24.2.26

Avviso ai naviganti: per mare non ci sono taverne.

DI NINO RUGGIERO

Occhio al calendario e occhio alle squadre che al momento insidiano la prima posizione della Paganese.

Premesso che la squadra azzurrostellata sarà arbitra di sè stessa e dovrà pensare a fare quanto più punti possibile nelle restanti nove gare da disputare, non dobbiamo dimenticare che oltre al Barletta ci sarà da guardare anche al Martina Franca. Ovvio, quasi lapalissiano, che se la squadra in questo percorso dovesse viaggiare a punteggio pieno, non ci sarebbero più elementi di raffronto e si potrebbe anche fare a meno di guardare al rendimento delle due squadre pugliesi che appaiono tra le più serie candidate alla vittoria finale. Ma, quando parliamo di punteggio pieno, andiamo nel campo del possibile, forse anche dell’impossibile perché il calcolo delle probabilità suggerisce che è assai difficile, direi quasi fantascientifico, che una squadra riesca a vincere nove partite di fila su nove.

Torniamo quindi con i piedi per terra, tralasciando per il momento di fare voli pindarici e di scomodare complicati calcoli matematici.
Giusto allora pensare di potercela fare, nonostante il recupero effettuato nelle ultime giornate dalle due squadre pugliesi. Da oggi infatti bisognerà convincersi che c’è la possibilità di cavarsela da soli – puntando tutto sulle proprie forze – ricordando metaforicamente il detto napoletano che “per mare non ci sono taverne”. Nel senso, per essere più chiari, che bisogna essere consapevoli delle proprie forze senza aspettarsi – nella navigazione verso il primato – di ricevere favori di qualsiasi genere.

La Paganese vista a Sarno ha dimostrato di essere viva e vegeta e di essere riuscita a superare un difficilissimo esame attitudinale contro un’avversaria che ha giocato probabilmente la sua migliore gara dell’anno.

La partita non è stata bellissima ma è stata avvincente con una Paganese che, superato il momento iniziale in cui ha dato campo agli avversari, è poi riuscita a recuperare e a far valere le sue qualità; questo soprattutto dopo aver raggiunto il pareggio con Isufi. Sulle prestazioni dei singoli vi rimando al solito pagellone stilato a fine gara non senza aver rimarcato che ancora una volta la Paganese ha onorato il suo primato in classifica e il suo modo di giocare al calcio. Ci sarebbe da aggiungere solo che la partita è stata molto spigolosa e che ne hanno subito le conseguenze soprattutto Labriola e Graziani, forse gli elementi che più degli altri hanno creato grattacapi alla Sarnese e che sono usciti malconci in seguito ad interventi non sempre ortodossi. Ancora una volta Novelli ha tracciato il solito e collaudatissimo copione che prevedeva raddoppi sugli elementi avversari in possesso di palla, intensità di gioco e sviluppo del gioco in profondità e in verticale. Quello che forse è mancato alla squadra, dopo aver ristabilito le distanze con Isufi, è stata solo la convinzione di poter arrivare – insistendo, con i rischi del caso – alla vittoria piena. Ma si sa, nel calcio bisogna pur sempre fare i conti con l’avversaria di turno, cui non è parso vero di poter fermare la capolista con una prestazione maschia e decisa. La conferma viene proprio da una buona fetta di tifoseria sarnese che candidamente ha ammesso di aver giocato contro la Paganese la loro migliore gara in questo campionato. Forse, con questo abbiamo proprio detto tutto…

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it