14.3.09

Taranto, a Pagani per sfatare la maledizione delle trasferte.

TARANTO - Taranto contro l’anatema delle trasferte. Se la squadra rossoblu ha ritrovato personalità, gioco e soprattutto una serie di vittorie pesantissime all’interno dello stadio Iacovone, ritornato il feudo inespugnabile che la tradizione ionica vuole, ad essere smarriti sono i punti conquistati fuori dalle mura amiche. Non accade addirittura dalla prima decade dello scorso novembre, dall’1-1 di Pistoia firmato dal giovane Sciaudone, epilogo di una settimana disastrosa- fra contestazioni ed attriti fra calciatori e dirigenza- che ha condizionato particolarmente la classifica precaria del Taranto stesso. Allora in panchina c’era Franco Dellisanti, artefice comunque delle uniche tre vittorie (a Foligno, Terni e Marcianise) che la compagine rossoblu ha ottenuto nel solo girone d’andata e nell’intero arco del torneo. Davvero avaro il giro di boa: la squadra, affidata a Paolo Stringara e rinnovata in alcuni reparti in seguito ad addii e rescissioni di contratto, ha acquisito una diversa mentalità tattica e psicologica, ma non è riuscita ancora a sfatare il tabu esterno. Al momento si è liberata dalla zona pericolosa, nonostante una graduatoria compressa e decisamente “corta”: molte sono le concorrenti alla salvezza invischiate, e la sfida con la Paganese del temuto ex Eziolino Capuano, già corsaro nella gara d’andata disputata a porte chiuse allo Iacovone, si presenta tutt’altro che agevole. Stringara ha optato per una partenza anticipata alla volta della Campania: da venerdì l’organico si sta dedicando ad un mini ritiro al fine di salvaguardare la concentrazione in un momento delicato per l’intero campionato. Il tecnico di Orbetello non rinuncia al suo credo tattico ed intende insistere anche a Pagani sul 3-4-1-2, sfruttando la figura del rifinitore e confidando nell’abilità e nel lavoro incessante degli esterni di centrocampo a ripiegare in retroguardia, come richiesto dalla fase di non possesso. Per la sfida con gli azzurrostellati mancheranno un perno della difesa come Vincenzo Migliaccio- il difensore di Mugnano è stato appiedato per un turno dal giudice sportivo- ed ancora Davide Dionigi: l’attaccante modenese, vittima di un trauma distorsivo alla caviglia sinistra con interessamento del polpaccio, è assente da tre settimane dai campi di gioco, e si sta curando in un centro specializzato. In compenso, per conferire profondità alla manovra offensiva, ritorna Willy Da Silva dalla squalifica. Sorrisi per il recuperato Paolucci: il mediano, reduce dal calvario per un intervento ai legamenti del ginocchio, è rientrato alla base prima della sosta del torneo e sta perfezionando la sua riabilitazione. E’ stato convocato per cameratismo, ma un suo apporto è fuori discussione. In base a quanto sperimentato nel test di giovedì contro la formazione dello Statte, la linea difensiva sarà composta da Nordi a custodia dei pali, Di Bari dirottato sul versante destro, capitan Pastore (che nella gara d’andata fu ipnotizzato dal dischetto da Pantanelli) ed il rientrante Prosperi a sinistra. La scelta per le corsie, rispettivamente destra e sinistra, dovrebbe cadere su Sosa e Micco, mentre in mediana è stato riconfermato l’argentino ex Cosenza Spinelli al fianco dell’esperto Lima. Si prospetta, quindi, un’altra panchina per Lolli, esterno prescelto per la sua duttilità sulla catena destra, mentre Miglietta deve smaltire una botta incassata in allenamento: le recenti sperimentazioni come trequartista non hanno convinto nemmeno l’ex aretino, che si professa mediano puro. Rifiaterà anche Giorgino, finora stakanovista del centrocampo. Il dubbio di Stringara risiede in chiave d’attacco: nel ruolo di ispiratore, appare in vantaggio Sciaudone, che sta attraversando il miglior momento della sua avventura in rossoblu. Nel tandem avanzato, Da Silva dovrebbe essere affiancato da Carrozza, anche lui particolarmente dinamico e produttivo nelle recenti esibizioni. Nel caso in cui quest’ultimo dovesse fungere da trequartista, col sacrificio di Sciaudone, Stringara azzarderebbe Sasà Caturano, che già ha brillato nella sua terra (è di Scampia, noto quartiere di Napoli, e segnò il gol-vittoria col Marcianise).

Paolo Stringara ha studiato il prossimo avversario: “La Paganese è una buona squadra, con un rendimento casalingo determinante, per quel che riguarda i punti e la differenza reti nel complesso. Gli uomini di Capuano sono pericolosi sui calci da fermo e sulle ripartenze. Sono aggressivi e tentano incessantemente di saltare l’uomo a centrocampo: il Taranto dovrà sfruttare le fasce e punta sulla manovra palla a terra”.

Affidabile in tale senso il prediletto 3-4-1-2: “Ci dona maggiore equilibrio e densità in mezzo al campo- ha catechizzato il trainer rossoblu- Con i due esterni ed i centrali esiste stabilità, ma tante varianti possono arrivare nel corso della partita. L’elemento sistemato dietro le punte sta diventando basilare per lo sviluppo del nostro gioco”.

Questa la probabile formazione (3-4-1-2) : Nordi; Prosperi, Pastore, Di Bari; Micco, Spinelli, Lima, Sosa; Sciaudone (Carrozza); Da Silva, Carrozza (Caturano). All. Stringara.

Alessandra Carpino (da paganese.it)