipo il giovedì 2 aprile per la santa Pasqua del 5 aprile. In queste ultime dieci partite la Paganese dovrà affrontare 6 trasferte (Sarnese, Manfredonia, Real Normanna e Ferrandina doppia consecutiva,Gravina e Fasano ultima di campionato) e 4 in casa ( Barletta, Martina, Afragolese e Nola ultima al Torre). Dopo la gara casalinga con il Barletta e prima della trasferta di Manfredonia ci sarà quindi la sosta dell'otto marzo mentre il 2 aprile la Paganese si recherà ad Aversa contro la Real Normanna.

Nelle ultime cinque partite la Paganese ha ottenuto quattro vittorie ed una sconfitta, cosi come il Martina che ha inanellato quattro vittorie consecutive; percorso netto nelle stesse giornate, invece, per il Barletta (5 su 5) mentre ha rallentato il Fasano due sconfitte e tre vittorie. Se per le difese se la giocano Barletta e Paganese, con i pugliesi che vantano un gol in meno degli azzurrostellati (13 contro 14), per l'attacco non c'è storia. Il migliore, tra le prime quattro, è quello del Barletta con 34 reti, seguito da quello del Fasano con 33 ed il Martina con 32 anche se il miglior attacco del Girone H al momento è quello della Sarnese con 35, che però ha anche la peggior difesa con 37 reti al passivo. Questi i freddi ma incontrovertibili numeri prima della volata nelle ultime dieci giornate.

Facendo un resoconto la Paganese affronterà in casa le attuali seconde, Barletta e Martina al Torre, oltre all'Afragolese quinta. Tutte le big in casa quindi, dovendo recarsi all'ultima di campionato a Fasano.

I magnifici ragazzi di mister Novelli, totem assoluto del miracolo con Bocchetti, credo che abbiamo tutte le potenzialità, al netto dell'assenza di un bomber, per centrare l'obiettivo. La tranquillità dell'ambiente e del suo allenatore sono al momento il vero segreto di questa squadra che dovrà continuare a fare quello che sa fare senza stravolgere nulla. Il cammino è ancora lungo ci sono 30 punti in palio e tutto può succedere e le insidie sono dietro l'angolo a partire dal prossimo derby con la Sarnese.

Peppe Nocera - paganesemania.it



17.2.26

La Paganese vista da...Nocera! - Ancora di corto muso ma va benissimo così! Il primato è consolidato.

Nella gelida domenica del Torre la Paganese ritorna alla vittoria, dinanzi al pubblico, con il suo ormai consolidato clichè: partita dominata, vinta di misura e con tante occasioni sprecate. Felicemente nulla di nuovo all'ombra dei riflettori di questa squadra che macina punti, vittorie e consolida il primato in classifica, guadagnando un punto in più sulle immediate inseguitrici.

Alle sue spalle cade il Fasano (a meno sei) che nelle ultime due ha beccato sei reti e due sconfitte mentre il rullo compressore Barletta non molla come il Martina a meno quattro. Per i biancorossi quinta vittoria consecutiva e solo due reti subite nelle ultime nove partite, con undici risultati di fila, frutto di sette vittorie e quattro pareggi.

Tornando in casa nostra, da oggi in poi inutile parlare di attaccanti in casa paganese, arriva il secondo gol stagionale di El Haddadi nelle vesti di punta centrale, perchè mi son reso conto che non serve. Questa squadra non ne ha bisogno, morirà il suo campionato così a differenza del Barletta e del suo bomber Malcore ancora a segno, quattro reti nelle ultime tre partite, che fa parte di un'altra categoria. Come ha detto il tecnico Novelli: le vittorie di misura sono un test per le coronarie di tifosi, dirigenti e giornalisti e così mi auguro che sino a maggio regga il nostro cuore, prima che non sia troppo tardi. Come è ormai inutile a questo punto del campionato continuare a rimarcare lo spreco sotto la porta avversaria, anche questa una costante che credo non si possa trovare rimedio.

E' stata la domenica degli ex di lusso in casa Pompei: Fusco in panchina e Faella in campo. Devo dire la verità mi ha fatto senso vederlo con un'altra maglia ma anche in questo caso diamo ragione a Novelli. Intanto gli applausi al suo ingresso e il saluto al Torre, alla Curva dopo che si è seduto a centrocampo con il suo “dolore” di non poter più esultare sotto la"sua" curva mi ha toccato profondamente . In campo quando ha effettuato la prima accelerazione ho trattenuto il fiato come per ogni sua giocata. Per Fusco l'impatto è stato diverso anche se qualche coro, nei suoi confronti, è stato ingeneroso. E' stato un eroe del 2011-12 con una promozione in C1 dopo la finale play-off con il Chieti. raggiunti grazie ad una sua rete con il Fano che ci diede il pass per giocarli. Onore dunque a Luca Fusco che ha fatto anche vedere un buon calcio con il suo Pompei nonostante la classifica deficitaria.

Intanto non è passata inosservata la seconda assenza consecutiva casalinga, posto vuoto anche con il Francavilla, in tribuna del Main Sponsor Nicola Cardillo, assente anche nella trasferta contro la Virtus Francavilla.Non era mai successo prima. In una domenica senza notizie, con la Paganese che vince di corto muso, domina e spreca, è sicuramente questa quella che fa più rumore.

Peppe Nocera - paganesemania.it

Siamo in ballo? Allora balliamo!

DI NINO RUGGIERO

Adesso, come Paganese, siamo proprio nel vivo della festa. Siamo in ballo? E allora: balliamo! Metafora a parte, man mano che passano le giornate ci rendiamo conto che la squadra di quest’anno non si trova per caso al primo posto in classifica con quattro punti di vantaggio sulla coppia Barletta, Martina Franca e con sei lunghezze sul Fasano. Chi l’avrebbe mai detto? Quella che doveva essere solo una buona squadra nelle intenzioni di chi l’ha prima ideata e poi costruita e allenata, con il passare delle giornate, si è ritagliata un ruolo di primo piano non solo sul piano del gioco, quanto soprattutto del conseguimento dei risultati che nel calcio – lo sappiamo tutti – sono determinanti.

La Paganese vista nell’incontro casalingo con il Pompei è stata brillante, continua ed essenziale, con buona pace dei tanti tentativi a rete andati a vuoto (ma è una costante, non una novità) e credo di aver tracciato compiutamente la valutazione dei protagonisti in campo con il solito pagellone. Aggiungerei, a beneficio soprattutto di chi la gara non l’ha vista che il risultato, sia pure striminzito, è stato più che meritato da parte dei ragazzi in maglia azzurro-stellata.

A questo punto del campionato, è inutile girarci intorno, i giochi sono più o meno tracciati.

E allora che si fa? Forse non ce ne siamo nemmeno accorti, presi come eravamo dal dubbio sulla validità o meno di un fascinoso progetto iniziale, ma – aprendo gli occhi – quando mancano solo dieci partite alla fine del campionato, ci ritroviamo con una Paganese sola in testa, con non meno di tre squadre (salvo qualche miracoloso inserimento di altre contendenti) che mirano a insidiare la sua posizione.


Che si fa in queste situazioni? Risposta ovvia: ce la giochiamo. Come? con la leggerezza di chi sa che – nel confronto – non ha nulla da perdere o con la consapevolezza di chi conosce le proprie potenzialità e sa di poter competere da pari a pari con quelle squadre che si sono svenate per presentarsi come favorite alla vigilia del campionato? Forse potrebbe bastare solo l’equilibrio che ha sempre contraddistinto il cammino della squadra azzurra stellata che ha avuto un percorso lineare in questo campionato, a differenza di chi ha avuto alti e bassi a ripetizione.

L’allenatore Novelli sull’argomento ha le idee molto chiare e bisogna anche capirlo. Ha plasmato con grande razionalità una squadra che migliora il rendimento giorno dopo giorno e punta soprattutto su l’affiatamento dei componenti la rosa conseguito con giornate di duro lavoro. Altre squadre, nella campagna acquisti invernale, hanno puntato molto su acquisti roboanti dell’ultima ora; lui no. Ha dato piena fiducia al suo gruppo che nel frattempo ha potuto contare anche su qualche rinforzo mirato. E va capito, così come va capita una tifoseria che oggi intravede la possibilità storica di un cambio di categoria.

Ma intanto il calendario bussa alla porta e prevede due partite importantissime per i futuri destino della Paganese. La prima domenica a Sarno, etichettata come derby, sul campo di una squadra che non ha mantenuto fede ai programmi della vigilia e che è ben lontana dagli intendimenti iniziali dei suoi dirigenti. La seconda, in casa, tra quindici giorni, contro il Barletta forse la squadra più in forma del girone.
Dopo di ché potremmo avere un quadro più preciso sull’andamento del campionato in ottica promozione. Ma non è detto affatto che i giochi potranno essere considerati conclusi con otto gare ancora da giocare.

Come finirà, allora, questa sfida infinita per il primato che non fa dormire?

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

Novelli è soddisfatto: "Atteggiamento, intensità e idee sono quelle giuste".

Dopo l’1-0 contro il Pompei, il tecnico Raffaele Novelli analizza con lucidità la prestazione dei suoi, soffermandosi sugli aspetti positivi ma anche sui margini di miglioramento di una squadra che, ancora una volta, ha creato tanto raccogliendo meno di quanto prodotto. “Sicuramente abbiamo fatto una buona gara – esordisce l’allenatore – perché l’avversario si è messo in modo diverso rispetto ad altre partite, come contro Nardò e Francavilla, cercando di chiudere le fasce e di fare una partita diversa. Abbiamo letto subito dove erano gli spazi, abbiamo creato diverse occasioni da gol. Non resta che continuare a lavorare per ridurre il numero di occasioni non trasformate e convertirle in reti. L’atteggiamento, l’intensità e l’idea sono quelli giusti. Quando riduciamo i tocchi, uno o due al massimo, diventiamo molto pericolosi. Quando invece ci allunghiamo con tre o più tocchi, diamo la possibilità all’avversario di sistemarsi. Dobbiamo essere più rapidi nelle giocate, entrare subito dentro l’azione: quando lo facciamo, creiamo sempre qualcosa”.

“Un test per il cuore, ma dobbiamo chiuderle prima”

Il risultato di misura è ormai una costante che mette alla prova nervi e resistenza emotiva. “Ormai è un test che facciamo tutti a livello cardiaco – scherza Novelli – per i tifosi, per noi dello staff, per la società, per voi giornalisti. L’1-0 ti tiene sempre in bilico. Ci siamo allenati anche a convivere con questa situazione, ma sappiamo che dobbiamo migliorare sotto questo aspetto. A volte in una gara puoi avere una sola palla gol e farne due. Domenica scorsa siamo riusciti a segnare due volte, nonostante altre occasioni. Oggi ne abbiamo avute tante e ne abbiamo fatto uno. Serve più cinismo”.

“Non guardo la classifica, ma l’identità della squadra”

Uno sguardo poi al campionato e alle rivali: “Io rispetto tutte le squadre, non guardo Fasano, Barletta o Martina, non guardo la classifica. Guardo la continuità nell’idea, nell’intensità, nell’atteggiamento, nell’entusiasmo e nella volontà di crescere collettivamente e individualmente. Oggi tutti sanno correre, tutti sono organizzati nelle due fasi e hanno intensità. Non esistono partite scontate. Nel momento in cui cambiamo atteggiamento o pensiamo di essere bravi, iniziano le difficoltà. Se restiamo umili, vivi, con entusiasmo e voglia di crescere, avremo meno problemi in ogni gara”.

El Haddadi, duttilità e potenziale

Infine, un passaggio su El Haddadi, protagonista di una prova positiva: “È entrato bene già contro il Francavilla, partita giocata bene ma con errori individuali che fanno parte di un campionato. In quella gara ha avuto tre palle gol e ha legato bene il gioco tra punta e centrocampo. Oggi ha fatto lo stesso. È un giocatore che attacca bene la profondità, ha gamba, buona tecnica, sa venire incontro e ti fa giocare. È una fortuna avere un giocatore che può ricoprire entrambe le posizioni”.

da www.paganesemania.it

16.2.26

Paganese-Pompei 1-0: dominio assoluto nonostante il risultato. Decide El Haddadi.

Nessun scherzetto di Carnevale per la Paganese che, seppur di misura, supera al Torre il Pompei degli ex Luca Fusco e Alessio Faella. Un uno a zero finale, firmato El Haddadi al quarto d'ora di gara, striminzito per l'enorme, e solita, mole di gioco prodotta dagli uomini di mister Novelli che avrebbero potuto dilagare già nei primi 45 minuti.

Mister Novelli, rispetto a sette giorni, inserisce nuovamente in mediana Mancino e proprio il numero 10 azzurrostellato il protagonista in apertura quando, dopo una conclusione di Pierdomenico (8'), è D'Agostino a sbarrargli la strada del gol in rapida successione sui due velenosi diagonali dal limite. Nulla può l'estremo difensore del Pompei, di netto il migliore dei suoi, al quarto d'ora: al termine di un'azione ben orchestrata, Costanzo dalla sinistra pesca El Haddadi al centro dell'area che al volo fa 1-0. È praticamente un assedio azzurrostellato: ci provano Labriola, Mancino, Costanzo e anche De Nova senza però riuscire a colpire il colpo grosso.

L'unico squillo del Pompei arriva ad inizio ripresa: dalla sinistra Piacente mette al centro, Isufi e De Nova sbagliano il tempo dell'intervento con la sfera che giunge a Fusco che a tu per tu con Mangiaracina (Gallo out per problemi fisici) colpisce in pieno la traversa. Scampato il pericolo, c'è nuovamente soltanto la Paganese in campo fino al triplice fischio: D'Agostino dice tre volte no a Costanzo; mura anche la conclusione in piena area di Labriola con la stessa mezzala che subito dopo da ottima posizione spara alto.

Matura così una netta vittoria per la Paganese che, dopo l'exploit di Francavilla Fontana, si conferma per atteggiamento, personalità e voglia di vincere consolidando il primato allungando a +4 dal duo, in seconda posizione, composto da Barletta e Martina

IL TABELLINO

MARCATORE: pt 15' El Haddadi

PAGANESE (4-3-3): Mangiaracina; Piga, Isufi, De Nova, Di Biagio; Mancino (26' st Graziani), Pierce, Labriola (46' st Langella); Pierdomenico (1' st Gatto), El Haddadi (31' st Negro), Costanzo. A disp.: Romano, Conson, Paredes, Lombardi, Giordano. All.: Novelli.

POMPEI: D'Agostino; Da Silva, Cardore (15' st Baumwollspinner), Maione (11' st Faella), Fusco, Volpe; Piacente (40' st De Martino), La Gamba (31' st Di Martino), De Vietro, Cacciatore; Tounkara (27' st Shaibu). Adisp.: Rendina, Shaibu, De Martino, Di Martino, Galdean, Faella, Baumwollspinner, Farina, Paganetti. All.: Fusco

ARBITRO: Luca Tuderti di Reggio Emilia

NOTE: Spettatori 2000 circa. Ammoniti: Cardore, La Gamba, Di Martino. Angoli: 11-1. Recupero: pt 2', st 4'

foto: PaganeseCalcio



Paganese-Pompei 1-0: gli altri risultati e la classifica aggiornata.