13.2.09

Potenza, nervi tesi tra società e tifosi. Per Mister Arleo infortuni a catena e tanti dubbi.

POTENZA. Ormai siamo ai «ferri» corti. L’atmosfera in casa Potenza è diventata, con il passare delle ore, incandescente. Quella che doveva essere una semplice e civile contestazione (del tutto legittima se non si supera i limiti del buon senso) nei confronti di squadra e società rischia di creare una frattura insanabile.
Da una parte la tifoseria rossoblù che ha deciso di manifestare il proprio dissenso nei confronti dei risultati della squadra e di un mercato invernale ritenuto non all’attesa delle aspettative, dall’altra la dirigenza del Potenza che ritiene questa accusa decisamente infondata. L’episodio che ha riaperto la «ferita» (le frizioni erano cominciate da qualche settimana con la distribuzione di un manifesto-accusa contro la campagna rafforzamento della squadra prima della sfida con il lanciano ed i cori contro la dirigenza) è legato alla decisione di patron Postiglione di far ritirare gli striscini di contestazione affissi dai tifosi sugli spalti dello stadio «Viviani» .
Una decisione che il patron rossoblù ha spiegato in modo diretto. «Quando si vive con passione e con il cuore una situazione spesso non ci si ferma a riflettere su atteggiamenti che possono essere più o meno impopolari. Io accetto che mi si dia dell’incompetente o non sappia fare il dirigente. Non accetto invece che si dica che non amo il Potenza. Penso di averlo dimostrato in questi tre anni di sacrifici ed impegno». Insomma una situazione antipatica che rischia di diventare sempre più inc andescente.
«Se domenica i tifosi vorranno contestarmi ancora - ha concluso Postiglione - non ci sono problemi. Importante è che durante la settimana la squadra possa lavorare serenamente». Proprio il contraccolpo psicologico nel gruppo è motivo di grande preoccupazione. L’attuale situazione di certo non aiuta la squadra nella rincorsa dei propri obiettivi. Manca la serenità necessaria per affrontare al meglio i prossimi appuntamenti di campionato. A questo punto è necessario che tutti facciano un passo indietro, che si riprenda a lavore insieme per il bene comune. Questi ultimi due mesi sono stati caratterizzate da tante polemiche, da situazioni incresciose dentro e fuori dal campo di gioco. È tempo di cambiare registro se veramente si vuole salvare il Potenza dalla retrocessione.
Infermeria piena nel Potenza e tanti dubbi per mister Arleo. La formazione anti Paganese è ancora lontana da essere definita. Troppi giocatori infortunati o con problemi fisici per poter azzardare le scelte tecniche di Arleo. Il tecnico rossoblù, al momento si ritrova senza i vari Mangiapane (sta curando a Salerno la distorsione alla caviglia), Di Bella e Patarini e con Berretti e Nolè non al meglio della condizione. Una situazione di emergenza più volte vissuta in questa stagione che noi aiuta certo il tecnico nella preparazione del match. Anche il test infrasettimanale di ieri pomeriggio (avversario la formazione «Berretti» rinforzata dall’esautorato Delgado, da Radu, Pires e Groppioni) ha dato poche indicazioni. Viste le tante assenze Arleo ha mischiato le carte provando un centrocampo «muscolare» a tre composto da Cammarota, Suppa e Sabatino. Una scelta obbligata viste le precarie condizioni di Berretti e l’assenza di Mangiapane che potrebbe riproporsi anche domenica prossima. Più fluida la situazione in difesa dove Lolaico, Cuomo e Dei garantiscono la massima affidabilità. Nel test infrasettimanale Arleo ha lanciato il giovane Porcaro, da poco reintegrato in prima squadra, ma si spera nel recupero di uno fra Patarini (possibile) o Di Bella (difficile) per chiudere il cerchio. In attacco il solo Cantoro sembra certo di una maglia da titolare. Per Cozzolino si apre la possibilità del ritorno a tempo pieno mentre Nolè rimane il punto interrogativo. In ogni caso Arleo ha provato sarno a destra nel tridente senza dimenticare, in caso di forfait di Nolè, l’ipotesi Scardini.

La Gazzetta del Mezzogiorno