1.7.21

Un occhio alla Covisoc e un altro al mercato.

DI NINO RUGGIERO

I rapporti tra Paganese e Agenzia delle Entrate non sono mai stati idilliaci da tempo. Un certo timore che non tutto sarebbe filato liscio nel rilascio del nullaosta da parte dell’agenzia erariale già aleggiava da qualche giorno. Infatti, in tanti, tra cui gli addetti ai lavori, si chiedevano, preoccupati, perché la società dovesse aspettare l’ultimo giorno per presentare la documentazione richiesta, già completa di fideiussione e di dichiarazione di avvenuto pagamento dei compensi ai calciatori.

Come si è arrivati al braccio di ferro con l’Agenzia delle Entrate? I rapporti non proprio amichevoli probabilmente si sono inaspriti quando la Paganese ha inteso usufruire del cosiddetto “risanamento aziendale”, un istituto giuridico previsto dalla legge italiana per le aziende che intendono mettere a posto i loro conti. Si tratta di un istituto poco conosciuto e molti imprenditori sanno solo a grandi linee cos’è e come funziona. In pratica, l’adesione all’istituto del “risanamento aziendale” consentirebbe alla Paganese di spalmare nel tempo il debito che la società da anni ha con il fisco. Niente da fare: per l’Agenzia delle Entrate la rinegoziazione del debito non è possibile.

Alla Paganese non è restato altro che presentare un ricorso d’urgenza alla Commissione Tributaria per evitare che la documentazione inviata per l’iscrizione fosse monca del documento erariale. Si attende da un momento all’altro la sospensiva del giudice da allegare alla domanda di iscrizione al campionato, già perfezionata. Dopo di che, la domanda sarà esaminata dal Consiglio direttivo della Lega Pro e successivamente trasmessa alla Covisoc che si dovrà esprimere in merito entro il giorno 8 di luglio.

GLI SCENARI


La Commissione Tributaria potrebbe emettere provvedimento di sospensione ed accettare il reclamo della Paganese; ma potrebbe anche ritenere non valide le ragioni della società. In tal caso si arriverebbe ancora una volta ad adire i vari gradi di giudizio giacché la Paganese ritiene di essere a posto sotto tutti i punti di vista, anche fiscali.
La società al momento non ha emesso alcun comunicato, ma sappiamo che c’è grande fiducia nei confronti degli organi giudicanti.

IL MERCATO

C’è un certo movimento sul fronte del mercato. Infatti appare vicino alla conclusione l’ingaggio di Murolo, navigato difensore, ex Salernitana. Ma contatti sono avviati anche per l’importante e fondamentale figura di centrocampista pensante, il cosiddetto regista. Tra le figure individuate per la cabina di regìa ci sono Laaribi, Franco (un ex) e Bucolo, tutti elementi in grado di dare spessore e qualità al reparto di centrocampo. E’ visto bene, in ottica under, anche il difensore di fascia sinistra, Ciotti, classe 1999, lo scorso anno alla Vibonese, che potrebbe trovare posto stabilmente nel prossimo scacchiere azzurro stellato.

(da Il Quotidiano del Sud, edizione Salerno, del 30.06.2021)

30.6.21

Ci risiamo con l'Agenzia delle Entrate.

DI NINO RUGGIERO

Iscrizione al campionato al cardiopalma per la Paganese.

Ieri 28 giugno, a mezzanotte, scadevano i termini di presentazione degli incartamenti per l’iscrizione al campionato 2021/22. La Paganese ha ottemperato a tutti gli adempimenti ma non è riuscita ad avere in tempo utile il nullaosta dall’Agenzia delle Entrate della sede di Napoli, pur avendo ricevuto parere favorevole dalla sede di Salerno. Pare che il ricorso alla transazione (meglio conosciuta come risanamento aziendale), per una rinegoziazione dei sospesi erariali, non sia stato accettato e/o ritenuto valido dall’Agenzia delle Entrate – commissione regionale – che non ha rilasciato il documento richiesto, essenziale per l’iscrizione al prossimo campionato e abbia invece sostenuto l’inadeguatezza dello stesso.

Immediata la reazione dei vertici societari. Il presidente Raffaele Trapani, con la preziosa consulenza del notaio Calabrese, tramite legale, ha immediatamente presentato idoneo ricorso. Così, ieri pomeriggio, solo dopo aver impugnato la decisione dell’Agenzia delle Entrate regionale, la Paganese ha potuto presentare la domanda di iscrizione al campionato entro i termini previsti. Gli azzurrostellati, dopo i controlli di rito, potrebbero essere ammessi con riserva, in attesa che la giustizia faccia il suo corso. Se, invece, i vertici della Lega Pro e i deputati al controllo di tutta la documentazione economico-finanziaria dovessero bocciare la Paganese, si preannuncia un’altra estate infuocata.

La Paganese sta diventando come quello studente degli anni Sessanta/Settanta che veniva sistematicamente rimandato a settembre per qualche materia poco onorata. Non è la prima volta che un intoppo burocratico (e non sappiamo nemmeno se si tratta di un cavillo o di mancata o superficiale interpretazione delle norme vigenti) ne frena l’ardore e le speranze. 

Già nel 2015 e nel 2016, i rapporti con l’Agenzia delle Entrate non sono stati lineari. Solo all’ultimo momento – grazie al prezioso lavoro dell’avvocato Lentini e del suo staff – la Paganese riuscì a far valere le proprie ragioni e si salvò sul filo di lana, un po’ come si è salvata sul campo quest’anno sempre all’ultimo secondo con il gol di Diop. 

C’è grande fiducia nell’ambiente paganese negli organi giudicanti. La società non si è espressa sull’argomento ma attende da un momento all’altro la sospensiva da allegare alla domanda di iscrizione al campionato. 

L’iter. Entro l’8 di luglio la Covisoc comunicherà alle società l’esito delle istruttorie. Il 13 luglio potranno essere presentati i ricorsi, che verranno discussi nella giornata successiva. Il Consiglio federale del 15 luglio si occuperà di definire quali saranno gli organici per la stagione 2021-22. In caso di posti vuoti in seguito a bocciature da parte della Covisoc, si procederà con i ripescaggi.

(da Il Quotidiano del Sud, edizione Salerno, del 29 giugno 2021)

Domanda di iscrizione presentata, si attende il parere della Covisoc.

Paganese e Casertana col fiato sospeso per l'iscrizione al prossimo campionato di Serie C. La situazione più complicata è quella dei falchetti, alle prese fino all'ultimo con la difficoltà ad ottenere la fideiussione da 350mila euro.


Per tutta la giornata di ieri, invece, la Paganese ha cercato di perfezionare l'accordo con l'Agenzia delle Entrate per la ristrutturazione del debito. La domanda di iscrizione, da quanto trapela, sarebbe stata presentata comunque tecnicamente completa: ovviamente spetta alla Covisoc valutarne la congruità. Per una fattispecie simile, che fra l'altro non sarebbe nuova per il club azzurrostellato, un ricorso non sportivo potrebbe sospendere l'eventuale parere negativo dell'Agenzia fino a un nuovo giudizio.  


Alla Lega Pro sarebbero arrivate 51 domande di iscrizione, le 9 restanti sono delle società neopromosse dalle Serie D che hanno tempo fino al 5 luglio. Le domande verranno esaminate in prima istanza oggi dal Consiglio Direttivo della Lega Pro, per poi essere trasmesse alla Covisoc e alla Commissione Criteri Infrastrutturali e Sportivi-Organizzativi: le due commissioni si esprimeranno entro l'8 luglio, in caso di parere contrario i club potranno ricorrere entro il 13 e il Consiglio Federale deciderà il 15.

Redazione
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27.5.21

Di Napoli resta alla guida della Paganese: sarà il tecnico della prossima stagione.

Si riparte da Lello Di Napoli. Senza neppure un giorno di riflessione, la Paganese ha confermato il tecnico napoletano che ha raggiunto la salvezza nel finale di gara del playout di ritorno contro il Bisceglie. Una riconferma già ufficializzata questo pomeriggio dal club azzurrostellato, suggellata dalla firma sul contratto per la prossima stagione 2021/2022. A Di Napoli, dunque, sarà affidata la guida tecnica per il campionato che verrà, che dovrà essere certamente più tranquillo di quello appena conclusosi. "Il Presidente Raffaele Trapani e tutta la famiglia azzurrostellata entusiasta della scelta augura al Mister un buon lavoro", si legge nella nota stampa della società. 

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24.5.21

Fino all’ultimo respiro.

Pagani da oggi se non ha un nuovo Santo poco ci manca. Ha origini senegalesi, nome esotico: Abu Diop. Gioca a calcio, suggerisce assist importanti e di mestiere fa il goleador. Ne ha fatto due ieri al “Marcello Torre”, di cui uno, quello determinante, che vale la permanenza in serie C, al novantasettesimo, a tempo scaduto. Diop non ha solo segnato due gol pesantissimi: ha suggerito, con il cucchiaino, quello che genitori premurosi di una volta porgevano al bimbo che faceva le bizze, un pallone invitante da depositare solo in rete. Non è tutto; è risultato una spina nel fianco del Bisceglie per tutta la durata della partita e se è vero che di solito il merito di una vittoria è ascrivibile a tutta la squadra nel suo complesso è altrettanto vero che nel calcio non si può fare a meno dei grandi giocatori; e Diop lo è, sacramentato.

Il merito della vittoria al cardiopalma, dunque, ha le indiscutibili stimmate del senegalese, oramai elevato al ruolo che di solito si riserva ai grandi di ogni epoca e di ogni storia.
Alla fine, direte, che ha combinato questo calciatore descritto come il salvatore della Patria?
Partiamo dalla ripresa, è meglio. Memorabile il secondo tempo che inizia proprio con una perla del senegalese. Secondo minuto, l’attaccante si defila sulla sinistra del suo attacco, affronta il suo angelo custode, l’ex Tazza dal dente avvelenato, lo lascia sul posto, stringe al centro e punta verso la porta avversaria. Sull’uscita del portiere Spurio, consegna al centro uno di quegli inviti che nel calcio non si possono rifiutare. Mattia è puntuale all’appuntamento con il gol, anticipa tutti e infila di prepotenza la porta del Bisceglie.

È l’apoteosi. Nelle finali, si diceva una volta, chi segna per prima vince. Ma quello era un altro calcio; erano contemplati gli arroccamenti in difesa; difensori che si incollavano agli avversari e che non concedevano spazi vitali; c’era il battitore libero che spazzava l’area senza pensarci su due volte. Il calcio moderno è diverso, è cambiato anche se non riusciremo mai a capire se in meglio o in peggio.
Ritornando alla partita, gli ospiti – dopo aver subìto la segnatura – cambiano atteggiamento e riescono a pareggiare con un colpo di testa di Rocco. Non è finita: la Paganese riesce a ristabilire le distanze con Diop su rigore, grazie a un indiscutibile fallo commesso in piena area proprio sull’attaccante senegalese. Sembra finita per il Bisceglie che, indomito, però si butta in avanti. Al 91′ i pugliesi riescono a pareggiare.

Accidenti, è finita! con il pareggio la Paganese è retrocessa. Ma Diop non è d’accordo: dal suo magico cilindro, quando il cronometro segna il novantasettesimo minuto di gioco, estrae il colpo del campione mai domo e mette a segno il gol della salvezza.
Adesso è proprio finita. Davvero. La Paganese resta per la sedicesima volta in serie C, un vero record per la categoria, da consegnare agli annali del calcio. Onore e vanto per una piccola società capeggiata dall’inossidabile Raffaele Trapani.

Non è la prima volta che la Paganese nella sua storia più recente vince una partita all’ultimo secondo. La memoria ci porta al gol segnato da Izzo allo scadere del tempo nello scontro epico con la Reggiana e a quello segnato da Fusco sempre allo scadere del tempo con il Fano.
Paganese-Bisceglie è una di quelle gare che non potrai mai dimenticare finché vivi; una di quelle gare che confermano quanto il calcio possa ancora entusiasmare e avvincere, nonostante siano cambiate tante cose. È la risposta indiretta a coloro i quali, pochi per la verità, non si spiegano perché il calcio sia uno sport che è nel cuore di tutti. Mai niente di scontato, mai niente di definito; si vince, si perde, si pareggia, si soffre, ci si dispera quando i risultati sperati non arrivano, ma anche uno sport vero, coinvolgente, espressione di emozioni che non hanno altri aggettivi complementari per accompagnarle, evidenziarle e commentarle.

Emozioni, proprio il sale della vita. Che ve ne fate di una partita piatta, anche dominata, ma che non concede sussulti? Volete mettere la gioia di un risultato acciuffato per i capelli quando tutto sembra deciso, beffardamente deciso? Ma chi può più pensare ancora a un discorso tecnico-tattico di una squadra arrangiata, a un centrocampo orfano di un centrocampista pensante; chi può pensare ancora ai gol da polli presi da una difesa più incerta del solito?

Il finale di gara con il Bisceglie è degno di uno dei migliori film di Dario Argento, forse ispirato a una grande opera di Jean-Luc Godard: “A bout de souffle” (Fino all’ultimo respiro). Era questo il titolo di un vecchio film del 1960. Così è stato: trepidazione fino all’ultimo respiro. Poi la salvezza, alfine, è arrivata.

Qua la mano, vecchia Paganese!

Nino Ruggiero

Pazza Paganese: Diop salva gli azzurrostellati al 97esimo.

Un gol di Diop a tempo scaduto chiude una gara pazza che, col 3-2, consente alla Paganese di restare in Serie C.

Primo tempo di assedio della Paganese che prova fin da subito a recuperare lo svantaggio maturato al Ventura settimana scorsa. Il primo a provarci è Zanini con un destro da fuori che finisce di poco largo. Al 29’ mischia sugli sviluppi di calcio d’angolo, Schiavino si ritrova sui piedi il pallone del vantaggio ma spreca mandando largo. Nel finale gran lavoro di Mendicino che serve Diop in area, il senegalese si gira bene ma ancora una volta la conclusione finisce larga. Porta che sembra stregata e prima frazione che termina a reti bianche.

Al rientro dagli spogliatoi si parte come meglio non si poteva.  Diop incontenibile sull’out di sinistra, con una finta si libera della scivolata di Tazza, entra in area e serve l’inserimento puntuale di Mattia che col suo tap-in segna il preziosissimo gol del vantaggio in favore della Paganese. Al 23’ della ripresa doccia fredda per gli uomini di Di Napoli con il pareggio degli ospiti firmato da Rocco che approfitta di un’amnesia difensiva e mette in rete il cross di Giron. Reazione azzurrostellata Al 38’ arriva invece l’episodio che può cambiare la stagione della Paganese: Vona atterra Diop in area e calcio di rigore. Diop sul dischetto si conferma implacabile e riporta avanti gli azzurrostellati.  Tensione che sale col passare dei minuti e Paganese che si chiude per proteggere il vantaggio. Al 90’ crolla per la seconda volta il castello difensivo con il gol di Zagaria che getta nello sconforto gli azzurrostellati. Sembra finita ma con le ultime forze rimaste, a tempo ormai scaduto, Diop approfitta dell’errore di Gilli, che rinvia male l’ultimo lancio disperato, e mette in rete il gol salvezza che risolleva la Paganese dall’incubo Serie D e fa esplodere la festa. Continua così, nel modo più assurdo e romantico, la storia della Paganese in Serie C per il sedicesimo anno consecutivo.

 PAGANESE-BISCEGLIE 3-2

RETI: 3’st Mattia (P); 23’st Rocco (B); 39’st(R), 97’st Diop;46’st Zagaria.

PAGANESE 3-5-2

Baiocco; Sirignano, Schiavino, Cernuto; Mattia (23’st Scarpa), Onescu (30’st Guadagni), Antezza, Zanini, Squillace; Mendicino (21’st Raffini), Diop.

In panchina: Campani, Esposito, Sbampato, Cigagna, Curci, Bramati, Gaeta, Bonavolontà, Volpicelli. All.: Raffaele Di Napoli.

BISCEGLIE 4-4-2

Spurio; Tazza (10’st Altobello), Vona, Priola, Giron; Pedrini (10’st Sartore), Maimone, Cittadino (27’st Romizi) , Mansour ( 28’st Gilli); Rocco ( 36’st Zagaria), Makota.

In panchina: Russo, De Marino, Cecconi, Ibrahim, Musso, Vitale, Bassano. All.: Giovanni Bucaro.

ARBITRO

 Colombo di Como (Vitali-Salvalaglio; IV Maranesi).

NOTE

Gara disputata a porte chiuse. Ammoniti: Cittadino (B), Pedrini (B), Onescu (P), Antezza (P), Squillace (P), Cigagna (P), Vona (B), Scarpa (P), Maimone (B), Diop(P), Zagaria (B), Giron (B) . Angoli: 9-4. Recupero: 1’pt, 5’st. 

Christian Esposito - paganesemania.it

22.5.21

La Paganese si salva al 97', Diop manda il Bisceglie in Serie D.

Una partita dalle mille emozioni tra Paganese e Bisceglie termina con la salvezza degli azzurrostellati e la retrocessione dei nerazzurri determinata da un gol di Diop al 97esimo.

La Paganese deve ribaltare il 2-1 subito all'andata e ben presto inizia l'assedio. Per tutto il primo tempo però resiste il fortino del Bisceglie.

A inizio ripresa si sblocca la gara: Mattia porta in vantaggio la Paganese. Vantaggio che dura poco perché Rocco ristabilisce subito la parità.

La gara si incattivisce e fioccano le ammonizioni. Al minuto 83 rigore per la Paganese: Diop dal dischetto fa 2-1. Ma il Bisceglie non molla e al 91esimo pareggia con Zagaria. Sembra ormai finita ma addirittura al 97esimo Diop segna la sua doppietta e regala una clamorosa salvezza alla Paganese, condannando il Bisceglie alla Serie D.

Da salerno.iamcalcio.it

17.5.21

Di Napoli: "Ora siamo più liberi, abbiamo un solo risultato".

Lello Di Napoli fatica a raccogliere le idee nel post-partita, alterna la soddisfazione per la reazione della squadra nel secondo tempo al dispiacere per il risultato. Che però - a suo dire - dà un vantaggio alla Paganese al ritorno perchè non permetterà di fare calcoli: servirà solo la vittoria. "Abbiamo sbagliato approccio - ha detto Di Napoli - l'atteggiamento non mi è piaciuto, siamo stati troppo timidi e impauriti, sentendo troppo la posta in palio. Poi però la squadra si è espressa bene, nel secondo tempo non c'è stata partita con una grandissima prestazione da parte nostra. A dir la verità, nei primissimi minuti di partita, noi abbiamo avuto le occasioni più importanti, poi abbiamo concesso a loro che sono stati bravi a concretizzare. Comunque siamo vivi, ci siamo, al ritorno troveranno una Paganese allo stesso livello del secondo tempo, con 24 gladiatori. Io sarò antiquato, mi dispiace per il risultato, ma mentalmente ci fa preparare la gara in un'altra maniera, perchè sappiamo che dobbiamo vincere la partita e abbiamo un solo risultato. Sabato è la finale della finale, dobbiamo lavorare sui dettagli". 

La svolta è avvenuta nella ripresa, in cui la Paganese ha potuto contare su Zanini e con un nuovo modulo: "Zanini era infortunato da un mese, non si può rischiare un giocatore che si è allenato solo una settimana, dovevamo centellinare le forze. Noi giochiamo con dei concetti di gioco, i moduli sono numeri. I ragazzi sono bravi ad essere camaleontici, giocano con determinazione".

Redazione
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foto: Emmanuele Mastrodonato

Andata playout: Bisceglie - Paganese 2-1. Primo tempo shock, sabato servirà vincere per evitare la D.

Se dovesse esserci un'altra occasione a Bisceglie, la Paganese chiederà di cominciare direttamente dal secondo tempo. Come nel playout di due anni fa, la squadra azzurrostellata disputa una prima frazione da censurare salvo poi svegliarsi nella ripresa. Danni limitati, finisce 2-1 al Ventura il primo atto, con il Bisceglie che cambia l'inerzia della doppia sfida e si prende il vantaggio dei due risultati.

Approccio shock della Paganese, scarica mentalmente e fisicamente, al cospetto di un Bisceglie più pimpante, primo su ogni pallone e decisamente più cattivo. Le scelte iniziali di Lello Di Napoli, con Sirignano e Zanini non al top ed in panchina, Bramati ed Antezza a centrocampo, non hanno ripagato, anzi hanno agevolato il gioco rapido sulle corsie laterali della squadra nerazzurra. Il Bisceglie ha messo in difficoltà la Paganese in questo fondamentale, con Sartore e Mansour nel vivo della manovra e che hanno confezionato il gol dell'1-0, con la difesa azzurrostellata impreparata. L'unico sussulto avuto dalla Paganese l'ha prodotto il solito Diop, anticipato in extremis da Spurio, troppo poco rispetto alla verve dei nerazzurri, bravi a raddoppiare prima dell'intervallo. Su angolo dalla destra, Sbampato perde la marcatura di Priola che realizza il 2-0. 

Di Napoli all'intervallo ridisegna la squadra passando al 4-3-1-2 con Zanini e Guadagni che hanno dato maggiore brillantezza. Il centrocampista aveva anche trovato il gol dalla distanza, annullato per fuorigioco del folletto (che era davanti a Spurio). Ma la Paganese versione secondo tempo è sembrata un'altra squadra e a metà frazione ha trovato la rete con Diop, abile a raccogliere l'assist di Zanini e a ridare speranza alla formazione di Di Napoli. Nonostante gli sforzi profusi, il risultato non cambia: fra sette giorni ci sarà un solo risultato a disposizione per evitare la Serie D.

MARCATORI: pt 14’ Makota, 36’ Priola; st 21’ Diop

BISCEGLIE (4-4-2): Spurio; Tazza, Priola, Vona, Giron; Sartore (37' st Bassano), Cittadino (37' st Musso), Maimone, Mansour; Rocco, Makota (15’ st Romizi). A disp.: Russo, De Marino, Cecconi, Ibrahim, Ferrante, Gilli, Vitale, Romizi, Casella, Altobello. All.: Bucaro

PAGANESE (3-5-2): Baiocco; Sbampato (1’ st Guadagni), Schiavino, Cernuto; Mattia (38' st Carotenuto), Onescu, Antezza, Bramati (1’ st Zanini), Squillace; Diop, Mendicino (38' st Scarpa). A disp.: Campani, Esposito, Gaeta, Bonavolontà, Cigagna, Sirignano, Curci, Raffini. All.: Di Napoli

ARBITRO: Vigile di Cosenza (Niedda-D'Elia; IV Feliciani)

NOTE: gara a porte chiuse. Ammoniti: Maimone, Vona, Antezza, Zanini, Carotenuto. Angoli 5-3. Recupero pt 1’, st 4'

Redazione
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foto: Emmanuele Mastrodonato

4.5.21

A mare non ci sono taverne.

di NINO RUGGIERO

Tutto secondo le previsioni in casa Paganese. Il Bisceglie perde a Bari e giocherà i play out da una posizione meno favorevole; prima gara in Puglia, ritorno al “Marcello Torre” con il vantaggio non indifferente per la Paganese di una migliore posizione in classifica. Il che, tradotto, significa che con risultati di parità tra andata e ritorno sarà il Bisceglie a lasciare la serie C. Un vantaggio leggero, forse da speziali, pesato con il bilancino, ma pur sempre un vantaggio.Da un lato, oggi sono tentato di parlare in termini tecnici della partita con la Casertana; da un altro lato mi convinco che sarebbero pensieri sprecati perché adesso il fine ultimo è quello di salvare il salvabile.

Qualcosa però in merito la devo dire, non molto. Non voglio infierire, ma non si può nemmeno sempre tacere. Ad esempio, prendere un gol da un giocatore che, indisturbato, se ne va sulla destra, punta al centro e poi fa fuori una difesa completamente non in linea, non è da squadra che si deve salvare. 

Capisco che in certi casi l’abilità degli avversari è preponderante; che alcuni giocatori hanno nelle corde colpi di alta scuola; ma non riesco a capacitarmi del fatto che in questo cosiddetto calcio moderno non ci sono più i difensori veri, quelli che marcavano stretto il loro uomo e non gli davano un metro di spazio. Ma dove sono finite le famose diagonali difensive che nobilitavano i battitori liberi di una volta, bravi a mettere una pezza ai danni causati da un compagno di difesa?

No, non è possibile dare a un calciatore, peraltro molto bravo, come Pacilli, tanta libertà di movimento, e di consentirgli di fiondare a rete quasi indisturbato. Ma l’avete vista l’azione di cui parlo su Elevan Sport? Io l’ho rivista una infinita di volte. Inconcepibile! Se non lo avete fatto, fatelo: siete ancora in tempo andando a spulciare tra gli highlights.

Lo facesse soprattutto l’allenatore Di Napoli per catechizzare chi lui già sa per l’enorme e madornale leggerezza difensiva; nel calcio, come nella vita, esiste sempre una panacea per i guai provocati. Lo facesse, Di Napoli, e provvedesse alla bisogna, perché adesso, con due gare che sono due finali, non si può più sbagliare.

Per il testo, lasciamo perdere; dovrei dire cose già dette e ridette per tutto il campionato. E non è il caso perché adesso – per il bene della Paganese – bisogna solo guardare al futuro immediato. Quest’anno è andata così e bisogna pensare solo a salvare il salvabile; è triste, forse è anche avvilente, ma altro non si può fare quando non c’è nemmeno più il tempo di pentirsi per qualche errore commesso.

La partita con la Casertana ha confermato una cosa già risaputa: la Paganese non riesce a vivere di luce propria. Ogni volta, quando può risorgere, quando può dare una sterzata vincente al suo deludente campionato, si blocca, annaspa, e deve poi puntare sulle disgrazie delle altre squadre, nella fattispecie il Bisceglie, per poter poi tirare un sospiro di sollievo.

La Paganese forse ha anche mantenuto un cammino in linea con le iniziali aspettative di salvezza, come dice qualcuno della società, ma dovremmo essere tutti d’accordo sul fatto che con una visione di assieme diversa, con qualche acquisto mirato da effettuare in tempi diversi, si poteva anche tentare di evitare la lotteria dei play-out.

Adesso, archiviata la gara con la Casertana, c’è da pensare sin da subito a recuperare le pedine migliori in vista della prima partita che è in programma allo stadio “Ventura” di Bisceglie sabato 15 prossimo. In questo tipo di mare non ci sono più taverne: o dentro o fuori.

La squadra sarà sicuramente diversa da quella vista contro la Casertana, da ridisegnare soprattutto dalla cintola in su con un centrocampo che riesca a fare filtro e, contemporaneamente, sia da supporto ai due attaccanti che Di Napoli prevedibilmente schiererà. Non si può più sperimentare; bisognerà andare sul sicuro schierando elementi che siano in grado di dare il meglio di se stessi e di assicurare continuità e intensità alla manovra. Qualche buona risposta Di Napoli l’ha avuta da Gaeta che forse non è ancora ai livelli super dello scorso anno ma è in grado di assicurare linearità alla squadra e un cambio di passo nei momenti di stanca. Con il rientro di Onescu e Zanini la squadra dovrebbe avere una buona tenuta. Atteso anche il rientro di Diop, che ha scontato le due giornate di squalifica. Il senegalese è l’uomo che può dare più consistenza alle manovre di attacco.

Nino Ruggiero

3.5.21

Casertana-Paganese 1-1: Guadagni risponde a Pacilli, adesso testa al Bisceglie.

Succede tutto nel primo tempo con i padroni di casa a tratti padroni indiscussi del terreno di gioco. Gli uomini di Guidi passano meritatamente in vantaggio con Pacilli che dal limite dell'area trafigge Baiocco. La Paganese dopo un paio di pericoli, conquista un calcio di rigore con Guadagni che approfitta di una respinta di Buschiazzo e viene atterrato da Rillo. Lo stesso fantasista si incarica della battuta dal dischetto e non sbaglia. Poco dopo Bonavolontà svetta da una mischia e calcia di prima intenzione colpendo un clamoroso palo a Zivkovic battuto. 

Nella ripresa le due squadre si accontentano tutto sommato del pari. Baiocco è il protagonista di questa seconda frazione quando prima respinge una mezza rovesciata di Cuppone e poi si supera sulla deviazione in tuffo di Carillo, entrambi non trovano il gol dell'ex. L'unica occasione per gli azzurrostellati capita sulla testa di Raffini con la sfera che termina docile tra le braccia di Zivkovic. Appuntamento sabato 15 Maggio al "Ventura" di Bisceglie per l'andata del playout tra Bisceglie e Paganese. 

CASERTANA-PAGANESE 1-1

CASERTANA 4-3-3

Zivkovic; Hadziosmanovic (45’st De Vivo), Buschiazzo, Carillo, Varesanovic; Rillo (26’st Polito), Bordin, Icardi (18’st Santoro); Pacilli (26’st Longo), Castaldo (45’st De Lucia), Cuppone.
In panchina: Avella, Saracino, Izzillo, De Sarlo, Ciriello, Matese, Del Grosso. Allenatore: Guidi.

PAGANESE 3-5-2

Baiocco; Cigagna (13’st Cernuto), Sbampato, Sirignano (44’st Schiavino); Carotenuto, Gaeta, Bramati (13’st Volpicelli), Bonavolontà (35’st Scarpa), Mattia; Guadagni, Mendicino (13’st Raffini).
In panchina: Campani, Esposito, Squillace, Onescu, Curci. Allenatore: Di Napoli.

ARBITRO: Moriconi di Roma 2 (assistenti: Donato e Biffi; quarto uomo: Tartarone).

RETI: 11’pt Pacilli (C), 39’pt Guadagni (P).

NOTE: Partita disputata a porte chiuse. Ammoniti: Rillo (C), Buschiazzo (C), Sirignano (P), Polito (C). Angoli: 2-3. Recupero: 0’pt e 3’st.

 Alfonso Esposito 

27.4.21

Mors tua vita mea.

di NINO RUGGIERO

Zero a zero il risultato. Basta con i sogni e le speranze, basta con i calcoli da ragioniere. La partita con il Potenza ha detto inequivocabilmente che la Paganese dovrà affrontare il Bisceglie in due gare di andata e ritorno per cercare di restare in serie C. Li chiamano play-out: due gare, una specie di mini torneo dell’inferno. Mors tua, vita mea. Chi perde saluta la serie C.

Bisognerà adesso attendere gli ultimi novanta minuti per sapere come si posizioneranno definitivamente in classifica le due squadre chiamate in causa. La Paganese sarà di scena a Caserta; il Bisceglie a Bari. Attualmente sono gli azzurro stellati che hanno un punto in più; ma per essere certi di poter giocare la prima gara in trasferta e la seconda in casa, con il vantaggio riveniente dai migliori risultati ottenuti negli scontri diretti, gli uomini di Di Napoli dovrebbero conquistare i tre punti in palio nel derby con la Casertana. Se così non fosse, bisognerà per forza di cose attendere il risultato che arriverà da Bari.
Ancora aspettative, ancora sospiri, ancora calcoli, ancora speranze.

Brutta Paganese, parente lontana della squadra che sette giorni ha colto la vittoria della speranza in casa del Foggia. Brutto cliente il Potenza, squadra già salva ma in grande spolvero con atleti che sprizzano sapienza calcistica da tutti i pori. La Paganese? Non pervenuta per tutto il primo tempo. Nessun tiro degno di nota da parte delle due squadre. Solo maggiore predominio territoriale da parte del Potenza su un terreno stranamente malridotto, al limite della decenza. Molte emozioni, invece, nella ripresa. E’ il Potenza che per prima bussa a gol. Dopo appena due minuti gli ospiti colpiscono il palo alla sinistra di Baiocco con un tiro rasoterra a incrociare scoccato da Salvemini. Dopo pochi minuti risposta della Paganese con un tiro di Zanini dalla distanza che il portiere Marcone riesce a malapena a sventare. Al quarto d’ora è ancora il Potenza a colpire i legni della porta di Baiocco con un gran tiro dalla distanza di Coppola che scheggia la traversa. Ma la Paganese risponde a tono per ben due volte; autore Mendicino, in gran spolvero. L’attaccante prima impegna Marconi con un rasoterra deviato a stento in angolo e successivamente – proprio allo scadere del tempo – ci prova con una inzuccatache viene sventata dal portiere lucano con un grande intervento. Non è finita: c’è tempo anche per elogiare le doti di Baiocco, vero salvatore della Patria, che evita la beffa con un intervento alla disperata proprio alla fine.
Che dire di più? Poteva vincere il Potenza, ma poteva anche vincere la Paganese. 

Guardate, non è più una questione di “legname”; lo sappiamo da tempo come siamo combinati. In queste partite di fine stagione, sono le motivazioni che dovrebbero prevalere. Ne avrebbe tante la Paganese; ma che volete: in campo non si vedono. 

Poi arrivano finalmente i sussulti, dettati dalla voglia di vincere, di non deludere. La partita si infiamma sul finale; c’è più paprika in avanti, c’è più spinta offensiva portata dai neo entrati Scarpa e da Gaeta. Ma c’è anche il rischio di buscarsi un contropiede o, come si dice adesso, una ripartenza.
Lasciamo stare: in certe occasioni, allora meglio accontentarsi del pareggio.

Nino Ruggiero
(da Il Quotidiano del Sud, edizione Salerno, del 26.04.2021)

26.4.21

Addio a Ottavio Riboni, calciatore che fece grande la Paganese negli anni Sessanta.

Vogliamo ricordarlo così, con la stella sul petto. Se ne è andato per sempre Ottavio Riboni, calciatore che fece grande la Paganese negli anni Sessanta. La pandemia non gli ha fatto sconti e lo ha colpito mortalmente nella sua città, a Roma, dove risiedeva da sempre.
Riboni aveva ancora molti amici a Pagani, quelli che ne avevano seguito e apprezzato le sue intuizioni di grande centrocampista: aveva la Paganese nel cuore. 


Lunghissime le telefonate intercorse con i rappresentanti della carta stampata locali, con quelli della sua generazione e con quelli che comunque lo avevano apprezzato per sentito dire. Amava interloquire per aggiornarsi, per conoscere la situazione in cui versava la sua squadra del cuore. Aveva anche promesso la sua presenza a Pagani qualche anno fa in occasione della presentazione del libro “Storia e storie della Paganese”, ma un imprevisto all’ultimo momento gli aveva impedito di partecipare. Fu Marco Fracas, anche lui di Roma, a recapitargli fino a casa il libro cui teneva tanto.
Ottavio Riboni era stato l’acquisto più indovinato in vista del campionato 1966/67. La Paganese, dopo la cocente delusione dell’anno precedente, quando allo stadio “Collana” era stata eliminata dalla Sessana per la promozione in serie D, doveva ritentare la scalata. Fu Vincenzo Cascone, uno che di calcio ne masticava tanto, ad adocchiarlo quando giocava nelle file della Nocerina.
«Questo è proprio il calciatore che fa per noi» – disse. E lo acquistò senza pensarci su due volte.
Addio, vecchio campione. Pagani non dimentica i suoi miti e la sua storia.

NINO RUGGIERO

Paganese-Potenza 0-0: addio salvezza diretta e playout certi per gli azzurrostellati.

Salvezza diretta sfumata e playout ancora col Bisceglie. Questo il verdetto emesso dalla penultima giornata, dopo lo 0-0 casalingo con il Potenza che rinvia, complice il successo dei pugliesi, all’ultimo turno il discorso relativo al posizionamento. Un pareggio amaro per gli azzurrostellati, contro una squadra che non aveva più niente da chiedere al suo campionato. Dopo una fase di studio iniziale da parte di entrambe le squadre, è la formazione lucana a rendersi pericolosa con Coppola che raccoglie in area il cross di Coccia, il controllo difettoso però gli impedisce di calciare bene ed azione che dunque termina in un nulla di fatto. Il primo squillo degli azzurrostellati arriva col piazzato di Zanini servito da Raffini dopo l’inserimento in area, Marcone ribatte. La Paganese poi prova a rendersi ancora pericolosa con Raffini che non riesce in due occasioni ad incidere sui cross degli esterni prima colpendo con poca forza di testa e poi mandando alto in girata.

Seconda frazione che parte subito col brivido per gli uomini di Di Napoli, sugli sviluppi di calcio d’angolo Salvemini centra il palo da posizione favorevole. Reazione immediata della Paganese con Zanini che si crea lo spazio per la conclusione, poi sventata in corner dall’estremo difensore rossoblù. Al quarto d’ora della ripresa ancora legni per il Potenza, grande conclusione di Coppola che si stampa sulla traversa. Nel finale doppia grande occasione per Mendicino prima con una bella girata al volo e poi di testa, Marcone decisivo con due grandi interventi. Pareggio amaro che condanna matematicamente la Paganese ai playout col Bisceglie, resta solo da capire quale delle due squadre avrà a favore il doppio risultato.

IL TABELLINO

PAGANESE 3-5-2: Baiocco; Schiavino, Sirignano, Sbampato; Carotenuto (22’st Guadagni), Zanini, Bramati (16’st Gaeta), Onescu, Mattia (31’st Cernuto), Mendicino, Raffini (22’st Scarpa). A disp.: Campani, Bovenzi, Esposito, Di Palma, Cigagna, Curci, Bonavolontà. All.: Raffaele Di Napoli

POTENZA 4-3-1-2: Marcone; Coccia, Conson, Gigli, Nigro; Zampa, Sandri (27’st Volpe), Coppola (44’st Lauro); Ricci (27’st Bruzzo); Romero (41’st Cavaliere), Salvemini (27’st Di Livio). A disp.: Santopadre, Noce, Panico, Mazzeo, Fontana, Di Somma, Bucolo. All.: Fabio Gallo.

ARBITRO: Luciani di Roma 1 (Dell’Olio – Rinaldi; IV Turrini)

NOTE: Gara disputata a porte chiuse. Ammoniti: Carotenuto (P), Conson (P), Schiavino (P). Recupero: 0’pt, 4’ st. Angoli: 6-6

Christian Esposito - PaganeseMania

 



20.4.21

Opere, pensieri e realtà.

DI NINO RUGGIERO

Ci volevano punti per la Paganese. E sono arrivati; non importa come. Il calcio riserva sempre delle sorprese, forse è per questo che mantiene tutto il suo fascino. Un giorno nella polvere, un altro sugli altari (si fa per dire).

Il Foggia, squadra composta da ottimi elementi e che sarà sicuramente fra le protagoniste nei play-off, ha fatto tutto il possibile per battere la Paganese. Le ha provate tutte, con grande disordine tattico, con un predominio territoriale schiacciante, fine solo a stesso. Ma non ci è riuscito. Eppure tutto pareva girare per il verso giusto per i padroni di casa, soprattutto quando la Paganese è rimasta in dieci uomini a causa dell’espulsione di Diop autore di un fallo di reazione commesso sul portiere avversario, dopo appena venti minuti dall’inizio.

La squadra di Di Napoli ha saputo difendersi, senza nemmeno tanti affanni, senza mai erigere barricate, con intelligenza e con ripartenze micidiali che hanno visto come protagonista assoluto il redivivo Mendicino, autore di un gol eccezionale per intuizione e per esecuzione.

Al resto ci hanno pensato Baiocco, Schiavino, Onescu e Sirignano, sugli scudi dal primo all’ultimo minuto per temperamento e per mestiere. Sono loro che si sono elevati di una spanna sui rendimento complessivo dei compagni di squadra. L’usato sicuro, tanto per citare un eufemismo, più volte invocato, ha funzionato alla perfezione e nel giorno in cui è stato possibile schierare tutta in una volta la batteria di uomini adusi alla battaglia agonistica, la squadra azzurro stellata ha colto una vittoria importantissima che rilancia le sue speranze di spuntarla nel mini girone dei dannati. Peccato che non ci sia stata la possibilità di vedere all’opera anche Scarpa, che sicuramente non avrebbe demeritato in questo palcoscenico costituito da atleti abituati alla lotta; per lui, al rientro in panchina dopo la malattia che lo ha colpito, ci sarà sicuramente l’occasione in questo finale di campionato di rendersi utile alla causa.
Le note degne di essere citate non sono molte e possono essere riassunte in un intervento a terra di Baiocco nel primo tempo al 5’ su tiro di Garofalo; un palo colpito dal Foggia all’8’ del secondo tempo grazie anche a una deviazione di Baiocco su tiro di Dell’Agnello e un gol mancato dalla Paganese al 24’ con Zanini su cross dalla destra di Mattia. La perla della partita è stata però opera di Mendicino, subentrato a Raffini nella ripresa. L’attaccante con grande lucidità ha sfruttato un errato disimpegno difensivo del Foggia, ha ricevuto il pallone da Cernuto, si è portato il pallone in avanti e poi, appena entrato in area, ha fulminato di destro il portiere Fumagalli proprio sul suo palo. Un’apoteosi per la Paganese che adesso guarda con maggiore fiducia a quello che resta del campionato.

Commento finale. Opere possibili, pensieri rimuginati e parole dette e ridette nel corso di un intero campionato, fino alla noia. Oggi però qualcosa di concreto c’è. La Paganese torna da Foggia con tre punti pesanti e con la consapevolezza che potrà dire la sua parola nel finale di stagione. Intendiamoci, non è che siano spariti d’incanto tutti i problemi evidenziati nel corso del campionato. D’altra parte nessuno mai ha preteso che la squadra desse spettacolo e spadroneggiasse; queste sono cose da ricchi. Solo che, finalmente, gli interpreti principali hanno capito che i punti non piovono mai dal cielo e che con grande applicazione e umiltà – soprattutto quando si coltivano traguardi di minima (chiamatela pure salvezza) – a volte è possibile sopperire a inequivocabili manchevolezze di carattere tecnico.
La squadra ora sembra che abbia capito che dovrà giocarsela fino all’ultimo per salvarsi.

Bisogna solo augurarsi che l’intensità agonistica e la sagacia tattica, messa in campo con il Foggia, venga mantenuta e – se possibile – addirittura aumentata.

Inevitabili appaiono i play out, purtroppo. Per intanto, però, bisognerà dare continuità al risultato di ieri. Con il Potenza potrebbero essere incamerati i punti che assicurerebbero alla squadra quantomeno una posizione di privilegio nella griglia dei play out che oramai sembrano circoscritti allo scontro con il Bisceglie.

Solo un miracolo, lo diciamo per gli eterni sognatori – benedetto da due vittorie nelle restanti due gare da disputare, con il Potenza e con la Casertana, e il contemporaneo crollo delle squadre interessate alla salvezza – potrebbe consentire alla Paganese la salvezza diretta.
Ma siamo nel campo dell’utopia. Vorremmo che lo fosse.

Nino Ruggiero
(da Il Quotidiano del Sud, edizione Salerno, 19 aprile 2021)

19.4.21

La Paganese in dieci passa a Foggia (La Gazzetta dello Sport).


Paganese corsara allo Zaccheria (0-1), il gol di Mendicino vale tre punti.

Gli azzurrostellati sono corsari allo "Zaccheria" di Foggia e nonostante l'espulsione di Diop nella prima frazione di gioco non si disuniscono e nella ripresa colpiscono con Mendicino, alla seconda marcatura stagionale. Adesso la Turris è a cinque lunghezze.

Di Napoli sorprende tutti schierando Onescu come braccetto di destra della difesa a tre, Mattia rileva l'infortunato Squillace sulla sinistra mentre Gaeta è ancora in panchina. E' di Garofalo la prima occasione del match dopo pochi minuti, quando sporca un pallone vagante che costringe Baiocco a rifugiarsi in calcio d'angolo. La Paganese è ben disposta in campo ma fatica ad alleggerire la manovra che si ingolfa quando il pallone transita dalle parti di Mattia. I satanelli invece si affidano alle qualità di Curcio che tenta di aprire la retroguardia campana affidandosi ai propri esterni, particolarmente ispirati. Il ritmo abbastanza basso dell'incontro riceve un sussulto quando Fumagalli tira giù con un braccio Diop, il quale si fa vendetta da sè e sferra un pugno in faccia all'estremo difensore locale. Il signor Frascaro non ci pensa su due volte ed estromette dalla contesa l'attaccante senegalese. Marchionni tenta di sfruttare la superiorità inserendo un attaccante, Balde, al posto di Kalombo. Negli ultimi minuti del primo tempo il Foggia è in forcing ma senza mai tirare verso lo specchio di porta. 

Nella ripresa il primo pericolo per Baiocco lo creano proprio i suoi compagni con Mattia che rinvia addosso a Bramati e pallone che per poco non beffa l'estremo difensore azzurrostellato. Curcio e Di Jenno dialogano più volte facendosi vivi nella metà campo avversaria. Di Napoli striglia i suoi e li invita a non retrocedere troppo indietro ed inserisce Mendicino per Raffini e Gaeta per un acciaccato Volpicelli. L'attaccante romano la sblocca a dieci minuti dal novantesimo. Galeotafiore e Vitale con un disimpegno errato regalano il pallone a Cernuto che la tocca quel tanto che basta per far recapitare il pallone a Mendicino che è glaciale e batte Fumagalli sul suo palo. La Paganese si chiude più che mai a riccio e tira un sospiro di sollievo quando nelle battute finali Nivokazi anticipa Cernuto e spedisce incredibilmente alto. 

Alfonso Esposito - Paganesemania

QUI LA SINTESI

IL TABELLINO

MARCATORE: 36'st Mendicino (P)

FOGGIA (3-5-2): Fumagalli; Galeotafiore, Gavazzi e Agostinone; Kalombo (33’pt Balde (19’st D’Andrea), Garofalo (35’st Said Mhando), Rocca, Vitale, Di Jenno; Curcio, Dell’Agnello (35’st Nivokazi). 
In panchina: Mascolo, Jorio, Moreschini, Iurato, Aramini, Turi. Allenatore: Marchionni.

PAGANESE (3-5-2): Baiocco; Onescu, Schiavino, Sirignano; Carotenuto (20’st Cernuto), Volpicelli (27’st Gaeta), Bramati, Zanini, Mattia; Raffini (10’st Mendicino), Diop.
In panchina: Campani, Bovenzi, Esposito, Bonavolontà, Scarpa, Cigagna, Guadagni, Curci. Allenatore: Di Napoli.

ARBITRO: Frascaro di Firenze (assistenti: Toce e Voytyuk: quarto uomo: Giaccaglia).

NOTE: Partita disputata a porte chiuse. Espulso al 24’ Diop (P). Ammoniti: Zanini (P). Angoli: 9-1. Recupero: 3’pt e 4’st.

13.4.21

Allarme rosso.

di NINO RUGGIERO

Dieci minuti è durato l’equilibrio tattico della partita a Monopoli. Anzi, a dire il vero, proprio nella parte iniziale della gara la Paganese era sembrata animata dalla migliore volontà di prendere in mano le redini della partita. La squadra pareva essere in giornata di grazia e i suoi componenti riuscivano anche a dialogare e a portarsi con un certa facilità in zona gol.

Solo una pia illusione. Dieci minuti di aspettative e di speranze naufragate nel corso di una gara che ha visto poi il Monopoli vincere meritatamente al di là del risultato.

I pugliesi hanno giocato una gara puntigliosa e giudiziosa; hanno colpito gli avversari nei loro punti vulnerabili. Lo hanno fatto in modo del tutto naturale avendo in organico calciatori in grado di fare la differenza in qualsiasi momento della gara perché in possesso di qualità tecniche non comuni. Sono andati a rete una prima volta all’11’ con Guiebre, bravo a eludere la marcatura di Mattia, dopo uno scambio con Paolucci. L’attaccante di colore, camuffato da laterale, uno dei migliori per la sua squadra, bravissimo a superare l’uomo, si è infilato in corridoio sulla sinistra e da posizione angolatissima ha infilato il povero Baiocco con un rasoterra chirurgico a incrociare.

Il gol incassato ha avuto l’effetto per la Paganese di una mazzata ricevuta tra capo e collo. Gli azzurro stellati, infatti, hanno praticamente consegnato la partita nelle mani dei padroni di casa bravi a sfruttare il buon momento. Naturalmente, grazie a una delle solite amnesie di centrocampo e che stanno funestando il cammino della Paganese, è arrivato alla mezz’ora il raddoppio in una classica ripartenza sfruttata con una botta ravvicinata da Piccinni.

Sul finire del primo tempo la Paganese ha avuto l’occasione per rimettere in discussione il risultato grazie a un rigore magistralmente realizzato da Diop. Ma si è trattato solo dell’ennesima illusione.
Nel secondo tempo il Monopoli non insisteva nel suo atteggiamento di prima della classe e consegnava la partita nelle mani della Paganese. Ne scaturiva solo e soltanto un effimero possesso territoriale da parte degli azzurro stellati; i cambi apportati alla formazione con l’ingresso di Guadagni e di Raffini, sostanzialmente non portavano effetti positivi. Il portiere pugliese si limitava all’ordinaria amministrazione non doveva mai compiere interventi di rilievo. Ne compiva alcuni determinanti, invece, Baiocco anche se non poteva evitare l’onta del terzo gol arrivato grazie ad una staffilata di De Paoli dal limite terminata all’incrocio dei pali.

La sconfitta di Monopoli adesso apre orizzonti cupi. La vittoria in contemporanea di Cavese e Bisceglie suona come un allarme rosso.

I residui sogni di salvezza diretta sono naufragati miseramente; non solo. Infatti c’è da essere seriamente preoccupati per quello che potrà succedere nelle restanti tre gare. I play-out, per come sono messe le cose, saranno inevitabili e, anzi, bisognerà tenere d’occhio la classifica, giornata per giornata, puntando soprattutto a fare risultato perché le chiacchiere hanno fatto il loro tempo.

Tre gare decideranno un intero campionato per Vibonese, Paganese, Bisceglie e Cavese, quattro squadre che sentono vicino l’odore acre della retrocessione. Sta meglio di tutte la Vibonese che conserva tredici punti di vantaggio sulla Cavese e – se riuscisse a contenere il vantaggio almeno nei nove punti – si salverebbe direttamente. Proprio la Cavese tenterà in queste ultime tre partite di agganciare Bisceglie e Paganese nonostante uno svantaggio di otto lunghezze.

In palio ci sono nove punti ed è lapalissiano che la Paganese, squadra di cui ci occupiamo da vicino, per evitare spiacevoli sorprese, non può più stare ad aspettare e deve necessariamente fare punti.
L’allarme è proprio rosso; più rosso di così non si può. E devono essere allertati tutti gli arruolabili. Non c’è bisogno di fare nomi.

Nino Ruggiero
(da Il Quotidiano del Sud, edizione di Salerno, del 12.04.2021)

12.4.21

3-1: il Monopoli passeggia sulla Paganese. La salvezza diretta ormai è un miraggio.

Altro che salvezza diretta: di questo passo diventa difficile anche poter dire la propria nei playout che ora sono sempre più vicini per la Paganese. Sconfitta senza appello per gli azzurrostellati al Veneziani di Monopoli, biancoverdi che s'impongono 3-1 meritando il successo e di coltivare il sogno playoff. Paganese mai pervenuta, con un atteggiamento che non è quello giusto per una formazione che deve salvarsi. Ora il quartultimo posto, occupato dalla Vibonese, appare irraggiungibile (-5 a tre dalla fine), mentre il Bisceglie è ormai alle calcagna della Paganese che, almeno, deve provare a conservare la terzultima posizione. I nerazzurri hanno vinto con la Virtus Francavilla e sono a quota 27 come la Paganese, che ha il vantaggio dello scontro diretto.

Gara indirizzata già dopo mezz'ora. Dopo appena 11 minuti una sgroppata sulla sinistra di Guiebre sorprende la Paganese e soprattutto Baiocco sul proprio palo. Il Monopoli continua a macinare gioco e al 32' piazza il raddoppio con un'azione da manuale che libera Piccinni al limite dell'area di rigore: destro sotto l'incrocio e Baiocco che capitola nuovamente. Allo scadere della prima frazione, Diop riapre i giochi dal dischetto (rigore guadagnato da lui stesso).

Ma in realtà nel secondo tempo il Monopoli si difende con ordine, non rischia quasi mai e dopo 10' De Paoli piazza il colpo del ko con un perfetto destro all'incrocio fredda l'estremo difensore della Paganese. Che poi è stato superlativo poco dopo su un colpo di testa ravvicinato, mentre gli azzurrostellati solo nel finale in mischia hanno provato a ridare verve una contesa mai aperta. 

A fine gara il tecnico Di Napoli ha fatto mea culpa, non rispondendo alle domande della stampa ma rilasciando una breve dichiarazione sui profili social del club: "Chiedo scusa ai tifosi e alla società, abbiamo disputato una prova indegna ed indecorosa, dobbiamo farci un esame di coscienza. E’ inutile parlare della partita”.

IL TABELLINO

MARCATORI: 11’pt Guiebre (M), 32’pt Piccinni (M), 42’pt Diop (P), 9’st De Paoli (M).

MONOPOLI (3-5-2): Taliento; Arena, Bizzotto, Mercadante; Zambataro (35’st Nicoletti), Paolucci (35’st Currarino), Vassallo (25’st Iuliano), Piccinni (3’st Viteritti), Guiebre; Bunino, De Paoli (25’st Soleri). A disp.: Oliveto, Menegatti, Liviero, Isacco, Alba, Vignati, Nina. All.: Scienza.
PAGANESE (3-5-2): Baiocco; Cigagna, Sbampato, Sirignano (13’st Raffini); Mattia, Onescu (41’st Carotenuto), Bonavolontà (1’st Volpicelli), Zanini, Squillace; Diop (13’st Guadagni), Mendicino. A disp.: Campani, Bovenzi, Esposito, Bramati, Di Palma, Schiavino, Curci. All.: Di Napoli.
ARBITRO: Giordano di Novara 
NOTE: gara disputata a porte chiuse. Ammoniti: Piccinni (M), Sbampato (P), Paolucci (M), Iuliano (M), Volpicelli (P). Angoli: 6-5. Recupero: 0’pt e 3’st

Redazione
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Monopoli-Paganese 3-1. Prosegue il momento no degli azzurrostellati.

 Immagini tratte da La Gazzetta dello Sport.