17.3.26

Rospi difficili da ingoiare.

DI NINO RUGGIERO

Le soste durante il campionato possono fare bene ma possono anche fare male. Per la Paganese ha fatto decisamente male, sia per quello che riguarda il risultato finale, sia per la prestazione inferiore alle aspettative.

Eppure la partita di Manfredonia era cominciata nel migliore dei modi e la Paganese, dopo aver colpito un palo con El Haddadi, aveva anche segnato con Pierdomenico uno di quei gol che ti fanno fare pace con il calcio. In quella prima mezz’ora di gioco si era potuto ammirare la capacità della squadra azzurrostellata di saper tenere le redini di gioco, con geometrie da libro stampato, di tenere fede al cliché di squadra attenta e giudiziosa cui non fa mai male l’equilibrio tattico scaturito da una visione di gioco corale e avvolgente. Certo, ancora una volta non erano mancate le occasioni per mettere in frigorifero il risultato; ma queste sono cose che si trascinano da tempo, da quando si era capito che alla squadra qualcosa mancava sotto l’aspetto realizzativo. Quello che nessuno si aspettava, a dire il vero, non è tanto il fatto di non essere riusciti a raddoppiare o triplicare il risultato, quanto invece la difficoltà di riuscire a gestire il vantaggio. Perché, diciamocelo in un orecchio, ci può stare che l’avversario di turno abbia una reazione davanti a uno strapotere territoriale della controparte, in quanto in campo ci sono pur sempre anche gli avversari, ma non è accettabile che una retroguardia (quella della Paganese), che fino a qualche giorno fa si presentava con il biglietto da visita di migliore difesa del campionato, possa sciogliersi tutta in una volta davanti ad azioni di contropiede nemmeno poi trascendentali e irresistibili. Considerazione ovvia: se a questa squadra vengono meno nei momenti più critici anche le cosiddette certezze, allora è proprio la fine! Solo così si può spiegare una debacle clamorosa del reparto difensivo, la cui posizione in fatto di piazzamento – purtroppo – aveva già barcollato paurosamente contro il Barletta in occasione del primo gol subìto dopo un banale e semplice lancio da centrocampo a scavalcare.

Intendiamoci, per un bilancio di natura squisitamente tecnica ci sarà tempo; pertanto, in questo momento, quando la squadra è comunque solo a due punti dalla vetta, bisognerà credere fino alla fine nell’impossibile e non cullarsi solo sulla consolazione di aver comunque disputato fino a questo momento un buon campionato.

Spero di aver detto tutto quello che c’era da dire, anche se il rospo per una sconfitta amara è difficile da ingoiare. Il campionato non è affatto già deciso. Il cuore azzurrostellato è comunque duro a morire, come nelle tradizioni più belle di una lunga storia che sta per arrivare a cento anni.

Al “Marcello Torre” abbiamo già visto all’opera il Barletta, domenica vediamo pure il Martina Franca.

Poi, sarà quello che sarà…

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it