Adesso, come Paganese, siamo proprio nel vivo della festa. Siamo in ballo? E allora: balliamo! Metafora a parte, man mano che passano le giornate ci rendiamo conto che la squadra di quest’anno non si trova per caso al primo posto in classifica con quattro punti di vantaggio sulla coppia Barletta, Martina Franca e con sei lunghezze sul Fasano. Chi l’avrebbe mai detto? Quella che doveva essere solo una buona squadra nelle intenzioni di chi l’ha prima ideata e poi costruita e allenata, con il passare delle giornate, si è ritagliata un ruolo di primo piano non solo sul piano del gioco, quanto soprattutto del conseguimento dei risultati che nel calcio – lo sappiamo tutti – sono determinanti.
La Paganese vista nell’incontro casalingo con il Pompei è stata brillante, continua ed essenziale, con buona pace dei tanti tentativi a rete andati a vuoto (ma è una costante, non una novità) e credo di aver tracciato compiutamente la valutazione dei protagonisti in campo con il solito pagellone. Aggiungerei, a beneficio soprattutto di chi la gara non l’ha vista che il risultato, sia pure striminzito, è stato più che meritato da parte dei ragazzi in maglia azzurro-stellata.
A questo punto del campionato, è inutile girarci intorno, i giochi sono più o meno tracciati.
E allora che si fa? Forse non ce ne siamo nemmeno accorti, presi come eravamo dal dubbio sulla validità o meno di un fascinoso progetto iniziale, ma – aprendo gli occhi – quando mancano solo dieci partite alla fine del campionato, ci ritroviamo con una Paganese sola in testa, con non meno di tre squadre (salvo qualche miracoloso inserimento di altre contendenti) che mirano a insidiare la sua posizione.
Che si fa in queste situazioni? Risposta ovvia: ce la giochiamo. Come? con la leggerezza di chi sa che – nel confronto – non ha nulla da perdere o con la consapevolezza di chi conosce le proprie potenzialità e sa di poter competere da pari a pari con quelle squadre che si sono svenate per presentarsi come favorite alla vigilia del campionato? Forse potrebbe bastare solo l’equilibrio che ha sempre contraddistinto il cammino della squadra azzurra stellata che ha avuto un percorso lineare in questo campionato, a differenza di chi ha avuto alti e bassi a ripetizione.
L’allenatore Novelli sull’argomento ha le idee molto chiare e bisogna anche capirlo. Ha plasmato con grande razionalità una squadra che migliora il rendimento giorno dopo giorno e punta soprattutto su l’affiatamento dei componenti la rosa conseguito con giornate di duro lavoro. Altre squadre, nella campagna acquisti invernale, hanno puntato molto su acquisti roboanti dell’ultima ora; lui no. Ha dato piena fiducia al suo gruppo che nel frattempo ha potuto contare anche su qualche rinforzo mirato. E va capito, così come va capita una tifoseria che oggi intravede la possibilità storica di un cambio di categoria.
Ma intanto il calendario bussa alla porta e prevede due partite importantissime per i futuri destino della Paganese. La prima domenica a Sarno, etichettata come derby, sul campo di una squadra che non ha mantenuto fede ai programmi della vigilia e che è ben lontana dagli intendimenti iniziali dei suoi dirigenti. La seconda, in casa, tra quindici giorni, contro il Barletta forse la squadra più in forma del girone.
Dopo di ché potremmo avere un quadro più preciso sull’andamento del campionato in ottica promozione. Ma non è detto affatto che i giochi potranno essere considerati conclusi con otto gare ancora da giocare.
Come finirà, allora, questa sfida infinita per il primato che non fa dormire?
L’allenatore Novelli sull’argomento ha le idee molto chiare e bisogna anche capirlo. Ha plasmato con grande razionalità una squadra che migliora il rendimento giorno dopo giorno e punta soprattutto su l’affiatamento dei componenti la rosa conseguito con giornate di duro lavoro. Altre squadre, nella campagna acquisti invernale, hanno puntato molto su acquisti roboanti dell’ultima ora; lui no. Ha dato piena fiducia al suo gruppo che nel frattempo ha potuto contare anche su qualche rinforzo mirato. E va capito, così come va capita una tifoseria che oggi intravede la possibilità storica di un cambio di categoria.
Ma intanto il calendario bussa alla porta e prevede due partite importantissime per i futuri destino della Paganese. La prima domenica a Sarno, etichettata come derby, sul campo di una squadra che non ha mantenuto fede ai programmi della vigilia e che è ben lontana dagli intendimenti iniziali dei suoi dirigenti. La seconda, in casa, tra quindici giorni, contro il Barletta forse la squadra più in forma del girone.
Dopo di ché potremmo avere un quadro più preciso sull’andamento del campionato in ottica promozione. Ma non è detto affatto che i giochi potranno essere considerati conclusi con otto gare ancora da giocare.
Come finirà, allora, questa sfida infinita per il primato che non fa dormire?
Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it
