17.9.26
Novelli: "Ci è mancato qualcosa negli ultimi 25 metri".
Una Paganese paziente, ma poco incisiva negli ultimi metri. È questa la fotografia tracciata da mister Novelli al termine dello 0-0 contro l’Afragolese. Al termine della gara, il tecnico azzurrostellato ha analizzato in sala stampa una partita nella quale la squadra ha trovato di fronte un avversario molto chiuso e compatto, soprattutto nella zona centrale del campo. “Con questo turno infrasettimanale c’è stato sicuramente un dispendio di energie. Può esserci stato qualcosa, ma c’è anche il merito dell’avversario. Però abbiamo cercato di avere pazienza e di trovare gli spazi. Loro hanno creato una densità forte nella parte centrale e noi dovevamo fare qualcosa di diverso sull’esterno. Ci siamo arrivati diverse volte, ma poi in area riuscivano a chiudere. Quando arrivi negli ultimi 25 metri e trovi una squadra chiusa, loro si abbassano, ti lasciano anche il tiro. E se non tiri, non puoi fare. Dobbiamo sfruttare molto di più questa parte di campo”.
Il tecnico ha evidenziato anche alcune occasioni nelle quali la Paganese, dopo aver recuperato palla, non è riuscita ad attaccare immediatamente la profondità. “Nella prima parte, quando facevamo pressione, loro lanciavano la palla lunga sulla punta centrale e molte volte riuscivamo a recuperare palla. A volte, però, invece di andare verso la porta tornavamo indietro e davamo loro il tempo di sistemarsi. Questo forse lo abbiamo sbagliato”
Anche negli ultimi minuti, secondo Novelli, è mancata un po’ di lucidità nei movimenti offensivi: “Abbiamo corso spesso sulle stesse linee invece di aprirci e creare qualche spazio. Quando loro sono stretti dobbiamo essere noi bravi a trovarlo. Quando ti trovi spalle alla porta devi riuscire ad aprirti e ricevere prima la palla con un controllo orientato. Questo ti permette di vedere in avanti e non di giocare sempre all’indietro”.
Bonfiglio entra e prende minuti
Tra gli argomenti affrontati in sala stampa anche l'ingresso di Bonfiglio, reduce da un lungo periodo lontano dai campi. "Loro si chiudevano molto bene e negli ultimi 25 metri Bonfiglio è un giocatore che può darti qualcosa in più, perché salta l’uomo e crea superiorità numerica. È stato infortunato a lungo e stiamo cercando di fargli prendere minuti. Domenica scorsa è entrato per circa 30 minuti, oggi gli abbiamo dato ancora spazio. È un giocatore che negli spazi stretti può fare molto, ma deve ritrovare la condizione».
Cordova, Coquin e le scelte di formazione
Il tecnico ha poi chiarito alcune delle scelte iniziali e il motivo dell'impiego di Cordova. “Abbiamo fatto un cambio rispetto alla settimana scorsa perché volevo un giocatore più di profondità come D'Incoronato oltre al fatto che Pierdomenico si portava dietro un problema alla spalla dalla gara di sabato. Poi abbiamo provato qualcosa di diverso con Cordova perché, rispetto ad altri centrocampisti, ha l’inserimento in area sui cross ed è bravo nel gioco aereo. Quando trovi una squadra bassa e chiusa, di spazio ce n’è poco. Servono caratteristiche diverse. Per questo non ho utilizzato Coquin che predilige spazi aperti da attaccare”
“Non faccio distinzione tra under e over”
Novelli ha dedicato un passaggio anche al tema dei giovani, dopo una gara nella quale la Paganese è arrivata a schierare contemporaneamente 5under. “A mio avviso c’è una cultura sbagliata in Italia nel distinguere gli under dagli over. In altri campionati a 17 anni giocano Champions League ed Europa League, mentre da noi a 30 anni vengono ancora considerati giovani. Se il giovane è bravo, deve giocare. Non bisogna pensare soltanto all’età. Abbiamo visto una buona prestazione in termini di profondità, tenacia e pressione. Non vedo differenza tra under e over”
“Dobbiamo costruire giorno per giorno”
Nonostante il pareggio, Novelli guarda al percorso complessivo della squadra e invita a mantenere equilibrio nelle valutazioni. “Tutti vogliamo sempre vincere, ma io vedo questa partita sotto un aspetto di equilibrio e di stabilità. Se ragioniamo sempre al massimo delle nostre possibilità, possiamo fare determinate cose con una certa velocità di pensiero e di esecuzione. A volte, per diversi motivi, non ci riusciamo. Gli interpreti sono gli stessi. Bisogna costruire giorno per giorno e cercare di migliorare alcuni aspetti”.
Infine, una considerazione che fotografa le aspettative del tecnico sulla Paganese: “Noi non siamo una squadra che ammazza il campionato. Dobbiamo valorizzare l’idea che abbiamo e realizzarla nel modo migliore”.
da www.paganesemania.it
Paganese-Afragolese 0-0: una serata storta può capitare.
La cornice di pubblico che ieri sera affollava ogni settore del “Marcello Torre” avrebbe meritato molto di più in termini di resa emozionale. Lo spettacolo sugli spalti c’è stato e la marea degli spettatori ha recitato la sua parte accompagnando e incoraggiando la squadra azzurrostellata con cori e incitamenti per tutta la durata della partita.
Quello che non c’è stato ieri sera è il risultato. Intendiamoci: mai niente nel calcio è matematico o certo, ma dalla squadra azzurrostellata sarebbe stato lecito attendersi qualcosa in più soprattutto alla luce delle due vittorie conseguite nelle prime due giornate di campionato.
Cosa dire ancora? La squadra è ben formata; ha una sua identità: è ben guidata; ha in panchina elementi di qualità pronti a dare il loro contributo alla causa; può solo migliorare.
Ma il campionato – facciamocene tutti una ragione – sarà lungo e difficile. Partite facili non ce ne sono. Un pareggio va accettato come incidente di percorso, non altro. Prosit!
Paganese-Afragolese 0-0: nel derby tanto equilibrio e poche emozioni. Niente fuga.
Tanto equilibrio e pochissime emozioni nel posticipo della terza giornata al Marcello Torre, dove la Paganese non riesce ad andare oltre lo 0-0 contro l'Afragolese.
Un risultato tutto sommato giusto per quanto emerso durante i 90 minuti, con le due squadre che hanno mostrato grande equilibrio. La Paganese ha cercato di colpire senza però riuscirci, anche grazie all'organizzazione della formazione di mister Esposito, rivelatasi arcigna nel fare massa e quantità a centrocampo, cercando di limitare le trame di gioco degli azzurrostellati.
Mister Novelli conferma in toto l'undici vittorioso di sabato, inserendo soltanto Di Incoronato al posto di Pierdomenico sull'out destro d'attacco. Quest'ultimo era uscito un po' malconcio dalla sfida di sabato scorso a causa di un problema alla spalla.
Il canovaccio della gara è chiaro fin da subito. Gli azzurrostellati tentano di fare la propria gara attraverso la classica trama di passaggi, alla ricerca della verticalizzazione, dell'inserimento giusto. Senza però riuscirci praticamente mai. L'Afragolese si difende, risponde colpo su colpo a centrocampo e prova poi a colpire in ripartenza. È così che scivola via tutta la prima frazione di gioco, senza particolari sussulti.
Il primo brivido arriva dopo dieci minuti dall'inizio della ripresa, più per caso che per volontà: l'Afagolese colpisce un palo con Ferrara, autore di un tiro-cross che sorprende la retroguardia azzurrostellata.
Novelli cerca di dare una sterzata al match, inserendo Lagzir e Bonfiglio, oltre Cordova, per provare a dare maggiore vivacità dal centrocampo in su. I cambi, però, non riescono a dare la scossa necessaria alla partita.
Nel finale, un colpo di testa di Sufi termina di poco a lato, così come una conclusione di Longo. Finisce dunque 0-0, con un risultato tutto sommato giusto al termine di 90 minuti caratterizzati dal massimo equilibrio al Marcello Torre.
da www.paganesemania.it
15.9.26
La Paganese vista da...Nocera! - Fosforo e qualità, un centrocampo protagonista e decisivo.
Una vittoria pesante, di fosforo.
Il campo di Sassari era stato tutt’altro che dolce due anni fa, alla vigilia di Natale, quando l’undici di mister Esposito, giunto da capolista, si sciolse al cospetto di Sorgente e compagni, subendo un netto 4-1. Una sconfitta vendicata con gli interessi, quella che diede il via al declino in classifica e all’inizio della fine dei sogni di gloria di quella Paganese.
Sabato, invece, nonostante qualche leggerezza nella gestione di alcune situazioni difensive, la Paganese ha dato la sensazione di avere sempre in pugno la partita, fatta eccezione per gli avvii dei due tempi, facendo emergere la maggiore qualità dei suoi interpreti.
Sia in occasione del vantaggio dei sardi, ad opera di Pinna, lasciato colpevolmente libero di saltare in piena area, sia nell’occasione del rigore, non sono mancate le colpe dei difensori azzurri, privi ieri dell’infortunato Figueras. In tutta la partita, però, solo in queste due occasioni gli uomini di mister Fini si sono visti dalle parti di Di Salvatore, bravo a intercettare quasi il rigore di Sorgente e a smanacciare in angolo una conclusione dalla distanza. Per il resto, dominio azzurrostellato.
A proposito di rigori, tanti dubbi su un paio di situazioni in area sarda, così come su quello assegnato al Latte Dolce.
In una giornata non esaltante per Akkamadou, autore di pochi spunti per far male, sono saliti in cattedra i tre moschettieri del centrocampo azzurro: Basanisi, Pierce e Sicurella. Un reparto che quest’anno abbina come non mai qualità e quantità.
Basanisi, il migliore in campo per me, ha sfoderato una prestazione eccezionale, con un tacco per il gol di Pierce e piazzando un destro mortifero per il vantaggio. Ma, soprattutto, tanti inserimenti, corsa, recuperi e sostanza.
Il Maestro Pierce ha condito la solita prestazione con una pennellata all’incrocio, di precisione e calibro perfetti.
Se poi un sette polmoni come Sicurella ti fa anche lo stacco di testa in area, andando a finalizzare una pennellata di Piga, allora sai che sei in una botte di ferro.
Una vittoria meritata, che sarebbe stato un peccato non portare a casa. Ma Novelli sa che c’è da rivedere qualcosa in alcune situazioni, anche perché quando si è superiori all’avversario le partite si devono blindare e custodire.
Ora si ritorna subito in campo con l’Afragolese, mercoledì sera, quando la magica atmosfera del Torre deve accompagnare gli azzurri in un’altra delicata partita: il derby con l’Afragolese, formazione di tutto rispetto, contro la quale bisognerà centellinare gli errori e valorizzare le proprie qualità.
Sicuramente ci potrebbe essere qualche cambio nella seconda gara delle tre. Potrebbe trovare spazio Coquin così come Lagzir e Bonfiglio magari dall'inizio, oltre a valutate il rientro di Figueras considerando che domenica si va a Trastevere.
Peppe Nocera - paganesemania.it
Novelli: "C'è da migliorare, ma la vittoria è meritata".
La Paganese espugna Sassari e supera 3-2 il Lattedolce al termine di una gara combattuta. Mister Novelli, nel post partita, promuove la prestazione dei suoi, pur evidenziando alcuni aspetti da migliorare.
“È una vittoria meritata. Ci sono stati aspetti positivi, anche se non con continuità, ma abbiamo commesso qualche errore. Siamo partiti male, soprattutto nelle letture e nelle uscite, concedendo qualche imbucata in profondità”. Poi la reazione. “Dopo il gol abbiamo ripreso a giocare, siamo andati in vantaggio e abbiamo creato situazioni importanti, cercando l'ampiezza e attaccando gli spazi. Nella ripresa abbiamo aumentato l'intensità del pressing e siamo andati alla continua ricerca della vittoria”.
Decisivo anche Piga, autore dell'assist per il gol di Sicurella nel finale: “Conosciamo le sue qualità. Non è partito bene, poi è cresciuto e ha iniziato a spingere e a fare le scelte giuste. Ha messo cross importanti e questo deve diventare una continuità”.
Novelli guarda però già avanti: “Siamo appena alla seconda giornata e dobbiamo crescere, lavorare e migliorare soprattutto nella fase difensiva. La consapevolezza te la dà il lavoro quotidiano. Il nostro obiettivo è aumentare la qualità sotto l'aspetto mentale, fisico e tecnico-tattico”.
Infine, nessuna sottovalutazione del girone: “Non sono d'accordo quando si dice che sia un girone debole. Ci sono squadre con caratteristiche diverse e un campionato difficile. Dobbiamo continuare a lavorare”.
da www.paganesemania.it
Sassari conquistata! Sicurella fa godere la Paganese.
È un gol di Giuseppe Sicurella a dieci minuti dal termine a regalare tre punti preziosi alla Paganese, consentendole di tornare dalla Sardegna con un successo fondamentale al termine di un match dalle mille emozioni.
Un primo tempo concitato a Sassari vede la Paganese partire forte, pur subendo alla prima occasione la rete del Latte Dolce: su azione da calcio d'angolo al quarto d'ora, Pinna svetta di testa incornando su marcatura persa da Isufi e batte Di Salvatore. La Paganese non si scompone e continua a macinare gioco. Il meritato pareggio arriva poco dopo la metà della prima frazione: sulla catena di destra, Pierdomenico premia la sovrapposizione di Di Biagio che dal fondo mette al centro per l'accorrente Basanisi, bravo a trafiggere il portiere di piattone.
Sulle ali dell'entusiasmo, gli azzurrostellati continuano a spingere e ribaltano il risultato. Pierce lancia in profondità Akammadu, che entra in area, protegge palla e serve Basanisi al limite; il centrocampista vede l'arrivo di Pierce alle sue spalle e lo serve con un delizioso colpo di tacco: il piattone dell'argentino spedisce la sfera dritta all'incrocio dei pali per il 2-1. La Paganese azzanna la gara e protesta veementemente a cinque dal termine per un nettissimo tocco di braccio di Lopez su tiro di Basanisi, non sanzionato dall'arbitro. Sul capovolgimento di fronte arriva però la beffa: Pulina sfugge sulla fascia a Di Biagio ed entra in area, dove viene atterrato da un intervento irruente di Pierce. Dal dischetto Sorgente non sbaglia, pur con Di Salvatore che intuisce l'angolo.
Nella ripresa c'è solo la Paganese in campo. Con il passare dei minuti gli uomini di Novelli aumentano i giri e la supremazia territoriale. Il mister inserisce forze fresche: Lagzir per l'infortunato Pierdomenico, oltre a Buonfiglio e Cordova. Il forcing campano viene premiato a dieci minuti dal termine: Cordova recupera caparbiamente palla sulla trequarti e serve Piga, il cui pennellato col destro trova il perfetto inserimento di testa di Sicurella. È la rete del definitivo 3-2 che fissa la vittoria e regala alla Paganese tre punti d'oro.
da www.paganesemania.it
12.9.26
Latte Dolce - Paganese 2-3: vittoria mai in dubbio a Sassari.
DI NINO RUGGIERO
È opinione diffusa che alla Paganese dello scorso campionato siano mancati i gol che le avrebbero permesso di coronare il sogno della serie C. Quella squadra c’era, ed era anche di ottima fattura, ma segnava poco, troppo poco per arrivare veramente in alto. Giusto. Allora è normale e logico – volendo coronare un sogno interrotto sul più bello – che in questa annata calcistica siano stati ingaggiati buoni attaccanti. Sono arrivati il centravanti Akammadu, l’attaccante di destra Lagzir e quello di sinistra Bonfiglio. Tutto risolto allora? In un certo senso sì, perché nel calcio è il risultato che fa la storia. Ma va detto subito, con buona pace degli attaccanti in rosa, che la bella vittoria conseguita con il Lattedolce di Sassari porta la firma inconfondibile di tre calciatori che costituiscono l’architrave della squadra, vale a dire Basanisi, Pierce e Sicurella. Intendiamoci, la vittoria è sempre merito del collettivo, ma una nota di merito particolare va proprio ai componenti del centrocampo che non solo hanno cantato e portato la croce in una partita spigolosa e niente affatto facile, ma addirittura si sono presentati con una continuità impressionante in zona gol.
Detto doverosamente quanto andava detto per amore della verità, dando a Cesare quello che è di Cesare, bisogna dire subito che gli attaccanti non hanno affatto demeritato anche se il tabellino non porta la loro firma. In particolare è stato Pierdomenico per tutta la durata del primo tempo a fare il bello e il cattivo tempo sulla fascia destra sorretto da un Di Biagio in stato di grazia. Qualcosa è andato meno bene sul lato opposto, ma bisogna riconoscere che gli avversari avevano preparato una grande diga Maginot, si muovevano senza concedere spazi, raddoppiando le marcature sugli uomini ritenuti più pericolosi.
La vittoria per la verità non è sembrata mai in dubbio, anche quando i padroni di casa sono passati in vantaggio sulla solita palla inattiva da calcio d’angolo. Ma l’andamento della partita deve anche far capire che in questo campionato non ci saranno mai partite facili e che bisognerà sempre tirar fuori il meglio sia dal punto di vista tecnico che da quello caratteriale.
Ho già precisato dalla scorsa settimana che quest’anno non stilerò pagelle di merito sulle prestazioni dei calciatori. Questo però non significa che abdicherò a quella che può essere una funzione critica e di osservazione. Dalla gara di Sassari ho ricavato impressioni più che buone dai nuovi innesti. Sono convinto che Akammadu, Lagzir, Bonfiglio e Basanisi abbiano ottime carte da mettere in gioco e che abbiano solo bisogno di carburare in tempo debito. Poi cresceranno di condizione anche gli elementi che fino a questo momento non sono riusciti a ritagliarsi un ruolo in questa squadra. Mai come quest’anno la rosa della squadra appare ben formata e ci sarà tempo e spazio per tutti quelli che sono stati chiamati a farne parte. Intanto si viaggia bene: due partite e punteggio pieno. Amen!
Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it
10.9.26
La Paganese vista da...Nocera! - Buona la prima!
Dopo l’esordio vincente in Coppa Italia contro la Palmese, gli azzurrostellati concedono il bis e brindano anche in campionato, superando il Pomezia dell’ex De Santis. Il solo gol di scarto non rende merito alla prestazione di Pierce e compagni che, nella fornace del Torre – assurdo giocare alle 15 – avrebbero meritato un risultato più ampio.
Le reti nel primo tempo di Pierdomenico e Akammadu avevano messo la giusta distanza tra la Paganese e la formazione laziale che, complice l’imprecisione degli azzurrostellati, è rientrata in partita nel finale di gara. Sul 2-1, infatti, sono state sciupate diverse ripartenze con D’Incoronato e Lagzir, che avrebbero potuto mettere la pietra tombale sulla gara. Invece, le occasioni fallite hanno mantenuto in vita i rossoblù che, sino alla fine del recupero, hanno tenuto sulle spine la tifoseria di casa.
La Paganese ha confermato le buone trame di gioco messe in mostra contro la Palmese, frutto di una base consolidata sulla quale Novelli e il suo staff hanno costruito il lavoro già dalla passata stagione e proseguito nel ritiro, con l’inserimento delle nuove pedine.
È presto, ovviamente, per dirlo, ma la sensazione è che il mercato condotto da Bocchetti e Novelli abbia puntato a elevare il tasso d’esperienza, sia sugli esterni sia in mezzo al campo. Nel cuore del gioco si è già fatta vedere, ad esempio, la presenza di Basanisi, capace di garantire quantità e qualità negli inserimenti e di alimentare il reparto offensivo. Un giusto mix con Sicurella, altro polmone di un centrocampo che ha aumentato i propri propulsori ai lati di Pierce, grande metronomo, anche se proprio da una sua palla persa è scaturito il gol del Pomezia.
In difesa il reparto non è stato toccato, con il peso che si regge sul capitano De Nova, altra certezza, e su Figureas, mentre sugli esterni ci sono un sempre straripante Piga e un duttile Di Biagio.
In attacco sono tante le soluzioni a disposizione di Novelli, tra under e over: tra chi deve ancora trovare la miglior forma, come Bonfiglio e Lagzir, chi deve acquisire maggiore lucidità nelle soluzioni, vedi D’Incoronato, e chi è già sulla buona strada, come Pierdomenico ed El Haddadi.
Discorso a parte per Akammadu. L’attaccante è già a pieno regime e sa applicare soluzioni sia di destro sia di sinistro, oltre a farsi valere nel gioco aereo. Un punto di riferimento per il reparto che speriamo di non dover rimpiangere nemmeno per un raffreddore. Perché, se proprio vogliamo muovere un appunto al mercato, servirebbe un’altra punta centrale.
Ma va bene così. Per ora.
Peppe Nocera - paganesemania.it
7.9.26
Mister Novelli: "Un orgoglio rappresentare la Paganese nell'anno del centenario! Oggi vittoria meritata!".
Una Paganese convincente, capace di imporre il proprio gioco per larghi tratti della gara, ma ancora chiamata a migliorare sotto porta e nella gestione dei momenti. È questa la fotografia tracciata da mister Novelli al termine del successo per 2-1 sull’UniPomezia, nella prima giornata di campionato. Un esordio positivo, al termine di una gara che ha visto gli azzurrostellati creare diverse occasioni e soffrire soltanto nel finale.
"La squadra si è espressa bene nelle due fasi di gioco», ha sottolineato Novelli, evidenziando però quanto sia difficile mantenere per 96-97 minuti la stessa intensità, soprattutto in una giornata caratterizzata dal caldo. La Paganese ha avuto il merito di attaccare gli spazi e di mettere più volte in difficoltà una formazione, quella laziale, rimasta molto simile a quella della passata stagione e particolarmente abile nell'uno contro uno.
Il rammarico del tecnico riguarda soprattutto le occasioni non concretizzate. “Abbiamo avuto quattro o cinque palle gol nette, siamo arrivati tre contro uno, due contro il portiere. Bisogna far gol, concretizzare”, ha spiegato Novelli. Un aspetto sul quale lavorare, perché concedere all'avversario la possibilità di rientrare in partita dopo aver avuto tante occasioni può complicare inutilmente una gara già indirizzata.
Il tecnico non parla però di difficoltà, quanto di un normale percorso di crescita. “Siamo nella parte iniziale, è meglio che tutte le cose si evidenzino adesso per poterle correggere”. Attenzione, concentrazione, intensità e capacità di rimanere corti nelle due fasi sono aspetti che, secondo Novelli, arriveranno con il lavoro e con il miglioramento della condizione fisica.
“Akammadu finalizza il lavoro della squadra”
I riflettori sono inevitabilmente finiti anche su Akammadu, ancora una volta decisivo sotto porta. Novelli, però, sposta l'attenzione dal singolo al collettivo: “Io non vedo solo Akammadu, ma vedo la squadra. Lui sta facendo gol perché la squadra lo mette più volte nelle condizioni di arrivare lì per far gol. È un lavoro di squadra”.
Un concetto che il tecnico ribadisce con forza: nessuno può pensare di cambiare da solo le sorti di una partita. Lo stesso vale per i nuovi arrivati e per gli attaccanti. D'Incoronato, secondo Novelli, ha lavorato bene sia a destra che a sinistra, attaccando la profondità e svolgendo un importante lavoro senza palla. Lagzir, invece, ha ancora bisogno di tempo per raggiungere la migliore condizione. Buone indicazioni sono arrivate proprio dai subentrati: “Per me chi è subentrato ha fatto bene”, ha rimarcato il tecnico, citando in particolare Lagzir, D'Incoronato.
“Il tempo ci darà le risposte”
Novelli guarda quindi avanti con fiducia, consapevole che le prime gare serviranno soprattutto a verificare il lavoro svolto in estate. "Dobbiamo dimostrare con la continuità del tempo che siamo sulla strada giusta:, ha spiegato, sottolineando come le scelte della società siano state compiute seguendo criteri precisi, sia dal punto di vista delle caratteristiche tecniche sia da quello umano.
La scelta, infatti, è stata quella di mantenere il maggior numero possibile di elementi del blocco precedente, favorendo conoscenza e continuità, inserendo al tempo stesso giocatori capaci di aggiungere esperienza e caratteristiche differenti.
Ma c'è un elemento che Novelli considera imprescindibile: il gruppo. “Non c'è nessuno dentro di noi che da solo può cambiare la partita. È un contesto che deve girare l'uno in funzione all'altro”. È questa, dunque, la strada indicata dal tecnico: pensare alla squadra prima del singolo, muoversi insieme e crescere partita dopo partita.
“Il Centenario deve darci ancora più fame”
Infine, un passaggio particolarmente sentito sul significato del Centenario della Paganese. Un anniversario che, secondo Novelli, deve rappresentare un motivo di orgoglio ma anche una responsabilità per chi oggi indossa la maglia azzurrostellata.
“Fare i 100 anni a Pagani deve essere un orgoglio per noi, una fortuna”, ha detto il tecnico, ricordando i sacrifici di presidenti, calciatori, tifosi, giornalisti e di tutte le persone che nel corso della storia hanno contribuito a costruire il patrimonio calcistico cittadino.
:Non possiamo essere mai stanchi, non possiamo essere mai senza fame, senza ambizione", il messaggio di Novelli. Perché il Centenario non è soltanto una celebrazione del passato, ma la responsabilità di custodire e difendere una storia lunga un secolo.
E la prima risposta, almeno dal campo, è arrivata con tre punti pesanti. Ora servirà dare continuità.
da www.paganesemania.it
Paganese-UniPomezia 2-1: Akkamadu è già protagonista: "Qui ho trovato il gruppo giusto!".
La prima giornata di campionato ha regalato alla Paganese non soltanto i tre punti, ma anche la conferma di un Akammadu già protagonista. L’attaccante azzurrostellato ha messo la sua firma sul successo contro l’UniPomezia, con una rete tutt’altro che casuale, ma costruita attraverso il lavoro svolto durante la settimana. “Sono contento del rendimento, ma devo sottolineare che è tutto frutto del lavoro che si sta facendo con la squadra, con il mister e con lo staff” ha spiegato Akammadu nel post gara. Un rendimento che nasce anche dall'ottimo impatto avuto con il nuovo ambiente: "Sono contento di come sono arrivato e del modo in cui mi hanno accolto i compagni, sia quelli nuovi che quelli che erano qui l’anno scorso. È tutto una conseguenza del lavoro che si sta facendo con il gruppo".
Poi il racconto del gol, preparato proprio in previsione delle caratteristiche dell’UniPomezia: "Si era preparato durante la settimana. Sapevamo che era una squadra che aveva la linea alta e che ci sarebbero stati spazi alle spalle dei difensori. Non era un gol frutto del caso, ma di un lavoro che avevamo provato durante la settimana. È andata bene e sono contento".
Un inserimento, dunque, già positivo, favorito da un gruppo che l’attaccante ha definito "di lavoratori, di ragazzi eccezionali e umili". Merito anche del lavoro di mister Novelli: "Ci dà molte indicazioni, ci aiuta molto. La cosa che mi ha colpito è che siamo tutti dei lavoratori e la nostra forza è proprio questa".
Akammadu guarda avanti senza lasciarsi condizionare da quanto accaduto in passato. La scorsa stagione in Serie C, infatti, non è andata secondo le sue aspettative: "Non è stata una stagione positiva per me, almeno non secondo quello che mi aspettavo. Non voglio avere alibi perché non fa parte di me. Alcuni problemi fisici mi hanno condizionato e non sono stati gestiti, in primis da me stesso, nella maniera giusta. Questo mi ha fatto rendere meno di quanto avrei voluto. Sono esperienze di vita che ti danno insegnamenti e cerchi di farne tesoro per il futuro. Queste sono cose che cerco di portare anche qui alla Paganese, alla città e ai compagni".
Il gol all’UniPomezia può essere allora soltanto il primo passo di un percorso nuovo. Un percorso fatto di lavoro, consapevolezza e voglia di trasformare gli errori del passato in benzina per il futuro. E Akammadu ha già iniziato con il piede giusto.
Marco Orlando Ferraioli per paganesemania.it
foto: PaganeseCalcio
Paganese-UniPomezia 2-1: meglio non poteva cominciare!
Quest’anno basta con le pagelle e con giudizi sui singoli. Preferisco il commento e parlare di una partita di calcio con le sue sfaccettature tecnico-tattiche.
Al “Marcello Torre”, in un orario assurdo, (inizio della gara ore 15) con 37 gradi all’ombra, c’erano tutte le premesse perché si potesse vedere all’opera una Paganese all’altezza delle migliori aspettative della vigilia. Dopo una buona ventina di minuti, Pierdomenico aveva già posto il suo sigillo personale a una gara disputata subito all’insegna del dinamismo più concreto ed essenziale.
Meglio non poteva cominciare, e il raddoppio messo a segno con precisione millimetrica da Akammadu sul finale del tempo aveva avallato l’impressione di una Paganese spavalda e fiera, soprattutto sicura del fatto suo.
Qualcosa, però, soprattutto nella seconda parte della gara, non ha funzionato come nei desideri di Novelli e la squadra azzurrostellata non è più riuscita a farsi valere in zona gol nonostante abbia macinato e sprecato parecchie occasioni da rete.
Le vittorie fanno aumentare l’autostima e in questo momento c’è soprattutto bisogno di fare punti in modo da poter guardare con fiducia alle prossime gare.
In una giornata particolarmente torrida, forse non si è vista la migliore Paganese del momento ma hanno risposto presente all’appuntamento con la rete soprattutto Akammadu e Pierdomenico, particolarmente attesi in zona gol. Ma anche le prove di Basanisi e Sicurella hanno presentato elementi di buona qualità nel gioco di centrocampo. Da oggi Pierce è proprio in buona compagnia nel centrocampo decisamente schierato a tre. Qualcosa in più probabilmente l’allenatore Novelli se lo aspettava da Lagzir e da D’Incoronato, apparsi lontani dalla forma migliore. Ma ci sarà tempo per mostrare le loro qualità. Mai correre e pretendere di arrivare tutti al grado di forma ottimale in tempi ristretti. Le premesse per disputare un buon campionato ci sono tutte.
4.9.26
La Paganese vista da...Nocera! - Emozione centenarie!
Emozioni. Quelle che ogni tifoso – anziano, adolescente, donna, bambino o uomo – ha vissuto attraversando il cuore di Pagani, con il vessillo azzurro indossato o sventolato. Ci siamo inebriati e stropicciati gli occhi nel vedere la paganità emergere in tutta la sua bellezza, nella sua spontaneità.
Idealmente abbiamo percorso cento anni di Pagani attraverso le sue strade e cento anni di Paganese attraverso le rievocazioni sospese nel cielo, grazie al lavoro straordinario dell’Associazione Centenari. Gente, tanta gente. Forse pochi immaginavano che così tante persone potessero invadere la città con la voglia di gridare la propria devozione alla propria squadra, alla propria Stella che, da quell’idea nata nell’estate del 1926, quei giovani – nati tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento – decisero di fondare, per poi costituirsi verso la fine del 1927. Una data precisa della fondazione, nonostante le mie ricerche, come ho detto più volte, non è emersa al momento. Ma scegliere il 1° settembre 1926 è stata una decisione quanto mai logica, capace di dare un riferimento simbolico a un secolo di storia. È stato bello perché tutto è nato dall’anima della tifoseria, che anno dopo anno si sta caratterizzando per iniziative, passione e lungimiranza, nel tracciare una linea di condotta speciale e identificativa. È stata la festa di tutti, voluta e organizzata dall’Associazione Centenari, con grande attenzione nella scelta di luoghi iconici, come l’ex Campo del Pino, l’attuale Villa Comunale, e nel ricordo dei presidenti attraverso la figura dell’avvocato Costantino Astarita, uno dei primi presidenti della Paganese.
Il corteo, la Marcia Centenaria, gli stendardi, le coreografie, i fuochi, l’incontro con la squadra, l’abbraccio con i propri beniamini, quelli da sostenere ogni domenica. Mi auguro che le iniziative non si fermino a queste straordinarie manifestazioni messe in campo dai tifosi, ma che anche la società sappia rendere speciale questo anno con altri eventi. È stato bello scambiarsi gli auguri, come nelle feste, perché i festeggiati eravamo tutti noi. Peccato, però, che forse non si sia calcolata bene la portata dell’evento, con l’insana idea di aprire al pubblico soltanto il settore Distinti: troppo poco per accogliere la marea azzurrostellata che si è riversata allo stadio. Una folla che, dopo che molti erano già tornati a casa, è stata poi fatta defluire verso la Tribuna, rimasta inopportunamente chiusa, e persino sul terreno di gioco.
Al Torre lo spettacolo è continuato con la Curva Nord, che ha chiuso la serata infiammandola in tutti i sensi. Ogni singolo tifoso, tornando a casa, si porterà dentro qualcosa di questa serata indimenticabile, condivisa con un amico o con uno sconosciuto. Perché quella sera, davanti a quella Stella e dentro quei colori, eravamo tutti paganesi. Tutti centenari.
Peppe Nocera - paganesemania.it
foto: profilo FB Gioventù Pagani
2.9.26
Un secolo, un popolo, una stella: la serata dei 100 anni della Paganese.
Una folla oceanica. Un fiume azzurrostellato che ha attraversato la città. Un abbraccio collettivo che ha unito generazioni, ricordi, emozioni e soprattutto un popolo.
Pagani, ieri, ha celebrato qualcosa che va ben oltre una semplice ricorrenza sportiva: ha festeggiato 100 anni di Paganese.
Una partecipazione quasi senza precedenti, paragonabile soltanto a quelle occasioni capaci di coinvolgere l'intera città, come una vittoria del campionato o la festa della Madonna delle Galline. Perché la Paganese, a Pagani, non è soltanto calcio. È appartenenza, identità, memoria e orgoglio.
Dai bambini agli adolescenti, dai ragazzi agli adulti, fino a chi quei cento anni li ha vissuti attraverso i racconti, le fotografie e i ricordi tramandati di generazione in generazione. Tutti insieme, con un vessillo azzurrostellato addosso, per ricordare che quella Stella non è soltanto cucita su una maglia: è cucita sulla pelle di una città.
Alle 18, in Villa Comunale, è iniziata l'adunata, con la scopertura della targa commemorativa dedicata al Centenario. Poi, alle 19:26, l'orario simbolico che richiama l'anno di nascita della Paganese, il popolo azzurrostellato si è messo in cammino.
Un lungo corteo ha attraversato Corso Ettore Padovano e via Marconi, trasformando le strade di Pagani in un'unica grande festa. Canti, cori, applausi, bandiere e fuochi d'artificio hanno accompagnato il cammino fino a piazza Sant'Alfonso, dove sulle mura dell'Auditorium campeggiava un messaggio che racchiudeva perfettamente il senso della serata: “Fede oltre il tempo”.
E forse non poteva esserci frase più adatta per raccontare cento anni di Paganese.
Dalla piazza, il corteo si è poi spostato verso lo stadio Marcello Torre, inizialmente con l'obiettivo di prendere posto nel settore Distinti. Ma anche qui la risposta della città è andata ben oltre ogni aspettativa. Una partecipazione immensa, superiore alle previsioni della vigilia, ha portato gli organizzatori ad aprire anche l'accesso al terreno di gioco e alla Tribuna, così da permettere a tutti di vivere pienamente la festa e ridurre i disagi.
Il terreno di gioco si è così trasformato in un palcoscenico. Uno dopo l'altro sono saliti sul palco mister Novelli e il suo staff, capitan De Nova, i riconfermati della passata stagione e tutti i nuovi arrivati, accolti da applausi e cori.
Ma gli applausi più sentiti sono stati rivolti a chi, negli ultimi mesi, ha contribuito concretamente a tenere in vita la Paganese. Alla dirigenza e a tutti gli imprenditori che hanno scelto di stringersi attorno al club, mettendo a disposizione energie e risorse per evitare che la storia azzurrostellata potesse interrompersi.
Un applauso speciale ha accompagnato poi l'amministratore Filippo Raiola, protagonista di un momento particolarmente toccante con la lettura di una lettera che ha emozionato il pubblico.
Poi, quando sembrava che la serata avesse già regalato tutto ciò che poteva regalare, è arrivato l'ultimo, straordinario capitolo.
Quello scritto dal Popolo azzurrostellato.
Nel settore Distinti è andata in scena una coreografia maestosa. Sulla recinzione, una frase destinata a restare impressa: “Popolo di Eroi, Patria immortale”. Ai lati, il 1926 e il 2026. Al centro, sei simboli che nel corso della storia hanno rappresentato la Paganese.
Sei simboli, sei frammenti di un viaggio lungo cento anni. Un viaggio fatto di vittorie e sconfitte, entusiasmo e delusioni, gioie e lacrime. Un viaggio nel quale non sono mancati fallimenti e cadute, ma dal quale la Paganese e il suo popolo hanno sempre trovato la forza di rialzarsi.
Sempre!
Perché è questa, forse, la vera storia della Paganese. Non soltanto quella raccontata dai risultati, dalle classifiche, dai campionati o dai trofei. Ma quella di una comunità che, nei momenti più difficili, ha continuato a riconoscersi in una maglia, in una Stella, in quei colori.
Una storia lunga un secolo che non appartiene soltanto a chi ha giocato, allenato, diretto o sostenuto la Paganese. Appartiene a tutti. A chi c'era ieri, a chi c'è oggi e a chi ci sarà domani. Ieri Pagani non ha semplicemente celebrato un anniversario.
Ha celebrato se stessa.
Il primo secolo è appena finito.
La storia, invece, continua.
Avanti Pagani! Avanti Paganese!
da www.paganesemania.it
1.9.26
Coppa Italia - Paganese-Palmese 2-1: le parole di mister Novelli.
Al termine del successo in Coppa Italia contro la Palmese, mister Raffaele Novelli ha analizzato la prestazione della sua Paganese, soffermandosi soprattutto sul percorso di crescita di una squadra ancora all'inizio della stagione. "L'elemento fondamentale è sempre la società, perché è quello che ti permette di vedere tante cose e di dare continuità", ha spiegato il tecnico azzurrostellato, sottolineando come sia ancora troppo presto per esprimere giudizi definitivi: "Siamo nella parte iniziale della stagione e, secondo me, i veri valori delle squadre si vedranno dalla settima-ottava giornata in poi".
La gara con la Palmese, però, ha fornito indicazioni positive. "Abbiamo fatto lunghi tratti bene, poi ci siamo allungati un pochettino e abbiamo commesso qualche errore. Abbiamo avuto diverse palle gol con cui potevamo andare sul 3-0, però la squadra si è espressa e ha provato a mettere in pratica quello che stiamo facendo. Siamo all'inizio. Dobbiamo entrare subito nella mentalità dell'importanza dell'allenamento e dei millimetri di campo, dei piccoli dettagli. Perché i piccoli dettagli, messi insieme, fanno volume, fanno partite e fanno campionati".
Ora l'attenzione è già rivolta al campionato, con l'esordio ormai alle porte. "A che punto siamo ce lo diranno gli altri, partita per partita. Il confronto è quello che ti stimola e ti misura, ti fa capire il potenziale che hai e dove sei. L'atteggiamento della rosa è quello di andare, avere la testa libera e osare. Preferisco uno che osa e va rispetto a uno che ha il dubbio e fa le situazioni a metà. La squadra deve essere libera di testa e avere continuamente un atteggiamento propositivo"
Marco Orlando Ferraioli per paganesemania.it



















