13.4.11

Cremonese, l'ex tecnico Acori: "Non mi aspettavo l'esonero".

Leo Acori non si sente assolutamente uno sconfitto. Il giorno dopo l’esonero il tecnico umbro prosegue orgogliosamente spedito per la sua strada, con una personale visione delle cose e un contratto che lo lega alla Cremonese fino a quando non troverà un altro ingaggio. Gettare al vento una vittoria già in tasca, l’ennesima, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza, ma Acori è persuaso che, con i suoi metodi, la salvezza sarebbe arrivata. "Io sono un uomo sincero. Volete la verità? Non mi vergogno a dire che non mi aspettavo l’esonero. Perché ancora una volta la squadra ha giocato bene, solo che dopo il rigore è cominciata un’altra partita. I fattori sono tanti: al primo sbaglio piovono fischi, urla di disapprovazione. Ci stanno, il pubblico ha il diritto di farlo, ma i ragazzi non hanno più gestito la gara. Eppure reputo di avere l’esperienza necessaria per uscire da questa situazione".
Il tempo però è scaduto. E ne è passato parecchio senza cambiamenti.
"Ho letto che non avrei avuto coraggio. Se non ho coraggio io mi domando chi può averlo. Se parliamo del modulo, mi pare che abbia pagato la mia scelta. Sono stato criticato per i cambi, maripeto che due sono stati chiesti dai giocatori".
Le critiche non sono il frutto di tanti piccoli passi nella direzione sbagliata?
"Scaglia è solo l’ultimo della lista, a turno tutti hanno sbagliato. Il fatto è che non è semplice intervenire sul carattere ma nonostante tutto ritengo che la Cremonese abbia raccolto meno di quello che meritava. Cinque punti nelle ultime tre gare ci stavano comodamente. Non sono coraggioso o non riesco a dare coraggio? Non esiste, nel finale ho messo Bacher e una punta in più, non un difensore per tirarmi il Como addosso".
Ma quando c’è paura la tattica salta. Tocca all’allenatore dare più sicurezze a chi va in campo?
"Penso di averle date, vincevamodi due gol.Ho solo un rimpianto: avrei preferito prendere in mano la squadra a luglio. Difficile plasmare un gruppo cominciando da novembre".
I cambi di gennaio non li contiamo?
"A gennaio dovevamo puntare su giocatori dal cartellino a costo zero e disposti a venire qua per sei mesi. Ne abbiamo trovati, ma
altrettanti non li abbiamo centrati".

Acori paga anche la scelta di cedere elementi quotati per la categoria?
"Bianchi e Miramontes hanno scelto di andare, guarda caso dove già erano stati o dove sapevano di trovare un tecnico che li faceva giocare. Sugli altri ho preso le mie responsabilità: ho voluto rifare un gruppo e quelli partiti in prestito permettevano di fare
altre operazioni".

Che Cremonese lascia Acori?
"Una squadra poco serena, ma ricca di qualità. Auguro a Montorfano, che stimo moltissimo, di fare bene. Sono convinto che la Cremonese ha i mezzi per salvarsi e che, scusate la presunzione, avrei potuto salvarla. La classifica rende le cose peggiori, ma questa squadra può fare grandi cose".

Ivan Ghigi - La Provincia di Cremona