Il pensiero di Ezio Capuano a fine gara.
“Nel primo tempo il Taranto palleggiava molto meglio della Paganese giocando molto più sull’ampiezza. Non avevo i due esterni titolari: Bacchi ed Esposito e ho preferito giocare con due brevi linee tra le catene. Tuttavia non riuscivamo a coprire il trequartista del Taranto. Nel secondo tempo siamo passati al 4-3-1-2 giocando a rombo e rivisitando la struttura della squadra. C’è stata una sola squadra in campo: la Paganese che sull’uno a zero ha sbagliato l’impossibile e non ha avuto un rigore clamoroso. Nell’economia globale del match probabilmente il Taranto avrebbe meritato qualcosa di più. Noi siamo la squadra più giovane d’Italia. Ogni partita riceviamo trentaseimila euro di contributo dalla Lega Pro perché schieriamo molti under. A gennaio sono andati via undici giocatori e sapevamo che bisognava soffrire partita dopo partita. Qualora centrassimo la salvezza sarebbe un capolavoro illimitato. La Paganese è una squadra che lotta per novanta minuti e che non si arrenderà mai”.