
PIERPAOLO DI NENNO Lanciano. «Meriterei una chance importante, ogni anno faccio miracoli». Ezio Capuano lo dice tra una dichiarazione e l'altra, mentre cerca di spiegare ai cronisti come stanno le cose a Pagani dopo il mercato di gennaio. «Sono andati via nove giocatori, la politica societaria è chiara, il presidente lo ha detto chiaramente: meglio retrocedere che fallire. Io mi adeguo». Adeguarsi significa che in campo «devono» scendere almeno due o tre under 21, a prescindere dalla partita. «Abbiamo ragazzi validi che però fino all'anno scorso giocavano in Primavera. Chiaro che manca un po' d'esperienza, ma a quella riusciamo a sopperire con la determinazione. Siamo una squadra operaia, battagliera». La partita? «Non mi sembra che abbiamo demeritato, anzi, se eravamo più fortunati potevamo anche andare in vantaggio. L'attacco carente? Abbiamo evidenti limiti in avanti, non lo nascondo. Però è difficile farci gol». In questa categoria potrebbe essere una caratteristica decisiva per la salvezza, il mister è laconico quando gli viene chiesto se crede alla salvezza. «Ci spero, diciamo che ci spero». Il direttore generale, Cosimo D'Eboli non ha dubbi. «Da quando gli abbiamo tolto il problema di scegliere con una rosa troppo numerosa, Capuano ha fatto meglio. La società ha una politica chiara: puntiamo sui giovani, abbiamo deciso che facciamo giocare almeno due o tre under a partita a prescindere. La Lega ci paga per farli giocare, Capuano lo sa». Giocatori giovani si, ma non tutti di proprietà. «Iraci dal Bari, Diogo dall'Udinese, Legittimo è del Lecce. Tutti classe 88 o 89. La nostra è una società che non si può permettere di prendere una punta». Ecco, quella manca alla Paganese. «Certo, se potessi prenderei Morante (oggi in panchina per la Virtus Lanciano, ndc) ma la Paganese costa in tutto circa 700.000 euro». Il capocannoniere della Paganese è Ivan Tisci, passato alla Virtus Lanciano nel mercato di riparazione di gennaio. «Vuol dire che i miei gol saranno stati importanti per la salvezza della Paganese. Speriamo di salvarci entrambi. Lì ho passato un bel periodo, mi porto dietro un bel ricordo dei tifosi e della città. Il pareggio? Sapevamo che sarebbero venuti a giocare per non concederci nulla, le squadre di Capuano sono difficili da affrontare». Incroci di ex, arriva Mirko Taccola, un passato importante con la precedente società SS Lanciano, poi fallita. «Qui mi hanno trattato come un principe, non lo dimenticherò mai. I fischi? Fa parte del gioco, personalmente ho vissuto delle emozioni forti in questa città». Trentanove anni e non sentirli, in campo una partita maiuscola. «Tutto il reparto difensivo ha giocato bene, la nostra è una squadra a cui segnare non è facile. Qualche problemino lo abbiamo davanti, ma lo sappiamo e cerchiamo di puntare su altre qualità, come la voglia di emergere dei nostri giovani e l'esperienza dei vecchietti come me. Smettere a fine anno? No, non ci penso proprio, anche se alla mia età non si possono fare programmi per il futuro. Conquistiamo la salvezza con la Paganese, poi ne riparleremo».
Il Mattino