PAGANI
Brucia la sconfitta con la Paganese. Brucia perché la partita l'ha fatta il Lumezzane. Brucia perché i rossoblù hanno avuto più di un'occasione per portarsi in vantaggio. Brucia perché l'unica palla buttata in area dai campani è costata il terzo ko consecutivo lontano dal Comunale. «È davvero un peccato - sospira Davide Nicola -. Abbiamo avuto quattro o cinque occasioni importanti, mentre i padroni di casa, a parte il gol, ci hanno creato qualche grattacapo soltanto con un paio di punizioni laterali. La mia squadra ha giocato, forse facendo un po' meno possesso palla rispetto al solito, ma comunque tenendo bene il campo. Lo ripeto: la Paganese ha avuto una sola occasione ed è stata abile nel capitalizzarla. Noi invece non siamo stati lucidi in quella situazione, che a mio parere poteva essere gestita in maniera diversa».
Il Verona vince e il quinto posto si allontana. Adesso sono tre le lunghezze di ritardo dalla zona play-off, con la rediviva Reggiana salita a quota 41 e il Como nuovo compagno di viaggio. «Io non mi arrendo. E nemmeno la squadra - puntualizza il tecnico -. Io continuo ad essere molto soddisfatto del lavoro svolto con questi ragazzi. Certo, si fa dura. Abbiamo lo scontro diretto con il Verona da giocare al Bentegodi e non sarà una passeggiata. Ma abbiamo il dovere di metterci sotto e provare a recuperare il terreno perduto, sapendo che i punti lasciati per strada oggi li dovremo andare a riprendere già domenica con il Ravenna. Mancano cinque giornate e il tempo stringe. Dobbiamo lavorare, lavorare e lavorare». Per rialzare la testa e ritrovare la continuità smarrita. «È la continuità che fa la differenza nei momenti decisivi della stagione - conclude Nicola -. E per trovare la continuità devi muovere la classifica ogni domenica, magari di poco, ma comunque muoverla. Noi in queste ultime partite siamo andati alla ricerca della vittoria a tutti i costi, magari non capendo che quando non riesci a vincere è meglio non perdere. Poi è vero che ci sono anche gli episodi e che la fortuna ha il suo peso, ma prima di tutto dobbiamo lavorare sul concetto che ogni partita ha la sua chiave di lettura».
Brucia la sconfitta con la Paganese. Brucia perché la partita l'ha fatta il Lumezzane. Brucia perché i rossoblù hanno avuto più di un'occasione per portarsi in vantaggio. Brucia perché l'unica palla buttata in area dai campani è costata il terzo ko consecutivo lontano dal Comunale. «È davvero un peccato - sospira Davide Nicola -. Abbiamo avuto quattro o cinque occasioni importanti, mentre i padroni di casa, a parte il gol, ci hanno creato qualche grattacapo soltanto con un paio di punizioni laterali. La mia squadra ha giocato, forse facendo un po' meno possesso palla rispetto al solito, ma comunque tenendo bene il campo. Lo ripeto: la Paganese ha avuto una sola occasione ed è stata abile nel capitalizzarla. Noi invece non siamo stati lucidi in quella situazione, che a mio parere poteva essere gestita in maniera diversa».
Il Verona vince e il quinto posto si allontana. Adesso sono tre le lunghezze di ritardo dalla zona play-off, con la rediviva Reggiana salita a quota 41 e il Como nuovo compagno di viaggio. «Io non mi arrendo. E nemmeno la squadra - puntualizza il tecnico -. Io continuo ad essere molto soddisfatto del lavoro svolto con questi ragazzi. Certo, si fa dura. Abbiamo lo scontro diretto con il Verona da giocare al Bentegodi e non sarà una passeggiata. Ma abbiamo il dovere di metterci sotto e provare a recuperare il terreno perduto, sapendo che i punti lasciati per strada oggi li dovremo andare a riprendere già domenica con il Ravenna. Mancano cinque giornate e il tempo stringe. Dobbiamo lavorare, lavorare e lavorare». Per rialzare la testa e ritrovare la continuità smarrita. «È la continuità che fa la differenza nei momenti decisivi della stagione - conclude Nicola -. E per trovare la continuità devi muovere la classifica ogni domenica, magari di poco, ma comunque muoverla. Noi in queste ultime partite siamo andati alla ricerca della vittoria a tutti i costi, magari non capendo che quando non riesci a vincere è meglio non perdere. Poi è vero che ci sono anche gli episodi e che la fortuna ha il suo peso, ma prima di tutto dobbiamo lavorare sul concetto che ogni partita ha la sua chiave di lettura».
bresciaoggi.it
