26.6.24

Mercato: in 8 verso la riconferma! Si riparte dalla "paganesità" di De Feo.

La nuova Paganese dell'era Nicola Cardillo partirà con molta probabilità dal recente passato. Il riconfermato ds Guglielmo Accardi, nella conferenza stampa di presentazione di qualche settimana fa, l'aveva preannunciato volendo "ripartire da un buon blocco di calciatori per non disperdere l'ottimo lavoro svolto nella passata stagione".

In tal senso così, in attesa di sciogliere il nodo allenatore, Accardi starebbe intensificando i contatti con quei calciatori che potrebbero essere riconfermati. Si dovrebbe ripartire dalla ‘paganesità’, tanto decantata proprio dal presidente in pectore Cardillo, di Francesco De Feo, centrocampista centrale di ruolo ma jolly a tutti gli effetti avendo ricoperto lo scorso anno con brillanti risultati vari ruoli tra cui anche quelli nel pacchetto arretrato. Proprio in difesa, potrebbe esserci la riconferma per l’esperto Giuseppe Esposito, che vestirebbe così per la terza stagione consecutiva l’azzurrostellato, in compagnia di Ianniello e dell’estremo difensore Simone Esposito. Questi ultimi, entrambi classe 2005, rinfoltirebbero subito quel gruppo under obbligatorio da schierare in campo proprio come l’attaccante Alessio Porzio, autentica sorpresa lo scorso anno con quattro reti realizzate premiato la scorsa settimana nel Galà dei Dilettanti come miglior attaccante under della serie D. Ampie possibilità di conferma anche per i suoi compagni di reparto Carmine Iannone e Andrea Mancino, rispettivamente sette e cinque reti in campionato, cosi come per il centrocampista Del Gesso.

da paganesemania.it

25.6.24

Nel pomeriggio summit societario: sono 3 i candidati per la panchina azzurrostellata.

Quella che si è appena aperta potrebbe essere una settimana chiave per il futuro della Paganese. Già da giorni, sono partiti i sondaggi del ds Guglielmo Accardi per inquadrare il profilo giusto al quale affidare la panchina per la stagione 2024/25. Dopo l'idea Ferraro e il contatto con Imperio Carcione, che ha preferito restare a casa nella sua Cassino, la società sta vagliando altri profili. Nelle ultime ore sono cresciute le quotazioni dell'ex tecnico del Real Casalnuovo Raffaelle Esposito. Settimo posto per lui in serie D nel girone I lo scorso anno ma in passato alla guida di Arezzo, Potenza e Casertana in C. Sondaggi, però, che interessano al momento altri 2 tecnici ma che per fine settimana, o forse anche prima, porteranno alla scelta definitiva. 

Intanto, in queste ore il presidente Cardillo incontrerà i dirigenti della passata stagione, per un primo summit societario in cui si decideranno cariche e ruoli, per definire il nuovo organigramma societario e delineare la linea guida della nuova stagione. 

Peppe Nocera - paganesemania.it

18.6.24

La Paganese vista da...Nocera! - 14 Giugno 2024 data storica!

Data storica quella del 14 giugno 2024 che segna la svolta societaria nella recente storia della Paganese calcio. Brividi all'Auditorium quelli che ha vissuto il neo patron della Paganese, l'imprenditore Nicola Cardillo, che ha fatto constatare da vicino a moglie e figli, l'entusiasmo della Pagani sportiva nell'accogliere il suo ingresso nel calcio locale. Se per caso la dolce metà del futuro numero uno azzurrostellato avesse avuto qualche chance, nel dissuadere il marito ad acquistare la Paganese, credo che dopo il bagno di folla di venerdì sera le abbia perse tutte. Nicola Cardillo in quell'occasione ha sposato i suoi concittadini, i suoi tifosi, dichiarando amore, se non eterno, lungo che porti al centenario, con l'augurio che si possa festeggiare nel migliore dei modi. 

La mia impressione è quella che ci troviamo dinanzi ad un personaggio tutto da scoprire ma con idee ben chiare. Non penso che sia giunto lo zio d'America o di Giffoni sei Casali che venga nella sua città d'origine per sperperare il suo patrimonio. Ci troviamo, secondo me, di fronte ad un imprenditore, leader nel settore della logistica e trasporti con la sua Carnico cdr Spa, appassionato di calcio e innamorato della Paganese, intenzionato a rilanciarla seguendo il proprio modus operandi. Raggiungere la vittoria attraverso un percorso di crescita che non insegua solo calciatori-figurine. 

La prima pietra del suo progetto è una società forte, solida, capace attraverso una campagna di marketing di attrarre capitali e che sicuramente tramite le sue conoscenze ed i rapporti allacciati nel tempo con le società del nord, di cui è anche sponsor, possa trovare qualche supporto finanziario anche per la Paganese.  

Sposo in pieno, poi, la considerazione del sindaco De Prisco che nel suo intervento disse: "Ora non ci interessa chi sarà l'allenatore o il prossimo acquisto, il nostro primo acquisto è stato Nicola Cardillo". Ecco questo è il tassello più importante poi "saranno i calciatori e gli allenatori a voler venire a Pagani e non la Paganese a cercarli", altro obiettivo di Cardillo. 

Il 14 giugno 2024 è una data storica, che ha segnato l'inizio di una nuova era della storia della Paganese, dopo il ventennio di Raffaele Trapani. Non lo rinnego, assolutamente, anzi lo ringrazio per le emozioni che mi ha regalato e ha regalato ai tifosi paganesi, dopo altrettanti 20 anni di campionati dilettantistici. La storia non si dimentica. Sono stati commessi degli errori che sono le conseguenze di chi opera. Avrebbe potuto fare meglio, questo certo, ma è lo scotto da pagare per chi  è in sella per così tanto tempo. Ad un certo punto, forse qualche anno prima, avrebbe dovuto aver il coraggio di lasciare ma la sua passione lo portava a sperare che qualcosa potesse cambiare. L'uscita di scena non è stata delle migliori ma è stata obbligata. La mancata promozione di Tivoli ha segnato la fine di un percorso entusiasmante ma difficile che non deve cancellare assolutamente la riconoscenza che nel calcio è merce sconosciuta.   

Grazie Trapani! Benvenuto Cardillo! 

Peppe Nocera - paganesemania.it

17.6.24

La paganesità risolutiva.

DI BARBARA RUGGIERO

Se ce lo avessero detto lo scorso anno di questi tempi non ci avremmo creduto. Se ci avessero predetto l’arrivo di un imprenditore disposto ad accettarci così come siamo, avremmo pensato con ogni probabilità di parlare con un matto o, in ultima analisi, con qualcuno intenzionato a prenderci in giro. Da dopo Tivoli, prima la sconfitta bruciante, poi l’addio di Raffaele Trapani, poi la situazione debitoria e il periodo di incertezza societaria: c’erano tante ragioni per cui una piazza normale avrebbe dovuto cominciare a sentirsi affetta dalla sindrome di Calimero. Una piazza normale, appunto. Non Pagani. Quelli che amano dare definizioni di territorialità direbbero che siamo al Sud, che è risaputo che il napoletano s’ fà sicc ma nun mor, e che siamo abituati a resistere anche nelle avversità. Che è proprio in questi momenti che viene fuori il meglio di noi, la resilienza, un termine che oramai piace sempre più a tutti. Ma non è questo. O, meglio, non è solo questo. Esattamente come a Pagani la Paganese non è solo pallone.


Se ce lo avessero detto lo scorso anno di questi tempi non ci avremmo creduto. Se ci avessero predetto l’arrivo di un imprenditore disposto ad accettarci così come siamo, avremmo pensato con ogni probabilità di parlare con un matto o, in ultima analisi, con qualcuno intenzionato a prenderci in giro. Da dopo Tivoli, prima la sconfitta bruciante, poi l’addio di Raffaele Trapani, poi la situazione debitoria e il periodo di incertezza societaria: c’erano tante ragioni per cui una piazza normale avrebbe dovuto cominciare a sentirsi affetta dalla sindrome di Calimero. Una piazza normale, appunto. Non Pagani. Quelli che amano dare definizioni di territorialità direbbero che siamo al Sud, che è risaputo che il napoletano s’ fà sicc ma nun mor, e che siamo abituati a resistere anche nelle avversità. Che è proprio in questi momenti che viene fuori il meglio di noi, la resilienza, un termine che oramai piace sempre più a tutti. Ma non è questo. O, meglio, non è solo questo. Esattamente come a Pagani la Paganese non è solo pallone.

Quelli snob saranno pronti a storcere il muso e a ricordare che mentre ci sono problemi di tutti i tipi qui si pensa solo allo sport. Non stateli a sentire. Non sono snob: è solo che non si sono mai avvicinati alla realtà della città, che parlano stando seduti a una scrivania senza scendere in strada, che non hanno mai capito cosa significa condividere le gradinate assieme a chi a stento conosci e che per 90 minuti diventa il tuo migliore amico, non sanno che tutto quello che ruota intorno alla “palla di pezza” non sono solo affari e scommesse. Sono quelli che da lontano sorridono e osservano tutti i calciofili improvvisamente diventati esperti di economia e legge: il saldo e stralcio e la situazione debitoria è sulla bocca di tutti, a prescindere dalle competenze.

Perché il pallone è così: è democratico; unisce, abbatte ogni barriera e rende competenti, non solo di calcio. Ecco, anche per questo la Paganese in questa città non è solo calcio. Lo ha capito l’amministrazione comunale che ha preso a cuore il problema e ne ha fatto un cavallo di battaglia, uno dei primi punti dell’agenda. Lo sa il gruppo di imprenditori che, cosa inedita nella storia del calcio locale, per un anno è riuscito a tenere in vita la società tra mille sforzi, economici e non solo. Pare averlo capito bene Nicola Cardillo – main sponsor, partner o presidente in pectore, chiamiamolo come vogliamo – che venerdì sera ha letteralmente infiammato la piazza in una serata che profumava di emozioni e di rinascita. Cardillo probabilmente ha sempre saputo cos’è la Paganese a Pagani: lo aveva orgogliosamente fatto intuire quando, in tempi non sospetti, lo scorso dicembre, premiato da presidente della Giffonese nell’ambito di una serata organizzata da Carmine Torino, aveva subito rimarcato, con l’accento settentrionale di chi è cresciuto al Nord: «Io non sono di origini paganesi, io sono proprio paganese».

Forse la spiegazione ai dubbi iniziali sta proprio in questo: nell’orgoglio di appartenenza a una terra che non si dimentica, che non si cancella e che non finisce mai. Solo chi sa cos’è la Paganese può essere tanto folle da impegnarsi a fondo a dipanare una matassa che chiunque avrebbe preferito mettere da parte per ricominciare da zero. Certo, ci sono ancora le grane con l’erario da risolvere, ma trapela ottimismo anche perché quella di venerdì aveva tutti i connotati di una serata di festa e quasi nessuno aveva voglia di pensare ai piani B e C.

Simbolicamente questa Paganese riparte da nuove immagini: da Cardillo, che oramai tutti chiamano presidente, che canta assieme ai paganesi, osannato da ultras e persone comuni che gli chiedono un selfie, dalla sciarpa azzurrostellata che uno dei tifosi è venuto a portare dal Nord (Felice Confessore in rappresentanza del gruppo Azzurrostellati del Nord Italia, nda), dalla maglia numero 1 regalata da Raiola, uno dei pilastri della vecchia società, dai fumogeni e dallo spumante sulle gradinate del teatro; tutti insieme, come in curva, uniti da una passione che non si spegne. E con una sola certezza ribadita a più riprese dall’attuale main sponsor: «Voglio essere il presidente del centenario». Se è un sogno, non svegliateci!

da paganesegraffiti.it

12.6.24

Cardillo main partner: venerdì la presentazione.

La storia continua con un main partner: Nicola Cardillo, imprenditore di origini paganesi, amministratore unico della Carnico CRD Spa, azienda leader nel settore della logistica e dei trasporti. La storia continua è il titolo della conferenza stampa convocata per venerdì sera, a cui parteciperanno il presidente onorario della Paganese, il notaio Aniello Calabrese, il sindaco della città, Lello De Prisco, la dirigenza della società sportiva e i soci sostenitori. Nel corso dell’incontro con la stampa e con la città saranno annunciate novità sulla continuità sportiva della Paganese e sull’imminente iscrizione al campionato di serie D. Verosimilmente, nel corso della serata, saranno annunciati anche i progetti sportivi della Paganese: la dirigenza, oltre a preparare gli incartamenti necessari a risolvere la questione dei debiti con l’erario, potrebbe aver lavorato sotto traccia anche all’idea di staff tecnico (direttore sportivo e allenatore) e atletico (calciatori da confermare e/o ingaggiare) in vista dell’imminente avvio della prossima stagione.

L’appuntamento è per venerdì alle 19 in piazza Auditorium (il foyer del teatro, indicato nella nota stampa, potrebbe rivelarsi troppo piccolo per la solita incontenibile passione azzurrostellata).

da paganesegraffiti.it

7.5.24

La Paganese vista da...Nocera! - Grazie a tutti per un traguardo difficile da immaginare alla vigilia.

Chiude con una sconfitta a Fasano la Paganese, ma conserva il settimo posto, un campionato che ha dimostrato come con la competenza di ogni reparto, di una squadra, si possono raggiungere traguardi difficili da immaginare alla vigilia. Il manifesto del campionato sta tutto nella prima giornata di questo campionato, che vide l'arrivo al Torre del Barletta, grandi firme, che doveva essere una delle pretendenti alla vittoria del campionato. In quell'assolato pomeriggio la Paganese strabiliò e strapazzò il Barletta, sconfitto 1-0, facendo capire che nel calcio si vince sul campo e non sulla carta. Alla fine, dopo otto mesi il finale lo conosciamo tutti: Paganese salva un mese e mezzo prima e Barletta retrocesso, direttamente, senza neanche passare per i play-out.

Stranezze del calcio? No! Si chiama programmazione e competenze a partire da Agovino, che ha messo la firma su questa salvezza, insieme ai calciatori, lo staff e grazie anche al  lavoro di composizione della rosa del ds Accardi.

Ora, da oggi, inizia il secondo campionato della Paganese: quello che riguarda il futuro nel senso più ampio della parola. Venerdi c'è stato un incontro tra i reggenti dell'attuale società e l'imprenditore Nicola Cardillo, intenzionato a rilevare la Paganese. La fumata bianca sembra aver fatto capolino a margine del conviviale incontro.Tra smentite di facciata, quasi come il segreto di pulcinella, e conferme autorevoli, si attende solo una comunicazione ufficiale di ciò che tutti sanno negli ambienti azzurrostellati, dopo il tam tam scatenatosi dopo le 16 di venerdi, sui social.

Ora è il tempo di uscire allo scoperto, per fare chiarezza, per far capire intenzioni e decisioni, siano esse belle, sembra di sì, o brutte. Il campionato è finito ed è il momento di gettare le basi per far iniziare il nuovo corso societario che porterà una mini rivoluzione nei posti di gestione, come giusto che sia quando subentra una nuova proprietà.

Nel frattempo, un grazie di cuore a tutti i dirigenti, dal Notaio Nello Calabrese, ad ogni singolo dirigente-sponsor che ha profuso energie economiche e personali, per dar seguito ad una passione, simbolo della nostra città, la stella. Un grazie sentito poi al sindaco Lello De Prisco che ha coinvolto tutte le forze economiche possibili, per ripartire dopo Tivoli. Infine un grazie a chi a macinato chilometri seguendo la stella incondizionatamente, la stupenda CURVA NORD.

Peppe Nocera- paganesemania.it

6.5.24

Il futuro? È già qui.

DI NINO RUGGIERO

Tra le pochissime notizie cui è stato possibile attingere in occasione di Fasano-Paganese, orfana di diretta televisiva, spicca ancora una volta la massiccia presenza della tifoseria azzurro-stellata che ha inteso chiudere in bellezza una stagione niente affatto deludente. Anzi bisogna ringraziare l’ufficio stampa della Paganese che nell’occasione, ha cercato di informare la tifoseria Paganese nei momenti cruciali della partita, se non altro per gli aggiornamenti sul risultato.


Abbiamo più di una volta in questo campionato di serie D toccato con mano tutte le contraddizioni che hanno caratterizzato il cammino di squadre poco aduse alla comunicazione. Ancora una volta per un gara che vedeva all’opera due squadre che rappresentano due centri di una certa rilevanza demografica, è calato il silenzio sull’evento sportivo che è stato volutamente ignorato in modo indegno e poco rispettoso per tutte quelle persone che in un modo o nell’altro intendono partecipare a quello che resta uno spettacolo pubblico. Queste cose dovrebbe saperle bene la Lega Nazionale Dilettanti che cura con apprezzabile interesse l’area media e social ma che non è ancora riuscita a regolamentare un settore cruciale; proprio quello delle dirette televisive.

Stavolta non vi annoierò con il solito pagellone di fine partita (anche perché non mi è stato possibile assistere alla gara che vedeva di fronte Città di Fasano contro la Paganese). In compenso, vi dirò solo – con il doveroso saluto e ringraziamento agli artefici di un torneo più che onorevole – che probabilmente sta per iniziare un nuovo e augurale capitolo societario in vista del prossimo campionato.

Per una volta non assume grande importanza l’esito di una partita di calcio, quanto la notizia della felice conclusione di una trattativa di ordine amministrativo/contabile che ha visto impegnate le parti interessate sui futuri destini di una società di calcio. Mi riferisco, per quanto ovvio, all’imprenditore Nicola Cardillo, originario di Pagani, che avrebbe sciolto ogni riserva sull’acquisizione dell’intero pacchetto azionario e che, a buon diritto, dovrebbe essere considerato come il nuovo “patron” della Paganese calcio srl.

Le notizie in merito sono frammentarie e non hanno ancora una ufficialità. Ma l’intesa con i maggiori azionisti della vecchia società dovrebbe essere stato raggiunto con piena soddisfazione delle parti in causa. Le titubanze di Cardillo, che si è avvalso della consulenza del prof. Fezza, alla fine sono state sciolte e verosimilmente sarà proprio il nuovo proprietario della società a varare un piano finanziario per definire e sanare una volta per sempre la debitoria vantata dall’erario e dagli enti previdenziali.

Il passo successivo, visto che il torneo regolamentare è concluso, dovrebbe comportare a breve la costituzione del nuovo assetto societario. Ma per questo ci sarà bisogno di una presentazione pubblica e di capire come la nuova proprietà vorrà muoversi in vista del futuro più prossimo.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

(foto di Vincenzo D’Amato)

Città di Fasano-Paganese 3-2: risultati di giornata e classifica aggiornata.


30.4.24

O dentro o fuori.


DI NINO RUGGIERO

Le somme del campionato disputato quest’anno dalla Paganese sono state tirate già da tempo. Forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di tornare indietro per confermare che la squadra tutto quello poteva fare lo ha fatto. Bisognava tenere fede innanzitutto al programma iniziale che prevedeva una salvezza tranquilla. Lo staff dirigenziale che ha affiancato il notaio Calabrese, maggiore esponente della società, nella gestione ordinaria, può di che essere soddisfatto: la squadra non ha mai avuto problemi con la classifica e anzi c’è stato un periodo in cui – grazie a prestazioni sorprendenti – si è pure pensato che in fondo qualcosa in più si poteva ottenere.

Ma lasciamo perdere tutto quello che poteva essere ma non è stato. Giusto quindi riconoscere che l’annata è stata contraddistinta dalla messa in campo di una squadra giovane e sbarazzina che di certo ha fatto il pieno di simpatia per come si è posta ogni qualvolta ha dovuto fronteggiare squadre costruite con ambizioni diverse.

Non abbiamo contezza delle cifre che sono state sborsate per l’allestimento della squadra ma di certo possiamo dire a buon diritto che il rapporto “qualità/prezzo” è stato rispettato in pieno. E tutto questo suona a merito di chi ha gestito la situazione non solo amministrativa ma anche tecnica.

Della partita con la squadra di Santa Maria non vi dico più niente avendola sviscerata abbondantemente con la compilazione dei voti dei protagonisti nel consueto “pagellone”.

Piuttosto andrebbero guardati con molta attenzione i possibili scenari che si apriranno verosimilmente dopo l’ultima gara da disputare domenica prossima a Fasano. È fuori di dubbio che non si vivono momenti di grande esaltazione agonistica a Pagani, con un pubblico che mal si adatta a convivere con campionati di una certa mediocrità dopo aver vissuto da spettatori tanti tornei di terza serie. Adesso, dopo aver in un certo senso preso coscienza dell’attuale situazione societaria sarà il caso di decidersi sul da fare per il futuro più immediato. Le esperienze di quest’anno non possono essere considerate proprio esaltanti perché, da quello che ci è dato di sapere, non tutto è filato liscio come l’olio. Inoltre, cosa da non trascurare, bisognerà una volta per sempre pensare di risolvere nel modo più indolore possibile il problema della debitoria che la società, negli anni, ha accumulato nei confronti dell’erario e degli enti previdenziali. Da qui non si scappa. La situazione non è più procrastinabile e si deve risolvere.

Voci solitamente vicine alla società parlano di un interessamento di un imprenditore che vorrebbe rilevare l’intero pacchetto azionario per poi allestire una squadra di tutto rispetto in grado di rinverdire i successi dei migliori anni del calcio locale. La trattativa, che è ben avviata, potrebbe concludersi positivamente nei prossimi giorni. Ma è anche certo che non sarà più possibile cullarsi sugli allori: o dentro o fuori. In tutti i sensi.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it

29.4.24

Paganese-Santa Maria Cilento 4-0: gli altri risultati e la classifica aggiornata.



Paganese-Santa Maria Cilento 4-0: il pagellone di Paganese Graffiti.

Vittoria piena per la Paganese che saluta il proprio pubblico con una prestazione di livello nonostante le assenze in contemporanea di Faiello, Langella e Iannone. Bisogna dire che i sostituiti schierati da Quaglietta non hanno fatto minimamente rimpiangere i titolari. Particolarmente in palla è apparso Coratella, autore di una doppietta. Ma è stata tutta la squadra a giostrare con buone trame per cui la vittoria è arrivata con pieno merito.

Ecco il consueto “pagellone”.

Grimaldi 7 – Ancora una conferma per il giovane prodotto del vivaio locale. Non tradisce alcuna emozione al cospetto del proprio pubblico e si fa apprezzare nel primo tempo con una tempestiva uscita a terra. Allo scadere del tempo regolamentare, nella ripresa riesce a deviare con grande intuito un diagonale di tutto rispetto indirizzato nell’angolino basso.

Galeotafiore 6,5 – Riprende con buona autorevolezza il posto di terzo contrale di destra. Buona l’intesa con Esposito, come nelle migliori partite disputate quest’anno.

Esposito 6,5 – Sembra ritornato alla forma standard. Gioca con grande naturalezza anche nel ruolo di coordinatore difensivo e non disdegna di impostare il gioco partendo proprio da dietro.

Donnarumma 6 – Buona prestazione senza alcuna sbavatura difensiva. Riesce anche a dialogare con i compagni di centrocampo quando si tratta di impostare il gioco dalle sue parti.

dall’80’ Rovezzi sv

Ianniello 6 – Gioca nell’insolito ruolo a sostegno del centrocampo e lo fa con discreto successo, riuscendo a non far rimpiangere le contemporanee assenza di Langella e Faiello.

dal 65′ Montoro sv – Molto movimento e un gol di di buona fattura.

Del Gesso 6,5 – Si carica sulle spalle la responsabilità dell’organizzazione del gioco della squadra nel delicato ruolo di centrocampista pensante. Per lui una prestazione di tutto rilievo.

dal 71’ De Gennaro sv – Ha poco tempo per mettere in mostra le due qualità.

Mancino 7 – È da considerare “tuttocampista” a tutti gli effetti. Non c’è azione che non passi per i suoi piedi, sia nella zona centrale del campo sia quando con scelta di tempo riesce a proporsi in zona gol.

dal 90’ Mastrocinque sv

Setola 7 – Oramai è da considerarsi completamente integrato nel gioco della Paganese in qualsiasi ruolo. Risulta efficace a ridosso della difesa quando è necessario ma riesce a farsi valere anche nella zona centrale del campo , in cui si ritaglia un ruolo di primo piano complice anche l’assenza di Langella.

Coratella 7,5 – Merita il voto più alto del giorno per il suo fiuto indiscusso in zona gol. Spettacolare la sua seconda segnatura quando parte da centrocampo, semina un paio di difensori, e dal limite effettua un tiro che non dà scampo al portiere avversario.

dal 63’ Simonetti sv – Prende il posto e le funzioni di Coratella. Lo fa con grande impegno.

Orefice 6,5 – Riprende il ruolo e i compiti che lo hanno segnalato tra gli elementi di maggior tasso tecnico di questa Paganese. Segna con grande tempismo e bravura il gol del tre a zero.

Porzio 6,5 – È tra i calciatori che non falliscono mai una prova. Si sposta da destra a sinistra per fare largo a Coratella al centro. E lo fa con grande intelligenza tattica. Serve con un assist chirurgico dalla destra a Montoro il pallone del quattro a zero.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

La Paganese vista da...Nocera! - Una vittoria come giusto e reciproco ringraziamento.

Dopo cinque sconfitte consecutive la Paganese torna alla vittoria, e lo fa nell'ultima uscita stagionale al Torre dinanzi alla propria tifoseria, con un rotondo 4-0 al Santa Maria Cilento. 

Durante la trasmissione Paganesemania di mercoledì scorso con il ds Accardi avevo invocato questa vittoria per un atto di orgoglio e come giusto commiato davanti al pubblico di casa, come ringraziamento reciproco dopo una stagione per certi aspetti straordinaria. Alla fine così è stato, con un prologo che ha visto un ringraziamento speciale dell'amministratore delegato Filippo Raiola, che ha voluto ringraziare personalmente con gadget ricordo, uno striscione, fuochi d'artificio tutti i gruppi della tifoseria organizzata. 

Una sorte di congedo? Un addio dopo quasi vent'anni di militanza nella società azzurrostellata, che necessita ancora di qualche passaggio burocratico ufficiale. Raiola, persona semplice, ha rappresentato da tanti anni la parte silenziosa della società, che ha messo a disposizione la sua esperienza per far quadrare conti ed organizzare al meglio la gestione del sodalizio. Un paganese adottivo che a volte è stato più paganese di qualche paganese!

La partita, tipicamente di fine stagione con i cilentani che hanno salutato la serie D, ha visto sugli scudi l'attaccante Coratella, autore di una doppietta, ed il ritorno al gol di Orefice oltre al battesimo di Montoro. Anche la Curva Nord ha voluto lasciare la sua firma sulla giornata con il solito incondizionato sostegno con striscioni, ringraziando chi ha dato quest'anno e chi lasciato qualche rimpianto, un pensiero per il compleanno del mitico Genny ed un ricordo per il nostro Pino. Alla Curva Nord va il mio personale ringraziamento! Una testimonianza per chi ha sempre difeso e propagato la fede azzurrostellata e che sicuramente ha apprezzato questo pensiero speciale.

Peppe Nocera - paganesemania.it

Paganese-Santa Maria Cilento 4-0: la Paganese chiude con un poker le partite casalinghe.

Chiude col sorriso il cammino interno stagionale la Paganese che al "Marcello Torre" supera con un netto quattro a zero il Santa Maria Cilento condannandolo inoltre all'aritmetica retrocessione in Eccellenza.

Nonostante le varie assenze di Faiello, squalificato, Langella e Iannone su tutte parte forte l'undici di Quaglietta indirizzando la gara sui binari giusti dopo appena 5 minuti. È Coratella, alla prima da titolare, ad approfittare di un errore in fase di impostazione di Bonfini e superare Spina per l'uno a zero. Lo stesso attaccante azzurrostellato al secondo affondo (18') della gara, dopo un errore di D'Auria, trova il raddoppio con una conclusione dal limite. Appena tre minuti dopo è sempre Coratella a sfiorare la personale tripletta con un colpo di testa sugli sviluppi di un angolo. Dopo il doppio schiaffo subito, il Santa Maria tenta di reagire provandoci con D'Auria e Borgia senza però creare particolari problemi. 

I giallorossi si rendono pericolosi anche ad inizio ripresa sugli sviluppi di una ripartenza di Nunziante ma è bravo Grimaldi a chiudere in uscita su Di Fiore. Il colpo del KO arriva al 23' con Orefice che al centro dell'area è lesto a girarsi e battere Spina. Complice il 3-0 il ritmo della gara cala d'intensità fino a novantesimo inoltrato quando Montoro, servito da Porzio, cala il poker. 

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 5' Coratella, 18' Coratella; st 23' Orefice, 46' Montoro

da paganesemania.it

23.4.24

Gli scenari futuri.

DI NINO RUGGIERO

Mancano due giornate al termine, ma, non prendiamoci in giro, il campionato della Paganese è finito da un pezzo. È finito probabilmente nel giorno in cui la squadra ha battuto la Palmese al “Marcello Torre” con un secco tre a zero, grazie a una delle migliori esibizioni della stagione e – manco a farlo apposta – proprio nel giorno in cui la squadra, per la prima volta, doveva fare a meno della guida tecnica di Agovino.

In quella circostanza, arrivarono i punti che mancavano all’appello per poter considerare chiuso prima del tempo il capitolo salvezza. La partita venne archiviata con grande soddisfazione dalla società, nel frattempo costretta a defenestrare il tecnico, ufficialmente assente per malattia. Da quel momento in poi – a salvezza virtualmente raggiunta – solo la fervida fantasia dei tifosi ha spaziato in un mondo di illusioni pensando di poter arrivare a qualcosa in più del programma di minima fissato.

D’altronde, nel calcio niente può mai essere scontato; è storia vecchia. Il ruolino di marcia della squadra, nel corso del campionato, era stato più che decoroso e poteva autorizzare a sperare in quel famoso salto di qualità cui si fa sempre affidamento quando non si conoscono le vere potenzialità di una squadra. E qui, a onor del vero, non si può dire che società e squadra, nel loro insieme, abbiano fallito in qualcosa. Anzi, bisogna riconoscere che – in tema di allestimento – è stato fatto tutto quello che era possibile fare con le poche risorse disponibili.

Certo, le ultime cinque sconfitte consecutive rimediate (tra cui due in casa) pesano come un macigno nella valutazione complessiva di una formazione che si era presentata come una vera sorpresa per buona parte del campionato. Fortuna e sfortuna lasciamole stare, per favore. Né può essere presa a scusante la storiella delle mancate motivazioni che potrebbero aver condizionato il rendimento complessivo della squadra.

La verità è che, nelle ultime giornate, qualcosa si è inceppato nel meccanismo di gioco e la Paganese non riesce a dare il massimo, pur sforzandosi di apparire armonica e sicura di sé. Con due partite ancora da disputare, e che verosimilmente non avranno storia, si deve solo pensare al futuro più prossimo.

Quali sono gli scenari che si presentano per il futuro?
Dopo le esperienze societarie che quest’anno hanno visto il coinvolgimento di circa dieci sponsor, coadiuvati dal notaio Calabrese e dal sindaco De Prisco, è impensabile che si possa ancora riproporre lo stesso modello di associazionismo. L’esperienza è servita a dare respiro all’ambiente affamato di calcio dopo l’uscita di scena di Raffaele Trapani, ma probabilmente è destinata a restare tale negli annali perché oggi nel calcio c’è bisogno di avere guide sicure e stabili ai posti di comando. Sul punto – per prima cosa – ci sarà da definire una volta per sempre la situazione debitoria che la società ha nei confronti dell’erario e degli oneri previdenziali.
Chi può farlo? Voci solitamente bene informate parlano di un interessamento di un pool di imprenditori pronti a impegnarsi nella futura gestione della Paganese.
Le riserve sulle prossime mosse si scioglieranno probabilmente nei prossimi giorni e tutti si augurano che possano essere di buon auspicio per il futuro.

da paganesegraffiti.it

Angri-Paganese: la Rassegna Stampa di Paganese Graffiti.




22.4.24

La Paganese vista da...Nocera! - Siamo salvi! Ma l'Angri vince meritatamente il derby.

Ritorno a scrivere dopo una settimana particolare, una settimana che ci ha divisi per sempre dal mio amico Pino Pepe, compagno di viaggio nelle nostre trasmissioni per 11 stagioni. Ogni domenica, sino a qualche mese fa, commentavamo telefonicamente l'andamento della partita. Ora gli posso dire che ci siamo salvati matematicamente ma aveva già avuto modo di capirlo durante la stagione. Sempre fiducioso, aveva apprezzato il lavoro di mister Agovino e dei ragazzi che oggi, nonostante la quinta sconfitta consecutiva, hanno tagliato il traguardo prefisso ad inizio stagione. Sinceramente sono dispiaciuto che non ci sia stato il tecnico Agovino a commentare questa salvezza, l'avrebbe meritata. Peccato per come sia finita! I motivi reali del suo abbandono restano, ufficialmente, un mistero e archiviati al "sentito dire".

Ieri sono tornato al Novi dopo quasi trent'anni per assistere al derby numero 77. Storceranno anche il naso le nuove generazioni ma quello con l'Angri è il più antico. Il gol di Mansour ha fatto pareggiare il conto delle vittorie dei grigiorossi, 28 in questa sfida particolare, raggiungendo gli azzurri, con i pareggi fermi a quota 21.

E' stato un derby molto nervoso, soprattutto nella prima parte, figlio della classifica per i grigiorossi che l'hanno messa sul far sentire i tacchetti. Tattica  forse controproducente, visto che la Paganese riusciva a palleggiare con l'ex Langella e soprattutto con Faiello che ha fatto impazzire tra le linee gli ospiti. Poi il calcio è strano e così nel miglior momento della Paganese, l'Angri passa con un'incursione di Ascione con Mansour che è lesto ad insaccare, dopo un'uscita precipitosa di Grimaldi. Nota di merito, però, per il terzo portiere azzurro, all'esordio assoluto, che nella ripresa si erge miracolosamente su Ascione di testa e Palmieri deviando in angolo. Grimaldi ha sostituito Pinestro che ha chiuso la stagione nel peggiore dei modi lasciando gli allenamenti da inizio settimana.

La Paganese, nonostante i cambi, non trovava l'inerzia del guizzo sotto porta nonostante una doppia conclusione di Setola e Del Gesso. Il 77esimo derby così se lo aggiudica l'Angri meritatamente!

Ora archiviata la salvezza, bisogna salvare comunque l'onore e chiudere degnamente con una vittoria con il Santa Maria Cilento. Una vittoria per ringraziare in casa, nell'ultima uscita, il pubblico e la splendida Curva Nord e ricevere il commiato da questa stagione miracolosa. Una vittoria da dedicare anche a chi ci guarda ora da lassù come Pino!

Peppe Nocera - paganesemania.it

Angri-Paganese 0-1: gli altri risultati e la classifica aggiornata. Altamura promossa in C.


Angri-Paganese 0-1: le pagelle di Paganese Graffiti.

Le notizie del giorno per la Paganese sono due: una buona e una cattiva. Quella cattiva parla di quinta sconfitta consecutiva, quasi un record. Quella buona ci ricorda che la squadra può comunque ritenersi salva a due giornate dalla fine.

Da dove vogliamo cominciare?
Era importante innanzitutto mantenere fede al programma iniziale che prevedeva una salvezza tranquilla. Oggi che la salvezza è stata ottenuta – pur nell’amarezza di aver incassato la quinta sconfitta di fila – ci accorgiamo che questo campionato non era per niente abbordabile per una società che aveva da fare i conti con compagini costruite per vincere. Ecco perché è necessario sottolineare il buon risultato complessivo di una squadra che ha saputo mantenere fede al suo programma iniziale. Il discorso è diverso, invece, per la serie negativa che sta caratterizzando il cammino degli azzurro-stellati in queste ultime giornate di campionato.

Per favore, non tiriamo in ballo fortuna e sfortuna o congiunture sfavorevoli. La squadra è scarica e probabilmente ha tirato i remi in barca quando ha capito che non avrebbe mai potuto raggiungere traguardi diversi dalla salvezza. Gli stimoli nel calcio giocano un ruolo determinante. E negli ultimi tempi – riconosciamolo – non sono stati molto presenti.

Ecco il consueto pagellone

Grimaldi 6 – Chiamato a guardia della porta dopo tanta anticamera, ha saputo rispondere presente alle sollecitazioni degli attaccanti dell’Angri soprattutto nel secondo tempo. Prestazione più che sufficiente per una vera matricola.

De Feo 6 – Rappresenta una certezza in ogni ruolo. Da terzo di difesa gioca una gara senza sbavature. Esce solo per consentire una variazione tattica.

dal 63’ Mancino 6 – Entra e porta una ventata di dinamismo alla manovra dal centrocampo in avanti. Se ne avvantaggia soprattutto Setola che riesce più facilmente ad arrivare a fondo campo per proporre invitanti cross al centro.

Esposito 5,5 – Sta riacquistando la sua forma migliore e riesce a coordinare per bene la fase difensiva e quella del rilancio.

Donnarumma 5,5 – Come difensore centrale di sinistra riesce a farsi valere anche con le maniere forti. Esce per infortunio dopo aver lamentato una tardiva assistenza in campo.

dal 82’ Orefice sv – Ha poche occasioni per farsi apprezzare.

Setola 5,5 – Gioca indifferentemente da terzo di difesa o da esterno destro. Si fa vedere di più nella seconda parte della gara con i suoi inserimenti in avanti meritevoli di migliori fortune.

Del Gesso 5 – Non riesce a incidere più di tanto nel gioco di centrocampo. Corre come al solito nel tentativo di rendersi utile all’economia della squadra.

Langella 5,5 – Le cose migliori le ha fatte vedere nel corso di un campionato che lo ha visto protagonista come signore del centrocampo. Gioca a occhi chiusi anche adesso che la condizione fisica non sembra assisterlo al cento per cento.

Faiello 6,5 – Il capitano ha sempre una marcia in più, sia quando si trova ad agire tra le linee, sia quando si sposta sulla fascia di competenza. Esce perché stremato dalla fatica.

dal 63’ Coratella sv – Si fa trovare pronto sotto rete ma stavolta non è proprio fortunato e viene murato a un metro dalla linea di porta.

Montoro 5 – Tanto movimento e tanta buona volontà in un ruolo che non è proprio il suo. Di certo non gli difetta la voglia di mettersi in evidenza.

dal 63’ Giuliani sv – Ha poco tempo per farsi apprezzare nel suo ruolo di esterno di difesa.

Porzio 6 – Nel ruolo di guastatore e di terminale offensivo si fa apprezzare. Cerca di offrire pochi riferimenti ai suoi avversari e lo fa ripiegando spesso sulla trequarti campo.

dal 86’ Petrosino sv

Iannone 5 – Ancora una volta non riesce a incidere più di tanto in avanti. Si muove bene soprattutto sulla sinistra ma tarda nel tiro a rete che è la sua specialità.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

Angri-Paganese 1-0: quinta sconfitta consecutiva, ma arriva la matematica salvezza.

Non riesce a conquistare più punti la Paganese che ad Angri incamera la quinta sconfitta consecutiva. È una rete di Mansour nel primo tempo a decidere la sfida del "Novi", dove a fare la differenza sono le diverse motivazioni: l'Angri a caccia di punti preziosi in ottica salvezza contro una Paganese virtualmente salva da oltre un mese. 

A rompere gli indugi nel match, però, è proprio la Paganese dopo appena 10 minuti: Faiello ci prova dal limite, la conclusione rimpallata termina a Porzio che da buona posizione manda di poco a lato, complice anche la decisiva deviazione di Allegra. Al 19 è Langella a provarci dal limite, dopo un'incursione di Iannone sull'out mancino, ma la sfera termina a lato. 

Due minuti dopo alla prima occasione l'Angri passa: ripartenza veloce di Ascione che, dopo un uno-due con Poziello, si incunea in area per poi servire al centro l'accorrente Mansour per il più semplice dei tap-in. La Paganese prova a reagire ma non riesce praticamente mai ad impensierire Palladino.

Non cambia nulla nella ripresa così come risultano vani gli ingressi in successione di Coratella, Mancino ed Orefice anzi è l'Angri a rendersi pericolosa. È bravo e reattivo Grimaldi, all'esordio stagionale tra i pali, in almeno tre occasioni neutralizzando le conclusioni di Mettivier (15'), Giorgio (29') e Palmieri (45'). 

Termina praticamente così con la Paganese che può comunque sorridere per aver raggiunto l'obiettivo della salvezza, certificato quest'oggi anche dall'aritmetica in virtù della sconfitta del Fasano. 

da www.paganesemania.it

16.4.24

Ci sarà un futuro per la Paganese?

DI NINO RUGGIERO

Quando mancano tre sole giornate alla fine di questo campionato, tutto quello che c’era da dire sul rendimento complessivo offerto dalla Paganese è stato detto. Il programma di minima stilato dal gruppo dei dirigenti, con capofila il notaio Calabrese, è stato rispettato e la squadra in tante occasioni è andata anche al di là di ogni più rosea aspettativa.

Certo, ci sono stati periodi in cui si è pure pensato che in fondo qualche cosa in più sarebbe stato possibile ottenere. Solo illusioni, con la possibilità di arrivare alla disputa dei playoff apparsa lì lì, a un vero e proprio tiro di schioppo. Avete presente il comportamento di un naufrago che lotta con tutte le sue forze contro i marosi in tempesta ma poi cede proprio quando sembra fatta con la riva a portata di mano? Ogni volta una legittima aspettativa, una speranza, un sussulto, un fremito. Niente da fare.

Eppure non si può dire, a onor del vero, che non sia stato fatto complessivamente – e con le poche risorse a disposizione – un buon lavoro in tema di allestimento della squadra. I giovani sui quali si puntava non hanno per niente deluso e lo dimostra il fatto che proprio la Paganese – in base ai parametri stabiliti dalla Lega Nazionale – sia al primo posto tra le squadre che hanno meglio utilizzato le risorse giovanili.

Su alcune cose però è necessario che ci si chiarisca una volta per sempre, soprattutto per il futuro. La politica dei giovani non è per niente sbagliata ma va precisato – in tema di ambizioni – che una squadra giovane, per quanto ambiziosa e ricca di buone individualità, difficilmente può arrivare a certi traguardi.

I precedenti in materia non lasciano dubbi. I giovani bravi devono maturare le loro esperienze che non sempre sono conciliabili con i risultati. E i risultati arrivano quando si hanno in formazione elementi in grado di fare pendere il piatto della bilancia in virtù di qualità superiori alla media. Perché dico questo? Perché non bisogna mai correre dietro alle illusioni e credere alle favole. Si vince o si combatte per vincere quando si è forti e si riesce ad allestire compagini di rilievo. Le tattiche contano, ma fino a un certo punto; almeno fino al momento in cui chi ha classe e talento non decide che la partita deve andare in un certo modo.
Le squadre composte perlopiù da giovani si attrezzano, si compattano, esprimono anche un buon gioco ma poi si perdono sotto rete quando non riescono a concretizzare la mole di gioco prodotta. Capita quando si ha a che fare con formazioni giovani come l’attuale Paganese che per buona parte del campionato è stata additata come squadra dal gioco brioso e spumeggiante. Dove è finita quella squadra? Possibile che la stessa formazione non riesca più a fare punti? Solo sfortuna o cos’altro?

Della partita di ieri con l’Altamura ho detto già tutto che c’era bisogno di dire con il “pagellone”. Non c’è bisogno che dica dell’altro anche se bisogna riconoscere che il risultato finale ha penalizzato un po’ troppo gli uomini affidati a Quaglietta.

Il campionato però non è finito e non può essere archiviato perché la matematica ancora non si è pronunciata in tema di rimozione e di salvezza.

È ancora aperto invece il discorso sul futuro della società. In merito sono attese importanti decisioni proprio nelle prossime ore. Amen!

Nino Ruggiero per www.paganesegraffiti.it