9.9.11

Avanti Paganese.

Alzi la mano chi tra addetti ai lavori, tifosi, un mese e mezzo fa avesse immaginato una ripartenza cosi. Nell’estate più travagliata dell’era Trapani, mai come in questi lunghi mesi la Paganese ha rischiato così tanto, di veder mandato in fumo tutto quanto di buono era stato costruito in questi anni. Dal 15 maggio in poi abbiamo assistito prima alla retrocessione sul campo, poi al vergognoso balletto delle sentenze del calcio scommesse, che alla fine ha visto penalizzata solo la Paganese, unica a non riappropriarsi della Prima Divisione, per passare poi dall’incubo della mancata iscrizione, alle telenovele della cessione della società sino alle vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti i massimi dirigenti azzurri. Nell’attesa e nella speranza che tutti possano ritrovare la propria serenità, come un’Araba fenice la Paganese è risorta, ma non dalle proprie ceneri, poiché la Paganese non è mai morta, ma dalla sua forza di sopravvivere, contro tutto e tutti grazie alla caparbietà dei soci che nell’afosa estate 2011, con la famiglia Trapani, hanno deciso di rilanciare il vessillo azzurro stellato. In tutti è tornato quell’ardore di rivalsa, quella determinazione assopita con l’amara e ingiusta retrocessione. E’ ricomparso, in tutti, quello spirito e quella passione che covava sotto la cenere ma che era pronta a riaccendere quell’entusiasmo che aveva bisogno solo di uno spiffero di vento. In tale contesto è giunto non tanto come uno spiffero, ma come un autentico uragano, il direttore Cosimo D’Eboli mai come in questa circostanza, uomo giusto al posto giusto. Nel momento di difficoltà non ha lesinato impegno, coraggio e passione per questa società a cui è stato sempre legato, facendo bene e sbagliando come capita a chi opera soprattutto nel mondo del calcio. Ma lui in quel momento c’era e gli amici si notano nel momento delle difficoltà non sul carro del vincitore. Lui su quel carro c’è stato e ci vuol risalire e, sul via libera della società, ha costruito la corazzata, almeno sulla carta, del girone. I nomi fanno tremare i polsi alle squadre avversarie ma è sempre il campo ad emettere le sentenze. La prima uscita ha confermato che può essere una Paganese dirompente e devastante. Guai però ad esaltarsi come giustamente dice il tecnico Grassadonia, che con questa squadra non deve fallire. Diamogli tempo e affolliamo il “Torre” come già domenica è avvenuto, con rinnovato entusiasmo e passione. Al resto ci penseranno Scarpa e compagni.

Peppe Nocera per paganese.it