
E l’ex Melillo: «Grande amarezza ma abbiamo le potenzialità per risorgere».
MICHELE DI MAINA C’è un beneventano molto dispiaciuto per la vittoria dei giallorossi contro la Paganese: è il giovane portiere Vincenzo Melillo, figlio d’arte di papà Giustino, a suo tempo estremo difensore della squadra sannita, ed attualmente in carriera come allenatore specialista nella preparazione atletica e tecnica dei numeri uno delle compagini calcistiche. «Sono nato a Benevento e sono cresciuto nel settore giovanile giallorosso, ma ovviamente ora penso esclusivamente al team in cui sono molto onorato di giocare, che mi ha concesso la massima fiducia nelle mie potenzialità. Ho provato una grandissima emozione allo stadio Santa Colomba, ed avrei voluto essere fra i protagonisti di un risultato positivo per la mia Paganese. Invece, è giunta questa sconfitta che è molto amara, anche perché avevamo contenuto bene e senza subire eccessivi rischi le proiezioni in attacco dei nostri avversari. In effetti, la rete che è scaturita da quel dubbio rigore e che ha sbloccato la gara, ha inciso moltissimo sull’esito successivo del match. Comunque, abbiamo ribadito di avere le potenzialità per uscire da questo attuale nostro momento negativo; sarà fondamentale essere granitici e compatti come abbiamo dimostrato in tale derby campano». Fra gli calciatori della Paganese ex del Benevento, ecco il roccioso difensore centrale Ferdinando “Nando” Castaldo: «Siamo stati molto efficaci nel contenere i giallorossi con ordine ed arginando la loro pressione offensiva nei pressi del centrocampo. La nostra difesa a cinque si è schierata benissimo, sostenuta dall’ottimo lavoro collettivo. In effetti, non siamo assolutamente d’accordo con chi sostiene che abbiamo fatto le barricate, perché il vero e proprio “catenaccio” è altro; è una disposizione diversa dalla nostra allo stadio sannita. Poi, il gol sul penalty ha cambiato tutto. Lasciamo stare come esso è stato concesso dall’arbitro; ci tengo solo ad evidenziare che fino ad allora il Benevento ha avuto pochissimi spazi a disposizione, nonostante eravamo in emergenza di formazione. Ed allora cosa dobbiamo rimproverarci? Successivamente, è chiaro che la sfida si è incanalata verso una salita troppo ripida per noi. Ci resta l’onore del campo e l’ottimismo per il nostro immediato futuro». Capitan Francis Ibekwe innanzitutto ammette che «nostro il ko è giusto, perché la contesa deve essere giudicata nel suo insieme, e non esclusivamente per una parte di essa. Però è comprensibile il nostro rimpianto, per non essere riusciti a conservare il risultato di parità per un periodo di tempo più esteso. Infatti, in questa ipotesi è plausibile che i giallorossi avrebbero potuto perdere la tranquillità ed essere meno incisivi nella manovra»
Il Mattino