15.7.19

Paganese riammessa in C: è nato prima l’uovo o la gallina?

di Nino Ruggiero

Adesso c’è pure l’ufficialità: la Paganese è riammessa in serie C a scapito del Bisceglie che non è riuscito in tempo debito a mettere a posto il proprio impianto di gioco.

Stavolta, forti di esperienze del passato, la Lega e la Figc non hanno inteso derogare sulle scadenze e le hanno ritenute improcrastinabili.

Dunque, è fatta per la virtuosa Paganese. Quello che non sono riusciti a ottenere sul campo, i dirigenti della Paganese, primi fra tutti Raffaele Trapani e il notaio Nello Calabrese, l’hanno ottenuto in virtù di un comportamento lineare e oculato in termini di bilancio societario.

Adesso però è il momento della verità, in prospettiva di un futuro che è già qui.

L’impressione è che per prima cosa bisognerà fare di tutto per riconquistare una tifoseria oramai ridotta all’osso. Un paio di anonimi campionati hanno decimato le schiere di tifosi esigenti e competenti che, soprattutto nel corso dell’ultimo campionato, non sono riusciti a intavolare un discorso produttivo con la società. Quest’ultima aveva puntato molto su presunti disastri amministrativi di alcune squadre del girone e proprio per questo aveva ritardato oltremisura il richiesto irrobustimento della squadra. Difficile, poi, per non dire impossibile, a ranghi incompleti, con una squadra raffazzonata nell’ultima parte della sessione invernale, arrivare al traguardo della salvezza. Ci aveva provato in tutti i modi l’allenatore Erra che comunque, con tutti i problemi di inquadratura, era riuscito a trascinare la squadra nei play-out. Questa è storia di ieri, recentissima, inutile dire altro.

Ci vorrà adesso una vera e propria operazione simpatia per riportare al Marcello Torre i tifosi di un tempo.

Con tutti i problemi societari che impediscono voli pindarici in tema di ingaggi, stavolta bisognerà presentare ai ranghi di partenza un squadra quadrata che possa giocarsela con le avversarie senza alcun timore reverenziale, sia che si chiamino Catania, Avellino o Bari.

Molto dovrà fare l’allenatore che, da quello che traspare dalla società, dovrebbe essere Alessandro Erra. Dovrebbe essere lui a dare indicazioni di massima per l’ingaggio di atleti adatti al programma societario che comunque deve necessariamente rispettare parametri che ben si adattino al rapporto qualità/prezzo.

I segnali di una inversione di rotta e di programmi dovrebbero venire da due parti: dalla società e dalla tifoseria. La società dovrebbe allestire una squadra all’altezza della situazione, senza svenarsi ma con una oculatezza da speziale. La tifoseria dovrebbe rispondere in massa alla prevedibile campagna di abbonamenti per un segnale forte di presenza e di attaccamento ai colori sociali.

A chi spetta la prima mossa? Il dilemma è d’obbligo. È la società che deve trascinare il pubblico allestendo una squadra di tutto rispetto, oppure è la tifoseria che deve fare sentire il proprio appoggio incondizionato alla società azzurro-stellata? Probabilmente la prima mossa spetta alla società anche se è ancora d’attualità l’antico dilemma: “è nato prima l’uovo o la gallina?”

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

12.7.19

Ufficiale: la Paganese riammessa in serie C.

Dopo una settimana di voci, indiscrezioni, smentite e rumors, adesso è anche ufficiale: la Paganese è riammessa in Serie C. Il Consiglio Federale, tenutosi quest'oggi, si è pronunciato sui ripescaggi e le riammissioni nei campionati di Serie B e Serie C. Gli azzurrostellati, che avevano presentato domanda di riammissione al pari di Virtus Verona, Fano e Bisceglie, erano quarti in graduatoria a fronte di tre posti, ma la riunione dei vertici federali ha confermato le indiscrezioni degli scorsi giorni, circa un problema relativo allo stadio Ventura. Pertanto, la domanda dei nerazzurri pugliesi non è stata accolta, dando il via libera al ritorno in terza serie alla Paganese.

Il Consiglio Federale ha quindi cancellato la retrocessione maturata sul campo lo scorso maggio, proprio al termine dei playout con il Bisceglie, garantendo così alla Paganese la partecipazione al suo 14esimo campionato consecutivo in Serie C

Insieme alla Paganese, tornano subito in C le altre due retrocesse (Virtus Verona e Fano), ma anche le emiliane Modena e Reggio Audace, che avevano presentato domanda di ripescaggio. Non accolta quella del Cerignola, che era prima in gradutoria fra le ripescate, sempre per problemi relativi allo stadio. Resta un posto vuoto, perchè il Consiglio Federale ha confermato anche la riammissione del Venezia in B in luogo del Palermo, per completare l'organico a 60 squadre: se lo contenderanno - probabilmente - proprio Bisceglie e Cerignola

da www.paganesemania.it


25.6.19

Riammissioni e ripescaggi.

I termini di presentazione delle domande di iscrizione per le squadre di serie C sono scaduti ieri a mezzanotte. All’appello delle squadre aventi diritto sono mancate del tutto Albissola, Siracusa e Lucchese che già da tempo avevano manifestato di non essere in grado di iscriversi al prossimo campionato. Proprio all’ultimo momento sono poi pervenute le istanze incomplete di Arzachena (mancanza della fideiussione) e Foggia (mancano gli stipendi ai calciatori degli ultimi mesi).
A mente dell’art. 49 comma 5 bis NOIF, così come approvato dall’ultimo consiglio federale, al momento dovrebbe scattare la riammissione per le squadre cosiddette virtuose retrocesse dalla serie C individuate secondo una graduatoria che prevede di seguito Virtus Verona, Alma Fano, Bisceglie e Paganese.

In punto di diritto però le domande incomplete presentate da Arzachena e Foggia non dovrebbero proprio essere prese in considerazione perché mancanti di elementi indispensabili; è un po’ come pretendere di partecipare a un concorso senza averne i requisiti. Ecco perché in questo caso sarebbe assurdo pensare di passare ai ripescaggi (che come è noto prevedono esborsi a fondo perduto). Ma la parola definitiva in merito spetta a Lega e Figc.

Se la tesi giuridica viene ritenuta valida, se cioè le domande di Arzachena e Foggia non venissero proprio accettate perché incomplete, allora ci sarebbe posto fra le riammesse anche per la Paganese, che è quarta nella speciale graduatoria.

Le riammesse sicure al momento sono Virtus Verona, Fano e Bisceglie che dovranno formalizzare le domande di riammissione entro il giorno 5 luglio. Di queste tre, il Fano sembrerebbe avere qualche problema societario per cui gira voce che i marchigiani non presenteranno domanda di riammissione. Ma siamo solo nel campo delle ipotesi.

La Paganese, dal canto suo, dovrà solo muovere i passi giusti per far valere le sue ragioni e attendere fiduciosa le decisioni dei vertici federali.

27.5.19

I miracoli sono cosa seria.

Due tempi, due partite, due Paganese. Una sola conferma: quella di un’annata sportiva segnata, anonima e inconcludente.

Quella che ieri doveva essere la partita della verità ha visto in campo una Paganese timorosa e incerta nel primo tempo, un po’ come capitato nella prima parte di campionato, quando la squadra incassava una media di tre gol a partita. L’apparato difensivo ha stranamente imbarcato subito acqua da tutte le parti, tanto che si è temuto di essere travolti con un punteggio mortificante.

Gli attaccanti del Bisceglie sono sembrati dei marziani, svelti, rapidi, ficcanti: arrivavano da tutte parti vanamente contrastati da un filtro inefficace a centrocampo e da difensori apparsi in difficoltà nei confronti di brevilinei che sembravano avere l’argento vivo addosso.

Un primo tempo disastroso concluso con il punteggio di quattro reti a uno, senza scampo.

I miracoli sono una cosa seria e – si sa – avvengono raramente. La Paganese, in ambito sportivo e forse profano, dopo aver precedentemente agguantato per i capelli i play-out, ha provato anche ad agganciarne un’altro di miracolo sul filo di lana cambiando atteggiamento mentale alla ripresa del gioco. La squadra azzurro-stellata ha cambiato letteralmente volto. Grazie anche ai cambi effettuati, si è rivista la migliore Paganese del campionato e si è rivisto lo scatenato Scarpa dei tempi migliori nel ruolo di regista offensivo, coadiuvato dal redivivo Fornito, finalmente autore di una prestazione all’altezza della sua fama e da un Della Corte che ha dato lustro alla corsia di sinistra. Una Paganese diversa: aggressiva, padrona del campo, rivitalizzata da nuove energie ma soprattutto convinta di poter dire la sua parola in un incontro che nella prima parte della gara l’aveva vista rassegnata nei panni del pugile suonato messo irrimediabilmente all’angolo. Ne ha usufruito la manovra d’attacco e Cesaretti ha potuto esprimere la sua potenzialità in zona gol. Mossa tattica tardiva? Non si sa. Ma dobbiamo anche capire e giustificare l’operato e le scelte dell’allenatore Erra: aveva confermato, come si fa di solito, la squadra che aveva vinto la gara di andata. Gli si può dare torto? Crediamo proprio di no.

Sul risultato di 4 a 3 è poi entrato in gioco l’aspetto psicologico che nel calcio – si sa – gioca un ruolo importantissimo. Il Bisceglie ha temuto il peggio ed è stato più di una volta sul punto di capitolare perché la paura si è impadronita dei suoi elementi più rappresentativi che non riuscivano più a connettere e a dialogare.

Poteva esserci il clamoroso aggancio alla parità e al miracolo agognato; e nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo. Ma non è stato così. Di una sola cosa dovremmo essere certi: i ragazzi in maglia azzurro-stellata hanno dato il massimo delle loro possibilità. Purtroppo non è bastato. E sapete perchè? per il semplice motivo che i valori tecnici non si inventano e nel calcio contano molto. Il solo impegno non basta.

Questo è il calcio. Inoltre inutile recriminare. Con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte e poco conta che la Paganese abbia finalmente giocato un secondo tempo all’altezza delle aspettative.
Adesso che il calcio giocato è proprio finito, ci sarà spazio per il calcio amministrativo, quello dei regolamenti, delle rinunce e – si spera – delle riammissioni. La Paganese si candida autorevolmente in quella che sarà la corsa per non perdere la serie C anche in questa particolare gara di salvataggio.
Crediamo di aver detto tutto. C’è da fare solo una considerazione finale, peraltro sempre enunciata – senza mai affondare il dito nella piaga – nel corso del suo sfortunato campionato. La squadra ha scontato fin dal primo momento le troppe manchevolezze in ruoli chiave in linea tecnica e gli innesti di gennaio hanno solo colmato in parte qualche lacuna. Di più, probabilmente, con il materiale umano a disposizione, in fatto di rendimento e di risultati non si poteva fare.

Nino Ruggiero

La Paganese vista da...Bisceglie: notte di lacrime e preghiere.

Mi rifaccio ad una frase di una canzone di Antonello Venditti, Notte prima degli esami, il mio cantautore preferito che ascoltavo quando, agli inizi degli anni ottanta, seguivo dal vivo la Paganese. Sabato ero a Bisceglie, in curva anche se avevo l'accredito in tribuna, perchè queste sono gare da tifoso. Sino all'ultimo sono stato combattuto nell'andare o meno a Bisceglie, queste sono gare che non mi piacciono, sono quelle come mi disse ieri l'amico Alberto Cesarano che "Ti penti di essere tifoso". Solo chi lo è visceralmente può capire. L'amico fraterno Carlo Avallone, con il quale ho condiviso stagioni indimenticabili tra Eccellenza e Serie D, anche in prima persona, ha condizionato la scelta e con figli al seguito abbiamo intrapreso la trasferta della speranza pugliese. Alla fine sono stato contento di averla vissuta dal vivo, non certo per il risultato finale, ma perchè ho avuto, qualora ce ne fosse stato bisogno, la testimonianza di una passione vera, di quei 350 malati della Paganese che sabato hanno superato loro stessi e l'amore verso la squadra della propria città. Una curva innamorata che ha aspetta in silenzio, mentre la squadra sembrava un pugile alle corde che veniva bersagliata di pugni, l'arrivo di un'altra costola che aveva smarrito la strada. Nel frattempo mi ritrovavo seduto, sul 4-1, incredulo che tutto fosse vero. Sciolti al timido caldo di Bisceglie, deliziosa cittadina pugliese, con il pubblico locale privo di ultras, in sciopero contro la società, che non credeva ai suoi occhi. A dieci minuti dalla fine, finalmente giungevano gli Urban Kaos. L'orribile primo tempo della Paganese stava andando in archivio, ma stava scendendo in campo la Curva Nord e la sua passione è stata trascinante e commovente. Un grido, quando tutti gli stendardi erano presenti e la coreografia era pronta, s'è innalzato: "Cantiamo per la nostra città" e la santabarbara del tifo è entrata in scena tra lo stupore dello stadio "Ventura" ed i tifosi di casa che increduli guaradavano cosa stava succedendo nel settore ospiti di una tifoseria la cui squadra era sotto di tre reti. Ad un certo punto vedo il settore gradinata, occupato dai tifosi del Bisceglie, applaudire in blocco coreografia e cori della nostra Curva, impareggiabile per amore e passione con gente che dimenticava il risultato e cantava solo per orgoglio. Una scena ed emozioni che non dimenticherò mai, vissute con mio figlio a fianco.

Lì è cambiata la storia del secondo tempo. I rulli dei tamburi e l'incessante e ritmato battimano mettevano le ali ad un'altra Paganese che usciva trasformata dagli spogliatoi. S'era ancora sul 4-1 ed il mio sguardo era verso l'orizzonte del mare, mentre assistevo alla retrocessione in diretta. Alla mia sinistra scorgo il mitico "Salvatore o' contestatore": se ne stava da solo sul muretto di cinta della curva con lo sguardo fisso al campo, senza tradire emozioni, consapevole del destino che stava accompagnando la sua amata Paganese. E' un'altra fotografia di quel pomeriggio di amarezza per chi segue da anni la stella. Poi il sussulto con il 4-2 che non mi smuove più di tanto, mentre mio figlio m'invita a crederci. Ne ho viste tante, la fiducia però non mi viene in soccorso, ma il 4-3 di Alberti, a venti minuti dalla fine, farebbe resuscitare anche i morti. La curva intanto canta incessantemente, loro ci credono sempre, loro hanno preso il fango in faccia da questa squadra sui campi di mezz'Italia. Il miracolo è possibile, ci crediamo, il tempo c'è, i cross si susseguono come un paio di occasioni, il Bisceglie è sulle gambe, sfioriamo il pareggio, Scarpa è l'ultimo ad arrendersi da buon capitano. Ma il destino è compiuto, è scritto. Era scritto da inizio stagione, da chi aveva deciso di creare questa squadra con presunzioni tecniche, sbagliando valutazioni a ripetizioni nonostante le esperienze negative del passato. La Paganese retrocede in Serie D alle 19.50, la Curva Nord è promossa in Serie A. Inizia la notte delle lacrime e delle preghiere, sperando in una riammissione difficile che non cancellerebbe lo scempio tecnico di questo campionato che meriterebbe profonde riflessioni sul futuro. Le ultime immagini sono le lacrime di mio figlio e quelle che versa Ciccio Scarpa, l'unico ad avere il permesso di avvicinarsi sotto la curva, accompaganato da Cesaretti. Gli altri vengono respinti con una civile contestazione che forse avrebbe dovuto avere altri destinatari.

Peppe Nocera
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26.5.19

Paganese a un passo dall’impresa: adesso sarà riammissione?

Una Paganese folle nel bene e nel male retrocede in serie D. Gli azzurrostellati, dopo aver agguantato il Bisceglie in campionato, riuscendo incredibilmente a disputare i playout quando la retrocessione diretta sembrava ormai cosa fatta, hanno fatto harakiri sul più bello. Dopo aver vinto la gara d’andata contro i pugliesi, i campani si sono letteralmente suicidati nel primo tempo della sfida di ritorno.

Difficile trovare altrove un match che porta le squadre all’intervallo sul 4-1, soprattutto se si tratta di uno spareggio. Alla Paganese, per sua sfortuna e per bravura dei nerazzurri, è successo. E così, nonostante un finale folle, con una rimonta quasi completata fino al 4-3 finale, i ragazzi di mister Erra sono finiti in Serie D.

Adesso bisognerà capire il futuro del club. Con una possibile riammissione in Lega Pro come possibilità da tenere in considerazione. Per Pagani, insomma, si prospetta un’estate caldissima.

da www.tuttoc.com

Erra dopo la retrocessione: "Doppia sfida in parità, siamo stati penalizzati dalla classifica".


Alla Paganese non è bastato un grande secondo tempo per evitare la sconfitta a Bisceglie. Gli azzurrostellati, infatti, sono usciti sconfitti per 4 a 3 dalla sfida giocata alle 18 al “Gustavo Ventura” nella quale avevano chiuso il primo tempo sotto per 4 a 1. Il verdetto di questa sfida è che il Bisceglie si giocherà la salvezza nella doppia sfida con la Lucchese, mentre la Paganese saluta la Serie C. Ecco le parole in sala stampa di un rammaricato Alessandro Erra:

“Beffardo il gioco della classifica, perché tra le due partite la sfida è finita in parità. Nei primi 45 minuti non abbiamo fatto una buona partita e loro ne hanno approfittato, mentre nel secondo tempo ci siamo riassestati ed abbiamo anche avuto l'occasione del 4 a 4 con Cesaretti. C'è grande rammarico da parte nostra, da parte della società, per la gente che ci ha seguito fin qui e sostenuto fino all'ultimo, la Paganese comunque non retrocede oggi. Sapevamo che una sfida del genere sarebbe stata decisa dagli episodi. Stasera abbiamo giocato con la stessa formazione dell'andata, con la quale avevamo fatto molto bene. Il fatto che loro abbiano fatto meglio è del tutto casuale e non dipende dalle scelte. Sicuramente abbiamo sofferto un po' sulla fascia sinistra, potevo già intervenire alla mezzora ma il danno già era fatto. Dal 20 marzo la squadra ha avuto una certa quadratura, pur con i suoi difetti, cercando sempre di dare tutto quello che aveva. Lo stesso ha fatto oggi. Per quanto riguarda il fatto che retrocediamo senza penalizzazioni, ci auguriamo che dal prossimo anno le regole vengano rispettate”.

da www.tuttoc.com

Top&Flop di Bisceglie-Paganese.

TOP:

Cuppone-Triarico (Bisceglie): il primo è una scheggia impazzita che fa ammattire i difensori avversari (per poco non porta Piana al fallo da cartellino rosso) e propizia anche l'azione dalla quale scaturisce il rigore conquistato e trasformato da Triarico, con il quale condivide la palma di migliore in campo, dal momento che quest'ultimo, oltre al rigore, è protagonista anche in occasione del gol del 2 a 1. PRIMO TEMPO SUPER

Christian Cesaretti (Paganese): un gol per tempo (tuffo di testa e tocco preciso in area di rigore) non evitano la sconfitta agli azzurrostellati, ma confermano le qualità dell'attaccante classe '87, bravo a capitalizzare al massimo i palloni che transitano dalle sue parti e a riaccendere una partita che ormai sembrava finita. ARRENDERSI MAI!

FLOP:

I cinque minuti del Bisceglie: dopo la sconfitta dell'andata, questa gara di ritorno era da prendere con le pinze, dato che che erano gli avversari ad avere due risultati su tre a disposizione. La squadra di Vanoli mette subito le cose in chiaro, iniziando la gara con il coltello tra i denti e chiudendola, di fatto, già prima del 45'. Nel secondo tempo però, i nerazzurri si complicano la vita nel giro di cinque minuti e devono soffrire fino al triplice fischio finale. DISTRATTI

L'avvio di gara della Paganese: Erra aveva chiesto alla squadra di giocare allo stesso modo dell'andata, cioè senza tenere conto del piccolo vantaggio ottenuto dalla vittoria del “Torre”, ma l'approccio della Paganese a questa sfida decisiva è da incubo, visto che viene travolta dagli assalti di un Bisceglie formato carro armato che segna quattro gol nel giro di 39 minuti. NEL PANICO

da www.tuttoc.com

Avvio imbarazzante, la reazione arriva troppo tardi: dopo 13 anni la Paganese retrocede in serie D.

Una partita che è stata l'emblema della stagione. Quella del "vorrei, ma non posso" (e non voglio). Bastava davvero poco per salvarsi nella regular season, bastava ancora meno nei playout con la Paganese che a Bisceglie ha fatto harakiri, regalando metà salvezza ai nerazzurri con un primo tempo pessimo. Veemente la reazione nel secondo tempo, ma tardiva. Dopo 13 anni, gli azzurrostellati salutano il professionismo e retrocedono in Serie D. L'ultima speranza resta la riammissione, ma i criteri al momento non sorridono alla Paganese.

Succede tutto nel primo tempo, un disastro senza precedenti che porta il Bisceglie, il peggior attacco del campionato con 22 gol segnati, a siglare ben quattro reti in meno di 40'. Determinante l'approccio veemente dei nerazzurri, che sorprendono la Paganese, apparsa timida, stanca, flemmatica e sulle gambe. Dopo due minuti il Bisceglie è già avanti con Starita, il quale si ritrova a due passi da Santopadre dopo un assist di Giacomarro. La risposta della Paganese non si fa attendere: cross di Perri, Parigi prolunga e Cesaretti in tuffo pareggia quasi subito. Ma gli azzurrostellati faticano a stare in partita, anche mentalmente, per cui il Bisceglie imprime il marchio sulla salvezza attorno al quarto d'ora. Fortunato il gol del 2-1: il cross di Triarico dalla destra viene deviato da Stendardo e termina in porta anche con l'ausilio del vento. Ingenuo, invece, il difensore napoletano che al 20' si fa ingannare da Triarico che si prende il calcio di rigore. L'ex realizza dal dischetto con un'esecuzione impeccabile. La Paganese abbozza una timidissima reazione, il Bisceglie fa anche il quarto con la bomba di Parlati prima del riposo.

Nel secondo tempo Erra sistema la fascia mancina con Della Corte e Fornito. Gli azzurrostellati sono più quadrati, ma non creano tanto, se non un diagonale di Scarpa respinto da Vassallo (9’). La rete di Cesaretti, che sfrutta una svirgolata di Markic, e quella di Alberti - entrato al quarto d'ora della ripresa - mettono in crisi il Bisceglie e danno speranza alla Paganese. Il forcing è comunque inconcludente, la D è realtà.

Danilo Sorrentino - paganesemania.it

20.5.19

Sabato, il giorno più lungo.

di NINO RUGGIERO

Diciamo subito che forse non è il caso di andare troppo per il sottile; ci voleva una vittoria contro il Bisceglie, ed è arrivata. Certo, sarebbe stato meglio se fosse arrivata in termini più copiosi per poter essere poi più tranquilli in vista della gara di ritorno. Ma che volete, se la squadra avesse avuto la capacità di mantenere uno standard di rendimento come quello palesato nella prima parte della gara di sabato pomeriggio, di certo non saremmo qui a scrivere di play-out e di rischio retrocessione. 

Bisogna pur sempre ricordare – per evitare ulteriori delusioni e illusioni – che la Paganese alla fine del girone di andata aveva collezionato solo cinque miseri punti ed era già praticamente condannata. Una specie di rinascita c’è stata, ad onor del vero, dopo l’arrivo dei rinforzi di gennaio e dell’allenatore Erra. Ma rinascita non vuole dire che i problemi generali d’impianto siano stati completamente superati e risolti. Ricordiamolo sempre.

Detto questo, come premessa, possiamo anche essere parzialmente soddisfatti per una vittoria conseguita soprattutto in virtù di una gagliarda prestazione collettiva della squadra, specie nella prima parte della gara quando il Bisceglie non ha avuto il tempo di organizzare il suo gioco perché sopraffatto da una efficace intensità agonistica di Scarpa e compagni. Troppo grande la voglia di lasciarsi alle spalle un deludente campionato per gli azzurri stellati; troppo sorpresi, quasi incantati, gli avversari che evidentemente non avevano messo nel conto una partenza a razzo della squadra di casa. Il gol di Piana, realizzato dopo nemmeno un minuto di gioco, avrebbe avuto bisogno di essere accompagnato da almeno un paio di altre realizzazioni nei momenti buoni della gara. Ma la sorte, parlo del primo tempo, non è stata favorevole alla Paganese che avrebbe potuto sfruttare a dovere una superiorità evidente soprattutto dal punto di vista caratteriale.

Altra Paganese nel secondo tempo e, conseguentemente, altro Bisceglie anche quando la squadra pugliese è stata penalizzata da una giusta espulsione. In tanti sulle scalee del riaperto settore distinti e nella curva hanno temuto il peggio. Nella circostanza, si è rivista la Paganese titubante e incerta di un intero campionato, lontana parente della squadra che aveva entusiasmato nelle prime fasi di gioco della stessa partita. Trasformazione radicale del rendimento complessivo della squadra: perché? quali sono i motivi? ci sono rimedi?

L’interrogativo probabilmente ronza insistentemente nelle orecchie di Alessandro Erra che avrà anche poco tempo per darsi una risposta. Dovrebbe trattarsi di un calo fisico oppure di un calo mentale. Da qui non si scappa. Dovrà intuirlo proprio Erra – cercando di rimediare allo scompenso di rendimento della squadra – in vista della difficile gara di ritorno.

Una cosa è emersa sabato pomeriggio, anche se potrebbe trattarsi solo di una impressione: il calo di rendimento della squadra è coinciso con l’uscita dal campo di Scarpa, autentica icona, sempiterno capitano di cento battaglie, che purtroppo deve fare i conti anche con gli anni che avanzano inesorabilmente.

Uno degli interrogativi che sicuramente assillano Erra riguarda proprio la tenuta atletica del proprio atleta più rappresentativo e la sua eventuale sostituzione anche a Bisceglie, necessaria solo per motivi strettamente anagrafici.

In terra di Puglie può bastare anche un pareggio per saltare il fosso. Per tanti appassionati, ma soprattutto per il gruppo dei fedelissimi che non hanno mai abbandonato la squadra, anche nei momenti più critici, sabato si presenterà come il giorno più lungo, quello della verità.
Sarà in grado la Paganese di sostenere l’ultima battaglia sciorinando, nell’arco dei novanta e più minuti, la stessa intensità agonistica che l’ha vista protagonista nella prima parte di sabato scorso? Ce lo auguriamo tutti.

Nino Ruggiero - PAGANESEGRAFFITI.WORDPRESS.COM

La Paganese spera: buona la prima.

La Paganese vince il primo round dei play-out contro il Bisceglie. Due a uno il risultato. Poco, molto; non si sa. Sabato prossimo, nell’incontro di ritorno in Puglia, ne sapremo di più. Una vittoria, sia pure striminzita, rappresenta un buon vantaggio e agli uomini di Erra potrebbe bastare anche un pareggio per saltare il fosso della prima fase dei play-out.

La partita, disputata al “Marcello Torre” che nell’occasione riapriva il settore distinti, non è stata bella. Nessuno, per la verità, pretendeva che lo fosse, se non altro perché dopo averne subìto di cotte e di crude per tutto il campionato, con sconfitte a ripetizione, non si poteva di certo pensare che la squadra tutta in una volta fosse diventata una fucina di campioni.


Certo, soprattutto nella seconda parte della gara, con il Bisceglie ridotto in dieci uomini, sarebbe stato lecito sperare in un qualcosa in più. La Paganese, però, proprio quando era in superiorità numerica, ha presentato limiti di tenuta in alcuni suoi elementi. La crisi di identità si è acuita maggiormente quando il sempiterno Ciccio Scarpa, campione senza età, ha dovuto gettare la spugna; in tanti allora hanno temuto il peggio.

Non va mai dimenticato il cammino imbarazzante degli azzurro stellati che avevano chiuso il girone di andata con soli cinque punti, senza mai vincere una partita. Una certa ripresa della squadra si è avuta solo dopo l’ingaggio di Alessandro Erra; sono arrivate così sul finale di campionato due preziose vittorie con Virtus Francavilla e Viterbese che hanno consentito alla squadra di poter agganciare il filo della speranza costituito dalla disputa dei play-out.

Con la vittoria di oggi, sia pure striminzita, è lecito sperare di poter superare il primo turno di questi interminabili play-out. Ma ci vorrà una Paganese più determinata, più convinta delle sue possibilità, sicuramente non rassegnata al peggio. Ce la farà Erra a presentare una squadra armonica e battagliera come quella ammirata oggi nei primi minuti della contesa?
Nino Ruggiero per Salerno Sera

18.5.19

Top & Flop di Paganese-Bisceglie.

Primo atto dei playout del Girone C alla Paganese che, al “Marcello Torre” di Pagani batte 2 a 1 il Bisceglie ed ora avrà due risultati su tre per centrare la salvezza nella gara di ritorno in programma tra una settimana al “Gustavo Ventura”. Per questa sfida decisiva mister Alessandro Erra conferma 10/11 della formazione che ha battuto 1 a 0 la Viterbese all'ultima giornata. L'unica novità è rappresentata dall'inserimento di Gaeta in mediana al posto di Fornito, assente per infortunio. Bisceglie senza il portiere Cerofolini, out per la rottura del crociato e sostituito tra i pali da Vassallo, schierato da Rodolfo Vanoli con un 4-2-3-1 nel quale Giron vince il ballottaggio con Longo e Mastrilli per una maglia da titolare a sinistra in difesa. Anche qui giocano gran parte dei giocatori che hanno battuto 4 a 3 la Cavese all'ultima giornata, per l'esattezza nove.

Pronti via e la Paganese è già in vantaggio: angolo dalla destra battuto da Tazza e stacco vincente di Piana. Il Bisceglie pareggia i conti al 28' con Scalzone che si procura e trasforma, spiazzando Santopadre, un calcio di rigore. La squadra di Erra torna avanti al 42' con la punizione a rientrare di Scarpa deviata nella propria porta di testa da Calandra. Il Bisceglie ha giocato in dieci dal 68' a causa del rosso diretto rimediato da Djoulou per un fallo di reazione ai danni di Piana. All'89' è stato espulso anche Dellafiore, seduto in panchina, per la Paganese.

Ecco top e flop della gara appena conclusa:


TOP:

Luca Piana (Paganese)
: È protagonista in due episodi che spostano l'inerzia del match dalla parte della Paganese, visto che segna il gol del vantaggio quando il cronometro non ha ancora compiuto un giro con un preciso colpo di testa, che sorprende completamente la retroguardia avversaria ed ha inoltre il merito, se di merito si può parlare in casi come questo, di propiziare l'espulsione di Djoulou. EROE PER UN GIORNO

Angelo Scalzone (Bisceglie): si procura e trasforma con grande freddezza il rigore del momentaneo pareggio e, come promesso, dedica la rete al padre recentemente scomparso. Deve alzare bandiera bianca in chiusura di primo tempo per un problema fisico e lascia il campo in lacrime ed è un peccato perché è uno dei pochi giocatori in maglia bianca ad aver affrontato questa sfida con il piglio giusto. SUL PEZZO

FLOP:

Nessuno nella Paganese
: il miracolo ora è ad un passo, visto che al “Ventura” gli azzurrostellati avranno a disposizione due risultati su tre per mantenere la categoria. Risultato incredibile se si pensa alla classifica di due mesi fa. “Poco tempo fa eravamo morti, morire una seconda volta no, siamo resuscitati e vogliamo rimanere in vita.” Alessandro Erra, che aveva presentato così questa sfida, può essere l'artefice di una grande impresa. Bisceglie permettendo. Vedremo se, così come accaduto per gli Avengers, l'ultimo capitolo (attenzione spoiler) ribalterà completamente quello precedente. DIE HARD

Franck Djoulou (Bisceglie): al 65' manca il gol del 2 a 2 gettando alle ortiche il cross di Calandra dalla destra con un colpo di testa impreciso, dopo uscita non perfetta di Santopadre. Macchia una prestazione, già di per sé non eccezionale, con il rosso diretto per un colpo rifilato a Piana tre minuti più tardi. SCIAGURATO

da tuttoc.com

Erra: “Primo tempo ottimo, dimostrato di potercela fare”.

La Paganese si aggiudica l'andata dei playout contro il Bisceglie e nella gara in programma tra sette giorni allo stadio “Gustavo Ventura” potrà mantenere la categoria senza uscire sconfitta. La gara giocata alle 18 allo stadio “Marcello Torre” di Pagani è stata decisa dalle reti di Piana al 1' e dall'autorete di Calandra al 42'. Di Scalzone, su rigore al 28', il momentaneo pareggio dei pugliesi.

Ecco le parole in sala stampa del tecnico azzurrostellato Alessandro Erra:

“Primo tempo ottimo direi, avremmo potuto anche segnare qualche gol in più. Siamo partiti aggressivi e determinati, abbiamo subito gol senza subire tiri in porta. Prima dell'espulsione la gara era equilibrata, mentre dopo l'espulsione siamo stati frenetici e non siamo riusciti a creare più di tanto. L'importante però era vincere per portare il vantaggio dalla nostra parte e ci siamo riusciti. La squadra sta bene, anche se si può sempre migliorare. Il primo tempo è stato giocato ad altissima intensità, nella ripresa non siamo stati in grado di essere pericolosi. La squadra adesso sta trovando la quadratura, ma già nell'ultimo mese avevamo messo in difficoltà squadre di caratura superiore. L'unica cosa che dovremo analizzare sono gli ultimi 20 minuti. Per quanto riguarda Dellafiore, a volte può capitare che una partita sia ingigantita nella concitazione della panchina, ma non ho sentito nulla di particolare. Santopadre è un ragazzo giovane che deve contenersi, gli eccessi non vanno bene, soprattutto in determinate partite dove la tensione abbonda. Sabato prossimo la tensione ci sarà, va gestita perché fa parte dello sport e di una partita di calcio. Deve diventare la giusta tensione per fare una partita di calcio ma non deve sfociare in atteggiamenti negativi. La bravura di una squadra matura sta anche nel gestire certe situazioni. A Bisceglie sappiamo che sarà durissima, ma abbiamo dimostrato oggi sul campo di potercela fare”.

da tuttoc.com

Ok il primo atto playout: Piana e un'autorete regolano il Bisceglie.

Il primo atto playout è della Paganese. Gara dai due volti per gli azzurrostellati che, con un buon primo tempo, ribaltano il pronostico della classifica e si proiettano al match di ritorno potendo contare su due risultati su tre. Avvio promettente della Paganese che dopo nemmeno un minuto passa grazie all'inzuccata di Piana su angolo di Capece. Al 20' azzurri vicini al raddoppio con Cesaretti che, da buona posizione, non inquadra lo specchio della porta sull'uscita di Vassallo. Dal nulla, arriva il pareggio del Bisceglie con un calcio di rigore concesso per una trattenuta di Stendardo su Scalzone: lo stesso attaccante nerazzurro spiazza Santopadre. Ma la Paganese è in partita e costruisce poco dopo una doppia chance, con Vassallo bravo a chiudere lo specchio a Capece e Parigi. Ad un passo dall'intervallo, nuovo vantaggio della Paganese: punizione di Scarpa e deviazione decisiva di Calandra che beffa Vassallo

Nel secondo tempo la squadra di Erra cala fisicamente e mentalmente. Djoulou prima spaventa la Paganese con un colpo di testa terminato fuori da due passi, poi si fa espellere per una gomitata a Piana. La superiorità numerica, però, fa venire il braccino corto agli uomini di Erra che manifestano un'inspiegabile "paura di vincere". Alcuni atteggiamenti, poi, sono da rivedere, come il nervosismo ingiustificato di Santopadre (che rischia il rosso) e Dellafiore (che lo prende, dalla panchina). 

PAGANESE    2
BISCEGLIE    1

PAGANESE (4-3-1-2): Santopadre; Tazza, Piana, Stendardo, Perri; Navas (29' st Nacci), Capece, Gaeta; Scarpa (36' st Della Morte); Parigi (40' st Di Renzo), Cesaretti. A disp.: Galli, Della Corte, Sapone, Cappiello, Diop, Gori, Alberti, Schiavino, Dellafiore. All.: Erra

BISCEGLIE (4-3-3): Vassallo; Calandra, Zigrossi, Markic, Giron; Triarico, Giacomarro, Risolo; Djoulou, Scalzone (46' pt Starita), Cuppone. A disp.: Addario, Mastrilli, Bottalico, Dellino, Parlati, Camporeale, Longo, Cuomo, Jovanovic, Bangu, Casella. All.: Vanoli

ARBITRO: Nicoletti di Catanzaro (Di Giacinto-Micaroni/IV Longo)

RETI: pt 1' Piana, 27' rig. Scalzone, 42' aut. Calandra

NOTE: spettatori 1200 circa. Espulso al 23' st Djoulou per condotta violenta, al 42' st Dellafiore dalla panchina. Ammoniti: Capece, Piana, Santopadre, Parigi, Di Renzo. Angoli 2-7. Recupero pt 3', st 6'.

Danilo Sorrentino
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17.5.19

L'attesa vista da...Nocera! - Paganese vinci!

E poi arriva il giorno del:  "volemose bene". Si perchè alla fine va a finire, giustamente, sempre così. Dopo un anno di tante chiacchiere, tante discussioni, critiche, malessere e delusioni, alla fine c'è il giorno in cui tutto si ferma, si abbandona l'ascia di guerra e si va tutti in battaglia per raggiungere l'obiettivo. Uno a fianco all'altro sui gradoni del Torre o meglio di quello che c'è visti i lavori per le Universiadi. Tutti uniti, perchè ora non si può più parlare ma bisogna fare i fatti, non si può più scherzare, perchè si scherza con il fuoco, quello che ancora arde in fondo al cuore del tifoso della Paganese. Quello di chi non è venuto per l'intera stagione, quello che ha visto le prime partite e ha capito che era la solita stagione di amarezze ed ha abbandonato anzitempo il teatro, quello che è statao sempre presente e non vede di buon'occhio il tifoso figluol prodigo ma che serve ora per aumentare la spinta.In fondo tutti la amano la Paganese, la vorrebberop vedere sempre vincere, ma non è possibile, ma almeno vorrevbero che facesse un campionato in cui si lottasse, vincendo e perdendendo non con questa seconda possibilità che diventi una costante. Sabato saremo ttutti di nuovo tifosi della Paganese ma perchè è giusto così. 


A Pagani  si rincorrono emozioni, il calcio è emozione e la tua squadra ti deve trascinare ma nelle ultime due stagioni, francamente, non c'è stato nulla che ha potuto trascinare anche il tifoso più incallito. Sabato la Paganese si gioca una fetta imporatnte, determinate della sua stagione, che solo con un piccolo sforzo di lungimiranza della società avrebbe potuto godersi in poltrona questi play-out. Invece la Paganese è invischiata sino al collo nella bagarre salvezza. Il Paganese è così, arriva nel momento del bisogno al capezzale della sua amata per soccorrerla. Ora non è tempo di processi è tempo di sostegno, incondizionato, per la maglietta azzurostellata che dovrà superarsi e fare qualcosa di incredibile. C'è da salvare la serie C e da quello che si prospetta, vedi Avellino, Bari, Foggia, forse Salernitana e Palermo, se la giustizia sportiva fa il suo corso, potrebbero creare una sorta in B2 ,altro che serie C nel prossimo girone meridionale. La Paganese, anche se immeritatamente per quello che ha detto il campo, ora ha il dovere di crederci  e di dare tutto in campo per ottenere una prima importante vittoria. La prima gara al Torre, impone agli uomini di mister Erra di fare la partita perfetta, che significa vincere, semmai con un 2-0, che darebbe un discreto credito in vista del ritorno tra otto giorni. Vorremmo vedere finalmente una squadra assetata e affamata di vittoria e con una determinazione virale che coinvolga lo stesso pubblico. Mi auguro che possiamo vedere in campo una Paganese quanto mai determinata, gintosa, consapevole che non c'è un domani, perchè sabato si fa un pezzetto di storia e non si può fallire!

Peppe nocera Per paganesemania.it

Le partite che non finiscono mai.

di NINO RUGGIERO

Una partita come quella che si giocherà sabato pomeriggio tra Paganese e Bisceglie tanti anni fa non avrebbe fatto dormire. Uno spareggio per non perdere una prestigiosa categoria avrebbe calamitato l’attenzione di una città intera. Ci sarebbe stata la corsa al biglietto. Gli organi di stampa avrebbero sprecato colonne di piombo per rimarcare il valore e l’orgoglio di una piccola città di provincia che non vuole perdere una prestigiosa categoria; avrebbero ricordato le gesta passate degli azzurro stellati; avrebbero ricordato le varie finali che hanno sempre avvinto il grande stuolo di appassionati ai colori sociali, da quelle riguardanti le promozioni a quelle che interessavano la salvezza.

Oggi, purtroppo, non è così. Si ci è messa prima la squadra, incompleta e raffazzonata, a disperdere attenzioni e benevolenza da parte di una tifoseria competente ed esigente allo stesso tempo, e poi, di conseguenza, una serie di risultati negativi che hanno scoraggiato anche quelli che una volta venivano definiti fedelissimi.

Nell’ultimo mese, il miracolo. Qualche incoraggiante pareggio e un paio di corroboranti vittorie hanno proiettato la squadra verso un traguardo ai più ritenuto irraggiungibile: lo spareggio con il Bisceglie. Non è molto, ma nemmeno poco per una squadra che sembrava irrimediabilmente condannata alla retrocessione e che nelle ultime gare – grazie soprattutto ai rinforzi giunti a gennaio – ha dimostrato di poter meritatamente giocarsi la salvezza.

Nella vita ci sono partite che non finiscono mai, e non si tratta solo di partite di calcio. Si tratta di esami continui, di lotte contro mulini a vento, contro ingiustizie, contro avversità e difficoltà di ogni tipo. In tali occasioni viene fuori la corazza dell’uomo, delle persone che sanno bene quanto sia difficile percorrere le impervie strada della vita. Ecco, tanto per essere nel tema calcistico, oggi la città di Pagani – in occasione di una gara che può decidere i futuri destini della squadra azzurro stellata – è chiamata a dare un segnale di identità e di orgoglio sulle scalee del “Marcello Torre”, nei settori “distinti” e “curve”, vista la chiusura della tribuna per lavori in corso.

La Paganese se la giocherà questa benedetta salvezza in due gare; andata al “Marcello Torre” ore 18 di sabato, ritorno allo stessa ora in terra pugliese. Se dovesse andare bene, per arrivare alla definitiva salvezza sul campo, ci sarà ancora un doppio incontro con una squadra del girone A.

Se, malauguratamente, dovesse andare male – con tutti gli scongiuri del caso – ricorreremo alla ciambella di salvataggio che la Lega ha calato per le squadre cosiddette virtuose. E la Paganese, con tutti i problemi di carattere tecnico che l’ha penalizzata per tutta la durata del campionato, virtuosa lo è di certo dal punto di vista amministrativo.

Saremo anche inguaribili nostalgici, ma preferiremmo vincere sul campo alla presenza di tante pecorelle smarrite, di tanti “figliol prodigo” che non vorranno essere sordi al richiamo della gloriosa maglia azzurro stellata.

Forse non saremo tantissimi, anche in considerazione della ristrutturazione dello stadio, ma di certo saremo quelli che la Paganese la portano evangelicamente nel cuore. Sempre. Nella buona e nella cattiva sorte.

Nino Ruggiero - PAGANESEGRAFFITI.WORDPRESS.COM

13.5.19

Playout, definiti tutti gli orari: ecco il quadro completo.

Si riportano, in base ai relativi accoppiamenti, le gare di Andata e Ritorno dei Play-Out in programma nelle date e con gli orari d’inizio sotto indicati, anche a ratifica delle richieste avanzate dalle società:

GARE DI ANDATA

SABATO 18 MAGGIO 2019

- GIRONE “A”-

LUCCHESE vs CUNEO Ore 18.00


- GIRONE “C”-

PAGANESE vs BISCEGLIE Ore 18.00

DOMENICA 19 MAGGIO 2019

- GIRONE “B”-

VIRTUSVECOMP VERONA vs RIMINI Ore 16.00


GARE DI RITORNO

SABATO 25 MAGGIO 2019

- GIRONE “A”-

CUNEO vs LUCCHESE Ore 14.30

- GIRONE “C”-

BISCEGLIE vs PAGANESE Ore 18.00


DOMENICA 26 MAGGIO 2019

- GIRONE “B”-

RIMINI vs VIRTUSVECOMP VERONA Ore 16.00


MODALITA’ DI SVOLGIMENTO

A conclusione delle due gare, in caso di parità di punteggio, dopo la gara di ritorno, per determinare la squadra vincente si terrà conto della differenza reti; in caso di ulteriore parità verrà considerata vincente la squadra in migliore posizione di classifica al termine del campionato. Le squadre che risultano perdenti, retrocederanno al Campionato di Serie D.

GIRONI “A” e “C”

Le squadre vincenti si affronteranno disputando una gara di andata ed una gara di ritorno, secondo accoppiamento determinato da sorteggio integrale.
A conclusione delle due gare, in caso di parità di punteggio, dopo la gara di ritorno, per determinare la squadra vincente si tiene conto della differenza reti; in caso di ulteriore parità saranno disputati due tempi supplementari di 15’ e, perdurando tale situazione, saranno eseguiti i calci di rigore. La squadra che risulterà perdente retrocederà al Campionato di Serie D.

da tuttoc.com

La Paganese vista da...Nocera! - Da Bisceglie a Bisceglie!

Domenica, a distanza di circa due mesi, sono ritornato a seguire la Paganese al Torre. Ero pronto per ritornarci. Nessuno mi aveva allontanato ma avevo capito che attorno a me l'aria s'era fatta pesante, non ero più a mio agio. Idee e pensieri diversi, posizioni distanti, avevano creato un senso di lontanza dalla mia amata Paganese, ma domenica ero pronto. Avevo metabolizzato il distacco, ne sentivo la mancanza e sono tornato, come sono tornato a scrivere per la mia rubrica, come più persone mi avevano chiesto in questi mesi. L'ultimo un paganese che vive a Firenze, incontrato a via Lamia nel dì di festa della Madonna delle Galline, ritornato a Pagani come da tradizione, che mi ha manifestato il suo rammarico per la mancanza delle mie analisi pre e post gara. Articoli che attendeva di settimana in settimana. La cosa mi ha inorgoglito e allo stesso tempo spronato a ritornare a scrivere. Lo ringrazio pubblicamente, purtroppo non ricordo il nome ma lui capirà, per avermi riacceso quella fiammella, mai spenta, ma solo coperta dalla cenere della delusione, non dei risultati. Eccomi qui, come sempre nudo ai vostri occhi, cari lettori, raccontandomi come ho sempre fatto, senza coperture, il mio stato d'animo riguardo alle vicende della Paganese. In questa pausa di riflessione, chiamiamola così, dovevo allontanarmi dall'esprimere il MIO PENSIERO, perchè non sarei stato LIBERO e CORRETTO con voi e con me stesso ed allora ho preferito TACERE, per il bene della Paganese. E' stato duro, molto duro interrompere quel rituale domenicale, che ha scandito, come le ore su un orologio, gli ultimi 35 anni della mia vita, da tifoso prima e giornalista poi della Paganese. Qualche amico-collega mi ha detto che mi stavo violentando, conoscendomi, a non venire allo stadio. Ma è servito anche questo per capire meglio me stesso ed alcune persone. Mi scuso ancora, con Voi cari LETTORI, per aver lasciato questo spazio bianco all'indomani della gara casalinga proprio con il Bisceglie . L'ultimo mio articolo fu di commento, alla vigilia della gara "spartiacque", come fu denominata allora, del disastroso campionato degli azzurri, quando fu indetta, inopinatamente, la Giornata Azzurra. Corsi e ricorsi storici, come diceva Giambattista Vico, ci proiettano proprio alla vigilia della doppia sfida, play-out, con i neroazzurri. Nel frattempo De Sanzo ha lasciato la panchina ad Erra che ha conquistato, facendo un mezzo miracolo, gli spareggi. Verdetto ufficializzato ieri anche dal rigetto del reclamo del Bisceglie in merito alla penalizzazione di tre punti. Riflettevo tra me e me e pensavo che c'è un ponte ideale che unisce Bisceglie e Paganese e che è la fotografia delle ultime due stagioni. Il Bisceglie rese visita alla Paganese alla prima di campionato della stagione 2017-'18, in panchina Matrecano esonerato subito dopo quella sconfitta, aprendo il corso alle due stagioni più disastrore della storia della Paganese. Da allora si sono avvicendati sulla panchina azzurra sei allenatori, appunto Matrecano, Favo, De Sanzo, Fusco, ancora De Sanzo ed Erra. Il Bisceglie dunque ha aperto, simbolicamente questo periodo di vacche magre, quest'anno solo due vittorie casalinghe, ma che ora c'è l'obbligo di sovvertire in due partite. Me lo auguro ovviamente e lo spero, anche se onestamente e sinceramente non ci vede favoriti. Lo dicono i numeri, confrontandoli con le altre tre squadre che si contenderanno gli spareggi ma sopratttutto, ed è la cosa che mi preoccupa di più, questa è una squadra che ha limiti di tenuta mentale e caratteriale, cosa che in questo tipo di partite sono basilari. Speriamo che nelle prossime due settimane, mister Erra riesca a toccare le corde giuste per far suonare la musica migliore a capitan Scarpa e compagni, per accompagnarci a superare questo primo ostacolo.

Peppe Nocera - www.paganesemania.it

7.5.19

La vita è adesso.

di NINO RUGGIERO

Come già successo nello scorso campionato, la Paganese si è qualificata per la disputa dei play-out.
Quest’anno è stata proprio dura e la rincorsa folle verso quel margine fissato in otto punti di distacco dalla penultima si è esaurita positivamente solamente nella giornata conclusiva della stagione regolare. Un mezzo miracolo, se vogliamo, concretizzatosi grazie a due vittorie negli ultimi tre turni. Il biglietto definitivo per giocarsi la carta dei play out è stato staccato domenica scorsa nella gara con la Viterbese.

Contro il Bisceglie, avversaria tenuta nel mirino per tutto il girone di ritorno, sabato 18 prossimo si giocherà al “Marcello Torre” la gara di andata; a campi invertiti la gara di ritorno è prevista per sabato 25.

Come ci è arrivata la Paganese a questo primo spareggio salvezza? (primo, perché in caso di superamento del turno ci sarà da incontrare, sempre con gara di andata e ritorno, o il Como o la Lucchese del girone A).

La prima considerazione da fare, a campionato regolare concluso, parte dai risultati ottenuti dagli azzurro stellati nel girone di ritorno, dopo l’arrivo dei rinforzi invernali.

Ebbene, dopo aver chiuso il girone di andata con soli 5 punti, minimo storico di tutti i tempi, la Paganese ha chiuso il campionato a 23 punti. Se la squadra nel girone di andata avesse avuto lo stesso rendimento offerto nella seconda parte del campionato, il bottino finale – è la matematica che lo dice – sarebbe stato di 36 punti; punteggio totale che avrebbe consentito alla Paganese di salvarsi direttamente senza passare attraverso un finale ancora tutto da scrivere. Tanto per avere più chiaro il quadro della situazione, basterà constatare che nel girone di ritorno il Bisceglie, diretta concorrente, ha racimolato 17 punti, uno in meno della Paganese.

È solo una considerazione, certo, ma serve per capire che in fondo la squadra – dopo essere stata adeguatamente rinforzata nei punti dolenti – ha camminato con il passo delle concorrenti alla salvezza diretta. Lo provano importanti e pesanti pareggi contro formazioni costruite per vincere e le ultime due vittorie conseguite contro Virtus Francavilla e Viterbese.

Una Paganese rinfrancata nello spirito e nel morale, grazie alle cure del suo allenatore Alessandro Erra, si appresta dunque a disputare la volata finale. Lo fa con cognizione di causa, forte di un apparato difensivo finalmente all’altezza della situazione e di una predisposizione all’intensità agonistica che non deve mai mancare in una squadra dagli evidenti limiti tecnici e strutturali.
Sarà proprio l’intensità agonistica in due gare dal sapore di “mors tua, vita mea” che la farà da padrona; inutile intavolare discorsi di carattere tattico che investono strane formule numeriche e che fanno a pugni con il vero calcio o pensare di poter assistere a gare dall’alto contenuto tecnico dopo una stagione semifallimentare. Alla Paganese adesso sono solo richiesti supplementi di impegno, dedizione e sudore per salvare sul campo una serie C che la vede protagonista da un decennio.
La vita è adesso, dice in una fortunata canzone Claudio Baglioni. Proprio così, la vita è adesso per la Paganese che deve prepararsi a sostenere il primo scontro con il Bisceglie fra nemmeno quindici giorni in casa; ma la vita è adesso anche per la tifoseria azzurro stellata chiamata a sostenere in forze la squadra negli ultimi delicati momenti del suo campionato.

“Scurdammece ‘o passato”: mettiamo da parte per un momento tutte le comprensibili ragioni che hanno determinato l’allontanamento della gran parte del tifo. Si tratta adesso di salvare una categoria e nessuno deve essere sordo al richiamo della maglia che reclama afflato e tifo per arrivare a un difficile traguardo.

Per avere tutti vicini, nella gara di sabato prossimo, oltre alla curva, c’è bisogno anche di avere un altro settore, diciamo il settore distinti, visto che la tribuna del “Marcello Torre” è oggetto di modifiche strutturali in vista delle Universiadi di luglio.

Il presidente Trapani farà bene a muoversi per richiedere tempestivamente al primo cittadino la riapertura di tale settore. Pagani non ha mai tradito o lasciata sola la sua squadra nei momenti di necessità. È nel dna del paganese essere presente nel momento del bisogno.
Lo sarà pure stavolta.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

Bisceglie, domani la decisione sul ricorso contro il -3.

E' attesa per domani la decisione sul ricorso presentato dal Bisceglie contro i tre punti di penalizzazione ricevuti lo scorso 4 aprile per non aver depositato le attestazioni del Settore Tecnico della FIGC relative al tesseramento del Medico Responsabile Sanitario e di almeno un operatore sanitario della prima squadra, nonché anche di un allenatore responsabile della squadra partecipante al campionato Berretti. Al momento la formazione neroazzurrostellata dovrebbe affrontare la Paganese nei playout mentre in caso di restituzione dei tre punti sfiderebbe la vincente del doppio confronto del girone A fra Cuneo e Lucchese.

da tuttoc.com