4.4.26
La classica partitella del giovedì. Ora uscite allo scoperto.
La classica partita senza ambizioni, senza mordente, senza cattiveria; diciamo che è paragonabile a quella del giovedì, dove si provano schemi e tattiche. In questo allenamento ci prova anche il mister a metterci quel pizzico di gestione per tenerli in forma in vista di domenica, azzardando anche un ipotetico 4-4-2 a trazione offensiva, dopo che prima Costanzo e poi El Haddadi sprecano a porta vuota un gol già fatto.
Ma sa di brutto, è senza sapore questa sconfitta. Non è nemmeno tanto pesante il risultato, quanto l'aria che si respira nell'ambiente in attesa della festa patronale: un'aria diventata soffocante, tanto da rendere insopportabile persino la telecronaca, che cercava di rendere appetibile una gara tenendo informati i telespettatori sul risultato della lanciatissima Barletta, quasi come una iettatura. Non ci facciamo mancare nulla; anzi, regaliamo anche il vantaggio agli ospiti: un'uscita errata del capitano e poi il baratro. Inspiegabile, come la Nazionale: stessa identica situazione. Da oggi, chiaramente, si è perso anche il peso della maglia che indossano. Mi dispiace doverlo dire — e non ne conosciamo certamente le ragioni — ma non si capisce come si possa passare da una squadra che suda a una squadra svogliata e priva di idee.
Facciamocene una ragione, allora, oppure dateci prove di maturità: uscite allo scoperto, rendeteci partecipi! Altrimenti perderemo anche l'unica cosa di cui ci vantiamo: il nostro pubblico, che mai come quest'anno è stato presente, onnipresente nonostante le nubi e le incertezze. Siamo disposti ad accettare tutto, anche l'idea di ripartire da zero. Non è un'idea campata in aria, perché tra l'ipotesi playoff (che non hanno valenza) e un campionato pieno di incertezze, meglio rinascere con nuove ambizioni e programmazioni, iniziando dall'impianto sportivo, da una nuova società e da un settore giovanile. Sembra quasi di parlare del momento che sta attraversando l'intero calcio italiano... avanti Pagani!
Vincenzo Russo - paganesemania.it
Novelli amareggiato: "La squadra non mi è piaciuta. E' un problema di testa".
Delusione e tanta amarezza nelle parole di mister Novelli dopo la sconfitta contro la Real Normanna. Una gara equilibrata, ma che lascia strascichi importanti soprattutto sul piano dell’atteggiamento. “È stata una partita equilibrata, ma la squadra non mi è piaciuta”, esordisce il tecnico, senza nascondere il proprio disappunto. “Al di là del risultato, a me piace vedere una squadra con intensità, fame, aggressività, tenacia e idee. Tutte caratteristiche che ci hanno contraddistinto durante il campionato, portandoci in alto. Ultimamente, però, queste qualità stanno venendo meno. Sta a noi capire il perché e ripartire in maniera diversa da come stiamo facendo”.
Il tecnico non salva nessuno, sottolineando come la prestazione negativa sia stata collettiva: “Non mi è piaciuta la squadra, sia l’undici iniziale sia chi è subentrato. È un aspetto collettivo su cui bisogna intervenire subito. L'atteggiamento prima faceva la differenza, ci permetteva di vincere tante partite nei minuti finali. Oggi questo non succede più. Serve testa”.
Dal punto di vista tattico, Novelli spiega le scelte fatte nel finale: “Abbiamo chiuso con tre attaccanti centrali e due larghi per creare situazioni di cinque contro cinque, ma non è servito a nulla. Gli attaccanti si sono nascosti, rendendo la vita facile ai difensori. Così non si può giocare a calcio”.
Il nodo principale resta quindi quello mentale: “È una questione di testa. Consciamente o inconsciamente, è lì che si fa la differenza. Perché dal punto di vista tattico, atletico e di condizione la squadra c’è. L’ottimo campionato fatto finora non deve diventare una giustificazione per prestazioni come questa. Deve essere una forza, non un alibi. Se non siamo forti mentalmente, non possiamo affrontare certe situazioni. Tutto parte da lì, dalla testa”.
da www.paganesemania.it
La Paganese non c'è... con la Real Normanna decide un gol del Ninja Esposito.
Ci si attendeva una reazione almeno sul piano dell’atteggiamento dopo il passo falso col Ferrandina, ma ad Aversa non accade nulla di tutto questo. La Paganese al “Bisceglie” conferma di aver staccato la spina, dopo la vittoria col Martina ed un campionato disputato oltre ogni più rosea aspettativa, subendo una sconfitta che mette la parola fine sui suoi sogni di gloria. A decidere l’incontro è un gol di Francesco Esposito a dieci dal triplice fischio al termine di un match disputato nuovamente al di sotto degli standard di ritmo, intensità e idee a cui la Paganese finora aveva abituato. Eppure a metà ripresa gli uomini di Novelli hanno avuto l'occasione per sbloccarla, sprecata incredibilmente con El Haddadi un gol praticamente già fatto.
Mister Novelli opta per alcune novità nell’undici iniziale: in mediana c’è Langella nel ruolo di play con Pierce e Mancino ai suoi lati per far rifiatare lo stakanovista Labriola. In difesa Giordano sostituisce l’infortunato Piga così come Gatto prende il posto di Di Biagio sul versante opposto. In attacco a destra così si rivede dal 1’ Lombardi.
È la Real Normanna a spingere subito sull'acceleratore rendendosi subito pericolosa: Langella perde palla a centrocampo, palla a Petricciuolo che si accentra e calcia, Gallo respinge corto con De Nova provvidenziale nell'anticipare Antinucci. Al quarto d'ora la Real ci riprova con Capasso che, dopo aver ‘ubriacato’ Giordano, impegna Gallo dal limite. Col passare dei minuti la Paganese prende le misure agli avversari seppur non riesca a manovrare come al solito: ci provano De Nova (15') e Pierce (25') ma per Spurio è tutto facile. L'occasione arriva sul finire del tempo: Costanzo intercetta un velenoso retropassaggio e salta Spurio ma al momento di calciare scivola, l'estremo difensore riesce a recuperare la posizione, probabilmente anche con un fallo che comporta la sostituzione subito dopo proprio dell'esterno azzurrostellato, per poi murare col corpo la conclusione di El Haddadi.
Dagli spogliatoi sembra venire una Paganese con un atteggiamento leggermente diverso volto a conquistare l'intera posta in palio. Il maggiore predominio territoriale sfoca nella ghiottissima occasione al quarto d'ora: Gatto sfonda sulla destra, cross sul secondo palo per El Haddadi che da pochi passi, e a porta vuota, di testa incredibilmente manda a lato. Col passare dei minuti, la Real riprende coraggio, idee e pericolosità soprattutto dopo l'ingresso di Francesco Esposito. Il ninja si rende subito pericoloso (35') chiamando Gallo alla deviazione di piede per poi colpire subito dopo. De Nova sbaglia in impostazione, Ndiaye dalla destra premia proprio il suo taglio sul versante opposto, conclusione di prima intenzione imparabile per Gallo per l'uno a zero.
Non accade nulla più, la Paganese ammirata fino a qualche domenica fa non c'è piu!
IL TABELLINO
MARCATORE: st 36’ F. Esposito
REAL NORMANNA: Spurio, Esposito G, Ejjaki, Messina (20’ st Principe), Iavarone, Russo (40’ st Hutsol), Cassandro, Antinucci (20’ st Capone), Capasso (26’ st Ndiaye), Tortora, Petricciuolo (26’ st F. Esposito). A disp.: Borrelli, Onda, Allegretti, Grimaldi. All.: Sannazzaro
PAGANESE (4-3-3): Gallo, Gatto, Figueras, De Nova, Giordano (46’ st Paredes); Mancino, Langella (32’ st Negro), Pierce; Costanzo (45’ pt La Monica), El Haddadi, Lombardi (32’ st Labriola), Gatto, El Haddadi (38’ st Pierdomenico). A disp.: Mangiaracina, Conson, Isufi, Di Biagio, Pierdomenico. All.: Novelli
ARBITRO: Francesco Saffioti di Como
NOTE: Spettatori 500 circa. Settore ospite chiuso. Ammoniti: Capasso, Iavarone, F. Esposito, Labriola (P). Recupero: pt 2’; st 5’
da www.paganesemania.it
2.4.26
Fine delle trasmissioni per questo campionato.
DI NINO RUGGIERO
Stavolta, come si dice coloritamente dalle nostre parti, ci siamo proprio tolto definitivamente il pensiero. La Paganese ad Aversa fallisce maldestramente l’appuntamento con i tre punti e contemporaneamente arriva anche la notizia del successo del Barletta in trasferta a Nola.
Fine delle trasmissioni, dunque, e fine delle illusioni che non volevano saperne di stare al loro posto e che continuavano a fare capolino ad ogni piè sospinto, soprattutto dopo qualche passo falso delle altre.
Abbiamo scherzato, ci siamo illusi, ci siamo pure divertiti per buona parte del campionato quando sembrava che la squadra avesse trovato una formula magica tipo “abracadabra, a me gli occhi!” per dare la scalata a un sogno proibito. Il risveglio però è stato duro e da qualche settimana, almeno fino alla sconfitta interna con il Barletta, stropicciando gli occhi, abbiamo dovuto fare i conti con la realtà. Ora, è inutile dire sempre le stesse cose, ricordando a noi stessi che in fondo la squadra ha disputato un buon campionato. Lo sappiamo tutti. Sappiamo tutti come siamo partiti alla vigilia del campionato e quali erano le difficoltà in cui la società si dibatteva. Sappiamo tutti che l’aver allestito una compagine di tutto rispetto suona a onore e merito di due uomini bravi nel pescare ragazzi di buon livello tecnico e di averne valorizzato le potenzialità. Forse però siamo stati presuntuosi e credevamo di aver trovato il segreto della pietra filosofale, quella che simboleggiava la conoscenza assoluta della verità, in grado di tramutare i metalli vili in oro zecchino, quella che, in definitiva poteva pure fare miracoli. E ci siamo sbagliati. Ne parleremo meglio nelle prossime settimane.
Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it
31.3.26
Le melodie incompiute.
È proprio tutto già deciso per il primato? Non proprio tutto, ma poco ci manca. La Paganese domenica ha bruciato probabilmente tutte le residue speranze e le ultime illusioni con un pareggio che non serve a niente. È la seconda volta in questo campionato (la prima a Manfredonia) che la squadra azzurrostellata fallisce un appuntamento decisivo e importante per i futuri destini del suo cammino. Il segnale che arriva da Ferrandina è inequivocabile: la squadra, che pure è apprezzabile per il buon campionato che sta disputando, non è pronta per il gran salto e, quando deve dare un segnale forte di presenza e di personalità, non riesce a emergere da una aurea mediocrità. Certo, non è il caso di intonare un de profundis perché le premesse della vigilia sono state pienamente rispettate e anzi hanno superato le più rosee aspettative, ma in un campionato così selettivo, con squadre che si sono svenate per arrivare lassù in alto, non è facile contemplare e coniugare verbi come risparmiare, giocare e vincere. La Paganese, in verità, sul piano del gioco e dell’organizzazione ha sempre convinto la sua numerosa platea di tifosi e simpatizzanti. Non altrettanto però lo ha fatto sul piano squisitamente pratico dei risultati; perché ogni qual volta si prospettava l’occasione per emergere e per affermare il suo buon diritto ad aspirare a qualcosa in più, la squadra ha avuto inattese battute di arresto.
Ci sarà però tempo per guardare quello che è andato bene e quello che è andato meno bene in fatto di rendimento dei singoli componenti della squadra perché è indubbio che ci sia stato qualche atleta che non ha tenuto fede alle aspettative generali e qualcuno che, nelle gare in cui doveva dare prova di personalità e di maturità, è venuto meno. Il discorso, poi, che riguarda il mancato inserimento in squadra di un uomo che avesse confidenze con le reti avversarie è molto profondo. Questa squadra, vanto dell’opera di Bocchetti e di Novelli, è stata costruita con criteri tattici ben definiti ed è risultata sempre molto armonica.
A riguardo, ricordo ancora oggi, a distanza di tanti anni, una raccomandazione di Nereo Rocco, mostro sacro del calcio italiano degli anni Cinquanta/Sessanta, cui era stato chiesto un parere su una squadra vincente da costruire: «Datemi quattro giocatori. Un portiere paratutto, uno stopper con le palle, un autorevole centrocampista pensante e un attaccante che vede la porta. Poi, il resto della squadra potete farla voi». Nel caso nostro, ci sarebbe da dire che mentre ogni settore ha avuto il suo uomo squadra (tanto per essere più chiari De Nova in difesa, Pierce a centrocampo) è mancato proprio all’attacco l’uomo squadra e i vari Odianose, Arganaraz, Negro, Paredes e Lamonica non sono riusciti a segnare quei gol di cui la squadra aveva bisogno per fare il salto di qualità. Una vera e propria opera incompiuta; forse per questo la mente ci porta a un’opera sinfonica (decima sinfonia in Mi bemolle maggiore di Ludwig Van Beethoven), che il compositore tedesco iniziò a progettare, ma che non riuscì mai a completare. A questa Paganese in questo campionato è mancato proprio l’ultimo tassello: quello dell’attaccante che vede la porta.
Per il momento, in attesa dell’impegno esterno di giovedì con l’Aversa Normanna (ultimissima spiaggia?), mi fermo qui.
La Paganese vista da...Nocera! - Dal Martina al Ferrandina: perché questa metamorfosi?
Dov’è finita la spumeggiante Paganese vista con il Martina? Cos’è successo alla squadra che, solo sette giorni prima, aveva strapazzato per intensità, ritmo, determinazione e concretezza sotto rete la capolista?
Queste sono le domande più frequenti che mi sono posto e che si sono posti tutti coloro che hanno assistito, increduli, all’arrendevole pareggio contro la “corazzata” rossoblù che, nelle ultime sette gare, ne ha perse cinque e pareggiate due.
La sfida nel Materano è la fotografia di una squadra che ha vissuto il girone di ritorno sull’altalena, manifestando, giornata dopo giornata, un regresso rispetto a quelle che erano le sue prerogative. Al solo tallone d’Achille — un reparto offensivo poco incisivo, con 30 gol in 29 gare contro i 44 del Barletta, i 42 del Martina e i 40 del Fasano — sono venute meno, col passare delle settimane, anche le certezze difensive su cui si era retta nel girone d’andata.
Nella prima parte della stagione erano stati solo 9 i gol subiti in 17 gare, contro i 13 incassati in queste prime 12 del ritorno, con una retroguardia che subisce gol da cinque partite consecutive (8 reti al passivo). In questa striscia sono arrivate 2 sconfitte, 2 pareggi e 1 vittoria.
I numeri fotografano una squadra che ha cambiato pelle nel girone di ritorno: in casa ha perso tre volte e ha rallentato anche in trasferta. Negli ultimi viaggi lontano dal “Torre” sono arrivati due pareggi e una sconfitta, contro squadre che veleggiavano nei play-out.
A Ferrandina è stato toccato il punto più basso di queste trasferte, con una prestazione inguardabile soprattutto nel secondo tempo. Dopo il vantaggio di Pierdomenico, la squadra si è spenta progressivamente già nella prima frazione, per poi appiattirsi definitivamente nella ripresa.
Al di là del pareggio di Antonacci, nei restanti 50 minuti gli azzurri non hanno mai impensierito Mosti: nessun tiro degno di nota, nessuna vera occasione. Zero trame di gioco e zero idee, con inutili lanci fuori misura e calci piazzati da dimenticare. Anche le sostituzioni hanno lasciato qualche dubbio, rivelandosi di fatto infruttuose.
Intanto il Barletta allunga a +4 e il Martina ci scavalca. Il lenzuolo sembra ormai steso sui sogni della Paganese alla vigilia della Settimana Santa, e la trasferta di Aversa ha il sapore di un sepolcro già chiuso, che nessun Lazzaro sembra poter riaprire.
Si resta in attesa di un miracolo, anche se il film, da due anni a questa parte, sembra avere sempre lo stesso finale: l’attesa di novità dall’Agenzia delle Entrate, diventata ormai una barzelletta di cattivo gusto.
Peppe Nocera - paganesemania.it
L'amore in una capanna.
Non mi sono mai illuso. Amo le statistiche e, già solo guardandole, potevo rendermi conto di un fattore importante: il numero di sconfitte era già troppo elevato per una squadra che doveva vincere un campionato di Serie D. Per non parlare poi del numero di gol fatti: se nel girone d'andata la carenza era compensata da una difesa impenetrabile, nel ritorno questo equilibrio è venuto meno e il bottino di punti si è notevolmente ridotto. A dire il vero, essendo nostalgico del calcio giocato e delle emozioni vere — quelle che vanno oltre il giro economico — questa storia alimentava in me un sentimento ribelle. Era come immaginare "l'amore in una capanna": speravo di poter chiudere per una volta i libri delle statistiche e agire per pura volontà, con cuore e abnegazione. Ma non è così, specie in questa competizione e nel girone di ritorno, dove le difficoltà fluttuano in base a come spendi e a come ti comporti.
La Paganese ci ha regalato la possibilità di sognare una rivoluzione nel calcio, eppure resta in me un dubbio forte e lampante: la sensazione di una volontà frenata da una società che non se l'è sentita di fare il grande passo, forse per il peso dei debiti o per la mediocrità della squadra stessa. Sono convinto sia più il primo caso. Non sto insinuando che la società non abbia avuto la volontà di rinforzare la rosa, ma è mancata la volontà ambientale. Troppo spesso la dirigenza ha preferito "mettere le mani avanti", quasi a voler giustificare in anticipo un eventuale fallimento sportivo con la scusa che si fosse già andati oltre le aspettative.
Questo atteggiamento, purtroppo, finisce per trasmettersi alla squadra: se chi comanda si dichiara già soddisfatto, nel gruppo viene meno quella tensione agonistica necessaria per vincere. Si è creato un alibi che ha influito negativamente sulle prestazioni, togliendo serenità e ambizione proprio quando servivano di più.
Questo mi è dispiaciuto molto.
Secondo me questa squadra, anche senza un vero trascinatore capace di risolvere partite sporche come quella di ieri, poteva e doveva fare di più. È mancato qualcosa: proprio quella serenità a cui accenna il mister, necessaria per poter contare davvero. Da questa partita in poi ci si dovrà, per forza di cose, affacciare alla realtà dei fatti, smettendo di sognare e aprendo gli occhi sul futuro e su ciò che sarà.
Adesso è il momento di fare chiarezza: i tifosi, specie quelli che percorrono chilometri per i colori e per la città, hanno bisogno di verità. È questo il momento migliore per accompagnare la fine del campionato nel modo giusto e per preparare un nuovo inizio, magari sognando meno, ma costruendo di più.
Avanti Pagani.
Vincenzo Russo - paganesemania.it
30.3.26
Ferrandina-Paganese 1-1: il Pagellone di Paganese Mania.
La Paganese non convince… che fatica dalla cintola in su!
GALLO 6,5: Una super parata nel primo tempo gli vale la "palma" di migliore in campo.
DI BIAGIO 5,5: Spostato a sinistra, dopo l'immediata uscita dal campo di Piga, fa fatica ad adattarsi nella nuova posizione, sbaglia tanti passaggi per poca abitudine a giocare sul versante opposto.
PIGA sv
Gatto 6: Entra dopo pochi minuti nel ruolo di terzino destro e lo interpreta senza particolari problemi.
FIGUERAS 6,5: Insieme a Gallo il migliore in campo, si fa apprezzare soprattutto nella fase di impostazione gestendo la palla con qualità e serenità.
DE NOVA 6: Il capitano è stato uno degli ultimi ad arrendersi provando in tutti i modi a scuotere i compagni, finisce la partita addirittura come attaccante.
PIERCE 6: Il play argentino gioca una partita normale e questa è una notizia.
MANCINO 5,5: Troppo leggero e lezioso in una partita in cui bisognava usare anche la sciabola oltre al fioretto.
LABRIOLA 5,5 : Si conferma in un momento no, suo l'assist per Pierdomenico, ma da quel momento sbaglia tanti passaggi e sembra non avere energie.
Langella 5,5: Mr Novelli lo inserisce per dare più geometrie alla squadra, ma questa volta l'ex Nola non risponde nella maniera giusta e sbaglia stranamente più di un passaggio.
PIERDOMENICO 6: Bravo in occasione del goal ad inserirsi con tempi perfetti, poi nient'altro.
Paredes 5: Entra per dare peso al centro dell'attacco, ma non si vede praticamente mai.
EL HADDADI 5,5: Lontano parente del "centravanti" visto contro il Martina, non incide né al centro né quando viene spostato a sinistra.
COSTANZO 5,5: Inizia bene, mostrando vivacità e incisività nelle azioni offensive della sua squadra, si perde, come tutti i suoi compagni, dopo il pareggio dei padroni casa.
Negro sv
Alfonso Tortora - paganesemania.it
Novelli: "Troppa tensione, ci è mancata serenità. Obiettivo? Fare il meglio che possiamo".
Dopo il pareggio contro il Ferrandina, mister Novelli analizza la prestazione della sua squadra, sottolineando come il pari non sia stata una questione di atteggiamento, ma piuttosto di gestione e lettura dei momenti della gara. “Non si tratta di avere più o meno fame degli avversari – esordisce – ma di un aspetto più importante. Siamo partiti male nei primi 10-15 minuti, abbiamo commesso diversi errori, cosa che non ci era mai capitata in questo modo. Probabilmente è stata la tensione che non porta da nessuna parte. Col passare dei minuti, però, la squadra è cresciuta, abbiamo avuto diverse situazioni che potevamo sfruttare e siamo anche andati in vantaggio, creando spazi importanti. Tuttavia, siamo stati troppo frenetici nella gestione della palla, sia nel primo che nel secondo tempo”.
Novelli si sofferma anche sull’uscita di Piga, che ha inciso sull’assetto: “Può aver condizionato qualcosa dal punto di vista tattico, perché è un giocatore che dà profondità. Ma non è una questione individuale: il problema è leggere gli spazi e attaccarli nel modo giusto. A volte ci lasciamo guidare dall’istinto e dalla tensione, andando a occupare zone di campo che non sono quelle corrette. Queste sono gare in cui devi essere tranquillo, sereno. Solo così riesci a vedere lo spazio giusto, la giocata corretta, l’uomo da servire. In alcuni momenti non lo abbiamo fatto e abbiamo concesso anche qualche occasione agli avversari”.
Nel secondo tempo la squadra ha provato a spingere, ma senza trovare le soluzioni migliori: “Con due attaccanti potevamo sfruttare di più i cross e riempire meglio l’area. In alcune situazioni lo abbiamo fatto portando tre uomini dentro, ma non con continuità”.
Infine, Novelli torna sugli obiettivi stagionali, invitando a mantenere equilibrio: “Nessuno di noi: società, direttore, allenatore ha mai detto che vincere il campionato era il nostro obiettivo. È normale che adesso ci sia attesa ma noi dobbiamo crescere partita dopo partita e capire il nostro reale potenziale. Se non ci si arriva, significa che il nostro potenziale di squadra è diverso. Il nostro obiettivo è semplicemente fare il meglio che si può. Anche oggi abbiamo fatto buone cose, ma a tratti. Serve più serenità, soprattutto adesso che le partite diminuiscono e la pressione aumenta. Fa parte del percorso di crescita della squadra”.
Da www.paganesemania.it
Ferrandina-Paganese 1-1: un pareggio che serve a poco.
Situazione primato: se non è finita, poco ci manca. Solo una vittoria chiara e limpida da conquistare in terra lucana avrebbe potuto lasciare buoni margini alla Paganese per continuare a sperare in un aggancio alla prima posizione della classifica. Invece, mentre il Barletta ha vinto conquistando tre punti preziosi, gli azzurrostellati se ne tornano a casa con le pive nel sacco racimolando un solo punticino quando mancano solo cinque gare alla fine del campionato. La matematica ancora ha le sue brave riserve in sospeso, ma, in fatto di logica, tutto lascerebbe pensare che il discorso per la prima posizione sia circoscritto al duo Barletta-Martina Franca. A meno che – perché le sorprese possono sempre esserci – non ci sia nel frattempo un vero e proprio sconquasso in questo finale di campionato, con un exploit proprio della Paganese e una defaillance allo stesso tempo di Barletta e Martina Franca. Che facciamo, vogliamo ancora crederci?
Resta il fatto che ancora una volta, a prescindere dalla vittoria del Barletta sull’Aversa Normanna, gli azzurro-stellati a Ferrandina abbiano steccato senza riuscire a conquistare i tre punti della speranza. Un pareggio anonimo che lascia una scia di rimpianti per quello che la squadra avrebbe potuto fare e non ha fatto in tema di promozione. Sì, è vero che il traguardo tracciato a inizio campionato è stato raggiunto, ma è anche vero (il proverbio suggerisce che l’appetito viene mangiando), che con un poco di buona volontà e di lungimiranza tecnica, si sarebbe potuto avere un calciatore dal piede caldo in zona gol; proprio quello che alla squadra è mancato e continua a mancare. Ne parleremo meglio e più a lungo nelle prossime settimane.
29.3.26
Ferrandina-Paganese 1-1: Antonacci risponde a Pierdomenico. Fine della corsa?
Si arena a Ferrandina il cammino della Paganese verso la vetta del girone H non andando oltre il pari contro la compagine lucana. Uno a uno il risultato finale al termine di una gara che, nonostante sia stata giocata aldisotto dei canoni standard, aveva visto gli azzurrostellati passare subito in vantaggio con Pierdomenico per poi subire ad inizio ripresa il pari di Antonacci. Troppa poca Paganese poi nella restante parte di tempo che non riesce mai a calciare verso la porta avversaria se non in occasione di un tirocross di Gatto che sbatte contro il palo. A 5 giornate dal termine, i 4 punti dalla capolista Barletta sembrano quasi insormontabili.
Squadra che vince non si cambia e cosi Novelli conferma in toto l'undici che aveva ben impressionato sette giorni fa col Martina. Anche se proprio in apertura del match il tecnico è costretto a rinunciare a Piga, uno dei migliori in questa stagione, per problemi muscolari, dentro così Gatto con Di Biagio dirottato sul versante sinistro. Ed è proprio da quel lato che arriva il vantaggio: palla per Labriola che dalla trequarti pennella al centro a premiare il taglio di Pierdomenico (9') che di testa fa 1-0.
Il gol dello svantaggio non toglie aggressività e motivazioni al Ferrandina che ci prova subito con una rovesciata di Cristiano (11') e poi poco dopo la metà del tempo in una triplice occasione. Pizzo chiama Gallo alla deviazione in angolo, con l'ausilio della traversa, dalla lunga distanza (24'); stesso esito anche sulla conclusione di Desimini (26') mentre di poco a lato la conclusione da posizione defilata di Gianfreda (31'). La Paganese si rifà vedere in attacco sul finire di tempo: Labriola ci prova su punizione dalla distanza (41'), Mancino con una bella volee manda di poco a lato (44') mentre nessun problema per Mosti che blocca le conclusioni di Di Biagio (45') e El Haddadi (46').
Al rientro dagli spogliatoi la gara si mette subito in salita: dopo un pericolo di Kisseih dopo appena 30 secondi, al successivo affondo il Ferrandina pareggia (2'). Dalla destra Canavese mette al centro, Cristiano allunga in qualche modo per Antonacci che sul secondo palo in spaccata batte Gallo. Il pari sembra svegliare la Paganese che ci prova con Labriola subito dopo - troppa centrale la conclusione - ma è solo una momentanea impressione. Nonostante oltre 40 minuti da giocare, la Paganese non riesce a rendersi praticamente mai pericolosa sbattendo sul Ferrandina intenzionato esclusivamente a difendere il pari. L'unico sussulto arriva a metà tempo quando un tiro cross dalla destra di Gatto (28') sbatte sul palo.
Poco, troppo poco per aver la meglio del Ferrandina e poter continuare a rincorrere quel sogno, adesso tenuto in vita da una flebilissima fiammella.
IL TABELLINO
MARCATORI: pt 9' Pierdomenico; st 2' Antonacci
FERRANDINA (3-4-2-1): Mosti; Desimini (45’ st Quaranta), Gianfreda, Sepe; Otero (1’ st Gallitelli), Asare, Pizzo (1’ st Canavese), Brancati, Antonacci; Cristiano (36’ st Calabria), Kisseih (45’ st Lauria). A disp.: Galiano; Finamore, De Simone, Maltese. All.: Minincleri
PAGANESE (4-3-3): Gallo; Di Biagio (36’ st Giordano), Figueras, De Nova, Piga (8’ pt Gatto); Mancino, Pierce, Labriola (39’ st Negro); Pierdomenico (14’ st Paredes), El Haddadi, Costanzo (31’ st Langella). A disp.: Mangiaracina; Conson, Isufi, Lombardi. All.: Novelli
ARBITRO: Toselli di Gradisca d’Isonzo
NOTE: Spettatori 1000 circa di cui 250 da Pagani. Ammoniti: Asare, Canavese. Angoli: 4-4. Recupero: pt 3'; st 4'
da www.paganesemania.it
24.3.26
La Paganese vista da...Nocera! - Una Paganese bella e concreta!
Dopo due sconfitte consecutive e due settimane in cui l’euforia pre-Barletta aveva lasciato il posto alla delusione, gli azzurri si rialzano e lo fanno in grande stile. Innanzitutto vanno a segno tre volte, cosa riuscita solo una volta in questo campionato a Francavilla in Sinni nel girone d’andata, contro l’ex capolista Martina che, comunque, ha dimostrato tutte le sue qualità. Tutto ciò aumenta il merito di un gruppo di ragazzi che, probabilmente, dopo i due inciampi — rovinosi per la classifica e per il morale — avevano grande voglia di reagire e dimostrare che la Paganese è ancora in corsa. Caparbietà e determinazione si sono viste sin dall’inizio, prendendo di petto l’avversario: una grande Paganese, più che bella. Nel senso che, al di là dello specchiarsi nel gioco come spesso accade, è andata più al sodo, con un El Haddadi in grande spolvero, capace di interpretare al meglio il ruolo di centravanti di movimento, fornendo — con sponde di prima e scambi veloci con le mezzali — quelle situazioni capaci di infilare i vari Labriola, Mancino e Pierce tra le linee difensive pugliesi. Ma soprattutto, l’elemento che emerge da questa partita è che la Paganese ha finalmente concretizzato le palle gol che si è costruita.
Dirò una banalità: vedete come sia tutto più facile quando si fa gol sfruttando le occasioni create? In questo momento, in cui là dietro ci si distrae più frequentemente rispetto al girone d’andata — vedi la rete del pareggio del Martina, con Silvestro tutto solo in area — riuscire a segnare un gol in più degli avversari ti fa vivere la gara con meno incognite e dubbi. Al di là dell’attaccante, più o meno bravo, arrivato in rosa quest’anno, sarebbe bastato realizzare anche solo il 50% delle azioni avute in tutte le gare per stare tranquillamente in vetta. Speriamo di non pagare caro l’opinata sconfitta di Manfredonia, che continua a non andare giù, peggio di una pillola amara.
Ora siamo delle belle inseguitrici alle spalle di un Barletta che avrà sicuramente festeggiato, una volta ricevuto il risultato da Pagani che in un sol colpo stacca il Martina e conferma il +2 sulla Paganese. Adesso la lepre è proprio il Barletta e, se inciampa, bisogna farsi trovare pronti. E questo significa una cosa sola: vincere!
Peppe Nocera - paganesemania.it
23.3.26
Fateci sognare ancora.
No, non è finita. Non poteva finire così. Le ambizioni di un anno intero non potevano naufragare vista mare, nel vento freddo di Manfredonia in una giornata storta né in un’amara sconfitta, ancora difficile da digerire, con il Barletta capolista al cospetto di un “Torre” strapieno.
Non poteva finire così; ce lo ha detto a voce grossa la Paganese vincendo domenica con il Martina, insinuandosi nella iniziale lotta a due (?) per la promozione. Noi siamo ancora qua: il segnale della Paganese è chiaro, inequivocabile, non lascia adito a dubbi. Nella lotta per il salto di categoria gli azzurrostellati ci sono, ci vogliono stare. E ci restano con lo spirito di chi sa di non avere oramai più nulla da perdere e che vuole solo rincorrere fino alla fine un sogno chiamato promozione; forse lo spirito giusto per chi – dati alla mano, vuoi per una cosa, vuoi per un’altra – è venuta meno nelle sfide clou.
Sì, stropicciamoci gli occhi mentre facciamo due conti, ma è così: la rincorsa al sogno non è finita. Sul lumicino della speranza ha soffiato, rinvigorendo la fiamma, una bella vittoria con il Martina, al termine di una partita che ci ha fatto fare pace con il calcio e che ci ha consentito di tornare a casa con il sorriso stampato sulla faccia e nelle orecchie quel motivetto che fa Pagani è forte e vincerà. Un ritornello che riecheggia nella mente, esattamente come le immagini di quando questo coro diventò il refrain del ritorno degli azzurrostellati tra i professionisti. I conti: -2 dalla vetta e un calendario non impossibile. Con un obiettivo unico per le prossime (sei) gare: vincere e guardare solo avanti per recuperare al momento opportuno i due punti di scarto dal Barletta, altre inseguitrici permettendo.
Insomma, tutti quelli che domenica erano saliti sulle gradinate dicendo Oramai è andata così, oggi ci togliamo definitivamente il pensiero si sono dovuti ricredere. Quel pensiero che volevamo toglierci prima di Pasqua, adesso non ci fa più dormire, ci rende monotematici nelle chiacchiere da bar e ci tiene ancorati a una speranza dura a morire, che ci accompagnerà nelle prossime gare. Perché, scaramanzia a parte, sfidiamo chiunque a dire di non aver consultato il calendario delle prossime partite senza azzardare pronostici e possibili colpi di scena che sarebbero entusiasmanti perché ci riguardano direttamente; ma pure perché darebbero ancora più sapore a un campionato tutt’altro che scontato.
E allora? Ma veramente ce la possiamo fare? E i debiti con il Fisco? Il saldo e stralcio? L’accordo con l’Agenzia delle entrate? Sì, ci sta pure tutto questo ancora da risolvere. Ma adesso lasciateci sognare in pace. Che gusto c’è? Forse la bellezza feroce di chi sa guardare verso l’alto, costruisce giorno per giorno e non si arrende alle difficoltà; ma c’è pure il fascino dell’imprevedibilità, la pratica dimostrazione che le gerarchie non sono eterne e che il calcio non è matematica. Ci illuderemo soltanto? Può essere. Ma è pur vero che chi sogna può muovere montagne. Ma c’è un’altra cosa: questa situazione – lo capirebbe anche un cieco – rinsalda ancora di più il legame viscerale che unisce la squadra alla città. Pagani, lontano da ogni bega politica, ha bisogno di speranze e di tornare a sognare. La Paganese non sarà certo la panacea di tutti i mali, ma resta un buon punto da cui partire.
E allora? Ragazzi, fateci sognare ancora!
I sogni delle persone non finiranno mai.
"I sogni delle persone... non finiranno mai!". È leggendaria questa frase che ripropone il tema di One Piece nella sezione pre-gara del sito ufficiale della Paganese, con ben in vista l'iconico cappello di paglia di Luffy. È una verità assoluta: gli spettatori presenti a Pagani, reduci dalle sfide contro Barletta e Manfredonia, sono gli stessi che non smetteranno mai di sognare. Questo è un punto fondamentale dell'avventura e del percorso che la Paganese sta compiendo. Tutto ciò racchiude l'essenza della filosofia di Mister Novelli e della sua squadra. Resta memorabile una sua frase alla fine del girone d’andata, quando affermò di "volere bene ai suoi ragazzi": è la prova tangibile di quanto sia importante arrivare al risultato attraverso la forza del gruppo, della "ciurma". Una ciurma di ragazzi che non mette al primo posto l'ossessione per il successo, ma la ricerca costante della libertà di scegliere il proprio destino e il proprio obiettivo; giovani disposti a mettere tutto in gioco per il proprio sogno. È il puro concetto di "volontà": quella determinazione incrollabile nel perseguire la propria strada nonostante le difficoltà.
Manca però un tassello importante in questa bellissima storia: noi tifosi non dovremmo essere solo spettatori passivi. Dovremmo, invece, fare nostra la filosofia del Mister e della sua ciurma, vivendo appassionatamente questo percorso senza l'ansia del risultato o della gloria a tutti i costi. Questo approccio sarà fondamentale per un finale di stagione entusiasmante.
I sogni dei singoli e quelli di tutto il popolo paganese sono la forza trainante dell'intera storia... avanti Pagani!
Vincenzo Russo - paganesemania.it
Novelli è soddisfatto: "Vittoria meritata, orgoglioso del gruppo".
Vittoria importante e convincente per la Paganese che supera il Martina per 3-2 al termine di una gara intensa e quasi perfetta. Nel post-partita, mister Novelli ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, soffermandosi su crescita, mentalità e margini di miglioramento.
ORGOGLIOSO DEL GRUPPO | “Non abbiamo mai fatto proclami per prendere in giro qualcuno. È stato detto chiaramente: dobbiamo tirare fuori il meglio. Tutte le squadre partono da zero, poi è il lavoro che ti dà la direzione. Se arrivi in fondo bene significa che hai avuto qualità, intelligenza e continuità. Se non ci arrivi, vuol dire che ti è mancato qualcosa. Noi lavoriamo giorno dopo giorno proprio per dobbiamo ridurre il margine di errore. Ho grande stima del mio gruppo. Ai ragazzi voglio bene, sono orgoglioso di loro per come lavorano e per le qualità che hanno. Non ci manca nulla, dobbiamo solo migliorare alcuni aspetti.”
INTENSITÀ MENTALE DECISIVA | “Abbiamo vinto meritatamente. Nella prima parte abbiamo trovato spazi grazie alle nostre idee, non per errori loro. Questo deve darci forza e consapevolezza. In alcune ripartenze potevamo essere più determinati nel chiudere l’azione ma fa parte del processo di crescita. L’intensità mentale costruisce tutto il resto, se riusciamo a mantenerla nel tempo, avremo meno difficoltà. Nei momenti di stanchezza deve scattare qualcosa in più perchè quando superi quei momenti, poi gioisci come oggi".
I CAMBI E LE SCELTE TATTICHE | “Pierce era stato ammonito presto e, per le sue caratteristiche aggressive, c’era il rischio di perderlo. La partita era molto tirata. Ho inserito Langella che è un giocatore che ci dà equilibrio, sa leggere le situazioni accelerando o rallentando la manovra a seconda di quello che più serve. Mi dispiace per chi gioca meno, ma tutti stanno dando grande partecipazione. Piga? Quando ha l’attenzione giusta, determina entrambe le fasi. Oggi è stato molto attento, sia in non possesso che nel proporsi costringendo gli avversari ad abbassarsi, e lì possono andare in difficoltà”.
da www.paganesemania.it













