12.12.22

Paganese-Lupa Frascati 1-0: gli azzurrostellati ingranano la quarta.

La Paganese continua a vincere, battuta anche la Lupa Frascati con il risultato di 1-0. Una partita nel complesso equilibrata ma poco spettacolare. Nonostante la fatica nel creare pericolo dalle parti dell'area avversaria, agli uomini di Giampà (oggi assente per squalifica) basta la prima gioia azzurrostellata di Domenico Maggio. Un gol importantissimo quello dell'ex Nola, che consente il sorpasso in classifica proprio ai danni dell'avversario di giornata e che mantiene la Paganese a -4 dalla vetta.


Partita che si apre con ritmi bassi e tanta densità in mezzo al campo. Gli ospiti ci provano con un paio di conclusioni da fuori, troppo timide per impensierire Pinestro. Per vedere la Paganese dalle parti dell’area avversaria bisogna invece attendere il 36’, con il tentativo debole di D’Agostino che termina tra le braccia di Casagrande. Pochi minuti dopo è ancora lo stesso numero 10 a rendersi pericoloso dalla distanza, stavolta propiziando il vantaggio della Paganese. Sulla ribattuta di Casagrande infatti, arriva prima De Felice, e poi il tap-in di Maggio che, appostato sulla linea, mette in rete il suo primo gol azzurrostellato.

Secondo tempo che segue la falsa riga del primo. Poco spettacolo ed entrambe le squadre a caccia dell’episodio. Paganese che si difende bene subendo poco, ma allo stesso tempo incapace di ripartire e creare i presupposti per il raddoppio. A poco più di 10 dal termine arriva anche il brivido, con l’occasione per la Lupa Frascati: Pinestro esce e smanaccia un cross proveniente da sinistra, dal limite dell’area ci prova Paolelli, ma l’estremo difensore azzurrostellato indietreggiando si supera e salva il risultato. 1-0 che resisterà fino alla fine, quando dopo un maxi-recupero, gli uomini di Giampà possono festeggiare 3 punti pesantissimi.

IL TABELLINO

MARCATORE: pt 37' Maggio

PAGANESE (3-4-3): Pinestro; Maccherini (42’st Esposito), Capone, Di Somma; Faiello, Del Gesso, Verna (23’st Sicurella), Brugnano; De Felice (38’st Cusumano), Maggio, D’Agostino. A disp.: Reclaf, Semonella, Cipolla, Dioh, Fois, Agostini. All.: Domenico Giampà (squalificato).

LUPA FRASCATI (3-5-2): Casagrande; Rufo, Frosali, Paolelli (40’st Pompili); Ferraro, Traditi (17’st Sabatini), Gemmi, Ruggeri (40’st Marras), Senesi; D’Angelo (17’st Sabelli), Persano (31’st Flores Heatley). A disp.: Palmieri, Molinari, Corradini, Avellini. All.: Roberto Chiappara.

ARBITRO: Cevenini di Siena (Scibani-Bonaccorso)

NOTE: Ammoniti: Brugnano (P), Gemmi (L), Pinestro (P), Del Gesso (P), Frosali (L). Recupero 1’pt,6’st. Angoli: 2-5.

Christian Esposito - paganesemania.it

Foto: Paganese Calcio

5.12.22

L'alba di un nuovo giorno.

DI NINO RUGGIERO

Dati incontrovertibili. La Paganese, in tre gare, ha rosicchiato sei punti alla capolista Sorrento. Non è un’impresa da poco anche se l’altra faccia della medaglia consiglierebbe di guardare al cammino complessivo del Sorrento che nel primo terzo di campionato è riuscito a mettere da parte un buon gruzzoletto di vantaggio nei confronti delle pretendenti al trono di prima della classe. Potrebbe essere l’alba di un nuovo giorno per la Paganese, ma le conferme devono arrivare domenica dopo domenica
È innegabile che il Sorrento abbia cominciato benissimo, forse in sordina perché poco considerato e abbia poi man mano affermato, a suon di vittorie, il suo buon diritto a essere considerato come squadra “outsider” del campionato, a dispetto dei pronostici della vigilia che vedevano Casertana e Paganese in lizza per la prima posizione.

Adesso, quando mancano tre gare prima del giro di boa, ci sono squadre, una di queste è la Paganese, che hanno preso a marciare a pieno ritmo. Nello stesso tempo, il Sorrento sembra avere qualche difficoltà e di certo non sta marciando a ritmi da primato com’era successo nella prima parte del torneo. Cosa voglio dire? Solo che il campionato è tutto da giocare e che il Sorrento non sembra più quella macchina di gol e di vittorie che aveva caratterizzato il suo cammino fino a tre settimane fa.

Capitolo Paganese. La squadra ha interpretato a Monterotondo il ruolo riservato alle compagini che ottengono quello che vogliono. Gli azzurro-stellati hanno dato confortanti segnali di continuità. Era da una vita che la Paganese non vinceva tre gare di seguito, quasi un record! Il risultato, anche quando la squadra è rimasta in dieci per l’espulsione di Iuliano, non è parso mai in bilico nonostante l’arbitro abbia prolungato la gara oltre il lecito per circa dieci minuti.

Si è vista una squadra attenta, quadrata, pratica e redditizia. I due debuttanti hanno dato quel contributo che da loro ci si aspettava. Le prime impressioni sono più che positive. Il primo, Faiello, ha giocato sulla fascia, da terzino moderno, e non ha disdegnato di interpretare con successo anche la fase di partecipazione al gioco di costruzione. Ma prima, in un inedito schieramento a quattro, come da istruzioni ricevute dal tecnico Giampà, ha salvaguardato la corsia sinistra dello schieramento difensivo, come un bulldozer di razza, concedendo poco o niente al suo dirimpettaio attaccante laziale. Il secondo, Maggio, ha dato tono e centimetri alla manovra d’attacco battendosi da leone ogni qualvolta è stato chiamato in campo. Insomma due innesti che si sono ben incastonati nel gioco della squadra in virtù di doti tecniche e agonistiche che fanno onore a chi li ha prima individuati come rinforzi e poi ingaggiati.
E forse, dico forse, la campagna di rafforzamento non è ancora conclusa perché qualche pedina soprattutto in attacco ci vorrebbe anche per costituire un’alternativa a De Felice e Maggio che al momento costituiscono il terminale offensivo della squadra.

Adesso la Paganese non può e non deve più fermarsi. Domenica al “Marcello Torre” arriva la Lupa Roma di Frascati che è seconda in classifica. Quindi è l’occasione buona per ribadire le intenzioni di primato di Giampà e compagni e la tifoseria di certo – come ai bei tempi – non vorrà mancare all’importante appuntamento.

Nello schieramento mancherà sicuramente, per squalifica, Iuliano che è uomo-squadra nel meccanismo del centrocampo. Verosimilmente i suoi compiti saranno affidati a Verna, altro calciatore di esperienza. Alternative nel ruolo non ne vedo.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

La classifica dopo la quattordicesima giornata.


Real Monterotondo-Paganese 0-1: non c'è due senza tre e vetta più vicina!

Non c'è due senza tre! Dopo Cassino e Sarrabus la Paganese centra anche la terza vittoria consecutiva superando in trasferta il Real Monterotondo Scalo. Una vittoria di misura, di quelle che piacciono a Giampà, firmata dal gol di De Felice a metà del primo tempo che consente agli azzurrostellati di proseguire la rincorsa alla vetta. Distante ora, complice la sconfitta del Sorrento, solo 4 punti. 

Una prestazione convincente degli uomini di Giampà bravi a leggere perfettamente le varie fasi del match. Prediligendo l'intelligenza e la maggiore tecnica di base nell'amministrare la gara dopo essere passati in vantaggio al primo vero affondo, anche grazie ad un'invenzione del solito D'Agostino. Per poi utilizzare una buona dose di carattere serrando i ranghi nella parte finale del match rischiando in un'unica occasione a novantesimo inoltrato nonostante l'inferiorità numerica dettata dall'espulsione di Iuliano. 


IL TABELLINO 

MARCATORI: pt 22' De Felice 

REAL MONTEROTONDO SCALO (4-4-2): Benvenuti; Faccenna, Santi, Gianni, Calisto; Tilli (40'st Bagaglini), Palladini (17' st Mattei), Meledandri, Sansotta; Baldassi, Fontana. A disp.: Faraglia, Macrì, Albanesi, Nardoni, Carosi, Di Vico, Cannas. All.: Paris 

PAGANESE (3-4-3): Pinestro; Fois (14' st Cusumano), Di Somma, Capone; Faiello, Del Gesso, Iuliano, Brugnano; De Felice (34' st Verna), Maggio, D'Agostino (41' st Cipolla). A disp.: Reclaf, Esposito, Agostini, Semonella, Tomlillo. All.: Giampà

ARBITRO: Stefano Selva di Alghero (Mallimaci-Galluzzo)

NOTE: Espulsi: al 35' st Iuliano per doppia ammonizione; al 49' st Gianni per fallo

paganesemania.it

2.12.22

Ufficiale: Maggio e Faiello alla Paganese.

La Paganese dà il via al suo calciomercato ufficializzando due colpi, entrambi provenienti dal Nola. Si tratta dell'attaccante Domenico Maggio e dell'esterno di centrocampo Giuseppe Faiello

Per Maggio, la dirigenza azzurrostellata, è riuscita a superare la concorrenza di Sorrento e Barletta. L'attaccante, classe 1990, porta con se esperienza e soprattutto tanti gol. In carriera, infatti, ha vestito in Serie D  le maglie di Gelbison, Aversa, Frattese, FC Francavilla, Portici, Sarnese, Polisportiva Santamaria, realizzando oltre 220 gol. In questa prima parte di stagione con il Nola, ha realizzato 5 gol in 12 presenze.

Caretteristiche invece ben diverse per Faiello, esterno destro di centrocampo, classe 1997. Cresciuto nel Crotone, ha già incrociato mister Giampà nell'esperienza al Roccella. Tra le altre ha vestito anche le maglie di Taranto, Messina, Aversa Mariglianese. Fino ad ora con il Nola, aveva collezionato 12 presenze e un solo gol, proprio contro la Paganese nel precedente di novembre terminato 2-2.

Questi, dunque, i primi colpi di un mercato che nei prossimi giorni potrebbe portare ulteriori novità.

Christian Esposito - paganesemania.it



28.11.22

Arriva il mese delle verità.

DI NINO RUGGIERO

Il discorso della promozione è ancora aperto. Lo ha affermato con forza la Paganese che – nell’anticipo di sabato – è riuscita a vincere la seconda partita di seguito contro i sardi della Sarrabus Ogliastra. Poco importa se domenica l’esito dell’incontro Sorrento-Casertana non ha rispettato le aspettative generali delle squadre che aspirano alla prima posizione della classifica; tra queste, ovviamente, la Paganese.Il Sorrento è vivo e vegeto, d’accordo, ma non è detto che possa continuare a mantenere il ritmo che fino a questo momento ha contraddistinto il suo cammino. Il campionato è ancora lungo e c’è il mercato di riparazione alle porte, cui la Paganese (da informazioni trapelate) attingerà a piene mani per sistemare alcune carenze di ordine tecnico, che hanno caratterizzato il suo altalenante cammino fino a questo momento.

Dicembre sarà il mese delle verità. Quando mancano ancora quattro gare prima del giro di boa, niente è deciso per quello che riguarda la possibilità di inserirsi nella lotta per la promozione. I sette punti che oggi dividono la Paganese dalla vetta possono essere recuperati.

La storia ci dice che in questi campionato le rimonte sono possibili. Basterebbe andare con la mente al torneo 1998-99 quando la Real Paganese – se la memoria non m’inganna – riuscì a recuperare la bellezza di dieci punti al Sapri che nella prima parte campionato veleggiava solitario in vetta alla classifica; aveva vinto per 1 a 3 a Pagani e sembrava irraggiungibile ma fu poi sorpassato dopo una storica sfida diretta, disputata proprio a Sapri di mercoledì. Ricordiamolo: la partita decisiva – cui partecipò nonostante la giornata feriale una strabocchevole folla di tifosi paganesi – vide la vittoria della squadra azzurro-stellata per 2 reti a 1 con gol di Perrone e Santaniello.

In quell’annata, proprio a dicembre cominciò la marcia trionfale degli uomini di Amerigo Ferrara che, domenica dopo domenica, rosicchiarono preziosi punti alla capolista Sapri e vinsero poi il campionato con tre punti di vantaggio proprio sul Sapri.

Intendiamoci, il cammino per Giampá e compagni non sarà facile ma le due vittorie consecutive, conseguite con il Cassino e con la Sarrabus Ogliastra, autorizzano a sperare in un’inversione di rotta, dopo tanti pareggi; il tutto condito dalle novità di mercato che di certo arriveranno e che – si spera – possano dare maggiore consistenza tecnica nei ruoli che fino a questo momento non hanno del tutto convinto.

La Paganese dovrà per prima cosa pensare a vincere, indipendentemente da quello che riuscirà a fare o non fare il Sorrento. Vincere innanzitutto, senza fare calcoli. Il tempo alla fine darà ragione alla squadra che meglio avrà interpretato lo spirito di prima della classe.

Per restare in tema mercato, credo che a breve ci saranno operazioni di entrata e di uscita che interesseranno l’attacco e il centrocampo. Nulla di definito al momento ma qualcosa già bolle in pentola, anche se le bocche degli interessati sono ermeticamente cucite per motivi di opportunità.

Arrivi e partenze in uguali misure. Arriveranno elementi di sicuro affidamento; segno che i vertici societari non sono affatto rassegnati a recitare parti di comprimari e che la partita promozione è ancora tutta da giocare. Basterà arrivare su quegli elementi che fanno al caso della squadra. A Giampá, poi, il compito di assestare il tutto nel segno della continuità che vede al momento Iuliano e D’Agostino sul podio degli intoccabili; due elementi che rappresentano un vero lusso per la categoria.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

La classifica dopo la tredicesima giornata.


Paganese-Sarrabus Ogliastra 2-1: Cipolla regala tre punti importantissimi.

Vittoria di fondamentale importanza per la Paganese, che si porta al terzo posto in classifica.

Vittoria tanto sofferta quanto importante per la Paganese, che sotto la pioggia incessante del Torre, batte 2-1 la Sarrabus Ogliastra, e trova la sua seconda vittoria consecutiva. Gli uomini di Giampà sono riusciti a portare a casa i tre punti dopo una partita tirata fino alla fine, e resa ancora più insidiosa dalle condizioni del terreno di gioco. Nella prima frazione, dopo il vantaggio di De Felice, la punizione di Ladu ha rimesso le cose in equilibrio. Nella ripresa invece decisivi i cambi del tecnico azzurrostellato, con Cipolla match winner di giornata.

Dopo pochi minuti, ospiti subito pericolosi con Piroddi che, servito al centro dell’area di rigore, spreca calciando fuori. La risposta degli uomini di Giampà non si fa attendere con il diagonale di Fois, di poco lontano dal palo alla destra del portiere avversario. La Paganese attacca e al 18’ riesce a concretizzare i suoi sforzi trovando il vantaggio: da sinistra, Brugnano pennella l'assist per De Felice che, appostato sul secondo palo, impatta bene di testa e batte un incerto De Luca. La Sarrabus però non ci sta e riesce a rimetterla in parità, grazie ad un super gol di Ladu su punizione da circa trenta metri.

Secondo tempo che parte con ritmo molto più basso. La forte pioggia e le pessime condizioni del terreno di gioco non aiutano, e le due squadre fanno fatica a creare azioni pericolose. Ad andare vicina al vantaggio è la formazione sarda: cross dalla destra per il tentativo a botta sicura di Cadau, che però trova il salvataggio sulla linea di Capone. A 10 minuti dalla fine arriva però la svolta. Iniziativa di D'Agostino sulla sinistra che crossa in area dove, dopo una deviazione di De Luca, arriva puntuale Cipolla che, da pochi passi, non sbaglia. Dopo gli ultimi assalti della Sarrabus, la Paganese riesce a conquistare la vittoria e a mettere le mani su tre punti preziosissimi.

IL TABELLINO

RETI: 18’pt De Felice (P), 30’pt Ladu (S), 35’st Cipolla (P).

PAGANESE (3-4-3): Pinestro; Maccherini (28’st Cipolla), Capone, Brugnano; Fois (8’st Cusumano), Iuliano, Verna (16’st Del Gesso), Di Somma; De Felice (46’st Esposito), Pozzebon (17’st Gueye), D’Agostino. A disp.: Reclaf, Tomolillo, Semonella, Agostini. All.: Domenico Giampà.

COS SARRABUS OGLIASTRA (3-5-2): De Luca; Vesi, Moi, Zanoni (1’st Pinna); Garau (1’st Ganzerli), Cadau, Piredda, Ladu (38’st Nurchi), Cogotti; Mancosu, Piroddi (26’st Manca). A disp.: Floris, Loi, Demontis, Floris, Laconi. All.: Francesco Loi.

ARBITRO: Ranieri di Como (D’Orazio-Zugaro)

NOTE: Ammoniti: De Felice (P), Cadau (S), Garau (S), Pinna (S), Esposito (P). Recupero: 0’pt,5’st. Angoli:3-2.

Christian Esposito - paganesemania.it

21.11.22

La classifica dopo la dodicesima giornata.


Gli stivali delle sette leghe.

di Nino Ruggiero

Commenti sull’andamento della partita giocata a Cassino non ne faccio. Stavolta mi basta sapere che la Paganese ha vinto, non importa come e perché, mentre in precedenti occasioni, gare sulla carta più abbordabili, aveva clamorosamente steccato sul piano del risultato.

I commenti di oggi vanno fatti solo sul risultato ottenuto e vi dico anche perché. La gara, ancora una volta, ma è colpa della disorganizzazione che regna sovrana in serie D, è stata trascurata da tutti i media. Non c’è stata diretta televisiva e non ci sono state nemmeno emittenti radio o siti di settore sulla piattaforma tecnologica che abbiano cercato di aggiornare correttamente almeno il risultato. Le uniche notizie affidabili, in tema di risultato parziale, sono giunte dall’ufficio stampa della Paganese Calcio. Una vera anomalia (avallata dalla Lega) negli anni della tecnologia più avanzata nel campo delle comunicazioni. E fosse solo questo! Dirò anche di più, a conferma di quanto poco affidabile sia il servizio fornito da siti specialistici in materia sportiva; addirittura dopo cinque minuti di gioco il Cassino veniva dato in vantaggio di una rete a zero grazie a un gol realizzato (???) da un fantomatico Bianchi, che non era nemmeno in formazione. Ma si può andare avanti così?

Torniamo al risultato conseguito. Da quello che si intuisce dalle poche notizie trapelate, la Paganese avrebbe ottenuto il massimo con il minimo sforzo. Bene, significa che la squadra – al di là dei rilievi tecnici evidenziati in precedenti occasioni – sta prendendo confidenza con le compagini di categoria e sta migliorando le sue prestazioni in linea di profitto. Da qui a parlare di primato però ce ne corre non foss’altro per il fatto che al momento sette lunghezze dividono la Paganese dalla vetta.

In linea di ambizioni e di aritmetica pura, però, si può dire che la vittoria di Cassino potrebbe rappresentare una svolta decisa sul cammino della squadra azzurrostellata; è indubbio, infatti, che aver risucchiato tre punti tutti in una volta alla capolista Sorrento autorizza a essere più ottimisti; sempre che, beninteso, la vittoria di ieri abbia un seguito e che la squadra di Giampa’ prenda a camminare con i magici stivali delle sette leghe.

A questo punto, gli sguardi sono appuntati sulle gare della prossima settimana. Nel mentre la Paganese giocherà sabato contro i sardi del Sarrabus Ogliastra al “Marcello Torre”, con un giorno di anticipo, le due pretendenti alla vittoria finale del campionato, Sorrento e Casertana, si incontreranno domenica al campo “Italia” in uno scontro diretto.

Dall’esito delle due gare potrebbero scaturire nuove motivazioni soprattutto per la Paganese che, per prima cosa, deve confermare con una vittoria di aver superato il periodo grigio che l’aveva attanagliato. Solo cosi, a prescindere dal risultato dello scontro diretto Sorrento-Casertana, per la squadra azzurro stellata potrebbero riaprirsi nuovi orizzonti.

È innegabile che una vittoria con il Sarrabus Ogliastra aprirebbe il campo a un sogno di grandezza mai sopito, e che qualcosa si potrebbe ancora avere in vista della campagna di rafforzamento che si aprirà a dicembre.

La parola, per il momento, come sempre, spetta al campo che non bluffa mai.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Cassino-Paganese 0-1. Che sia il punto di svolta!

Che sia il punto di svolta! Stavolta la Paganese ha sorprendentemente meritato la vittoria, contro un forte Cassino piazzato nelle zone alte della classifica, in una giornata dove il Sorrento ha sorprendentemente perso contro il Sarrabus Ogliastra, piazzato nei bassifondi della classifica. 

Possiamo dirlo, il campionato è riaperto, il Sorrento non sembra più essere irraggiungibile, e se la Paganese che vedremo nelle prossime gare sarà la stessa vista col Cassino, possiamo sperare ancora nella vittoria del campionato! 

Ora la palla passa a tutti coloro che hanno la Paganese Nel Cuore. Domenica prossima lo stadio deve essere una bolgia!

(dalla pagina Facebook Paganese nel Cuore)

14.11.22

Nola-Paganese 2-2: l'undicesima incompiuta.

DI NINO RUGGIERO

È estremamente difficile parlare di Paganese in questo periodo; difficile e complicato perché soluzioni immediate non ce ne sono. Il castello costruito con la fervida fantasia dei responsabili della società si sta sbriciolando, pezzo dopo pezzo, e con esso tutte le ambizioni di primato strombazzate alla vigilia del campionato. Ogni domenica, dopo la stentata vittoria con l’Angri, una delusione e una speranza: andrà meglio tra sette giorni. Pura illusione. Pareggi a non finire; troppo poco per una squadra costruita (a parole) per vincere un campionato.

A Nola l’ennesima delusione; ogni volta un alibi, una giustificazione, una scusa per un pareggio che si tinge sempre più di responsabilità oggettive, al di là di quelle che possono essere le difficoltà ambientali che nel calcio bisogna sempre tenere in conto.

Di chi la colpa? Di una società che ha lesinato sulla spesa in fase di allestimento della compagine; di un allenatore che si è accontentato di quello che passava il convento e non riesce a trarre il meglio dagli elementi che ha a disposizione; o cos’altro?

Partiamo dal presupposto che nel calcio non c’è mai niente di scontato. Comprare giocatori tanto per comprare non risolve nessun problema. Basta guardarsi attorno. La Casertana, che non ha badato a spese per allestire la squadra, ha solo un punto in più degli azzurrostellati. Meglio di tutti nel girone che ci interessa sta facendo il Sorrento (e qui non è nemmeno il caso di scomodare il portafoglio, che certamente in costiera non è a mantice). 

La bravura di chi costruisce una squadra sta tutto nel fatto di individuare gli elementi che servono e sono indispensabili per raggiungere un determinato obiettivo. Bisogna conoscere il mondo dei giovani, i campi di periferia, gli oratori, i ragazzi che hanno voglia di emergere, linfa vitale di un calcio emergente. Non è sempre solo una questione di soldi (anche di soldi, ci mancherebbe!) ma di profonda conoscenza delle qualità di atleti adatti a raggiungere il traguardo cui si aspira.

La Paganese attuale ha buone potenzialità ma anche tante pecche. È squadra non rifinita nel suo assieme; è come la decima sinfonia (l’incompiuta) di Beethoven.

Adesso, in vista del mercato di dicembre, c’è solo da valutare il da farsi da parte dei vertici societari. Bisogna guardarsi in faccia per bene, dirigenti, tecnici e addetti ai lavori: è il caso di intervenire sul mercato con operazioni ad hoc nonostante i dieci punti che dividono la Paganese dalla vetta? Oppure bisognerà solo affidarsi al destino con una squadra che fino a questo momento ha portato più delusioni che successi?

Ci sarà da considerare anche e soprattutto la componente “tifo” che quest’anno ha risposto presente all’appello della società con mille abbonati, una cifra mai raggiunta nei tanti anni di calcio a Pagani. Per rispetto di quanti hanno sottoscritto un abbonamento a scatola chiusa, la società dovrebbe quantomeno dimostrare di non essere per indifferente alle manifestazioni di vicinanza sportiva mostrate su tutti i campi. Allo stesso tempo, con mosse opportune strategiche e di mercato, dovrebbe evidenziare di non essere affatto contenta del cammino fin qui svolto dalla squadra. Un segnale di presenza è atteso per non buttare a mare tutta l’euforia che le dichiarazioni di intento iniziali avevano creato.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Nola-Paganese 2-2: non basta una doppietta di De Felice per vincere il derby.

Nola 1925: Venditti, Bamba, Cirillo, Bontempo, Lame, Maio, Cassandro, Faiello (79′ Ruggiero), Staiano (64′ Chianese), Hefiane (69′ Diglio), Maggio (96′ Caliendo). A disposizione: Lucarelli, De Lucia, Langella, Gonzalez, Iadelisi. Allenatore: Giovanni Cavallaro.

Paganese: Pinestro, Capone (49′ Verna), Brugnano, Di Somma, Del Gesso (46′ Maccherini), Adeyemo (46′ Cusumano), Fois (66′ Cipolla), Iuliano (76′ Gueye), Pozzebon, De Felice, D’Agostino. A disposizione: Reclaf, Esposito, Agostini, Ancora. Allenatore: Domenico Giampà.

Arbitro: Eremitaggio di Ancona (assistenti Persichini di Macerata e Dervishi di San Benedetto del Tronto).

Reti: Faiello (N) 12′, De Felice 52′ e 63′, Chianese 72′ (N)

Note: ammoniti Capone, Pozzebon, Iuliano e Cipolla per la Paganese; ammoniti Chianese e Diglio per il Nola; espulso Venditti per il Nola



7.11.22

Paganese-Sorrento 1-1: la fiera delle illusioni.

di NINO RUGGIERO

Si sapeva che il risultato della partita tra Paganese e Sorrento non sarebbe stato decisivo ai fini della vittoria finale del campionato; dalla stessa però era lecito attendersi delle indicazioni proprio in ottica primato. Ebbene, il Sorrento ha confermato che non si trova in vetta per caso perchè ha saputo ben miscelare la difficile e forzata convivenza tra calciatori esperti, i cosiddetti over, con i giovani, denominati under. La Paganese, invece, (benvenuti nella fiera delle illusioni!), ancora una volta ha sofferto proprio la mancanza di giovani all’altezza della situazione. 

Un mix perfetto, quello del Sorrento, che sta premiando la bravura degli osservatori che hanno saputo scovare tra tanti anonimi ragazzi su polverosi terreni di periferia, quelle pedine giuste che al momento – ironia della sorte – costituiscono il piatto forte della squadra costiera ancora più dei cosiddetti giocatori esperti. Basti pensare che i sorrentini hanno schierato fin dal primo minuto cinque under, invece degli obbligatori tre, che hanno marchiato più che positivamente la gara con atteggiamento spavaldo, da calciatori navigati. 


Tra questi Petito, un attaccante classe 2002, di cui sentiremo parlare se non si perde per strada.La Paganese ha giocato un onorevole primo tempo ed è riuscita anche ad andare in vantaggio grazie a una acrobazia di Pozzebon sotto rete proprio allo scadere della prima frazione di gioco. Nella ripresa però la musica è cambiata e gli azzurrostellati probabilmente hanno pensato di poter controllare agevolmente la situazione lasciando l’iniziativa agli avversari. Grave errore di valutazione da parte di una squadra che gioca in casa e ha ambizioni di primato. 

La compagine allenata da Giampá è arretrata oltre il lecito e non è riuscita a sfruttare nemmeno il contropiede per mancanza di spinta sulle due fasce laterali. Qui entra in gioco, inevitabilmente, il discorso sull’utilizzo obbligatorio degli under. A differenza del Sorrento, che nella fase di allestimento della squadra ha puntato tanto sui giovani, la Paganese non ha molto da scegliere tra i suoi under e proprio per le regole che impongono in contemporanea un utilizzo minimo di tre giovani (classe 2004, 2003 e 2002) si trova a non poter schierare contemporaneamente calciatori del calibro di Verna, indispensabile a centrocampo al pari di Juliano, e Adeyemo, calciatore universale perché utilizzabile in ogni ruolo.

Poi, come sempre, nel corso di una partita di calcio, ci sono le mosse tattiche che possono avere diverse valenze e che possono risultare determinanti. Lo è stata probabilmente anche quella relativa alla sostituzione di Pozzebon che ha aperto le porte a Verna, ottimo centrocampista di contenimento, ma ha dato nuova forza ed energie al Sorrento ancora più convinto psicologicamente di poter arrivare perlomeno al pareggio. E il pareggio è arrivato ancora una volta per un pateracchio che coinvolge l’intero reparto difensivo della Paganese.

All’indomani della gara, a bocce ferme, bisogna convenire che se il Sorrento ha meritato il pareggio abbondantemente, la Paganese, dal canto suo, deve recitare il mea culpa. Era andata ancora una volta in vantaggio, quasi una costante dall’inizio del campionato, e si è fatta raggiungere in virtù di una condotta di gara incomprensibilmente rinunciataria. Tattica decisamente suicida se si considera che la fase difensiva non sembra avere quei requisiti di imperforabilità che di solito caratterizzano le squadre veramente forti.

Il discorso sulle ambizioni di primato non è del tutto chiuso, a onor del vero, ma restano seri dubbi sulla capacità della squadra azzurro-stellata di invertire la rotta.

Al momento in giro c’è solo molta delusione. La qual cosa dice già tutto.

Nino Ruggiero

Paganese-Sorrento 1-1: non basta un gol di Pozzebon, finisce in parità il derby con la capolista.

PAGANESE: Pinestro; Capone, Di Somma (82′ Cipolla), Esposito (69′ Adeyemo); Fois (62’Cusumano), Iuliano (72′ Gueye), Del Gesso, Brugnano; De Felice, Pozzebon (59′ Verna), D’Agostino. A disposizione: Reclaf, Semonella, Scandurra, Agostini, Ancora. Allenatore: Giampà.

SORRENTO: Del Sorbo, Todisco G., Todisco F., La Monica, Bisceglia; Fusco, Herrera, Carotenuto; Gaetani ( 82′ Gargiulo), Scala (72′ Cuccurullo), Petito. A disposizione: Castellano, Cacace, Selvaggio, Mercuri, Potenza, D’Ottavi, El Ouazni. Allenatore: Maiuri.

MARCATORI: Pozzebon (Paganese) al 45′ pt; La Monica (Sorrento) al 21′ st.



31.10.22

Aprilia-Paganese 0-1: un gol di Fois regala la prima gioia fuori casa.

Aprilia: Siani; Adamo, Ortenzi, Del Duca, Bernardini, Laghigna, Murgia, Ceka, Battisti, Grossi, Innocenti.

Paganese: Pinestro; Capone, Esposito, Di Somma, Del Gesso, Brugnano, Fois (46′ Cusumano), Iuliano, Pozzebon (68′ Cipolla), De Felice (88′ Verna), D’Agostino (88′ Adeyemo).

Marcatori: 11′ Fois

Foto da paganesecalcio.com




Aprilia-Paganese 0-1. Tre punti arrivati con il tam tam.

L’unica cosa che è possibile commentare è il risultato. Ad Aprilia la Paganese ha preso tre punti preziosissimi. Difficile, arduo, dire e aggiungere altro. Per la verità è già tanto in un periodo molto delicato per le future fortune del calcio azzurrostellato. Come capita in questo tipo di competizione, la partita non è stata irradiata in TV e pure le notizie sul suo andamento sono state molto frammentarie.
L’avevo detto in precedenza e lo confermo. Quando si scende di categoria, si scende in tutti i sensi; purtroppo è così! Siamo tornati indietro di trent’anni e forse più.


Oggi, salvo rare eccezioni, per avere notizie sulla Paganese impegnata in trasferta ci dobbiamo affidare ai tam tam di africana memoria. Uno squallore, un vero avvilimento!
Onore e merito, in ottica di partecipazione, ai circa trecento tifosi che anche in terra laziale non hanno mancato di sostenere la propria squadra del cuore. Questi ragazzi sono ammirevoli e non lasciano mai soli i propri beniamini anche quando si tratta di macinare chilometri e chilometri.

Ma – dopo aver reso omaggio agli ardimentosi ultras – c’è anche da considerare una buona schiera di appassionati e simpatizzanti che segue la squadra anche se solo virtualmente; tra cui i tanti residenti fuori sede. Che volete, eravamo un po’ tutti abituati a seguire la Paganese fuori casa grazie a collegamenti audio-televisivi che accompagnavano le nostre domeniche. 

Qualche volta ci lamentavano anche di collegamenti non proprio perfetti, ma comunque potevamo seguire anche da lontano le gesta della nostra beneamata squadra. In occasione della trasferta in terra laziale, nella popolosa Aprilia (pensate, una cittadina di oltre 70.000 abitanti) non solo non abbiamo potuto vedere la partita a pagamento, come d’uso in questa categoria, ma abbiamo avuto le notizie sul suo andamento con il contagocce grazie all’ufficio stampa della Paganese. Che tristezza! Purtroppo siamo ritornati nella preistoria della comunicazione e non possiamo farci niente!

Tre punti preziosi rivenienti da Aprilia, dicevo all’inizio, che fanno classifica e morale. Si tratta della prima vittoria esterna di quest’anno che arriva al momento giusto, quando cioè il termometro del tifo cominciava a farsi tiepido dopo una serie di risultati non proprio incoraggianti.

Adesso, quando è in cantiere domenica prossima la sfida al “Marcello Torre” contro la capolista Sorrento, si accendono i riflettori della ribalta. Proprio domenica, in un confronto diretto che non sarà decisivo perché ci sarà ancora da giocare tanto, avremo la possibilità di soppesare le possibilità della Paganese di potersi inserire nel ristretto novero delle squadre che possono vincere il campionato.

Rivedremo probabilmente all’opera due vecchie conoscenze: Eric Herrera e Giulio Carotenuto che, con pieno merito, sono considerati colonne portanti della squadra sorrentina.

Paganese-Sorrento non sarà un incontro decisivo, é vero, ma ne sapremo sicuramente di più sulle possibilità della squadra di Giampá di inserirsi nella lotta per la promozione.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

24.10.22

Paganese - Ilva Maddalena 1-1: un altro pareggio, ma gli alibi sono scaduti.

DI NINO RUGGIERO

Anche contro i sardi dell’Ilva Maddalena, la Paganese non è riuscita ad andare al di là di un risicato pareggio. L’alibi della giornata storta è scaduto; non regge più. Tanti indizi possono costituire una prova quando si effettuano investigazioni e si cercano colpevoli. Ebbene, credo che si possa dire – al di là delle comprensibili dichiarazioni d’ufficio dell’allenatore Giampà – che la squadra sta rendendo molto meno di quanto fosse lecito attendersi alla vigilia del campionato. 


La Paganese sconta errori di valutazione commessi in fase di allestimento della squadra, forse causati anche da una politica al risparmio. Per vincere o tentare di vincere un campionato non bastano le parole o gli intendimenti; ci vogliono i fatti. E i fatti – dopo otto gare di campionato – ci dicono che la Paganese è una buona squadra, non di più. Le squadre forti hanno connotazioni di spicco: presentano difese solide su cui puntano per scoraggiare gli avversari di turno. 

Era un pensiero anche dell’allenatore Giampà che inizialmente dichiarava di volere una squadra che incassasse pochi gol, piuttosto che una squadra che segnasse un gol più dell’avversaria. Preoccupa lo stato di salute complessivo della difesa che si fida un po’ troppo della tattica del fuorigioco e che proprio per questo incassa gol che sembrano evitabilissimi, al di là di quelle che possono essere decisioni arbitrali più o meno discutibili. Solidità difensiva: chi l’ha vista in queste prime gare di campionato?

Ma preoccupa molto anche l’assetto generale della squadra che ha difficoltà anche sotto rete; e questo probabilmente non era stato messo in preventivo. Oggi la situazione è più chiara. Si è capito ad esempio che la squadra è incompleta e traballante in alcuni ruoli; manca inoltre anche di ricambi in panchina che siano all’altezza dei titolari schierati. Probabilmente è stata presa alla leggera anche la regola degli under da schierare obbligatoriamente gara per gara, pena sconfitta. 

Per la verità qualcosa di buono si è visto con i due portieri schierati fino a questo momento (anche se, per tentare di vincere un campionato, può sembrare un azzardo affidare la porta a un diciottenne) e con Maccherini e Brugnano. Tutti da scoprire invece i laterali di spinta di destra e di sinistra che hanno inciso poco o niente fino a questo momento. Poche le certezze. 

Tra tutti, D’Agostino dotato di buona classe e di personalità, un lusso per la categoria. Accanto a lui girano bene Verna e Iuliano, due pedine di affidamento nella zona centrale del campo, almeno fino a quando riescono a sostenere i ritmi imposti dall’allenatore che vorrebbe una squadra sempre pronta e reattiva soprattutto sulle cosiddette seconde palle. 

Adesso dopo otto giornate – in ottica di primato – si può solo pensare di migliorare il rendimento e sperare che le squadre posizionate meglio in classifica abbiano un calo di risultati, non altro. Bisognerà prendere atto, in seno alla società che – sempre in ottica di primato – ci sono state erronee valutazioni di mercato, peraltro avallate anche dall’allenatore Giampà che ha sempre manifestato piena fiducia negli atleti a lui affidati. 

Altre soluzioni al momento non ci sono perché il mercato degli svincolati in questo periodo è un azzardo. Qualcosa potrebbe muoversi a dicembre con la riapertura del mercato ma bisognerà anche vedere come sarà posizionata la squadra in classifica. 
Se cioè il gioco varrà la candela.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

17.10.22

Portici 1906 - Paganese 1-1: le giornate storte, e non solo…

DI NINO RUGGIERO

Il calcio è uguale in tutte le categorie. Anche in serie D bisogna fare i conti con più fattori; niente è mai facile quando ci sono in palio i tre punti. A Portici, la Paganese, oltre a evidenziare manchevolezze di natura tecnica già soppesate nelle partite giocate fino a questo momento, non è stata nemmeno fortunata e sul finale di partita, cinque minuti di fuoco, ha prima colto una traversa clamorosa e poi, di seguito, sprecato tre palle gol che gridano ancora vendetta. 

Le giornate storte devono essere tenute in conto nel corso di un lungo campionato. Nella casistica di specie sono contemplate; e quando capitano c’è poco da fare perché il destino pare divertirsi come quei folletti dispettosi della mitologia nordica, quelli che non si vedono, ma si sentono e fanno “schiattiglie” a non finire. Gli ultimi cinque minuti della gara di Portici sono la testimonianza diretta di quanto enunciato, folletti o non folletti. 


Detto dei componenti fortuna e sfortuna che nel corso di un campionato si inseguono e combattono per il predominio partita dopo partita, sarà però anche il caso di guardarsi per bene negli occhi a tutti i livelli per capire a fondo che cosa impedisce alla squadra di decollare. Crediamo che in caso di risultato sportivo poco soddisfacente il tutto non può essere sempre ricondotto alla sorte più o meno maligna. Solo sfortuna? No, diciamolo subito, anche sfortuna. 

Bisogna avere il coraggio di ammettere che l’attuale squadra non è proprio quella che si pensava di avere allestita e che avrebbe dovuto probabilmente combattere con una Casertana meglio attrezzata per la vittoria finale. Il campionato sta facendo emergere altre realtà, probabilmente poco considerate, proprio nel momento in cui la Paganese perde punti preziosi ed è, al momento, in una posizione di classifica che non è né carne né pesce. 

Ci sono state valutazioni errate in fase di allestimento della squadra o c’è qualcosa che ha frenato e frena la fervida fantasia di chi si aspettava di vedere all’opera una compagine di vertice?

Ancora un pareggio, dunque, è arrivato nel giorno in cui era attesa la risposta della squadra dopo il passo falso commesso contro la Palmese appena sette giorni addietro. Purtroppo non è la prima volta che la squadra azzurro-stellata dopo essere andata in vantaggio si fa rimontare quando sembra avere il predominio del gioco e dovrebbe affermare con la forza del gol la sua superiorità tecnica e territoriale.
“Quanno si’ ‘a ‘ncunia, statte; quanno si’ martiello, vatte” 

Quando sei incudine, statti; quando sei martello, batti. Lo suggerisce un noto un proverbio napoletano che calza a pennello per una Paganese sprecona oltre misura quando si trova davanti un avversario frastornato e inerme senza approfittarne. Cinismo, sicurezza, autorevolezza: dove state di casa?
Sprechi in quantità industriale che una squadra costruita per il primato non può permettersi. 

È accaduto nella partita di esordio con la Vis Artena; è accaduto con la Casertana fuori casa ed è accaduto anche in Sardegna contro l’Atletico Uri. Troppi indizi fanno una prova quando si fanno indagini e costituiscono la base di partenza per una indagine sulle effettive potenzialità di una squadra di calcio. 

Potremmo parlare ancora per molto di errori di valutazioni in fase di allestimento della squadra, ma va detto che al momento non c’è possibilità di tornare sul mercato e bisognerà attendere dicembre per poterlo eventualmente fare. 

Per il momento l’allenatore Giampà dovrà lavorare sugli elementi che ha a disposizione e cercare di trarre da ognuno di loro il meglio. E dovremo farcene una ragione, con tutta la delusione per qualcosa che poteva essere e al momento non c’è.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

11.10.22

D'Agostino: pensieri, parole e opere.

DI NINO RUGGIERO

L’inopinata sconfitta maturata in casa contro la Palmese ha demoralizzato coloro i quali pensavano di avere tra le mani una squadra all’altezza delle migliori tradizioni calcistiche della città.Fermo restando che nel calcio non ci sono mai certezze, va detto subito che l’attuale Paganese non è mai stata – se non forse nelle speranze dei suoi timonieri – la squadra schiacciasassi, una specie di caterpillar del campionato.

Stiamo parlando di una buona squadra, costruita con criterio, quadrata, essenziale, diciamo di categoria, che può eccellere solo grazie all’apporto qualitativo di qualche elemento in grado di alzare il tasso tecnico complessivo. Insomma una buona squadra, di certo non ottima, ma nemmeno da buttare dopo una bruciante sconfitta perché non messa in preventivo.


A bocce ferme, a mente lucida però qualcosa bisogna dirlo. Una squadra come l’attuale Paganese non può rinunciare a cuor leggero a elementi di valore che determinano il salto di qualità. Lo si è visto contro la Palmese nella prima parte della gara quando l’allenatore Giampà ha tenuto in panchina proprio i pezzi forti della compagine, vale a dire D’Agostino e Verna. L’intento dell’allenatore era chiaro: far riposare soprattutto D’Agostino, alle prese con un piccolo fastidio muscolare, e magari inserirlo in corso d’opera quando i ritmi più blandi della gara ne avrebbero consentito l’impiego. Teoria, solo teoria; pensieri, parole e opere.

In campo, intanto, contro una squadra operaia e puntigliosa, la Paganese mostrava di soffrire più del dovuto la mancanza di un collante tra difesa e attacco; una squadra senza idee, monca di un coordinamento essenziale in fase di costruzione del gioco. Pochi i palloni per gli attaccanti, per giunta poco coordinati al centro con Pozzebon e Gueye a pestarsi i piedi a vicenda; poco efficaci gli spunti delle fasce laterali mai in grado di fornire cross allettanti per i due attaccanti centrali.

La musica è poi cambiata nella seconda parte della gara con l’ingresso di D’Agostino. Mossa tardiva? Chissà! Intendiamoci, non è detto che la Paganese l’avrebbe spuntata contro una Palmese assatanata schierando il fantasista dall’inizio; ma la squadra, se non altro, sarebbe apparsa più armonica e propositiva. Purtroppo con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte e resta la considerazione che questa squadra al momento attuale è D’Agostino-dipendente. Teniamocelo bello caro caro, come si dice dalle nostre parti. Probabilmente in fase di allestimento della squadra, non si è tenuto conto della necessità di avere sostituti all’altezza dei migliori titolari ed oggi si scontano le conseguenze di tali mancanze.

Alla luce di quanto visto ieri al “Marcello Torre”, sarà necessario schierare per il futuro la migliore formazione che il tecnico ha in mente, e sperare sempre che vada tutto liscio in fatto di infortuni e squalifiche.

Per finire credo che vada spesa una parola di elogio per il giovane Tomolillo, una vera sorpresa per coloro che non lo avevano mai visto all’opera; a dispetto della statura non eccelsa, il ragazzo ha rivitalizzato la fascia sinistra in virtù di un dinamismo non comune. Da oggi, Giampà sa di poter contare su un “under” di tutto rispetto.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com