23.3.26

Fateci sognare ancora.

DI NINO RUGGIERO

No, non è finita. Non poteva finire così. Le ambizioni di un anno intero non potevano naufragare vista mare, nel vento freddo di Manfredonia in una giornata storta né in un’amara sconfitta, ancora difficile da digerire, con il Barletta capolista al cospetto di un “Torre” strapieno.

Non poteva finire così; ce lo ha detto a voce grossa la Paganese vincendo domenica con il Martina, insinuandosi nella iniziale lotta a due (?) per la promozione. Noi siamo ancora qua: il segnale della Paganese è chiaro, inequivocabile, non lascia adito a dubbi. Nella lotta per il salto di categoria gli azzurrostellati ci sono, ci vogliono stare. E ci restano con lo spirito di chi sa di non avere oramai più nulla da perdere e che vuole solo rincorrere fino alla fine un sogno chiamato promozione; forse lo spirito giusto per chi – dati alla mano, vuoi per una cosa, vuoi per un’altra – è venuta meno nelle sfide clou.

Sì, stropicciamoci gli occhi mentre facciamo due conti, ma è così: la rincorsa al sogno non è finita. Sul lumicino della speranza ha soffiato, rinvigorendo la fiamma, una bella vittoria con il Martina, al termine di una partita che ci ha fatto fare pace con il calcio e che ci ha consentito di tornare a casa con il sorriso stampato sulla faccia e nelle orecchie quel motivetto che fa Pagani è forte e vincerà. Un ritornello che riecheggia nella mente, esattamente come le immagini di quando questo coro diventò il refrain del ritorno degli azzurrostellati tra i professionisti. I conti: -2 dalla vetta e un calendario non impossibile. Con un obiettivo unico per le prossime (sei) gare: vincere e guardare solo avanti per recuperare al momento opportuno i due punti di scarto dal Barletta, altre inseguitrici permettendo.

Insomma, tutti quelli che domenica erano saliti sulle gradinate dicendo Oramai è andata così, oggi ci togliamo definitivamente il pensiero si sono dovuti ricredere. Quel pensiero che volevamo toglierci prima di Pasqua, adesso non ci fa più dormire, ci rende monotematici nelle chiacchiere da bar e ci tiene ancorati a una speranza dura a morire, che ci accompagnerà nelle prossime gare. Perché, scaramanzia a parte, sfidiamo chiunque a dire di non aver consultato il calendario delle prossime partite senza azzardare pronostici e possibili colpi di scena che sarebbero entusiasmanti perché ci riguardano direttamente; ma pure perché darebbero ancora più sapore a un campionato tutt’altro che scontato.

E allora? Ma veramente ce la possiamo fare? E i debiti con il Fisco? Il saldo e stralcio? L’accordo con l’Agenzia delle entrate? Sì, ci sta pure tutto questo ancora da risolvere. Ma adesso lasciateci sognare in pace. Che gusto c’è? Forse la bellezza feroce di chi sa guardare verso l’alto, costruisce giorno per giorno e non si arrende alle difficoltà; ma c’è pure il fascino dell’imprevedibilità, la pratica dimostrazione che le gerarchie non sono eterne e che il calcio non è matematica. Ci illuderemo soltanto? Può essere. Ma è pur vero che chi sogna può muovere montagne. Ma c’è un’altra cosa: questa situazione – lo capirebbe anche un cieco – rinsalda ancora di più il legame viscerale che unisce la squadra alla città. Pagani, lontano da ogni bega politica, ha bisogno di speranze e di tornare a sognare. La Paganese non sarà certo la panacea di tutti i mali, ma resta un buon punto da cui partire.

E allora? Ragazzi, fateci sognare ancora!

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it



I sogni delle persone non finiranno mai.

"I sogni delle persone... non finiranno mai!". È leggendaria questa frase che ripropone il tema di One Piece nella sezione pre-gara del sito ufficiale della Paganese, con ben in vista l'iconico cappello di paglia di Luffy. È una verità assoluta: gli spettatori presenti a Pagani, reduci dalle sfide contro Barletta e Manfredonia, sono gli stessi che non smetteranno mai di sognare. Questo è un punto fondamentale dell'avventura e del percorso che la Paganese sta compiendo. Tutto ciò racchiude l'essenza della filosofia di Mister Novelli e della sua squadra. Resta memorabile una sua frase alla fine del girone d’andata, quando affermò di "volere bene ai suoi ragazzi": è la prova tangibile di quanto sia importante arrivare al risultato attraverso la forza del gruppo, della "ciurma". Una ciurma di ragazzi che non mette al primo posto l'ossessione per il successo, ma la ricerca costante della libertà di scegliere il proprio destino e il proprio obiettivo; giovani disposti a mettere tutto in gioco per il proprio sogno. È il puro concetto di "volontà": quella determinazione incrollabile nel perseguire la propria strada nonostante le difficoltà.

Manca però un tassello importante in questa bellissima storia: noi tifosi non dovremmo essere solo spettatori passivi. Dovremmo, invece, fare nostra la filosofia del Mister e della sua ciurma, vivendo appassionatamente questo percorso senza l'ansia del risultato o della gloria a tutti i costi. Questo approccio sarà fondamentale per un finale di stagione entusiasmante.

I sogni dei singoli e quelli di tutto il popolo paganese sono la forza trainante dell'intera storia... avanti Pagani!

Vincenzo Russo - paganesemania.it



Paganese-Martina 3-2: gli altri risultati e la classifica aggiornata.


Paganese-Martina 3-2: la Rassegna Stampa da Paganese Graffiti.


Novelli è soddisfatto: "Vittoria meritata, orgoglioso del gruppo".

Vittoria importante e convincente per la Paganese che supera il Martina per 3-2 al termine di una gara intensa e quasi perfetta. Nel post-partita, mister Novelli ha analizzato con lucidità la prestazione dei suoi, soffermandosi su crescita, mentalità e margini di miglioramento.

ORGOGLIOSO DEL GRUPPO | “Non abbiamo mai fatto proclami per prendere in giro qualcuno. È stato detto chiaramente: dobbiamo tirare fuori il meglio. Tutte le squadre partono da zero, poi è il lavoro che ti dà la direzione. Se arrivi in fondo bene significa che hai avuto qualità, intelligenza e continuità. Se non ci arrivi, vuol dire che ti è mancato qualcosa. Noi lavoriamo giorno dopo giorno proprio per dobbiamo ridurre il margine di errore. Ho grande stima del mio gruppo. Ai ragazzi voglio bene, sono orgoglioso di loro per come lavorano e per le qualità che hanno. Non ci manca nulla, dobbiamo solo migliorare alcuni aspetti.”

INTENSITÀ MENTALE DECISIVA | “Abbiamo vinto meritatamente. Nella prima parte abbiamo trovato spazi grazie alle nostre idee, non per errori loro. Questo deve darci forza e consapevolezza. In alcune ripartenze potevamo essere più determinati nel chiudere l’azione ma fa parte del processo di crescita. L’intensità mentale costruisce tutto il resto, se riusciamo a mantenerla nel tempo, avremo meno difficoltà. Nei momenti di stanchezza deve scattare qualcosa in più perchè quando superi quei momenti, poi gioisci come oggi".

I CAMBI E LE SCELTE TATTICHE | “Pierce era stato ammonito presto e, per le sue caratteristiche aggressive, c’era il rischio di perderlo. La partita era molto tirata. Ho inserito Langella che è un giocatore che ci dà equilibrio, sa leggere le situazioni accelerando o rallentando la manovra a seconda di quello che più serve. Mi dispiace per chi gioca meno, ma tutti stanno dando grande partecipazione. Piga? Quando ha l’attenzione giusta, determina entrambe le fasi. Oggi è stato molto attento, sia in non possesso che nel proporsi costringendo gli avversari ad abbassarsi, e lì possono andare in difficoltà”.

da www.paganesemania.it



Paganese-Martina 3-2: il Pagellone di Paganese Graffiti.

Allenatore Novelli – Ritorna alla sua idea originaria schierando al centro dell’attacco El Haddadi. La mossa ridà sostanza ed energie alla fascia sinistra dello schieramento perché Costanzo, schierato come appoggio di Piga, risulterà tra i migliori in campo. Nel secondo tempo lascia Pierce negli spogliatoi perché è in odore di squalifica, essendo già ammonito, e schiera finalmente Langella che onorerà il suo ruolo di regia.

Gallo – Appare sicuro di sé e compie un paio di interventi risolutivi quando gli avversari sono alla ricerca del gol della speranza. Niente da fare sui due gol incassati.

Di Biagio – Appare subito in giornata di grazia e riesce anche a proporsi in avanti come sa fare molto bene sulla destra dello schieramento.

De Nova – Il capitano riprende il ruolino di marcia che lo ha sempre caratterizzato e riesce a dare sicurezza all’intero reparto difensivo.

Figueras – Gioca senza affanno e con una semplicità disarmante. Unica pecca: si fa trovare impreparato in occasione del cross di Resouf raccolto al centro dell’area da Silvestro che segnerà il gol del momentaneo uno a uno.

Piga – Deve contrastare Resouf che è accreditato come l’uomo più pericoloso del Martina Franca. Lo fa con grande profitto e riesce alla fine ad annullarlo con una grandissima prestazione. Ci mette lo zampino sia sul primo gol di Mancino, sia sul gol di El Haddadi. Serio candidato al ruolo di migliore in campo.

Labriola – Il suo peso specifico si fa sentire nella zona centrale del campo ma non sempre dal suo piede partono siluri precisi per la porta avversaria. Anzi, qualche volta esagera tirando a rete da tutte le posizioni.

Pierce – Sempre presente in ogni fase della partita spende qualche energia in più per contrastare gli avversari che imperversano sulla trequarti e rischia una doppia ammonizione. Novelli lo tira fuori per prudenza.

(dal 46’ Langella) – Entra dall’inizio del secondo tempo e si mette subito in mostra per la sagacia tattica che lo ha sempre contraddistinto. Le sue sono vere e proprie pennellate d’artista quando da centrocampo cerca di dialogare soprattutto con Pierdomenico ed El Haddadi.

Mancino – Gioca in punta di piedi e non sbaglia un intervento dal centrocampo in avanti. Si fa trovare pronto al momento di mettere in rete il pallone del momentaneo uno a zero.

(dall’85 Lombardi) – Poco in campo per una valutazione.

Pierdomenico – Mette in difficoltà con la sua imprevedibilità tutta la difesa avversaria quasi sempre costretta al fallo per frenarne l’inventiva. Esce solo per infortunio.

(dal 82’ Lamonica) – Anche per lui solo uno scampolo.

El Haddadi – Come centravanti di manovra sta trovando il suo vero ruolo. Riesce a smistare palloni e a far salire la squadra a beneficio degli esterni e dei centrocampisti avanzati. Tenta l’eurogol con un tiro da centrocampo sventato con affanno dal portiere pugliese. Poi segna anche un bel gol. Si può chiedere di più?

(dal 77’ Gatto) – Troppo poco in campo.

Costanzo – Ritrova la sua naturale posizione di ala sinistra e si fa apprezzare non solo per l’importante opera di sostegno della fascia sinistra in fase difensiva ma anche per il gol messo a segno. Senz’altro tra i migliori.

(dal 67’ Paredes) – Sostituisce Costanzo e fa di tutto per mettersi in evidenza.

da www.paganesegraffiti.it

Paganese-Martina 3-2: tre punti di speranza...

DI NINO RUGGIERO

Ci sono partite che lasciano il segno. Una di queste è stata Paganese-Martina Franca disputata sul terreno del “Marcello Torre”. Gara bella, avvincente, mai noiosa, con continui capovolgimenti di fronte. Ha vinto la Paganese e mai vittoria è apparsa tanto legittima, non certo per demeriti dell’avversaria di turno, quanto per bravura della squadra azzurrostellata che con una prestazione sontuosa ha fugato tutti i dubbi e le perplessità scaturite nelle ultime due giornate di questo campionato. Dicevo all’inizio di partite che lasciano il segno, e in effetti si è vista all’opera forse la migliore Paganese di quest’anno. La formazione di Novelli ha entusiasmato il proprio pubblico con una prestazione che ha sfiorato la perfezione tattica contro un’avversaria dura a morire. La squadra è andata in gol in modo quasi naturale con tre elementi, Mancino, El Haddadi e Costanzo che hanno saputo sfruttare le occasioni che si sono presentate, cosa che non sempre era riuscita in altre occasioni. È arrivata così una vittoria scaccia crisi, all’indomani della doppia sconfitta con il Barletta in casa e con il Manfredonia in trasferta.

Il significato di questa vittoria? È tutto da valutare in ottica futura. Ma di certo riporta una certa serenità nell’ambiente apparso demoralizzato dopo gli ultimi risultati negativi. Il campionato, da quello che è scaturito oggi, nonostante la vittoria esterna del Barletta, è ancora tutto da giocare quando mancano sei partite alla fine della stagione.

da www.paganesegraffiti.it

Paganese-Martina 3-2: la Paganese rialza la testa e lo fa da grande squadra!

Rialza la testa la Paganese, dopo il doppio e pesante ko con Barletta e Manfredonia, e lo fa da grande squadra con una prestazione maiuscola superando il Martina, giunto al "Torre" da primo della classe, seppur in coabitazione col Barletta. Tre a due il risultato finale con gli azzurrostellati che indirizzano la gara portandosi sul 3-1 gia al termine di un primo tempo quasi perfetto per atteggiamento, personalità e ritmo. A metà ripresa i pugliesi provano a riaprire la contesa con De Angelis ma gli azzurrostellati non rischiano nulla fino alla fine

Parte fortissimo la Paganese a testimonianza della gran voglia di mettersi alla spalle la negatività delle ultime settimane tanto da sfiorare subito il vantaggio con El Haddadi che da centrocampo prova l'eurogol con Simeoli che, non senza difficoltà, devia in angolo. Stesso esito pochi minuti dopo quando la difesa pugliese si rifugia in angolo dopo l'accelerazione sulla destra e il cross al centro di Mancino che Labriola non impatta di un soffio. Il gol è nell'aria ed arriva al quarto di gara: Piga dalla sinistra pesca Mancino sul secondo palo che in spaccata non lascia scampo a Simeoli.
Dopo il vantaggio la Paganese continua a spingere sull'acceleratore ma il Martina colpisce in ripartenza (24'): Resouf va via sull'out destro, palla al centro per Silvestro che ha il tempo di controllare e battere con una volee Gallo. Il gol subito non scalfisce le certezze della Paganese che poco dopo ripassa in vantaggio: Labriola verticalizza per El Haddadi, l'attaccante è anche fortunato nel vincere un rimpallo col diretto avversario cosi come glaciale davanti a Simeoli per il 2-1. Il tris arriva sul finire di tempo, El Haddadi è generoso nel recuperare palla in attacco, Labriola serve Costanzo che dalla sinistra si accentra e lascia partire un tiro a giro imparabile.

Ad inizio ripresa Novelli inserisce Langella, in luogo di Pierce, presumibilmente per gestire con maggiore calma le varie fasi di gioco. Gli azzurrostellati, infatti, rischiano soltanto su un calcio di punizione indiretto di Silvestro, concesso in piena area su un retropassaggio, alquanto dubbio, di Di Biagio, murato dalla barriera ed a metà tempo quando Mastrovito, sugli sviluppi di un angolo, stacca da solo e di testa accorcia le distanze.
Non accade più nulla fino al triplice fischio finale con la Paganese che rialza così la testa e restando, a -2, in scia della capolista Barletta

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 14′ Mancino, 24′ Silvestro, 36′ El Haddadi, 45′ Costanzo; st 28' Mastrovito.

PAGANESE: Gallo, Piga, Figueras, De Nova, Costanzo (68′ Paredes), Pierce(46’Langella), Mancino (87’Lombardi), Di Biagio, Pierdomenico (83′ La Monica )Labriola, El Haddadi (78’Gatto). A disp. : Romano, Isufi, Giordano, Conson. All. Raffaelle Novelli

MARTINA: Simeoli, Lupo (90′ Sorace), Llanos, De Angelis, Mancini (58′ Dieng), Piriz (86’Ievolella), Zenelaj, Virgilio (53′ Mastrovito), Resouf, D’Arcangelo (50′ Santarpia), Silvestro. A disp.: Rossi, Cappilli, Saidy, Palermo A. All. Giuseppe Laterza

ARBITRO: Michele Buzzone della sezione di Enna

NOTE: Spettatori 2000 circa. Ammoniti: Pierce, Piriz, Paredes. Recupero: pt 2'; st 7'

da www.paganesemania.it



17.3.26

Rospi difficili da ingoiare.

DI NINO RUGGIERO

Le soste durante il campionato possono fare bene ma possono anche fare male. Per la Paganese ha fatto decisamente male, sia per quello che riguarda il risultato finale, sia per la prestazione inferiore alle aspettative.

Eppure la partita di Manfredonia era cominciata nel migliore dei modi e la Paganese, dopo aver colpito un palo con El Haddadi, aveva anche segnato con Pierdomenico uno di quei gol che ti fanno fare pace con il calcio. In quella prima mezz’ora di gioco si era potuto ammirare la capacità della squadra azzurrostellata di saper tenere le redini di gioco, con geometrie da libro stampato, di tenere fede al cliché di squadra attenta e giudiziosa cui non fa mai male l’equilibrio tattico scaturito da una visione di gioco corale e avvolgente. Certo, ancora una volta non erano mancate le occasioni per mettere in frigorifero il risultato; ma queste sono cose che si trascinano da tempo, da quando si era capito che alla squadra qualcosa mancava sotto l’aspetto realizzativo. Quello che nessuno si aspettava, a dire il vero, non è tanto il fatto di non essere riusciti a raddoppiare o triplicare il risultato, quanto invece la difficoltà di riuscire a gestire il vantaggio. Perché, diciamocelo in un orecchio, ci può stare che l’avversario di turno abbia una reazione davanti a uno strapotere territoriale della controparte, in quanto in campo ci sono pur sempre anche gli avversari, ma non è accettabile che una retroguardia (quella della Paganese), che fino a qualche giorno fa si presentava con il biglietto da visita di migliore difesa del campionato, possa sciogliersi tutta in una volta davanti ad azioni di contropiede nemmeno poi trascendentali e irresistibili. Considerazione ovvia: se a questa squadra vengono meno nei momenti più critici anche le cosiddette certezze, allora è proprio la fine! Solo così si può spiegare una debacle clamorosa del reparto difensivo, la cui posizione in fatto di piazzamento – purtroppo – aveva già barcollato paurosamente contro il Barletta in occasione del primo gol subìto dopo un banale e semplice lancio da centrocampo a scavalcare.

Intendiamoci, per un bilancio di natura squisitamente tecnica ci sarà tempo; pertanto, in questo momento, quando la squadra è comunque solo a due punti dalla vetta, bisognerà credere fino alla fine nell’impossibile e non cullarsi solo sulla consolazione di aver comunque disputato fino a questo momento un buon campionato.

Spero di aver detto tutto quello che c’era da dire, anche se il rospo per una sconfitta amara è difficile da ingoiare. Il campionato non è affatto già deciso. Il cuore azzurrostellato è comunque duro a morire, come nelle tradizioni più belle di una lunga storia che sta per arrivare a cento anni.

Al “Marcello Torre” abbiamo già visto all’opera il Barletta, domenica vediamo pure il Martina Franca.

Poi, sarà quello che sarà…

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

La Paganese vista da...Nocera! - Siamo ancora in vita, ma se crolla anche la difesa...

La sosta non è servita a Labriola e compagni per scrollarsi di dosso le scorie della sconfitta col Barletta, e la Paganese cade, inaspettatamente, anche a Manfredonia contro una formazione tutt’altro che irresistibile. Eppure l’avvio era sembrato promettente: la squadra di Novelli aveva preso in mano le redini della partita e sembrava poterla gestire. La manovra era fluida, con gli esterni in evidenza, e tornavano dal primo minuto Pierdomenico ed El Haddadi nei loro ruoli naturali, entrambi in grande forma. Spazio al centro dell’attacco per il redivivo La Monica, dopo oltre un mese di assenza, con Negro in tribuna. Tuttavia, ancora una volta, la prestazione dell’ex Barletta è passata inosservata, risultando inoffensivo, mentre Paredes ha cercato di limitare i danni del collega di reparto. Il palo di El Haddadi aveva dato il segnale che la Paganese potesse pungere, e poco dopo è arrivato l’eurogol di Pierdomenico. Poi, pian piano, dopo aver sprecato alcune ripartenze potenzialmente decisive, la squadra si è un po’ seduta, favorendo il pari, il primo regalo al Manfredonia.

Mentre al Putilli di Barletta il Martina ammutoliva i 10.000 tifosi biancorossi con un incredibile 3-3, la Paganese si fa male da sola e consente al Manfredonia di resuscitare, capitalizzando altri due “regali pre-pasquali” e festeggiando in anticipo. Nonostante la consueta manovra avvolgente, questa volta è stato tutto fumo e niente arrosto: gli azzurri arrivavano più volte alla conclusione, ma o sceglievano la soluzione sbagliata, o tentavano tiri dalla distanza improbabili, finendo tra le braccia di Brahja o sulle palme in spiaggia. La solida difesa della prima parte di campionato crollava di fronte agli increduli sipontini, che con gioco semplice si portavano prima sul 2-1 e poi raddoppiavano.

Ancora una volta, nonostante si voglia continuare a giustificare l’assenza di un vero centravanti, lodando un reparto anemico composto da Negro, Paredes e La Monica, la squadra, con un solo gol all’attivo in quasi tutto il campionato, non è riuscita a sopperire a questa lacuna con altre soluzioni, generando quello che possiamo definire il peccato originale di questa meravigliosa squadra. Ora è inutile parlarne, ma i numeri non mentono, nonostante le sterili difese d’ufficio.

Nonostante ciò, il derby tra Barletta e Martina ci mantiene ancora aggrappati al sogno. Il pareggio era, alla vigilia, il risultato auspicato, ma ci aspettavamo anche la vittoria della Paganese. Il “meno due” ci mantiene ancora in vita, ma serve invertire la rotta e ritrovare la vittoria che manca da tre turni, in cui è stato raccolto un solo punto. Domenica, o resuscitiamo, o staccano la spina.

Peppe Nocera - paganesemania.it

Che palo!

Mi ero quasi dimenticato di come ci si possa sentire in un lunedì qualsiasi dopo aver incassato un misto di rabbia, rammarico, delusione, amarezza e la consapevolezza di dover accettare il verdetto. Eppure era iniziato con le giuste aspettative: un gol bellissimo e poi il buio; proprio da chi non te lo aspetti, da quelle che credevi fossero certezze.

È impossibile descrivere ciò che si prova. È come ottenere finalmente quel famoso appuntamento dal vivo con la ragazza che ti piace: dopo aver speso le parole giuste, ti sei piaciuto, l’autostima è salita e le sei piaciuto anche tu. Poi la riaccompagni e, il tempo di salutarla, ti arriva il messaggio: "Meglio rivederci come amici".
Cala il silenzio intorno a te, vedi tutto grigio. La tua giornata di sole diventa nuvolosa in un attimo, l'autostima crolla e inizi a farti mille domande: ti chiedi come sia possibile, cosa tu abbia sbagliato. Prima di addormentarti riguardi la classifica — il "messaggio", per intenderci — e ti fai coraggio: "Sarà per la prossima". Pensi di scriverle di nuovo, ma ti fermi e ti assale la malinconia della realtà. Ti guardi intorno: vivi ancora con i tuoi (sei indipendente, quello sì), ma hai la tua Pandina a metano e usi ancora quel bagnoschiuma al pino. Allora ti chiedi se forse tutto ciò poteva bastare per te, ma non per essere in due. Quel magico selfie in macchina non ricambiato poteva già essere un segnale; il risultato finale suona come una condanna.

Adesso cosa bisognerà fare? Guardare un film in solitaria? Ruminare su ciò che sarebbe potuto essere o cambiare definitivamente registro? Forse dovremmo abbandonare quella casa, trovarci in un monolocale, essere più sicuri e autoritari. Evitare la solita pizzeria sul corso per darci più autorevolezza e sicurezza. Magari, allora, non ci sarà più un messaggio di amicizia, ma un "rivediamoci presto". Perché ne abbiamo bisogno tutti: abbiamo bisogno di rinascere dopo le delusioni subite.
Avanti Pagani!

Vincenzo Russo - paganesemania.it



16.3.26

Manfredonia-Paganese 3-1: gli altri risultati di giornata e la classifica aggiornata.



Manfredonia-Paganese 3-1: la Rassegna Stampa da PaganeseGraffiti.





















Manfredonia-Paganese 3-1: il Pagellone di PaganeseGraffiti.

Oggi, dopo la disfatta di Manfredonia, oltre a pensare ai misteri del calcio che non finiscono mai, non è per niente facile fare le pulci alla squadra in tema di valutazione dei singoli.

Cominciamo dall’allenatore, Novelli – È costretto a fare a meno di Isufi squalificato e di Graziani infortunato. La mossa iniziale di La Monica forse nessuno se l’aspettava perché l’esperimento di El Haddadi come centravanti tattico aveva dato buoni frutti. Alla squadra è mancata molto la presenza di Costanzo sulla fascia sinistra. Poi nel corso della gara ha fatto le sostituzioni che riteneva più giuste. Non tutto però è filato secondo le sue aspettative.

Gallo – Non ha praticamente colpa su gol incassati. Sul primo, aveva già fatto un mezzo miracolo e nulla ha potuto sulla ribattuta ravvicinata.

Di Biagio – Non è stato il solito baluardo difensivo sulla destra dello schieramento. Anche in avanti non ha avuto molta fortuna.

(21′ st Gatto) – Viene schierato nella ripresa al posto di Di Biagio ma non entusiasma.

Figueras – È forse il meno colpevole in una difesa distratta e disinvolta che si fa trovare impreparata sui contropiede avversari.

De Nova – Non è il solito pilastro difensivo e commette più di una ingenuità che un calciatore del suo calibro non può permettersi.

Piga – Anche per lui, che solitamente è tra i migliori in campo, la gara non si mette bene e solo poche volte riesce a portarsi in avanti.

Labriola – È sempre un generoso, ma la sua giornata non è tra le migliori e si intestardisce spesso nel tentare tiri a rete impossibili.

(31′ st Langella) – Le sue qualità non si discutono anche se ancora una volta è utilizzato con il contagocce.

Pierce – Nel grigiore generale non perde mai la testa. Cerca di ricucire il gioco di centrocampo ma per molti compagni non è giornata.

Mancino – Ritrova il posto sulla trequarti ma incide poco nell’economia del gioco anche se sfiora un paio di volte il gol.

(37′ st Lombardi) – Un ritorno un formazione di pochi minuti che serve solo alla statistica.

Pierdomenico – È autore di un gol bellissimo degno di cineteca. È tra i più attivi in fase offensiva.

La Monica – Schierato a sorpresa si muove con grande generosità ma i frutti in fase realizzativa non si vedono.

(21′ st Paredes) – Entra al posto di La Monica ma non incide molto in avanti.

El Haddadi – Il ritorno sulla fascia non lo ha favorito molto anche se proprio all’inizio della partita colpisce il palo su servizio di Pierce.

(21′ st Costanzo) – Probabilmente tardivo il suo inserimento sulla fascia sinistra dell’attacco.

da www.paganesegraffiti.it

Novelli mastica amaro: "Errori individuali che pesano! Il risultato non rispecchia il campo...

Mastica amaro Raffaele Novelli dopo la sconfitta per 3-1 contro il Manfredonia. Nel consueto post partita il tecnico sottolinea come la sua squadra abbia interpretato bene la partita soprattutto nella prima parte, pagando però alcuni errori individuali e la mancata concretezza sotto porta. “Nei primi 35 minuti la squadra ha giocato molto bene – ha spiegato il tecnico – Siamo stati squadra nelle idee, nelle due fasi di gioco e nell’attaccare gli spazi. Siamo passati in vantaggio sull’1-0 e abbiamo avuto anche due situazioni importanti per fare il 2-0, ma negli ultimi metri abbiamo sbagliato qualche scelta. Nella prima parte non abbiamo rischiato assolutamente nulla e anche nella ripresa la squadra è rimasta dentro la partita. Poi però abbiamo commesso degli errori individuali che ci sono costati caro e che alla fine hanno determinato il risultato. Nonostante tutto, negli ultimi quindici-venti minuti abbiamo avuto tre palle gol e anche una traversa. La squadra ha avuto idee e ha interpretato bene la gara, ma nel calcio se non chiudi le partite quando ne hai l’occasione poi rischi di pagare gli episodi”.

Novelli ha poi fatto riferimento anche a qualche decisione arbitrale discussa, invitando però i suoi a mantenere sempre lucidità e serenità ribadendo la necessità di crescere e ridurre gli errori in questa ultima parte di stagione. “Ci sono state due o tre decisioni molto discutibili, ma non dobbiamo innervosirci. Anzi, queste situazioni devono darci più forza. Non possiamo perdere tranquillità durante la partita perché questo toglie energie mentali. Il risultato non rispecchia completamente quello che si è visto in campo, ma il calcio è questo. Dobbiamo crescere, migliorare alcuni aspetti nelle due fasi di gioco e soprattutto ridurre gli errori. Nel girone di ritorno le occasioni per recuperare non sono tante e dobbiamo essere più forti di tutto”.

da www.paganesemania.it

Manfredonia-Paganese 3-1: un black-out a metà ripresa, Hernaiz rimonta gli azzurrostellati...

Non riesce a rialzarsi la Paganese che, dopo il KO interno col Barletta, soccombe anche al “Miramare” con il Manfredonia per tre a uno. Gli azzurrostellati incassano così la seconda sconfitta consecutiva al termine di una gara in cui si è vista anche la solita Paganese soprattutto nella prima mezzora di gara ed a inizio ripresa prima di un improvviso black out dove, più delle qualità dell’avversario, sono stati determinanti gli errori individuali.

Eppure le premesse erano tutt’altre con un buon approccio alla gara tanto da consentire agli uomini di Novelli di portarsi in vantaggio a metà tempo (26’) con un eurogol di Pierdomenico, dopo aver colpito anche un palo con El Haddadi in avvio di gara. Il primo campanello d’allarme giunge in occasione del pari di Spinelli (36’), scaturito sugli sviluppi di un generoso calcio di punizione concesso sull’out destro, che toglie qualche certezza agli azzurrostellati che non riescono più a ripartire fino all’intervallo.

La ripresa inizia però proprio come il primo tempo con la Paganese nuovamente padrona del campo e a spingere sull’acceleratore come testimoniano le conclusioni in successione di El Haddadi (2’) e Labriola (7’ e 12’) oltre che di un quasi autogol di Biagioni (14’) sul velenoso cross dalla destra di Pierdomenico.

Ma proprio quando meno te l’aspetti, la Paganese decide di farsi male da sola: sugli sviluppi di un calcio piazzato nella propria trequarti gli azzurrostellati perdono malamente palla, verticalizzazione improvvisa (25’) di Urain per Hernaiz che davanti a Gallo non sbaglia. Gli uomini di Novelli accusano il colpo oltremodo tanto da sbandare subito dopo (30’) quando il neoentrato Jallow dopo 40mt palla al piede manda la sfera di poco a lato. Un minuto dopo ecco il patatrac: De Nova sbaglia in fase di impostazione, ne approfitta nuovamente Urain che serve subito Hernaiz che sigla la sua personale doppietta.

La Paganese fa fatica a metabolizzare il pesantissimo uno-due prima di concludere la gara totalmente in attacco sbattendo prima sulla traversa (42’) e poi sull’estremo difensore Brahja che mura le conclusioni di Costanzo (45’), Paredes (48’) e Pierdomenico (49’).

La vetta resta li ad un passo: ad appena due lunghezze dal duo Barletta-Martina ma per continuare a crederci non sono permessi più cali di concentrazione! A partire da domenica prossima quando al “Torre” arriverà proprio il Martina.

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 26’ Pierdomenico, 36’ Spinelli; st 25’ Hernaiz, 31’Hernaiz

MANFREDONIA (3-4-2-1): Brahja; Biagioni, Nobile, Spinelli; Rondinella, Ceparano, Cicerelli (28’ st Catullo), Balba (28’ Di Maso); Babaj (19’ st Jallow), Hernaiz (32’ st Esposito); Urain. A disp.: De Simone, De Luca, Giacobbe, Giglio, Scoccola. All.: Pezzella

PAGANESE (4-3-3): Gallo; Piga, De Nova, Figueras, Di Biagio (21’ st Gatto); Labriola (32’ st Langella), Pierce, Mancino (36’ st Lombardi); Pierdomenico, La Monica (21’ st Paredes), El Haddadi (21’ st Costanzo). A disp.: Romano, Conson, Giordano, Sessa. All.: Novelli

ARBITRO: Cosimo Papi di Prato
NOTE: Spettatori 1500 circa. Ammoniti: Babaj, Balba, El Haddadi. Recupero: pt 2’: st 6’

da: www.paganesemania.it



Manfredonia-Paganese 3-1: una resa incondizionata.

DI NINO RUGGIERO

È vero che la matematica – guardando attentamente la classifica – non esclude ancora niente, ma è impressione generale che solo un miracolo potrebbe rimettere in gioco la Paganese per il primato, quando mancano sette turni alla fine del campionato.

Delusioni a non finire dalla trasferta con il Manfredonia, non solo per chi ancora una volta non ha voluto mancare di essere presente in una gara decisiva, ma anche per i tanti – soprattutto appartenenti ai gruppi organizzati – che la partita per motivi di opportunità l’hanno vissuta da casa guardandola sui canali a pagamento di Videonola. Eppure la gara aveva avuto un inizio più che rassicurante e la Paganese aveva sin dai primi minuti sfiorato la rete colpendo un palo con El Haddadi. L’eurogol messo a segno da Pierdomenico, una vera perla balistica con pallone all’incrocio dei pali, aveva confermato l’impressione di una squadra in salute che aveva smaltito la sbornia di sette giorni addietro contro il Barletta. Una volta in vantaggio, poi la squadra azzurrostellata aveva mancato per ben due volte di seguito il raddoppio. Niente, proprio niente, lasciava presagire che quella squadra avrebbe avuto nel secondo tempo un vero e proprio tracollo d’identità e si sarebbe consegnata al Manfredonia a braccia praticamente alzate, a mo’ di resa incondizionata.

Che cosa è successo, allora? Perché una metamorfosi tanto clamorosa? Dove è finita quella squadra del primo tempo che sembrava essere padrona del campo e della partita? L’interrogativo probabilmente ci perseguiterà per lungo tempo e forse non sapremo mai perché una squadra – che comunque ha note carenze in fase realizzativa – può avere una doppia personalità, tipo dottor Jekyll e mister Hyde e perdere il controllo completo di una partita.

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

12.3.26

Rialziamoci subito! Andiamo a riprenderci la vetta!

Il calcio, a volte, sa essere crudele. Una domenica amara, quella del "Marcello Torre", dove il risultato non ha reso giustizia all’impegno della Paganese troppo timorosa all’inizio e penalizzata da una decisione arbitrale giusta a metà. Il Barletta e il Martina hanno messo la freccia, sorpassandoci di un solo, misero punto. Ma non è questo il momento di chinare il capo o lasciarsi andare allo sconforto. Siamo la Paganese, e la nostra storia insegna che sappiamo risorgere proprio quando il vento sembra soffiare contro.

Pagani non è una città: è un campo lungo, pieno di rumore, dove il calcio non nasce per divertire ma per identificare. L’appartenenza, l’orgoglio, l’amore per la nostra città. Come dichiarato dal DS Antonio Bocchetti “Non si molla nulla” ora più che mai. Il KO di domenica scorsa deve bruciare dentro ogni singolo calciatore, deve trasformarsi in quella rabbia agonistica necessaria per azzannare il campionato. La classifica è corta, cortissima: siamo lì, a un passo dal riprenderci quello che ci appartiene. Un punto di distacco non è un baratro, è un trampolino di lancio. Non serve deprimersi, serve fame.

Domenica prossima a Manfredonia non sarà solo una partita di calcio, sarà una prova di carattere. La squadra deve scendere in campo con gli occhi di chi vuole mangiarsi l'erba, consapevole di avere alle spalle un’intera città che trema e spera per questi colori. Dobbiamo ruggire, tornare a essere quel muro invalicabile che ci ha reso protagonisti di questa stagione. Ora più che mai, l’ambiente ha bisogno di ottimismo contagioso. Basta mugugni, basta processi: facciamo sentire ai ragazzi che siamo al loro fianco. La strada per la gloria è ancora lunga, tortuosa certamente, piena di buche, ma ancora praticabile.

Rialziamoci subito. Per la maglia, per la storia, per il nostro orgoglio. Andiamo a riprenderci la vetta!

Carlo Avallone - paganesemania.it



10.3.26

A sostegno oltre ogni avversità.

La settimana di pausa è passata, ma porta con sé malessere e incertezza per il futuro della Paganese. La sconfitta interna contro il Barletta ha influito pesantemente sulla positività acquisita con il lavoro e il sacrificio, lasciando spazio a una negatività che non può che far male a questi ragazzi. Nei commenti post-partita emerge tutta la rabbia verso l'allenatore e la società, i primi capi d'accusa. È frustrante notare come non esista riconoscenza nel mondo del calcio.

Per non farmi travolgere da questa energia negativa, mi sono rivolto a un tifoso speciale: un "ragazzotto" con oltre 70 anni di militanza che, oltre alla gratitudine, possiede memoria storica. Curioso di sapere cosa ne pensasse, sono rimasto sorpreso dalla sua risposta, proprio perché lui ne ha viste tante. La sua espressione non destava preoccupazione e, con piena fiducia, ha ribadito un concetto importante: "La domenica mi diverto!".

Encomiabile. Se scavassimo nella sua mente, troveremmo sicuramente calciatori di calibro, partite esaltanti e squadre leggendarie. Dopo le rassicurazioni di un tifoso che non conosce soste, che non si ferma davanti ad alcun evento catastrofico e che ritrovi sempre al solito posto col suo saluto "Forza Azzurri", è facile cancellare le mie perplessità. Dobbiamo concentrarci sulla positività che va riconosciuta a questo presente, senza farci condizionare dalle paure per il futuro o dalle ombre del passato. Ci vorrebbero 10, 100, 1000 Mimì 'o Luongo per questa Paganese: oggi più che mai, a sostegno oltre ogni avversità.

Vincenzo Russo - paganesemania.it



9.3.26

E' volato in cielo il portierone azzurro: addio a Pasquale Fiore.

Dopo la scomparsa a soli 68 anni, lo scorso 16 gennaio, di Giancarlo Tacchi funambolica ala, un altro protagonista della Paganese 1976-77, che sfiorò la serie B, ci ha lasciato: Pasquale Fiore. Il portierone azzurro, dopo una lunga malattia, a 72 anni si è spento nel Veneto dove risiedeva. Nato a Napoli il 9 dicembre del 1953, vinse il Torneo di Viareggio con la formazione partenopea nel 1975. Di quella squadra tanti calciatori approdarono nelle stagioni successive alla Paganese: dal tecnico Rosario Rivellino, al portiere Sorrentino ed ancora i vari Parasmo, Masiello e Coco, senza dimenticare lo storico massaggiatore Bruno Carmando che iniziò la carriera proprio alla Paganese dieci anni prima.

Il gatto volante, come veniva soprannominato, dal Napoli giunge alla Paganese a 24 anni, voluto dal tecnico Gennaro Rambone, risultando il principale artefice di quella difesa di ferro, la meno battuta della serie C, che permise agli azzurrostellati di contendere la B al Bari. 37 presenze e solo 18 reti al passivo. Dopo la straordinaria stagione a Pagani venne acquistato dall'Avellino e ceduto al Como voluto ancora da Rambone, allenatore dei lombardi. Fatte le cosiddette “ossa” divenne il primo portiere partenopeo ad indossare la maglia del Napoli e fu vice di Carmignani e soprattutto Castellini dal 1978 al 1984, prima di trasferirsi all'Udinese. Addio Fiore, baffuto portierone azzurrostellato, che ci ha i fatto sognare quando sentivamo snocciolare la formazione di quella memorabile Paganese, stagione 1976-77, che iniziava con il tuo cognome: Fiore, Bonora, Leccese, Zanin, Zana, Stanzione, Tacchi, Patalano, Di Giaimo, Iannucci, Grassi.

da www.paganesemania.it