6.11.09

Dimas, attaccante del Monza: "Contro la Paganese sarà una delle partite più dure che potevamo trovarci di fronte".



"Mi manda Totti": è così che potrebbe presentarsi Dimas Gonçalves de Oliveira, o più semplicemente Dimas, dopo il provino di qualche anno fa fatto con la Roma, che gli permise di scendere in campo con i campioni della Capitale e di essere persino lodato per le sue qualità dal Capitano giallorosso.

Un biglietto da visita niente male per il 24enne attaccante biancorosso, che domenica scorsa a Lecco non ha purtroppo potuto essere granché utile alla causa, frenato da un pestone preso in allenamento il sabato precedente il match. Ma lui assicura che tra qualche settimana sarà al top e proprio mentre termina l'intervista promette ad un tifoso che ha ascoltato le sue parole in anteprima che un suo gol arriverà quanto prima. Magari proprio domenica contro la Paganese, di cui dice: "Sono loro che ci devono temere, non è il Monza a dover temere loro".

Domenica contro il Lecco hai giocato nonostante sabato avessi subito una botta durante l'allenamento: non eri quindi nella condizione ottimale?

"Sì, sabato ho preso un pestone in allenamento e domenica avevo ancora un po' di fastidio, però la voglia di giocare e di aiutare il gruppo era tanta e mi ha portato ad andare comunque in campo. Purtroppo non abbiamo fatto una bella gara, un po' tutti quanti in generale, però siamo soddisfatti del bel punticino che abbiamo portato a casa da Lecco".

Quando credi di riuscire a riottenere la tua forma migliore?

"Io sto lavorando ogni giorno per arrivare alla forma giusta. Spero di essere al top già tra qualche settimana".

La prossima partita sarà contro la Paganese, attualmente ultima in classifica: sulla carta una gara che pare alla vostra portata?


"No, in realtà non sarà semplice. Solo sulla carta lo è. Questa è una squadra che pressa tanto e sa giocare. E' una delle partite più dure che potevamo trovarci di fronte. Se noi non scenderemo in campo con la cattiveria giusta, con la tensione agonistica giusta, sicuramente non porteremo a casa i tre punti. Se invece giocheremo con quella grinta e quella voglia già vista con la Cremonese, i tre punti saranno nostri".


Anche perché la Paganese ha cambiato proprio in questi giorni l'allenatore (è tornato Palumbo, ndr) e si è dimesso il direttore sportivo: un apparente caos che potrebbe portare ad una spinta in più per i giocatori...

"E' dura quando si cambia l'allenatore, perché porta nuove idee e cambiamenti. Ma è la Paganese che deve temere noi, non il Monza temere loro".


A settembre dicevi che il ruolo che stai svolgendo con la maglia biancorossa non è il tuo ruolo classico e che ti mancavano ancora gli automatismi: stai finalmente entrando nella logica di questo nuovo ruolo?

"Io sto facendo delle cose che prima non avevo mai fatto perché le squadre in cui ho giocato finora adottavano il 4-4-2, quindi con due attaccanti davanti ed io ero la seconda punta. Per me è una cosa nuova, ma sto imparando: ogni allenamento è buono per imparare. Finora è andato tutto bene: speriamo che vada avanti così".


Nella tua carriera hai fatto provini in diverse squadre, ma di uno in particolare vorrei che ci raccontassi i tuoi ricordi: quello con la Roma. Ho letto che in quell'occasione persino Francesco Totti ti disse: "Tu sei forte".

"E' successo cinque anni fa. La Prima Squadra aveva bisogno di qualche giocatore per una partita di allenamento e il Mister giallorosso aveva chiesto al tecnico della Primavera se poteva prestargli due-tre giocatori: io fui tra i prescelti. Feci l'allenamento con la Prima Squadra e ne ho un ricordo bellissimo".

A proposito di calciomercato: che ne pensi di Nicola Ventola al Novara? Per giorni ha tenuto sulla corda i tifosi biancorossi e poi ha scelto di accasarsi nella squadra con cui si è allenato per qualche mese...

"Un giocatore come lui, che ha giocato in tante squadre tra Serie A e Serie B, poteva sicuramente dare una grossa mano. Ma lui ha scelto il Novara e noi abbiamo comunque tanti giocatori che stanno tornando dagli infortuni e che ci saranno utili: parlo di Nello Russo e Kyeremateng. Finora siamo stati un po' 'così così' là davanti, ma ora che stanno tornando - e non dimentichiamoci pure di Stefàno - aumentano il valore della rosa, che in questo modo diventa molto ampia. Possiamo fare persino due squadre con tutti i giocatori che ci sono a disposizione".


Dalle tue parole si evince che non lo trovi necessario e che sei comunque contento del parco giocatori a disposizione del Monza...

"Sono scelte che fa la società. Noi giocatori dobbiamo solo fare il nostro lavoro. Se la società lo avesse preso, per noi sarebbe andato bene. Certo era un giocatore che ci avrebbe potuto dare una grossa mano".

Hai firmato un triennale con il Chievo: speri un giorno di poter indossare la maglia dei clivensi, magari in Serie A?

"Intanto incrociamo le dita e speriamo che rimanga in Serie A (ride, ndr) perché quest'anno la vedo proprio dura. Se mai mi capiterà di vestire la maglia del Chievo, ne sarò contentissimo, però ribadisco una cosa: io sono venuto a Monza con delle motivazioni. Mi stanno dando una grossa opportunità: per me è il primo anno nel calcio che comincia a contare e devo ringraziare tutti quanti - dai compagni al direttore sportivo che mi ha ingaggiato - e voglio ripagarli sul campo".

Valeria Debbia - www.monza-news.it