27.3.17

Dirty Soccer 3: la Paganese penalizzata di un punto.

In merito ai deferimenti relativi all'ultimo filone di calcioscommesse dell'indagine "Dirty Soccer 3" il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare - dopo che la Corte Federale D’Appello a Sezioni Unite aveva accolto il ricorso del Procuratore Federale avverso la declaratoria di irricevibilità - ha deliberato di infliggere 1 punto di penalizzazione alla Paganese.

Risultati e classifica dopo la giornata di ieri.


26.3.17

Taranto-Paganese si giocherà il 19 aprile. In tre giorni 2000 km per gli azzurrostellati...

Taranto-Paganese si giocherà mercoledì 19 aprile alle 14.30. Quando alla fine della stagione regolare mancheranno soltanto tre partite. Lo ha stabilito oggi la Lega Pro, dopo il rinvio a data da destinarsi deciso mercoledì sera in seguito all'aggressione subita dai giocatori rossoblù nel corso di un allenamento. 

Il 19 aprile era in effetti la prima data utile, in quanto mercoledì 5 aprile è già in programma il turno infrasettimanale (azzurrostellati impegnati in casa col Fondi), mentre la settimana successiva non sarebbe stato possibile giocare di mercoledì in quanto la Lega Pro anticiperà a sabato 15 aprile, il Sabato Santo, la 16esima giornata. 

Per cui il primo mercoledì utile era proprio il 19. La Paganese, quindi, nella settimana dopo Pasqua sarà impegnata in una doppia trasferta ed in tre giorni sarà prima di scena a Taranto e poi la domenica a Siracusa: in pratica gli azzurrostellati in quella settimana dovranno fare quasi 2mila km. Senza considerare che dovranno lavorare anche a Pasqua e Pasquetta. Per colpe non loro...

© Paganesemania

24.3.17

Under 20: l'azzurrostellato De Santis in campo nel finale.


Poco più di dieci minuti (recupero compreso) in campo per il difensore della Paganese, Ivan De Santis, nel match della Nazionale Under 20 in Polonia. Purtroppo per gli azzurri non è andata bene. I ragazzi di Evani sono stati sconfitti per 3-1 a Pila dai padroni di casa della Polonia nell’ultima gara del torneo Quattro Nazioni e sono stati superati al primo posto in classifica proprio dai pari età polacchi. L'Italia non riesce così a bissare il successo dello scorso anno e la vittoria del torneo resta un discorso a due tra Germania e Polonia.

All’Italia resta il rammarico per un successo sfumato nel finale, dopo il vantaggio provvisorio firmato in apertura di ripresa dall’attaccante dell’Ascoli, già promesso alla Juventus, Riccardo Orsolini su calcio di rigore concesso per un atterramento in area ai danni di Vido. Nel giro di cinque minuti, tra il 70' e il 75', la Polonia ha prima raggiunto il pareggio con Michalak per poi firmare l’allungo decisivo grazie alle reti di Angieski e Tomasiewicz. Nei minuti finali spazio anche per De Santis, subentrato al difensore del Latina Mauro Coppolaro. Già domani il classe '97 (uno dei due giocatori militanti in Lega Pro, l'altro è Sernicola del Fondi) sarà nuovamente a disposizione diGrassadonia. Ora per il giovane centrale scuola Milan ci sarà da conquistare un posto per la Fase Finale delMondiale di categoria in programma dal 20 maggio all’11 giugno in Corea del Sud.

Danilo Sorrentino - © Paganesemania

23.3.17

Rinvio di Taranto-Paganese, decisione ingiusta.

"La Lega Pro ha deciso di rinviare a data da destinarsi la partita Taranto-Paganese in programma domenica 26 pv, dopo i gravissimi fatti accaduti oggi che hanno portato all’aggressione dei calciatori pugliesi. L’atto obbliga tutti a riflettere e, a tal fine, il Presidente Gabriele Gravina, porterà il tema nella riunione del Consiglio Federale di lunedì 27". Questo il testo del comunicato inviato dalla Lega Pro in merito alla decisione presa dopo le violenze subite da alcuni calciatori rossoblù. Alla luce di questo inaccettabile episodio e soprattutto dopo gli altri atti sconsiderati e violenti, che hanno coinvolto nelle scorse settimane i calciatori diMatera, Catanzaro e Ancona per rimanere nell'arco temporale di questa stagione, ritengo a maggior ragione superficiale ed ingiusto tale provvedimento. Mi spiego. Per capirci secondo me questa decisione, rinviare la sola gara di Taranto, determina due ingiustizie: la prima rende meno l'effetto che doveva scaturire, ovvero focalizzare l'attenzione che si sarebbe creata rinviando tutte le gare della Lega Pro; in secundis, falsa il campionato, dato che a causa del fitto calendario è probabile che si torni a giocare fra un mese. A condizioni probabilmente diverse perTaranto e Paganese. Mi soffermo però sulla prima ingustizia.

Domenica scorsa c'è stato un quarto d'ora di ritardo per sensibilizzare e solidarizzare verso le società, i cui tesserati avevano subito delle aggressioni. Nel comunicato che spiega le motivazioni della Lega si legge: "l'atto obbliga tutti a riflettere" ma in tale caso si obbliga a riflettere solo a Taranto come se anche nelle altre realtà non potrebbero verificarsi, eventualmente, questi atti d'inciviltà e di anticultura sportiva. Se bisognava riflettere e dare un segnale, bisognava fermare il campionato, tutte le gare delle 60 formazioni di Lega Pro, non solo quella di Taranto. Penso che s'è persa una buona occasione per fare qualcosa di veramente significativo cioè lo stop del campionato per una giornata. Certo che oltre ad esprimere la solidarietà verso i calciatori del Taranto coinvolti è indubbio sottolineare come il perpetrarsi di tali atti svilisca il vero senso di uno sport il cui attore principale, il pallone, è ormai sgonfio. Un altro colpo inferto ad un movimento già relegato ad eventi di nicchia, per quanto riguarda le presenze sempre più in calo, che con questi episodi contribuiscono solo a far lievitare il disinteresse.

Peppe Nocera - © Paganesemania

Taranto-Paganese rinviata a data da destinarsi.

La Lega Pro ha deciso di rinviare a data da destinarsi la partita Taranto-Paganese in programma domenica 26 pv, dopo i gravissimi fatti accaduti oggi che hanno portato all’aggressione dei calciatori pugliesi.

L’atto obbliga tutti a riflettere e, a tal fine, il Presidente Gabriele Gravina, porterà il tema nella riunione delConsiglio Federale di lunedì 27.

© Paganesemania

22.3.17

Uno dei segreti del momento positivo? Il gruppo. Ieri grigliata azzurrostellata a Vietri.



Spesso si dice che i veri gruppi nascono a tavola. Forse è così, fatto sta che questa Paganese ha davvero un grande gruppo. Il segreto degli ultimi sei risultati utili consecutivi, di cui cinque vittorie, che hanno spinto gli azzurrostellati in zona playoff è proprio il collettivo. A più riprese lo stesso tecnico Gianluca Grassadonia ha rimarcato la ventata di freschezza ed entusiasmo che hanno portato i giovani arrivati nel corso del mercato di riparazione; stati d'animo che ha sottolineato anche chi dall'inizio è nello spogliatoio azzurrostellato (vedi Alcibiade, Pestrin e Cicerelli nelle loro interviste). Certo, vincere aiuta a vincere e ad acquisire maggiore consapevolezza nei propri mezzi, all'interno di quel rettangolo verde, e a compattare sempre di più il gruppo, all'interno dello spogliatoio. Ma può anche essere valido il concetto opposto, ossia che sia proprio la compattezza del gruppo a spingere la Paganese a fornire prestazioni di grande livello, arrivando anche a fare risultato, la domenica sul campo di calcio. 

E così può anche capitare che si preferisca trascorrere il giorno libero insieme a quelli che sono i tuoi compagni di squadra, come è successo ieri a gran parte dei calciatori azzurrostellati. Nel giorno di riposo concesso daGrassadonia dopo il successo col Catania, molti giocatori si sono ritrovati a Vietri sul Mare, dove alcuni di loro risiedono, per una grigliata, insieme anche a mogli e fidanzate. Tante risate e grande divertimento per Pestrin e compagni, come dimostrano le "storie" rilasciate dagli stessi giocatori sui propri profili Instagram. E non è la prima volta, anche perchè gli azzurrostellati passano diverse ore del tempo libero in gruppo. Insieme all'azzurro dellaPaganese, c'era anche un altro azzurro, quello dell'Empoli. Infatti, ha partecipato alla grigliata anche Josè Mauri, centrocampista dei toscani in prestito dal Milan e fratello del mediano azzurrostellato, Juan (vedi foto in basso con i fratelli Mauri, Filipe e Gorzelewski). 

Da oggi, però, si ritornerà a fare sul serio, visto che nel pomeriggio la squadra si è ritrovata sul sintetico di Sianoper iniziare la preparazione in vista della trasferta di Taranto di domenica pomeriggio (fischio d'inizio ore 16.30). Nei prossimi giorni saranno valutate le condizioni di Mauri e Filipe, ancora ai box. Assente ovviamente il difensore Ivan De Santis, il quale già da domenica sera si è aggregato alla Nazionale Under 20. Oggi il centrale scuola Milan, insieme agli azzurrini di Evani, partirà alla volta della Polonia, dove giovedì alle 12.30 giocherà contro i biancorossi per l'ultima giornata del Torneo Quattro Nazioni, con l'Italia che si gioca il titolo. De Santis ritornerà a disposizione di Grassadonia soltanto nella giornata di venerdì.

Danilo Sorrentino - © Paganesemania

Firenze: "Un risultato positivo a Taranto ci permetterebbe di continuare a sognare".

E' proiettato già alla sfida dello Iacovone di Taranto, l'esterno offensivo della Paganese, MarcoFirenze. Ecco le sue parole così come riportato da blunote: "La partita di Taranto sarà una tappa fondamentale per noi. Un risultato positivo ci permetterebbe di allungare la striscia positiva e di continuare a sognare in grande. Anche se la salvezza matematica è il nostro obiettivo principale. Allo Iacovone ce la giocheremo perché non possiamo permetterci di buttare via nulla. Proveremo a sfruttare il nostro momento positivo. Non sono mai soddisfatto delle mie prestazioni, anzi sono molto severo con me stesso. In passato ho commesso tanti errori, scelte sbagliate, soprattutto per colpa mia. A Siena ho quasi sempre giocato segnando anche tre gol, ma con l'arrivo del nuovo allenatore non c'era più spazio per me. Così, ho accettato la proposta della Paganese: è stata una scelta professionale, dettata anche dalla presenza di Grassadonia che può essere fondamentale per la mia crescita".

da www.tuttolegapro.com

Festa grande a Pagani.

La salvezza in tasca e i playoff nel mirino. La Paganese, che ha steso di misura il blasonato Catania, ha cambiato davvero marcia. Cinque vittorie e un pareggio nelle ultime sei giornate di campionato certificano a pieno titolo lo stato di grazia degli uomini di Gianluca Grassadonia che viaggiano con un ritmo da promozione al pari della capolista Foggia. A farne le spese anche i siciliani ben più esperti dei giovanotti terribili in maglia azzurrostellata e messi al tappeto con la solita, gagliarda e cinica prestazione da grande squadra di Pestrin e compagni. Ormai la formazione cara al patron Trapani non è più una sorpresa. Meglio definirla una mina vagante che sta dando fondo a tutto il suo potenziale esplosivo per acciuffare un piazzamento playoff che avrebbe del miracoloso. Le cause di questa incredibile inversione di tendenza sul piano dei risultati vanno ricercate principalmente nelle capacità professionali di un allenatore che riesce a tirare fuori sempre il meglio dal materiale umano a sua disposizione. Gianluca Grassadonia ha forgiato in appena due settimane, successive alla chiusura del mercato di gennaio, una macchina perfetta improntata a quel 4-3-3 tanto caro all’allenatore salernitano. A suo favore anche la voglia di sacrificio dei ragazzi affidati alle sue cure e la piena disponibilità del ristretto numero di esperti che riescono a trascinare i più giovani con un entusiasmo da ragazzini. Dietro i vari Pestrin, Liverani, Alcibiade e Reginaldo c’è una nidiata di giovani che ha tanta fame. Ad accorgersene anche il pubblico che è tornato ad affollare gli spalti del Marcello Torre.

da resportweb.it

Petardo dopo l'1-0: ammenda di 1000 euro per la Paganese.

Il Giudice Sportivo della Lega Pro, in riferimento al match Paganese-Catania, ha comminato un'ammenda di 1000€ alla Paganese "perchè propri sostenitori introducevano e facevano esplodere nel proprio settore un petardo, senza conseguenze". Dal punto di vista disciplinare, invece, nessuna sanzione per i calciatori, quindi Grassadonia, così come anche il suo collega ionico Ciullo, avrà a disposizione tutta la rosa.

I provvedimenti del GS per il girone C

CALCIATORI
Due giornate: Ricucci (Monopoli)
Una giornata: Onescu (Fidelis Andria), Lepore (Lecce), Foggia (Melfi), Gianola (Reggina), D'Angelo e Marino (Unicusano Fondi), Yabre (Vibonese), Nzola (Virtus Francavilla)

ALLENATORI
Una giornata: Pellegrino (Akragas, prep. portieri), Cimino (Casertana, all. in seconda)

© Paganesemania

21.3.17

I giocatori di posizione, di movimento, di affidamento e di prospettiva.


Di Nino Ruggiero

Nella foto, tratta da Sportube, il gol messo a segno di testa da Alcibiade (contrassegnato da una freccia)

Quaranta punti in classifica, quasi un miraggio, un traguardo lontano; tutto fino a poche settimane fa, diciamo un mese e mezzo. Campionato altalenante; risultati ballerini, una domenica sì, un’altra no. Una tiritera irritante di esiti beffardi; una sequela di gol assurdi incassati da una difesa poco attenta. Tutto fino alla pausa di dicembre. Oggi – dopo la mezza rivoluzione di gennaio – i quaranta punti sono là, raggiunti con un ruolino di marcia incredibile, con un bottino invidiabile di cinque vittorie e un pareggio, uno di seguito all’altro, quando il calendario ci dice che mancano otto gare alla fine del campionato. Una trasformazione copernicana, un miracolo di Grassadonia, allenatore della squadra, o cos’altro? Di sicuro c’è solo la sequela di risultati positivi che rendono onore e merito alla squadra, a chi la guida e a chi a gennaio ha avuto il felice e fortunato intuito di rifondarla in alcuni ruoli determinanti. 

Alcune considerazioni di ordine tecnico voglio farle, anche se so che non tutti saranno d’accordo con quello che andrò a dire. Le squadre devono sempre fondare la loro forza sulla compattezza e sull’equilibrio; non ne faccio una questione di schieramenti tattici da lavagna perché considero il calcio un gioco di movimento. Di conseguenza, lascio da parte i numeri che danno solo la sensazione della staticità e vengono utilizzati probabilmente a sproposito da tanti cronisti e apprendisti stregoni, quasi si trattasse di analizzare una partita a scacchi. D’accordo con l’enunciazione di schieramenti a tre o a quattro in difesa; ma con gli altri numeri che si vogliono per forza enunciare, tipo 4-3-2-1 oppure 3-4-1-2, con campo diviso in quattro sezioni, ci andrei cauto. 

Poche cose ho imparato nella mia lunga carriera di giornalista sportivo, senza frequentare corsi di specializzazioni; esperienze di vita vissuta su tantissimi campi di calcio e con i loro interpreti principali, allenatori e calciatori. I principi fondamentali di un calcio efficiente e redditizio sono quelli che vengono dall’equidistanza fra i reparti e dall’equilibrio tattico. Bisogna essere bravi a cercare spazi in avanti quando si è in possesso di palla, e altrettanto bravi – se non di più – a chiudere gli spazi agli avversari quando ripartono. Tutto qui, senza mai tralasciare il valore tecnico dei calciatori che assume un ruolo determinante nel peso specifico della squadra. 

Non date retta ai saccenti che parlano di schieramenti tattici da lavagna; sono quelli che il calcio vero, quello del campo, non lo hanno mai vissuto; non sanno niente dei sacrifici, del sudore, dei tormenti dei veri interpreti di una partita di calcio. L’equilibrio tattico è quello che contraddistingue le squadre importanti. E la Paganese, con le ultime sei esibizioni, sta dimostrando sul campo di poter aspirare a traguardi diversi dopo aver messo una serie ipoteca sul discorso salvezza. Nelle squadre importanti ci sono uomini importanti. Li chiamo giocatori di posizione perché hanno carisma da vendere; giocatori di movimento perché hanno vitalità incredibili; giocatori di affidamento perchè hanno un rendimento standard, senza sorprese; giocatori di prospettiva perché hanno qualità che devono essere sviluppate. 

Qualcosa lo devo dire, sento di dirlo, per questi calciatori che – a mio parere – stanno caratterizzando questa bella fase di campionato. 

I giocatori di posizione 

Parto con Pestrin, giocatore carismatico, fulcro delle manovre della squadra ma anche interdittore di grande spessore quando le situazioni tattiche lo richiedono. Costituisce dall’inizio dell’anno l’anima della squadra; non ringrazieremo mai abbastanza la Salernitana che lo ha mollato con tanta “nonchalance”. 

I giocatori di movimento 

Proseguo con Cicerelli, un atleta inesauribile, dotato di grandi spunti di autentica classe, capace di inversioni di marcia incredibili; ha una vitalità non comune ed è in grado di ribaltare con le sue sgroppate le situazioni tattiche delle gare quando gli avversari prendono il sopravvento a centrocampo. Cicerelli è il fiore all’occhiello della squadra e non è un caso che oggi capeggi la classifica dei migliori in campo di “Paganesemania”. Merita platee di serie cadetta. Per me è già pronto per il gran salto. 

I giocatori di affidamento 

Discorso a parte per quattro conferme: Liverani, Reginaldo, Della Corte e Alcibiade Il primo ha ridato tranquillità al reparto che soprattutto di quello aveva bisogno; il secondo oramai è il leader indiscusso dell’attacco, beniamino del pubblico, autore di prestazioni di alto livello non solo tecnico. Il terzo ha ingranato da tempo la marcia dei tempi migliori sulla fascia sinistra dello schieramento; il quarto ha trovato la sua definitiva collocazione sulla destra della propria difesa e si fa valere anche in fase offensiva. 

I giocatori di prospettiva 

De Santis e Carillo sono una coppia formatasi quasi a sorpresa come quasi a sorpresa stanno imponendosi all’attenzione dei più. Poi c’è Firenze, un vero ariete che in poche settimane ha messo a segno già cinque reti, altro giovane di grandi prospettive; poi ancora Bollino, bravo a interpretare sia la fase offensiva con quel suo sinistro malandrino, sia quella di contenimento. Infine Tascone, un giovane di una vitalità eccezionale, un tutto polmoni, bravo sia a dare una mano a Pestrin quando si tratta di contenere sia quando si tratta di offendere. 

Questo è il mio ritratto dell’attuale Paganese. Scusatemi se non sarete d’accordo con me. 

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

La Paganese vista da...Nocera! - La settimana perfetta.

Se qualcuno mi avesse detto che ci sarebbe potuta essere, nella possibilità più ottimistica, una settimana del genere, da vivere intensamente e così felicemente non gli avrei mai creduto. E' un momento magico per la nostra Paganeseche, in quest'ultimo mese e passa, ha rivoltato la classifica, l'umore, le gerarchie, le statistiche, i pensieri, le ambizioni di tutto il popolo paganese. Per mè è come se aveste portato un bambino in un negozio di giocattoli, è come si sente un adolescente alla prima cotta con il cuore che batte a mille, le farfalline che girano nello stomaco senza fermarsi mai. Un turbinio di emozioni iniziate domenica scorsa, quando gli azzurrostellati con la firma di Bollino espugnavano Castellammare di Stabia, dopo 37 anni, aprendo nel migliore dei modi le danze alla sera di gala per la presentazione del libro sui 90 anni della Paganese. Mi ero aspuicato, insieme ai coautori Nino eBarbara Ruggiero, di poter arrivare a quella serata di lunedi all'Auditorium con un risultato positivo, ovviamente vista la caratura dell'avversario avremmo firmato per un pareggio. Invece con una prestazione di grinta e combattività Pestrin e compagni mi regalano e ci regalano una vittoria storica che mancava dai tempi diMontefusco. Lunedì il bagno di folla alla presentazione del libro, "Storia e Storie della Paganese. Novanta anni di emozioni", ci ha inorgoglito con la Pagani sportiva e non, con quella istituzionale e non, con quella viscerale e più pacata che ci continua, giornalmente, a farci complimenti per l'esito positivo della manifestazione. Non avendo più aggettivi per codificare quelle emozioni vi possano giungere ancora solo i più semplici ringraziamenti per aver contribuito, insieme alle vecchie glorie azzurrostellate, a quell'appuntamento unico e speciale.

Tra me e me, nei giorni che separavano il dopo kermesse alla sfida con il Catania, pensavo come sarebbe stato bello se la settimana si fosse chiusa nel modo migliore con un altra vittoria che avrebbe messo il sigillo a fuoco sulla settimana perfetta. Con la speranza che la serata all'Auditorium avrebbe potuto risvegliare, come è avvenuto, il fuoco presente sotto la cenere della passione mi sono approcciato alla sfida con gli etnei. Si respirava entusiasmo in città. C'era qualcosa di diverso, una voglia di partecipazione che non vedevo ed avvertivo da tempo. S'era ritornato a parlare di Paganese, non solo tra lo zoccolo duro dei "maniaci", che faceva ben sperare su una presenza più numerosa di pubblico. La società poi con un colpo azzeccatissimo indice la giornata azzurra, con prezzi vantaggiosi, ed ecco che la scintilla scocca e l'unione di vittorie ed entusiasmo fa lievitare le presenze al Torrecome tutti attendavamo. La riposta c'è stata! Attendevamo poi la risposta sul campo, ed ancora una volta gli uomini di Grassadonia hanno alzato l'asticella, battendo una squadra esperta e tecnicamente valida come il blasonatoCatania.

Una grande partita, una grande Paganese, dinanzi ad un Torre ribollente di passione, come diceva il miticoMimmo Russo durante le sue indimenticabili telecronache, ha messo in evidenza un grande carattere, che ha saputo soffrire e che forse, com'è avvenuto nel girone d'andata, queste partite le avrebbe perse. La felicità domenica sera si tagliava a fette e se anche in tribuna si partecipava al tifo del settore Distinti e Curva, con il battimano ritmato, allora significa che il rombo del Torre è tornato. Neanche nel sogno più bello, avrei potuto mai immaginare una settimana così... semplicemente perfetta. GRAZIE!

Peppe Nocera - © Paganesemania

La partita del tifoso - I giorni dell'appartenenza ritrovata.

Che serata! E, se proprio la vogliamo dire tutta, che settimana fantastica! Davvero tutto perfetto. Dalla vittoria aCastellammare, alle emozioni di lunedì, alla prestigiosa vittoria di domenica col Catania.

Della vittoria di domenica scorsa, abbiamo già detto. Doveroso, da parte mia, ritornare sulla serata di lunedì. Colgo l’occasione per ringraziare ancora (stavolta pubblicamente) l’amico Peppe e gli altri autori del libro per il dono che hanno fatto all’intera città e, in particolare, a noi tifosi. Immagino che il loro sia stato un lavoro immane, reso più leggero e pertanto fattibile dalla passione e dedizione che li contraddistingue: la nostra storia, impressa su carta, è così più facile da tramandare e diffondere alle generazioni future. Io la chiamerei "la serata dell’orgoglio e dell’appartenenza ritrovata". Qualcuno un po’ distratto si sarà reso conto, o meglio si sarà ricordato, dell’importanza e del prestigio della Paganese e di quanto sia amata da tanti, calciatori e non, che ne seguono le gesta con affetto e vicinanza emotiva, anche malgrado la lontananza fisica.

E proprio come un assist che ti mette a tu per tu col portiere avversario, la festa di lunedì è stata il giusto viatico per la partita di domenica. Mi ero già reso conto in settimana che qualcosa stesse cambiando, sentivo tante persone parlare del libro, interessarsi alla squadra, chiedere, informarsi e condividere. La buona cornice di pubblico vista col Catania è stata la conseguenza di tutte le premesse di cui sopra. Ancora più del numero di spettatori (non male, visti i tempi), quello che mi ha entusiasmato è stata la partecipazione di tutti alla partita. La spinta alla squadra è stata continua e tangibile, al punto da sembrare un fattore in mezzo al campo. Abbiamo vissuto, anche sugli spalti, gli stessi stati d’animo dei calciatori. A tal proposito, mi voglio soffermare sui minuti immediatamente successivi al loro gol: c’è stato uno strano silenzio, abbiamo tutti certamente accusato il colpo e, per qualche minuto, siamo rimasti interdetti. E interdetta sembrava essere rimasta pure la squadra, tanto che il pareggio, a un certo punto, sembrava una conquista difficile e preziosa. Invece il pubblico e i ragazzi si sono scrollati di dosso ansie e timori, hanno ripreso a fare il loro lavoro, chi con l’incessante incitamento, chi con una prova gagliarda e coraggiosa. A quel punto, il tocco sottoporta di Firenze è stato il giusto premio per tutti.

Ma il vero protagonista e il vero artefice della vittoria volete sapere chi è stato? Liverani? Macchè! Firenze? Ma quando mai! Cicerelli? Se, vabbuò! Il vero artefice di questa vittoria, se proprio ci tenete a saperlo, è stato… il sottoscritto! Ebbene sì. Provateci voi a “chiamarvi” due volte il gol in una partita e azzeccarci entrambe le volte! E non dite che è una palla, che tanto sui calci d’angolo tutti quanti si chiamano il gol, no! Io mi sono chiamato i due gol con fare quasi scientifico, ho dei testimoni che possono confermarlo.

È evidente, a parte gli scherzi (io, però li ho davvero predetti i gol), che i veri protagonisti sono questi ragazzi che stanno dando l’anima, gettando il fatidico cuore oltre l’ostacolo. La passione, la foga e la voglia che ci mettono in ogni partita credo sia un altro aspetto che abbia fatto riavvicinare un po’ di gente al campo. In tribuna si commentava della presunta superiorità tecnica degli avversari ma faremmo davvero torto ai nostri calciatori, se li elogiassimo solo per l’impegno. La grinta aiuta ma, se non sai giocare al calcio, fai poca strada. E invece di strada ne sta facendo tanta questa squadra. Siamo oramai virtualmente salvi e possiamo metterci comodi a gustarci questo finale di campionato, non avendo nulla più da perdere ma soltanto da guadagnare.

Stasera una menzione particolare per: Liverani, determinante e sicuro; Cicerelli, grande cuore e grandi doti tecniche; Firenze, con un gol alla Pippo Inzaghi; Alcibiade, rinato sulla fascia, e Pestrin, un vero leone. Ma questa è una di quelle sere che se menzioni qualcuno, fai dispetto a tutti gli altri. Tutti bravi, chi più e chi meno ma chissenefrega (tuttoattaccato)!!

Grande prestazione, come dicevo, anche da parte del pubblico, migliore in campo per distacco. Sarebbe bello se la cornice di pubblico di domenica potesse finalmente essere la base, lo zoccolo duro da cui ripartire. Credo che a quel punto potrebbero cambiare tante cose, in tutti i sensi. A quel punto, anche altri tipi di progetti, altre ambizioni, non ci sarebbero preclusi a priori. E giacché siamo in tema di progetti, che ne pensate, ragazzi, se non ci fermassimo sul più bello? Se continuassimo con questo incedere spavaldo e fiero? Se provassimo a toglierci uno sfizio? Gli ultras ve lo hanno gridato innumerevoli volte: “Noi ci crediamo!”.

Alberto Maria Cesarano - © Paganesemania

Il moviolone - Gara maschia ma Zufferli è lucido e freddo: promosso.


Partita maschia quella vista ieri al Marcello Torre tra Paganese e Catania, dove è prevalsa, come riconosciuto anche dagli ultras della gradinata agli stessi calciatori a fine match, una squadra con gli attributi, capace di avere la meglio di un avversario blasonato e sicuramente più dotato sotto l'aspetto tecnico. Lascia ancora una volta una buona impressione il direttore di gara Luca Zufferli di Udine, al suo primo anno tra i professionisti, coadiuvato daAristide Rabotti di Roma 2 e Michele Dell'Università di Aprilia.
Dopo Fondi, Zufferli si riconferma un direttore di gara lucido e freddo (sarà per la sua provenienza geografica), impassibile dinanzi ai mugugni dei calciatori e del pubblico che, a più riprese, non hanno condiviso le sue decisioni. Tanti calci, come dicevo in apertura, tanti potenziali falli non fischiati, ma il direttore di gara ha mostrato coerenza ed uniformità di giudizio per tutta la durata del match. Un arbitro potremmo dire all'inglese che a me, onestamente, non è dispiaciuto. Una partita in cui in molti sarebbero potuti finire sul taccuino dei cattivi ma alla fine rimediano l'ammonizione i soli Firenze (per aver tolto la maglietta dopo il gol), Russotto (per aver allontanato il pallone per proteste) e Scoppa (per aver letteralmente placcato Cicerelli). Graziati sia Biagianti, che commette il più classico dei falli tattici su Herrera lanciato a rete, che Alcibiade che entra in maniera scomposta su Russotto alla mezz'ora della ripresa. Corretta anche la valutazione al minuto 62, quando Pozzebon, complice un liscio di Carillo, si ritrova a tu per tu con Liverani: la posizione dell'ariete etneo è regolare; per fortuna ci ha pensato un prodigioso Liverani, vero punto di forza in questo girone di ritorno.
Mi si consenta un off topic. Dopo le vicissitudini di gennaio, nemmeno il più ottimista avrebbe creduto ad unaPaganese, di fatti, già salva e in piena lotta playoff. Il merito va certamente a chi ha costruito questa squadra, individuando dei giovani di valore provenienti da società della massima categoria (vedi Carillo, Tascone, De Santis). La speranza è che l'anno prossimo si riparta da questi dirigenti ed operatori di mercato, capaci in questa sessione di trovare il giusto equilibrio tra le forze economiche a disposizione e i requisiti tecnici necessari per affrontare un campionato difficile come quello di Lega Pro.

Daniele Ferrara - © Paganesemania

20.3.17

Paganese, osare per crederci.


Di Gaetano Scotto di Rinaldi

Una frase tanto semplice quanto importante che descrive al meglio il capolavoro azzurrostellato, Osare per crederci. Questa l’affermazione divulgata dalla Paganese sui principali social network nell’ultimo periodo.

Domenica al Marcello Torre si è assistita all’ennesima prestazione di forza degli uomini allenati da mister Grassadonia. Un 2-1 secco, senza repliche e con tante speranze al suo seguito. I campani hanno ottenuto il sesto risultato utile consecutivo, il sedicesimo punto raccolto sui diciotto disponibili. Una serie che ha catapultato il club nelle zone nobili della classifica. Ora il decimo posto, ultimo valido per i play-off, è condiviso con il Fondi. Se fino ad un mese fa tutto ciò sembrava impossibile, ora parliamo di una realtà assestata. Vincere contro gli etnei è stato solo l’ultimo passo verso la gloria.

Un successo conquistato grazie alla rete nel finale di Marco Firenze. Non è un caso se proprio questo calciatore abbia segnato il gol decisivo. Dai suoi piedi sono nate le azioni più pericolose, e da una sua zampata è partita la festa. Novanta minuti di gioia e sofferenza, dove a dare il via al festival delle emozioni ci ha pensato il gol diAlcibiade. Il difensore ha bucato la difesa avversaria su un calcio d’angolo ben calciato da Bollino. La reazione degli ospiti non si fa però attendere e nella ripresa Di Grazia trova il pareggio. Una buona azione sulla destra ed un tiro deviato da Carillonella propria porta gli permettono di bucare Liverani.

Il Catania prende coraggio, ma ci pensa lo stesso portiere a salvare in due occasioni la Paganese. Due grandi parate, prima su Pozzebon e pochi minuti dopo su Fornito. Un momento di assestamento per i campani che soffrono senza riuscire a ripartire.

Su un altro calcio piazzato ecco che spunta Firenze, il quale insacca senza problemi alle spalle di Pisseri. Con questa marcatura la gara si avvia per la sua naturale conclusione. I tifosi possono esultare e festeggiare, la Paganese c’è e si fa sentire. Domenica la trasferta col Taranto per poter continuare in questa cavalcata ed inseguire un semplice sogno chiamato play-off. Osare per crederci, osare per sognare ancora.

www.zonacalcio.net

Rassegna Stampa: su Repubblica di oggi un bel ritratto dell'ex paganese Ledian Memushaj.


Grassadonia: "Vittoria meritata. Può iniziare un nuovo campionato tutti insieme".

Firenze: "Felicissimi per il risultato, possiamo ancora migliorare".

19.3.17

Paganese-Catania 2-1: grande partita, grande pubblico, grandi soddisfazioni.


Di Nino Ruggiero

Le vittorie, come le risate, forse sono contagiose. Meno male. Una tira l’altra come le ciliegie e quasi non te ne accorgi. Sei partite: cinque vittorie e un pareggio. Se non è un record, poco ci manca. Torna anche un buon pubblico al “Marcello Torre”, quanto meno raddoppiato come numero rispetto all’ultima esibizione interna con il Cosenza.

La partita non è facile, così come non sono mai facili tutte le gare di questo inebriante campionato di Legapro. Il Catania, nobile decaduto, costruito per vincere, dimostra ancora una volta che nel calcio non c’è mai niente di scontato, anche quando schieri calciatori di serie superiore.

La Paganese vince meritatamente, con sofferenza di certo, ma anche con giocate di classe e con determinazione; elementi che vengono fuori alla distanza nei momenti più importanti della gara.

Primo tempo di predominio quasi costante della Paganese che cerca di stanare gli avversari bravi a effettuare un buon filtro a centrocampo nel tentativo di imbottigliare le manovre degli azzurro-stellati con una fitta ragnatela. Più di una volta il portiere Pisseri è chiamato agli straordinari ma poi capitola grazie a un azzeccato intervento di testa di Alcibiade su calcio d’angolo. La Paganese sembra padrona del campo ma non riesce a raddoppiare per mettere al sicuro il risultato.

Nella ripresa il Catania è un’altra squadra. Entra in campo con uno spirito battagliero e per almeno venti minuti fa venire i brividi a Pestrin e compagni, costretti sulla difensiva. Gli attaccanti etnei, sorretti dai centrocampisti, sembrano imprendibili e sgusciano via da tutte le parti. Arriva il pareggio, complice una sfortunata deviazione di Carillo, e non si può nemmeno dire che si tratti di un risultato bugiardo. Il Catania non appare contento e soddisfatto del pareggio raggiunto e continua ad attaccare. Liverani però ci mette una pezza da gran campione e riesce a deviare un tiro di Pozzobon da due passi. In casa paganese si teme il tracollo. Il Catania però ha dato tutto quello che poteva; la sua carica agonistica si affievolisce.

La Paganese ha uno scatto di orgoglio, come si conviene a una squadra che in cinque gare ha conquistato la bellezza di tredici punti. I garretti sono sani, la vitalità della squadra emerge di minuto in minuto. Pestrin si riappropria del centrocampo; Cicerelli imperversa sulla fascia sinistra aiutato da Della Corte che non sta un momento fermo. Entra anche Herrera al posto di un esausto Bollino e il baricentro del gioco si stabilizza. Il gol della definitiva vittoria arriva grazie a una magia di Firenze su calcio d’angolo.

Finisce 2 a 1 e la Paganese, stavolta, dimostra di essere pronta per aspirare a diversi e più impegnativi traguardi, adesso che può dirsi quasi chiuso il discorso della salvezza.

Grande partita, grande pubblico, grandi soddisfazioni. Quelle che mancavano da parecchio in questa città.

Appuntamento a martedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare” su http://www.paganesegraffiti.wordpress.com

Paganese-Catania 2-1: il pagellone di Paganesemania.

Liverani superlativo, Cicerelli imprendibile, Carillo distratto, Herrera entra bene

LIVERANI 7 - Determinante in parecchie occasioni. Nel primo tempo anticipa sulla trequarti Tavares, ormai lanciato a rete da un errato passaggio di Pestrin. Poi è provvidenziale quando su un buco di Carillo, respinge il destro a botta sicura di Pozzebon. Si supera anche poco più tardi, deviando in angolo il sinistro di Fornito.

ALCIBIADE 6,5 - Terzo gol stagionale per il terzino azzurrostellato che svetta più in alto di tutti sul corner di Bollino. Contiene bene le incursioni di Marchese e le evanescenti giocate di Russotto. 

DE SANTIS 6 - Prestazione sufficiente per l'ex di turno che non commette sbavature e si fa trovare sempre pronto ad anticipare gli attaccanti avversari. Dopo un avvio timido, soprattutto in fase di costruzione, cresce col passare dei minuti. Ed ora è pronto a tuffarsi nell'esperienza con l'Under 20. 

CARILLO 5,5 - Come a Castellammarem anche oggi parte male perdendo tanti palloni in fase di impostazione, si fa infilare molte volte dalle imbucate di Biagianti e Di Grazia. Sfortunato nella deviazione che inganna Liverani sul destro di Di Grazia, mentre un suo "liscio" spiana la strada a Pozzebon a metà ripresa.

DELLA CORTE 6 - Contiene bene le incursioni sull'out di sinistra, accompagna sempre l'azione sovrapponendo quando può le azioni di Cicerelli. In occasione del pareggio del Catania si fa saltare facilmente dallo spunto di Di Grazia. Soffre l'esplosività dell'esterno del Catania soprattutto ad inizio ripresa.

TASCONE 6 - Tanta quantità e cattiveria al servizio della squadra, macina una quantità di chilometri su e giù per il campo. Esce come sempre stremato e vittima di crampi.

PESTRIN 6,5 - Dirige il centrocampo con la solita sapienza e disciplina, è in ottima forma e lo si vede quando nei minuti finali ordina il pressing e rincorre gli avversari. Da un suo sanguinoso passaggio errato rischia di concedere a Tavares il gol del vantaggio, lanciandolo solo contro Liverani che riesce ad evitare il peggio. Ma è l'unico neo del suo match. 

FIRENZE 6,5 - E' il più lesto di tutti ad approfittare del corner battuto da Cicerelli e timbra il gol della quinta vittoria nelle ultime sei partite per gli azzurrostellati. Quinto gol in sette partite con la maglia della Paganese, in una sfida in cui non aveva entusiasmato. 

BOLLINO 5,5 - Partita anonima per l'ala destra che però si fa notare per l'assist sul corner del momentaneo 1-0. In avvio di gara ha l'occasione per il vantaggio, ma Pisseri ci mette i pugni: è l'unico spunto della sua gara offensiva. In fase difensiva, deve spesso ricucire. 

REGINALDO 6 - Non trova il gol da 2 mesi, si batte su ogni pallone preso nella morsa di Gil e Bergamelli facendo salire la squadra e allargando le trame di gioco della Paganese. 

CICERELLI 6,5 - Nel primo tempo fa ammattire Parisi che non lo prende praticamente mai. Pericolo costante per la retroguardia catanese. Calcia il corner del nuovo vantaggio azzurrostellato.

HERRERA 6 - Entra per dare più qualità alla manovra. Sfiora il vantaggio con un bel tiro parato da Pisseri, ma i minuti di questo pomeriggio potrebbero dargli nuova fiducia.

PICONE e TAGLIAVACCHE sv

GRASSADONIA 6,5 - Gara come al solito preparata in maniera meticolosa. Nel primo tempo la squadra fatica a trovare gli spazi giusti per la giocata, mentre soffre ad inizio ripresa l'arrembaggio del Catania. Herrera dà brillantezza, passa al 5-3-2 nel momento giusto. 

Alfonso Esposito - www.paganesemania.it