19.10.26
Calma e gesso: ragioniamo.
In tempi normali avrei scritto che per certe partite non c’è niente da fare: nascono storte e continuano a essere ancora più storte, quasi come un segno di un destino avverso, diciamo tipo “partita segnata”. Questo in tempi normali, quando nel corso di un campionato disputato ad alti livelli, ti capita di inciampare nella classica buccia di banana e non ne esci indenne. Ma qua dobbiamo commentare un risultato e la prestazione di una squadra, partita per disputare un campionato di vertice, che nelle ultime quattro gare ha collezionato tre sconfitte e una sola vittoria. E allora il discorso, in termini di commenti, si fa estremamente serio e delicato. Che cosa sta determinando risultati negativi inimmaginabili per una squadra che tanto bene si era comportata a inizio campionato e che, sulla carta, avrebbe potuto competere per alti traguardi?
Ce lo chiediamo in tanti, per la verità, facendo varie ipotesi.
Qualcuno si sbriga, chiamando in causa l’operato dell’allenatore che, quando i risultati sperati non arrivano, è sempre il primo a pagare, perché ritenuto l’elemento più facile e debole di una catena che dovrebbe contemplare l’intera rosa dei calciatori a disposizione. Ma, nel caso di specie, l’allenatore non è lo stesso che nello scorso campionato ha mietuto unanimemente grossi consensi soprattutto con il gioco che la squadra esprimeva su tutti i campi? Dubbio lecito: è sicuro che quella squadra avesse lo stesso obiettivo dichiarato quest’anno? Non credo. Sul punto, dico solo che i risultati migliori nel calcio arrivano giocando come “outsider”, senza dare nell’occhio, a meno che non si voglia prendere in considerazione una squadra-corazzata costruita per vincere, senza badare al portafoglio. Qui siamo in un altro campo, diciamocelo in un orecchio, con una Paganese che deve fare i conti con le disponibilità di cui può usufruire senza mettere in conto follie.
Piuttosto, ci sarebbe da chiedersi: l’attuale squadra, nel suo complesso, è in grado di sopportare le pressioni di una piazza che non si accontenta più di buoni piazzamenti? Ecco, su questo interrogativo sarebbe bene soffermarsi prima di arrivare a qualche conclusione frutto della fretta.
Sulla partita di oggi c’è ben poco da dire. La Paganese ha giocato al di sotto di uno standard minimale e ha fatto ben poco per rimettere in sesto una partita segnata. C’è solo da sperare che si tratti di un periodo negativo e che la squadra sappia ritrovare il gioco e i risultati positivi dei giorni migliori. Formule magiche non ne conosco e sono convinto – con un campionato ancora lungo da giocare – che se Novelli, tastando per bene il terreno, non perde la tramontana, la squadra ritornerà a giocare e a vincere.
Ma deve ritrovare innanzitutto la dovuta serenità di giocare senza l’assillo del risultato a ogni costo. E non sarà facile.
Novelli: "Sconfitta immeritata, ma la squadra non mi è piaciuta! Sono arrabbiato...".
È amareggiato, e non potrebbe essere altrimenti, mister Novelli al termine della gara contro il Venafro. Tutti si aspettavano una conferma dopo il successo contro il Budoni, ma in Molise la squadra ha compiuto un netto passo indietro.
“È una sconfitta immeritata, ma sono arrabbiato! La squadra non mi è piaciuta. Nel calcio le distanze, i tempi di gioco e le aggressioni sono fondamentali e noi non siamo riusciti a metterli in pratica. Avevamo iniziato anche molto bene, andando alti, poi abbiamo cominciato a fare corse lunghe che non determinavano nulla, concedendo qualcosa, come nell'azione del gol. Abbiamo sbagliato per ben due volte su una palla inattiva, una situazione sulla quale lavoriamo tanto durante la settimana. Lì non c'è tanto da pensare, perché è una situazione statica: basta essere organizzati”.
Il tecnico azzurrostellato ha poi evidenziato le difficoltà nella costruzione dal basso e gli errori nella gestione del pallone: “Abbiamo sbagliato molti passaggi, indirizzando il pallone verso zone del campo in cui loro portavano densità, mentre sul lato destro avevamo molti spazi liberi per poter giocare. Quando siamo andati da quella parte, abbiamo creato difficoltà. Se, invece, si costruisce nel modo sbagliato e si restringono gli spazi, ci si espone alle ripartenze e si finisce per favorire l'avversario. Sono arrabbiato per questo, perché ci lavoriamo durante la settimana e poi, in mezzo al campo, bisogna avere le letture giuste: il campo non è fatto di un solo lato”.
Infine, Novelli ha sottolineato come la reazione nella ripresa non sia stata sufficiente per dare continuità ai progressi della squadra: “Abbiamo fatto qualcosa di diverso nel secondo tempo, ma non basta per dare continuità alla crescita della squadra”.
da www.paganesemania.it
Venafro-Paganese 1-0: la vetta è più lontana...
Ci si aspettava una conferma dopo il successo contro il Budoni, necessaria per mettersi definitivamente alle spalle il periodo difficile. Invece, la Paganese cade a Venafro e scivola a sette punti dalla vetta. In Molise decide il colpo di testa di Gironda, sugli sviluppi di un calcio d'angolo sul finire del primo tempo. Nella ripresa gli azzurrostellati provano a reagire, ma sbattono ripetutamente contro l'organizzazione difensiva dei bianconeri, senza trovare la via del pareggio.
Mister Novelli, costretto a rinunciare all'infortunato Coquin, schiera Basanisi dal primo minuto in mediana. In difesa torna Piga, mentre in attacco D'Incoronato viene preferito a El Haddadi e completa il tridente con Faiello e Akammadu.
La partita si apre subito su ritmi elevati, con il Venafro che prova a imporre la propria intensità attraverso corsa e aggressività. È però della Paganese la prima grande occasione del match. Al 10', Pierce premia l'inserimento di Faiello alle spalle della difesa: l'esterno tenta il pallonetto, ma Areste riesce a respingere in qualche modo.
La risposta dei bianconeri arriva cinque minuti più tardi, quando Di Salvatore è provvidenziale nel deviare con i piedi una conclusione a botta sicura di Fruscella. Il portiere azzurrostellato si ripete poco dopo, con un'altra deviazione decisiva, questa volta sul tiro di Moreno, che termina in calcio d'angolo.
Il Venafro non abbassa i ritmi e continua a cercare la via della porta ogni volta che se ne presenta l'occasione. Al 33' un'altra palla persa in fase di costruzione spalanca la strada a Parisi, che fa tutto da solo: sterzata al limite dell'area e tiro a giro con il mancino, sul quale Di Salvatore vola per deviare in angolo.
La doccia fredda per la Paganese arriva a cinque minuti dall'intervallo. Gli azzurrostellati perdono palla sugli sviluppi di un calcio d'angolo a favore e si espongono a una pericolosissima ripartenza, sventata soltanto dalla chiusura di Pierce, costretto a rifugiarsi in corner. Dalla bandierina, però, Gironda svetta più in alto di tutti e firma il gol dell'1-0, premiando la pressione dei padroni di casa.
Novelli prova subito a cambiare volto alla squadra in avvio di ripresa, inserendo Bonfiglio al posto di D'Incoronato e Cordova per l'ammonito Basanisi. La Paganese si riversa in avanti alla ricerca del pareggio e all'8' sfiora l'1-1 con Akammadu, la cui girata in area viene respinta in qualche modo da Areste. Al 15' è Bonfiglio a provarci su punizione, ma la sua conclusione termina di pochissimo a lato.
Gli ospiti continuano a fare la partita, cercando il varco giusto nella compatta retroguardia molisana, senza però riuscire a scardinarla. Novelli aumenta ulteriormente il potenziale offensivo inserendo El Haddadi al posto di Sicurella e, successivamente, Pierdomenico, con Faiello arretrato nel ruolo di terzino al posto di Di Biagio.
Gli assalti finali, tuttavia, non producono gli effetti sperati. Tra le ultime occasioni da segnalare, il colpo di testa di Figueras, bloccato da Areste, e la spettacolare sforbiciata di Akammadu al 90', che termina di poco a lato.
La Paganese torna dunque a casa a mani vuote, vanificando l'occasione di dare continuità al successo contro il Budoni. Una sconfitta che riapre le riflessioni sul momento degli azzurrostellati e allontana ulteriormente la vetta, ora distante sette punti.
da www.paganesemania.it
foto: PaganeseCalcio
13.10.26
La Paganese vista da...Nocera! - Riacceso il motore, ora bisogna correre!
Non è mai un buon esercizio, soprattutto per la mente, piangere sul latte versato. Alla luce dell’ennesimo passo falso della Gelbison, costato la panchina ad Agovino, che nelle ultime quattro partite ha vinto soltanto contro la Paganese, il rammarico aumenta. Quei tre punti sfumati nella clamorosa rimonta subita al Marcello Torre, dal 2-0 al 2-3, oggi ci avrebbero consentito, nonostante la sconfitta di Sarno, che ci può stare, di restare a una sola lunghezza dalla vetta. Anch’io, in questo momento, sto commettendo l’errore di tornare su ciò che poteva essere e non è stato, ma il calcio, come la vita, non funziona così. Meglio, allora, concentrarsi sul presente e pensare che gli azzurri abbiano finalmente riacceso il motore, spentosi forse proprio in quella partita contro i cilentani. L’auspicio è che il momento negativo sia ormai alle spalle. Ci sono partite nelle quali la prestazione va messa in secondo piano, e quella contro il Budoni era una gara da vincere senza andare troppo per il sottile. E la Paganese l’ha vinta.
Restiamo agganciati alla vetta, seppur con quattro punti di ritardo dalla Sarnese, che a Roma non ha certo fatto una passeggiata. Nel mirino c’è anche il Monastir, che nel prossimo turno affronterà la Viterbese nel big match di giornata. La Paganese ha faticato soprattutto sul piano mentale per entrare in partita: le scorie delle due sconfitte consecutive erano ancora un fantasma da scacciare per De Nova e compagni. A farlo sono stati i tre punti conquistati contro i sardi, accompagnati da tre reti che confermano gli azzurri al secondo posto nella classifica degli attacchi più prolifici, con 17 gol all’attivo, alle spalle del solo Monastir, a quota 19.
Restano, però, troppi gli errori tecnici che frenano la fluidità della manovra, ancora lontana da quella ammirata nella passata stagione. Ecco, vi stavo aspettando al varco: basta con i paragoni con il passato. Quella Paganese non la rivedremo, ed è anche normale: sono cambiati i calciatori e, di conseguenza, sono cambiati gli equilibri. Finiamola, dunque, con questa litania. Ogni stagione fa storia a sé, anche quando l’ossatura della squadra rimane pressoché invariata. Questa formazione deve ancora trovare la propria fisionomia, ed è proprio questo uno dei compiti di Novelli, che sta cercando di dare un’identità al gruppo anche attraverso la scelta di un undici titolare ormai consolidato.
Adesso la squadra deve trovare la propria alchimia, costruire certezze e acquisire quell’identità necessaria per compiere il salto di qualità. Senza scomodare troppi paroloni, tutto passa attraverso i risultati e la capacità di inanellare una serie di vittorie. Il filotto potrebbe essere iniziato proprio con il Budoni e avere seguito nelle prossime due trasferte, contro Venafro e Anagni, le stesse formazioni che hanno contribuito all’esonero di Agovino. Attenzione, però: sulla carta possono sembrare avversarie alla portata, ma è sempre il campo a emettere i suoi verdetti.
Domenica, intanto, dovrebbero tornare ad aggregarsi al gruppo Piga e Isufi, due pilastri della Paganese della passata stagione, pronti a offrire maggiori garanzie e nuove alternative a Novelli, che tornerà a sedersi in panchina dopo aver scontato la squalifica contro il Budoni.
Le prossime tappe si chiamano Venafro e Anagni, due trasferte nelle quali la Paganese è chiamata a recuperare, almeno in parte, il latte versato. I molisani, fermi a cinque punti in classifica, li hanno conquistati tutti lontano da casa, raccogliendone quattro nelle ultime due trasferte consecutive contro Gelbison e Ossese. Un bottino che testimonia come i bianconeri si siano rialzati proprio nel momento più difficile. Tra le mura amiche, infatti, il bilancio è disastroso: tre sconfitte in altrettante gare disputate, contro Trastevere, Sarnese e Budoni.
La Paganese dovrà quindi cercare il doppio colpo per restare in scia alla vetta, mettendo da parte rimpianti e recriminazioni. Il primo passo, inevitabilmente, dovrà arrivare da Venafro.
Peppe Nocera - paganesemania.it
12.10.26
La migliore medicina.
Le vittorie nel calcio sono la migliore medicina. Lo diceva un vecchio giornalista quando una squadra dava segnali di preoccupazioni, zoppicava e stentava a dare il meglio di se stessa. Bisogna vincere, diceva. Aggiungeva anche una frase che non ho mai dimenticato. Lo diceva «coram populo» quando una squadra, a causa di miseri risultati raggiunti, veniva messa in discussione e sulla graticola finiva impietosamente l’allenatore. «Ricordatevi bene quello che vi dico – diceva – l’allenatore bravo è quello che vince. Il resto è solo fuffa…».
Credo che nessuno possa mai nel calcio essere certo di niente o di qualche teoria, ma è innegabile che quando i risultati positivi arrivano si sorvola poi su tante cose: sul gioco espresso, sui moduli adattati, eccetera eccetera. La lampadina rossa, però, si accende quando i risultati non arrivano e inevitabilmente si va alla ricerca del colpevole. È nella logica del gioco, facciamocene una ragione.
Ciardiello: "Vittoria di maturità. Un segnale importante per ripartire".
La Paganese ritrova il sorriso e si mette alle spalle le ultime delusioni, superando il Budoni con un netto 3-0. Al termine della gara, il vice allenatore Ciardiello, in panchina al posto dello squalificato Novelli, ha sottolineato la lucidità e la maturità mostrate dagli azzurrostellati. “Siamo stati lucidi, soprattutto nella prima mezz'ora, quando abbiamo provato a sbloccare il risultato contro una squadra che ci concedeva pochi spazi. Non ci siamo fatti prendere dalla frenesia e, una volta trovato il varco giusto, nel secondo tempo abbiamo legittimato la vittoria con una prestazione anche divertente”.
Un successo che testimonia anche la capacità della squadra di correggere gli errori commessi nelle precedenti uscite, in particolare contro la Gelbison. “Abbiamo fatto tesoro delle altre partite. Contro la Gelbison ci eravamo abbassati, concedendo agli avversari la possibilità di giocare. Oggi, invece, siamo rimasti a pressare nella loro metà campo fino al 90'. Imparare dai propri errori è importante per la crescita futura”.
Ciardiello ha poi ribadito la fiducia dello staff nei giovani, finiti recentemente al centro di alcune critiche: “Consideriamo gli under come gli over e non abbiamo problemi a schierarne quattro o cinque. Se un ragazzo è bravo e sappiamo cosa può darci, lo facciamo giocare tranquillamente. Siamo soddisfatti dei nostri giovani e sappiamo che, soprattutto in una piazza come Pagani, hanno bisogno di sostegno”.
Infine, il vice allenatore ha evidenziato la compattezza del gruppo, rimasto sereno nonostante le due sconfitte consecutive. “La forza di una squadra è saper affrontare i momenti difficili senza cercare colpevoli, ma trovando soluzioni e mantenendo alta la positività. I ragazzi hanno dato una grande prova di maturità e questa vittoria rappresenta un segnale importante per ripartire”.
da www.paganesemania.it
Paganese-Budoni 3-0: gli azzurrostellati ritrovano il sorriso!
Ritrova il sorriso la Paganese che, dopo due sconfitte consecutive in campionato e l’eliminazione ai rigori dalla Coppa Italia, torna al successo al “Marcello Torre”, battendo con un netto 3-0 il Budoni. Nonostante una prova non eccelsa sul piano della qualità del gioco, soprattutto nella prima mezz’ora, quando gli azzurrostellati hanno concesso troppo spazio alle ripartenze dei sardi, potenzialmente pericolose, la squadra di casa sblocca meritatamente il risultato nel finale di primo tempo con un preciso colpo di testa di El Haddadi su un assist perfetto di Pierce. Nella ripresa, la Paganese legittima il vantaggio con il raddoppio di Figueras, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, e chiude definitivamente i conti nel finale con Cordova, autore di una precisa conclusione dal limite.
Con mister Novelli squalificato e sostituito in panchina dal vice Ciardiello, viene confermato per dieci undicesimi la formazione scesa in campo a Sarno. Al centro della difesa trova ancora spazio Figueras, preferito a Cipolletta, mentre in attacco El Haddadi e Faiello agiscono a supporto di Akammadu. Ritrova una maglia da titolare Giordano sull’out difensivo, al posto di Sarrubbi.
Pronti, via e, nonostante la partenza della Paganese non sia a razzo come ormai ci ha abituato da tempo, gli azzurrostellati si rendono subito pericolosi al 6’, quando, sul cross di Sicurella, Akammadu manca l’impatto con il pallone per questione di centimetri. Impatta invece alla perfezione El Haddadi al quarto d’ora, imbeccato da Pierce, ma la rete viene annullata per la posizione irregolare dell’attaccante spagnolo.
La Paganese continua pazientemente a tessere la propria trama di gioco alla ricerca del varco giusto, ma commette diversi errori negli appoggi, concedendo ai sardi l’opportunità di ripartire in contropiede. Alla mezz’ora, gli azzurrostellati rischiano di farsi male da soli: Pierce, da ultimo uomo, perde palla in fase di impostazione e ne approfitta Fall, che salta anche Di Salvatore in uscita. A negare il vantaggio agli ospiti è però provvidenziale la chiusura in scivolata dello stesso centrocampista argentino, che evita il peggio.
Scampato il pericolo, la Paganese aumenta i giri del motore e passa in vantaggio al 37’: Pierce premia l’inserimento di El Haddadi alle spalle del diretto avversario e l’attaccante, con un preciso colpo di testa, firma l’1-0.
Nella ripresa, la Paganese mostra una maggiore soglia di attenzione e amministra con intelligenza il vantaggio, senza concedere occasioni agli avversari. A metà tempo arriva anche il raddoppio: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Figueras in tuffo di testa e firma il 2-0, mettendo in discesa la gara per gli azzurrostellati.
La seconda frazione scivola così via senza particolari sussulti, con la Paganese in controllo del match e il Budoni incapace di riaprire la partita. Nel finale arriva anche il tris: Bonfiglio apparecchia per Cordova, che dal limite dell’area lascia partire una precisa conclusione e batte Di Giorgio, fissando il risultato sul definitivo 3-0.
Matura così una vittoria importante per la Paganese che permette di ritrovare fiducia dopo un periodo difficile e di lasciarsi alle spalle le recenti delusioni alla vigilia della doppia trasferta che la vedrà impegnata a Venafro prima e Anagni sette giorni dopo.
da www.paganesemania.it
foto PaganeseCalcio
8.10.26
Fuori dalla Coppa Italia: la Real Aversa passa ai rigori.
Termina ai trentaduesimi di finale l’avventura della Paganese nella Coppa Italia di Serie D. Gli azzurrostellati vengono eliminati dalla Real Aversa al termine di una gara equilibrata, chiusa sull’1-1 nei tempi regolamentari e decisa poi ai tiri di rigore. Fatale l’errore dal dischetto di Cipolletta, mentre Kurti non sbaglia e regala alla formazione aversana la qualificazione.
Novelli, per l’occasione, dà spazio ai calciatori finora meno impiegati, operando un ampio turnover. Bleve trova l’esordio tra i pali, mentre a centrocampo spazio a Mampuya e Córdova.
Pronti via e il primo squillo è di marca aversana, con Favetta che sfiora il bersaglio. La Paganese reagisce immediatamente e trova anche la via del gol con una bella conclusione di D’Incoronato, ma la rete viene annullata per una posizione di fuorigioco segnalata dall’assistente e apparsa quantomeno dubbia. Tra il 10’ e il 13’ gli azzurrostellati ci provano ancora con Basanisi e Sarrubi, senza però riuscire a inquadrare la porta.
La Paganese aumenta la pressione e poco dopo la mezz’ora va vicinissima al vantaggio con Pierdomenico, la cui conclusione si stampa sul palo. Il gol è però soltanto rimandato. Novelli inserisce Pierce e Faiello e proprio l’ingresso dell’esterno cambia ritmo alla gara. È infatti Faiello a sbloccare il risultato con un’incursione sulla fascia e un preciso scavetto, al termine di un’azione che ricorda quella che aveva portato all'azione del gol di Akammadu a Sarno
La Real Aversa non accusa il colpo e, a poco più di dieci minuti dalla fine, trova il pareggio. Tarantino sfonda sulla corsia sinistra e, una volta arrivato sul fondo, mette il pallone all’indietro per Favetta, che non lascia scampo a Bleve.
L’1-1 resiste fino al triplice fischio e così servono i rigori per stabilire la qualificata. I primi dodici tiratori, sei per parte, non sbagliano. Al settimo tentativo arriva l’errore decisivo: Cipolletta centra in pieno la traversa. Kurti, invece, mantiene la freddezza e trasforma il rigore che vale alla Real Aversa il passaggio del turno.
da www.paganesemania.it
7.10.26
Il regalo del mio amico Marcello Sforza.
Ieri suona il citofono: "C'è un pacco per lei..."
Non aspettavo nessun pacco...
Ma dimenticavo che il mio amico Marcello Sforza mi disse, tempo fa, che mi avrebbe fatto un regalo speciale che mi sarebbe piaciuto molto.
Apro il pacco e dentro cosa ci trovo?
Guardate la foto...
Non finirò mai di ringraziare Marcello per questo regalo e per questo gesto.
Siamo tutti cuori azzurrostellati!
Forza Paganese, sempre!
6.10.26
Qualcosa non quadra... ora servono certezze e carattere! (La Paganese vista da...Nocera!)
Altro derby, altro flop. E la maledizione dello Squitieri continua: in sette sfide disputate a Sarno nella storia sono arrivate sei sconfitte e un solo pareggio. Dopo lo scialbo pareggio interno con l’Afragolese e la clamorosa sconfitta con la Gelbison, la Paganese cade anche a Sarno.
Partiamo da un dato: se la Sarnese che abbiamo visto all’opera è la squadra destinata a essere protagonista del campionato, allora anche la Paganese può avere tutte le possibilità di lottare fino alla fine.
Al Felice Squitieri le due squadre non hanno offerto un grande spettacolo al numeroso pubblico presente. Il pareggio, probabilmente, sarebbe stato il risultato più giusto. A vincere nettamente il confronto sugli spalti, invece, è stata ancora una volta la torcida paganese, arrivata a Sarno in circa mille unità, anche in scooter.
La Sarnese ha avuto però il merito di mettere in campo la qualità più elementare e spesso più importante del calcio: la grinta. È la classica squadra di Serie D, magari brutta da vedere, ma concreta, senza fronzoli, costruita con un calcio essenziale e con una rosa composta da mestieranti del pallone e marpioni della categoria.
La praticità di Schiattarella ha avuto la meglio sulla leziosità dell’undici di Novelli, ancora una volta poco concreto in fase offensiva, dove Akkamadu sembra essere lasciato troppo solo. E nel calcio, se non sfrutti le occasioni e al primo errore concedi il gol all’avversario, alla fine rischi di perdere. È la regola più semplice di questo sport.
C’è poi un altro dato che deve far riflettere: la Paganese ha già subito nove reti in sei giornate, nonostante possa vantare il secondo miglior attacco del campionato con 14 gol, anche grazie alla goleada di Trastevere.
È una squadra che, al momento, sembra avere perso qualcosa rispetto alla passata stagione. Mancano quegli automatismi che avevano permesso alla Paganese di imporsi come una delle formazioni capaci di esprimere il miglior calcio. Gli ultimi cinque gol subiti sembrano quasi regali anticipati: errori individuali, papere del portiere e reti concesse in maniera occasionale. Eppure la difesa, almeno negli uomini, è praticamente la stessa della passata stagione.
Il problema è che la squadra oggi gioca peggio. Si è snaturata, ricorrendo troppo spesso ai lanci lunghi, mentre il centrocampo fatica a sostenere Pierce. In mezzo al campo è praticamente scomparso Basanisi, che entra soltanto per pochi minuti e non riesce a incidere.
Insomma, qualcosa non quadra. Novelli sembra avere difficoltà a trovare i giusti meccanismi con i nuovi arrivati e anche la gestione della gara lascia qualche perplessità. Nella ripresa la squadra cala spesso d’intensità e i cambi arrivano quasi sempre nel finale, quando alcuni giocatori sono già stremati. Una gestione che sembra poco compatibile con l’idea di calcio del tecnico, che chiede alla squadra di andare sempre a mille.
Ma una partita non può essere giocata sempre allo stesso ritmo. Ci sono momenti in cui bisogna accelerare e altri in cui occorre saper gestire. Ed è proprio questo che, al momento, alla Paganese riesce poco.
Venendo alla partita di Sarno, non ha convinto la scelta di Sarrubbi a sinistra per sostituire l’infortunato Piga, con Giordano non convocato per motivi extra-campo e Sicurella costretto, a un certo punto, a scalare sulla fascia sinistra.
Sarrubbi ha sbagliato molto ed è stato anche sfortunato in occasione del tocco di mano, con le braccia comunque congrue al corpo. Resta la sensazione che, in una partita del genere e contro un avversario che avrebbe potuto attaccare proprio da quella zona, si potesse optare per una soluzione meno rischiosa.
Tra le poche note positive c’è l’esordio di Faiello, uno dei migliori in campo. Meno convincente, invece, la gestione del 3-5-2, con l’ingresso di Cipolletta arrivato soltanto nel finale. Forse si poteva intervenire prima, soprattutto considerando le condizioni di El Haddadi, ormai stremato, e dello stesso Akkamadu, che sembra dover fare tutto: cantare, segnare — sono già quattro le reti in sei giornate — e portare la croce.
E allora la domanda viene spontanea: non manca forse un altro attaccante centrale in rosa?
Ora va tutto storto e può capitare. Siamo soltanto all’inizio della stagione e tutto è ancora rimediabile. Ma servono correzioni, una gestione diversa degli uomini e soprattutto la capacità di ritrovare quelle certezze che sembrano smarrite.
La gara di domani sera in Coppa contro la Real Aversa può essere l’occasione giusta per far ruotare la rosa, ritrovare la vittoria e aumentare l’autostima in vista della sfida di campionato contro il Budoni.
Infine, una chiosa sulla trasferta di Sarno, che sotto molti punti di vista è stata poco edificante e dovrebbe far riflettere tutte le componenti, a partire dalla dirigenza.
In tanti anni non avevo mai avvertito un clima di così grande ostilità. Mi riferisco soprattutto alla poco cavalleresca accoglienza riservata alla dirigenza, ma non solo.
Anche il sottoscritto, insieme al notaio Calabrese e all’amico Gianluca Russo, è stato protagonista suo malgrado di un’aggressione verbale gratuita da parte di un “tifoso vip”, che ci intimava di “non dover parlare a Sarno, guardare la partita e stare zitti”.
Una richiesta, ovviamente, rispedita al mittente, con la speranza di poter accogliere lo spavaldo “vip sarnese” al ritorno al Torre per un conviviale caffè da gustare nell’intervallo. O, meglio ancora, una camomilla, per calmare i bollenti spiriti.
Da Sarno siamo comunque tornati a casa accompagnati dal canto “La capolista se ne va”. Che sia di monito per i calciatori della Paganese.
Serve un pronto riscatto. L’augurio è di vedere presto in campo una squadra diversa: meno propensa a specchiarsi e più cattiva, capace di mostrare gli artigli. Perché anche così, con grinta, concretezza e carattere, si vincono i campionati.
Peppe Nocera - paganesemania.it
4.10.26
Sarnese-Paganese 2-1: così non va!
Le partite di calcio si possono perdere, ci mancherebbe, ma ci sono modi e modi per perderle e non è solo il risultato numerico a dirlo.
A Sarno, purtroppo, solo in qualche frangente di gioco si è vista la vera Paganese; la squadra dal gioco armonioso e coinvolgente capace di prendere saldamente tra le mani il comando del gioco.
Ci sono, come sempre, partite e partite. Ci sono gare che vanno affrontate in un modo, così come ci sono quelle particolari, in odore di derby, dove il solo impegno non basta. Impegno non significa solo che si debba sudare la classica maglietta; impegno significa anche che quel sudore deve portare a un profitto. Profitto che a Sarno non c’è stato perché la squadra è venuta meno sul piano del gioco e della concretezza proprio dopo aver raggiunto un meritato pareggio e quando si poteva guardare con fiducia al prosieguo della gara nel corso di tutto un secondo tempo.
Certo, la prima parte della gara non è filata liscia come nelle aspettative a causa di un rigore malandrino che non tutti gli arbitri avrebbero concesso, se ci fosse stata la moviola in campo come nei campionati maggiori. Ma sono incidenti di percorso che nel calcio bisogna sempre mettere in conto. La reazione da parte degli azzurrostellati c’è stata, com’era auspicabile che fosse, ed è arrivato anche il meritato pareggio grazie a Faiello che con un misurato pallonetto sull’uscita del portiere ha colpito in pieno la traversa. Sulla ribattuta Akammandu non ha perdonato insaccando di testa.
Una volta raggiunto il pareggio, ci chiedevamo: rivedremo nel secondo tempo la squadra di sempre: lineare, propositiva, compatta e organicamente efficiente? Nemmeno il tempo di pensarlo che arriva la frittata che nessuno si aspetta, causata da un errato disimpegno difensivo che da qualche tempo ci fa troppo spesso compagnia. La reazione della Paganese c’è stata, non si può negare ma tutto in maniera confusa, senza quella lucidità e quell’equilibrato raziocinio che deve contraddistinguere le squadre che puntano a traguardi alti.
Dispiace dirlo, ma la squadra vista a Sarno deve necessariamente cambiare registro di gioco se non proprio anche qualche pedina. Intendiamoci: il campionato è lungo e ci sarà tempo per riprendere il cammino auspicato, ma bisognerà riprendere da quelle certezze di ordine tecnico-tattico che avevano caratterizzato la squadra dello scorso anno. Sono arrivati calciatori importanti, e sono cambiati anche gli obiettivi da raggiungere senza snaturare il sistema di gioco ritenuto più idoneo per arrivare a traguardi prestigiosi. Quello che forse a qualcuno sfugge è che quest’anno non è uguale a quello precedente, quando ci si poteva accontentare solo di combattere per le prime posizioni. Forse è opportuno che qualche dirigente si chiarisca con Novelli sull’obiettivo da raggiungere dopo tutto i sacrifici fatti per rafforzare la squadra. L’impressione è che nessuno abbia parlato chiaro con il tecnico sull’obiettivo della società in questo campionato. Novelli ci ha fatto vedere un bel calcio, è vero; ma adesso per vincere ci vuole ben altro: ci vuole mestiere, ci vogliono le giuste motivazioni e bisogna essere pratici ed essenziali. In poche parole si deve essere spietati e puntare ai risultati. Il cosiddetto bel gioco non basta più (anche se ci fosse! Ma a Sarno non si è visto).
Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it
30.9.26
La Paganese vista da...Nocera - Due partite in una: dal dominio al crollo.
Due partite in una, quella a cui abbiamo assistito al “Marcello Torre” tra Paganese e Gelbison. La sfavillante formazione di mister Novelli, nel primo tempo, ha continuato sulla falsa riga di Trastevere: gioco, intensità e gol. Ne sono arrivati addirittura due, nella prima frazione, due eurogol firmati da El Haddadi, con un colpo di testa nel sette, e Akkamadu, autore di una saetta incredibile che non ha lasciato scampo a Grillo.
Ma il calcio è imprevedibile e così, dopo 55 minuti di dominio assoluto della Paganese, le cose cambiano con la rete di Zona. Il sole lascia repentinamente il posto alle nuvole che si addensano sul Torre, metaforicamente parlando. Prima il pasticcio tra Figureas e Di Salvatore, con responsabilità da dividere al cinquanta per cento, poi il diluvio con la rete del sorpasso di Balla, che fa letteralmente ballare la Paganese.
Ma cosa è successo dal 55’ in poi?
Mentre Agovino, come ha onestamente ammesso nel post partita, aveva sbagliato l’approccio, attendendo la Paganese trenta metri più indietro e lasciando il pallino del gioco a Pierce e compagni, nella ripresa inserisce Simeri, sia per disperazione sia per provare a riaprire la gara. L’attaccante comincia a dare maggiore fluidità alla manovra dei cilentani.
È proprio quello lo switch della partita. Il gol di Zona cambia l’inerzia della gara: la Gelbison prende coraggio, mentre la Paganese arranca, si allunga e perde compattezza tra i reparti. Gli azzurrostellati non trovano più quell’intensità necessaria per sviluppare il proprio gioco, fatto di inserimenti e attacchi della profondità, e finiscono in balia di una Gelbison più reattiva e convinta.
La Paganese è un pugile all’angolo e non riesce a reagire. I cambi non sortiscono l’effetto sperato: Coquin esce per un problema alla schiena e lascia il posto a Basanisi, mentre El Haddadi viene sostituito troppo tardi da Pierdomenico.
Agovino ha incartato Novelli e, pur trovando tre reti con un pizzico di fortuna e senza mai calciare realmente in porta, ha cambiato la storia della gara. Novelli, invece, non ha trovato le contromisure alle mosse del collega, trovando terreno fertile nelle scelte e nei cambi effettuati dalla Gelbison.
I rossoblù, con Balla, trovano il gol del sorpasso con una conclusione deviata che inganna Di Salvatore e gelano il Torre. Lo stadio si riscalda soltanto negli ultimi minuti, quando la Paganese sembra finalmente risvegliarsi dopo le tre sberle subite e sfiora il meritato pareggio con Basanisi, Bonfiglio e, soprattutto, Pierdomenico, che colpisce il palo a porta vuota. Incredibile.
Incredibile come la sconfitta subita.
Domenica si va allo Squitieri di Sarno e chissà che non si possano ritrovare quelle certezze e, soprattutto, una migliore gestione della gara, per provare a trasformare una prestazione dai due volti in una vittoria. Perché il calcio è imprevedibile, come ci ha insegnato ancora una volta la Gelbison.
Peppe Nocera - paganesemania.it
foto: Paganese Calcio
28.9.26
Novelli mastica amaro ma è sicuro: "Che ci serva da lezione!".
La rimonta subita dalla Paganese contro la Gelbison, dopo un primo tempo chiuso sul 2-0, lascia l'amaro in bocca a mister Novelli. Il tecnico azzurrostellato, in conferenza stampa, analizza una gara dai due volti, sottolineando soprattutto il cambio di atteggiamento nella ripresa. "È una questione di intensità: quando accorciamo, aggrediamo, attacchiamo gli spazi e ci muoviamo senza palla, produciamo gioco. Questa è la nostra idea! Quando invece ci abbassiamo, stando lunghi, concediamo linee di passaggio all'avversario e aumentiamo il rischio di commettere errori vicino alla nostra porta. Se poi fosse stato un problema fisico non avremmo creato quattro palle gol negli ultimi dieci minuti".
Il tecnico non parla di una squadra priva di equilibrio o di qualità, ma di un atteggiamento da correggere: "Nella squadra non manca niente. Dobbiamo capire che abbiamo un'idea nelle due fasi di gioco e lavorare su quella. Noi non siamo una squadra che fa gestione: la gestione non significa soltanto difendersi, ma anche come attacchi e come gestisci determinate situazioni".
Un concetto che Novelli collega anche alla capacità di imparare dalla sconfitta: "Bisogna fare tesoro di queste partite e analizzarle con equilibrio, indipendentemente dal risultato. Le cose positive vanno alimentate, quelle negative ridotte. Magari incosciamente sul 2-0 pensavamo già di aver vinto. È lì che bisogna entrare nella mentalità della continuità, perché è l'unica strada".
Novelli ha poi chiarito alcune scelte effettuate durante la gara, spiegando la sostituzione di Coquin "aveva un problema alla schiena e non riusciva piu a spingere così come Piercè che poi ha retto fino alla fine. Erano in programma già prima della gara".
da www.paganesemania.it




















