Ecco le dichiarazioni post-partita di Vincenzo Iacopino, autore di una doppietta quindi protagonista dell'episodio che ha generato la rissa: "Se l'arbitro non ha fermato il gioco, credo che non ci fossero i presupposti per doversi fermare" sottolinea il capitano biancorosso che aggiunge: "In una frazione di secondo bisogna decidere cosa bisogna fare o non fare e io ho calciato in porta".
- Vincenzo, visto che sei stato il protagonista dell'episodio incriminato, raccontaci cosa è successo.
"A me è arrivata la palla perfetta davanti al portiere. L'ho stoppata e calciata in porta. Poi mi hanno insultato perché dovevamo fermarci, ma forse dovevamo solo buttare fuori la palla prima. Però se l'arbitro - visto il nuovo regolamento - non ha fermato il gioco, credo che non ci fossero i presupposti per doversi fermare. In una frazione di secondo bisogna decidere cosa bisogna fare o non fare e io ho calciato in porta. Di destro. Forse per quello ho fatto gol (ride, ndr): ero indeciso è ho fatto gol".
- Il primo a venirti addosso e forse anche a tirarti un pugno è stato il portiere (Caglioni, ndr)?
"Sinceramente non ho preso pugni. M'hanno buttato in terra. A quanto ho capito Chemali che stava venendo ad esultare ha preso un pugno al mio posto, allora l'ho ringraziato e gli ho detto che mi farò perdonare (ride, ndr)".
- Ma qualcuno, comunque, ti ha spinto?
"Sì, io mi sono trovato in terra e quando mi sono rialzato, oramai si erano già presi a calci e pugni. Ma non so bene cosa sia successo e non l'ho ancora rivisto. Però dispiace. Non è mai bello: né la loro reazione, né il nostro gesto. Probabilmente potevamo fermarci. Però durante la partita è successo un episodio analogo: uno di loro era a terra, ma visto che attaccavano hanno continuato. Poi si sono lamentati sulla nostra ripartenza successiva. Nel calcio ci può stare: devi decidere in un attimo. E noi ora come ora vogliamo cercare di tirarci fuori da questa situazione, lottando su ogni pallone. Non possiamo permetterci altro".
- Non è chiara la regolamentazione di questi episodi...
"Sì, è vero. Se la decisione spetta all'arbitro, basta. Però converrebbe mettersi d'accordo prima della partita tra allenatori e capitani, così si eviterebbero cose di questo genere".
- Obiettivo raggiunto per quanto riguarda la prova che dovevate dare a voi stessi e ai tifosi?
"Sotto quell'aspetto ero fiducioso: non si tratta di una squadra allo sbando. Sappiamo che dobbiamo lottare e dobbiamo dare anche di più del normale. Deve essere un punto di partenza questo atteggiamento e questa voglia di lottare su ogni pallone. Visti i gol e visto che non riusciamo a rimanere in vantaggio più di 5', qualcosa ancora c'è da migliorare".
- Oggi il tuo ruolo era ala destra in un 4-4-2?
"Sì, era un 4-4-2 con me a destra, ma essendo Ricci l'esterno a sinistra ed essendo lui più propenso ad attaccare, molte volte io cercavo di tagliare in mezzo e diventavo un centrocampista".
- Punto pesante?
"Noi ora dobbiamo partire da questa prestazione, anche se già in passato ce ne sono state altre dove purtroppo abbiamo vanificato tutto con degli errori e delle ingenuità. Credo che da oggi - come abbiamo già detto col comunicato - chi non si allinea col pensiero del gruppo si fa fuori da solo. E lo si è visto: nella rissa tutta la panchina era dentro. Questo per me dà già un senso di gruppo".
- Non avete paura del fatto che la Paganese nell'ultimo periodo sta facendo dei buoni risultati, mentre il Monza no?
"Per me il Monza è cresciuto. Io parlo a livello di consapevolezza. E' vero che è tardi dirlo ora, però siamo nella fase più importante del nostro campionato e vedere una crescita e la fiducia tra di noi è di buon auspicio per il futuro. Se poi la Paganese le vince tutte da qua alla fine vorrà dire che beccheremo Pergocrema o Pavia... Noi proveremo a fare lo stesso da qui alla fine".
- C'è sempre un reparto importante - la difesa - che ha dei limiti evidenti.
"Dobbiamo migliorare perché prendiamo sempre gol, ma non prendiamo dei gol dove la squadra avversaria fa delle azioni incredibili e ci mette in difficoltà su determinati movimenti. Prendiamo dei gol su corner, calcio piazzato... Dobbiamo crescere in scaltrezza e furbizia in area. Ma sotto questo aspetto dobbiamo crescere tutti, non solo la difesa. Oggi in 10 eravamo tutti in area e abbiamo preso gol lo stesso. Come squadra però iniziamo a sentirci un gruppo vero che vuole tirarsi fuori da questa situazione".
- Quindi bisogna andare a Lumezzane a vincere?
"Noi dobbiamo provare a vincerle tutte. Altrimenti dipendiamo dai risultati della Paganese. Un punto oggi è comunque importante. Come diceva Zaffa: "Questo è un punto che ti può far salvare" quindi mettiamolo lì, anche perché è arrivato contro la Salernitana, una squadra che nonostante i problemi è lì che lotta per i play-off".
- Noi a livello di stipendi come siamo messi?
"Siamo in linea con le scadenze della Lega, infatti non abbiamo ricevuto nessun tipo di penalizzazione".
- I gol li dedichi a...?
"Alla mia famiglia che in questi mesi mi ha sopportato un po' più nervoso del solito. E' per mia moglie Luisa e per i miei due bambini Mattia e Martina. Sono loro che riescono a tenermi sempre sul pezzo".
- Vincenzo Iacopino, come capitano del Monza, nella malaugurata ipotesi della retrocessione, rimarresti in biancorosso?
"Non voglio pensarci. Credo fortemente di potermi salvare. Ho già fatto in precedenza la scelta di rimanere a Monza perché mi ci trovo bene come ambiente, città e squadra. Ci sto bene indipendentemente dalla categoria. Ma non voglio sentirne parlare".
Redazione Monza-News.it
