14.2.11

Paganese bella e cinica, il risultato è di tutto il gruppo.

Francesco Pepe PAGANI. Dopo sette minuti di recupero la Paganese può festeggiare il ritorno alla vittoria dopo circa cinque mesi e l'entusiasmo contagia il pubblico del Marcello Torre che cerca il tecnico Ezio Capuano. L'allenatore degli azzurri è squalificato ma fa il suo ingresso in campo per raccogliere l'applauso dei tifosi. Ascolta i risultati diffusi dagli altoparlanti dello stadio e lancia un urlo liberatorio verso la tribuna quando da Sorrento arriva la notizia della vittoria dei costieri sul Monza che riapre i giochi in chiave play out. Sul terreno di gioco va in scena lo show dell'allenatore della Paganese ma in sala stampa si presenta il suo vice Giuseppe Padovano, collaboratore fidato del trainer. L'analisi di una domenica che segna la fine di un incubo per la Paganese parte dalla gioia finale: «Avete visto tutti come abbiamo festeggiato questa vittoria - esordisce l'allenatore in seconda degli azzurrostellati - questi tre punti rappresentano il giusto premio per un gruppo che non ha mai mollato e che è stato sempre unito per cercare di venire fuori da questo momento negativo. Finalmente siamo riusciti a raccogliere i frutti di tanti sacrifici». Padovano non si nasconde quando gli si fa notare come la Paganese non sia stata brillante come nelle ultime uscite stagionali dove aveva raccolto ben poco in termini di punti a fronte di buone prestazioni sul piano del gioco: «Siamo stati meno brillanti del solito - sottolinea - ma sapevamo che si trattava di una gara determinante per il nostro futuro. Siamo stati meno belli ma cinici al punto giusto. Va anche detto che il tereno di gioco era in condizioni pessime e la tensione ci ha bloccati, così come l'ansia di dover fare risultato ad ogni costo. Ora però non dobbiamo fermarci e continuare a recuperare terreno già dalla trasferta di Ravenna». La vittoria della Paganese è stata decisa da un colpo di testa vincente dell'attaccante Emanuele Ferraro, abile a farsi trovare pronto ad inizio ripresa su una sponda aerea: «Nella mia carriera non è mai capitato che venissero concessi ben sette minuti di recupero - afferma la punta arrivata in prestito dal Taranto - ma poco importa. Contavano solo i tre punti e la vittoria per rilanciarci in classifica. Siamo stati sempre uniti e compatti come gruppo e non ci siamo mai lasciati prendere dallo sconforto». La prima rete in maglia azzurrostellata dà a Ferraro l'occasione giusta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «Sono contento per essere ritornato al gol - ammette la punta messinese ma salernitana d'adozione - ma soprattutto perché posso lanciare un segnale chiaro a tanti detrattori che mi hanno bersagliato considerandomi un calciatore finito». Solita prova di sostanza e qualità da parte di Fabio Gatti, capace di dare quel tocco giusto di inventiva nella zona nevralgica. Un lavoro oscuro rispetto alle precedenti uscite dell'ex perugino, come conferma il diretto interessato: «Non siamo stati efficaci come in altre occasioni - precisa il mediano della Paganese - da parte mia però posso dire che sono stato fortemente condizionato da un fallo commesso in avvio di gara e che mi è costato un'ammonizione frenandomi psicologicamente. Fortunatamente sono stato graziato in un'altra circostanza dove forse ho commesso fallo ma l'arbitro non ha estratto il secondo cartellino. Ora possiamo guardare al futuro con maggiore fiducia e con rinnovato entusiasmo». Curiosità a margine della gara. Non è passata inosservata la presenza al Torre dell'ex direttore generale azzurrostellato Cosimo D'Eboli. I rapporti con il presidente Trapani ed il tecnico Capuano sono sempre rimasti buoni ed è stato accolto con affetto ed entusiasmo anche dal pubblico presente sugli spalti.

Il Mattino