Francesco Pepe PAGANI. L'entusiasmo di chi sa di poter compiere un'impresa, la capacità di miscelare ottimamente voglia di riscatto e qualità tecniche indiscutibili ed un sapiente lavoro di psicologia per scatenare una reazione rabbiosa che sta portando la Paganese ai play out. Dietro il momento positivo della formazione di Capuano c'è un lavoro scrupoloso portato avanti con abnegazione dallo staff tecnico e societario. Gli artefici però sono gli interpreti del credo calcistico del trainer salernitano, scelti con oculatezza a gennaio dal patron Trapani e Capuano e seguiti a vista dal direttore generale Raiola, da sempre vicino alla squadra nei momenti delicati. Ecco allora servita la rinascita della Paganese e dei suoi uomini d'onore, capaci di stringersi attorno al patto della salvezza e rimessisi in discussione quando tutti sembravano essersene dimenticati. Le storie di ognuno parlano chiaro, sono diverse ma dietro c'è il comune denominare, facilmente traducibile in una sola parola: riscatto. È questa la molla scattata nella mente del portiere Ginestra, sponsorizzato da Capuano e difeso a spada tratta dall'allenatore quando la tifoseria non gli perdonava nulla. Ora è il nuovo idolo del Marcello Torre, fa leva sul sostegno del pubblico e non vuol saperne di piegarsi davanti a nessun attaccante che si presenti davanti alla sua porta. Ginestra è solo un esempio. Luca Fusco sembrava quasi essere finito nel dimenticatoio, invece la casacca azzurra equivale ad una sorta di seconda giovinezza per il centrale roccioso, puntuale in ogni chiusura e baluardo insuperabile nel reparto arretrato. L'etichetta di svincolati di lusso suona quasi come un'offesa, di fronte a uomini prima che calciatori, come ha sottolineato anche Capuano dopo la vittoria con la Cremonese di domenica scorsa. Così come Urbano, abbandonato dalla Triestina che lo aveva corteggiato in estate dopo un'ottima stagione a Perugia e legatosi alla Paganese in maniera viscerale tanto da seguire i compagni dalla tribuna per squalifica assieme all'inseparabile Cuomo quasi come un acceso tifoso. Steccare una partita ci può stare, soprattutto quando le forze cominciano a calare dopo aver speso tantissimo fin dall'arrivo a gennaio. Qualità umane indiscutibili e tecnica sopraffina rendono Gatti la fonte inesauribile di gioco di questa Paganese, capace di raccogliere applausi anche per l'enorme mole di lavoro spesa da chi si sacrifica come un matto per dare profondità alla manovra. Le prestazioni sfoderate da Ferraro in prima linea rappresentano la migliore risposta da indirizzare a chi lo credeva finito, al pari del diligente Santarelli e dell'esterno sinistro Radi, entrambi calatisi a meraviglia nel credo tattico di Capuano e punti di riferimento importanti nello spogliatoio con la propria esperienza. L'amalgama giusto tra esperienza e gioventù, in una squadra rifondata nello spirito e negli uomini, è stata una naturale e veloce conseguenza di un lavoro maniacale portato avanti con professionalità dal tecnico e dai suoi collaboratori che stanno preparando la sfida di Cuomo in cui mancheranno lo squalificato Radi e l'infortunato Cuomo. Inoltre al club azzurrostellato è stata inflitta un'ammenda di 4000 euro per l'accensione di fumogeni e bengala e per il comportamento antisportivo dei raccattapalle che contro la Cremonese hanno ritardato la ripresa del gioco, abbandonando addirittura il campo nell'ultimo quarto d'ora del match. Nel pomeriggio intanto oggi al ’’Torre’’ test amichevole con il Pompei.
Il Mattino
