28.3.23

Paganese, i giorni della passione.

DI NINO RUGGIERO

È periodo di passione per gli osservanti della religione cattolica; ma, senza voler minimamente mischiare il sacro al profano, lo è anche per gli appassionati di calcio. Sono quaranta i giorni che da oggi ci porteranno a domenica 7 maggio, data in cui finirà la stagione regolare del campionato di serie D.

Come finirà, quale squadra risulterà promossa in serie C? Un dato tutto da scoprire nel girone G che al momento vede Paganese e Sorrento appaiate in testa con tre punti di vantaggio sulla Casertana. Ho detto stagione regolare per un motivo; al momento, con tre squadre che aspirano alla promozione diretta, non è affatto escluso che si possa arrivare alla conclusione a pari punteggio.

l regolamento a questo punto parla chiaro, e lo dico a beneficio di coloro i quali non sono particolarmente ferrati in materia: in caso di parità di punteggio tra due squadre si va allo spareggio in gara unica da disputarsi su campo neutro. Ove mai, invece, le squadre a pari punteggio dovessero essere tre, allora si andrebbe alla classifica avulsa che prevede il vantaggio negli scontri diretti ed, eventualmente, in caso di parità di risultati, anche alla differenza reti. In quest’ultimo caso, vale a dire con Paganese, Sorrento e Casertana a pari punti, chi starebbe peggio è proprio la Casertana, svantaggiata fino a questo momento nei confronti della Paganese.

Quest’ultima, sulla carta, tenendo conto anche delle partite da disputare, dovrebbe avere un cammino meno difficoltoso, non tanto per le sei squadre che dovrà incontrare quanto per il fatto che tra due turni, e precisamente il 6 aprile, ci sarà lo scontro diretto tra Casertana e Sorrento. Una delle due dovrà giocoforza perdere qualcosa a vantaggio dell’altra (e della Paganese, ovviamente). Il tutto, ovviamente se gli azzurro-stellati, nella stessa giornata, sapranno approfittarne riuscendo a fare bottino pieno in Sardegna contro la Sarrabus di Ogliastra. Questo lo dice la logica e la matematica; che però nel calcio contano solo come valori statistici.

A questo punto del campionato, bisogna dire che la Paganese ha un appuntamento storico cui non deve mancare. Risalire subito in categoria superiore, dopo aver subìto l’onta di una retrocessione condita da tanti rimpianti, ha un valore inestimabile. Non sono particolarmente bravo nelle statistiche ma mi pare di poter dire che gli azzurro-stellati non sono nuovi a questo tipo di impresa. Ci sono già riusciti nel passato nell’annata 1979-80 quando sotto la guida di Enzo Montefusco, con Enzo De Risi presidente, riuscirono a ritornare in serie C con una entusiasmante galoppata. Allo stesso modo, dopo la retrocessione del 2010-11 riuscirono l’anno seguente, Grassadonia allenatore, a riconquistare la serie C1 dopo aver disputato, vincendoli, gli spareggi play-off con Vigor Lamezia e Chieti.

Cosa voglio dire citando queste imprese? Semplice: è molto più facile battere il ferro finché è caldo, quando la passione è ancora viva, quando c’è voglia di riscatto immediato da parte di chi è al timone della società e non si demoralizza. Per questi motivi, per il fatto che nella storia anche i precedenti contano e fanno scuola, non bisogna tentennare. Bisogna convincersi, perché nel calcio il fattore psicologico ha sempre un ruolo di primo piano, che la squadra ha tutte le potenzialità per arrivare al traguardo sperato. Per farlo è necessario puntare molto sull’esperienza e sul mestiere degli atleti che compongono la rosa della squadra. I vari Di Somma, Iuliano, Sicurella e D’Agostino devono mettere sotto la loro ala protettiva i giovani che Giampà schiererà non solo per mere questioni anagrafiche. Una squadra che ritrovi equilibrio tattico, linearità, compattezza e geometrie è nel cuore della tifoseria che non ha mai smesso di sognare a occhi aperti. Forza, è un sogno che si può avverare. Prosit!

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it

20.3.23

La classifica dopo la ventottesima giornata.



Le nove vittorie di fila sono figlie del caso?

DI NINO RUGGIERO

Lo sconforto c’è, inutile girarci attorno. Il mezzo passo falso casalingo con il Nola non se ne scende. Nel calcio si vince, si perde, si pareggia: il risultato non è mai scontato, soprattutto se non si ha una squadra in grado di stracciare un campionato. Lo sappiamo benissimo, e non da adesso. Però, dopo aver effettuato una rimonta clamorosa dopo una prima parte di campionato abbastanza deludente, è avvilente che si debba assistere a una gara incolore come quella disputata contro il Nola. Roba da fare cadere le braccia. Ma dove è andata a finire la Paganese delle nove vittorie consecutive? Possono essere considerate figlie del caso nove vittorie limpide e chiare che costituiscono già per se stesso un record in un campionato di serie D?

L’interrogativo difficilmente avrà una risposta convincente; con esso ci addentriamo nel campo delle ipotesi, del possibile e delle scusanti. La colpa in questi casi, quando la realtà tradisce la più fervida positiva fantasia – come diceva un famoso lavoro teatrale di Pirandello – è di “Uno, nessuno, centomila”. Delusione? E poi perché? Per non aver vinto o per aver giocato male? Forse entrambe le cose. Ma, si sa, quando si vince passa in second’ordine il fatto di aver giocato male. Purtroppo, la vittoria non è arrivata lasciando una lunga scia di delusione nei numerosi spettatori presenti al “Marcello Torre” per il fatto che, in contemporanea, il tam tam radiotelefonico annunciava le vittorie esterne di Sorrento e Casertana.

Il Nola ha giocato la sua onestà partita, non ha fatto barricate e in molte fasi della partita addirittura ha giocato un calcio più concreto e redditizio degli azzurro-stellati.

La verità è una sola: a sei giornate dal termine il discorso del primato è ancora tutto da giocare. Vi partecipano Paganese e Sorrento, al momento appaiate in testa, e la Casertana, che è a tre punti. Chi nei giorni scorsi, dopo la galoppata delle nove vittorie consecutive, si era illuso che il campionato la Paganese lo avesse già in tasca ha sbagliato i conti; il campionato non ha ancora detto niente di definitivo e – tanto per chiarire qualche dubbio emerso dopo la scialba prestazione di oggi – finirà agli inizi di maggio.

La Paganese è sempre lì e se la giocherà fino all’ultimo proprio con Sorrento e Casertana, con il non trascurabile vantaggio di poter trarre utilità dallo scontro diretto che vedrà protagoniste proprio le due antagoniste.

Sarà una lotta senza quartiere che alla fine vedrà prevalere la squadra che avrà avuto soprattutto nervi saldi e predisposizione al sacrificio. La Paganese potrà giocarsi le sue carte e si spera che lo farà con determinazione e carattere.

Avviso per i naviganti di questa rubrica. È del tutto inutile e controproducente versare lacrime amare per quello che poteva essere e non è stato. Questa è la squadra: non è composta da tanti campioni, ma è quella che nel corso del campionato ha saputo recuperare dieci punti al Sorrento e ha preso quattro punti negli scontri diretti con la Casertana. Ha fatto tanto, ha fatto poco, non si sa. Si sa solo che conserva tutte le carte a posto per combattere fino all’ultimo per vincere il campionato.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it


Paganese-Nola 0-0: gli azzurrostellati non vanno oltre il pareggio... e il Sorrento adesso è a pari punti.

Al Torre, la Paganese ritrova il suo pubblico ma non la vittoria. Contro il Nola, gli azzurrostellati non vanno oltre lo 0-0, in una gara molto nervosa e poco spettacolare. Un pareggio che adesso riapre fortemente il discorso promozione, viste le vittorie esterne di Sorrento e Casertana.

Il primo squillo della partita è del Nola: rinvio sbagliato di Pinestro che serve Palmieri, il numero 11 bianconero controlla e prova a scavalcarlo mancando di poco il bersaglio. La Paganese però è in partita e, al primo vero tentativo, va vicinissima al vantaggio. Maggio si gira bene in area e col sinistro conclude a botta sicura sul primo palo, a negargli il più classico dei gol dell’ex ci pensa Zizzania con un intervento prodigioso. Azzurrostellati che insistono pochi minuti dopo, stavolta con De Felice che dal limite dell’area riceve la sponda di Maggio e conclude alto. Primo tempo fatto di poche emozioni e squadre che rientrano negli spogliatoi sullo 0-0.

Nella ripresa il ritmo si abbassa ulteriormente e la fluidità di gioco della Paganese va in netta involuzione. Gli uomini di Giampà appaiono sempre più tesi, probabilmente anche grazie alla pressione derivata dai risultati sugli altri campi, e non riescono ad ingranare. Il centrocampo fatica a trovare spazi ed inevitabilmente il tridente offensivo non funziona. D’altra parte, il Nola si chiude bene ma non riesce a ripartire e a creare pericoli dalle parti di Pinestro. Alla fine, lo 0-0 maturato in campo è un risultato giusto per quanto mostrato dalle due formazioni. La Paganese adesso vede complicarsi i piani promozione, con il Sorrento che riaggancia la vetta e la Casertana che si rifà sotto a con soli due punti di distanza.

PAGANESE (3-4-3)

Pinestro; Maccherini (27’st Fois), Di Somma, Esposito (18’st Cipolla); Faiello, Sicurella (9’st Iuliano(40’st Dioh)), Di Somma, Cusumano (18’st Semonella); De Felice, Maggio, D’Agostino. A disp.: Moro, Caiazzo, Verna, Campanile. All.: Domenico Giampà.

NOLA (4-3-3)

Zizzania; Valerio, Russo, Sepe, Piacente; Staiano, Carrotta (16’st Adorni), Gonzalez; Palmieri (47’st Marzuillo), Sparacello (36’st Manfrellotti), Ruggiero (27’st Ndiaye). A disp: Landi, Lucarelli, Lame, D’Angelo. All.: Giuseppe Ferrazzoli.

ARBITRO 

Poli di Verona (Bosco-Gentile). 

NOTE

Ammoniti: Esposito (P), Sparacello (N), Faiello (P), Staiano (N), Gonzalez (N), Russo (N), Di Somma (P). Recupero: 2’pt, 5’st. Angoli: 7-3.

Christian Esposito -  paganesemania.it

13.3.23

La classifica dopo la ventisettesima giornata.


 

Sorrento-Paganese 2-2: rassegna stampa (da PaganeseGraffiti).



Sorrento-Paganese 2-2: il pagellone di PaganeseGraffiti. De Felice e D’Agostino protagonisti, Di Somma autorevole.

Moro 5,5 – Ha la pecca di sbagliare l’intervento sull’attaccante avversario che causa il calcio di rigore. In quella circostanza si infortuna e deve lasciare il posto a Pinestro. In bocca al lupo per un pronto recupero

Pinestro 6,5 – Entra a freddo e neutralizza il calcio di rigore calciato da Herrera. Forse avrebbe potuto fare qualcosa in più sul gol del raddoppio avversario ma nel complesso sfodera una prestazione di grande sicurezza

Maccherini 6 – Nel primo tempo è spesso in sofferenza. Poi, bravo nel prendere le misure agli attaccanti avversari. Cresce di condizione e autostima nella ripresa

Di Somma 6,5 – Ha il merito di riportare in gara i suoi dopo una partenza da incubo. Nel secondo tempo sale in cattedra e dirige la retroguardia azzurra con la solita autorevolezza

Capone 6 – Anch’egli soffre le sguscianti penetrazioni degli attaccanti avversari nei primi 25 minuti di gara. Nel momento in cui calano i ritmi, dimostra di saper reggere il confronto senza più correre particolari rischi

Faiello 6 – All’inizio subisce anch’egli il ritmo indemoniato del Sorrento. Poi, nella ripresa è bravo nel portare la palla nella metà campo avversaria dando respiro alla manovra. Si sacrifica con attenzione anche in fase difensiva

Del Gesso 5,5 – Impacciato non poco, come tutta la squadra, nella prima mezz’ora. Recupera alla distanza quando i ritmi si fanno più blandi mettendo in mostra il suo gioco geometrico

Sicurella 5,5 – Nel primo tempo è spesso fuori tempo come tutto il reparto di centrocampo. Merito anche del Sorrento che fa un pressing asfissiante. Con il trascorrere dei minuti entra in gara con maggiore autorevolezza

Iuliano 6 – Il suo ingresso in campo serve a rinforzare gli ormeggi. A quel punto c’era da portare a casa un prezioso pareggio e lui fa la sua parte interpretando al meglio la gara da un punto di vista agonistico

Cusumano 5,5 – Si intestardisce talvolta nel portare troppo palla quando ci sarebbe la possibilità di lanciare gli attaccanti subito, ma è altrettanto vero che si sacrifica tanto nel rincorrere gli avversari. Nel finale fa addirittura il trequartista nel tentativo di portare palla quanto più possibile lontano dalla propria area

Fois – S.V

De Felice 7 – È protagonista in entrambi le segnature della Paganese. Un assist e un gol vincente con una rasoiata che mette le cose a posto in un pomeriggio che sembrava da incubo

Maggio 5,5 – Sgomita, combatte ma raramente riesce a vincere i duelli con i difensori costieri. Non si fa mai vedere pericolosamente in fase realizzativa. Sintesi di un pomeriggio difficile

Cipolla 6 – Entra al posto di Maggio per dare manforte alla mediana quando si capisce che il pari è da considerare oro colato per come era iniziato l’incontro

D’Agostino 7 – È lui a suonare la carica nel momento di maggiore difficoltà. Dai suoi piedi partono le azioni più pericolose degli azzurro stellati

Giampà 6 – Sicuramente avrà preparato la partita nel migliore dei modi ma la sua squadra è scesa in campo troppo impaurita al cospetto della seconda in classifica. Ha il merito però di ridare calma ai propri giocatori, che, dopo 25 minuti, cominciano a prendere in mano la gara grazie anche al calo fisico degli avversari che non potevano di certo reggere i ritmi forsennati di inizio gara

paganesegraffiti.it

Sorrento-Paganese 2-2: il big match finisce in parità. Buon punto per gli azzurrostellati, ma gli esami non finiscono mai.

DI NINO RUGGIERO

Partiamo dal risultato. Due a due, equa spartizione della posta in palio con rimpianti da una parte e dall’altra per quello che poteva essere, ma non è stato. Un pareggio che alla fine soddisfa di più la Paganese se non altro perché consente alla squadra azzurro-stellata di mantenere inalterato il vantaggio di due punti proprio sul Sorrento. A sette giornate dal termine, con uno scontro diretto Casertana-Sorrento ancora da giocare, c’è di che essere soddisfatti in casa Paganese.


Ma che partita è stata? – vi starete chiedendo. L’inizio è stato tutto dei padroni di casa. Per buoni venti-venticinque minuti in campo si è visto un Sorrento in gran spolvero: calciatori rossoneri arrembanti nella zona centrale del campo e sguscianti in avanti sulle due fasce laterali affidate a Badje e Petito, quest’ultimo finto centravanti. Paganese in palese difficoltà nella zona centrale del campo e sulle seconde palle, quelle che vanno recuperate dopo errati controlli o sfuggite in fase di contrasto. Seconde palle che spesso costituiscono un vero e proprio termometro dello stato di salute mentale e fisico di una squadra di calcio. A onor del vero, proprio sul piano del ritmo e dell’intensità agonistica la Paganese ha sofferto l’aggressività del Sorrento molto più di quanto si potesse temere alla vigilia; i timori sono poi aumentati a seguito di tre episodi che avrebbero potuto indirizzare la partita su binari favorevoli ai padroni di casa:

1) la prima segnatura da parte di La Monica servito da uno scatenato Badje;

2) la concessione di un calcio di rigore al Sorrento neutralizzato poi da Pinestro, subentrato all’infortunato Moro;

3) il secondo gol messo a segno da Badje dopo venti minuti di gioco.

Sul risultato di due a zero, come d’incanto, dal venticinquesimo minuto di gioco si è vista all’opera la vera Paganese. Quante cose non sappiamo del calcio! Proprio quando aleggiavano sinistri venti di disfatta sul vecchio campo Italia, c’è stata una incredibile inversione di tendenza. Gli uomini di maggiore caratura tecnica devono essersi guardati in faccia quasi a dirsi con il linguaggio universale di una sbirciata “ma ci rendiamo conto di come stiamo giocando? Questi ci stanno massacrando”. Ha cominciato Di Somma in difesa a chiamare a raccolta i suoi compagni di reparto e a spingersi in avanti per aumentare la forza d’urto della squadra; ha proseguito Sicurella a centrocampo con l’apporto essenziale di un Faiello sempre più dirompente e pratico; hanno poi completato l’opera D’Agostino e De Felice la cui intesa, nei momenti di maggiore splendore, suona come un pericolo costante per gli avversari.

E il Sorrento? Sparito come neve al sole in una giornata di incipiente primavera. È arrivato prima il gol che ha ridotto le distanze con un tocco sotto misura di Di Somma e poi il gol del pareggio. Autore De Felice con un destro al fulmicotone che si è insaccato nel sette alla sinistra del portiere sorrentino gelando le ambizioni della squadra di casa che probabilmente aveva speso nei primi venticinque minuti di gioco quasi tutte le sue cartucce.

È in questa fase che si è vista la migliore Paganese di quest’anno. Ordinata, geometrica, sicura di sé, anche quando gli avversari di turno, con la forza della disperazione, perché consapevoli di perdere un’occasione più unica che rara, hanno cercato in tutti i modi di ritornare in partita.

Per loro niente da fare. L’allenatore Giampà ha giocato le sue carte e le ha giocate bene. Ha sostituito Sicurella con Iuliano (un vero peccato non poterli vedere giocare assieme) e sul finale ha dato spazio a Cipolla per sostenere con maggiore fisicità il lavoro della difesa che ha avuto nel corso della gara il suo da fare specie su Baje e Petito, due frecce incontenibili sulle fasce di competenza.

Adesso, quando mancano sette gare alla fine, la Paganese può dirsi di essere soddisfatta di aver superato senza danni un difficile e probante esame di maturità. C’è da esaminare e risolvere però l’aspetto critico dei primi venticinque minuti di gioco; ma nel complesso, per fortuna, la squadra è poi riuscita a ritrovare le sue certezze. Un buon viatico per la restante parte del campionato.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it

6.3.23

La classifica dopo la ventiseiesima giornata: il pareggio del Sorrento riconsegna la vetta solitaria alla Paganese.



Paganese-Aprilia 1-0: la Rassegna Stampa di PaganeseGraffiti.




Il pagellone di Paganese-Aprilia: Faiello migliore in campo, Moro una sicurezza.


Moro 7. Una sicurezza tra i pali e nelle uscite. Non si fa intimorire quando una arrembante Aprilia, alla ricerca del pareggio sul finale di partita, si presenta più speesso dalle sue parti.

Maccherini 7. Giovane promessa della difesa azzurrostellata: è sempre di più una pedina fondamentale per il reparto arretrato. Oramai è una certezza per Giampà.

Di Somma 7. Assieme a Maccherini è una sicurezza e un punto di riferimento in difesa. Non disdegna di portarsi in avanti quando serve. Va anche vicino al gol sul finire del primo tempo con una girata in area: il pallone termina alto.

Capone 6. Poco lavoro oscuro per il terzo difensore di sinistra. Prova senza sbavature ma anche senza acuti.

Faiello 7.5. Il migliore in campo in senso assoluto, al netto del gol che ha consentito alla Paganese di vincere il match e di assestarsi al primo posto in classifica in solitaria. Sulla sua fascia di competenza fa il bello e il cattivo tempo, facendo sudare freddo gli avversari incontrati sul suo cammino.

Del Gesso 6. Gara disciplinata come al solito. Trova qualche difficoltà a dialogare con Sicurella perché si trova spesso in inferiorità numerica nella sua zona.

Sicurella 6.5. È l’uomo d’ordine nella metà campo azzurrostellata. Non spreca mai un pallone e gioca a testa alta. Ha però qualche problema nei recuperi del pallone. Esce al 10′ del secondo tempo per fare spazio a Iuliano.

Semonella 5.5. Giornata non proprio al top: non riesce a incidere particolarmente sulla sua fascia di competenza. E Giampà all’inizio della ripresa lo sostituisce con Cusumano.

Maggio 6. Da un attaccante del suo livello ci aspetteremmo un eurogol ogni domenica. Lotta instancabilmente su ogni pallone. All’84’ lascia spazio a Dioh

D’Agostino 6.5. È il calciatore che tutti vorrebbero nella propria squadra e lo dimostra più di una volta. Ma disputa una gara molto nervosa. Se ne accorge anche Giampà che lo tira fuori dai giochi al 78′ per fare spazio a Cipolla.

De Felice 6. Domenica a secco per il goleador azzurrostellato. La fama di capocannoniere oramai lo precede e le difese avversarie lo blindano. Autore di una partita particolarmente combattuta, all’88’ viene sostituito per fare spazio a Esposito.

Cusumano 7. Subentra a Semonella all’inizio della ripresa e risulta incisivo per la manovra della squadra. Riesce a rivitalizzare la fascia sinistra del suo schieramento con una prova più che soddisfacente.

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Paganese-Aprilia 1-0: lo spettacolo, il teatro e i punti pesanti.

DI NINO RUGGIERO

Contro un’Aprilia molto determinata e dura a morire sono arrivati i tre punti che ci volevano. Non sono stati punti facili, anzi non lo sono stati affatto, e – con tutte le riserve sul gioco espresso in campo – bisogna convenire che non è proprio il caso di andare troppo per il sottile; inutile storcere il muso se la manovra è apparsa meno lucida e lineare di altre occasioni. Nel calcio quello che conta è solo il risultato. Tutti quelli che hanno il palato fine, che amano lo spettacolo sono invitati a una bella rappresentazione teatrale o musicale. Il calcio non è materia per gli esteti, specie quando ci si trova al cospetto di campionati riservati ai dilettanti. Nel calcio ci sono anche partite belle e avvincenti, ma non sempre è possibile coniugare bel gioco e risultato; lo fanno qualche volta le squadre costruite senza alcun risparmio ma anche senza alcuna garanzia di arrivare al risultato finale sperato. La regola imperante nel calcio è vincere, conquistare i tre punti in palio e – se possibile – guardare dall’alto in basso gli avversari, anche quelli che magari giocano apparentemente meglio ma poi si perdono in zona gol.


Tre punti sofferti, dunque, conquistati contro l’Aprilia e via, soli in classifica con Sorrento a due lunghezze e Casertana a sette punti.
La Paganese sapeva di dover conquistare i tre punti in palio per mantenere viva la fiamma della vittoria, ma tanti ancora dovrà conquistarne prima della fine del campionato se vuole arrivare in serie C. Oggi lo ha fatto, senza riserve di alcun genere.

La partita ha visto in campo una squadra, la Paganese, molto nervosa e contratta e un’altra, l’Aprilia, disinvolta e spigliata nei suoi movimenti. Nel primo tempo, quando ci si attendeva un avvio sprint della Paganese, si è avuto invece un certo predominio territoriale della squadra laziale che tuttavia non è riuscita a impensierire mai seriamente il portiere Moro.
È a centrocampo che l’Aprilia ha giocato meglio le sue carte e assai spesso il duo centrale composto da Sicurella-Del Gesso è apparso più di una volta in inferiorità numerica; su questo aspetto l’allenatore Giampà dovrà lavorare per ovviare a questo tipo di inconveniente di ordine tattico.

La partita è stata risolta nel secondo tempo da una felice intuizione di Faiello, sicuramente tra i più in palla per la sua squadra, che è sbucato alle spalle di tutti, da vero rapinatore d’area, quando l’azione d’attacco sembrava sfumata e ha castigato l’incolpevole portiere dell’Aprilia. Tanto fulminea è stata l’azione del gol che ha in definitiva risolto la partita che nemmeno la telecamera è riuscita a riprendere in maniera soddisfacente la segnatura.

La squadra azzurro-stellata nel complesso ha giocato una gara giudiziosa. La fase difensiva non ha presentato sfasature e l’intesa tra gli atleti appare ben consolidata. Di Somma e Maccherini oramai hanno cementato l’intesa al centro dell’area e lasciano ben poco spazio agli attaccanti avversari. Sulle fasce Faiello si fa largo, sia a destra che a sinistra, e la sua vitalità è a volte dirompente, come in occasione del gol messo a segno. Dovrebbe però, in qualche occasione, ricordarsi di avere al suo fianco anche compagni pronti a raccogliere i suoi suggerimenti preziosi.

L’altra fascia ha avuto due interpreti giovanissimi, uno nel primo tempo, l’altro nella ripresa. Semonella ha sentito più del dovuto la gara e non ha inciso molto. È andata meglio a Cusumano nella ripresa che ha potuto sciorinare un buon repertorio fatto di ripiegamenti difensivi e di rapidità in avanti.

In avanti le cose non sono andate come nei piani. D’Agostino è stato tartassato dal primo minuto da un controllo asfissiante e duro al limite del lecito; il suo apporto si è visto solo a tratti e i suoi inviti per De Felice e Maggio non sono stati quelli delle migliori partite.

Il calendario adesso propone per domenica Sorrento-Paganese. Gli azzurro-stellati arrivano all’incontro con un vantaggio di due punti e già da martedì prepareranno tatticamente la partita.

Sarà il Sorrento a sentire forte il peso della gara. Ma il campionato non finisce domenica. Lo sanno tutte le squadre che aspirano alla promozione, Casertana compresa.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.it