13.5.26

La finale dell'orgoglio.

DI NINO RUGGIERO

Volenti o nolenti, la finale dei playoff di categoria è lì che aspetta la Paganese domenica prossima sul campo del Martina Franca. Con una prestazione maiuscola dell’intera squadra, domenica i ragazzi di Novelli hanno onorato il loro campionato, mettendo alle spalle qualche partita non proprio esaltante degli ultimi tempi. Si è così rivista, in tutta scioltezza, una formazione brillante, tetragona, sicura di sé, addirittura spavalda; proprio quell’archetipo di squadra che aveva entusiasmato per buona parte del campionato, soprattutto quando aveva giocato senza pressioni e senza l’assillo stringente della vittoria a tutti i costi, recitando con cognizione di causa il ruolo di outsider.

A Fasano l’esito della gara non è stato quasi mai in forse e il primo quarto d’ora di gioco ha sintetizzato efficacemente la qualità complessiva dell’inquadratura, mettendo in luce proprio quegli elementi che nel corso del campionato hanno brillato di luce propria e che sono sembrati rigenerati dopo aver osservato un turno di riposo.

A questo punto, a campionato concluso, con la prospettiva di arrivare comunque a un risultato di assoluto prestigio, ben venga anche l’ultima fatica di un anno che va valutato positivamente per quello che la squadra ha saputo dare in termini di resa. Doveva essere un campionato da disputare all’insegna della programmazione, con buone prospettive sul futuro; lo è stato, anche se per buon periodo tempo, almeno fino a Natale, la condotta di gara della squadra aveva anche autorizzato a sognare in grande. Basterebbe pensare ai cinque punti di vantaggio accumulati, da capolista, sulle immediate inseguitrici proprio nel periodo del mercato invernale di calciomercato.

Poi, è andata come è andata; qualcosa si è inceppato sia a livello tecnico perché non sempre il campo ha dato le risposte sperate, sia ancora perché i programmi stilati alla vigilia, dal punto di vista organizzativo e societario, hanno accusato qualche colpo. Ci si augurava, da parte di tanti, che la squadra – pure senza qualche rinforzo da molti auspicato – potesse reggere per tutto il campionato con lo stesso rendimento dei momenti migliori fondando un po’ troppo sul fatto di avere tra le mani una inquadratura già collaudata, e quindi destinata a migliorare nel tempo. Ma qualcosa è andato storto, vuoi perché alla squadra è venuta a mancare una bocca di fuoco per l’attacco, sia perché le squadre concorrenti, il Barletta in particolare, non hanno badato a spese quando si è trattato di ingaggiare elementi di grande spessore tecnico dal costo elevato.

Pazienza, bisogna anche capire che nel calcio, per arrivare a traguardi di un certo spessore, bisogna investire su elementi di qualità; purtroppo per queste cose bisogna fare i conti con la realtà. I sogni lasciamoli al loro posto; hanno di sicuro diritto di cittadinanza ma devono essere considerati sogni.

Piuttosto, nel mentre dobbiamo convenire che comunque l’annata può essere considerata più che buona, dobbiamo anche augurarci che possa essere definita una volta per sempre la posizione debitoria della società nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. In materia ci vuole chiarezza, quella che è richiesta da tutti coloro che hanno la Paganese nel cuore. Da qui non si scappa. Punto e basta.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it