23.3.21

I gol da copia incolla.

DI NINO RUGGIERO

La Paganese è quella di Bisceglie o è quella vista contro la Juve Stabia? L’interrogativo non avrà mai una risposta: la domanda è ciclica, ripetitiva e ce la facciamo dall’inizio del campionato ogni qualvolta che a una prestazione positiva ne segue una negativa o viceversa.

A questo punto, con il calendario che snocciola le ultime gare (ne restano cinque per gli azzurro stellati: Bari, Monopoli, Foggia, Potenza e Casertana) è bene non scervellarsi più e pensare solo a fare punti. Non sarà un’impresa facile.

Le poche certezze difensive che nel tempo sembravano consolidate, contro la Juve Stabia sono naufragate miseramente. Eppure la gara non era cominciata male. Nel primo quarto d’ora, le vespe stabiesi si erano salvate per un nonnulla e gli uomini di Di Napoli sembravano poter passare da un momento all’altro. Poi, il fattaccio. Un lancio dalle retrovie, in tipica azione di ripartenza, pescava in avanti, liberissimo, il centravanti Marotta. Un errore di copertura incomprensibile per una squadra che si deve salvare e che per prima cosa – legge non scritta del calcio – deve pensare soprattutto a non prenderle. Concedere campo, terra e spazio a un cecchino come Marotta equivale a un suicidio. 

Ma dove sono più quelle marcature ferree di un tempo? Un gioco da ragazzi per un marpione del gol controllare e poi infilare di destro rasoterra Baiocco sul palo opposto. Si può essere tanto ingenui quando si hanno giocatori dell’esperienza consolidata di Sirignano e Schiavino? Ma che sta succedendo anche ai calciatori più dotati, sempre più che affidabili? Passavano solo due minuti e l’azione si ripeteva, quasi in fotocopia, ma stavolta Marotta non era fortunato e il pallone terminava di poco a lato.
La Paganese, distratta in difesa, aveva però lo spirito giusto dalla cintola in su, era ben ispirata e riusciva a pareggiare meritatamente con Diop.

Nella ripresa il patatrac. In cinque minuti la Juve Stabia riusciva ad andare a rete due volte. Bastavano due calci d’angolo per mettere in crisi l’apparato difensivo degli azzurro stellati che lasciavano campo libero a Caldore che, quasi da copia incolla, segnava due gol di testa, uno dopo l’altro. Qualche distratto telespettatore, in occasione della seconda segnatura, ha pensato addirittura che si trattasse di un replay televisivo, tanto era stata simile la battuta del calcio d’angolo e l’impatto con il pallone da parte del difensore stabiese. Può una squadra che si rispetti e che deve salvarsi incassare due gol così? Certamente no.

La partita finiva qui. Troppo presto. Troppo fumo senza arrosto per una squadra apparsa anche in debito di ossigeno contro avversari baldanzosi e sicuri del fatto loro.

Adesso è il momento di contarsi e di fare delle scelte. Lo dovrà fare l’allenatore Di Napoli che non è apparso molto felice in alcune scelte. La considerazione viene fuori quando determinate decisioni non portano ai frutti sperati. Perché è così: nel calcio quando una mossa tattica sortisce buoni effetti è considerata felice: lo è di meno quando complica ancora di più le cose.

Il periodo per gli esperimenti è finito e non c’è nemmeno più il tempo per considerazioni di carattere tecnico-tattico. Bisognerà solo cercare di conquistare quanti più punti è possibile e prepararsi per un finale di campionato che – a questo punto – pare non poter fare a meno di un codicillo da play out.

Per salvarsi direttamente la Paganese dovrebbe calzare gli stivali delle sette leghe. Ma deve provarci.

Nel calcio non c’è mai niente di impossibile.

Nino Ruggiero