Settimana movimentata in seno alla struttura, sia tecnica che societaria, della Paganese. Due novità che hanno segnato il ritorno di Palumbo sulla panchina azzurra, in seguito all'esonero di Pensabene, e le dimissioni del direttore generale Cosimo D'Eboli. Premetto che il ritorno del trainer di Venosa mi ha sorpreso a primo impatto poi riflettendoci penso che la scelta del presidente Trapani sia alquanto coerente. Innanzitutto ha la conoscenza del gruppo, e questo almeno fa risparmiare tempo (cosa non da poco) in questo momento, anche se mi auguro che l'indirizzo di base del tecnico possa essere più flessibile in determinate situazioni per il bene comune. Al momento sul mercato, vista la situazione in casa Paganese, non vedevo alternative che potessero incastrarsi al contesto e dunque, con serenità massima, ritengo la scelta meno invasiva a salvaguardia anche delle casse societarie. Il ritorno di Palumbo ha determinato anche il divorzio dal dg D'Eboli che coerentemente ha scelto la strada più logica e trasparente nel lasciare l'incarico in seno alla società. Diversamente, nonostante il tentativo di ricucire lo strappo con il trainer da parte del presidente, non poteva avvenire. Al direttore va riconosciuto il gesto apprezzabile nei modi e nei tempi, con l'ammissione sincera degli errori commessi, che chiude un rapporto costellato da vittorie e da sconfitte, da pregevoli intuizioni di mercato e scelte discutibili sicuramente svolte con caparbietà e passione commettendo anche errori che gli hanno permesso in questi anni di crescere insieme alla Paganese ricevendo onori e critiche che fanno parte del gioco di chi occupa quel posto, potendo contare su una schermata protettiva del presidente Trapani che s'è sempre immolato davanti all'altare protettivo del suo fido braccio destro. Un bilancio tutto sommato positivo come dicono i numeri, che nel calcio hanno sempre ragione. Ora, dopo addii e ritorni, è tempo di resettare il computer Paganese e ripartire alla conquista dell'ennesima impresa. Ora Palumbo deve far fronte a difficoltà superiori anche a quelle incontrate ad avvio stagione e cercare di compiere un autentico miracolo. La corsa verso il Gran Premio della salvezza parte da Monza e dovrà concludersi a maggio quando, anche quest'anno, gli azzurri di Pagani dovranno vedere per primi la bandiera a scacchi del traguardo.
Peppe Nocera - paganese.it