In caso di promozione l'allenatore-manager potrebbe spiccare il volo
Certe stagioni calcistiche nascono per rimanere nella storia. e Gianluca Grassadonia sta già lavorando duramente affinché questa non sia da meno. Sa di giocarsi molto, l’ex tecnico della Salernitana, che dopo essere tornato per la seconda volta al timone della Paganese, domenica 20 maggio, guiderà la squadra nel primo turno dei playoff contro la Vigor Lamezia. L’ex difensore di Cagliari e Venezia ha avuto un’ottima carriera da calciatore, con diverse stagioni da protagonista in massima serie.
Appese le scarpette al chiodo ha deciso di passare dall’altro lato, decidendo di non dirigere solo il reparto difensivo, ma un’intera squadra. Intrapresa la carriera di allenatore, dopo un primo rodaggio nella Primavera della Salernitana ( squadra della sua città, dove ha guidato i vari Agresta, Orlando, Pastore), arriva per lui la prima ‘grande occasione’. Il club che fu di Lombardi non riesce a uscire da una crisi nera di risultati, e dopo l’esonero di Brini prima e Cari poi, arriva per il giovane mister l’opportunità di guidare la prima squadra. Grassadonia però non riesce a fare meglio dei suoi predecessori con il team granata che occupa praticamente sempre l’ultimo posto in classifica.
Alla società campana, non resta altro che esonerarlo, per tentare di cambiare l’esito di una stagione che si rivelerà disastroso. L’anno successivo, alla guida della Casertana, il trainer, subentrato a febbraio a Renato Cioffi, riesce a portare i rossoblù a playoff, sfiorando quella che sarebbe stata una storica doppia promozione consecutiva, perdendo però contro il Sambiase; altra grande delusione per il tecnico, che sperava di conseguire già un risultato importante. Il resto, è storia recente: la Paganese vuole un progetto ambizioso, basato su giovani talenti e calciatori di esperienza, guidati proprio dall’ex difensore, al quale vengono affidate grandi responsabilità manageriali.
Appese le scarpette al chiodo ha deciso di passare dall’altro lato, decidendo di non dirigere solo il reparto difensivo, ma un’intera squadra. Intrapresa la carriera di allenatore, dopo un primo rodaggio nella Primavera della Salernitana ( squadra della sua città, dove ha guidato i vari Agresta, Orlando, Pastore), arriva per lui la prima ‘grande occasione’. Il club che fu di Lombardi non riesce a uscire da una crisi nera di risultati, e dopo l’esonero di Brini prima e Cari poi, arriva per il giovane mister l’opportunità di guidare la prima squadra. Grassadonia però non riesce a fare meglio dei suoi predecessori con il team granata che occupa praticamente sempre l’ultimo posto in classifica.
Alla società campana, non resta altro che esonerarlo, per tentare di cambiare l’esito di una stagione che si rivelerà disastroso. L’anno successivo, alla guida della Casertana, il trainer, subentrato a febbraio a Renato Cioffi, riesce a portare i rossoblù a playoff, sfiorando quella che sarebbe stata una storica doppia promozione consecutiva, perdendo però contro il Sambiase; altra grande delusione per il tecnico, che sperava di conseguire già un risultato importante. Il resto, è storia recente: la Paganese vuole un progetto ambizioso, basato su giovani talenti e calciatori di esperienza, guidati proprio dall’ex difensore, al quale vengono affidate grandi responsabilità manageriali.
E’ lui a scegliere e puntare forte sul blocco ex Salernitana, dai ragazzi che ha già allenato in passato, ai più maturi Fava, Russo, Tricarico. I risultati ad inizio anno sembrano dargli ragione, ma dopo alcune battute a vuoto, la crisi societaria, il mancato mercato di gennaio, Grassadonia prende la sorprendente decisione di lasciare il team liguorino.
Nove giorni fa l’epilogo decisivo, con l’esonero del subentrato Palumbo, e la squadra che chiede a gran voce il ritorno del proprio ex allenatore, il tutto a una sola giornata dal termine del campionato. Il direttore D’Eboli si mette all’opera e riesce riaffidargli la squadra in vista dei playoff. Sa di giocarsi molto il tecnico, che non vuole tradire la fiducia dei propri ragazzi e avere un’altra delusione nella sua ‘seconda vita’ calcistica. Un’altra motivazione per non iniziare i playoff con il piede sbagliato.
Nove giorni fa l’epilogo decisivo, con l’esonero del subentrato Palumbo, e la squadra che chiede a gran voce il ritorno del proprio ex allenatore, il tutto a una sola giornata dal termine del campionato. Il direttore D’Eboli si mette all’opera e riesce riaffidargli la squadra in vista dei playoff. Sa di giocarsi molto il tecnico, che non vuole tradire la fiducia dei propri ragazzi e avere un’altra delusione nella sua ‘seconda vita’ calcistica. Un’altra motivazione per non iniziare i playoff con il piede sbagliato.
resport.it
