26.6.23

La corsia adesso è unica.

DI NINO RUGGIERO

I lavori sono sempre in corso e procedono con gli intoppi tipici di chi è impegnato, metaforicamente parlando, a modificare l’assetto viario. Stiamo parlando, per quanto ovvio, dell’operazione che dovrebbe consentire alla Paganese di essere regolarmente ai nastri di partenza del prossimo campionato di serie D.

I lavori adesso procedono su una sola corsia, quindi corsia unica, dopo aver scartato quella che portava verso l’acquisto di un titolo sportivo, auspicata da una parte di aspiranti nuovi soci. Acquistare un titolo da una società di serie D dell’area napoletana avrebbe comportato una spesa di non poco conto, di certo parecchio onerosa; inoltre ci sarebbero stati problemi logistici e procedurali per il trasferimento dello stesso da una piazza a un’altra, peraltro nemmeno territorialmente confinanti. È prevalsa la scelta del buon senso e di coloro i quali, in maggioranza, avevano chiesto unità di intenti per non disperdere energie. Meglio dunque puntare su qualcosa che già esiste, anche se le cose in casa Paganese negli ultimi tempi non sono andate proprio per il verso auspicato.

Si procede dunque sulla strada tracciata dal notaio Calabrese: costituzione di una nuova società formata da una ventina di sottoscrittori per arrivare a un capitale di cinquecentomila euro. Il notaio è stato il primo sottoscrittore. In parecchi, imprenditori e professionisti, lo avrebbero seguito. Ma, da quello che siamo riusciti a sapere, al momento sarebbero soltanto dodici i potenziali nuovi soci; pochini, per la verità, in quanto dalla somma raccolta bisognerebbe stralciare l’importo dovuto all’erario per vecchi debiti contratti negli anni. Il tutto per mettersi in regola con i conti, con un saldo a stralcio dei debiti, e partire per una nuova avventura societaria senza debiti pregressi.

Resta da capire come – una volta tacitata l’agenzia delle entrate – potrà essere allestita la nuova squadra con le poche risorse a disposizione rivenienti dalle quote societarie. Certo, ci sarà anche una campagna di sponsorizzazioni e di abbonamenti, ma è bene tenere in conto che nella storia della Paganese solo nello scorso campionato si è riusciti a sfiorare i mille abbonati, peraltro promuovendo la sottoscrizione a prezzi decisamente popolari. Basteranno questi fondi per avere in campo una squadra di tutto rispetto? Intanto, proprio perchè c’è bisogno di avere più fondi a disposizione, si punta ad allargare la schiera delle sottoscrizioni societarie ad almeno venti unità. Impresa ardua, ma non è detto che l’impegno del sindaco non possa venire premiato nelle prossime ore. Si punta ad assicurare una certa tranquillità di gestione dopo le ultime vicissitudini che addirittura mettevano in dubbio la partecipazione della squadra al prossimo campionato di serie D.

In proposito, possiamo anticipare che in settimana è previsto un nuovo incontro sulla casa comunale promosso dal sindaco De Prisco per stringere i tempi. Saranno presenti tutti coloro che hanno già dato la loro adesione per concretizzare gli impegni presi con il primo cittadino e con il notaio Calabrese che – volente o nolente – ha assunto il ruolo di vero e proprio garante di tutta l’operazione “rinascita”. Non sono escluse piacevoli nuove adesioni. Anzi, a dire il vero, sono proprio auspicabili.

Poco da dire sul progetto squadra che è tutto da definire. Si punterà verosimilmente sull’allestimento di una compagine composta per la maggior parte da giovani: in questo progetto dovrà recitare un ruolo importante sia il nuovo responsabile dell’area tecnica (da individuare in tempi brevi), sia il nuovo allenatore da scegliere tra una rosa di aspiranti dell’ultim’ora. Il toto allenatore è aperto.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it

20.6.23

Stiamo lavorando per voi.

DI NINO RUGGIERO

Le notizie sono scarse; le bocche sono chiuse; il dilemma si fa sempre più stringente: essere o non essere. Allora questa Paganese sopravvive o scompare dalla scena calcistica?

Le chiavi del dilemma sono saldamente nelle mani del sindaco De Prisco.

Premesso che a Raffaele Trapani, presidente dimissionario, sono stati sempre riconosciuti meriti per quello che è riuscito a fare per vent’anni, bisogna pensare al futuro e a salvare il salvabile. La filosofia della vita prevede per tutte le cose terrene un inizio e una fine.


Voi volete sapere, noi vogliamo sapere: è arduo coniugare il verbo “voler sapere”, uno di quei verbi che nella vita sono sempre all’ordine del giorno ma che si riescono poche volte a decifrare perché le notizie è come se viaggiassero in codice. Si dice, non si dice. Ci siamo, non ci siamo. Forse stavolta abbiamo trovato la soluzione giusta. Tutto in codice, maledettamente in codice

Una cosa solo è certa. Il sindaco De Prisco, custode pro tempore del capitolo Paganese, in questi giorni non se ne è stato con le mani in mano. Possiamo dire che ci sono stati molti contatti con imprenditori e professionisti della città e che ci sono buone possibilità perché si addivenga a un accordo con la società in carica per iscrivere la squadra al campionato di serie D.

Le consultazioni pare siano a buon punto; gli eventuali nuovi soci sono stati contattati dal primo cittadino; determinati e precisi impegni dovrebbero solo essere formalizzati nei prossimi giorni.

Sapete ormai tutto sulle scadenze, ma le indico lo stesso per i più distratti. I termini per la presentazione delle istanze di iscrizione al campionato di serie D scadono alle ore 18 del 14 luglio. Ai documenti (fideiussione di euro 31mila e tassa di iscrizione di euro 16mila e 500) vanno aggiunte anche le liberatorie sottoscritte dai calciatori e riferite al campionato 2022/23. Bisognerà, quindi, pensare per prima cosa a preparare la documentazione necessaria per l’iscrizione. Passi successivi dovrebbero portare alla costituzione di una nuova società a cui ha già dato la disponibilità il notaio Calabrese, unico nome che traspare in ogni occasione. Per gli altri nomi, top secret.

Quello che appare certo è che Raffaele Trapani non tornerà sui suoi passi e quindi le sue dimissioni sono da considerarsi irrevocabili.
A questo punto, a meno di clamorosi dietrofront, dovremmo avere a breve il materiale umano pronto a costituire la nuova società. Il trapasso dalla vecchia alla nuova società dovrebbe essere indolore, ma dovranno essere fatti i passi giusti con criterio e con parsimonia. Si punta infatti ad avere almeno venti soci per un capitale che consenta non solo la disputa di un onorevole campionato ma anche di saldare, a stralcio, i vecchi debiti contratti con l’erario. Per quest’ultimo punto – è bene chiarirlo – bisognerà attendere i tempi tecnici che non sono istantanei (per posizioni analoghe l’agenzia delle entrate ha bisogno non meno di tre mesi).

Voi vorreste saperne di più; tutti vorremmo saperne di più. Per il momento questo passa il convento. Accontentiamoci di sapere che c’è qualcuno che si muove per salvare tutto quello che è possibile salvare.

“Stiamo lavorando per voi”, era lo slogan che utilizzava anni fa la società autostradale per giustificare code in occasione di lavori.
Ci sono lavori in corso di altro tipo, è vero, sicuramente in codice, ma vi assicuro che mai come adesso le code sono benvenute; a buon intenditore poche parole….

Nino Ruggiero per paganesegraffiti.it

L'unione fa la forza.

DI BARBARA RUGGIERO

Riunioni, vertici, sondaggi e, soprattutto, tanta voglia di calcio. È la calda estate della Paganese, che quest’anno è cominciata ancor prima del solstizio d’estate. In ballo c’è il futuro di una società che per venti anni è stata saldamente nelle mani di Raffaele Trapani che poco meno di un mese fa ha presentato le dimissioni dalla carica di presidente. È, dunque, corsa contro il tempo per salvare la società e per consentire alla formazione azzurrostellata l’iscrizione al torneo di serie D entro il prossimo 14 luglio.

Un’estate calda, torrida, dal punto di vista societario, come non accadeva da almeno venti anni. In meno di un mese si dovranno raggruppare nuove forze imprenditoriali, programmare un futuro immediato, ipotizzare un saldo e stralcio dei vecchi debiti con l’Agenzia delle entrate e allestire la squadra che sarà ai nastri di partenza del prossimo campionato di serie D.


Il pallino della situazione è finito virtualmente nelle mani del sindaco De Prisco che si sta adoperando nella ricerca di nuove forze economiche (imprenditori e liberi professionisti) che potrebbero unirsi e subentrare alla vecchia gestione non prima di aver trovato un accordo per il saldo e lo stralcio dei debiti pregressi. L’idea è quella circolata più volte negli ultimi giorni: individuare una ventina di imprenditori/professionisti in grado di garantire il versamento di quote pro capite di 25mila euro. 500Mila euro sarebbe, infatti, la base da cui partire per programmare il futuro. Dalle ultime indiscrezioni, pare che le adesioni certe al progetto siano per il momento una decina: una base da cui partire e tornare all’attacco in questa settimana con l’obiettivo di chiarire quanto prima la situazione.

Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Sarà il tempo e, soprattutto, saranno i prossimi incontri a dirlo. Ci saranno almeno altre due riunioni nel corso della prossima settimana: il sindaco sta provando a stringere il cerchio e, allo stesso tempo, a coinvolgere quante più forze possibili nell’operazione. Pare, infatti, che Palazzo San Carlo ritenga totalmente priva di appeal la soluzione-Afragolese: nelle ultime ore circola con insistenza l’ipotesi di rilevare il titolo della società di serie D e di “spostarlo” nella città di Sant’Alfonso per risolvere il problema del saldo e stralcio con l’Agenzia delle Entrate e per avere una squadra ai nastri di partenza del campionato di serie D. Pare che nelle ultime ore ci siano stati diversi contatti tra qualche imprenditore e l’oramai ex presidente dell’Afragolese, Raffaele Niutta; ma l’intesa appare ancora lontana. La soluzione dell’Afragolese comporterebbe il fallimento della Paganese calcio così come la conosciamo oggi e l’iscrizione al torneo con un altro nome: una soluzione che pare non convinca né il sindaco De Prisco, né i dieci imprenditori dichiaratisi immediatamente disponibili alla causa della Paganese. Il motivo? Anche economico e logico: rilevare un titolo avrebbe un costo che potrebbe uguale o addirittura superiore al costo del saldo e stralcio dei debiti del titolo che oggi appartiene alla Paganese calcio.

Le prossime ore, dunque, saranno decisive più che mai: c’è da creare una nuova cordata e il tempo stringe. Unire gli imprenditori interessati all’Afragolese e quei dieci dichiaratisi disponibili a salvare l’attuale società sarebbe la soluzione di buon senso per salvare il calcio a Pagani e per mostrare a tutti che la Paganese potrà esistere anche dopo l’addio di Trapani, che dopo 20 anni di storia ha deciso di farsi da parte. Sarà una settimana intensa anche per questo: al sindaco il delicato e arduo compito di tessere rapporti e di avvicinare i due gruppi. Non appaiono al momento alternative percorribili. Sarà l’occasione per far leva ancora una volta sulla Paganese; un sentimento, non una semplice squadra di calcio, che da sempre unisce.

Barbara Ruggiero per paganesegraffiti.it

13.6.23

Le matasse ingarbugliate.

DI NINO RUGGIERO

L’attesa è lunga; più lunga e indecifrabile del previsto. A distanza di quindici giorni dalle dimissioni irrevocabili presentate dal presidente Raffaele Trapani, la soluzione alla crisi societaria in casa Paganese ancora non si trova.

Ma andiamo per ordine per cercare di capire come stanno realmente le cose. Riepiloghiamo il tutto.

All’indomani del comunicato della società in cui viene annunciato il disimpegno del presidente, il sindaco De Prisco si sente chiamato in causa e, responsabilmente, nel delicato ruolo di primo cittadino, manifesta il suo impegno per cercare di dipanare la matassa societaria. Da qui l’incontro interlocutorio presso lo studio del notaio Calabrese, tra il sindaco e i due maggiori azionisti della società, il notaio e Filippo Raiola.

Nel corso dell’incontro De Prisco riceve rassicurazioni da parte del notaio circa la sua partecipazione alla costituzione di una nuova società da formare con almeno venti aderenti portatori di una quota di venti/trentamila euro pro capite. Insomma si potrebbe pure cominciare a programmare il futuro partendo proprio dalla disponibilità dichiarata del notaio Calabrese, da quarant’anni punto fermo della società sportiva. Qui finisce il riepilogo dei fatti ed entriamo nel campo degli scenari che si presentano per assicurare un futuro alla squadra.

Allora, si comincia o no?

Secondo quello che ci è dato di sapere, la vecchia società è tuttora in carica, nonostante le dimissioni del suo presidente, e dovrebbe presentare (se non già fatto nel momento in cui scriviamo) la situazione patrimoniale della stessa alla data del 31 maggio. Ma questo rendiconto patrimoniale che valore ha? Serve ad avere contezza dei debiti pregressi ed è un documento che sarà a disposizione di eventuali nuovi soci. In questa fase delicata proprio l’esame della situazione patrimoniale potrebbe essere determinante per la costituzione di una nuova società.

La matassa è sicuramente ingarbugliata, ma va dipanata al più prestp, con assoluta chiarezza, innanzitutto per rispetto di tutti coloro che hanno la Paganese nel cuore.

Credetemi, non sono pochi.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it

12.6.23

Sì, abbiamo bisogno di notizie.

DI NINO RUGGIERO

Sì,  vogliamo notizie. È dal giorno dell’infausta disfatta di Tivoli che non riusciamo più ad avere notizie sul futuro che ci aspetta come tifosi della Paganese. Le bocche sono cucite, anzi sono ermeticamente chiuse, soprattutto quelle che potrebbero dire qualcosa sul futuro. Di certo, sulla carta, ufficialmente, ci sono solo le dimissioni dalla carica di presidente di Raffaele Trapani. Poi solo chiacchiere da bar e possibili scenari tutti da definire che dovrebbero contemplare la composizione di una nuova compagine societaria.

Il punto però è questo: la Paganese calcio 1926 srl è società di capitali e – stando a quello che è dato di sapere – ha come maggiori azionisti il notaio Aniello Calabrese e Filippo Raiola; quest’ultimo riveste anche il ruolo di amministratore delegato. Non sembra che vi siano altri soci, a meno di precisazioni che dovrebbero venire proprio dai maggiori azionisti.

Ora, premesso che Trapani, personaggio carismatico, per problemi personali, si è disimpegnato dopo venti anni di attività, ci sarebbe bisogno di sapere come la società (che, salvo errori, non è in liquidazione) intende muoversi per assicurare un futuro alla squadra di calcio locale. Di certo c’è solo che il notaio Calabrese ha dato la sua disponibilità a continuare in qualità di dirigente purché ci siano nuovi ingressi in società. La sua proposta richiederebbe una partecipazione di almeno venti unità con una quota minima pro-capite di venti/trentamila euro. Resterebbe da chiarire però proprio il nodo societario; l’attuale società sarà sciolta o continuerà senza Trapani? Interrogativo tutto da interpretare; in merito è tutto in alto mare

Da indiscrezioni trapelate, in questi giorni, gli attuali responsabili societari dovrebbero presentare (se non già fatto al momento in cui vengono scritte queste note) la situazione patrimoniale della Paganese calcio srl alla data del 31 maggio, non tanto per un obbligo di legge quanto per facilitare il compito del sindaco De Prisco che da buon primo cittadino vorrebbe dare una mano per assicurare un futuro alla squadra. Ci sarebbero alcuni imprenditori interessati a un nuovo progetto societario; ma, condizione imprescindibile, vorrebbero prendere visione della situazione patrimoniale dell’attuale società. Al momento si tratta solo di voci, anche affidabili per la verità, ma pur sempre voci. È possibile saperne di più?

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it

5.6.23

Il futuro non è lontano, è già qui.

DI NINO RUGGIERO

All’indomani delle irrevocabili dimissioni presentate da Raffaele Trapani, il futuro della Paganese è tutto da decifrare e da definire.

Il sindaco De Prisco, custode pro-forma del titolo sportivo, in questi giorni non se n’è stato con le mani in mano; prima ha avuto un incontro con il notaio Aniello Calabrese e Filippo Raiola, vale a dire con le persone che risultano essere i maggiori azionisti della Paganese srl e poi sta elucubrando un piano che dovrebbe portare stabilità nel futuro della società.


Dal primo incontro, chiaramente interlocutorio, non è trapelato granché. Da quello che è dato di sapere, il notaio Calabrese avrebbe assicurato il suo impegno economico e di partecipazione societaria anche per il futuro, così come ha fatto per tantissimi anni. In proposito, forse è il caso di ricordare, a beneficio soprattutto delle nuove generazioni, che il notaio – da grande tifoso – ha sempre costantemente contribuito, in varie forme, al sostentamento della società azzurra stellata, fin dai tempi di Marcello Torre. E stiamo parlando di un impegno lungo oltre cinquant’anni.

Calabrese, nel corso del colloquio avuto con il primo cittadino, presenti anche l’attuale amministratore delegato della società Filippo Raiola e il direttore sportivo Guglielmo Accardi, avrebbe anche chiarito, a scanso di possibili equivoci, come la sua disponibilità per il futuro debba essere considerata relativa solo a una compartecipazione assieme a nuovi soci interessati alla gestione della società. In altre parole, detto terra terra, avrebbe detto: “Non perdete tempo con me, pensate soprattutto a trovare nuovi soci; io ci sono stato e ci starò sempre, con una quota consistente. Lo farò però solo se ci sarà una compagine dirigenziale abbastanza corposa. Di più, personalmente, non potrò mai fare”

Insomma la disponibilità da parte del notaio c’è, e su questo non c’erano dubbi perché in tutti i momenti critici attraversati nell’era Trapani, lui è stato sempre presente; ha risolto situazioni difficili soprattutto quando si è trattato di rilasciare sostanziose fideiussioni richieste dalla Lega.

Ma il futuro del calcio a Pagani è legato a tanti interrogativi. Tra questi, in ordine di importanza, la necessità di poter varare una nuova compagine societaria in grado di assicurare certezze per il futuro.

Il cerino acceso, a questo punto, resta nelle mani del sindaco De Prisco che, verosimilmente, da primo cittadino e da primo tifoso della squadra della sua città, in questi momenti senza pace, si sta guardando intorno. Proprio una brutta gatta da pelare per il sindaco che, alla luce di quanto scaturito dal primo incontro del post-Trapani, ha intuito che solo trovando nuovi soci sarà possibile parlare del futuro.

Come quando si deve formare un nuovo governo, dunque, continuano senza clamori, in gran segreto, consultazioni a tutti i livelli. Il ponte del 2 giugno non ha rallentato l’azione di De Prisco che proprio oggi dovrebbe incontrare possibili aderenti al nuovo progetto societario. Da quello che è trapelato ci sarebbe più di uno interessato ad aderire al progetto ma vorrebbe innanzitutto conoscere la situazione patrimoniale al 31 maggio. Nomi non se ne fanno, ed è giusto che sia così, almeno fino al giorno in cui si dovranno per forza di cose scoprire gli altarini.

Intanto ci sono alcune scadenze imposte dalla Lega che devono essere onorate. Entro il 15 di questo mese, per essere ammessi alla disputa del prossimo campionato, bisognerà presentare le liberatorie dei calciatori; per farlo bisognerà saldare agli atleti il dovuto.
Ne sapremo di più nei prossimi giorni.

da paganesegraffiti.it