15.3.21

Paganese-Palermo 0-1: un vaccino per la salvezza.

DI NINO RUGGIERO

E’ difficile la situazione in cui oggi versa la Paganese. Le avversarie, squadre interessate alla salvezza diretta, corrono; non camminano. Il quadro attuale è desolante. Non bisogna abbattersi, è vero, ma oramai i play out, per come sono stati ultimamente strutturati, senza che vi sia retrocessione diretta per l’ultima in classifica, interessano numerose squadre. Fra queste la Paganese che non riesce più a cavare un ragno dal buco, dopo aver dato l’impressione – con tre vittorie casalinghe di fila – di aver cambiato registro.Il momento buono è durato poco, meno di quanto si potesse immaginare. La squadra è ripiombata nella sua aurea mediocrità e non dà segnali confortanti. D’altronde, si sa: quando devi rincorrere, è tutto più difficile. Rincorrere il risultato, rincorrere le altre squadre che sembrano aver calzato da un momento all’altro gli stivali delle sette leghe. Ti ritrovi come se fossi solo, in compagnia dell’affanno, delle ansie, e di un martellante pensiero di non riuscire a fare quello che vorresti. Allora, il pallone diventa pesante tra i piedi, le giocate sono approssimative, mai naturali, quasi sempre figlie di una fretta che è la tua principale nemica dichiarata. I minuti passano veloci; se sei in svantaggio l’orologio corre ancora di più. Recuperare? E’ una parola! Se lo possono permettere solo squadre come la Ternana, che, in svantaggio con il Bari per tutta la partita, segna poi due gol sul filo di lana e vince la partita. Non c’è niente da fare: la fortuna aiuta sempre i più forti, non sempre gli audaci.

La partita perduta in casa con il Palermo è, senza dubbio, figlia di antiche pecche tecniche ma anche di una rincorsa affannosa alla ricerca di un risultato che non arriva. A questo aggiungeteci il particolare non trascurabile di una condizione fisica non ottimale di calciatori che nell’ultimo mese hanno dovuto giocare tre gare in una settimana. Anche altre squadre hanno avuto problemi del genere, è vero, ma è anche vero che quasi tutte presentano panchine formate da atleti che possono gareggiare in bravura con i titolari. Non si può dire la stessa cosa per la Paganese che in panchina ha quasi tutti giocatori di primo pelo.

La sconfitta casalinga con il Palermo ha solo detto che i sogni bisogna metterli da parte; lo ha detto in modo crudo, fermo e deciso. Non è minimamente possibile pensare di lasciare la zona critica della classifica con prestazioni irritanti come quella di ieri.

Bisogna prendere coscienza della situazione. Basta con le illusioni e le false speranze. I calciatori questi sono e questi resteranno, volenti o nolenti. La permanenza in serie C bisognerà conquistarsela, con prestazioni da lacrime e sangue. Play out o non play out. E’ l’unico vaccino per arrivare alla salvezza.
La prova del fuoco ci sarà mercoledì, in occasione del nuovo turno infrasettimanale. Gli azzurro stellati saranno chiamati a una specie di spareggio a Bisceglie contro la locale squadra che proprio oggi ha vinto in trasferta contro la Casertana. Non sarà proprio uno spareggio considerato che le due squadre al momento sono entrambe in zona play out, e vi resteranno qualunque sarà il risultato. Ma sarà un banco di prova importante in vista del finale di stagione per saggiare lo stato di forma delle due squadre. Mancherà la coppia d’attacco Diop-Raffini che saranno entrambi squalificati e Di Napoli -a causa della prevedibile assenza di Guadagni – dovrà inventarsi un compagno in avanti per il redivivo Mendicino.

Nino Ruggiero