28.4.17

Proviamoci.


di Nino Ruggiero

Ci avviamo alla conclusione del campionato e due considerazioni devono essere fatte.
La prima: è stato scongiurato il pericolo dei play-out già da qualche settimana, quindi il traguardo di minima fissato ad inizio di campionato è stato raggiunto.
La seconda: forse non si è capito ancora quanto entusiasmante sia stato il cammino della squadra da gennaio a questa parte e che cosa possa significare per Pagani arrivare a disputare i play-off, un traguardo mai raggiunto nella lunga storia della Paganese calcio.
Ci sono state annate belle e brutte, qualcuna entusiasmante, qualche altra insignificante; pagine vissute intensamente con un solo comune denominatore: l’attaccamento ai propri colori. Quello che deve essere ben chiaro alla vigilia dell’incontro Paganese-Lecce è che per la prima volta Pagani ha nel mirino un traguardo prestigioso; lontanissimo, di sicuro, ma che comunque è alla portata di un sogno tante volte solo accarezzato.
La disputa dei play-off apre quest’anno orizzonti nuovi sul campionato di terza serie nazionale giacché per la prima volta vengono coinvolti in un torneo finale le prime dieci squadre dei tre gironi, con esclusione delle prime in classifica promosse direttamente. Per la Paganese una possibilità, nient’altro che una possibilità, se si pensa che, dalle ventisette squadre coinvolte in totale, una sola a fine torneo avrà via libera per la serie B. E’ un po’ come partecipare a un concorso pubblico che deve assegnare un solo vincitore tra tantissimi concorrenti. Questione di percentuali minime di probabilità…
Ma volete che la squadra non lo sappia, che Grassadonia, Trapani e compagni non sappiano quanto sia arduo il cammino verso quello che al momento è solo un bel sogno?
E’ il popolo di Pagani che deve intuire quanto importante sia arrivare a disputare, in veste di protagonisti, tale torneo a eliminazione. Ecco perché domenica la città è chiamata a irrobustire lo sparuto numero di spettatori del “Marcello Torre” che hanno sempre avuto la fede sotto braccio, anche nei momenti critici, anche nei momenti di difficoltà.
L’occasione per andare avanti, quanto più avanti è possibile, è a portata di mano e bisogna sfruttarla. I play-off possono riservarci nel primo turno, quello del “la va o la spacca!”, una trasferta lunga e difficile, ma possono anche regalarci l’eventualità di giocarcela in casa questa possibilità. Per farlo non c’è scampo: bisogna raccattare quanti più punti è possibile con il Lecce domenica e con la Reggina, fuori casa, tra una settimana.
Bisogna crederci e remare verso un traguardo non impossibile. Bisogna farlo nel nome dei tanti che hanno avuto la Paganese nel cuore: i presidenti Torre, Cascone, De Risi, Bifolco, De Pascale, Iacuzio, ma anche dei tanti tifosi storici che non ci sono più; primo fra tutti Louis Conforti, raffigurato nell’allegata foto, simbolo di un tifo e di una passione senza confini e senza età.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Paganese, le scelte per il Lecce.

Sul fronte offensivo, appare scontato l’utilizzo di Firenze al centro dell’attacco con Bollino e Cicerelli ai lati, per formare un tridente veloce e tecnico anche se leggerino. L’ex senese ha già dimostrato di poter giocare da “falso nove”, mostrando anche una certa padronanza sotto rete. Meno possibilità ci sono di rivedere in campo l’ex palermitano Zerbo . In mediana, Tagliavacche, Tascone e Mauri nel ruolo di mezz’ala dovrebbero supportare l’attacco. L’ex genoano, ha mostrato grande affidabilità ogni qualvolta è stato chiamato in causa. In difesa potrebbero esserci novità: Grassadonia potrebbe affidare il ruolo di esterno destro a Picone , riportando Alcibiade centrale con De Santis -nel caso in cui Carillo non abbia smaltito l’errore di Siracusa – con l’utilizzo di Della Corte sulla corsia di sinistra.

da www.resportweb.it

Tutti al Torre per scrivere la storia.


Paganesi, se ci siete battete un colpo. Domenica al Torre arriva il blasonato Lecce che si lecca le ferite per la promozione in B sfumata, con l'esonero dell'allenatore Padalino avvenuto ad inizio settimana e voglioso di fare la voce grossa proprio ora. Non è domenica, cari amici leccesi. In tanti anni avete calcato i campi della Serie B e della Serie A ed ora da alcuni anni vi siete impaludati nell'inferno, per voi, della Serie C. Per noi questo è il paradiso che si potrebbe trasformare nel Super Paradiso con una vittoria che splancherebbe quasi certamente le porte del teatro dei playoff per la Serie B. Non abbiamo illusioni di vittorie, siamo tutti con i piedi per terra e realisti ma Pagani ed i paganesi, pochi, molti, tutti hanno voglia di sognare. Sognare è bello perchè non costa niente ma il sogno va alimentato con la presenza massiccia domenica allo stadio. Questa squadra e questo allenatore, che probabilmente a fine anno saluterà tutti, forse domenica si esibiranno per l'ultima volta dinanzi alla Pagani sportiva e debbono avere un giusto tributo di presenza e di applausi comunque vada a finire, per quello che hanno fatto, per quello che faranno. Bisogna andare allo stadio per essere testimoni di un evento che mai ci è capitato di assistere ovvero, con una vittoria, poter tragliare un traguardo incredibile, storico, impensabile per la storia della Paganese. Noi tutti potremmo essere testimoni di un miracolo calcistico. Roba da far rigirare nelle tombe gli statistici e gli amanti delle previsioni, i gufi e chi segue con invidia calcistica.

40 anni fa la Paganese di Rambone fece sognare la nostra città, da neopromossa, sfiorando la Serie B ma questa Paganese ha fatto qualcosa di diverso e forse più eclatante. Non voglio fare paragoni irriverenti con un altro calcio e con altri calciatori ma l'impresa di questa Paganese è quasi superiore a quella che fece tremare il Bari. Tutti allo stadio domenica. Non potete mancare se avete sangue azzurrostellato che scorre nelle vostre vene. Questa società e questi ragazzi lo meritano per il lavoro profuso, per l'impegno dello staff tecnico, per la professionalità di chi ci ha creduto sempre prima ad agosto e poi a gennaio nella rivoluzione delle rivoluzioni tecniche che sta facendo scaturire il miracolo dei miracoli. Salite domenica sul carro dei vincitori, va bene. Saliteci pure, più ne siamo e più faremo paura al Lecce, che vorrebbe rompere le uova nel nostro paniere. Non è domenica. "Non passa lo straniero" come recitava uno striscione nella Curva Sud dell'Olimpico quando la Roma fu impegnata nella Coppa dei Campioni del 1983 che la proiettò in finale. Domenica è il momento di spingere questa Paganese che ci ha fatto brillare gli occhi, ci ha divertito, ci ha entusiasmato, emozionato, ci ha fatto sentire ancora più orgogliosi di essere paganesi. Forza Ragazzi è il momento di guardare l'avversario diretto neglio occhi, senza mai abbassarli. Forza Paganesi è il momento di rendere merito a questa squadra, di far capire che al Torre domenica non si passa, di gridare a squarciagola FORZA PAGANESE!

Peppe Nocera
© Paganesemania

27.4.17

La squalifica di Reginaldo porta delle inevitabili novità in attacco.

La sconfitta di Siracusa non ha pregiudicato nulla ma ha lasciato scorie disciplinari cui bisogna porre rimedio in vista della sfida di domenica al Torre contro il Lecce. Il cartellino giallo rimediato da Reginaldo pesa come un macigno sulla preparazione del match e sullo sviluppo della manovra offensiva di Cicerelli e compagni. La squalifica di un turno della punta brasiliana, che è il capocannoniere della squadra, apre un buco al centro della prima linea. Una falla che Grassadonia è chiamato a colmare non senza difficoltà. Già contro la Vibonese, quando l’attaccante sudamericano diede forfait per una tendinopatia, la defezione di Reginaldo creò non pochi grattacapi al reparto offensivo della Paganese. In quella occasione il tecnico si affidò a Firenze ma senza esiti significativi, salvo poi cambiare in corso d’opera con l’innesto di Caruso. Contro il Lecce quale attacco ? Attenzione alle sorprese…

da www.resportweb.it

Qui Lecce: doppio allenamento ieri in vista della Paganese.

Doppia seduta d'allenamento ieri per il Lecce, svolta al Via del Mare. Al mattino il gruppo è stato diviso in due, alternandosi in un lavoro atletico in palestra seguito dai preparatori Redavid e Tumolo e su campo. Nella seconda seduta mister Rizzo, coadiuvato dal secondo Alessandro Morello, hanno fatto svolgere delle esercitazioni tattiche e delle partitelle a campo ridotto. Tutti gli effettivi hanno lavorato regolarmente, tranne Giosa, che ha svolto un allenamento differenziato.

Oggi allenamento alle ore 15.30, sempre al Via del Mare.

da www.tuttolegapro.com

L'ultima al Torre, una tradizione positiva.


Più che positiva la tradizione dei match della Paganese dinanzi al pubblico amico nell'ultima uscita stagionale. Analizzando le ultime dieci stagioni, tra i professionisti, dell'era Trapani si ricorda una sola sconfitta, indolore ai fini della classifica nella stagione 2012-13, quando gli azzurri di Grassadonia, al passo d'addio della sua prima duplice esperienza in azzurrostellato, furono sconfitti per 2-0 dal Perugia con le firme umbre di Lebran e Dettori. I grifoni furono ospiti, all'ultima stagionale a Pagani, anche qualche anno prima precisamente nella stagione 2009-10, ma in quell'occasione la vittoria fu appannaggio della Paganese che, grazie ad una doppietta di Loris Tortori, fece sua la gara importantissima in chiave playout poi disputati con il Viareggio.
Il viaggio nel tempo dell'ultima stagionale dinanzi al pubblico amico ci riporta alla stagione 2006-07, la prima del ritorno in serie C2, che ebbe un insperato finale ai playoff, ampiamente conquistati dopo anche l'ultima vittoria interna di quel campionato grazie al 3-0 rifilato ai giallorossi del Poggibonsi a firma di Fummo, Scarpa su rigore e Guarro. Finale al cardiopalma nella stagione successiva in C1 2007-08, quando furono i playout con il Lecco a regalarci la permanenza in categoria. Per arrivarci però fu necessaria la vittoria sul Cittadella che arrivò proprio all'ultima giornata, 2-1, con vantaggio di Scarpa pareggio di Germinale, per i veneti, e gol vittoria a 10' dalla fine di Pasquale Esposito che vediamo in questa foto all'ingresso in campo di quella sfida. All'intervallo di quella partita, gli azzurrostellati erano virtualmente retrocessi; al 90' si ritrovarono quartultimi.
La serie di vittorie s'interruppe invece nella stagione 2008-09. Nell'ultima uscita casalinga di quella stagione al Torreè di scena l'Arezzo e alla Paganese servono i tre punti per festeggiare la salvezza. Ne arrivò uno, dopo lo zero a zero finale, e salvezza rinviata e conquistata una settimana dopo a Castellammare. Amara invece fu la vittoria contro il Sud Tirol, nella stagione 2010-11, quando Radi realizzò il gol della speranza che venne vanificato dai risultati dagli altri campi che condannarono la Paganese di Capuano alla retrocessione in Seconda Divisione. Dolcissima invece quella conquistata a distanza di un anno circa quando in un finale trilling la formazione diPalumbo, poi esonerato con il ritorno di Grassadonia, battè in rimonta nei minuti finali il Fano. Cazzola portò in vantaggio i granata poi Fava a cinque dal termine e capitan Fusco nel recupero diedero agli azzurri la possibilità di sperare ancora nei playoff. Gli spareggi furono conquistati sette giorni dopo ad Arzano ma senza senza quella rete, a tempo scaduto di Fusco, a nulla sarebbe servito il resto compresa la promozione che ne conseguì a Chieti in finale. Vittoria di prestigio e platonica, invece, quella rifilata ai cugini della Salernitana, già con la testa ai play-off, nell'ultima casalinga del campionato 2013-14 con l'uno azero firmato da Francesco Deli. Nelle ultime due stagioni invece da registrare due pareggi, alla calata del sipario al Torre, entrambi zero a zero. Il primo con il Martina Franca, il secondo con il Catania che significarono salvezza anticipata. Domenica invece per la prima volta sarà un congedo diverso, dal sapore speciale, si gioca dinanzi al publico amico per conquistare qualcosa d'importante, storico, i play-off per la serie B.

Peppe Nocera
© Paganesemania

Giudice Sportivo: contro il Lecce senza Reginaldo. Tra i salentini appiedato Cosenza.

Domenica pomeriggio contro il Lecce, la Paganese dovrà fare a meno di Reginaldo. L'attaccante brasiliano è stato squalificato dal Giudice Sportivo della Lega Pro "per recidività in ammonizione (V infr)". Fatale, quindi, l'evitabile cartellino giallo rimediato nei minuti finali della sfida di Siracusa. Entra in diffida, invece, Ivan De Santis, che va ad aggiungersi a Bollino e Picone. Un'assenza importante anche per il Lecce, privo del difensore Cosenza, che sconta la seconda e ultima giornata di squalifica.

I provvedimenti del GS per il girone C

CALCIATORI
Tre giornate: Patti (Catanzaro)
Due giornate: Bensaja (Catanzaro)
Una giornata: D'Alterio (Casertana), Mancosu (Catanzaro), Onescu (Fidelis Andria), Cancellotti e Kanoute (Juve Stabia), Marano (Melfi), Rea (Messina), Reginaldo (Paganese), Varone (Unicusano Fondi)

SOCIETA'
Ammende: 3000€ Vibonese, 1500€ Lecce, 500€ Akragas, Catanzaro e Cosenza, 300€ Taranto

Danilo Sorrentino
© Paganesemania

26.4.17

Il Lecce a Pagani con un nuovo allenatore: l'idolo Rizzo sostituisce l'esonerato Padalino.


Già non sarebbe stato in panchina perchè squalificato, ma Pasquale Padalino non sarà al Torre perchè da ieri non è più l'allenatore del Lecce. La società salentina ha deciso di esonerarlo dopo la sconfitta interna con il Messina. Il nuovo allenatore del Lecce è Roberto Rizzo, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno prossimo, con rinnovo automatico in caso di promozione in serie B. Un rapporto quello tra il tecnico foggiano e i tifosi salentini mai idilliaco. Questi ultimi, dopo la sconfitta nel derby con il Foggia, avevano chiesto l'esonero di Padalino, reo di aver schierato una squadra troppo rinunciataria a dispetto della capolista. L'ultima sconfitta rimediata domenica cambia gli scenari per i salentini che, a ridosso dei playoff, vedono cambiare la propria guida tecnica. Con Padalino, va via anche il suo staff che comprendeva allenatore in seconda e preparatore atletico.
Quello di Rizzo, salentino doc, è un arrivo che fa contenta la tifoseria ma sarà fondamentale capire il suo approccio con l'ambiente. Rizzo, che in passata ha vestito la maglia giallorossa, ha iniziato la sua carriera da allenatore sedendo dal 2002 al 2006 sulla panchina della primavera del Lecce, dalla quale passarono diversi giovani passati poi in prima squadra come Pellè, Vucinic, Bojinov. Dal 2006 al 2008 continua ad allenare in Puglia alla guida diMartina Franca e Casarano, poi nel 2010 conduce il Matera alla vittoria dei playoff di Serie D e della Coppa Italia dilettanti. Nella stagione 2010/11 torna a Lecce come vice di Gigi De Canio che segue poi sia a Genovache a Catania, mentre l'anno scorso affianca Maragliulo alla guida del Lanciano. Il suo credo di gioco è basato prevalentemente sull'applicazione del 4-3-3, modulo che i giocatori sono già abituati ad interpretare.
Il nuovo allenatore Rizzo è intervenuto oggi in conferenza stampa e successivamente ha diretto il primo allenamento al Via del Mare. E' intervenuto prima il ds Meluso che ha voluto innanzitutto ringraziare l'ottimo lavoro di Padalinononostante la mancata promozione diretta e annunciare il nuovo allenatore compreso il suo staff che non comprenderà Javier Ernesto Chevanton come si vociferava. L'allenatore in seconda sarà Alessandro Morello, il preparatore atletico Redavid e il collaboratore tecnico Tumolo.
Rizzo ha sottolineato la sua felicità nel tornare sulla panchina salentina dopo undici anni e la necessità di cambiare l'atteggiamento di squadra: "In questo momento è importante lavare il cervello a tutti, ripartire con stimoli e atteggiamenti nuovi". Poi continua sulle prossime due partite, di cui subito quella di domenica in trasferta con laPaganese: "Andremo in campo sempre per vincere, perchè non si può accendere e spegnere la macchina a piacimento. Dobbiamo giocare sempre con la formazione migliore, aiutarci a stare meglio con le vittorie. Abbiamo dei calciatori fermi per infortuni e acciacchi, se riuscissimo a rimetterli in piedi sarebbe ancora meglio. Non saranno queste due partite rimanenti degli allenamenti in vista dei playoff, ma saranno gare vere, che dobbiamo vincere e affrontare al meglio. Sarebbe follia pensare di usare il campionato per allenarsi ai playoff, non sarebbe neanche l'atteggiamento giusto per arrivarci competitivi. Noi dobbiamo andare in campo per vincere sempre".

Alfonso Esposito
© Paganesemania - Riproduzione riservata

fonte foto: Lecce Prima

La Paganese corre verso l'ultimo sprint.


Nonostante la sconfitta al De Simone, la Paganese si è avvicinata ancor di più ai playoff. Manca ancora un punto alla formazione azzurrostellata per averne la matematica certezza, ma gli scontri diretti che ancora ci sono in questo finale di stagione portano la squadra di Grassadonia sempre più vicina agli spareggi promozione. Tuttavia un risultato positivo a Siracusa avrebbe aumentato le chance della Paganese di acciuffare il settimo posto, vista la concomitante frenata della Virtus Francavilla, sulla quale gli azzurrostellati si trovano un po’ a fare la corsa. In chiave playoff, quindi, il 2-0 rimediato in terra sicula non ha compromesso nulla: la distanza dalla posizione che vale la disputa del primo turno playoff in casa è rimasta invariata (-2 dai pugliesi), mentre dietro hanno accorciato Casertana e Unicusano Fondi. Il destino, quindi, resta ancora nelle mani della Paganese, ed è già importante.

da www.resportweb.it

La Paganese vista da...Nocera! - Non è sempre festa.

Questa volta la tradizione che vuole la Paganese mai sconfitta nel giorno della della Madonna delle Galline non s'è ripetuta. A Siracusa l'ex tecnico Sottil vince il personale duello con Grassadonia e meritatamente conquista una vittoria che lo proietta verso l'obiettivo di disputare in casa il primo turno dei playoff. Si sapeva, e ne era conscio anche l'ambiente azzurrostellato, che la trasferta in terra aretusea non sarebbe stata una passeggiata, come lo era stata quella di metà settimana a Taranto. L'undici siciliano è uno dei complessi più in forma del campionato che proprio dalla gara d'andata, era il 7 dicembre, ha innestato il turbo ed è volato a ridosso delle quattro battistrade ponendosi all'attenzione del girone C. Squadra senza grossi nomi ma blocco granitico che soprattutto in casa è osso assai duro e lo sarà per chiunque nei playoff. La Paganese, come a Foggia, ha subito il gol a freddo non riuscendo a reagire ed è incappata nella seconda sconfitta nelle ultime 12 gare.
Soprattutto nel primo tempo dopo l'iniziale svantaggio Reginaldo e compagni pian piano hanno guadagnato metri e preso anche in mano il bandolo della matassa ma senza trovare mai quella giocata limpida per impensierire il portiere siciliano. Qualche conclusione dalla distanza che avrebbe potuto avere migliore gestione, in quanto la difesa di casa ha lasciato comunque margini di manovra, ma in soldoni pochi pensieri seri per gli avversari. Nella ripresa poi il match ha trovato la definitiva chiusura con il raddoppio di Catania, autore di una doppietta, ponendo la parola fine alle speranze di riaprire l'incontro.
Si chiude la settimana del triplice impegno per gli azzurrostellati, con un pareggio, una vittoria ed una sconfitta ma a 180 minuti dalla fine la Paganese è in piena corsa per un posto al sole. La sconfitta a Siracusa ci può stare, mica è sempre festa, ora però lasciandoci alle spalle la trasferta siciliana è fondamentale non fallire il prossimo impegno casalingo con il Lecce. La sconfitta del Francavilla come quelle dell'Andria alle spalle e il pari scontato del Fondinon complicano la corsa ad un miglior piazzamento e scalare qualche posizione. Contro i salentini c'è da chiudere nel migliore dei modi la stagione, dinanzi al pubblico amico, che ha vissuto quest' incredibile stagione iniziata nel lontano mese di settembre, dopo l'altrettante incredibile estate vissuta sull'altalena delle emozioni. C'è da conquistare un sogno ed il sogno passa attraverso una vittoria con il Lecce che, dopo aver inopinatamente perso in casa con ilMessina con il secondo posto già blindato, vorrebbe rompere le uova nel paniere a noi? Ora è la settimana della nostra passione, del nostro orgoglio, del centrare l'obiettivo a tutti i costi, aldilà del nome dell'avversario domenica conta solo vincere.

Peppe Nocera
© Paganesemania - Riproduzione riservata

24.4.17

Angelo Fabiani: "Complimenti a Giana Erminio, Paganese e Sambenedettese".

Mancano due giornate alla fine della regular season in Lega Pro. Nel girone B l'ha spuntata il Venezia, in quello meridionale invece ha vinto il Foggia. Lotta ancora aperta nel raggruppamento A, con Cremonese ed Alessandria a giocarsi il primato. A tal proposito la redazione di TuttoMercatoWeb ha contattato il direttore sportivo della Salernitana, Angelo Fabiani, dirigente esperto e più volte vincitore in terza serie.

Lei ha vinto molto in Lega Pro, qual è il segreto?

"In primis è importante allestire una squadra importante per la categoria. Non sempre prendere giocatori dalle serie superiori funziona. Il Venezia del mio amico Perinetti ha avuto ragione, ha allestito una squadra altamente competitiva con giocatori di categoria, su tutti Evans Soligo. Anche il Parma ha speso molto, non possiamo parlare di fallimento ma evidentemente qualcosa non ha funzionato. Il Foggia ci provava da anni, sono stati fatti investimenti importanti e quest'anno ce l'hanno fatta ai danni del Lecce".

In particolar modo ha vinto in piazze calde come Genova e Salerno. Quanto pesa l'ambiente?

"Il segreto sta nel non farsi risucchiare dalle polemiche quotidiane. Alla lunga vince la programmazione. Se una società è sane e forte tutte le componenti lavorano meglio, direttori, allenatori e giocatori. Va fatto un discorso piramidale, è sempre la società a fare la differenza. Anche Sacchi ha dichiarato di aver vinto tanto al Milan grazie alla solidità garantita da Berlusconi, oggi accade lo stesso con la Juventus o con la Lazio. Lotito è un personaggio discusso ma allo stesso tempo un manager importante. Non si conseguono vittorie sul campo senza una società forte e lungimirante, non esistono uomini soli al comando. Ho avuto la fortuna di lavorare con tanti presidenti, tutti personaggi solidi che hanno messo a disposizione tutta la loro imprenditorialità".

E' serrata la lotta nel girone A. Chi la spunta tra Alessandria e Cremonese?

"Entrambe meriterebbero di andare direttamente in Serie B. Questo è stato il girone più equilibrato anche se l'Alessandria ha sprecato un vantaggio importantissimo che aveva raccolto. Ora conterà il saper gestire i nervi nelle ultime due partite".

Quali sono le delusioni e le rivelazioni?

"Nel girone B sicuramente la Sambenedettese è una sorpresa. Parliamo di una neopromossa che sosta in zona play-off e negli spareggi con la forza del pubblico potrà dare fastidio a chiunque. Non può essere una delusione la Paganese, squadra giovanissima in lotta per i play-off. Ha fatto un campionato straordinario al pari di Virtus Francavilla e Giana Erminio. Poi nei play-off potrà succedere di tutto. In ogni girone ci sono società che hanno speso tanto senza raccogliere quanto seminato e altre che invece hanno allestito dei gruppi giovani con investimenti mirati. Oggi non puoi avventurati a spendere milioni di euro, quindi va fatto un plauso a società come la Giana Erminio o la Paganese. Hanno deluso un po' Parma, Juve Stabia, Matera e Lecce. Ripeto, faccio i complimenti alla Paganese che ha valorizzato Cicerelli, la Sambenedettese ha tirato fuori Simone Mattia, poi Mancuso, già acquistato dal Pescara. Anche la Giana Erminio ha diversi giovani di prospettiva come Greselin".

da www.tuttolegapro.com

La partita del tifoso - Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere.

“Bisogna saper perdere! Bisogna saper perdere! Non sempre si può vincere e allora cosa vuoi?”. Cantava così il gruppo “The Rokes”, ormai mezzo secolo fa. Quanto avevano ragione! Quando vinci spesso, però, inizi a farci l’abitudine e scatta qualcosa dentro e ti convinci che sei imbattibile. Il sapore amaro della sconfitta, ultimamente, era diventato un lontano ricordo ed è per questo motivo che quando lo riassapori ci stai male quasi da strozzarti.
Credo sia successo questo, a noi tifosi, nella nostra tanto amata domenica di festa, per la Madonna delle Galline. La partita di Siracusa è da archiviare immediatamente ma dobbiamo essere bravi a fare tesoro della sconfitta e dei tanti errori commessi. Col senno del poi, come sappiamo, siamo tutti bravi, tutti sanno cosa non si sarebbe dovuto fare, per non uscire sconfitti. Ciò premesso però, io voglio ugualmente farmi masto a posteriori e chiedere una cosa: perché ‘sto 3-5-2? Perché cambiare un modulo (il 4-3-3) che ci ha premiato, in tutte queste gare, facendo la nostra fortuna e scegliere un altro che ha già dimostrato di snaturare la nostra squadra? Il 3-5-2 è spesso stato la mossa diGrassadonia, a gara in corsa, per blindare un risultato di vantaggio. L’ultima volta che lo abbiamo utilizzato dall’inizio è stato a Foggia e il risultato (non intendo solo quello della gara) non è stato per nulla entusiasmante. È vero, a prescindere dal modulo utilizzato, ciò che conta è l’atteggiamento e l’interpretazione degli attori, in campo. A me sembra indubbio però, che presentarsi al cospetto di un avversario con un modulo di gioco, almeno in teoria, più prudente, sia un inconscio segnale di debolezza, di sudditanza. La Paganese di questi ultimi due mesi non deve avere alcun timore reverenziale. Il gioco espresso, le tante vittorie, la bellissima posizione di classifica, devono indurci ad un po’ di sana sfacciataggine, se non di arroganza e presunzione.

La partita è stata giocata male, nessuno si è salvato, meritando una stentata sufficienza. Qualcuno addirittura, sebbene abbia giocato novanta minuti, non è neppure giudicabile (penso a Reginaldo), così pochi sono stati i palloni giocati. Salvo solo Alcibiade. Il resto abbondantemente sotto gli standard cui ci aveva abituato. Per carità, mica dobbiamo farne un dramma! Nulla è perduto, ci mancherebbe! I play off sono sempre lì, alla nostra portata e anzi, la concomitante sconfitta del Catania, ci avvicina ulteriormente a un traguardo storico, oltre che inatteso. Magari, mentre scrivo, neanche mi rendo conto che ci siamo già dentro matematicamente. Chissà.

Nel corso di questa stagione, tanti ex ci hanno pugnalato alle spalle, segnandoci. A ‘sto giro, è toccato a un ex allenatore, che pure ha fatto bene qui ed è molto apprezzato dalla piazza. In settimana, si era fatta insistente la voce secondo cui avremmo trovato un ambiente non proprio accogliente, a Siracusa. Forse qualcuno pensava di doversi vendicare per chissà quale presunta offesa o sgarbo subito. Non so se questo sia vero. Se così fosse, cosa volete che vi dica? A questo giro gli è andata bene (per non parlare della rapina a mano armata dell’andata) ma a proposito di giro, il calcio, come la vita è una ruota. La ruota gira e stavolta gli è girata a favore. Mica però è sempre festa, caroSottil. E come diceva il grande Peppino (a un tizio che lo stava maltrattando): “Tu poi sempre ci capiti al paese…”.

E dopo queste frasi che potrebbero sicuramente essere usate contro di me, in futuro, prendo congedo da voi. In lontananza sento echeggiare i fuochi d’artificio che segnalano il passare della nostra Madonna delle Galline. Attratto da un fortissimo richiamo, mi porterò verso di lei, da buon paganese. Vi lascio con una frase suggeritami dalla coautrice di questo pezzo ,mia moglie, la quale, nel vedermi afflitto per la sconfitta, davanti al pc, incapace di trovare le giuste parole, per rassicurarmi e ispirarmi mi ha detto: “Scrivi così: ciò che non ci uccide, ci fortifica. Questa sconfitta ci renderà ancor più forti di prima!”. E chi sono io per andare contro la sua ispirazione?!

Alberto Maria Cesarano
© Paganesemania - Riproduzione riservata

23.4.17

La classifica aggiornata: la Paganese rimane in zona playoff. Foggia promosso in serie B.


Siracusa-Paganese 2-0: non sempre le ciambelle riescono col buco.


Nella foto, tratta da Sportube, uno dei rari attacchi della Paganese alla porta del Siracusa

di Nino Ruggiero

Non sempre le ciambelle riescono con il buco, è storia vecchia. A Siracusa è andata male, ma proprio male. Si comincia con il gol incassato dopo appena tre minuti. Un gol di certo non irresistibile, ma il calcio è così: una disattenzione, una maglia che si allarga, un tiro effettuato senza contrasto difensivo, la palla che tocca terra qualche centimetro prima della linea di porta e portiere scavalcato nonostante un tuffo alla disperata. Uno a zero e partita tutta da giocare; però in evidente handicap psicologico.
Aggiungeteci anche che la Paganese di oggi non è quella sfavillante e baldanzosa di Taranto e il Siracusa – bisogna dirlo, ad onor del vero – soprattutto non è il Taranto.

Trova difficoltà nella manovra la squadra di Grassadonia; soprattutto non trova quelle giocate sulle fasce laterali che negli ultimi tempi sono risultati spesso vincenti. Mancano Pestrin, Tascone e Della Corte, punti di forza della squadra e Grassadonia si inventa una difesa a tre composta da De Santis, Alcibiade e Carillo, con Longo sulla destra e Cicerelli sulla sinistra a supporto. A centrocampo si fa valere Mauri, che nelle ultime giornate dimostra di avere recuperato la piena condizione fisica, ma qualcosa blocca la squadra dalla tre quarti campo in avanti. La difesa del Siracusa non lascia scampo a Reginaldo e Bollino, quest’ultimo oggi posizionato alle sue spalle; Firenze non trova mai la giocata giusta mentre Cicerelli, marcato stretto quasi sempre a uomo, si intestardisce in azioni personali che non portano a risultati concreti.

L’unica azione da rete, intorno al ventesimo di gioco, vede Bollino contrastato duramente da Malerba mentre sta per effettuare il tiro a rete. Per l’arbitro l’intervento del difensore è regolare, nonostante le vibrate proteste degli azzurro-stellati.

Nella ripresa Grassadonia mescola le carte e inserisce Tascone e Picone per cercare di dare maggiore sprint alla manovra. Bollino torna ad occupare il settore di destra dell’attacco ma la squadra azzurro-stellata mostra una certa stanchezza di idee e probabilmente anche fisica.

Arriva così anche il secondo gol, grazie ad un generoso regalo di Carillo che, indeciso sul da farsi, si fa superare da Catania mentre Liverani tenta disperatamente di intervenire. Palla in rete per lo zero a due.

Partita brutta, in conclusione, da parte della Paganese che in questo finale di campionato deve riprendere soprattutto fiato e convinzione nelle proprie possibilità. Niente è perduto. Il discorso play-off è sempre aperto ma bisognerà anche sperare di poter avere tutti gli uomini di maggiore tasso tecnico in buona salute. Il sogno di tanti si è solo affievolito; non è svanito.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Grassadonia: "Sbagliato l'approccio, ora ricarichiamoci per le prossime partite".


Ammette la sconfitta, senza attenuanti, l’allenatore della Paganese Gianluca Grassadonia. Ecco le sue parole nel dopo gara nella sala stampa del Nicola De Simone

“Il gol a freddo ha agevolato – dice Grassadonia – i piani del Siracusa di cui conosciamo le caratteristiche. E’ una squadra che merita rispetto con 57 punti e per noi subire il gol ha condizionato i piani. Si tratta di una sconfitta meritata, abbiamo fatto fatica. Gli azzurri sono una squadra che fa del carattere la sua peculiarità. E’ una formazione difficile da affrontare, va detto, però, che il campo non ci ha agevolato. Il secondo gol ci ha fatto capire che non era una giornata positiva”.

da www.ilsiracusano.com

Siracusa-Paganese 2-0: il Pagellone di PaganeseMania.

Attacco sterilissimo, centrocampo senza idee, tanti errori in difesa

LIVERANI 5 - Una clamorosa incomprensione con Carillo confeziona il gol del 2-0 per il Siracusa. Nulla può sul sinistro chirurgico di Catania in apertura.

DE SANTIS 5.5 - Valente e Catania gli creano non pochi problemi e infatti è un po' in difficoltà nel contenere le loro incursioni.

ALCIBIADE 6 - Lasciato libero di impostare dalla difesa, tocca parecchi palloni e deve anche rimediare alle imprecisioni dei compagni di reparto. Il migliore della retroguardia.

CARILLO 4.5 - Apparentemente in controllo di un pallone che doveva comodamente appoggiare a Liverani ma con la sua lentezza e goffaggineriesce a farsi rimontare da Catania e, in complicità con Liverani, regala il gol del 2-0.

LONGO 5 - Valente fa quel che vuole sulla sua corsia, lo soffre terribilmente per tutta la partita non prendendogli mai le misure. Un passo indietro rispetto alla gara di Taranto.

FIRENZE 5 - Un pesce fuor d'acqua come interno di centrocampo nel 3-5-2. Nel secondo tempo si sposta a ridosso degli attaccanti ma sparisce piano piano dal campo insieme al resto della squadra.

TAGLIAVACCHE 5 - Nei primi venti non tocca una palla, asfissiato a turno dalla marcatura di Catania e Spinelli. Fa comunque poco o nulla per smarcarsi. Anche lui fa il passo del gambero rispetto alla prestazione di mercoledì.

MAURI 5.5 - Cerca di dare ariosità al gioco della Paganese, ma sempre al piccolo trotto e con il suo caratteristico passo cadenzato. Si perde subito Catania sul gol dell'1-0 e rischia grosso anche nella ripresa, quando passa davanti alla difesa.

CICERELLI 5.5 - E' quello che ci prova di più e cerca almeno di indirizzare qualche tiro verso lo specchio avversario ma i suoi tiri sono sempre molto alti e non inquadrano mai la porta.

BOLLINO 5 - Mai pericoloso, non riesce mai ad andare al tiro, girando troppo lontano dalla porta avversaria e, in quelle poche occasioni in cui parte palla al piede, è sempre poco cattivo e incisivo.

REGINALDO 5 - Così come il compagno di reparto, non riesce ad incidere in zona gol e non va mai al tiro. Annullato dalla coppia Turati-Cossentino che giganteggia.

PICONE 6 - Si posiziona prima sul centrodestra poi si sposta a terzino sinistro. Cerca di sovrapporsi ma non viene mai servito.

TASCONE 6 - Quest'oggi è lui il sacrificato di turno. Tenta di far salire la squadra trascinando i suoi ma oggi non è giornata. Le partite ravvicinate cominciano a farsi sentire.

GRASSADONIA 5 - La squadra ha pagato le troppe gare ravvicinate ma anche la scelta del mister di ritornare al 3-5-2 visto a Foggia (anche lì una sconfitta) non è stata premiata. Col 4-3-3 la squadra aveva fatto molto bene, forse l'assenza di Della Corte ha pesato oltremodo.

Alfonso Esposito
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Paganese scarica, tutto facile per il Siracusa che vince con una doppietta di Catania.


Alla fine del tour de force la Paganese paga dazio. Gli azzurrostellati s'inchinano al Siracusa, ora già certo di disputare in casa il primo turno dei playoff. Decide una doppietta di Catania, sfruttando due clamorose ingenuità della retroguardia della Paganese. Squadra irriconoscibile, priva di idee e che non ha saputo giocare secondo i suoi canoni. Ancora una volta è l'approccio a penalizzare la squadra di Grassadonia, che ha incassato lo svantaggio dopo appena tre minuti e poi ha faticato a rientrare in partita. La formazione siciliana si è difesa con grande ordine, ha sfruttato le ripartenze e la troppa imprecisione degli azzurrostellati, incappati nella classica giornata storta. Per fortuna il settimo posto resta a due punti, vista la concomitante sconfitta della Virtus Francavilla. Ma recuperano punti Unicusano Fondi e Casertana.

La Paganese, schierata per l'occasione col 3-5-2 da Grassadonia, rivive l'incubo della gara con la Vibonese. Approccia malissimo alla partita, è troppo molle e subisce gol praticamente al primo affondo del Siracusa. L'azione della rete di Emanuele Catania dopo appena tre minuti è emblematica: il numero 10 azzurro s'invola indisturbato verso l'area di rigore, vanificando la blanda resistenza di Mauri. Dal limite il suo sinistro all'angolino basta per battere Liverani. E poi, esattamente come accadde una settimana fa contro la Vibonese, la Paganese è incapace di reagire e rischia più volte di incassare la seconda rete da parte della squadra di Sottil. Pericoloso il colpo di testa di Scardina al quarto d'ora, mentre le uniche volte che l'undici di Grassadonia prova ad affacciarsi dalle parti diSanturro è con dei tiri dalla distanza di Cicerelli. Al 20' la Paganese reclama il penalty per un contatto in area fraBollino e Malerba, ma per il resto non è la stessa squadra apprezzata nelle precedenti apparizioni. E nel finale resta in partita anche in maniera fortunata. Toscano con un gran tiro dal limite centra il palo al 42', mentre proprio allo scadere Meleleo annulla la rete del raddoppio di Turati, fra le proteste dei siciliani.

Il canovaccio della gara non cambia nella ripresa, così Grassadonia al quarto d'ora ritorna sui suoi passi e schiera i suoi secondo un 4-3-3, con gli ingressi di Tascone e Picone per De Santis e Tagliavacche: è Mauri il playmaker. Ma le idee non ci sono per gli azzurrostellati che ballano troppo in difesa. E così il 2-0 del Siracusa è un pasticcio diCarillo che, nel tentativo di proteggere l'uscita di Liverani, lascia sfuggire Catania che a porta vuota realizza fra l'incredulità generale. Poco prima la Paganese ci aveva provato con un sinistro a giro di Bollino bloccato daSanturro. Ci sarebbero ancora venti minuti, ma gli azzurrostellati tirano i remi in barca e non riescono quantomeno a riaprirla. L'assalto al settimo posto, però, non è precluso.

MARCATORI: pt 3' e st 26' Catania
SIRACUSA (4-2-3-1): Santurro; Brumat, Turati, Cossentino, Malerba; Toscano (21' st Giordano), Spinelli; De Silvestro, Catania (30' st Azzi), Valente (37' st Russo); Scardina. A disp.: Gagliardini, Dentice, Longoni, Sciannamè, Dezai, Persano, Palermo. All.: Sottil
PAGANESE (3-5-2): Liverani; De Santis (14' st Picone), Alcibiade, Carillo; Longo, Firenze, Tagliavacche (14' st Tascone), Mauri, Cicerelli; Reginaldo, Bollino. A disp.: Gomis, Della Corte, Mansi, Zerbo, Parlati, Caruso, Carrotta, Maiorano. All.: Grassadonia
ARBITRO: Meleleo di Casarano (Baldelli-Della Croce)
NOTE: spettatori 2500 circa. Ammoniti: Toscano, Catania, De Santis, Scardina, Spinelli, Reginaldo. Angoli 2-1. Recupero pt 1', st 3'

Danilo Sorrentino
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fonte foto: ilsiracusano.com

Top&Flop di Siracusa-Paganese.

Allo stadio "Nicola De Simone", il Siracusa centra il suo obiettivo e si garantisce la possibilità di giocare il primo turno dei play-off con il favore del fattore casa battendo meritatamente per 2-0 la Paganese.

Avvio sprint degli aretusei che passano in vantaggio al terzo minuto con Catania, il palo nega il raddoppio a Toscano e nell'ultima azione del primo tempo l'arbitro annulla un gol a Turati per un fallo in attacco non chiarissimo.
La squadra di Grassadonia prova ad entrare in partita nella ripresa, ma non riesce mai ad impensierire Santurro e in difesa combina guai clamorosi. Al 71' si scontrano Carillo e Liverani in uscita spalancando la porta vuota a Catania che non sbaglia e firma una doppietta che lo fa salire a quota 14 gol in campionato.
E' una sconfitta per i campani che non pregiudica la corsa ai play-off, l'ottavo posto è saldamente nelle mani dei Liguorini. Ecco Top e Flop della gara.

TOP

Catania (Siracusa)
: una doppietta che lo fa salire a quota 14 gol in campionato, è sempre pronto a sfruttare ogni minimo errore degli avversari. Figuriamoci quando la coppia Liverani-Carillo gli spalancano la porta per il secondo gol. RAPACE

Bollino (Paganese): difficile salvare qualcuno nei campani, probabilmente nessuno arriva alla sufficienza. Il numero 9 soprattutto nel primo tempo ci prova quasi da solo a rendersi pericoloso. ABBANDONATO


FLOP

Nessuno nelle file del Siracusa
: attenta in difesa, perfetta in attacco: la squadra di Sottil vive un pomeriggio molto vicino alla perfezione. Nessuno può andare sotto al 6 in pagella. TUTTI PROMOSSI
Carillo & Liverani (Paganese): difficile capire chi è il più colpevole in occasione del secondo gol, si scontrano e danno il via libera a Catania. Un errore che condanna la squadra di Grassadonia che aveva abbozzato una reazione nel secondo tempo. DISASTRO

da www.tuttolegapro.com

Sconfittta indolore per la Paganese sul campo del Siracusa.


Cade la Paganese sul campo del Siracusa. I campani vengono sconfitti col punteggio di 2-0 dai padroni di casa che riescono ad ottenere tre punti fondamentali in chiave play-off. Dall’altra parte invece capitombolo indolore siccome l’undicesimo posto è lontano 4 punti. A due partite dalla fine entrambi i club sono con un piede e mezzo nella fase finale della competizione.

PRIMO TEMPO – Partono bene i padroni di casa che trovano subito il vantaggio con Catania. L’attaccante scarica un gran tiro dal limite dell’area, sul quale Liverani non può far nulla. Col passare dei minuti sale il pressing dei padroni di casa che hanno una grande occasione con Scardina. Cross dalla destra di Valente dove il calciatore spara alto di testa. Il primo tiro della Paganese arriva con Bollino al ventesimo, tentativo che non impensierisce gli avversari. La frazione di gioco scorre veloce e registriamo solo il palo di Toscano che sfiora il raddoppio.

SECONDO TEMPO – Ripresa blanda con i soli cambi ad animare il match. L’unica emozione arriva con il secondo gol del Siracusa. La reazione degli ospiti stenta ad arrivare e la gara si conclude.

Tabellino:

Siracusa (4-2-3-1): Santurro, Malerba, Turati, Cossentino, Brumat, Spinelli, Toscano (65′ Giordano) , Valente (84′ Russo), Catania (72′ Azzi), De Silvestro, Scardina. All: Sottil

Paganese (3-4-2-1): Liverani, De Santis (59′ Picone), Carillo, Albiciade, Cicerelli, Mauri, Tagliavecchie (60′ Tascone), Longo, Mauri, Firenze, Bollino, Reginaldo. All: Grassadonia

Marcatori: 3′ Catania, 70′ Catania

Ammonizioni: 35′ Toscano, 38′ Catania, 44′ Scardina, 55′ Spinelli – 41′ De Santis

da www.zonacalcio.net

21.4.17

Il Processo Azzurrostellato. Spettacolo allo Iacovone, questa Paganese può volare!


Il recupero col Taranto non poteva che essere più dolce per la Paganese. La squadra campana ha vinto la sfida coi calabresi e si è piazzata sempre all’ottavo posto in classifica. Un successo maturato dopo una gara giocata con un’intensità a dir poco impressionante. Nessuno ha deluso, ma tutti hanno sono scesi in campo dando il massimo per novanta minuti.

Partiti a razzo, dopo soli 10 minuti Firenze ha trovato il vantaggio. Il calciatore, uno dei migliori in campo, ha sfiorato la doppietta personale in più occasioni senza però trovarla. Il Taranto stenta a reagire e sul finire del primo tempo ecco l’episodio che cambia la partita. Fallo da ultimo uomo per De Nicola ed espulsione in evitabile. Penalty per gli azzurrostellati che mandano sul dischetto Cicerelli, l’esterno non sbaglia e fa 2-0. La ripresa scorre quindi veloce. Ecco altre altre due reti, firmate da Reginaldo e Parlati. Proprio su questi due giocatori possiamo aprire un’importante parentesi.

Entrambi non sono partiti dall’inizio, ma vengono mandati in campo da Grassadonia nel secondo tempo. Nonostante la gara sia in ghiaccio i due attaccanti non sdegnano l’impegno. In mezzo di mezz’ora sia l’uno che l’altro trovano la gioia personale. Una dimostrazione di quanto sia importante avere la panchina pronta in ogni occasione. Il merito di tutto ciò va soprattutto all’allenatore, capace di portare una squadra dalla zona retrocessione a quella play-off. Un piccolo miracolo che si può potrebbe capitalizzare con un successo nella prossima sfida col Siracusa.

Avere la certezza, con due giornate di anticipo, della partecipazione alla fase finale del torneo, sarebbe una grande soddisfazione. Poi una volta arrivati ai play-off tutto è possibile.

Allo Iacovone però c’è già la prima grande sicurezza, questa Paganese può volare. Una volta che ha spiccato il volo è difficile fermarla. Se ne è accorto oggi il Taranto, che in pochi casi è riuscita a fermare Firenze. Il talento ex Crotone è stato autore di una prestazione eccellente. Ha causato scompiglio nella difesa avversaria e nel trio d’attacco è devastante. Altra nota positiva è sicuramente Zerbo. Lui ha propiziato il fallo di De Nicola per il rigore, e sempre lui ha garantito una prestazione dove non ci sono state sbavature. Inoltre da rilevare l’imbattibilità di Liverani. Leader silenzioso, capace di sbarrare la strada a Balzano per ben due volte.

Da questi particolari passa il futuro di un club che ha trasformato un sogno in realtà, e che arrivato a questo punto, non vuole fermarsi.

Gaetano Scotto di Rinaldi