Riprendo con piacere la mia consueta rubrica settimanale su Paganese.it. Di acqua sotto i ponti ne è passata rispetto all’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Dall’infausta domenica, che segnò la retrocessione in Seconda Divisione, ad oggi tutto sembra essere mutato all’improvviso, restituendoci la serenità giusta e soprattutto l’immancabile dose di entusiasmo per continuare a discutere della nostra Paganese. Alla fine la longa manus della famiglia Trapani e dei fedeli compagni di cordata si è fatta sentire. Quando tutto lasciava presagire il peggio per i colori azzurrostellati, finalmente ha fatto capolino una luce fioca che ha riacceso le speranze. A ravvivare la fiamma poi ci ha pensato il vulcanico direttore generale D’Eboli, abile a ritornare sulla scena nel momento del bisogno e capace di rimettere assieme i cocci di un vaso che stava andando in frantumi. Ottima la scelta societaria di affidarsi ad un operatore di mercato che conosce l’ambiente e soprattutto ne interpreta i gusti. Da manuale la costruzione della squadra con un mix interessante di esperienza (e che esperienza) e gioventù terribile. La vetta della classifica e l’imbattibilità in campionato non sono venute per caso. Sono il frutto di scelte mirate, tese a ridare brillantezza ad una casacca e ad un vessillo offuscato. La squadra di Grassadonia mi piace per spirito di sacrificio ed organizzazione tattica. Non un roster di viziate primedonne ma operai umili e grintosi che si sono calati nella parte per riportare la magica stella nuovamente in Prima Divisione, categoria persa a maggio scorso per qualche alchimia tattica di troppo e tante reti in meno. Il giocattolo funziona a meraviglia alla vigilia della serata perugina. Le tessere del mosaico sono incastonate al posto giusto e speriamo in un’annata che ci regali qualche soddisfazione. Peccato solo per l’espulsione di Tricarico contro l’Isola Liri. Un’ingenuità pagata a caro prezzo ed imperdonabile. Grassadonia saprà trovare i giusti equilibri anche senza il mediano di Cetraro. Avanti così...
Francesco Pepe per paganese.it