Le partite della verità di solito non sbagliano mai. Onori e meriti al Barletta per aver espugnato il campo di Pagani. Però c’è da dire – senza per questo voler minimamente sminuire i meriti della squadra pugliese – che ci sono due cose da rimarcare.
La prima d’ordine tecnico che pesa come un macigno. Con il risultato fermo sullo zero a zero, una squadra come la Paganese, che si presenta come una delle migliori difese del campionato, non può prendere gol in seguito a un innocuo rilancio degli avversari da centrocampo e non può farsi trovare impreparata nel posizionamento consentendo a un attaccante di svincolarsi con una semplicità che non viene consentita nemmeno a chi gioca in ambito dopolavoristico. E dispiace ancora di più constatare che proprio un calciatore che fino a questo momento è stato unanimemente riconosciuto come uno dei giovani più bravi al calcio sia incappato in un errore di posizione a difesa schierata.
La seconda cosa da rimarcare è di ordine arbitrale. A seguito di intervento difensivo disperato, e successiva espulsione, è sembrato eccessivo il rigore concesso perché (le immagini televisive lo hanno chiarito) il fallo è stato chiaramente commesso prima dell’entrata in area dell’attaccante pugliese. Nel calcio non ci devono mai essere scusanti quando si perde, perché poi il Barletta ha legittimato la vittoria, ma è anche logico che ci sono eventi che possono determinare l’andamento di una partita e quindi vanno citati.
Dunque, colpo grosso del Barletta e primo posto perduto dalla Paganese. È proprio finito un sogno o è solo un infortunio sul lavoro (anche se più infortuni fanno una prova, come gli indizi?). Staremo a vedere perché la Paganese è sempre risorta come l’araba Fenice nei momenti bui ed è capacissima di fare ricredere ogni previsione più pessimistica sul suo futuro.
Nino Ruggiero - www.paganesegraffiti.it