DI NINO RUGGIERO
Stavolta, come si dice coloritamente dalle nostre parti, ci siamo proprio tolto definitivamente il pensiero. La Paganese ad Aversa fallisce maldestramente l’appuntamento con i tre punti e contemporaneamente arriva anche la notizia del successo del Barletta in trasferta a Nola.
Fine delle trasmissioni, dunque, e fine delle illusioni che non volevano saperne di stare al loro posto e che continuavano a fare capolino ad ogni piè sospinto, soprattutto dopo qualche passo falso delle altre.
Abbiamo scherzato, ci siamo illusi, ci siamo pure divertiti per buona parte del campionato quando sembrava che la squadra avesse trovato una formula magica tipo “abracadabra, a me gli occhi!” per dare la scalata a un sogno proibito. Il risveglio però è stato duro e da qualche settimana, almeno fino alla sconfitta interna con il Barletta, stropicciando gli occhi, abbiamo dovuto fare i conti con la realtà. Ora, è inutile dire sempre le stesse cose, ricordando a noi stessi che in fondo la squadra ha disputato un buon campionato. Lo sappiamo tutti. Sappiamo tutti come siamo partiti alla vigilia del campionato e quali erano le difficoltà in cui la società si dibatteva. Sappiamo tutti che l’aver allestito una compagine di tutto rispetto suona a onore e merito di due uomini bravi nel pescare ragazzi di buon livello tecnico e di averne valorizzato le potenzialità. Forse però siamo stati presuntuosi e credevamo di aver trovato il segreto della pietra filosofale, quella che simboleggiava la conoscenza assoluta della verità, in grado di tramutare i metalli vili in oro zecchino, quella che, in definitiva poteva pure fare miracoli. E ci siamo sbagliati. Ne parleremo meglio nelle prossime settimane.
Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it