Raffaele Consiglio Pagani. Dopo cinque mesi la Paganese torna a brindare al successo. L’ultima vittoria risale infatti al 19 settembre 2010 quando a cadere sotto i colpi di Vicedomini e compagni fu l’Alessandria al «Torre». Una vittoria scaccia crisi e che assume tanti valori. In questi tre punti sono racchiusi la voglia di riscatto del bomber Ferraro, il primo successo dell’era Capuano e la riapertura del campionato. Eppure non è stata una bella gara. Le due squadre hanno preferito pensare al concreto e alla fine la vittoria ha premiato il team che ci ha creduto di più e ha messo in campo anche più cuore. La cronaca. Capuano, squalificato al suo posto in panchina Padovano, rinuncia per la prima volta agli under e manda in campo una squadra composta da calciatori più esperti. In difesa c’è Radi mentre Santarelli viene preferito a Di Pasquale. Sulla sponda opposta mister Notaristefano porta in panchina Cipriani e schiera la sua Spal con un centrocampo più folto e con un solo terminale offensivo, Fofanà. 35’, Tortori serve in area Lepore che evita un difensore e prova il tiro a giro con palla che però non centra la porta. Un minuto dopo la risposta della Spal con Melara che prova la conclusione da fuori ma Ginestra è attento e si accartoccia a terra e blocca. Ripresa, Paganese subito in vantaggio. Lepore al 4’ calcia una punizione a giro, sponda di testa di Santarelli e Ferraro sempre di testa manda la palla a gonfiare la rete. Dopo la rete si aspetta la reazione della Spal che però tarda ad arrivare e anzi è la Paganese a cercare il gol della sicurezza con Lepore che al 17’ prova ad entrare in area ma viene messo a terra; la palla arriva ad Imparato che da fuori prova la conclusione che termina distante dai pali difesi da Ramaglia. Un minuto dopo l’azione, l’unica della Spal, che va vicina al pareggio. Locatelli serve Corsi che a tu per tu con Ginestra prova la conclusione di potenza. L’estremo di casa si supera e di pugni respinge la conclusione. Sventato il pericolo la Paganese controlla con molta disinvoltura l’avversario e nemmeno l’ingresso in campo del bomber Cipriani crea problemi. Dopo ben sette minuti di recupero inizia la festa dei calciatori di casa che vanno sotto la curva per l’abbraccio simbolico con i propri tifosi.
Il Mattino
