9.4.10

Madonna d''e galline, miettece 'a mana toia.



"SE NON CI CREDETE, IO NON PARTO PER COMO". Queste le parole, o meglio l'invito più che esplicito, del tecnico Palumbo alla squadra alla ripresa della preparazione in vista della trasferta lariana. L'uomo del miracolo, della promozione in C1, crede ancora in un nuovo exploit ma ha chiesto ai suoi ragazzi di lottare sino all'ultimo respiro che emetterà il campionato. Il pareggio con il Monza ha fatto scemare la fiducia in qualche calciatore che psicologicamente ne ha risentito soprattutto della prestazione non proprio esaltante. Ma sia il tecnico che il Presidente, il quale in settimana ha fatto capolino nello spogliatoio, hanno serrato le fila e richiamati tutti a rialzare la testa e riprendere coraggio per queste ultime cinque finali. Quella di domenica, anche se il tecnico non la ritiene decisiva anche in caso di sconfitta, è la gara spartiacque per il futuro visto anche lo scontro diretto tra Pergocrema e Lecco. E' fondamentale uscire indenni dal "Sinigaglia" e la Paganese dovrà farlo nella domenica in cui non deve e non può più sbagliare. I numeri però condannano il cammino di Maisto e compagni lontani dal "Torre" dove è bene ricordarlo, purtroppo, hanno racimolato la miseria di quattro punti. La domanda che si fanno i tifosi è come la Paganese possa far punti laddove ha sempre steccato ? Affidiamoci alla speranza che è sempre l'ultima a morire ma credo, domenica più che mai, affidiamoci all'intervento Divino della Madonna delle Galline. Proprio alla Vergine del Carmelo, tra sacro e profano, i tifosi ormai si aggrappano sulla base dei numeri che indicano disastroso il cammino degli azzurri fuori le mura amiche. In tanti anni le statistiche hanno accompagnato gli azzurrostellati non perdenti nella Santa domenica dei paganesi, e quest'anno tutti si aggrappano alla fede nella Vergine affinchè si compi il miracolo anche in riva al lago. La Paganese il supporto Divino dovrà guadagnarselo grazie anche ad una condotta di gara esemplare senza sbavature ma soprattutto con un'intensità ben diversa dal secondo tempo con il Monza. I rientri definitivi di Sciannamè e Macrì e le assenze di Esposito ed Izzo porteranno Palumbo a rivedere uomini e schemi in vista della sfida con il Como. Ma un dato è incontrovertibile. Chiunque vestirà le quattordici casacche azzurre, per la prima volta nella storia al "Sinigaglia" a Como, dovrà sudare e lottare fino all'ultimo minuto per onorare la maglia, la società e quei tifosi che si sobbarcheranno altri mille km credendo ancora in un miracolo.

Peppe Nocera per Paganese.it