1.3.21

Di Napoli non cerca alibi: "Non ho toccato le corde giuste".

Stanchezza e non solo. Lello Di Napoli gira attorno all'argomento principale, a quella che può essere la prima motivazione con cui spiegare una sconfitta meritata come quella di Teramo. Però l'allenatore della Paganese mette se stesso in primis sul banco degli imputati: "Forse non sono stato bravo nel toccare le corde giuste", ha ripetuto più volte il tecnico azzurrostellato. Non è stata solo una questione di motivazioni, la Paganese è apparsa scarica fisicamente, dopo un mese di febbraio in cui ha tirato veramente tanto: "I ragazzi hanno fatto ciò che avevo chiesto e non hanno colpa, la responsabilità è mia. Ci siamo ritrovati sotto di due gol dopo 27', la loro veemenza ci ha messo in difficoltà. Abbiamo affrontato una buonissima squadra, molto aggressiva e non siamo riusciti a contrapporre le giuste contromisure". 

L'aver confermato quasi tutto l'undici che è sceso in campo col Catania non ha pagato, con diversi elementi apparsi in debito di ossigeno: "Non vado alla ricerca di alibi, stiamo giocando ogni tre giorni, venivamo da una serie di risultati positivi e c'era entusiasmo. Non abbiamo messo quella determinazione giusta, che magari un allenatore deve cercare di tirare fuori dai ragazzi".

Dietro l'angolo, c'è l'occasione per il pronto riscatto nel turno infrasettimanale di mercoledì contro la Viterbese: "Giocare subito fa piacere perchè tiri subito fuori le scorie negative e hai l'occasione per metterti alle spalle un risultato così. Però è anche verò che chiudiamo un mese in cui abbiamo giocato quasi sempre tre gare a settimana, ed è difficile ricaricare di nuovo le pile in vista di un'altra partita. Non abbiamo avuto tempo per esultare dopo le vittorie, ora abbiamo la necessità di metterci alle spalle questo ko in pochi giorni. Chiederò alla squadra di ricaricare le pile per una battaglia calcistica in cui vogliamo prenderci i tre punti. Dobbiamo continuare su questa squadra e vivere con entusiasmo, perchè facciamo un lavoro bellissimo e dobbiamo essere orgogliosi di indossare questa casacca".

Danilo Sorrentino
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