
«Potevano avvisarmi del cambio di rotta. Avevo scelto i rinforzi, vediamo se avrà ragione Palumbo».
RAFFAELE CONSIGLIO Pagani. Che l'annata fosse difficile lo si era capito già dalle prime uscite in coppa Italia ma nessuno si aspettava che dopo undici giornate in casa azzurrostellata si vivessero così tanti problemi. Ma andiamo con ordine. Dopo due giornate di campionato arriva il benservito a Palumbo. Viene chiamato sulla panca Pensabene. Alla chiusura del mercato di agosto vengono ceduti alcune pedine e si ritorna a casa con gli acquisti di Melillo e Monticciolo su tutti. La sconfitta di Varese, 5-0 il passivo apre l'ennesima crisi che porta alle dimissioni del direttore generale D'Eboli, prontamente respinte dalla società, l'epurazione di alcuni calciatori e la messa fuori rosa di altri. Nella gestione Pensabene arrivano 5 punti frutto di 5 pareggi in 9 gare. L'ultima sconfitta, quella di Benevento, pesa come un macigno sul capo del tecnico palermitano ed una cena in gran segreto, senza la presenza del direttore D'Eboli, riporta Palumbo sulla panca della Paganese. D'Eboli, sentitosi tradito e messo da parte non ripudia le sue scelte e preferisce quasta volta abbandonare per sempre questa avventura. Una separazione non facile dopo 7 anni di convivenza con la società del patron Trapani ma dovuta e soprattutto per dimostrare alla piazza la coerenza delle scelte. «Con il ritorno di Palumbo la mia avventura con la Paganese è terminata. Non posso per coerenza lavorare con un tecnico che sin da giugno aveva idee diverse dalle mie e non accettava consigli da chi come me già conosceva questa categoria e la realtà di una piazza importante e competente come quella di Pagani». La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quella cena, tra la dirigenza e Palumbo, della D'Eboli non è stato messo al corrente. «Mi sono sentito tradito. Bastava avvisarmi ed anche se io non fossi stato d'accordo sulle scelte societarie avrei preso le mie decisioni. Ma l'importante era avvisarmi invece così mi sono sentito tagliato fuori». Si è ritornato su Palumbo per evitare di acquistare calciatori? «A questo punto credo di sì anche perché io avevo già in mente dove intervenire, per mettere quella giusta qualità che manca a questa squadra, (D'Eboli aveva già bloccato l'ex centrocampista della Salernitana Di Vicino, il centrocampista ex Juve Stabia De Rosa, l'attaccante paganese Califano e convinto Tisci e Taccola a tornare a Pagani). Invece secondo Palumbo questa squadra va bene così e si salverà. Io posso augurargli solo che abbia ragione e che ha visto bene». Come si lascia con Trapani. «Per il presidente nutro sempre massimo rispetto. So che è un passionale e che ama questa squadra in prima persona». Lascia Pagani dopo 7 anni, una tifoseria che gli ha dimostrato comunque sempre affetto e stima. «Ai tifosi voglio dire di stare sempre vicini alla Paganese e di essere sempre numerosi allo stadio perché loro possono essere come sempre l'arma in più».
Il Mattino