Serviva una vittoria per ritrovarsi e per ritrovare fiducia e voglia di continuare ad inseguire un sogno, serviva una vittoria che spazzasse via dubbi, mugugni e paure. Il bel gol di Neglia, dopo un inizio balbettante, sembrava poter fungere da apripista di una prestazione convincente, da conferma che la debacle di Celano, le perplessità sul modulo, potessero essere interpretati, la sconfitta, come un inevitabile incidente di percorso, le scelte, a volte contraddittorie, come ricerca costante dei giusti equilibri.
L'evolversi della gara mostrava una Paganese, finalmente convincente sul piano tattico, con i due esterni offensivi che curavano, con grande efficacia e puntualità, le due fasi dinamiche, i due centrocampisti centrali erano costantemente affiancati e supportati nella fase interditiva e di rilancio. Ma è durato tutto troppo poco.
La squadra ritornava ad esprimersi in modo balbettante e confusionario senza un'idea di gioco lucida ed incisiva. Doveva essere vittoria e vittoria è stata, non importava come, importante era tenere il passo delle altre e cercare di raggiungerne qualcuna. La seconda posizione era a soli quattro punti e con un calendario favorevole si poteva raggiungere...
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Ma nel dopo gara abbiamo saputo che con questo organico è inutile sperare in qualcosa di prestigioso: i tre punti della vittoria contro il Milazzo potrebbero garantire SOLO una tranquilla salvezza, gli azzurrostellati possono continuare ad inseguire ed a sognare la Prima Divisione solo acquistando quattro giocatori di indiscusso valore. Sì, indiscusso perchè quelli in organico, compresi "gli interessanti e bravissimi" under, non sono tutti competitivi e compatibili per un progetto ambizioso e vincente.
Domenica sera finalmente si è capito che nonostante la mediocrità dell'organico, nonostante, le problematiche societarie, nonostante, un pessimo e quasi impraticabile terreno di gioco, nonostante una tifoseria sparuta ma sempre critica, la Paganese ha realizzato 40 punti solo grazie alla bravura ed alla capacità del TECNICO che, nonostante tante promesse disattese, sarebbe riuscito ad ottenere il massimo da calciatori troppo poco funzionali al progetto tattico di un allenatore sprecato per questa categoria ed incompreso da società, calciatori e tifoseria.
Le verità, le certezze assolute non esistono nel calcio ma sembra, di ricordare abbastanza nitidamente, che la Paganese era pronosticata da tecnici e da un'infinità di disinteressati addetti ai lavori come una aspirante certa al salto di categoria e l'inizio travolgente ne confermava l'attendibilità. Solo il suo timoniere parlava di obbiettivo play off. Sì perchè il salto dagli spareggi alla promozione diretta sarebbe stato possibile solo grazie alle sue imbattibili intuizioni tattiche ed alle sue immense capacità di far maturare i giovani e di migliorare le limitate capacità dei vari Fusco, Tricarico, Acoglanis, Galizia, Fava, Petrocco, Scarpa, Rinaldi, Orlando.
Dunque tutti sotto accusa, società, D'Eboli, calciatori, tifoseria e terreno di gioco (mai fattore determinante in negativo).
Al mister piace molto, sopratutto dopo una vittoria, creare disappunto, smarrimento e perplessità ma bisogna aggiungere che è anche convinto della sua infallibilità e delle sue capacità di individuare problemi e soluzioni. Concludendo, la Paganese ha un grande allenatore, non molti calciatori all'altezza di un progetto vincente, una società in cerca di identità ed una tifoseria troppo esigente....
Questa è la sua diagnosi, la terapia? Quattro giocatori importanti, di indiscusso valore, al resto penserà lui, sempre che i nuovi arrivati dimostrino di essere all'altezza.
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In questo istante viene diffuso dalla società un comunicato che annuncia le dimissioni di Grassadonia, "per divergenze sulle strategie di mercato", il tecnico rimette il mandato. La società ribadisce che i programmi vincenti restano, i dirigenti credono, sono convinti delle qualità e del valore del gruppo esistente (con qualche partenza e relativo arrivo), il mister non condivide il progetto, lo ritiene perdente nonostante la sua impareggiabile bravura....!!!!!
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Si ricomincerà dalla trasferta di Isola Liri con la speranza che il nuovo tecnico sappia gestire, con semplicità, acume ed intelligenza tattica, un gruppo altamente competitivo. La trasferta in terra laziale potrebbe rappresentare l'autentica svolta di questo campionato stranamente contradditorio, potrebbe essere l'inizio di una cavalcata vincente per una squadra che fin'ora è stata alla ricerca di una precisa identità.
Partiti come tante compagini con l'obiettivo di una salvezza tranquilla, i biancoazzurri si trovano in piena zona play-out per limiti strutturali ma anche a causa di due punti di penalizzazione inflitti loro dalla Disciplinare. Hanno realizzato, nelle partite interne, quindici dei diciassette punti che hanno in classifica e sono compagine composta da giovani da valorizzare ma anche da calciatori di categoria bravi e carismatici.
Leader difensivo è il validissimo Martinelli che fa da chioccia ai giovanissimi Paloni ('93), Tortosa e Ferrara entrambi '91, o al più navigato Falco.
Tra i pali rientrerà l'incerto Coletti al posto dello squalificato Mariosi: un reparto decisamente non impenetrabile al cospetto degli indemoniati attaccanti azzurrostellati. A centrocampo i laziali schierano due calciatori importanti e meritevoli di grande considerazione: il metronomo Costanzo ed il centrocampista incursore Raffaello (ex Ascoli) supportati dall'azione interditiva del roccioso Di Lullo.
Il tridente offensivo orfano del partente Improta (al Melfi) si affiderà alla vivacità ed alla imprevedibilità dei giovani ma molto interessanti '91 Caira e Conte ed all'emergente Bussi.
Insomma non una squadra temibilissima ma molto intraprendente fra le mura amiche. Bisognerà lottare, bisognerà crederci. Rialzati Magica Stella!!!!!
Carlo Vitiello per paganese.it