22.11.10

Non cambia il vento.

di Peppe Nocera per Paganese.it

Quando le cose cominciano ad andare per il verso sbagliato, nella vita come nel calcio, proseguono anche peggio. E' quello che sta capitando al tecnico della Paganese Capuano che ha preso in mano una squadra scarica e spenta dal punto di vista fisico, come ha detto a fine gara, e con un calendario in salita che non ne ha agevolato l'inizio. Dirà qualcuno "ma è stato chiamato per questo". Giusto, ma sembra che il diavolo gli stia mettendo lo zampino oltremodo. Subito due trasferte mozzafiato, la prima a Lumezzane dove la squadra era nella fase di mutamento tra il vecchio e nuovo allenatore con una prestazione ancora figlia del vecchio trend. La seconda a Cremona. Pronti via e dopo poco più di trenta secondi gli azzurri sono già sotto con la contesa chiusa al quarantaquattresimo del primo tempo con il raddoppio dei grigiorossi. Allo "Zini" però s'è vista una squadra che metteva in pratica i primi dettami tattici e agonisti del Capuano pensiero. Era tutto pronto finalmente per preparare al meglio il primo scontro diretto della nuova gestione contro il Como, la partita del sorpasso, la gara della svolta. Seppur privi degli squalificati Panini e Tortori, c'era la viva speranza, fondata sul lavoro giornaliero, che il ritorno alla vittoria era maturo. Ma la maledizione s'abbatte a metà settimana su Capuano quando in un solo colpo perde Tedesco, Fusco e Triarico, con quest'ultimo andato in panchina per completare i diciotto. Nonostante tutto, si va in campo con un 3-4-3 d'emergenza ed ecco che sul "Torre", come nell'ultima gara interna con il Monza, se non bastasse anche un fastidiosissimo vento che non agevola il compito dei calciatori in campo. Tutto contro, anche Eolo che sembra aver preso di mira la Paganese nelle gare casalinghe. Sinceramente ieri gli azzurri di più non potevano fare, forse solo migliorare la mira, vedi Magliocco e Cuomo che hanno divorato due grosse occasioni con il primo più colpevole del secondo per il ruolo che riveste in campo. Martinelli e compagni si sono mossi anche abbastanza bene, vento permettendo, non concedendo nulla al Como che a Pagani ha confermato il suo trend positivo in trasferta. Su sei gare una sconfitta, cinque pareggi ed una sola sconfitta ma anche la pochezza di una formazione che ha manifestato tanti limiti che aumentano il rammarico per le occasioni fallite. In condizioni normali, con una squadra a ranghi completi, il pareggio con il Como avrebbe avuto l'effetto di un passo falso ma, viste le condizioni d'organico con cui Capuano ha dovuto inventare strutturalmente l'undici di partenza, senza ricambi e con l'attacco tutto impostato su Magliocco che ha lottato su ogni pallone e senza cambi razionali, va considerato diversamente meritandosi l'applauso finale del pubblico.