23.9.17

Top & Flop di Paganese-Juve Stabia 1-2.

TOP

Allievi (Juve Stabia): il suo colpo di testa mette la gara in discesa per le vespe. Inserimento e torsione da manuale nella perfetta esecuzione di uno schema che testimonia come la sua prima rete in maglia gialloblù non sia solo un caso. Poco più tardi salva la porta sulla fucilata di Tascone. EROE DELLA SERATA

Gomis (Paganese): non è la prima volta che l’estremo difensore ghanese si rende protagonista tra i pali. Questa sera ha dovuto raccogliere in rete ben due palloni, ma le sue parate hanno evitato che potessero essere più di due. CERTEZZA

FLOP

Il finale di partita della Juve Stabia: piccolo blackout che poteva costare caro. L'ingenuità di Mastalli che commette un fallo da rigore su un avversario spalle alla porta va di diritto menzionato come un "fattore flop". Per fortuna il tutto è successo a soli 2 minuti della triplice fischio finale, ma è bastato per mandare in bestia il tecnico Fabio Caserta. DA BRIVIDI

La difesa della Paganese: non proprio intesa come retroguardia in sé, ma come fase difensiva. Sì, perché quella degli azzurrostellati non è stata una serata entusiasmante sul piano del gioco (orfano dell’infortunato Carcione) ma è pur vero che le reti sono figlie di leggerezze difensive che hanno compromesso il risultato finale. MAGLIE LARGHE

Dà www.tuttolegapro.com

Nel derby la Juve Stabia espugna il Marcello Torre (1-2).

La prima vittoria in stagione della Juve Stabia arriva in trasferta nel derby del “Marcello Torre” di Pagani.

In una serata particolare con in palio punti pesanti da entrambe le parti, quello che abbiamo definito un esame di maturità, viene superato (non senza riserve) da una Juve Stabia apparsa più brillante degli avversari. Pronti via gli uomini di mister Caserta mettono subito la freccia con Allievi che di testa trafigge Gomis. I padroni di casa subiscono il colpo senza riuscire a reagire, se non con occasioni estemporanee. Contratti e orfani della propria guida Carcione nella manovra - oggi sostituito da un Baccolo generoso ma non certo dimostratosi all’altezza – gli azzurrostellati stentano ad impensierire gli avversari. Nella ripresa invece partono forte i padroni di casa ma dopo appena 13 minuti concedono il fianco al raddoppio di Paponi. La rete del numero 10 gialloblù spezza definitivamente le fragili ali della formazione di Favo che non riesce più a reagire. Il rigore messo a segno da Scarpa al 93^ illude una improbabile rimonta dei liguorini, che anche per questioni strettamente temporali non può concretizzarsi. Paganese che dunque deve fare i conti con la seconda sconfitta consecutiva, tra i mugugni del pubblico.

Da tuttolegapro.com

Quinta giornata: Paganese-Juve Stabia 1-2.

22.9.17

Favo guarda avanti: "L'Akragas è alle spalle. Un derby ricco di insidie". (Video)

Paganese-Juve Stabia, derby da...“esame di maturità”.

Domani, Sabato 16 Settembre (ore 20.30), allo stadio “Marcello Torre” andrà in scena il match tra Paganesee Juve Stabia, valevole per la 5^ giornata di Serie C, girone C.

È tempo di derby campano. Il posticipo di questa quinta giornata del girone meridionale prevede uno scontro tra due formazioni a caccia di identità. Un autentico esame di maturità per entrambe le compagini dopo un inizio di torneo non certo entusiasmante.

Per le vespe il derby del “Torre” sarà un vero e proprio crocevia di inizio stagione. Gli uomini del tecnico Fabio Caserta sono chiamati a dimostrare che il secondo tempo disputato contro il Trapani abbia rappresentato un caso isolato. Sul fronte formazione pesano nella trasferta di Pagani le assenze di Viola per squalifica, e le condizioni fisiche non al top di Paponi. Ma ciò che preoccupa più i gialloblù è la tenuta della retroguardia che nelle ultime tre uscite ha concesso ben 6 reti agli avversari, tra l’altro realizzate in sole due partite.

Sfida carica di motivazioni anche per i padroni di casa ancora a caccia della prima vittoria casalinga. Un solo punto nelle ultime due gare disputate al “Marcello Torre” con Biscegliee Reggina sono un bottino troppo magro per gli azzurrostellati che mirano ad una stagione da protagonisti. I precedenti sorridono alla Paganese che negli ultimi 14 incontri tra le mura amiche si è affermata ben 9 volte contro le sole 3 vittorie delle vespe, 3 invece i pareggi. Ma si sa, in gare come questa i ricorsi storici non hanno alcun valore. Tocca dunque affidarsi al giudizio del rettangolo verde.

A dirigere l’incontro sarà il Sig. Giovanni Nicoletti della sezione di Catanzaro, coadiuvato dagli assistenti Felice Sante Marinenza de L’Aquila e Roberto Terenzio di Cosenza . Potrete seguire la diretta del match sul nostro sito TuttoLegaPro.com. Al termine della gara il consueto appuntamento con i Top & Flop.

da www.tuttolegapro.com

Quei derby che ormai non esistono più.

I derby oggi hanno solo profumi e sapori perduti nel tempo. Negli anni del calcio pioneristico avevano trascinato folle oceaniche sui campi sportivi, quelli in terra battuta, polverosi anche intrisi di lapilli del Vesuvio; non c’erano tribune ma solo gradoni improvvisati, per lo più formati da scalini di legno e il settore popolare, stipato dietro una improbabile rete di protezione, chissà perché, veniva identificato come “prato”. Erano i derby di tanti anni fa, quando non esistevano tifoserie organizzate, quando si andava sui terreni di gioco senza restrizioni, quando con lo spirito solo di prevalere l’uno sull’altro ci si poteva confrontare dialetticamente sotto l’ombra di un campanile. Belli e avvincenti quei derby: grande partecipazione popolare, coreografie spontanee, tutto genuino, tutto alla luce del sole, tutto controllabile. Incidenti? C’erano, inutile negarlo, ma erano pochi, rari, come possono capitare anche per strada, soprattutto senza premeditazione, senza astio, senza odio.

Oggi il derby è svuotato di significati. Prendete la prossima gara in programma al Marcello Torre, Paganese-Juve Stabia. Si giocherà alla presenza del solo pubblico di casa per ragioni di sicurezza; una sconfitta del vivere civile che fa male al calcio e penalizza gli avversari di turno. Così come saranno penalizzati di sicuro nella gara di ritorno i tifosi e simpatizzanti della Paganese. Purtroppo, sarà così per tutti i derby che vengono definiti “a rischio”. Che tristezza…

La partita di sabato prossimo assume importanza solo dal punto di vista tecnico-tattico e del risultato. La Paganese dovrà giocoforza dimostrare che quello di Agrigento è stato solo un brutto episodio. L’allenatore Favo credo abbia lavorato in settimana soprattutto sull’aspetto psicologico e atletico per presentare una squadra più allineata ed equilibrata. Dovrebbe rientrare in difesa, sulla fascia destra, Picone e dunque – tenendo conto dello stop inflitto a Piana – non dovrebbero esserci grosse novità in difesa che verosimilmente sarà composta al centro dal duo Carini-Meroni e sulla sinistra da Della Corte.

Il reparto di centrocampo è quello che al momento non appare ancora molto omogeneo, non tanto per qualità tecniche dei suoi componenti quanto per stato di forma degli stessi. Il più in palla al momento sembra Carcione, che detiene le chiavi del reparto; Baccolo sembra ancora alle prese con una forma non proprio ottimale e Tascone credo debba coniugare meglio la sua forza agonistica – mai in discussione - con l’assetto corale della squadra. Forse ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma il reparto sembra bene assortito perchè elementi come Ngamba e Bensaja – inizialmente in panchina - sembrano pronti a dare il loro contributo, ove mai dovessero essere chiamati in campo.

Dall’attacco mi aspetto buone cose. Talamo e Cesaretti sono già in buone condizioni. Qualcosa però è lecito attendersi anche da Regolanti che al momento accusa vistosamente un ritardo di preparazione.

Nino Ruggiero - © Paganesemania - Riproduzione riservata

21.9.17

Inchiesta Re Artù: riflettori su Messina-Paganese, anche Grassadonia tra gli indagati.

Finisce ancora sotto i riflettori la gara Messina-Paganese di due stagioni fa, terminata 2-2. La partita in questione, che suscitò numerose polemiche all'epoca e non solo, sarebbe fra le quattro partite su cui si è concentrata l'inchiesta della Procura di Messina, denominata "Re Artù", dal soprannome dell'ex tecnico dei peloritani Arturo Di Napoli. La Gazzetta del Sud, in edicola oggi, infatti parla di un'indagine che si è conclusa dopo sette mesi di accertamenti e verifiche, che avrebbe portato all'inserimento nel registro degli indagati di trenta persone, di cui cinque calciatori in attività: il resto è tutto il mondo di mezzo tra professionisti, ex giocatori e allenatori, scommettitori illegali del pianeta calcio. 

Fra questi anche l'ex allenatore della Paganese, Gianluca Grassadonia, ora alla Pro Vercelli, Raffaele Di Napoli, tecnico dell'Akragas, l'ex centrocampista peloritano Carmine Giorgione, oggi in forza all'Albinoleffe e l'ex vice presidente dell'Acr Messina Pietro Gugliotta. Sarebbero loro, secondo la ricostruzione del quotidiano, i quattro nuovi nomi "eccellenti" che fanno parte del novero di indagati, con la contestazione a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, truffa e alterazione dei risultati sportivi. Al centro le "combine" che si sarebbero verificate nel Girone C di Lega Pro fra il 2015 e il 2016 su almeno quattro partite - quantomeno sospette - giocate dall'Acr Messina. Sarebbe stato in concreto predeterminato il risultato, con l'effettuazione di scommesse sporitve, anche impegnando forti somme, ovvero migliaia di euro, quando si era già a conoscenza del risultato finale degli incontri di calcio. Nel fascicolo del pm Massara a marzo erano stati già iscritti i nomi di alcuni scommettitori, volti noti e meno noti a Messina, oltre a quello di Arturo Di Napoli e dell'ex portiere dei biancoscudati, Alessandro Berardi, ora al Bari. Il filone sportivo, va ricordato, non ha rilevato alcuna anomalia.

L'inchiesta pare sia partita da una denuncia fatta dall'ex presidente del Messina, Natale Stracuzzi, in relazione ad una serie di partite a suo dire combinate, disputate dalla sua squadra. Fra queste anche Messina-Paganese del 14 febbraio 2016, terminata 2-2, per la quale probabilmente sarebbero indagati Lello Di Napoli, Grassadonia e Giorgione, all'epoca rispettivamente tecnici delle due squadre e capitano del Messina. Negli spogliatoi del San Filippo a fine gara i giocatori trovarono gli 007 federali, già allertati dai sospetti della vigilia e che la mattina erano stati nel ritiro della Paganese. Il giorno prima, infatti, era stata la Federbet a denunciare flussi anomali di scommesse su una combinazione in particolare: la "2-X". Cioè in molti pronosticarono - incassando 15 volte la posta giocata - la Paganese in vantaggio all'intervallo e il segno "X" al 90'. Ed andò esattamente così. Ad avvalorare la tesi della Procura Federale anche l'andamento della partita. I giallorossi, sotto 1-2, nella ripresa sfiorarono il pari con il rigore fallito da Tavares, prima di trovarlo grazie a una gentile "concessione" avversaria: l'allora 17enne Acampora, alla seconda presenza fra i pro, gettato nella mischia da Grassadonia pochi secondi prima, battè il proprio portiere Marruocco con un autogol goffo che trasformò i sospetti in veleni. 

© Paganesemania - Riproduzione riservata

Picone: "Insieme ai nostri tifosi sabato sera daremo tutto per vincere".


Giuseppe Picone difensore azzurrostellato, scontata la squalifica, torna a disposizione per il match di sabato sera contro la Juve Stabia:

«Sono tornato con grande voglia e piacere qui a Pagani, a fine luglio ho ricevuto la chiamata di Antonio Bocchetti ed è stato semplice per me dire sì: era un mio desiderio. Il gruppo inizia a formarsi bene, stiamo lavorando durante la settimana con grande impegno, seguendo le indicazioni del mister. La differenza tra lo scorso e quest’anno, è che i giovani hanno grande qualità e vogliono emergere. Questo serve moltissimo negli allenamenti a tutti per farsi trovare pronti nel migliore dei modi e ad aumentare la competizione interna. La gara di sabato ad Agrigento è già archiviata e non posso dare un giudizio perché non ero presente all’Esseneto per squalifica ed alcuni miei compagni hanno avuto problemi fisici durante i novanta minuti».

«Il pensiero è già a sabato, gara importantissima per ambiente e tifosi. Impossibile dimenticare la vittoria dell’anno scorso al Menti: la festa dei tifosi al ritorno a Pagani ci diede la spinta necessaria per poi centrare il traguardo dei playoff. Sabato mi aspetto una Juve Stabia arrabbiata per la sconfitta interna, ma noi daremo tutto e di più per vincere insieme ai tifosi che, sono convinto, ci daranno la forza per esprimerci al massimo delle nostre possibilità in questa partita e anche per il resto del campionato».

Ufficio Stampa Paganese Calcio 1926 srl

19.9.17

La partita del tifoso - I ragazzi con la febbre.

E siamo ‘punto e daccapo’! L’immediata vigilia della trasferta di Agrigento era stata vissuta da tutti con un certo ottimismo, figlio della vittoria di Cosenza e del buon punto contro la Reggina, a termine di una gara giocata anche bene, almeno se si pensa al primo tempo. Niente da fare, purtroppo. La partita di sabato scorso ci ha rimesso tutti quanti con i piedi per terra. Si cominciava a fare i conti: “tre qui, uno lì, un altro paio da qualche altra parte”. La realtà, ahinoi, è ben diversa: zero punti fatti, zero gol, zero tiri in porta, zero passaggi riusciti, a volte anche da zero metri. La sola cosa a salire, oltre alla nostra pressione arteriosa, è stato il termometro. A quanto pare, infatti, metà della squadra è stata colpita da virus influenzale. A questo punto, io non sono tanto preoccupato per i ragazzi che hanno preso la febbre, poverini: un paio di Vivin C e ritornano freschi e tosti. Mi preoccupo, da buon padre di famiglia, degli altri: cosa avevano gli altri? Da cosa è dipesa quella ‘debolezza ‘int ‘e cosch’? Ragazzi, noi vi vogliamo bene, anche se ci conosciamo da poco: ma *** *** ***** **** pallone, **** *** ***** passaggi, ******** ******* scarsi, ******** ******* *** *** caldo, *** * un tiro ****, ****** parata. Vabbuò, mi sono censurato da solo, prima che lo facesse qualcun altro. 

Non ci resta, a questo punto, che chiedere alla FIGC di portare a 25 le sostituzioni possibili, nel corso della partita. Vuoi vedere che uno (me lo sarei fatto bastare) di quegli impavidi ragazzi che prendevano il sole, sgomenti per lo spettacolo cui stavano assistendo, in quello spicchio di curva, non ingarrava un passaggio; non azzeccava un tiro?! A proposito, fin troppo banale e demagogico affermare che gli unici a vincere (ma veramente però) sono stati i tifosi che carichi di entusiasmo e buona volontà, forti di un amore autentico, si sono sobbarcati un viaggio allucinante. Pensate che io stesso, appollaiato comodamente sulla poltrona della scrivania, mi sono sentito male al solo vedere il percorso segnato da Google Maps. Figurarsi loro. Figurarsi poi il viaggio di ritorno, dopo quella sventurata partita! Non ci voglio pensare neanche.
Ai febbricitanti di sabato e agli altri ammalati di non so che cosa: va bene andare ogni volta sotto la curva per salutare i tifosi, gesto nobile e apprezzabilissimo. Però, se ci metteste giusto un poco di cazzimma, quella vera, quella a vedere la quale ogni tifoso torna a casa contento, anche malgrado la sconfitta, ci fareste tutti più contenti, ci fareste venire di più la voglia di applaudirvi e prendere le vostre difese, sempre!  

A quelli come me che sabato hanno dovuto gettare nella spazzatura lo sfigmomanometro, inservibile, dopo i picchi di pressione registrati: stiamo calmi e proviamo a ripartire di nuovo. Sabato c’è una partita importante e non dobbiamo mancare allo stadio. Tanto, a casa che dovete fare? I ragazzi con la febbre li tenete allo stadio!

Alberto Maria Cesarano - © Paganesemania - Riproduzione riservata

18.9.17

Meglio un asino vivo o un dottore morto?


Così è, anche se non vi pare - di Nino Ruggiero

Partita Akragas-Paganese. Quello che per gli azzurro-stellati alla vigilia era sembrato un incontro abbordabile dal punto di vista del risultato finale si è dimostrato, invece, un vero e proprio “flop”.
Brutta partita, brutto risultato – ovviamente aggettivi riferiti alla Paganese e – per concludere – brutto e strano siparietto finale.

Negli spogliatoi, infatti, Massimiliano Favo, a parziale giustificazione del risultato negativo, ha parlato di dissenteria e di malanni fisici che avrebbero colpito alcuni suoi calciatori prima che la partita avesse inizio. Intendiamoci, le brutte partite e i risultati negativi possono essere sempre all’ordine del giorno perchè siamo nella normalità delle cose; quello che è meno normale, invece, è che vengano schierati in campo calciatori che non si reggono in piedi per virus influenzali o dissenteria. Perchè? Massimiliano Favo, allenatore che ha tutta la mia stima per il lavoro che sta svolgendo, ha forse qualche dubbio sulla bontà tecnica delle riserve? Ma anche in questo caso, mi pare logico che qualcuno si chieda: nel momento del bisogno, non è meglio schierare un asino vivo piuttosto che un dottore morto?

Devo pensare allora che il fenomeno delle indisposizioni sia stato sottovalutato e che anche lo staff medico abbia dato il placet per l’utilizzazione di elementi prostrati dall’influenza. Non altrimenti si può capire perchè non sia stato posto rimedio al problema.

A ogni buon conto va detto che l’Akragas ha giocato una gara giudiziosa potendo contare innanzitutto su una difesa solidissima che ha concesso pochissimo spazio al duo d’attacco Talamo-Cesaretti.

Per qualcuno di parte paganese, le colpe della sconfitta sarebber da ascrivere al cambio modulo per sopperire all’assenza di Picone. In tutta onestà credo, invece, che sotto il profilo puramente tattico, la squadra sia stata schierata secondo logica e secondo le caratteristiche degli elementi prescelti.

Poi, si sa, una cosa sono le idee e le convinzioni, un’altra cosa è la risposta che ti dà il campo. Ricordiamo anche che la Paganese – ridotta in dieci a causa di una affrettata decisione arbitrale – comunque ce l’ha messa tutta per cercare di arrivare al pareggio, e sotto questo aspetto è stata encomiabile.

Quello che non sapevamo – e che, soprattutto dopo il vantaggio agrigentino, aveva dato adito a tutta una serie di considerazioni poco simpatiche sullo stato atletico degli atleti azzurro-stellati – lo ha detto poi Favo negli spogliatoi. Lo accogliamo, come si suol dire in gergo giuridico-ereditario, con il beneficio d’inventario.

Qualcosa in più sulla vera forza e sostanza della squadra verrà fuori dall’incontro di sabato prossimo con la Juve Stabia in programma al “Marcello Torre”.

E stavolta non ci saranno più giustificazioni di sorta.
Almeno lo speriamo.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

La Paganese vista da...Nocera! - Che mal di pancia!

L'inaspettata sconfitta, per me di Agrigento, viste le note positive fatte vedere sette giorni prima con la Reggina e l'avversario non trascendentale mi avrebbero dovuto portare a fare una serie di considerazioni per analizzare la soporifera gara degli azzurri. Non le posso fare dopo l'intervista del tecnico che ha parzialmente giustificato l'incolore prestazione della Paganese, adducendo come scusante le condizioni non ottimali di sei calciatori prima e durante la sfida all'Esseneto, a causa di un virus intestinale con conseguente dissenteria. Quindi ogni critica che muoverei sulla scialba partita della Paganese sarebbe condizionata da quell'evento e non darebbe la giusta valenza al mio pensiero. Gli altri calciatori, che per fortuna non sono stati colpiti da questo problema fisico, però non è che si siano espressi al meglio, aggravando già la precaria situazione fisica dei propri compagni di squadra.

Dall'inizio nel leggere le formazioni mi ha sorpreso il passaggio al 3-5-2 con la rinuncia al tridente che ben s'era comportato con la Reggina almeno nella prima parte creando tante occasioni. La domanda almeno questa me la pongo e la pongo alla vostra attenzione: la scelta di cambiare modulo è stata forzata perchè quelli che avrebbero composto il tridente, parlo di Regolanti, avevano i suddetti problemi fisici o per scelta voluta? Domanda a cui solo il tecnico della Paganese potrà rispondere, con la scelta che forse è stata fatta anche in base all'avversario. Mi ricordo che in sede di presentazione l'ex tecnico del Taranto non si definì un integralista tattico e quindi si può dedurre anche questa soluzione. Comunque tra chi aveva mal di pancia e chi stava bene ne è uscita una prova deludente, da enorme passo indietro, con alla fine un solo tiro verso lo specchio della porta nel finale (quello di Cesaretti che con un pizzico di fortuna avrebbe pure fatto centro), ma con giudizio sempre sub judice. Insomma sono emerse ancora le solite deficienze difensive con un reparto balbettante, a volte in balìa dell'avversario e solo miracolosamente mantenuto a galla da Gomis, che seppur vomitando in campo, ha compiuto quattro interventi strappa-applausi.

Dopo quattro turni, invece, possiamo esprimere un giudizio sereno: i numeri ci dicono che la Paganese ha ottenuto due sconfitte, una vittoria ed un pareggio mai sorridendo al Torre. Tre reti fatte e cinque subite, valore quest'ultimo che la dice lunga sull'approssimazione della difesa alla ricerca d'identità e compattezza, di un centrocampo balbettante ed un attacco che fa emergere qualche segnale positivo. Si son persi già punti contro squadre dirette concorrenti per la salvezza, sperando di recuperare tempo e punti per strada già sabato nel derby con la Juve Stabia. A proposito, il tempo è il nemico di questa Paganese, ma per questo aspetto le responsabilità sono della società che s'è data la zappa sui piedi, perdendone tanto, con una scelta tecnica azzardata e che forse andava ripristinata prima, già in ritiro. Ma su quest'argomento lasciamo perdere altrimenti il mal di pancia verrà anche a noi!

Peppe Nocera - © Paganesemania - Riproduzione riservata

L'analisi della sconfitta di Agrigento.

Il ko di Agrigento riporta indietro in classifica la Paganese. Nulla di drammatico rispetto alla graduatoria, con sole quattro giornate di campionato disputate, ma sul piano delle certezze tattiche e atletiche il quadro emerso allo stadio Esseneto sabato pomeriggio non è affatto gratificante. Sul rettangolo verde della valle dei Templi è andata in scena una squadra a tratti rinunciataria e lontana parente di quella che aveva espugnato Cosenza e aveva dominato per lunghi tratti la sfida interna con la Reggina.

In terra siciliana gli uomini di Massimiliano Favo non sono mai stati in partita con convinzione, pur trovandosi di fronte un avversario per niente irresistibile e costruito sulla linea verde. Le attenuanti di questo tonfo inaspettato, sulla base delle note positive emerse nelle prime due gare della gestione Favo, sono sempre le stesse.

Diversi elementi non al top, che convivono con acciacchi vari o che sono reduci da lunghi periodi di inattività, oltre ad incomprensibili soluzioni tattiche. Tutti fattori che stanno minando il rendimento globale di una squadra che si esprime sulla forza e sulla giocata del singolo più che sull’armonia tattica di un collettivo ancora oggi solo sulla carta e nella mente dell’allenatore.

Lo stesso allenatore non è esente da colpe nel ko contro l’Akragas. La scelta di Favo di rimescolare l’assetto tattico con la rinuncia alla punta di riferimento nel tridente d’attacco, lasciando spazio a un abbottonato 3-5-2, non ha pagato in termini di gioco e di concretezza. In pratica il portiere di casa Vono è stato impegnato solo nella prima frazione su calcio piazzato dallo specialista Carcione. Dalla cintola in su la Paganese non si è mai resa pericolosa, tranne in poche occasioni in cui Cesaretti e Talamo da esterni larghi hanno creato qualche affanno alla difesa di casa ma ugualmente senza sporcare i guantoni dell’estremo difensore agrigentino.

Nel dopo gara Favo ha parlato anche di un virus influenzale che ha messo ko alla vigilia almeno sei titolari, facendo riferimento a una situazione aggravatasi nell’intervallo. Un’attenuante che potrebbe trovare conferma nella condizione fisica precaria di diversi uomini scesi in campo e protagonisti di una prestazione ampiamente al di sotto delle aspettative.

Senza dimenticare l’handicap dell’espulsione di Piana a metà primo tempo che ha costretto gli azzurrostellati all’inferiorità numerica per quasi tutto l’incontro. Nel mezzo una situazione globale che va migliorata con urgenza, già a partire dal derby di sabato sera al Torre contro la Juve Stabia.

da www.resportweb.it

16.9.17

Top&Flop di Akragas-Paganese (2-0).

Arriva la prima vittoria in campionato dell'Akragas, che batte la Paganese con un 2-0 che avrebbe potuto assumere proporzioni ben diverse non fosse stato per l'imprecisione degli attaccanti e per la buona giornata del portiere ospite Gomis. In un primo tempo equilibrato, al 39' l'episodio chiave: cross di Saitta per Salvemini, che viene toccato in area da Piana. Calcio di rigore e giallo per il difensore ospite, che era già stato ammonito e lascia dunque i suoi in dieci uomini. Longo realizza e porta in vantaggio l'Akragas. Nella ripresa la Paganese crea qualche occasione, senza però attaccare con continuità. L'Akragas invece potrebbe raddoppiare più volte, ci riesce al 95' con una deviazione di Franchi su assist di Parigi e porta a casa una vittoria fondamentale.

Ecco top e flop della partita.

TOP


Marco Saitta (Akragas): gioca nel ruolo di tornante, si dimostra molto efficace in fase offensiva. Sempre proiettato in avanti e spesso smarcato, è autore dell'eccellente cross che porta al rigore. Potrebbe anche segnare ma la finalizzazione non è il suo forte. SPINA NEL FIANCO

Lys Gomis (Paganese): spiazzato sul rigore, impotente sul fortuito 2-0, il portiere italo-senegalese è stoico nel secondo tempo. Parate complicate su Saitta, Salvemini e due volte su Parigi, che lo sognerà stanotte. SARACINESCA


FLOP


Nessuno (Akragas)
: reazione d'orgoglio del Gigante dopo le tante traversie legate anche allo stadio. Arriva così la prima vittoria per una squadra giovane e bisognosa di fiducia. Anche chi è stato più in ombra, come Moreo, ha comunque dato un buon contributo. PROMOSSI

Luca Piana/Giovanni Della Corte (Paganese)
: forse severa la seconda ammonizione di Piana, comunque ingenuo in quel frangente. Frangente su cui si era fatto trovare impreparato l'esterno Della Corte, che nell'arco di tutta la partita ci ha capito poco contro Saitta. FRASTORNATI

da www.tuttolegapro.com

Favo: "Mi aspettavo una gara diversa, ma abbiamo avuto tanti problemi".


C'è un altro aspetto che potrebbe dare una giustificazione alla prestazione certamente non esaltante della Paganese: un virus influenzale che ha colpito ben sei giocatori azzurrostellati. 

E' lo stesso tecnico Massimiliano Favo, nel ventre dell'Esseneto, a spiegare quest'altro problema avuto dalla Paganese nelle ore che hanno preceduto il match. "Abbiamo avuto sei giocatori con la dissenteria - spiega Favo - tra cui Gomis che ha addirittura vomitato in campo, lo stesso Meroni che poi è uscito a metà secondo tempo. Ci ha colpito questo virus e non ci ha consentito di essere pronti come volevamo. All'intervallo sembrava più un cottolengo che uno spogliatoio perchè avevamo problemi di carattere organico. Abbiamo dovuto gestire la partita, mi dispiace per questo, perchè avrei voluto giocare in maniera diversa". 

Ok il virus, ma non è stata la Paganese brillante del primo tempo contro la Reggina. "Mi aspettavo anche io una gara diversa ma si è subito messa su binari non proprio favorevoli a noi. Inoltre, abbiamo preso gol nel momento in cui avevamo preso le misure venendo fuori dal momento balbettante; subire rosso e rete nel momento in cui c'eravamo assestati non è stato facile. Tuttavia abbiamo provato a tenere in campo più giocatori offensivi possibili, inevitabilmente nella ripresa abbiamo rischiato su qualche ripartenza ma abbiamo anche avuto la palla del pareggio con Cesaretti. Il rigore? Solitamente non parlo mai degli arbitri, e poi ero lontano. Se c'era la spinta non lo so, mi devo attenere a quello che dice l'arbitro. E' comunque la seconda volta di fila che giochiamo in dieci, anche sabato scorso. Dobbiamo migliorare sotto questo aspetto, anche se oggi siamo stati anche sfortunati"

C'è bisogno di far ritrovare la forma migliore ad uomini chiave, vedi ad esempio Carcione. "Devo solo ringraziare i ragazzi per come sono stati in campo, per l'impegno che ci hanno messo e perchè in tanti non sono ancora al meglio e ci stanno comunque dando una mano per quelle che sono le loro possibilità. Oggi ci ha condizionato anche il gran caldo a cui siamo meno abituati rispetto all'Akragas. Dobbiamo recuperare tanti giocatori, la miglior condizione fisica e giocare una partita in undici". 

Danilo Sorrentino - © Paganesemania - Riproduzione riservata

Brutta Paganese all'Esseneto: l'Akragas vince 2-0 col compitino.


La trasferta di Agrigento è un brutto schiaffo, un risveglio traumatico dopo i quattro punti ottenuti con Cosenza e Reggina. Una prestazione scialba, con poca determinazione e che evidenzia un netto passo indietro rispetto alle ultime partite. L'Akragas fa il compitino - ma ci ha messo senza dubbio più cattiveria - e ha la meglio di una gara mediocre, caratterizzata da vari fattori. In primis il cambio modulo della Paganese, con Favo che ha schierato i suoi con un inedito 3-5-2, lasciando in panchina sia Negro che Regolanti e facendo debuttare dall'inizio Pavan e Piana. La gara del difensore centrale è durata 37', il tempo di farsi espellere sull'episodio del rigore siglato dall'ex Longo che è valso il vantaggio dei biancazzurri. Nonostante l'inferiorità numerica nel secondo tempo la squadra azzurrostellata è rimasta teoricamente in partita senza però mai trovare lo spiraglio giusto, se non con un'occasione avuta da Cesaretti. In pieno recupero il gol di Franchi

I ritmi della partita sono stati bassi sin dall'inizio, con la Paganese che non è riuscita a giocare come avrebbe voluto, senza riferimenti centrali e con un reparto mediano in affanno. L'approccio dell'undici di Favo non è stato dei migliori, contro una squadra di Lello Di Napoli che è stata un po' più ordinata ma inconcludente. La fase di studio è interrotta da alcune conclusioni velleitarie dalla distanza, la miglior chance della Paganese è su una ripartenza sbagliata da Cesaretti che serve male Talamo. L'episodio che sblocca il match arriva al 37'. L'arbitro giudica irregolare (le immagini non chiariscono) la spinta di Piana ai danni di Salvemini, concede il rigore ed espelle il difensore che poco prima era stato ammonito per un fallo sulla trequarti. Dal dischetto, l'ex Longo spiazza Gomis. Come se non bastasse, a fine primo tempo alza bandiera bianca Baccolo che si fa male: dentro Ngamba.

Gomis è grande protagonista dell'avvio di ripresa, tenendo in partita la Paganese con almeno quattro interventi provvidenziali. Il primo su Saitta, il secondo su Salvemini e poi al 25' due volte su Parigi, dimenticato da Carini. A nulla serve alla formazione azzurrostellata il tutto per tutto tentato da Favo che passa al 4-2-3 con Regolanti nel cuore dell'attacco e Carcione sulla linea dei difensori. L'unica occasione degna di nota è intorno alla mezz'ora, con una sgroppata di Pavan a servire Cesaretti: Mileto respinge, poi Bensaja non riesce ad impattare la sfera. Troppo poco, davvero troppo poco per provare a pareggiarla (eppure non sarebbe servito niente di trascendentale). Così al 94' Franchi, in ripartenza, rende la sconfitta ancora più amara.

IL TABELLINO

MARCATORI: pt 39' rig. Longo; st 49' Franchi

AKRAGAS (3-4-1-2): Vono; Mileto, Danese, Russo; Saitta (18' st Scrugli), Carrotta, Vicente, Longo, Sepe (27' st Rotulo); Moreo (18' st Parigi), Salvemini (39' st Franchi). A disp.: Lo Monaco, Pisani, Caternicchia, Ioio, Gjuci, Navas, Greco, Petrucci. All.: Di Napoli

PAGANESE (3-5-2): Gomis; Meroni (19' st Regolanti), Piana, Carini; Pavan, Tascone (19' st Bensaja), Carcione, Baccolo (42' pt Ngamba), Della Corte (30' st Dinielli); Cesaretti (30' st Buxton), Talamo. A disp.: Galli, Scarpa, Negro, Garofalo, Bernardini. All.: Favo

ARBITRO: D'Ascanio di Ancona (Cantafio-Massara)

NOTE: spettatori 600 circa. Espulso al 37' pt Piana per doppia ammonizione. Ammoniti: Vicente, Meroni, Rotulo. Angoli 9-4. Recupero pt 2', st 5'

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Akragas-Paganese 2-0: risultato ineccepibile che premia il vigore dei padroni di casa.

parata di Gomis

Nella foto il grande intervento di Gomis che neutralizza un tiro ravvicinato di Longo

Di Nino Ruggiero

Poco da dire sulla vittoria della squadra agrigentina nei confronti della Paganese. Due a zero, un risultato ineccepibile che premia il vigore agonistico della squadra di casa, attenta e volitiva ma castiga forse oltre il dovuto una Paganese che ha dovuto giocare tutto il secondo tempo in dieci uomini per un’affrettata decisione dell’arbitro dell’incontro.

Partiamo proprio da quest’episodio che qualche dubbio lo ha lasciato in tanti. Mancano pochi minuti alla fine del primo tempo. Saitta scende a fondo campo e crossa al centro dove Salvemini è controllato da Piana e Meroni: il centravanti cade a terra e l’arbitro, oltre a fischiare un calcio di rigore che lascia parecchi dubbi, ammonisce anche Piana. Quest’ultimo. già ammonito qualche minuto prima, deve abbandonare il campo lasciando la squadra in dieci. I rigori concessi, specie quelli non proprio ineccepibili, lasciano sempre una scia di dubbi, lo sappiamo tutti. Ma ad onor del vero è sembrata anche eccessiva l’ulteriore ammonizione a Piana: poteva probabilmente bastare anche la sola massima punizione, sempre che effettivamente ci fosse stato il fallo sull’attaccante. Ma che volete, il calcio è materia sempre opinabile e l’unica cosa certa che lo caratterizza è il risultato finale. E quello premia l’Akragas che – rigore a parte – ha giocato una gara di tutto rispetto, raddoppiando a più non posso i calciatori avversari in possesso di palla e proponendosi con grande ostinazione in avanti pur non contando nella sua rosa nomi di grande valore tecnico.

La Paganese vista nella prima fase, quella per intenderci quella che la vedeva pareggiare, non è apparsa malvagia nonostante Massimiliano Favo presentasse per la prima volta in questo campionato una difesa schierata a tre, con l’appoggio continuo di Pavan a destra e Della Corte a sinistra. Qualche buona trama offensiva, soprattutto nel primo tempo, è stata sviluppata ma il portiere Vono si è bene disimpegnato sui tentativi di Carcione, Talamo e Cesaretti. Altrettanto però ha fatto Gomis dal versante difensivo paganese che in un paio di circostanze ha compiuto interventi di spessore.

La sconfitta odierna forse aprirà muove considerazioni sulla bontà complessiva della squadra azzurro-stellata, cosa però normale quando si costruiscono squadre con pochi mezzi a disposizione.

Vi rimando a lunedì per un approfondimento con la rubrica “Così è, anche se non vi pare”.

Nino Ruggiero - paganesegraffiti.wordpress.com

IV Giornata: Akragas-Paganese 2-0.

15.9.17

Da Agrigento si attendono conferme.

Rubrica Fuorigioco di Nino Ruggiero per PaganeseMania

Poche cose ho recepito, negli anni, dagli insegnamenti di autentici mostri della carta stampata. Fra queste, una in particolare: già dal martedì (o dal lunedì, nel nostro caso, visto che attualmente si gioca di sabato) si deve guardare alla gara successiva. Di commenti, dopo una partita, se ne fanno molti ma devono avere spazio in quel giorno, al massimo nel giorno dopo. L’attenzione deve essere puntata sulla gara da disputare.

Una sola divagazione però, in deroga, me la concedo e riguarda il comportamento della squadra. Ancora oggi, a distanza di sei giorni, non riesco a capire quali possano essere i motivi per cui la squadra ha giocato contro la Reggina un primo tempo su grossi livelli per poi lasciare il campo all’avversaria nella ripresa. Misteri del calcio. Ma chiudo qui.

Con una settimana in più di lavoro, gli azzurrostellati – in vista della trasferta di Agrigento dove incontreranno l’Akragas, una delle squadre più giovani del campionato - dovrebbero carburare meglio e soprattutto dovrebbero spendere le loro energie con maggiore cognizione di causa. Dovrebbero tenere presente cioè che le partite durano novanta e più minuti e che gli sforzi vanno centellinati saggiamente per evitare sbalzi di rendimento. Contro la squadra agrigentina, Massimiliano Favo dovrà giocoforza cambiare formazione a causa della squalifica inflitta per una settimana a Picone. A prescindere dalla scelta tecnica, credo però che la squadra sarà schierata più o meno con l’assetto tattico che le consentì di espugnare Cosenza. Dunque, squadra bene equilibrata e soprattutto attenta a non concedere spazi agli avversari di turno; in tutto questo bisognerà considerare che il campo di Agrigento non è proprio un biliardo e le sue attuali condizioni non consentono cambiamenti di fronte particolarmente rapidi.

Sul piano del gioco – tenendo presente la giovane età complessiva degli avversari - la Paganese potrebbe esprimersi al meglio specie ora che sta ritrovando a centrocampo Carcione, elemento in grado di dare un volto alla squadra dall’alto della sua classe e visione di gioco. Sul cammino della Paganese ci saranno anche due ex: Carrotta, centrocampista che lo scorso anno fece solo qualche apparizione in prima squadra, e Longo, attaccante che nel campionato 2014-15 si assicurò quattordici presenze parziali segnando anche un gol. Da Agrigento è attesa però soprattutto una conferma sulle qualità complessiva della Paganese. Conferme si attendono soprattutto dalla coppia d’attacco Talamo-Cesaretti, particolarmente temuta nel club agrigentino. Infine, bisognerà capire se avranno un seguito i progressi complessivi intravisti quindici giorni fa nella gara di Cosenza e quelli del primo tempo contro la Reggina.

L’appuntamento è per le ore 14.30 di domani per i pochi temerari che vorranno essere presenti ma, in considerazione dei tanti chilometri da percorrere, l’impressione è che in tanti saranno sintonizzati sui canali di Sportube che trasmetterà la gara.

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Le carte di Feola: "Il punto di forza della Paganese è la società. Ad Agrigento sarà dura".


In attesa di chiamate, Vincenzo Feola studia le varie squadre di Serie C e di Serie D, soprattutto campane, provando a carpirne i segreti. Più di una volta il tecnico partenopeo è stato al Torre nella passata stagione ed anche quest'anno ha assistito alla gara d'esordio della Paganese contro il Bisceglie. Il 50enne di Somma Vesuviana ha allenato l'Akragas, riportando i biancazzurri tra i professionisti dopo circa trent'anni, e ha provato a fare le carte alla prossima partita per PaganeseMania

Mister, quest'anno ha visto solo una volta la Paganese, nella giornata peggiore...

"Ho visto solo la partita col Bisceglie, è vero. Fu una prestazione bruttissima, una gara particolare e poi c'è stato il cambio dell'allenatore. La squadra, vincendo a Cosenza, ha dimostrato di essere viva, ha ottenuto un buon pareggio con la Reggina e potrà dire la sua. Sono stati due risultati importanti, però bisogna pensare innanzitutto a salvarsi, poi a gennaio potrà intervenire per rinforzare la squadra. E' un campionato equilibrato, oggi, dopo tre giornate, è difficile dare un giudizio, è prematuro dire chi vincerà e chi retrocederà".

Ma si aspettava l'avvio di un progetto diverso dopo l'addio con Grassadonia?

"Era difficile sostituire Grassadonia, il quale ha dimostrato di meritare il salto di categoria, perchè ha fatto due ottimi campionati a Pagani: esprimeva un buon calcio e non era facile prendere il suo posto. Quello che posso dire, però, è che gli allenatori passano, ma la società rimane e Trapani ha dimostrato di saperci fare. I fatti parlano per lui e dicono che sono dodici anni che la Paganese è in Serie C, è una società che ha futuro. Qualcosa vorrà pur dire".

Parliamo dell'Akragas. Altro ambiente che lei conosce bene ma che quest'anno sta incontrando varie difficoltà.

"L'Akragas, a prescindere dal fatto che ha una squadra molto giovane, ogni anno riesce sempre ad estrarre qualcosa fuori dal cilindro. Sabato ha pareggiato a Monopoli una partita che poteva anche vincere. Alcuni giovani sono interessanti, è una squadra ben allenata ed organizzata, non sarà facile per nessuno vincere lì". 

Dunque che gara si aspetta?

"Credo che a conti fatti sia uno scontro diretto. La Paganese ha fatto due risultati importanti, vorrà continuare su questa strada ma dico che l'Akragas se vuole salvarsi deve iniziare a vincere". 

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foto: Agrigento Notizie

14.9.17

Regolanti cerca gol e riscatto: "Paganese giusta scelta per me".


Il 2017 non è stato di certo un anno da ricordare per Giuliano Regolanti. A marzo scorso l'attaccante della Paganese s'infortunò al tendine rotuleo del ginocchio mentre militava nel Latina, in Serie B. In terra pontina era arrivato ad ottobre, firmando un triennale dopo la fine del rapporto col Frosinone e siglando il suo primo gol in cadetteria praticamente all'esordio contro la Pro Vercelli. L'infortunio e il fallimento del club nerazzurro lo hanno portato a vivere un'estate particolare, conclusasi con il matrimonio a sorpresa con la Paganese. A sorpresa perchè Regolanti sembrava già promesso sposo della Salernitana, si parlava di un posibile arrivo in prestito in azzurrostellato poi però la firma di un biennale. "Tutto è nato quando ero in ritiro con la Salernitana, ho avuto la chiamata della Paganese e non ci ho pensato su due volte ad accettare la proposta. Posso dire di aver fatto la scelta giusta per la mia carriera, inizio ad allenarmi bene dopo un infortunio che mi ha costretto a saltare buona parte della scorsa stagione", ha spiegato Regolanti al sito ufficiale del club liguorino. L'avvio non è stato dei migliori, con la sconfitta al debutto col Bisceglie costata la panchina a Matrecano. "Il cambio di allenatore ci ha dato la scossa giusta, mister Favo è molto attento e preparato. Lavora molto bene anche con i giovani e in questo mi ricorda un mio vecchio allenatore, Roberto Stellone". Tecnico incontrato nelle giovanili del Frosinone, nel glorioso anno 2012 quando i canarini vinsero lo scudetto Berretti di Lega Pro

RISCATTO - Quella attuale vuole essere per Regolanti la stagione del riscatto, cercando di ritornare a segnare gol pesanti, come quelli messi a segno nelle sue prime esperienze in giro per l'Italia fra Fondi (10 reti in D) e Gubbio (8 reti in C1): quando cioè ha avuto la possibilità di disputare un campionato per intero e da titolare. Magari iniziando già da sabato... "L’Akragas, nonostante le problematiche societarie - ha detto la punta di Anzio - è una squadra che sta bene e sappiamo come affrontarla. Sono convinto che loro daranno il massimo, ma noi andremo a fare la nostra partita cercando di raccogliere punti per continuare la striscia positiva. Siamo ancora in rodaggio, ma stiamo lavorando per questo tutti i giorni: siamo sulla buona strada. Mi aspetto un campionato diverso da quello dell’anno scorso che per me è stato negativo: voglio tante gioie per me, la squadra, i nostri tifosi e la società che fa grandi sacrifici".

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