5.5.26

Ancora Fasano: rivincita o riperdita?

DI NINO RUGGIERO

È finito nel peggiore dei modi per la Paganese un campionato che poteva essere portato come fiore all’occhiello, considerato che la squadra, partita per ben figurare, a un certo punto, si era trovata a recitare un ruolo di primissimo piano.

Quella subita in terra pugliese è una disfatta senza precedenti, accompagnata da sei gol che ha lasciato sgomenti; una sconfitta che stupisce non solo per come è maturata, ma che di fatto ha oscurato in un solo colpo tutto quello che di buono si era visto nel corso del campionato.

Per capire quanto sia pesante la sconfitta di Fasano, basterà ricordare che sei reti sono state subite in totale in otto partite a inizio campionato: dal 7 settembre al 19 ottobre, giorno in cui gli azzurrostellati affrontarono la Sarnese al “Torre”, facendo sfoggio di una delle difese più ermetiche del torneo.

Ma come si è arrivati a una vera e propria imbarazzante disfatta dopo aver disputato una stagione più che onorevole con pochi mezzi a disposizione?

Partiamo dall’inizio. Una squadra utilitaristica, proprio costruita bene, ideata da Antonio Bocchetti, bravo a pescare under di valore, e guidata da Raffaele Novelli, altrettanto bravo a dare un volto dignitoso alla squadra. Tutto è filato liscio fino alla conclusione del girone di andata, superando di fatto anche tutte le più rosee aspettative, con la conquista della prima posizione, arrivando addirittura ad avere cinque punti di vantaggio sulla più immediata inseguitrice. Poi, qualcosa non ha più funzionato come nelle migliori giornate; qualche presunto rinforzo non ha reso secondo le aspettative, e quando le avversarie si sono irrobustite nella campagna invernale, si è dovuto fare i conti con chi ha avuto il portafoglio leggero e non ha badato a spese. Tutto normale, secondo la legge del calcio e della vita. Chi non risica non rosica, si diceva una volta ed è quasi nella logica che alla fine vince il più forte. Quello che però non va bene, promozione meritata del Barletta a parte, è il disarmo con il quale si è andati ad affrontare le ultime gare di un campionato che pure aveva riservato belle emozioni a un pubblico ritornato ad essere quello di tanti anni fa. Fa proprio specie prendere sei gol dal Fasano senza battere ciglio, con una rassegnazione che accusa e che ha lasciato il segno. E con questo, visto che il campionato è andato come è andato, possiamo anche dire: fine delle trasmissioni.

Adesso però ci sono questi benedetti playoff che non servono a niente; lo sanno tutti, soprattutto alla Paganese che avrebbe bisogno soprattutto di chiarire una volta per sempre la situazione del sospeso presso l’Agenzia delle Entrate. Si ritorna a giocare una specie di rivincita proprio a Fasano e qui ci attendiamo di vedere all’opera la vera Paganese, la squadra che aveva fatto sperare al miracolo. Poi con il risultato finale andrà come andrà, ma il pensiero fisso è già rivolto al prossimo campionato, alla squadra che verrà.

Se, e come verrà. Di più – in considerazione del silenzio in materia da parte degli attuali soci – non si può dire.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it