22.3.10

Paganese, alzati e cammina!

Per il titolo di oggi, prendo in prestito la celeberrima frase del Vangelo che Gesù rivolge all’amico Lazzaro per farlo risuscitare. Questa frase mi è stata inviata per messaggio da Enrico Porro, che ha anche notato che l’episodio sopraccitato era il passo del Vangelo della domenica. Il segno che anche la Provvidenza ci ha messo il suo. Passando dal sacro al profano, ha portato fortuna anche il cambio di look di mister Palumbo, che ha lasciato nell’armadio la consueta tuta per indossare un più elegante smoking. ‘Ci appelliamo a tutto’ è stata la risposta del trainer di Venosa, apparso anche cambiato rispetto alle ultime apparizioni. Forse il faccia a faccia di sabato fra la squadra e la tifoseria ha toccato anche il carattere chiuso di Palumbo, che per tutto l’arco della gara è rimasto in piedi, distribuendo indicazioni a destra e a manca ed andando ad esultare come non mai al gol di Tortori.

Sicuramente è stata una domenica diversa. Da tanto tempo non si tastava questo clima di vero calcio al “Torre”, con due tifoserie che, specie nel primo tempo, non hanno fatto mancare ai calciatori il proprio apporto. Finalmente la Curva Nord ha ripreso a cantare e lo stop dello sciopero coincide con il ritorno alla vittoria. La squadra azzurrostellata, forse per la prima volta in stagione, ha capitalizzato le reali palle gol che gli sono capitate. A parte i tentativi velleitari di Tortori ed Izzo in avvio e il tacco di Memushaj al termine della prima frazione, i padroni di casa hanno sfruttato a dovere le due grandissime occasioni a disposizione. L’amministratore delegato dei sanniti, Ciro Vigorito, li ha chiamati episodi, quelli che di solito hanno condannato la Paganese in questo campionato. Episodi questa volta favorevoli, due perle di rara bellezza. La prima è una magistrale esecuzione su punizione di Maisto, al terzo centro stagionale, bravo a piazzarla nell’angolino alto, dove Baican può soltanto appurare che le ragnatele sono state ben tolte. La seconda parte da un gesto tecnico fantastico di Ibekwe, una scucchiaiata raccolta in maniera pregevole da Tortori, che elude l’intervento dell’estremo difensore giallorosso e insacca a porta vuota. Nel mezzo la solita distrazione difensiva, questa volta su calcio piazzato, che ha concesso il facile tap-in a Ferraro. Tuttavia, trovare un peggiore nella formazione della Paganese è veramente difficile. A dare una bella risposta sono stati Zarineh, finalmente entrato nel vivo della manovra, Tortori, che ha ripagato la fiducia di Palumbo, e il giovane Ingrosso. Scommetto che quest’ultimo difficilmente dimenticherà il suo esordio in maglia azzurra: parte da terzino destro, dopo 15’ passa centrale e deve abbandonare nel recupero in campo per un profondo taglio al sopracciglio. L’orgoglio del Benevento a nulla è valso contro una prestazione formidabile per quantità, qualità ed intensità della Paganese.

Al termine della gara, fuori allo stadio, sentivo dire da alcuni (pseudo)tifosi che è arrivata la vittoria perché questa era una gara che dava motivazioni, ma che già dalla prossima la squadra ritornerà ad essere bella, ma sprecona e distratta. Non credo sia così. La squadra ha dato una risposta chiara e precisa a chi l’ha etichettata come già retrocessa. Il mio stesso articolo di una settimana fa era pessimistico, tuttavia cercavo di convincere prima me stesso che nulla è ancora finito. Con la vittoria di ieri la Paganese non si è salvata, non ha agguantato nessuna diretta concorrente, ma ha soltanto vinto la prima di sette finali che la separavano dal termine del campionato. Un occhiata alle altre squadre (che non hanno un calendario agevole) bisogna pur sempre darla, ma prima è fondamentale giocare come con il Benevento le restanti sei gare, racimolando quanti più punti possibili. Lunedì scorso conclusi dicendo che era necessaria una sterzata, che però poteva anche risultare vana. Si deve continuare la manovra di inversione di marcia e dire almeno di averci provato. AD MAIORA!!!

Danilo Sorrentino - www.paganese.net