26.10.26

Più buio della mezzanotte.

DI NINO RUGGIERO

Anche ad Anagni continua il periodo nero della Paganese. Anzi, alla luce degli ultimi risultati raggiunti, se possibile, i dubbi sulla attuale reale consistenza e bontà della squadra di quest’anno sono ancora più forti.

Ad Anagni è bastato incontrare sul proprio cammino una squadra tetragona, combattiva, anche asfissiante nelle doppie marcature, pronta a catapultarsi con decisione e tempismo sulle seconde palle, perché tutto l’apparato tattico preparato alla vigilia dall’allenatore Novelli andasse in crisi d’identità; questo per tutto il primo tempo durante il quale i laziali sono apparsi padroni della situazione. Solo nella ripresa, dopo aver incassato il secondo gol, la Paganese ha avuto un moto di orgoglio, forse anche facilitato dall’ingresso in contemporanea di Coquin a centrocampo e di Pierdomenico sulla fascia destra dell’attacco. È stato il periodo migliore della squadra di quest’anno che – a dire il vero – probabilmente avrebbe meritato di arrivare perlomeno a un pareggio. Resta il fatto che la delusione per l’ennesimo risultato negativo sta mettendo tutto in discussione: bontà della squadra e allenatore. Per quest’ultimo non è una novità perché si sa che quando i risultati sperati non arrivano è sempre il primo a essere nel mirino di critica e tifosi.


La apriamo una parentesi?

Partiamo da lontano. Dopo un anno in cui la squadra aveva dimostrato di poter anche mirare a qualcosa in più di un semplice buon piazzamento, gli attuali reggenti della società – in vista dell’imminente campionato – avevano confermato il duo Bocchetti-Novelli e avevano anche pensato di potere legittimamente aspirare alle prime posizioni della classifica seguendo, in fatto di acquisti, le indicazioni dei due tecnici. Mi pare che il ragionamento filasse in pieno, secondo logica. Ma il calcio – si sa – non è una scienza esatta: non necessariamente quelli che sulla carta si presentano come rinforzi poi lo sono esattamente.

E siamo a noi, dopo una necessaria elucubrazioni degli eventi.
Riavvolgiamo il nastro di queste prime nove partite di campionato. Gli auspici positivi e augurali c’erano tutti. Una prima partita in casa vinta, una vittoria con il LatteDolce di Sassari in trasferta, un pareggio interno con l’Afragolese, una vittoria a piene mani in trasferta con il Trastevere. Se vogliamo, un bottino di tutto rispetto per una squadra che mira a vincere un campionato. Il problema è insorto dalla gara interna con la Gelbison quando gli azzurrostellati, dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio di due reti a zero, furono poi inopinatamente sconfitti per due reti a tre. Da quel momento è cominciato il periodo nero che contempla altre tre sconfitte con Sarnese, Venafro e Anagni intervallate da una solo vittoria con il Budoni in casa. A questo punto l’interrogativo è d’obbligo: che cosa c’è che non va e che cosa bisogna fare per continuare ad accarezzare ancora un sogno mai definitivamente messo in naftalina?

Come la risolviamo? Una volta in questi casi si diceva solamente: parliamone. Forse è il caso di parlarne viso a viso con i protagonisti. Ma in fretta.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it