Rubrica Sotto la lente del direttore da paganese.it
Scorrono, spietatamente veloci, giorni, ore ed attimi di questa spasmodica attesa: domenica prossima inizieranno i play-off e la Paganese non li potrà, non li dovrà fallire.
Settimana di autentica passione, riaffiorano dubbi, incertezze e timori, ma non sfuma la speranza e la fiducia di poter vedere realizzati i sogni di rinascita, di poter rivivere attimi esaltanti di trionfi non molto lontani ma cancellati da qualche più recente ed amara delusione.
Non sarà facile, l'avversario è insidioso, di grande robustezza tecnica, di brillante e sagace organizzazione tattica, interpretata in maniera ordinata, attenta e propositiva da un gruppo senza grosse individualità ma solido ed omogeneo che copre ed aggredisce ogni zona del campo con costante puntualità ed efficacia.
Bisognerà affrontarli col piglio deciso e sfrontato di chi è conscio e convinto delle proprie forze, bisognerà contenere e limitare le loro risorse e cercare di stanarli, pungerli e punirli dove si ritiene possano avere più difficoltà e minore competitività.
Il Lamezia è squadra ordinata, pratica, essenziale, gioca un calcio poco spettacolare ma estremamente redditizio come dimostrano le cifre che rappresentano sempre verità inconfutabili ed assolute.
Migliore difesa di tutta la Seconda Divisione, 80 punti realizzati, 43 punti nel girone di ritorno, imbattuta in casa (14 vittorie interne consecutive). Un percorso che la dice lunga su competitività e valore complessivo del lametini.
Ma le cifre dicono anche che hanno perso 6 volte in trasferta dove hanno subito l'iniziativa, l'ardore, la rabbia agonistica ed anche lo spessore tecnico di avversari quali Perugia, Catanzaro, Chieti, Aprilia, poi Aquila e Melfi.
Non è certamente un caso questo cammino poco esaltante in trasferta ma sintomo di qualche limite di continuità, e fors'anche di qualche sofferenza difensiva, di qualche assenza di alternative in un organico che quasi sempre, con gli stessi uomini, ha affrontato anche gli stressanti impegni infrasettimanali.
I bianco verdi avranno qualche assenza importante (il creativo e potente Mangiapane) e certamente imposteranno una gara attenta e giudiziosa facendo affidamento sulla riconosciuta robustezza e solidità difensiva dove emergono il giovane portiere Forte ed i centrali Gattari e Marchetti, un duo perfettamente integrato come caratteristiche fisiche e tecniche. Ai lati agiranno il recuperato ed interessante Franchino ed il mancino Bonasia, entrambi '91, entrambi bravini nel proporsi meno affidabili nel difendersi. Un reparto che si avvale dell'eccellente e determinante contributo interditivo di Giuffrida e Cerchia, due centrocampisti che hanno corsa, sostanza, intelligenza tattica e discreta statura tecnica.
Se è vero che le fortune di una squadra si costruiscono sulla tenuta nella fase di non possesso, i due incontristi calabresi col supporto del bravo e duttile Rondinelli rappresentano una garanzia per costante applicazione ed infaticabile supporto dinamico. Questa bravura, nel disporsi ad interdire, coprire gli spazi, pressare costantemente il portatore di palla avversario, consente al tridente offensivo rari rientri, continuità di rifornimenti e lucidità nelle conclusioni. E non difettano certe in conclusioni geniali e letali l'ex Salernitana De Luca, il temibilissimo e prolifico Mancosu, supportati dal talentuoso Lattanzio. Un trio offensivo che dà pochi punti di riferimento ai difensori avversari con il loro costante movimento, la bravura di scambiarsi ruoli e compiti, l'abilità nel suggerire al partner la soluzione più felice e determinante.
Come affronterà la Paganese gli ambiziosi uomini di Costantino, detto l'"Imperatore"?
Grassadonia, indiscutibilmente bravo sul piano motivazionale, sta preparando i suoi uomini ad un approccio mentale e tecnico giusto, componente fondamentale in una gara che nasconde tante insidie ma non si può assolutamente sbagliare. Saranno, purtroppo, assenti il dinamico e generosissimo Tricarico ed il fantasista e creativo Scarpa.
Che tipo di schieramento sarà più adatto a contrastare, limitare, annichilire i baldanzosi avversari? Il tecnico ci sta pensando, sta studiando pregi e difetti del lametini, forse ha già deciso (anche senza forse...) come ad affrontarli e batterli anche correndo qualche inevitabile rischio difensivo.
Sarà fondamentale una costante intensità, grande ritmo ed ininterrotta iniziativa. Un prolungato ed indispensabile possesso-palla limiterà le loro iniziative e l'insorgere di qualche inevitabile affanno difensivo nella loro fase di possesso.
Sarà importante la scelta degli uomini e dell'atteggiamento tattico ma sarà ancora più importante una grande concentrazione, inappuntabile applicazione, smisurata cattiveria agonistica, gran ritmo, carattere e cuore.
Sarà determinante la partecipazione emotiva dei tifosi, il loro calore, il loro costante ed ininterrotto incitamento, la loro passione daranno forza e convinzione agli azzurri, il loro sconfinato amore per la maglia sarà la spinta determinante per iniziare di nuovo a crederci ed a sognare.
Carlo Vitiello per paganese.it