
Lecco - Antonio Pasinato, bandiera bluceleste prima sul campo e poi in panchina, sarà uno dei più grandi tifosi del Lecco durante i playout per la permanenza in serie C che scatteranno domenica.
Nessuno meglio di lui può conoscere l'atmosfera e il clima che la compagine lecchese troverà a Pagani il 25 maggio allo stadio Marcello Torre, ed il «Ruspa» tiene subito a precisare che da questo punto di vista il Lecco non avrà nulla da temere.
Che ambiente troveranno i blucelesti in terra campana?
«Sono stato un po' di anni da quelle parti, ho avuto modo di lavorare due stagioni alla Cavese, due a Caserta, due a Salerno e uno a Nocera che è separata da Pagani praticamente da una strada. Devo dire che non ho mai avuto problemi, sono sempre andato a giocare con le mie squadre in quelle zone, anche a Pagani, e la correttezza non è mai venuta a mancare».
Cosa dovrà temere la squadra di mister Motta nella sfida di ritorno?
«Certamente ci sarà un pubblico caldo, ed è anche giusto così vista lo posta in palio. Credo però il Lecco debba pensare a fare la sua partita con la testa libera. Non trovo che sia giusto caricare in questo modo la sfida, anche perché certe affermazioni potrebbero indispettire i tifosi avversari e non sarebbe bello».
Come aveva detto anche il dirigente bluceleste Tiziano Gonzaga in settimana, i lecchesi dovranno in qualche modo «resettarsi» e ripartire in questa avventura con uno spirito nuovo.
Condivide la necessità di dimenticare la stagione regolare per affrontare le sfide che contano?
«I giocatori devono scaricare tutta la tensione accumulata nelle ultime partite. Nell'ultima sfida contro la Cremonese ho visto un buon Lecco per un'ora, tonico e determinato. Rispetto a quanto osservato in campionato dovrà sicuramente superarsi, mi ricordo il secondo tempo a Cittadella, quello era stato un ottimo Lecco e a Pagani dovrà cercare di ripetere quella prestazione».
Dopo una stagione logorante sia sul piano psicologico che fisico, la squadra sembra comunque essere arrivata al rush finale in buone condizioni atletiche.
«Devo sicuramente fare un elogio a Lele Ratti e tutto il suo staff. Hanno fatto un ottimo lavoro e domenica scorsa si è visto. Tutta la squadra era reattiva, in particolar modo mi sono piaciuti Corti e Savoldi; potrebbero essere loro l'arma in più in queste due gare».
Basterà l'aspetto fisico per sancire quale tra le due contendenti avrà la meglio alla fine?
«Di sicuro sarà importante star bene fisicamente, ma ancor più importante sarà la testa. Tutti i giocatori dovranno essere concentrati e soprattutto determinati, mettendoci la giusta grinta sia nella sfida d'andata che in quella di ritorno. La Paganese ha il vantaggio di poter contare su due risultati su tre, ma non ha già vinto. In queste gare conta sicuramente più la cattiveria agonistica che non le belle giocate di fioretto. Mi auguro di vedere un bel Lecco, equilibrato più di quanto si sia visto finora».
La Paganese è un avversario che i tifosi avrebbero preferito evitare, optando magari per la Pro Patria.
«Sicuramente la Pro Patria sarebbe stata un'avversaria migliore per i tifosi che avrebbero dovuto fare una trasferta più corta, ma non dimentichiamoci che noi ci siamo salvati all'ultima giornata con 32 punti, mentre loro sono arrivati quintultimi, quindi un po' di differenza esiste».
Giunti a questo punto non resta che attendere il responso del campo, guardando con un occhio al passato. Basti pensare alla storia recente dei play out di C1 targati Lecco, con squadre blasonate e favorite alla vigilia come Cremonese e Padova che si sono dovute arrendere alla retrocessione contro i ragazzi di Muraro nel 2000 e Soldo l'anno seguente.
Claudio Zubani - La Provincia di Lecco