15.2.11

Una domenica particolare.

E' una domenica veramente particolare. A tratti superstiziosa. E' la domenica del ritorno alla vittoria della Paganese, dei tre punti che tornano, finalmente, dopo cinque mesi di assenza. E' il giorno in cui, per vincere, la Pagani sportiva le ha tentate tutte: cambio di panchina e perfino una buona dose di sale gettata all'aria prima dell'inizio della gara. Qui non è tempo di "Non è vero ma ci credo"; qui è in gioco la superstizione del tifoso che, nei momenti di bisogno della squadra del cuore, diventa una vera e propria fede. E' il credo che ti spinge a rispettare millimetricamente i posti di quando il 19 settembre vincemmo in casa l'ultima volta contro l'Alessandria. E' la decisione di invertire la panchina e di sedere su quella che è in prossimità della curva dei tifosi di casa. E' l'idea di lanciare un po' di sale per terra prima dell'inizio della partita come segno beneaugurante. Poi, vuoi per una coincidenza, vuoi per caso, la Paganese torna alla vittoria. Tre punti sudatissimi per il tifoso medio della Paganese, quello che ha passato gli ultimi centocinquanta giorni a pensare a come sarebbe stato bello tornare alla vittoria; che ha trepidato per cinque mesi in attesa dei tre punti; che ha sognato da tempo la prima vittoria del 2011. E finalmente i tanto attesi tre punti sono tornati. Sono arrivati con un gol di testa di Ferraro contro una Spal che porta alla mente i bei tempi della Paganese degli ultimi anni. Ed è una vittoria che arriva assieme a una serie di risultati che permettono agli azzurro-stellati di non perdere di vista l'impresa che quest'anno si chiama playout e che consentono di accorciare le distanze sul Monza, penultimo in classifica, incappato in una sconfitta. E' la vittoria della speranza, di chi ci crede ancora, di chi - dopo questo risultato - ha avuto il coraggio e l'ardire di sentenziare: "E adesso non ci fermiamo più", quasi come per rimarcare che, dopo il primo risultato vincente, non dovrebbe essere difficile continuare sulla stessa strada. Perché il tifoso è così: dopo una vittoria, in una situazione così tragica, ha sempre del sano ottimismo da condividere con gli altri. Quella contro la Spal è la vittoria di chi continua ancora a credere che nulla sia perduto, di quelli che, con sole, pioggia, neve o vento, continuano instancabilmente a gridare "presente!" nonostante i risultati negativi e la sfiducia dei più. Ma adesso ci si deve rimboccare le maniche: ogni partita sarà una finale, una battaglia da combattere fino alla fine, con il cuore. Perché a Pagani lo sappiamo bene: le imprese sono possibili!

Barbara Ruggiero per paganese.it