13.12.10

Un rigore contestato condanna gli azzurrostellati.

Stefano Borton Bolzano. La cocente sconfitta, ennesima lontano dal Marcello Torre, non restituisce la parola ai tesserati della Paganese che al termine del match con il Sudtirol preferiscono disertare la sala stampa dello stadio Druso. Brucia il ko in casa Paganese. La battuta d'arresto è arrivata in modo immeritato e forse di spunti per analizzare la prova in Alto Adige ce ne sarebbero davvero tanti nel clan ospite ma le bocche restano cucite. Nessun problema di coincidenze aeree (la squadra farà ritorno in Campania soltanto nella mattinata di oggi) ma solo il rispetto del diktat societario giunto dopo una settimana di accese polemiche e mille equivoci in casa Paganese. In campo la formazione di Capuano ha dimostrato di non meritare l'ultima piazza in classifica ma non è bastata una prova di carattere per portare via almeno un punto che avrebbe restituito quel minimo di fiducia fondamentale in un frangente così delicato della stagione. Invece la squadra deve fare i conti ancora una volta con la sfortuna che continua a bersagliarla. Colpita a freddo, la formazione azzurrostellata ha saputo riorganizzarsi, sciorinando una prestazione gagliarda con giocate efficaci, a testimonianza anche di una buona organizzazione tattica che fa delle squadre di Capuano autentici spauracchi. A spegnere le velleità della Paganese è stata una decisione arbitrale molto discutibile che non mancherà di scatenare feroci polemiche in casa Paganese, silenzio stampa permettendo. A decidere il match è stata infatti una clamorosa svista del direttore di gara dopo solo otto giri di lancette della seconda frazione di gara. L'attaccante di casa Marchi si è incuneato nell'area campana e si è praticamente tuffato. Il signor di Minelli di Varese, contrariamente alle aspettative del pubblico che attendeva obiettivamente l'ammonizione per simulazione del calciatore biancorosso, non aveva esitazioni a decretare la concessione della massima punizione tra lo stupore generale della Paganese che si è lasciata andare a vibranti proteste nella circostanza. Minelli è stato irremovibile e dagli undici metri Elkaddouri ha riportato i suoi compagni di squadra in vantaggio, parziale conservato senza sofferenze fino al trilice fischio finale. Il rigore contestatissimo ha spezzato le speranze della Paganese di risollevarsi ed ha avuto un effetto devastante dal punto di vista psicologico per gli ospiti. Non è stato possibile conoscere il pensiero del vulcanico Capuano al termine del match. La curiosità di capacità tattiche ma anche per le sue esternazioni esplosive, è stata spenta sul nascere. Nessun calciatore della Paganese ha potuto analizzare la partita con i cronisti delle emittenti televisive e con gli inviati della carta stampata. Tutti sul pullman per far rientro alle porte di Verona da dove poi stamane la squadra volerà verso Napoli. Il silenzio stampa è stato confermato dallo staff dirigenziale azzurrostellato dopo alcune incomprensioni sorte in seguito alla battuta d'arresto interna di domenica scorsa contro la capolista Gubbio. In quella occasione Capuano aveva sottolineato come, in una situazione di emergenza, alcuni calciatori avevano lamentato infortuni di vario genere per tirarsi fuori da guai peggiori. Un atteggiamento che non era piaciuto all'allenatore della Paganese che lo aveva rimarcato senza peli sulla lingua. Problemi mentali e polemiche a raffica avevano investito l'ambiente che si era interrogato sul comportamento dei calciatori fermi ai box. Da qui la decisione del club di imporre il silenzio a tutti i tesserati, compresi il presidente Raffaele Trapani ed il direttore generale Filippo Raiola rimasti muti per tutta la settimana che ha preceduto la sfida dello stadio Druso. Nemmeno a Bolzano è arrivato il dietrofront mentre all'orizzonte si profila un altro match da brividi al Bentegodi di Verona nel posticipo serale di Rai Sport. 
Il Mattino