È vero che la matematica – guardando attentamente la classifica – non esclude ancora niente, ma è impressione generale che solo un miracolo potrebbe rimettere in gioco la Paganese per il primato, quando mancano sette turni alla fine del campionato.
Delusioni a non finire dalla trasferta con il Manfredonia, non solo per chi ancora una volta non ha voluto mancare di essere presente in una gara decisiva, ma anche per i tanti – soprattutto appartenenti ai gruppi organizzati – che la partita per motivi di opportunità l’hanno vissuta da casa guardandola sui canali a pagamento di Videonola. Eppure la gara aveva avuto un inizio più che rassicurante e la Paganese aveva sin dai primi minuti sfiorato la rete colpendo un palo con El Haddadi. L’eurogol messo a segno da Pierdomenico, una vera perla balistica con pallone all’incrocio dei pali, aveva confermato l’impressione di una squadra in salute che aveva smaltito la sbornia di sette giorni addietro contro il Barletta. Una volta in vantaggio, poi la squadra azzurrostellata aveva mancato per ben due volte di seguito il raddoppio. Niente, proprio niente, lasciava presagire che quella squadra avrebbe avuto nel secondo tempo un vero e proprio tracollo d’identità e si sarebbe consegnata al Manfredonia a braccia praticamente alzate, a mo’ di resa incondizionata.
Che cosa è successo, allora? Perché una metamorfosi tanto clamorosa? Dove è finita quella squadra del primo tempo che sembrava essere padrona del campo e della partita? L’interrogativo probabilmente ci perseguiterà per lungo tempo e forse non sapremo mai perché una squadra – che comunque ha note carenze in fase realizzativa – può avere una doppia personalità, tipo dottor Jekyll e mister Hyde e perdere il controllo completo di una partita.
Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it