Quattro giornate dalla fine, 12 punti in palio, meno quattro dai play out, una serie di numeri non certo incoraggiante e, per le persone di buon senso, un verdetto quasi certo di retrocessione. C'è chi vuole ancora sperare, o meglio, illudersi che sia ancora possibile un colpo di coda (miracolo) che ribalti la situazione, ma francamente sono rassegnato a questa retrocessione perché è troppo il divario interno tra qualità positive e negatività. Gli errori marchiani compiuti a Como sono figli di una pochezza di mezzi tecnici ed anche morali su cui è impossibile discutere senza cadere nella possibile offesa nei confronti di chi gioca e, per forza, anche di chi ha intravisto in alcuni giocatori (calciatori sarebbe troppo) un barlume di possibilità di calcare i campi di calcio senza offrirsi al pubblico ludibrio. Pertanto preferisco pensare che la stagione calcistica 2009/2010, che fortunatamente volge al termine, sia stata un anno sabbatico per dedicarsi ai progetti futuri legati alla Paganese calcio. Una retrocessione per quanto dolorosa, potrebbe essere il viatico per una nuova sfida, per una nuova esaltante stagione alla ricerca della promozione, oppure in caso di ripescaggio (paventato senza troppi sottintesi dalla società) un campionato all'avanguardia in C1, magari pensando che Pagani possa essere una buona palestra per giovani di sicuro avvenire provenienti da squadre di A e B. E mi auguro che quest'annata sia servita per far capire che nel calcio una società non può prescindere da alcune figure professionali e che nel calcio professionistico non esistono i factotum, ma esistono i professionisti e di quelli non si può fare a meno. Il mio plauso va comunque ai ragazzi che curano l'Ufficio Stampa che con professionalità e passione rendono un servizio di livello ottimale. Con i grigi dell'Alessandria ci sono comunque altri tre punti da conquistare per rendere meno amara la stagione, ma come mi piacerebbe avere un attaccante in squadra!!!!!
Carlo Avallone per Paganese.it