4.5.26
Fasano-Paganese 6-0: il Pagellone di Paganese Graffiti.
Allenatore Novelli – Cambia tre pedine fondamentali rispetto all’undici di domenica scorsa probabilmente per dare spazio a Sparacina, poco utilizzato, e per tenere in caldo i diffidati. Le risposte avute non sono però state soddisfacenti a cominciare dal portiere apparso molto indeciso in più di una occasione. Purtroppo ancora una volta non è stato possibile vedere schierati tutti in una volta a centrocampo Pierce, Langella e Labriola, elementi che si completano a vicenda dal punto di vista tattico.
Mangiaracina – Non è stato per niente un debutto felice dal primo minuto per l’ex portiere del Treviso che è apparso timoroso e poco sicuro tra i pali. Almeno due dei sei gol incassati potevano essere evitati.
Gatto – Ha stentato in posizione di terzino vecchio stampo sulla destra del suo schieramento e ha dato spesso via libera al suo avversario autore di servizio velenosi che hanno portato scompiglio nell’apparato difensivo.
Figueras – È tra i meno colpevoli di un’autentica disfatta perché ha cercato in tutti i modi di limitare i disastri giocando una gara di buon livello complessivo.
Isufi – Al suo rientro difensivo si trova ad avere a che fare con il capocannoniere del Fasano che mette a segno tre de sei gol odierni.
Piga – Non riesce a esprimersi secondo il suo standard naturale che lo vorrebbe incursore di fascia sinistra nella fase di impostazione del gioco. Viene risucchiato nelle retrovie e deve fare ricorso al suo mestiere per arginare come può gli avversari che sbucano da tutte le parti
Graziani – Comincia bene e riesce anche a dialogare con Mancino nella zona centrale del campo. Poi accusa evidentemente la lontananza dal terreno di gioco ed ingaggia anche una personale competizione con Bianchini che lo porta a una ammonizione.
(dal 46’ Di Biagio) – Entra subito alla ripresa del gioco nei secondi quarantacinque minuti e a riprendersi il suo ruolo naturale di terzino di fascia liberando posto a Gatto spostato a centrocampo.
Langella – Viene schierato, probabilmente per dare un turno di riposo a Pierce (già ci ammonito e diffidato), nella zona centrale del campo. I suoi numeri non sono mai in discussione. Solo che avremmo voluto vederlo in questo campionato schierato in coppia con Pierce…
Mancino – Comincia la gara con spavalderia per onorare la fascia di capitano e va subito a un passo dalla segnatura con una grande azione personale degna delle sue migliori giornate. Poi cala di rendimento proprio quando gli avversari premono il piede sull’acceleratore e diventano devastanti.
Pierdomenico – Sulla fascia destra sembra in gran spolvero, come nelle migliori giornate. Ma l’impressione positiva dura poco e con il passare dei minuti la sua azione perde di incisività.
(dal 56’ Lombardi) – Entra con il buzzo buono e si procura pure qualche buona occasione da rete ma non riesce ad inquadrare lo specchio della porta avversaria.
Paredes – Non ripete la buona prova di sette giorni prima e non riesce mai a svincolarsi per il tiro a rete.
(60’ Lamonica) – Pochi minuti per lui e poche occasioni per riabilitarsi dopo un’annata poco felice.
El Haddadi – Non riesce a esprimersi come vorrebbe in funzione di esterno di sinistra. Alcuni suoi tiri risultano velleitari e mancano di convinzione e di potenza.
Fasano-Paganese 6-0: che imbarazzo...
Novelli: "Oggi male, non c'è nulla da salvare! Domenica sarà diverso."
Una sconfitta durissima, un 6-0 che lascia poco spazio alle interpretazioni. Nel post-gara contro il Fasano, mister Raffaele Novelli non nasconde l’amarezza per una prestazione completamente al di sotto degli standard mostrati durante la stagione. “È stata una partita in cui non puoi salvare nulla – ha dichiarato il tecnico –. Male sotto l’aspetto mentale, tecnico, tattico e fisico: tutti gli aspetti. È stata l’unica partita in cui siamo stati piatti”.
Un passo falso netto, che però non cancella quanto di buono fatto finora. Novelli invita a mantenere lucidità: “Abbiamo ancora un’ultima partita e dobbiamo capire che quello che abbiamo costruito non possiamo bruciarlo in queste situazioni. Il nostro obiettivo non era questo, ma tutte le squadre lavorano per dare il massimo. Noi siamo andati oltre, sotto tanti aspetti: qualità del gioco, mentalità, intensità. Aiutati anche dai tifosi ci hanno trascinato molto, anche nei momenti di difficoltà. Sono stati sempre presenti, sia in casa che fuori”.
Resta però il rammarico per una prestazione definita senza mezzi termini “brutta”, che impone una reazione immediata: “Dobbiamo fare qualcosa di diverso nell’ultima gara per cancellare questa prova. Le motivazioni devono venire da noi. Parlare è facile, ma è sul campo che bisogna dimostrare di essere forti. Anche sconfitte come questa devono diventare fattori di crescita: quando senti dolore, devi trasformarlo in qualcosa di utile per la partita successiva”.
da www.paganesemania.it
Fasano-Paganese 6-0: azzurrostellati in vacanza, i padroni di casa passeggiano...
Si conclude con una sonora sconfitta la regular season della Paganese al “Vito Curlo” di Fasano. I biancoazzurri di Pasquale Padalino rifilano un pesante 6-0 agli uomini di Novelli in un match rimasto in equilibrio soltanto per il primo quarto d’ora di gioco.
È Pensa a sbloccare la gara con un preciso diagonale in area, dopo che Isufi era riuscito a murare la conclusione a botta sicura di Barranco, servito da un’incursione sulla destra di Pinto. Dopodiché sale in cattedra Corvino che, con due pregevoli conclusioni al volo, prima raddoppia (25’) e poi fissa il risultato sul 3-0 (36’).
Ad inizio ripresa il Fasano dilaga: Falzerano pesca Pinto (50’) alle spalle di Piga, che batte Mangiaracina sotto porta, prima che Corvino, pochi minuti dopo (53’), con una conclusione dai 25 metri trovi — complice anche una deviazione di Figueras — la sua personale tripletta.
La Paganese prova a reagire con una conclusione di Lombardi e una di La Monica, ma è il Fasano a sfiorare la sesta rete con De Angelis e poi ancora con il solito Corvino. Il sesto gol arriva a due minuti dal termine, con un gran tiro dalla distanza di Banegas.
Una netta vittoria che, però, non consente al Fasano di scavalcare il Martina in seconda posizione, avanti di una sola rete per differenza reti. Tra sette giorni sarà così nuovamente Fasano-Paganese per la semifinale playoff.
da www.paganesemania.it
28.4.26
La Paganese vista da...Nocera! - Una degna passerella.
Doveva essere una degna passerella, come richiesto da più parti, per l’ultima al Torre e, alla fine, così è stata, anche al cospetto di un ospite d’onore come il giornalista Sky Gianluca Di Marzio. Un evento storico, non tanto per la sua visita a Pagani, quanto per la “manita” rifilata al derelitto Nola, squadra ricca di ex e soprattutto guidata da Giampà, che da queste parti riporta alla mente incubi mai del tutto svaniti.
Tutto fin troppo semplice per Labriola e compagni, che infliggono l’ottava sconfitta nelle ultime nove gare ai bianconeri, mantenendoli impantanati in zona play-out. Di contro, la Paganese conquista un posto nei play-off: resta però da definire la posizione in vista della sfida di domenica prossima a Fasano, che sancirà la collocazione finale in griglia: terzo o quarto posto, per un’appendice che appare, almeno per gli azzurri, poco significativa e poco consolatoria.
Domenica è stata anche la giornata dei saluti ai propri tifosi, e la Paganese ha scelto di farlo con decisione e concretezza, chiudendo la regular season con cinque reti: un evento quasi miracoloso da queste parti. Tanti gol, a conti fatti, poco utili, ma che hanno regalato al poco pubblico presente una domenica comunque piacevole, anche se accompagnata dal rammarico per ciò che poteva essere e non è stato.
Una gara in cui si è assistito alla prima rete di Paredes — e già questo è un evento — realizzata con grande qualità, che lo ha reso uno dei migliori in campo oltre alla terza rete stagionale di Mancino, tra i giocatori più incostanti dell’annata, al gol di Lombardi pochi minuti dopo il suo ingresso e alla marcatura di El Haddadi, capocannoniere degli azzurri nel girone di ritorno.
Si attendeva anche uno squillo di La Monica, ma ancora nessuna traccia dell’ex Barletta, fermo a secco. C’è fiducia, però, per la trasferta di Fasano, dove potrebbe arrivare il suo primo gol e raggiungere almeno gli altri “bomber” stagionali della Paganese: Negro, Argañara e Paredes, tutti a quota uno.
Peccato poi per chi non era presente allo stadio e non ha potuto seguire la gara in streaming, a causa della mancata diretta da parte della società, senza una motivazione chiara.
Domenica, nella “città dello zoo”, una Paganese libera mentalmente è pronta a giocarsi il tutto per tutto per conquistare il terzo posto: servirà una vittoria per garantirsi la semifinale play-off in casa.
Intanto, con la cinquina rifilata al Nola, un primo obiettivo stagionale è stato centrato: migliorare il sesto posto della passata stagione, come annunciato dalla società alla vigilia del campionato, anche se in corsa, quando la squadra era in vetta, si era parlato apertamente di vittoria finale. Purtroppo, per raggiungere quell’obiettivo, è stato fatto troppo poco, sprecando una grande occasione.
Per ora restano gli applausi per questi ragazzi e per il tecnico, che ora andranno all’assalto del terzo posto per tornare al Marcello Torre.
Peppe Nocera - paganesemania.it
27.4.26
Paganese-Nola 5-0: tutto facile per l'ultima al Torre
Tutto facile per la Paganese che, nell'ultima gara casalinga della regular season, rifila un sonora cinquina al Nola dell'ex Giampà. Al Marcello Torre praticamente non c'è storia con gli uomini di Novelli, oggi sostituito in panchina dal vice Ciardiello, che sfondano poco prima della mezzora col tap-in sotto misura di El Haddadi, abile a sfruttare una parata tutt'altra che irresistibile di Montalti sulla conclusione di De Nova. È un gioco da ragazzi per lo stesso capitano azzurrostellato dieci minuti dopo quando di testa, a porta vuota, servito dalla sponda di Pierdomenico porta i suoi sul doppio vantaggio all'intervallo.
Ad inizio ripresa Paredes trova il tris, e la sua prima rete stagionale, al termine di un'azione personale partita da centrocampo e culminata con un preciso diagonale. Alla festa del gol partecipa anche Mancino che, imbeccato in modo perfetto da Piga, batte Moltalti sul suo palo e per Lombardi che al novantesimo col mancino da fuori area fissa il risultato sul definitivo 5-0
IL TABELLINO
MARCATORI: pt 28’ El Haddadi, 38’ De Nova; st 2' Paredes, 33' Mancino, 45' Lombardi
PAGANESE: Gallo, Piga, Figueras, De Nova, Pierce (10’ st Langella), Mancino, Pierdomenico (35' st Giordano), Labriola (10' st Graziani), Paredes (31' st La Monica), Gatto, El Haddadi (14' st Lombardi). All.: Ciardiello.
NOLA: Montalti, Gallo, D’Amore (1' st Ambrosio), Cipolla (15’ st Romano), Dell’Orfanello (13' st Galano), Berardocco (3' st Papa), Marcelli, Setola, Nunziante, Guarracino, Rossi (19’ st D’Angelo).
All.: Giampà
ARBITRO: Arnese di Teramo.
NOTE: Spettatori 1000 circa. Ammoniti Gallo. Espulso Rossi (N) dalla panchina
da www.paganesemania.it
Paganese-Nola 5-0: il Pagellone di Paganese Graffiti.
Piga – Si è rivisto il giocatore trascinatore sulla corsia di sinistra. Bravo nel proporsi in avanti e ad arretrare quando necessario. Una gara autorevole con alcuni spunti preziosi che hanno dato il là a molte manovre pericolose della propria squadra
Figueras – Partita attenta in fase difensiva. Molto bravo nell’uscire palla al piede in molte circostanze. Un autentico regista arretrato in grado di far partire la manovra d’attacco in modo rapido e concreto
De Nova – Ha il merito di realizzare il gol del 2-0 che fa sì che la gara si incanali nei giusti binari per i suoi. Attento come tutto il pacchetto arretrato in fase di copertura
Pierce – Gara disciplinata del play azzurro come al solito abile nel dare ordine alla manovra con i suoi movimenti al centro del campo
Mancino – Gara generosa la sua, sempre pronto ad infilarsi negli spazi concessi dalla retroguardia ospite. Sua la rete del 4-0 che di fatto ha chiuso virtualmente la contesa
Pierdomenico – Il solito stantuffo azzurrostellato che grazie alla sua rapidità di esecuzione crea non pochi grattacapi al Nola con le sue incursioni sulla fascia. Bravo ad entrare anche al centro del campo in più di una circostanza
Labriola – Buona gara anche la sua, anche se non dispone più di quella verve che gli consentiva fino a qualche giornata fa di dar vita a degli strappi vincenti che hanno consentito alla Paganese di vincere parecchie partite in questa stagione
Paredes – Si dà un gran da fare in attacco e alla fine viene premiato con la sua prima rete in maglia azzurrostellata. Un calciatore che potrebbe anche tornare utile il prossimo anno dopo aver vissuto un normale periodo di adattamento al nostro campionato.
Gatto – Impiegato da esterno basso come da alcune partite a questa parte, è parso in buona condizione, sempre più a suo agio anche in questa posizione del campo
El Haddadi – Sua la prima rete che sblocca la gara. Presente in più di una occasione nelle azioni pericolose della propria squadra
Graziani – Entra in campo dopo l’infortunio che lo ha tenuto fuori per quasi due mesi. La sua presenza a centrocampo dimostra quanto sia mancato questo giocatore nella fase cruciale del campionato.
Lombardi – Subentra nella ripresa e si toglie anche la soddisfazione di realizzare il pokerissimo che sigilla una domenica quasi perfetta per gli azzurrostellati
Giordano – Gioca l’ultimo scampolo di gara quando ormai il canovaccio della partita era già stato scritto da un pezzo.
Langella – Anch’egli subentra nella ripresa. Avrebbe meritato di giocare di più nell’arco della stagione dando un po’ di respiro a qualche compagno di reparto in debito di ossigeno
La Monica – Gioca nei minuti finali della gara e sfiora anch’egli la segnatura
Paganese-Nola 5-0: un finale meno amaro nell'ultima al Torre.
22.4.26
La Paganese vista da...Nocera! - Il solito ritornello: bel gioco ma non si concretizza...
"Per quest'anno non cambiare, stessa spiaggia, stesso mare". È il refrain di una famosa canzone degli anni ’60 che calza a pennello con le prestazioni della Paganese di fine stagione. Ogni anno si ripresenta la stessa musica al cospetto della tifoseria, che ormai si ritrova a commentare l’ennesima prova monocorde.
Nonostante le buone intenzioni, la squadra esegue anche a Gravina il solito ritornello: buone trame di gioco, soprattutto nella prima parte della gara, ma senza riuscire a concretizzare. È diventato quasi monotono anche commentare le prestazioni di questa squadra, il cui giudizio si riassume sempre nello stesso concetto: “gioca bene ma non concretizza”.
Alla lunga, il campionato ha dimostrato chiaramente il divario tra chi ha voluto vincere e chi non è riuscito a farlo. Il riferimento, neanche troppo velato, è al Barletta, che ieri ha meritatamente tagliato il traguardo della promozione in Serie C. La formazione pugliese, a un certo punto, si è trovata di fronte a un bivio: quando era a più di dieci punti dalla Paganese, è intervenuta con decisione sul mercato di riparazione, inserendo bocche da fuoco capaci di risolvere le partite.
Ormai è evidente che la squadra abbia mollato dopo la sfida con il Barletta e dopo la vittoria illusoria contro il Martina: la mente non supporta più le gambe. È anche naturale, dopo un campionato tirato al massimo oltre le proprie aspettative.
Resta però il rammarico per ciò che si poteva fare e non è stato fatto, o è stato fatto male: leggasi alla voce attaccanti.
Peppe Nocera - paganesemania.it
21.4.26
La pietra filosofale.
Quando mancano due sole partite alla conclusione del campionato, fa specie che si possa parlare di squadra che non ha trovato ancora omogeneità di comportamento. Sono solo pannicelli caldi usati per indorare una pillola che non se ne scende: sono appigli senza senso. La scusante può essere invocata se riferita a una squadra alle prime esibizioni, quando gli elementi di cui è composta ancora non si conoscono e ci vuole tempo per amalgamare un gioco. Quando mancano due sole gare al termine, credo che non abbia senso. Meglio allora fare un discorso più ampio.
La Paganese aveva iniziato il suo percorso in sordina, si era presentata come squadra dalle buone potenzialità tecniche; aveva dimostrato di aver colto nel segno con acquisti giovani di ottima fattura; aveva soprattutto conquistato il suo pubblico con prestazioni brillanti e accattivanti. Erano poi arrivati i primi risultati, forse non proprio esaltanti ma di certo buoni per la classifica; prova ne sia che a un certo punto del torneo, la squadra si è trovata prima in classifica addirittura con cinque punti sulla seconda.
Fermi tutti, un momento.
Nel calcio, come nella vita, nessuno può essere mai certo di niente, si sa; ma a cavallo delle festività natalizie, quando si è trattato di prendere una decisione nelle segrete stanze del potere, è certo che la questione «possibile primato» è stata trattata. La versione dell’allenatore che non voleva rinforzi, preferendo continuare con gli elementi a disposizione regge fino a un certo punto. Diciamo che probabilmente, salvo smentita, di comune accordo con la società, si era pensato di poter continuare in scioltezza, quasi goliardicamente, per arrivare comunque a un buon risultato con la giustificazione di una programmazione che prevedeva un anno di transizione prima della scalata, negli anni successivi, alla promozione.
Quello che non è andato per il verso giusto, e la classifica oggi impietosamente lo evidenzia, è stato il cammino della squadra nella seconda parte del campionato. Quell’amalgama a lungo cercata, da affinare solo con il lavoro settimanale, non ha lasciato scampo e c’è stata una sentenza inappellabile: la squadra – con tutta la migliore buona volontà messa sul tappeto – non era pronta per il grande salto perché carente in almeno due unità di un certa statura tecnica.
Ora, a delusione smaltita, dopo una sbornia di primato che aveva accomunato la grande massa della tifoseria, bisogna solo riconoscere che la squadra, così com’è, ha già fatto tutto quello che era lecito fare con i mezzi di cui disponeva e che, anzi, ha fatto mirabilie per una buona fetta di campionato. La ricetta nel calcio è semplice: a disposizione degli allenatori non c’è nessuna pietra filosofale in grado di mutare in oro zecchino un vile metallo. Per buona pace soprattutto di Novelli e di Bocchetti che il loro lavoro lo hanno fatto, e anche bene. Facciamocene una ragione, ma è così.
20.4.26
Gravina-Paganese 1-0: il Pagellone di PaganeseGraffiti.
Gallo – Poco lavoro, soprattutto nel primo tempo. Niente da fare sul gol incassato su calcio di punizione dal limite.
Gatto – Può spingersi in avanti sulla fascia destra e nel primo tempo si trova più di una volta a contatto con la porta avversaria. Difetta di intensità nella seconda parte della gara.
Figueras – Acquista sempre di più sicurezza nel ruolo di centrale difensivo e riesce pure a farsi valere in fase di costruzione del gioco.
De Nova – Gioca la sua onesta partita, senza particolari acuti. Non riesce però a sfruttare la sua abilità nel gioco aereo sui cross da calcio d’angolo quando la squadra si porta in avanti.
Piga – Quando è in giornata, come oggi, non ce n’è per nessuno e diventa l’arma in più della squadra sulla fascia sinistra. I suoi cross sono inviti preziosi poco sfruttati dai compagni.
Labriola – Da un po’ di tempo, nella parte di goleador principe, ha le polveri bagnate. Gioca una quantità industriale di palloni dal centrocampo in su ma riesce poche volte a calibrare i suoi tiri.
Pierce – Non eccelle come al solito nella zona centrale del campo e rischia pure più di una volta il secondo giallo. Siamo abituati a vederlo primo attore e oggi non lo è stato.
Mancino – Si sacrifica un po’ troppo nel gioco di raccordo tra i reparti e viene meno la sua caratteristica che lo porta a giocare di fino sulla trequarti campo.
Pierdomenico – Comincia a spron battuto sulla fascia destra dell’attacco e non è nemmeno molto fortunato quando, soprattutto nel primo tempo, tenta il tiro a rete.
(dal 35′ st Di Biagio) – Uno scampolo anonimo di partita nel periodo più brutto attraversato dalla squadra.
Paredes – Prova senza infamia e senza lode per lo spagnolo, che cerca di essere utile alla squadra in tutte le varie fasi della partita. Viene sostituito subito dopo aver sfiorato il gol su cross da sinistra di El Haddadi.
(dal 21′ st La Monica) – Ancora una prova incolore del centravanti che continua a non trovare la via della rete.
El Haddadi – È da un po’ di tempo che non riesce più a farsi pericoloso in zona gol. Spreca perlomeno due palle gol nel primo tempo. La sua prova perde d’intensità nel secondo tempo.
Novelli mastica amaro: "Creato tanto senza concretizzare... i dettagli fanno la differenza".
Mastica amaro Raffaele Novelli, dopo la sconfitta per 1-0 contro il Gravina, sottolineando luci e ombre di una gara in cui il risultato non rispecchia pienamente quanto visto in campo.
“La prima parte della gara era esattamente ciò che dovevamo fare. La squadra ha giocato, ha creato, abbiamo avuto diverse occasioni e tante situazioni favorevoli, soprattutto con numerosi cross dove spesso siamo arrivati in ritardo. Se leggiamo meglio le situazioni possiamo fare di più. La squadra ha prodotto, ma non basta. Non possiamo poi permettere di difendere in quel modo e concedere una punizione del genere. Sono dettagli che fanno la differenza anche perchè sapevamo che avevano giocatori forti sui calci piazzati. Queste disattenzioni si pagano”.
Il tecnico ha comunque riconosciuto i meriti dell’avversario, parlando di “una squadra che sta facendo un ottimo campionato”, ma ha ribadito come la sua formazione abbia tenuto in mano il gioco: “Non abbiamo subito praticamente nulla, abbiamo sempre fatto la partita e trovato gli spazi, soprattutto nella prima fase. Anche nel finale, però, sui cross dobbiamo fare qualcosa di diverso. Non è che qualcosa non va, è un percorso. A volte si cresce e poi ci si ferma. È proprio in quel momento che bisogna lavorare di più. Ci manca il salto mentale per capire cosa serve per vincere le partite”.
da paganesemania.it
Gravina-Paganese 1-0: ora è chiaro, qualcosa si è inceppato...
Oramai è certo: qualcosa si è inceppato nel delicato meccanismo che aveva caratterizzato le buone prestazioni e i risultati positivi che la squadra era riuscita a ottenere in questo campionato. La Paganese non riesce più a fare punti e lo dimostra il cammino costellato di sconfitte che sta caratterizzando il suo cammino nel girone di ritorno, a partire soprattutto dalla inopinata sconfitta interna subita a opera del Barletta.
Anche a Gravina, la squadra azzurrostellata ha giocato quella che potrebbe essere definita una buona gara. Ha dominato territorialmente la partita per quasi tutto il primo tempo ma si è persa (non è più una novità!) nei pressi dell’aria di rigore avversaria. Stanno venendo a mancare i gol risolutivi di Labriola che avevano caratterizzato il cammino della squadra e che – pur messi a segno con il bilancino del farmacista – avevano consentito alla squadra di fare risultato con il minimo consentito. Ma può una squadra dipendere solo dalla vena realizzativa di un calciatore, per bravo che sia, prestato all’attacco?
Alla Paganese adesso, forse, con l’allontanamento della squadra dalle prime posizioni, mancano pure le motivazioni e l’adrenalina che caratterizzano momenti difficili. Ma sarebbe un grave errore mollare gli ormeggi a due giornate dalla fine, non per i play-off (che non servono a niente), ma soprattutto per attaccamento ai colori sociali, e per il rispetto dovuto a una tifoseria che è tornata in massa a sostenere la squadra, nella buona e nella cattiva sorte, parafrasando l’impegno a rimanere uniti nonostante le diversità della vita.
16.4.26
Archiviato il calcio giocato, ora tocca vincere l'altro "campionato"! Attese novità?
Sono stati giorni intensi per Pagani e per la Paganese, con sentimenti che si sono inevitabilmente intrecciati. Da un lato la solennità della festa, sentita da tutti i paganesi e non solo; dall’altro la fine dei sogni di gloria, dopo il crollo dell’ultimo mese. La gara con l’Afragolese è stata la prima delle ultime quattro di campionato, che hanno un sapore amaro per i tifosi ma che per i calciatori ricordano quello degli studenti che, a fine anno scolastico o quasi, dopo aver sostenuto le varie interrogazioni, attendono soltanto l’ultima campanella.
Archiviato il campionato, purtroppo con non poche responsabilità della società in termini di mercato di gennaio, l’attenzione si focalizzerà sull’altro tema di pubblico interesse: il debito con l’erario. Un tema che, la settimana scorsa, dopo gli spifferi circolati in città tra i ben informati su un proficuo incontro coi consulenti dell’Agenzia delle Entrate, ha trovato conferma anche in un “annuncio istituzionale” con una comunicazione ufficiale prevista nelle prossime settimane.
Ho notato, però, con stupore come, da parte dei responsabili della comunicazione della società, il fatto che la tifoseria chieda legittima chiarezza sul futuro venga interpretato come un atteggiamento di chi attende che tutto vada a rotoli o, peggio ancora, venga etichettato come sciacallaggio. Un atteggiamento non depone bene per il prosieguo e per il futuro della stessa, che dovrebbe invece adottare una comunicazione più netta e chiara, senza alimentare congetture di alcun tipo.
D’altronde, il chiacchiericcio è alimentato dalle troppe “voci di dentro” che generano ipotesi, dubbi, speranze e incertezze da un giorno all’altro. L’attenzione sul tema è un fatto naturale: è una questione complessa che si trascina da due anni tra accordi presentati, annunciati, poi smentiti e infine ricalcolati passando più volte dal “E' tutto pronto” al “Ci devono far sapere” creando inutili aspettative. Ad alimentare le notizie sono proprio le “voci di dentro” che fanno il giro della città, dando adito a scenari ritenuti veritieri — come quello dei presunti disimpegni di dirigenti — per poi essere puntualmente ritrattati, salvo ripresentarsi ciclicamente ad alimentare il chiacchiericcio.
La Paganese, ricordiamolo, è un bene di interesse comune e sociale e, in quanto tale, è soggetta a critica sportiva: chi la esercita non può per questo essere definito un detrattore!
Peppe Nocera - paganesemania.it
14.4.26
La Paganese vista da...Nocera! - Al Torre il clima è di fine stagione, in campo il solito copione.
Clima estivo al Torre per un Paganese–Afragolese che tornava in cartellone dopo 40 anni e che non sarà ricordata come una gara indimenticabile, ma per essere andata in scena di sabato, cosa che, a mia memoria, non era mai accaduta, non in concomitanza con la tradizionale domenica di festa per i paganesi. Partita di fine stagione, con gli ospiti che, nelle intenzioni — messe in pratica soprattutto nel secondo tempo — avevano stimoli maggiori per la conquista di un posto nei play-off.
Mister Novelli, nel “sorteggio settimanale” della punta centrale, questa volta affida a Paredes la maglia da titolare nel ruolo, con La Monica che scala in panchina e Negro in tribuna. Isufi, invece, scomparso dai titolari dopo la gara con il Barletta, trova in Figueras una valida alternativa. Per il resto, tutto secondo copione: rientrano Piga e Labriola; nell’alternanza degli esterni Costanzo è in tribuna per infortunio, con Pierdomenico titolare e Lombardi in panchina rispetto alla gara con la Real Normanna. Anche la tifoseria, come la squadra, ha mollato, lasciando vari vuoti sulle scalee del Marcello Torre, dopo che il sogno promozione è svanito nell’ultimo mese: una squadra che ha infilato il terzo pareggio nelle ultime sei gare, oltre a due sconfitte e una vittoria.
Il copione, del resto, non ha subito variazioni sul tema di un campionato che si è arenato sul più bello. Una squadra che sbatte ancora una volta contro la sua anemia offensiva, con almeno quattro palle gol fallite e un palo che, se da un lato sembrano figli di una squadra viva, dall’altro suonano come la solita nota di una melodia stonata. Questo campionato ha ormai poco da dire alle corde dei tifosi, dal punto di vista tecnico, e deve trascinarsi stancamente alla conclusione, cercando, se possibile, di evitare anche l’inutile strazio dei play-off.
Peppe Nocera - paganesemania.it
13.4.26
Novelli: "Un ottimo primo tempo, ma se poi non la chiudi...".
Dopo il pareggio con l'Afragolese, mister Novelli analizza la prestazione della sua squadra con equilibrio, tra rammarico e segnali positivi. “La squadra ha fatto un ottimo primo tempo. Siamo andati in vantaggio e abbiamo avuto altre due occasioni nette per raddoppiare. Questo è stato il problema principale: non aver chiuso la partita. Nella prima parte abbiamo fatto veramente bene, ma nella ripresa non siamo stati continui. Abbiamo concesso spazi e, pur creando ancora tre palle gol e colpendo anche un palo, non siamo riusciti a portare a casa il risultato pieno. Quando non concretizzi, poi rischi di giocartela fino alla fine. Abbiamo subito un gol in fuorigioco, ma al di là di questo abbiamo avuto qualche difficoltà sui cross, dove ci siamo fatti trovare impreparati. Rispetto comunque alle partite di Ferrandina e Aversa ho visto una squadra diversa, in crescita. Abbiamo proposto gioco, ma dobbiamo ritrovare continuità e intensità nelle due fasi”.
Sul piano mentale, Novelli ha escluso pressioni esterne: “Non c’è stata pressione da parte di società, direttore, tecnico o tifosi. Anzi, i tifosi ci hanno sempre sostenuto. Il punto è che, quando si avvicina il traguardo, serve serenità. Non è semplice gestire certe situazioni di classifica, soprattutto per chi non ci è abituato. Abbiamo sempre giocato con grande intensità, creando tante occasioni. Questo comporta un grande consumo di energie, sia fisiche che mentali, e alla lunga qualcosa si paga. Nel corso di un campionato è normale avere qualche passaggio a vuoto. Oggi c’è rammarico per il pareggio, ma ho visto una buona prestazione contro un avversario valido”.
da www.paganesemania.it













