11.12.07

Adesso il Cittadella vuole Francesco Scarpa (da Il Mattino).



GIUSEPPE BOVE Pagani. Ma come faranno a tenerlo ancora lì? Francesco Scarpa è sempre più oggetto del desiderio altrui. Anche alla luce della doppietta di domenica a Cittadella che ha dato il là a una rimonta incredibile per gli azzurrostellati passati dal 3-0 al 3-3 in venti minuti scarsi. Come faranno a tenerlo ancora lì, dopo che il telefonino di Cosimo D'Eboli anche ieri ha dovuto registrare le telefonate di Salernitana, Gallipoli, Perugia, destinato a cambiare volto al mercato di gennaio, Pisa e, udite, udite, dello stesso Cittadella? Lui ci scherza sopra, ci marcia, e in quello slang che sa tanto di dialetto torrese, ammicca un sorriso di prassi, come a dire «cosa posso farci, sono gli altri che mi vogliono, non io che desidero andare». E quello dell'andare via da Pagani è diventato, ora più di prima, il tormentone numero uno in casa paganese: «Meglio cederlo facendo cassa per poi rinforzare l'organico, o tenerlo sacrificando ancora il portafoglio?» Il quesito non ha risposta facile anche se le parole di Scarpa, arrivato a quota sei con i due gol di domenica, lasciano ipotizzare anche una cessione: «L'ho sempre detto, se arriva la B chiedo di lasciare, altrimenti sto bene dove sono adesso. Alla Paganese voglio regalare la salvezza». Un regalo possibile, specialmente se l'esterno che vede la porta come pochi, dovesse continuare a giocare come adesso rigenerato dalla cura Chiappini: «Devo tanto al tecnico che mi ha permesso di esprimermi come piace a me, ovvero libero di sprigionare la mia fantasia e cercare la porta con il tiro, che provo sempre». Già, il tiro, il pezzo forte di Scarpa che usa indifferentemente destro e sinistro con uguale disinvoltura e precisione, come sa fare un asso qual'è Nedved. Il bello di tutto ciò è che uno immagina il calciatore a fine allenamento pronto a bombardare la porta nell'esercitare il destro che rimane il piede preferito e il sinistro. E invece nulla di tutto ciò: «No, non provo mai i tiri - svela Scarpa - lo faccio direttamente in gara. Diciamo che ho affinato la tecnica negli anni e ho il dono di sentire quando è il momento giusto per provarci. Ho fatto sempre così, in Eccellenza, in D e ora di nuovo in C1». Una platea che sta stretta a Scarpa che sogna altri palcoscenici: «L'emozione provata nel giocare a Napoli quando ero a Foggia rimane unica: sì, vorrei tanto esaltarmi in una platea con grande seguito e in B, avendo come spalla ideale un calciatore come Mounard che è perso in serie C e del quale ho ammirato la tecnica a Foggia». Dove ha conosciuto come allenatore Morgia, il tecnico del Sorrento, del quale Scarpa conserva un ottimo ricordo: «Gran signore, ottimo allenatore. Ma tra i tecnici che mi piace ricordare voglio citare Massimo Agovino che a Sapri mi ha forgiato: vivacchia in serie D, ma è almeno da C1 già adesso». Il gol che invece non dimentica Francesco Scarpa lo realizzò quando era ad Andria: «Bella stagione quella, segnai sette gol e una domenica partii dalla mia metà campo, saltando uno dietro l'altro sei avversari. Giunto al limite tirai la mia solita castagna che sorprese il portiere convinto che avessi voluto dribblare pure lui». Sapete quela era la partita? Fidelis Andria-Pro Patria. Guarda caso l'avversario di domani della Paganese. Anania, portiere dei bustocchi, è avvisato: occhi alla castagna.