19.1.18

Quarti di finale di Coppa Italia: la Paganese pesca la Viterbese.

Si è concluso poco fa il sorteggio per decretare la squadra ospitante, in vista dei quarti di finale di Coppa Italia di Serie C. Ecco il tabellone completo con le quattro gare in programma.

Alessandria vs Renate

Pontedera vs Padova

Viterbese vs Paganese

Lecce vs Cosenza

da tuttoc.com

De Giosa lancia l'appello: "Spero che arrivi una mano a Trapani. Paganese mio trampolino di lancio".


«Il pubblico è senza dubbio il ricordo più bello che porto con me dell’esperienza alla Paganese». Roberto De Giosa, difensore centrale, classe 1981, è un protagonista recente della storia azzurrostellata. In forza alla Paganese per due stagioni – 2007/2008 e 2008/2009 – originario di Bari, oggi gioca nel Manfredonia in Serie D

Il ricordo più particolare dei tuoi due anni a Pagani?
«Sono stati due anni molto belli, anche se difficili, specie il primo. Nel 2007/2008 la Paganese era al suo primo anno in C1. Non fu un campionato semplice, rimanemmo impelagati nei bassifondi della classifica e poi per fortuna riuscimmo a fare i playout classificandoci meglio: questa posizione ci consentì di giocare la prima partita in trasferta e la seconda in casa. Conseguimmo una salvezza che a un certo punto sembrava insperata. Fu un’annata difficile che però diede grandi soddisfazioni». 

Andò meglio l’anno dopo…
«Sì, conseguimmo una salvezza tranquilla con Eziolino Capuano in panchina: la squadra era più competitiva. Ricordo però che verso la fine del campionato non riuscivamo più a vincere una partita: inanellammo 6 pareggi di fila».

C’è un momento che ricordi con meno piacere di quei due anni?
«Forse solo qualche risultato. Il primo anno cambiammo diversi allenatori, non avevamo una grossa squadra. Ma il presidente ci spronava sempre a dare il massimo. Ci diedero anche una grande mano i tifosi. In casa non abbiamo mai sfigurato grazie all’aiuto del pubblico». 

Dicevi che il pubblico è il ricordo più bello di quell’esperienza: perché?
«Non ero mai uscito dalla Puglia come calciatore. Ricordo che a Pagani fui accolto molto bene e mi sorprese l’attaccamento della tifoseria. Anche perché poi, diciamoci la verità, nello sport quando ti impegni e fai bene, lasci sempre un buon ricordo. Quando sono tornato da avversario, me ne hanno dette di tutti i colori, ma fa parte del gioco». 

Cosa ti ha lasciato l’esperienza di Pagani?
«È la piazza che mi ha lanciato e mi ha dato la possibilità di calcare altri palcoscenici, di giocare in altre squadre con l’ambizione di vincere. Sono convinto di una cosa: se non fosse stato per quell’esperienza a Pagani, non avrei mai fatto quello che poi sono riuscito a fare nella mia carriera». 

Ricordiamo il tuo arrivo alla Paganese?
«Avevo ancora un anno di contratto con il Manfredonia; per un cambio di programma io e altri calciatori fummo costretti ad andare via. Mi chiamò la Paganese, sapevo che era un ambiente bello caldo e che c’era l’intenzione di fare una buona squadra. Fu facile accordarsi con il direttore D’Eboli e il presidente Trapani. Poi, dopo quei due anni, andai al Sorrento». 

Il rapporto più bello di quegli anni?
«Con tutti, il presidente, Filippo Raiola, Gianfranco Rosati… Tutti. Con il presidente andavamo spesso a vedere le partite di biliardo assieme». 

Stai seguendo le vicende di quest’anno?
«Ho sentito anche le parole del presidente in conferenza stampa sabato. Credo che quanto sentito rispecchi appieno anche la situazione del calcio italiano. Stimo tanto Raffaele Trapani. In questi anni mi ha chiamato per chiedermi di tornare a Pagani, dove sono stato benissimo. A me non piace tornare dove hai fatto bene e hai lasciato un buon ricordo; con l’avanzare degli anni rischi di fare brutta figura e di cancellare il buono». 

Ti senti di dire qualcosa su questo particolare momento della Paganese?
«Dovrebbero dare tutti una mano a Trapani: le spese sono tante, se non c’è nessuno disposto a dare un aiuto concreto si fa fatica ad andare avanti. E c’è il rischio di tornare in categorie meno importanti dopo i sacrifici enormi fatti finora. Mi rendo conto che, considerate le difficoltà economiche, diventa difficile trovare qualcuno disposto a buttare soldi nel calcio; ma spero che arrivi qualcuno a dargli una mano». 

Barbara Ruggiero
© Paganesemania - Riproduzione riservata

18.1.18

La Paganese vista da...Nocera! - Tra sconforto e speranza.

Scusate il ritardo. La rubrica, che puntualmente ad inizio settimana vi accompagna nel panorama azzurrostellato, s'è presa qualche giorno di riflessione. Non c'era troppa voglia di commentare la conferenza stampa di sabato che, seppur diversa nella sostanza, già alcuni mesi fa m'era stata prospettata dal presidente Trapani. Parto proprio da questo aspetto temporale. Forse andava fatta già allora, dato che lo stato delle cose era chiaro, ma qualcuno potrebbe dire che non sarebbe cambiato nulla. Sicuramente c'erano circa tre mesi di vantaggio sperando che quel tempo sarebbe servito, nel caso qualcuno fosse stato interessato, ad avviare un discorso anche per il mercato. Penso che a questo punto sia anche tardi, qualora si potesse avere una nuova forza economica per intervenire sulla rosa. Da sabato vivo tra lo sconforto, sportivo, e la speranza che qualcosa possa nascere dal nulla, quello che è secondo me il panorama economico interessato alla Paganese, per cambiare lo stato, molto preoccupante, delle cose. Senza fare troppi giri di parole, per la prima volta sotto la sua presidenza, Trapani alza le mani dinanzi alla realtà. Forse la sua era, a comando della società, è ai titoli di coda ma si spera che possa estrarre, ancora una volta come in passato, l'asso dalla manica, fare il colpo di teatro. Questa volta mi sa che il sipario si stia per chiudere definitivamente.

Tutti in città ci stiamo suggestionando su potenziali "Salvatori della patria", su ex dirigenti o presidenti che hanno fatto il loro tempo e non hanno voglia di rituffarsi nel pantano del calcio. La scorsa settimana si sono rincorsi i nomi più disparati con acquisizioni di quote e percentuali su ipotetiche società composte da quello o da quest'imprenditore sino alla certezza che in via Filettine nessuno era andato a bussare. Ci siamo illusi su altrettante ipotetiche riunioni, di cordate pronte a subentrare o ad affiancare Trapani ed il notaio Calabrese, ultimo baluardo di una passione antica, niente di tutto questo sino alle parole chiare e nette della conferenza stampa. Sto scrivendo per esorcizzare il mio sconforto ma nella speranza che in qualsiasi momento possa poter apprendere della nascita di una nuova e solida società. La prima prevale sinceramente sulla seconda. Eppure sono un tipo che non s'abbatte, cerca sempre di trovare la soluzione al problema sin quando non sbatte contro la realtà, come quando c'imbarcammo con gli amici giornalisti presieduti da Carlo Avallone nel salvataggio della Paganese nell'estate del 2001.

Spero che in tutto questo si dia una mossa l'Amministrazione Comunale, per quelle che sono le sue competenze, di vagliare l'S.O.S lanciato dalla società e concretamente, sempre nelle sue competenze, attuare qualche tavolo di lavoro per convogliare forze nuove per il sostegno della società. Non solo telefonate, ma verifiche accurate sul reale interessamento di imprenditori ed invitarli a discuterne concretamente. Solo allora penserò che il ruolo del Sindaco e dell'intera Amministrazione sia stato esaustivo. Non è semplice, lo capisco e forse è stato già fatto in passato ma ora è più importante di prima. Comprendo perfettamente che in città ci sono cose più importanti della Paganese a cui pensare, ma lasciarsi scivolare addosso il problema come se fosse solo di Trapani non è giusto. La Paganese ci rappresenta, è parte della nostra identità, è una passione che, seppur affievolita nell'ultimo periodo, non può e non deve scomparire. Se in questo nostro benedetto paese si ammaina anche quest'ultima bandiera ricordiamoci che non fallirà solo il progetto sportivo di Trapani ma di tutti noi. Chi può, e mi rivolgo alle forze economiche della città, intervenga, sostenga, rilanci una nuova idea di società, dia il proprio contributo a proseguire o ad accompagnare il sogno del presidente Trapani. Ripeto, come ho scritto altre volte, che non è il momento del personalismo o del protagonismo: è il momento di unirsi attorno alla casacca azzurra con un programma allargato a più forze economiche che dia nuova linfa al glorioso vessillo azzurrostellato. Sempre Forza Paganese!

Peppe Nocera
© Paganesemania - Riproduzione riservata

16.1.18

Favo prova solo a parlare di calcio.

Da sabato la scena è cambiata e le vicende societarie hanno spazzato via tutti i discorsi, per la verità molto superficiali, relativi al mercato ed alla necessità di rinforzare la rosa per centrare una salvezza che attualmente sarebbe miracolosa.

Invece, almeno in assenza di sostanziali novità, il tecnico Massimiliano Favo dovrà giocoforza preparare la trasferta di Reggio Calabria senza nuovi innesti, ma con il concreto rischio di perdere qualche altra pedina dell’attuale organico per far fronte alle esigenze economiche della società liguorina.

L’aspetto societario ha la priorità ma con poche speranze di un repentino cambiamento di rotta. Lo stesso presidente Trapani sta provando ad allargare gli orizzonti per capire come sondare il terreno alla ricerca di nuovi investitori. Nel mezzo la squadra che ha ripreso ad allenarsi ieri pomeriggio sul sintetico di Mercato San Severino in vista della sfida salvezza con la Reggina dell’ex tecnico Maurizi. Favo sta provando ad isolare i calciatori ed a centellinare tutte le energie fisiche e mentali. Un’opera resa ancor più complicata dal mercato che impazza e dalle azioni di disturbo che arrivano dall’esterno da altre società interessate soprattutto al portiere Gomis ed all’esterno d’attacco Cesaretti.

da www.resportweb.it

La partita più difficile.


di Nino Ruggiero

La partita più delicata e più difficile della lunga storia della Paganese non è stata ancora giocata; dovrà probabilmente essere giocata attorno a un tavolo, non su un campo di calcio.

Siamo a un bivio. Lo hanno affermato nel corso di un’attesa conferenza stampa il notaio Aniello Calabrese e Raffaele Trapani, nei rispettivi ruoli di presidente onorario e presidente effettivo. Il grido d’allarme sulla situazione societaria era nell’aria da tempo: da quando, a fine estate, erano mancati quei colpi di mercato che solitamente avevano caratterizzato i campionati precedenti. Non sono bastati una politica certosina del risparmio per mantenere basse le spese; calciatori giovani ingaggiati da società di serie superiore con premi di valorizzazione per superare i grossi ostacoli di natura finanziaria che affliggono attualmente la società e che hanno portato anche scarsi risultati sportivi.
Difficile fare le nozze con i fichi secchi, si diceva un tempo. I campionati di serie C costano e anche tanto, prova ne sia che molte città dal nobile blasone sono state costrette nel tempo ad ammainare le loro bandiere. Non basta più saper gestire con oculatezza le poche risorse economiche di una società piccola come la Paganese. Lo hanno affermato con cognizione di causa i due maggiori responsabili della società azzurro-stellata che, a più riprese, incalzati dalle domande dei giornalisti presenti, hanno evidenziato la difficile situazione del momento. Di potenziamento della squadra manco a parlare; possibile, invece, per una ulteriore riduzione dei costi, qualche altro sacrificio tecnico di un paio di calciatori nel mirino di squadre che li tengono sotto osservazione.

È la prima volta che Raffaele Trapani, da quando ha preso il timone della Paganese – e sono oramai quasi quindici anni – esce pubblicamente allo scoperto dichiarando l’impossibilità di assicurare, con l’attuale compagine societaria, una squadra che possa arrivare alla salvezza e al mantenimento della categoria. Fallimento mai, come sempre dichiarato; ma nessuna certezza sul futuro prossimo e remoto della squadra.

Quelli che hanno i capelli bianchi come me sanno benissimo che la storia della Paganese è stata sempre costellata da difficoltà societarie; sembrerà strano per i più giovani, ma posso assicurare che anche nei momenti di grande splendore sportivo, quando, ad esempio, la Paganese gareggiava spalla a spalla con il grande Bari per la promozione in serie B, c’erano problemi economici. Su questo argomento avrebbe potuto scrivere un trattato il compianto Vincenzo Cascone, dirigente ultratrentennale della società, uno dei pochi che, all’epoca, pagò con enormi sacrifici personali la sua infinita passione per i colori azzurro-stellati. Lo stesso dicasi per Raffaele Iacuzio.

Insomma i problemi societari nella storia della Paganese ci sono sempre stati, anche quando è cambiato il timoniere al vertice della società. Oggi in proposito mi viene di rielaborare il pensiero di Tomasi di Lampedusa nel suo “il Gattopardo”: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”.

In verità, una piccola città come Pagani è difficile che possa reggere un campionato di serie C. Raffaele Trapani ha cullato per lungo tempo un magnifico sogno, quello della promozione in serie cadetta, che è naufragato con il passare del tempo, dopo lo scontro con la dura realtà. Purtroppo quando le risorse sono esigue non si può sognare oltre il lecito; puoi attuare tutte le strategie di questo mondo, puoi fare i salti mortali, puoi saper amministrare, essere anche grosso esperto di calcio, ma alla fine emergono i valori; e per quelli ci vogliono i soldi, tanti soldi. Il che non significa nemmeno che sarai necessariamente vincente; vedi squadre come Lecce, Catania, Matera, Catanzaro, Cosenza che ogni anni si propongono per la promozione e spendono fior di quattrini.

AAA cercasi soci o imprenditori acquirenti: è questo – in sintesi giornalistica – l’annuncio scaturito da una conferenza stampa che, si sapeva, ha avuto il sapore di un vero e proprio SOS.

Che succederà? Arriverà il Messia auspicato dalla piazza; resterà Raffaele Trapani o avremo una riedizione della succitata massima gattopardesca?

Nino Ruggiero

P.S. per i pochi che non hanno seguito in diretta o in registrata la conferenza stampa di sabato scorso: Raffaele Trapani ha detto a chiare lettere che è disposto a lasciare gratuitamente il titolo a qualche imprenditore che fosse interessato alla società.

15.1.18

La Città: "Caos Paganese, la tifoseria si divide".

Difficoltà societarie in casa Paganese, evidenziate in una conferenza stampa tenutasi sabato. Ed oggi La Città titola: "Caos Paganese, la tifoseria si divide. Il futuro del club resta un’incognita. La società pensa a Zibert per la mediana".

I supporters azzurrostellati hanno opinioni diverse: "Da un lato c’è chi è favorevole all’uscita di scena dell’attuale dirigenza. Dall’altro chi sostiene che l’unica certezza per continuare a far calcio a Pagani corrisponde al nome di Raffaele Trapani".

Il problema è serio tanto che si sottolinea: "Questioni societarie che rischiano di minare anche l’ambiente in vista della ripresa del campionato".

da tuttoc.com

Domani al Superga si prepara la trasferta a Reggio Calabria.


Dopo una domenica di riposto concessa, da domani pomeriggio riprendono gli allenamenti al Superga di Mercato San Severino.

Squadra e staff tecnico prepareranno la ripresa del campionato dopo la sosta, che vedrà gli azzurrostellati impegnati nella trasferta di Reggio Calabria domenica alle ore 16:30.

Ufficio Stampa Paganese Calcio 1926 srl

13.1.18

Trapani chiede aiuto: "Con questi numeri non possiamo garantire un progetto per la serie C".

Una lunga conferenza stampa per chiarire quella che è la situazione societaria attualmente. 

Il presidente della Paganese, Raffaele Trapani, ed il notaio Nello Calabrese, presidente onorario del club, hanno chiesto un aiuto all'imprenditoria locale. 

Diversi i punti salienti con Trapani che ha annunciato: "Con questi numeri, non possiamo più assicurare il mantenimento di un progetto tecnico che possa bastare per la Serie C. Il nostro obiettivo principale è non fallire. Si rincorrono tante voci: al momento non c'è nessuno interessato a subentrare in società o a rilevare la Paganese. Sono disposto a cederla anche gratuitamente".

da www.paganesemania.it


Rgolanti ceduto all'Arezzo.


La Paganese Calcio 1926 srl comunica di aver ceduto a titolo definitivo l’attaccante Giuliano Regolanti all’US Arezzo.

Tutta la Società vuole ringraziare Giuliano, augurandogli le migliori fortune personali e professionali.

Ufficio Stampa Paganese Calcio 1926 srl

12.1.18

Cosa dirà domani Raffaele Trapani?

Il giorno della verità si avvicina per la Paganese. È stata convocata per domani mattina alle 11.30 la conferenza stampa del sodalizio di via Filettine per fare chiarezza sul futuro societario. Presso la sala stampa del Marcello Torre il presidente Raffaele Trapani e il notaio Nello Calabrese, presidente onorario del club, renderanno note le loro decisioni sul futuro della società alle prese con tanti interrogativi di natura tecnica. Difficile carpire il pensiero di Trapani, che si è trincerato da settimane dietro il silenzio e lontano dai riflettori. Il numero uno della società, da quasi quindici anni alla guida della Paganese, sta provando da tempo ad allargare la base dirigenziale per assicurare un futuro più stabile agli azzurrostellati. Dopo giorni di voci mai confermate su presunti abboccamenti con altri imprenditori, per Trapani è arrivato il momento di tirare le somme e di dire la sua verità sul futuro della Paganese. Voci di corridoio riferiscono che ormai il patron abbia deciso di farsi da parte al termine della stagione e che abbia convocato la conferenza stampa per annunciare il suo disimpegno con largo anticipo. Probabile però che il presidente voglia fare un ultimo sforzo per chiamare a raccolta pubblicamente la parte imprenditoriale della città liguorina prima di mollare la presa a giugno o di cambiare idea in presenza di importanti novità sul fronte economico. L’empasse di questi giorni, in attesa della verità di Trapani, ha ovviamente ripercussioni anche sul mercato ancora fermo al palo. La campagna di rafforzamento della Paganese non ha portato finora in dote i tasselli tanto attesi da Favo. Alcuni obiettivi individuati dal diesse Bocchetti stanno sfumando come il centrocampista Buono della Virtus Francavilla che pare pronto ad accettare la corte del Como in serie D.

da www.resportweb.it

10.1.18

Sabato 13 si conoscerà il futuro societario.

Sabato 13 gennaio alle ore 11:30 si terrà, presso la sala stampa "Salvatore Scarano" dello stadio Marcello Torre di Pagani, una conferenza stampa in casa Paganese: presenti il presidente onorario, Notaio Aniello Calabrese, e il Presidente Raffaele Trapani.

L'occasione sarà propizia per fare il punto della situazione da un punto di vista societario e capire se è in vista per il club azzurrostellato un allargamento della base societaria che permetta di dare un futuro più solido allo stesso sodalizio.

www.tuttoc.com

Paganese, regna l'incertezza.

Lo scarso entusiasmo del presidente Trapani e la sua lontananza dai riflettori non aiutano a squarciare l’alone di mistero che aleggia sulle sorti del club azzurrostellato. Con un mercato da portare avanti e senza certezze sulle risorse necessarie da mettere a disposizione del diesse Antonio Bocchetti per apportare i correttivi a un organico da rinforzare adeguatamente per ambire alla salvezza, resta utopistico fare previsioni di ogni genere. Gli ultimi rumors parlano di un incontro avvenuto lunedì sera tra il massimo dirigente liguorino e il notaio Nello Calabrese, presidente onorario della Paganese, presso lo studio dello stimato professionista nel centro cittadino. Un briefing importante per capire come muoversi per allargare la base societaria e dare un futuro più solido al sodalizio. Sul fronte acquisti tutto tace. Accostati alla Paganese il difensore croato Lovric e l’attaccante esterno Rossetti, entrambi classe ’96 e in forza al Catania da cui andranno via per trovare altrove maggiore minutaggio. Bocchetti ha fatto un sondaggio anche con l’esterno offensivo Camara dell’Avellino.

da www.resportweb.it

La Paganese vista da...Nocera! - Una svolta per il futuro.

Terminata la settimana di pausa, da ieri la Paganese è tornata a lavoro per preparare la trasferta, ancora lontana, di Reggio Calabria. Saranno 12 giorni di mini ritiro in cui mister Favo, saldamente al suo posto, cercherà di correggere i tanti difetti e limiti di una squadra che dovrà, gioco forza, cambiare ritmo al rientro in campo per migliorare la deficitaria classifica. Quello che però interessa maggiormente coloro che ancora seguono le vicende della Paganese, quest'anno a gennaio più che il mercato sempre avaro di colpi, è il futuro societario. Più che il futuro societario, in questo momento, è in ballo il futuro del calcio paganese. Lo avverto, girando per strada, con i tifosi che non mi chiedono più chi compriamo, se arriva un difensore o un centrocampista ma chiedono cosa succederà in società. La risposta non la riesco a dare perchè al momento non si hanno percezioni del futuro e spesso dico, a chi mi fa questa domanda, che non faccio l'indovino. Non so rispondere perchè da via Filettine non trapela nulla e bisogna essere solo un indovino per capire effettivamente cosa ha in mente il presidente Trapani.

Partiamo dalle certezze: Trapani non ha lo spirito e l'entusiasmo di qualche anno fa. Gli anni cominciano a pesare come anche le ristrettezze ecomomiche in più mettiamoci gli errori, alcuni imperdonabili dopo tanta esperienza come quelli di quest'anno, che hanno determinato il risultato che si vede in campo, con conseguente depauperamento di risorse e spettatori. Ecco che il quadro è completo! La Paganese, come s'è reso conto lo stesso presidente - al quale non vanno mai dimenticati e limitati i ringraziamenti per ciò che ha fatto e che speriamo faccia ancora per la storia degli azzurrostellati - è una questione di nicchia. Interessa a pochi. Allora serve un cambiamento radicale per ricreare entusiasmo, attorno al marchio Paganese, che possa far risorgere e riaccendere il fuoco di questa meravigliosa passione, che arde comunque sotto la cenere. Questo il sogno mentre la realtà è diversa e più articolata. Innanzitutto gli sportivi, ancora appassionati alla casacca azzurra, attendono la famosa conferenza stampa più volte annunciata, in privato al sottoscritto qualche giorno prima della vittoriosa gara di Siracusa ed pubblicamente dal direttore Raiola, dopo la vittoriosa gara di Coppa Italia con la Juve Stabia e ribadita, ancora nelle feste natalizie, al sottoscritto ed altri colleghi. Al momento però di tale conferenza stampa non sia hanno segnali. Il periodo indicato era la sosta del campionato quando appunto la mente era libera da altre distrazioni e poteva essere una sorta di bilancio. Ovviamente mi auguro e ci auguriamo come tutti i tifosi che questo possa avvenire nei prossimi giorni per capire realmente le intenzioni della società. Questo passaggio è importante secondo me per far capire anche a coloro, veri o presunti penso più alla seconda ipotesi, che sono interessati, come si vocifera, alla Paganese di uscire allo scoperto ed avere un quadro più chiaro. Credo che il silenzio sia solo dannoso e crei misteri su cui si alimentano false aspettative. La chiarezza, il parlare apertamente invece possa portare ad un confronto costruttivo che possa portare a qualche soluzione.

In questi giorni è tornato a circolare il nome di mister "Jomy" accostato, dai tifosi, alla Paganese più come una suggestione che come una realtà. Personalmente mi augurerei un affiancamento di Campitiello a Trapani con una triade completata dal notaio Calabrese per una società sempre più forte, da allargare a tutte le forze economiche della città interessate che potessero garantire un futuro più solido alla Paganese. Ma questo è solo l'auspicio di un tifoso prima e giornalista poi che segue la Paganese per la quale si augura sempre il meglio. Penso che sia giusto che Trapani abbia un sollievo ed un aiuto nel sostenere le fatiche ed il peso di una società, non solo economico ma anche morale, dopo tanto tempo. Credo altresì, che soprattutto in una realtà piccola come Pagani l'unione e la condivisione imprenditoriare verso la storica espressione sportiva del paese sia un dovere morale. L'unione fa la forza ed in questo rivedico il ruolo dell'Amministrazione che ha il dovere di supportare tale iniziative che, seppur non potendolo sostenere econimicamente, andrebbero almeno alimentate.

Peppe Nocera
© Paganesemania - Riproduzione riservata

8.1.18

Mercato: Cesaretti richiesto dal Catanzaro. A buon punto la trattativa con Buono.

La prima parte di stagione, per la Paganese, non è stata esaltante. Gli azzurrostellati sono penultimi in classifica con 16 punti, in piena zona playout. Eppure qualche giocatore che si è distinto comunque c'è, come Cristian Cesaretti che ha calamitato l'attenzione di diversi club. Su tutti il Catanzaro che avrebbe sferrato il primo attacco per la punta classe '97, autore di sei reti e miglior marcatore della Paganese come Scarpa, già a fine dicembre. La prima richiesta pervenuta al direttore sportivo Antonio Bocchetti è stata rispedita al mittente, dato che la società ritiene Cesaretti un elemento indispensabile, fra l'altro blindato l'estate scorsa con un contratto triennale. E' probabile, però, che i giallorossi ci riprovino nelle prossime settimane. In attacco, comunque, la Paganese ha tutti i ruoli coperti per il momento, anche se qualcosa in quella zona del campo potrebbe essere fatta ugualmente. Quella di Gennaro Troianiello in uscita dalla Samb, al momento, resta una suggestione. 

La rosa a disposizione di Massimiliano Favo ha delle urgenze in difesa (soprattutto nella zona centrale) e a centrocampo. Se nel pacchetto arretrato c'è necessità di attendere prima qualche uscita, in mediana bisogna rimpiazzare Imperio Carcione che ha risolto il contratto con il club azzurrostellato già ad inizio dicembre per motivi familiari. Il nome nuovo di queste ore è quello di Davide Buono, playmaker classe '91 proveniente dalla Virtus Francavilla. Buono, che alle spalle ha diverse esperienze in Serie D, nella seconda parte del girone d'andata ha trovato poco spazio fra le fila dei pugliesi e potrebbe passare alla Paganese. Sul giocatore, come specificato da Tmw, ci sono anche altre società, come Reggina e Monopoli nel girone C.

Nel frattempo, c'è già la prima operazione ufficiale, di tono minore. E' rientrato dal prestito alla Turris l'attaccante paganese Raffaele Stoia, che è stato subito ceduto, sempre in D e a titolo temporaneo fino al termine della stagione, all'Ebolitana di mister Alfonso Pepe. Il classe '98 aveva raccolto solo 6 presenze, di cui una sola da titolare, con la maglia dei corallini.

Danilo Sorrentino
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5.1.18

Mercato e futuro: è tempo di riflessione per la Paganese.


L'inizio del 2018 si è aperto nel segno delle grandi riflessioni in casa Paganese. Si lavora su un duplice binario nel club azzurrostellato, sfruttando la sosta del campionato che riprenderà il 21 gennaio e che vedrà Scarpa e compagni impegnati subito in due scontri diretti cruciali per la salvezza, contro Reggina in trasferta e Akragas in casa. Il primo fronte è quello del mercato, col direttore sportivo Antonio Bocchetti che ha ricevuto le direttive della società e proverà a mettere a disposizione di mister Favo, nel minor tempo possibile, i rinforzi giusti. Non ci saranno rivoluzioni, solo qualche cessione mirata e altrettanti acquisti. Infatti il mercato della Paganese sarà improntato sul "prima vendere, poi acquistare". Da rinforzare la difesa, con l'arrivo di almeno un centrale d'esperienza, e il centrocampo, il quale dovrà essere puntellato con un regista che possa sostituire Carcione. Gli azzurrostellati devono anche difendersi dagli attacchi ai propri giocatori. Il Catanzaro, ad esempio, ha messo nel mirino l'attaccante Cristian Cesaretti, uno dei migliori in questa prima parte di campionato.

Il secondo fronte di riflessione, invece, riguarda quello strettamente legato al futuro societario. Non è un mistero, infatti, che il presidente Raffaele Trapani stia da tempo pensando di allargare la compagine dirigenziale con l'arrivo di forze fresche dal punto di vista economico, anche se ciò dovesse prevedere un suo passo indietro. Gli scarsi risultati di questa stagione, i numeri sempre più negativi in termini di presenze allo stadio ed un evidente scollamento fra squadra e città avrebbero convinto il patron a cambiare registro. E' attesa proprio per questi giorni la già annunciata (dal dg Raiola) conferenza con la quale Trapani parlerà apertamente al pubblico e farà conoscere le sue reali intenzioni circa il futuro del club. Indiscrezioni circolanti in maniera insistente in città negli ultimi giorni parlano di un piccolo gruppo di imprenditori (locali e non) interessati ad entrare in società o a rilevarla completamente. Addirittura pare che ci siano già stati i primi contatti con la famiglia Trapani.

Danilo Sorrentino
© Paganesemania - Riproduzione riservata

Blindare i big in attesa dei primi colpi di mercato.

La stagione della Paganese ha messo in evidenza alti e bassi di un club che lotta per la salvezza. Fra le note positive ci sono sicuramente calciatori come Cesaretti, Talamo, Gomis e Scarpa. Questi più di altri stanno brillando nella rosa azzurrostellata e potrebbero ben presto essere oggetto di voci di mercato.

Se per Scarpa sembra difficile che qualche squadra possa bussare alla porta della Paganese, visti gli ormai 38 anni, stessa cosa non si può dire per gli altri. Cesaretti con 6 gol e 3 assist è di gran lunga uno dei migliori nel reparto avanzato, e naturalmente su di lui si sono fiondati già i primi club. Tra gli altri anche il Catanzaro, ma non solo. Importante sarà vedere gli sviluppi su probabili offerte che arriveranno.

Talamo, classe ’96, forma con Cesaretti un duo a dir poco micidiale per le difese avversarie. Inoltre, al contrario del compagno nativo di Lucca, l’età lo rende più appetibile a squadre d’alta classifica. Nel caso in cui qualche club si facesse vivo, ci sarebbe poi anche da mettere in conto l’opinione della Cremonese, squadra detentrice del suo cartellino. Insomma, un operazione di mercato non semplice da gestire.

Infine non possiamo che menzionare Lys Gomis. Una roccaforte arrivata già lo scorso anno in prestito, ed ora diventato punto fermo per mister Favo. Fra i pali si è dimostrato una bestia nera per molti attaccanti. Per informazioni si potrebbe chiedere al Lecce, che a tempo scaduto ha visto svanire l’opportunità di conquistare i tre punti da un intervento a dir poco miracoloso dell’ex Torino.
La Paganese dovrà quindi far di tutto per blindare questi cardini della rosa per credere sempre di più nella conquista della salvezza.

da zonacalcio.net

4.1.18

Paganese, partito il mercato: dove intervenire?


Dopo le delusioni in campionato, arriva la sosta post natalizia per la Paganese. Se i calciatori potranno usufruire di un periodo di riposo, stessa cosa non si può dire per i dirigenti azzurrostellati. Si è dato inizio al mercato, e senza alcuna esitazione, Raiola e Bocchetti dovranno darsi da fare. L’obiettivo è quello di rinforzare una rosa apparsa in grande difficoltà durante la prima parte di stagione, con Favo costretto ad usare quasi sempre gli stessi uomini.
Difesa – un centrale ed un esterno
Solo 3 terzini di ruolo (Della Corte, Picone e Pavan) con Piana alle volte spostato sull’esterno. Con l’addio di Garofalo poi, quasi mai impiegato, c’è bisogno di un calciatore capace di far rifiatare i tre titolari; o per lo meno una pedina duttile come Piana, da poter essere usata sia da laterale che da centrale. Proprio qui la Paganese si è trovata in grande difficoltà nelle ultime uscite. Gli infortuni e le squalifiche hanno costretto Favo a fare delle scelte obbligate. Dal mercato ci si aspetta almeno un altro difensore centrale, per dar più sostanza ad una retroguardia al momento fragile.
Centrocampo equilibrato, da smuovere la situazione Fabinho
Se in mezzo al campo con i vari Bensaja, Baccolo, Tascone, Ngamba, Bernardini e Scarpa si può stare tranquilli, cambia invece il discorso in attacco. Oltre al duo Talamo – Cesaretti, gli altri stentano a decollare. Regolanti, partito come titolare, pian piano ha dovuto abituarsi all’idea di essere una riserva. Al suo posto, al centro dell’attacco, Maiorano. Quest’ultimo però, nonostante le buone doti, non ha saputo prendere in mano il reparto avanzato, andando a segno in una sola occasione. Inoltre si aspetta ormai da troppo tempo il recupero di Fabinho. Il brasiliano è arrivato a Pagani con un grave infortunio alle spalle, ma dopo 4 mesi è ancora ai box. I vari Buxton e Negro infine non hanno convinto, ed in campionato vengono impiegati col contagocce. Di conseguenza è necessario un innesto che possa dar man forte ai vari uomini presenti in avanti.

da zonacalcio.net

2.1.18

Il 2017 della Paganese, gli storici play off targati Grassadonia. La rosa "rivoluzionata" ed il lento declino.

Si conclude un anno pieno di emozioni
La Paganese non è di certo una delle squadre più tranquille del campionato, e possiamo confermarlo facendo un rapido bilancio di quanto accaduto nell’anno “azzurrostellato”. Un viaggio fra la stagione passata e quella attuale che ci permette di cogliere quante cose sono cambiate in pochissimi mesi.
Dai play out ai play off, un miracolo targato Grassadonia
Eh già, anche 12 mesi fa la Paganese viaggiava sui bassi fondi della classifica. Il 4 febbraio, con la vittoria del Catanzaro al Marcello Torre, si toccava il punto più basso della stagione. Una squadra in balia delle onde, ed un tecnico in bilico. Proprio lui, mister Grassadonia. Dal quasi esonero, al miracolo compiuto. L’allenatore, forte anche di una squadra tenace, portava il club dal terz’ultimo posto al nono, conquistando i tanto ambiti play off. A dar più spessore a questa impresa, le vittorie nel derby con la Juve Stabia ed il prestigioso pareggio casalingo con il Lecce. Una rosa che poteva contare sui giovani talenti Cicerelli e Firenze, con un Reginaldo in più. Proprio il brasiliano, grazie al suo tocco d’esperienza, guidava l’attacco dei campano fino alla fine della stagione. Ed è proprio con l’apertura del mercato che qualcosa cambia.
Estate travagliata, una rosa rivoluzionata e l’addio di Matrecano
Tanti i calciatori partiti durante la sessione estiva. Dai giovani De Santis e Carillo, arrivati in prestito e ritornati alle loro squadre, passando per i “più grandi” Pestrin e Reginaldo che dicono addio per avventurarsi verso nuovi lidi. Poi c’è chi ha fatto il grande salto, come Firenze e Cicerelli, passati in Serie B. Insomma, una squadra che ha perso giocatori di livello, ma che ha visto l’inserimento di tanti giovani interessanti. I vari Ngamba, Bensaja, Carini e Talamo, e non solo, per rinforzare una squadra alla ricerca della riconferma dopo il miracolo dell’ultima stagione. In panchina Matrecano, che però con gli azzurrostellati durerà solo una partita. Il match perso con il Bisceglie segnerà infatti l’epilogo della sua breve esperienza con la Paganese.
Al suo posto Favo, chiamato a ricompattare l’ambiente. Il bilancio dopo tre mesi non è dei migliori, con il club che galleggia al penultimo posto in graduatoria. L’ultima sconfitta col Cosenza ha fatto ripiombare il club in una crisi che sembrava “tamponata” dopo le belle prestazioni con Lecce e Catanzaro.
Ora, con la nuova apertura del mercato, toccherà alla società mettere a segno qualche colpo per rinforzare al meglio la rosa. Per raggiungere quantomeno una salvezza, che sembrava prassi all’apertura del campionato.

da zonacalcio.net

Paganese, tempo di dubbi e incertezze.

Dubbi e incertezze varie accompagnano l’inizio del nuovo anno per una Paganese sempre più in caduta libera. La sconfitta interna e senza attenuanti con il Cosenza ha certificato l’apertura di una nuova crisi per gli azzurrostellati, precipitati nuovamente al penultimo posto in classifica dietro all’Andria. Nemmeno un successo casalingo, penuria tecnica imbarazzante ed errori a ripetizione hanno fatto perdere la barra delle operazioni anche all’allenatore Massimiliano Favo, visibilmente deluso per le ultime sciagurate prestazione di una squadra senza anima e cuore. Fino a due settimane fa sembrava essere cominciato un nuovo corso per Scarpa e compagni, ma le sfide con Bisceglie e Cosenza hanno fatto ricredere anche i tifosi più ottimisti. La squadra ha evidenti difficoltà quasi in ogni zona del campo e necessita di correttivi adeguati per poter riprendere la rotta dopo la sosta.

da www.resportweb.it

La Paganese vista da...Nocera! - Come prima peggio di prima, incubo Torre senza fine!

La Paganese, in casa, apre il girone di ritorno come ha chiuso quello d'andata, senza una vittoria. Ormai le statistiche sono saltate. Mai nessuna Paganese, come quella targata Favo, ha saputo fare peggio continuando a non vincere tra le mura amiche. Il gelido Torre e gli impavidi temerari delle scalee del teatro calcistico cittadino, anche questa volta, hanno dovuto assistere ai festeggiamenti altrui. Ormai un'abitudine. L'encomiabile Curva Nord, unica nota positiva di questo campionato che ha sostenuto ed incitato per novantaquattro minuti Scarpa e compagni, alla fine a giusta ragione ha intonato il classico coro, "Andate a lavorare". E come darle torto dopo una delle più brutte prestazioni di questa sciagurata stagione. Una partita inguardabile, resa tale dalla pochezza tecnica - ma questo lo sapevamo - ed organizzativa messa in campo da coloro che sono scesi in campo. Delle mediocri capacità tecniche ne eravamo tutti consapevoli, ma l'involuzione mentale, d'intensità, non ce l'aspettavamo. Voglio capire le defezioni improvvise, ma una singola assenza, secondo me, non può far naufragare un'idea di gioco, se c'è alla base.

Ed allora comincio a pormi delle domande anch'io sulla capacità, a questo punto, del tecnico di aver ancora in mano la barra della navicella azzurra. Questo mio dubbio nasce da due considerazioni. Dopo Bisceglie, il tecnico si è assunto la responsabilità di non aver trasmesso forse la giusta importanza della gara visto l'approccio sbagliato; con il Cosenza non mi ha convinto la sostituzione istintiva di Maiorano, ad esempio, che sa tanto di punizione sommaria. Le mie sono considerazioni che nascono da quello che vedo, mi auguro che il tecnico sia ancora capace di sapere cosa fare e di poter dare ancora a questo gruppo. Ovviamente le mie considerazioni servono a poco, quelle che contano devono essere fatte dalla società.

La sosta cade a pennello per tante valutazioni, ma in una società che ha idee chiare e possibilità di movimento normali sul mercato. Le sensazioni, conoscendo il vissuto storico della Paganese in questo periodo, sono altre. Nelle condizioni di classifica in cui si trova la Paganese, scivoltata di nuovo al penultimo posto, per la ripresa del campionato mister Favo, consapevole che sarà ancora al suo posto, dovrebbe avere già a disposizione gli innesti nuovi. Molto probabilmente o quasi sicuramente non sarà così. Non sarà così perchè bisognerà prima far cessioni e poi comprare, e per farlo si attenderanno gli ultimi giorni di mercato per trovare l'occasione giusta, aspettando che qualche calciatore interessato, dopo non essersi accasato dove vorrebbe, scelga la Paganese. Nulla di nuovo, sperando che arrivino calciatori che siano già in ritmo partita e senza pensare che poi a febbraio potremmo pescare comunque tra gli svincolati. Un film già visto. Attendo con curiosità come si muoverà il direttore sportivo Bocchetti, già rimandato in estate, ed atteso anche lui dal mercato di riparazione, perchè le responsabilità vanno divise fra tutte le componenti.

Altro fronte caldo è il futuro societario. Dopo il brindisi di Capodanno, il presidente Trapani, come ci anticipò qualche settimana fa in occasione degli auguri di Natale, ha intenzione di indire una conferenza stampa per chiarire la sua posizione in merito al futuro della Paganese. Quello che auguro alla Paganese in questo 2018, oltre alla salvezza, è di trovare nuove forze economiche che la sostengano per un futruro più solido. Con la speranza che Trapani con l'aiuto di nuovi finaziatori, essendo scettico che ci siano in città nonostante circolano voci di personaggi interessati (ma se ci fossero è il momento giusto di uscire allo scoperto concretamente), possa rilanciare la Paganese sotto tanti aspetti perchè altrimenti non c'è futuro. Nel frattempo con l'augurio di commentare solo vittorie alla riprese del campionato, soprattutto in un Marcello Torre che per le Universiadi si rifarà il look. Vi auguro un felice 2018. Auguri! 

Peppe Nocera
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